segnalo un articolo apparso oggi sul Cds e la nota inviata alla redazione del giornale.
Appare oggi (09/09/2008) sul sito web del Corriere della sera un articolo a firma di Michele Farina dal titolo "Per 30 palestinesi l'Islanda nuova patria".
In relazione ai contenuti di tale articolo abbiamo ritenuto doveroso inviare alla redazione di quel giornale la nota seguente:
Egregio Direttore del Corriere,
In riferimento all'articolo intitolato "Per 30 Palestinesi l'Islanda nuova patria" apparso sul sito web del giornale a firma Michele Farina il giorno 9/9/2008 intendiamo segnalarne la leziosità e il basso tentativo di stravolgere storia e fatti.
I Palestinesi di cui si parla "hanno una Patria", si chiama Palestina e sono profughi dalla loro Terra, non dall'Iraq o peggio dal "corridoio di deserto pieno di serpenti e scoprioni" al confine tra Iraq e Siria in cui si sono rifugiati dopo un 60 anni di vita da profughia seguito della Naqba.
Articoli di tale fatta, ancorchè nascosti tra le pagine del costume o della cronaca, rappresentano pessima e scorretta informazione, tentativo meschino di riscrivere la Storia secondo il registro del dominio storico e culturale sulla realtà dei fatti e sulla giustizia.
link alla lettera
http://geopolitics.splinder.com/post/18324471/Un+esempio+brutto%2C+brutto+di+c
Visto che qui si parla dell'abbonamento: è giusto far pagare lettori, ma questa volontà di tranquillità (e cioè di allontanamento dei vostri detrattori) non si risolverà in un impoverimento del possibile dibattito?
Già la maggioranza dei vostri lettori affezionati si manifesta ogni giorno attraverso un culto della personalità (verso il direttore) che non si è mai visto in nessun altro giornale o sito. Se d'ora in poi rimarranno solo quelli che sono sulla stessa linea, non pensate che ci sarà una lettura meno critica dei contenuti?
Mach
“Culto della personalità”? La cosa mi colpisce, anche perchè non ho una personalità, mi sforzo solo di formarmela. Se qualche lettore coltiva questo culto, non mi va. La “lettura critica dei contenuti” è esattamente quello che vorrei dai miei lettori; anche se critica non significa insulto. Personalmente posso anche accettare sputi in faccia da gente che passa, ma non mi pare educativo anzitutto per questa gente. E ci fa perdere tempo.
Colpito dalla sua osservazione, mi decido (vergognandomi un po’) a riferire quel che a proposito di EFFEDIEFFE ha scritto il saggista Pino Cabras, che ha avuto il coraggio di citarmi, e di elogiarmi, sul suo libro “Strategie per una guerra mondiale” (Aisara, Cagliari 2008): “Maurizio Blondet , giornalista di matrice cattolica (...) è in Italia fra coloro che hanno scritto e indagato di più sulla stagione degli attentati inaugurata l’11 settembre 2001. Nel panorama culturale cui abbiamo quasi fatto l’abitudine, Blondet appare come un intellettuale di destra stranissimo; niente a che fare con il berlusconismo, nè con la destra internazionale, e poco anche coi nostalgici del fascismo, che pure scrivono su Effedieffe. E’ estremamente critico nel recupero a sinistra da parte della casa editrice Adelphi dgli autori dell’irrazionalismo reazionario, del ‘sacro’ e della ‘Tradizione’ prima letti soltanto in ristretti ambienti della destra. (...) Nel descrivere le vicende del mondo attuale ha un approccio apocalittico, nel senso vero della parola, perchè ritiene che siamo vicini all’Apocalisse, quella delle scritture. Questa sua ultima tensione tenderebbe a danneggiarne la credibilità, se misurata sulla piattezza dei media dominanti, dove infatti Blondet non compare quasi mai. Il fatto è che, proprio perchè guidato dalla ricerca dei segni dei tempi in questa dimensione tragica, Blondet ha una marcia in più nello scavare dentro le notizie. Giorno dopo giorno, scrive approfondimenti che non si trovano in nessun giornale. Causa spesso forti polemiche ed accesi dibattiti per la radicalità dei tagliente suoi giudizi, molto critici nei riguardi nei riguardi degli aspetti dissolutori della società dei consumi ma anche dei loci communes delle classi dirigenti italiane ed occidentali”.
“Su molte cose che scrive Blondet”, aggiunge Cabras, “non sono per niente d’accordo. Su altre mi trovo completamente spiazzato. Su altre sue pagine ancora, e sono la maggioranza, trovo con mesi di anticipo analisi e notizie che poi finisco per trovare – annacquate e snaturate per non disturbare i poteri – anche nelle pieghe della grande stampa. Ovunque, nei suoi scritti, rinvengo invece il pregio di una rivendicazione mai banale di ciò che ritiene vero. Lo accosto a figure lontane da lui, Pier Paolo Pasolini e Karl Kraus, almeno per la forza intellettuale della polemica originale nei confronti di industrie culturali dalla soverchiante forza materiale...”.
Lasciamo perdere l’ultimo elogio, eccessivo; ma è anche vero che, dato il panorama piatto e falso delle industrie culturali, questo sito rappresenta qualcosa di spiazzante, di cui oggi c’è assoluto bisogno. Non credo che Cabras abbia il culto della personalità di Blondet: legge criticamente i miei contenuti, e sa apprezzarli quando è il caso, ritenendo di averne un vantaggio culturale. Con il coraggio di dirlo, cosa di cui gli sono grato. Ora, possibile che solo alcuni siano disposti a pagare qualcosa consentire la continuazione di questo lavoro della cui rarità sono (scusate) consapevole?
Giustamente qualche lettore ha notato che ci sono giovani squattrinati che sprecano di più per mandare ogni giorno degli SMS. Io noterò che tutti i giornali italiani, dal Manifesto al Foglio fino al Corriere e Repubblica (che non ne hanno bisogno) ricevono fondi pubblici al ritmo di oltre 4 miliardi di lire l’anno. A noi, niente.
Allora, proprio i lettori più critici dovrebbero abbonarsi o sottoscrivere, magari, per regalare un accesso a qualche loro conoscente; e magari accettare – se possono – di pagare ogni anno 50 euro perchè il sito resti aperto anche ad altri. Parteciperanno così ad un’opera che è in qualche modo “necessaria”, se lo credono davvero.
Non so...mi convinceva di più l'idea della donazione da due euro via SMS, ma mi rendo conto che forse non sarebbe stato sufficiente.
Spero che la libreria e le recensioni restino in "chiaro" per tutti.
Mass
Ci siamo informati. Per attivare il servizio, la Telecom ci richiede un fatturato di almeno 70 mila euro annui. Noi ne siamo molto, ma molto lontani. In più esistono grosse restrizioni in merito, campagne pilotate e pubbliche ad esempio.
In ogni caso la libreria e la vendita di libri resterà aperta a tutti; se gli abbonamenti adranno bene, con molte più possibilità da parte nostra nel proporre libri nuovi e stamparne molti altri.
Mi permetta di dirle che non ho trovato molto simpatica questa sua dichiarazione.
"Non mi sembrano sostenibili le motivazioni addotte dalla redazione a
sostegno di tale scelta (troppi commenti, provocatori o dementi, che
obbligano l'impiego di personale di redazione alla loro giusta
moderazione), semplicemente si potrebbe eliminare la sezione dei
commenti.
Non credo che il giornale ne risenta, anzi potrebbe essere un modo per
"eliminare" tutti quelli che postano solo per mania di protagonismo o
per provocazione"
Mi permetta di disquisire. Internet o il Web , come preferisce , è per
sua natura anonimo. A meno che lei non riesca da un " Mario, Milano" ad
individuare con esattezza l'interlocutore. E lo scrivere non è
protagonismo, ma partecipazione. Internet è "nodale", costituito da
milioni di singole entità che partecipano alla costruzione ed alla
perfezione di un pensiero. Nodi
Ed ogni singolo pensiero, anche quello molto lontano dal nostro, è spunto di riflessione.
Prova ne è , se mai ve ne fosse bisogno, che FdF stà "perfezionando" il
modo di riproporsi grazie al contributo ed allo spunto di pensieri
diversi.
Guai ad impoverirsi dietro presunzioni di unicità.
Da tempo sto rifrequentando newsgroup specializzati in programmzione e
per quanto "fastidiosi" , coloro che intervengono a sproposito,
ignorando e pretendendo il piatto già servito, coloro che si azzardano
verso ipotesi assurde, coloro che fanno domande tra le più scontate,
sono quelli che mantengono in vita la creatività del social network.
I commenti servono , sono preziosi segnali di vita, piacevoli o meno,
ma sono un segnale. Prezioso per chi sa leggere all'interno delle
parole. Da moderare , certo, ma infinitamente prezioso.
MI sembra che che FdF sia pieno di contributi preziosi.
A meno che non si voglia creare un club esclusivo, o scimmiottare l'inutilità degli altri media.
A mio modesto avviso, vedo un Fdf sostenuto da un "core" di aficionados
e tante possibilità per chi deve ancora maturare una scelta ragionata.
In fondo come lei stesso suggerisce.
Anche per non far gioire quelli che ora stappando bottiglie di
champagne si stanno dicendo: "visto che non ce l'avrebbero mai fatta?"
Il Re è nudo, facciamogli sapere che lo sappiamo. E che sappiamo
"accogliere" chi , magari con altri linguaggi , sta cercando di
avvicinarsi.
Edmondo
Qui, Edmondo, abbiamo ben presenti le sue obiezioni, e le condividiamo
anche. Sì, certi contributi dei lettori sono preziosi. Sì, il rischio
di chiudersi in un club esclusivo c’è. Ma tenga presente che qui, a
parte me che vivo della mia pensione, ci sono tre persone che ormai
lavorano a tempo pieno per il sito, senza compenso. Fra cui un giovane
che ha tutto il diritto, e forse il dovere, di cercarsi un lavoro
retribuito altrove, per non fare l’eterno disoccupato; per non parlare
di Silvestri che continua a dare un contributo straordinario, e
praticamente gratis. E le mail insultanti o idiote sono circa il 30
per cento; già solo aprirle e leggerle fa perdere ore di “lavoro” non
pagato.
Egregio direttore le segnalo quanto oggi riportato da Interfax dalla Tymosenko, a proposito della flotta russa nel mar nero, colgo l'occasione per poregervi i miei auguri per la campagna abbonamenti, io ho già provveduto.
Pietro Volpe
KYIV. Sept 8 (Interfax) - Ukrainian Prime Minister Yulia Tymoshenko has said she will not permit a conflict related to the Russian Black Sea Fleet based in Crimea because it may provoke a territorial conflict. "I will not permit under any circumstances a conflict around the Black Sea Fleet," she said at a Monday press conference in Kyiv. Tymoshenko said that one of the charges of high treason brought against her was that, contrary to the resolution of the National Security and Defense Council, she refused to sign Cabinet resolutions on the rules of border crossing by the Black Sea Fleet which created obstacles to the implementation of Ukraine's foreign policy and the protection of its national interests. "I am convinced that presently in order to reach the point of any claims for the territory of Crimea we should have some conflict which would consolidate the population of the Autonomous Republic of Crimea, give it a chance to feel confrontational in the conflict involving the Black Sea Fleet and offers grounds to apply scenarios that are extremely dangerous for the integrity of Ukrainian territory," Tymoshenko said.
Il falso blondet (una volta per tutte) Salve, vi segnalo questo strano sito internet in cui mi sono imbattuto.
http://falsoblondet.blogspot.com/ "Blog personale di F. Maurizio Blondet direttore di DIEFFEDI giornale online"
Ma...
Quello che si aggira fuori da EFFEDIEFFE Bello, sono ebrea da 46 anni cioè da quando son nata, ma nessuno mi aveva mai insegnato ad "odiare in maniera talmudica" Grazie direttore. Avete dimenticato di dire che haider era...
Scandalo formaggio
CREMONA - Nel formaggio avariato e putrefatto c'era di tutto. Vermi, escrementi di topi, residui di plastica tritata, pezzi di ferro. Muffe, inchiostro. Era merce che doveva essere smaltita,...
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Come fare per il voto nullo Proviamo a prendere in considerazione questa opzione: l'astensionismo passivo non fa percentuale di media votanti e riguardo alle elezioni legislative il nostro sistema di attribuzione ...
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Il presidente cretino della Georgia in onda sulla BBC si mangia la cravatta per calmare l'ansia...
Navacos
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I nostri fratelli maggiori Egregio Direttore,
allego quanto ho ricevuto dai miei amici di "Salaam Ragazzi dell'Ulivo" , onlus cattolica che da anni sostiene materialmente , oltre che...
EFFEDIEFFESHOP.com
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