in un articolo del Foglio, in cui si riassume il pensiero del ministro dell'economia riguardo alla globalizzazione e la crisi finanziaria attuale, vengono riportate le possibili soluzioni riguardo al come affrontare i costi della crisi da parte del governo americano:
1) farli pagare ai contribuenti, cioè agli innocenti;
2) attraverso la crescita a dismisura dell'inflazione che ricadrebbe comunque sui contribuenti;
3) "con altro di cui è meglio non parlare".
La terza ipotesi mi fa pensare alla guerra. Cosa ne pensa Direttore?
Gianluca Rastelli
La guerra fece uscire dalla depressione l’America nel 1939, come grande consumatrice di prodotti industrali e di disoccupati.
Ma oggi, non credo che il mezzo possa più funzionare, per un motivo preciso: gli USA sono un paese de-industrializzato.
Nel 1939 la guerra “risvegliò” una quantità di industrie nazionali congelate; oggi, la guerra risveglierebbe l’industria... cinese.
Le scarpe dei soldati USA, oggi, sono Made in China.
leggo su Russia Today che vi sono ebrei contro il sionismo e che un rabbino ha dichiarato di aver incontrato "quello
che il Salame definisce uguale e aHitler" molte volte, sostenendo che Ahmadinejad ha rispetto verso gli ebrei e che li protegge (infatti, mi risulta che un ebreo siede in parlamento a Teheran).
Con rinnovata stima
Pietro Volpe
Jews divided over Ahmadinejad ahead of UN Assembly
Leaders and chief diplomats from almost 200 nations are preparing to gather under one roof to tackle global problems. The United Nations General Assembly opens on Tuesday, with fierce debate expected for the entire session.
Their agenda includes the global financial crisis and the way it may affect the UN's plan to tackle African poverty, as well as Iran's nuclear ambitions and the recent military conflict in Georgia.
Thousands of protesters assumed position on Monday as world leaders prepared to descend on New York City for the 63rd UN General Assembly.
Israeli supporters rallied near the UN Headquarters, condemning the arrival of Iran’s controversial President.
“Ahmadinejad is a person who is inciting war crimes, inciting genocide against humanity. If that's the case - he has no business being here. And the world needs to take his problems seriously. The problem of a nuclear Iran is a problem that can not be tolerated in this world,” one of the protesters said.
While the majority were denouncing the presence of the Iranian president, there was also a small group of Jewish people that welcomed his message and called for diplomacy.
Members of Jews United Against Zionism demonstrated behind barricades calling for an end to Israel's occupation of Palestinian territory. They consider Mahmoud Ahmadinejad a peaceful leader and say he deserves more respect from the West.
“President Ahmadinejad, who I personally spoke to for hours – we met him many times – he insists he has nothing against the Jews. He respects, protects them,” Rabbi Yisroel Dovid Weiss from Jew United Against Zionism said.
Thousands of cops are positioned around the UN, where streets and sidewalks are closed for security precautions.
And inside the building, tensions are expected to run high. The global financial meltdown, poverty, food prices – all will be hotly debated.
Issues dominating the dialogue will include last month's military conflict in South Ossetia, and Moscow's recognition of the independence of South Ossetia and Abkhazia.
Iran's nuclear program and Kosovo will also take centre stage. These topics continue to cause deteriorating relations between the U.S. and Russia.
Sì, ci sono ebrei ortodossi anti-sionisti. Sono del movimento Neteurei Karta ("Guardiani della Città"), hanno anche un sito.
Maurizio Blondet
nei pressi dell'anniversario del 9/11 mi è capitato di rileggere uno dei Suoi articoli.
In una nota a fondo pagina, si fa riferimento al telefilm della serie "The Lone Gunmen", trasmesso negli USA il 4 marzo 2001 dalla FOX TV (Murdoch).
Risulta prodotto dalla Canadian Millennium Productions Ltd. (sempre Murdoch, naturalmente), dal 20 Marzo al 7 Aprile 2000, scritto e sceneggiato da tale John Shiban.
Da alcuni mesi ne è disponibile un estratto su Su YouTube, con sottotitoli in italiano.
Confesso di non averlo mai visto prima d'ora: è agghiacciante.
Temo che molti altri non l'abbiano ancora visto.
Il fatto che descriva accuratamente gli accadimenti del 9/11 con sei mesi d'anticipo è, naturalmente, una pura coincidenza.
Una coincidenza del Katz.
parlando di Alitalia e del suo imminente tracollo io ed un mio mio amico ci siamo impegnati in uno strana "querelle". Entrambi sosteniamo che lo sviluppo del settore aereo (e tipicamente del settore low cost) non sia stato casuale ma risponda ad una logica "globalizzatrice" per cui è stato finanziato un comparto che avrebbe aumentato la possibilità di far comunicare i cittadini di ogni paese aprendo al contempo nuovi mercati (un po' come quell'accordo siglato dopo la II guerra mondiale sul carburante navale a prezzi ridotti di cui Lei ha parlato in un'articolo). Detto questo il mio amico vede nel settore aereo un'industria innaturale che senza un sostegno esterno non potrebbe reggersi da sola, al contrario io sostengo che l'industria aerea è tutto sommato funzionale e che può trovare un rapporto servizio-prezzo competitivo. Lei cosa ne pensa? Non le sembra sbagliato confondere il fine per cui si sviluppa un settore industriale (la globalizzazione) con le regole del settore stesso? Oppure pensa anche lei che il comparto aereo sia un settore artificiale come ad esempio la finanza derivata?
Distinti saluti
GV
Ci devo riflettere. Il suo amico ritiene che l'industria aerea sia interamente sussidiata?
Maurizio Blondet
anzitutto ancora complimenti per l’ultimo articolo sul crac usa.
Le segnalo una cosuccia interessante che ho ascoltato stasera su un canale sportivo di SKY.
Stanno trasmettendo l’ultima partita che la squadra di baseball di New York, gli Yankees, giocano nel loro stadio vecchio di 80 anni e più.
Dopo questa partita lo stadio sarà demolito per costruire un parcheggio.
Durante la telecronaca della partita – vista l’occasione particolare – vi sono una serie di “amarcord” legati alla storia del baseball e dello stadio.
In particolare, a un certo punto le riprese si spostano su un giornalista che sta intervistando un negro (nero, per i suoi lettori dalle orecchie delicate).
I commentatori italiani della partita spiegano che l’intervistato è un ex giocatore di baseball degli anni ’40 del novecento.
Nel frattempo compaiono in sovrimpressione i nomi delle squadre dove la “vecchia gloria” ha militato, dopodiché compare anche il nome del campionato (lega, league, come dicono negli USA) in cui queste squadre militavano: il nome esatto mi è sfuggito, ma non le prime due parole del nome: NEGRO CHAMPIONSHIP (sottolineo: NEGRO, non BLACK o COLOURED).
Dopodiché i commentatori italiani ci informano che negli USA, fino alla fine degli anni ’40 (del ‘900!) c’erano effettivamente DUE campionati di baseball professionistico. Uno per soli bianchi e uno per soli neri (o forse per neri e altre razze “colorate”).
Sorpreso dalla scoperta stavo guardando la partita senonchè, passati pochi minuti, i commentatori italiani nel rievocare la storia dello stadio prossimo alla demolizione, per sottolinearne l’importanza nella storia dello sport USA, raccontano di come nel 1938 in tale impianto si disputò un famoso incontro di box: Joe Louis (NEGRO) contro Max Schmeling (BIANCO e… TEDESCO per giunta).
Insomma, il male assoluto faceva gareggiare i suoi atleti ariani contro i negri (neri) ma il paese che ci ha “liberato” da questo male assoluto – ancora diversi ANNI dopo la sua opera di liberatore – non permetteva che i suoi giocatori bianchi si mischiassero ai suddetti negri (neri).
Come direbbe Guareschi, tutto ciò è molto bello e istruttivo.
Saluti cari
M. S.
p.s.: se mi permette vorrei muoverle una critica, lei ha detto diverse volte, in articoli e risposte ai lettori, di non essersi mai interessato di sport, anzi, che lo sport è l’unico campo in cui non si è cimentato da giornalista. Beh, un acuto osservatore del costume come lei dovrebbe cimentarsi anche in questo campo, come vede è meno triviale di quel che appare.
Ormai non sono più in grado di recuperare le mie lacune nello sport...
Maurizio Blondet
Il falso blondet (una volta per tutte) Salve, vi segnalo questo strano sito internet in cui mi sono imbattuto.
http://falsoblondet.blogspot.com/ "Blog personale di F. Maurizio Blondet direttore di DIEFFEDI giornale online"
Ma...
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allego quanto ho ricevuto dai miei amici di "Salaam Ragazzi dell'Ulivo" , onlus cattolica che da anni sostiene materialmente , oltre che...
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