<?xml version="1.0" encoding="iso-8859-1"?>
<!-- generator="FeedCreator 1.7.2" -->
<rss version="2.0">
	<channel>
		<title>EFFEDIEFFE.com - Pedagogia</title>
		<description>EFFEDIEFFE.com - Feeds RSS</description>
		<link>http://www.effedieffe.com</link>
		<lastBuildDate>Thu, 18 Mar 2010 12:26:14 +0100</lastBuildDate>
		<generator>FeedCreator 1.7.2</generator>
		<image>
			<url>http://www.effedieffe.com/images/M_images/banner.effedieffe-rss.gif</url>
			<title>EFFEDIEFFE.com</title>
			<link>http://www.effedieffe.com</link>
			<description>EFFEDIEFFE.com - Feeds RSS</description>
		</image>
		<item>
			<title>Rieducare le maestre</title>
			<link>http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=8429&amp;Itemid=195</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.effedieffe.com/images/stories/foto2009/educare_maestre.jpg&quot; alt=&quot;educare_maestre.jpg&quot; style=&quot;width: 550px; height: 369px&quot; height=&quot;369&quot; width=&quot;550&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 1.25em; font-size: 1pt; color: #ffffff&quot;&gt;La scuola italiana &amp;egrave; diventata
un teatro dove non si rappresenta pi&amp;ugrave; Shakespeare, perch&amp;egrave; gli insegnanti
rappresentano s&amp;egrave; stessi: come sindacalisti, come &amp;laquo;pedagoghi&amp;raquo;, come precari,
come scioperanti, come anti-Gelmini, come &amp;laquo;docente triplo&amp;raquo;, come evoluzionisti
da quattro soldi. In questa manfrina trentennale &amp;egrave; andata perduta la funzione
cruciale, insostituibile, dell&amp;rsquo;insegnante elementare: la capacit&amp;agrave; di educare; e
crescere i ragazzi &amp;laquo;diversi dagli altri&amp;raquo;, ossia meno conformisti, dovrebbe
essere un fine di questa educazione.&lt;/span&gt;
</description>
			<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 11:48:48 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Qualcuno che lo dica</title>
			<link>http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=6917&amp;Itemid=195</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.effedieffe.com/images/stories/qualcuno_lo_dica.jpg&quot; alt=&quot;qualcuno_lo_dica.jpg&quot; style=&quot;width: 550px; height: 367px&quot; height=&quot;367&quot; width=&quot;550&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 0.6px; font-size: 1px&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ffffff&quot;&gt;Sulle conseguenze indirette e
generali, sul carico di sopraffazioni e violenze, schiavit&amp;ugrave;, sofferenze,
infelicit&amp;agrave; e inferni veri che il sesso pu&amp;ograve; comportare come &amp;laquo;vizio&amp;raquo;,&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;la censura impone il silenzio. Il sesso &amp;egrave;,
ufficialmente, &amp;laquo;felicit&amp;agrave;&amp;raquo;, &amp;laquo;benessere&amp;raquo;, &amp;laquo;successo&amp;raquo;. Forse dovrebbe preoccuparci un pochino un fatto: nell&amp;rsquo;intera societ&amp;agrave;
italiota non c'&amp;egrave; pi&amp;ugrave; alcuna istanza che si opponga
all&amp;rsquo;ideologia-Boncompagni. Chi ha la forza di ricordare ci&amp;ograve; che &amp;egrave; &amp;laquo;male&amp;raquo;? Forse
un personaggio pu&amp;ograve;, tutt&amp;rsquo;altro che bacchettone.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
</description>
			<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 18:02:54 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Psicologia o carattere?</title>
			<link>http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=6367&amp;Itemid=195</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.effedieffe.com/images/stories/carattere_550.jpg&quot; alt=&quot;carattere.jpg&quot; style=&quot;width: 550px; height: 400px&quot; height=&quot;400&quot; width=&quot;550&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 0.6px; font-size: 1px&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ffffff&quot;&gt;A formare il carattere era
l&amp;rsquo;adesione a un compito. Per millenni, la psicologia individuale s&amp;rsquo;&amp;egrave; cancellata
nella funzione che ciascuno aveva, a cui veniva preparato senza tante storie n&amp;egrave;
tenerezze, e che gli lasciava il segno. Anche nel corpo. La propria psicologia
&amp;egrave; precisamente quel che dobbiamo vincere, per ottenere il nostro &amp;laquo;carattere&amp;raquo;.
Due uomini ci insegneranno come.
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
</description>
			<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 14:05:23 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Imparare facendo</title>
			<link>http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=6279&amp;Itemid=195</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.effedieffe.com/images/stories/contadini.jpg&quot; alt=&quot;contadini.jpg&quot; style=&quot;width: 550px; height: 368px&quot; height=&quot;368&quot; width=&quot;550&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 0.6px; font-size: 1px&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ffffff&quot;&gt;La cultura si apprende
essenzialmente &amp;laquo;sentendo raccontare&amp;raquo;, &amp;laquo;vedendo fare&amp;raquo; chi fa, e &amp;laquo;facendo&amp;raquo;. Un
tempo il senso del bello come rigore entrava nella carne dei contadini quando
le pitture erano &amp;laquo;la scrittura dei poveri&amp;raquo;, come il &amp;laquo;Ne varietur&amp;raquo; del
gregoriano e dell'antica liturgia, era la scritta invisibile sopra le masserie
siciliane. Il carattere dell'immutabile, tramandato, era l'indelebile per
l'anima del fanciullo. Ora non pi&amp;ugrave;&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;
</description>
			<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 17:18:24 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Premio Darwin all’Italia</title>
			<link>http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=5751&amp;Itemid=195</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.effedieffe.com/images/stories/premio_darwin_550.jpg&quot; alt=&quot;premio_darwin_550.jpg&quot; style=&quot;width: 550px; height: 367px&quot; height=&quot;367&quot; width=&quot;550&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 0.6px; font-size: 1px&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ffffff&quot;&gt;A quell&amp;rsquo;et&amp;agrave; troppo precoce,
certe esperienze guastano irrimediabilmente la volont&amp;agrave;, il carattere. Il vero
ostacolo &amp;egrave; l'impossibilit&amp;agrave; di raccontarle, anche nella richiesta di un perdono;
le catene di un'afasia atroce, da molli anime troppo presto perdute. La
mancanza di parole come nell'inferno di Thomas Mann. L'unica speranza &amp;egrave; di
insegnare il linguaggio, quel linguaggio per l&amp;rsquo;esistenza, fatto di metafore per
l&amp;rsquo;indicibile, che nessuna scuola insegna pi&amp;ugrave;.
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
</description>
			<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 10:32:30 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Un maestro unico</title>
			<link>http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=4855&amp;Itemid=195</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.effedieffe.com/images/stories/scuola_50.jpg&quot; alt=&quot;scuola_50.jpg&quot; title=&quot;Un maestro unico&quot; style=&quot;width: 550px; height: 368px&quot; height=&quot;368&quot; width=&quot;550&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 0.6px; font-size: 1px&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ffffff&quot;&gt;C'era un tempo, non lontanto,
in cui gli insegnanti spesso restavano fanciulli, contaminati dall&amp;rsquo;infanzia
degli scolari. Un tempo in cui l'insegnamento veniva vissuto come un servizio
reso allo Stato, nel vestito sempre lo stesso, giorno dopo giorno pi&amp;ugrave; liso, ma
sempre in ordine. Come il grembiule con il colletto di plastica bianca degli
scolari che non era vissuto come un&amp;rsquo;imposizione, ma come un&amp;rsquo;appartenenza:
eravamo anche noi, come il maestro, dello Stato. Un tempo dove anche le rondini
lavoravano per la patria e meritavano onore, il loro posto, in partenza per
l'Africa. Tutto contribuiva a fare l&amp;rsquo;Italia, le rondini e i maestri, il grano
salvato dalle rondini come Dante e Pascoli&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
</description>
			<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 10:10:43 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Anti-Gelmini, ma dove vivete?</title>
			<link>http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=4762&amp;Itemid=195</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.effedieffe.com/images/stories/scuola_romeni.jpg&quot; alt=&quot;scuola_romeni.jpg&quot; title=&quot;Anti-Gelmini, ma dove vivete?&quot; style=&quot;width: 550px; height: 368px&quot; height=&quot;368&quot; width=&quot;550&quot; /&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 0.6px; font-size: 1px&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ffffff&quot;&gt;Dopo aver letto le
dichiarazioni dei presidi delle &amp;laquo;Facolt&amp;agrave; di Scienze della Formazione&amp;raquo; sulla
scelta del neo-ministro sull'insegnate unico, viene da chiedersi se si sta
parlando veramente della scuola italiana e delle sue condizioni e se questi
esperti signori in formazione pedagogica vivano in questo paese. Come mai il
risultato di questo teosoro dell'insegnante plurimo &amp;egrave; il bullismo di massa, il
conformismo vestimentario-pubblicitario infinitamente idiota, ributtante e per
giunta impunito? Stiamo e state educando delle belve, degli esseri rozzi,
insensibili al dolore altrui, moralmente bassi, incapaci di vergogna; al pi&amp;ugrave;
basso livello di civilt&amp;agrave; e umanit&amp;agrave; immaginabile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
</description>
			<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 16:43:07 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>La scuola dei cretini. Che si credono furbi</title>
			<link>http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=4471&amp;Itemid=195</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.effedieffe.com/images/stories/scuola.jpg&quot; alt=&quot;scuola.jpg&quot; title=&quot;La scuola dei cretini. Che si credono furbi&quot; style=&quot;width: 550px; height: 368px&quot; height=&quot;368&quot; width=&quot;550&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;color: #ffffff&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 0.6px; font-size: 1px&quot;&gt;&amp;laquo;L&amp;rsquo;OCSE boccia la scuola
italiana&amp;raquo;: un altra volta. Un dato interessante mostra
come le maestre italiote insegnino &amp;laquo;meno&amp;raquo;, ma i bambini italioti restano in
classe &amp;laquo;di pi&amp;ugrave;&amp;raquo;. E' la furbizia acerba dell'italiano in fasce: 200 ore di pi&amp;ugrave;,
per &amp;laquo;occupare&amp;raquo; le insegnanti. Difatti &amp;egrave; straordinario che il 37% degli scolari
riesca a passare indenne, ossia a mantenersi perfettamente analfabeta, durante
questo bombardamento pedagogico. All'universit&amp;agrave; poi si conculde
degnamente il ciclo di analfabestismo che ci criconda, ma con una laurea in
tasca. Specializzazione: telefonia cellurare, in cui i docenti italiani sono
luminari.
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
</description>
			<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 08:35:03 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Idea per la Gelmini: corsi di vergogna</title>
			<link>http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=4420&amp;Itemid=195</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.effedieffe.com/images/stories/gelmini.jpg&quot; alt=&quot;gelmini.jpg&quot; title=&quot;Il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini&quot; style=&quot;width: 550px; height: 366px&quot; height=&quot;366&quot; width=&quot;550&quot; /&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 0.6px; font-size: 1px&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ffffff&quot;&gt;Quando quello del maestro elementare non era un mestiere ma una missione socialmente onorata, non si sentiva il bisogno di intensivi corsi di educazione civica. Se da un lato dunque le reintroduzione della figura del maestro unico ha del positivo, il richiamo al senso civico, imbevuto di vecchie idee giacobine e di rigurgiti oscurantisti di illuminismo d&amp;eacute;pass&amp;eacute; ha del patetico. Certamente utopico
pretendere corsi che insegnino la bellezza dei valori antichi, l'esempio di miti e di eroi leali e fedeli. Forse basterebbe una semplice educazione basata sulla vergogna sociale per questi conformisti della bassezza. Se l'esempio di civismo &amp;egrave; d'Alema difatti, sappiamo gi&amp;agrave; che queste lezioni non serviranno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
</description>
			<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 16:59:05 +0100</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>«Avvenire incerto, gioventù estrema»</title>
			<link>http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=3955&amp;Itemid=195</link>
			<description>&lt;img src=&quot;http://www.effedieffe.com/images/stories/bully.jpg&quot; alt=&quot;bully.jpg&quot; title=&quot;Illustration of Charlemagne with Students&quot; style=&quot;width: 550px; height: 390px&quot; height=&quot;390&quot; width=&quot;550&quot; /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;line-height: 0.6px; font-size: 1px&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ffffff&quot;&gt;La generazione giovane, dai 15
ai 25 anni, &amp;egrave; quella che muore di pi&amp;ugrave;. Forse il problema sono gli adulti, la
loro societ&amp;agrave;, una societ&amp;agrave; sospesa nell&amp;rsquo;incertezza. &amp;laquo;Un adolescente vive
insicuro; e non tollerer&amp;agrave; di essere aiutato dalle persone che lo rendono ancora
pi&amp;ugrave; insicuro&amp;raquo;. L'educazione diventa difficile quando proviene da una figura
anch'essa fragile, insicura e che dubita lui stesso dell'avvenire. E' questa la
societ&amp;agrave; dell&amp;rsquo;insicurezza sociale ed economica che ha azzerato ogni valore
morale, dove i giovani hanno voglia di morire.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;
</description>
			<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 08:41:55 +0100</pubDate>
		</item>
	</channel>
</rss>
