29/03/2007
Vaticano-Israele
Un lettore ci segnala questa notizia da Asia News: “La
delegazione israeliana diserta l’incontro in Vaticano; la riunione
‘plenaria’ era fissata da tempo. Si doveva lavorare a un ‘trattato
globale’ su sicurezza giuridica e fiscale per la Chiesa in Israele. Il
faticoso processo era iniziato anni fa, spinto dalla magnanimità e
fiducia di Giovanni Paolo II. Delusione e dolore nel mondo ecclesiale”.
Il lettore domanda: c'è da meravigliarsi?
RISPOSTA
No, ovviamente no.
Questa è la buona fede con cui Israele negozia.
La diserzione della trattativa è la tattica consueta, già ripetuta da decenni.
Israele non vuole riconoscere alcun “diritto” al Vaticano sulla Terra Santa.
E’ terra loro, gliel’ha data Dio nel 12 avanti Cristo.
Così dice la Bibbia.
Così dicono i giudaizzanti nella Chiesa.
E allora perché addolorarsi?
Che riconoscano l’imperio del popolo eletto.
Che si facciano ammettere, umilmente, come servi noachici del potere ebraico.
Maurizio Blondet
29/03/2007
Sul federalismo
Egregio Direttore,
mi chiamo Simone, di professione dirigente d’azienda,
Suo assiduo lettore.
Con riferimento all’articolo odierno “Berlusconi, hai Perso tu”, Lei
sicuramente sa che il federalismo di Bossi prevedeva la totale
devoluzione di sanità, istruzione e sicurezza alle Regioni e non la
duplicazione delle competenze.
Il federalimo della Lega è sempre stato correlato al progetto di
federalismo fiscale, ossia le Regioni (o Macroregioni) riscuotono
l’IRPEF e ne devolvono una parte allo Stato per le materie comuni.
Il processo è bottom-up più vicino ai cittadini (e non top-down).
Lei sa tutto questo, però in varie occasioni Lei ha associato il federalismo alla attuale moltiplicazione delle burocrazie.
Quello che hanno messo in piedi non c’entra niente con il federalismo di Bossi.
Lo chiamano “federalismo” per ragioni opportunistiche, ma potevano chiamarlo in qualsiasi
altro modo, che ne so, “tassazione suppletiva locale” o “burocrazia suppletoria
delocalizzata”, che sarebbe stato più rispondente alla realtà.
Lei non mi ha mai dato l’impressione di essere in cattiva fede, penso quindi che Lei
faccia questa associazione solamente per il gusto di stupire il lettore con affermazioni
taglienti.
Però in questo caso sono errate.
Infine, e chiudo, non è corretto (e non parlo del “politically correct”) definire Bossi
”invalido sub-normale”.
Sono stato leghista (ora molto freddo), ho seguito le vicende politiche
della Lega e ho visto che Bossi ha provato a cambiare questo sistema
dalle fondamenta e ad attaccarne i poteri forti.
Ha fatto degli errori, non c’è riuscito.
Almeno ci ha provato.
Nei suoi tempi d’oro faceva anche due-tre comizi a sera, aveva carisma, viveva modestamente, ci credeva.
Lo ha colpito un ictus.
Può colpire chiunque.
Anche me, anche Lei direttore, e a me, come Suo lettore, darebbe enormemente fastidio se
qualcuno, magari un Pezzana, La definisse “invalido subnormale”.
La inviterei ad astenersi da tali epiteti, almeno nei riguardi del Bossi.
Saluti.
Lettera firmata
RISPOSTA
So cosa intendeva Bossi per federalismo: quello che dice lei.
Ossia un libro dei sogni.
Quando non si ha la forza (elettorale, intellettuale, di alleanze,
finanziaria) di realizzare un libro dei sogni, non ci si presta a
questo, ad attuare “federalismo” alla Formigoni e alla Regione Sicilia
come fosse meglio che niente.
Invece ha dato più potere a queste cosche, e più tasse ai cittadini.
Bossi voleva fare una rivoluzione da una posizione di minoranza,
mentalmente secessionista, con il primitivismo delle valli bergamasche.
Ho in mente quel suo continuo incitare “facciamo da noi, andiamo per conto nostro”.
Il suo è un fallimento epocale.
Ha chiuso; perché resta lì?
Avere avuto un ictus non è una colpa.
E’ restare sulla poltrona dopo l’ictus, che è una colpa politica.
E non mi parli della sua vita modesta, lasciamo stare.
Si ricordi quando fece il ribaltone, senza un plausibile motivo.
Maurizio Blondet
29/03/2007
Elogio a Berlusconi
Caro Direttore,
mi sorprende che Lei non abbia colto l’occasione per elogiare
Berlusconi invece di criticarlo: con una sola votazione si è dissociato
da due suoi nefasti alleati, Bush e Casini.
Ritengo che quella di ieri sia stata una sconfitta necessaria per vincere in futuro.
Con i miei saluti più cordiali.
Emanuele P.
RISPOSTA
Complimenti, lei ancora vede in Berlusca un astutissimo stratega.
Mi ricorda quella infermiera che gridò ad Hitler, già sul punto di
prendere il cianuro, con l’armata rossa a 300 metri dal bunker: “Fuehrer, non dubiti della vittoria finale!”.
Quello che mi allarma di più è che Berlusconi può davvero vincere con i voti “in futuro”: per fare che?
Mandare un po’ più dei nostri soldati a far la guerra in Afghanistan, e magari in Iran?
Spero solo che Corona parli, e allora vedrà, l’intero Polo sarà sepolto sotto Velinopoli.
Maurizio Blondet
29/03/2007
Bossi lucido?
Gentile Direttore,
ho letto il suo articolo di oggi "Berlusconi, hai perso tu" e mi ha
colpito il punto in cui Lei dice di Bossi: "ridotto ad un invalido sub-
normale".
Non voglio fare il paladino del "politically correct" quale
non sono, nonostante io sia invalido e non uso questo come paracarro
per pietismi vari, ma non comprendo il senso di questa sua esposizione;
il cristianesimo (in ogni sua forma) non dovrebbe insegnare la carità e
la pietas nei confronti di tutti gli uomini? perchè "sub-normale"?
Credo che una persona nelle condizioni di Bossi sia ugualmente lucida
per svolgere la sua funzione di politico, a qualunque formazione
appartenga.
Da parte mia, ovviamente, nessuna polemica, apprezzo molto il suo
pensiero in generale, e soprattutto sulla politica internazionale.
Grazie.
E.R.
RISPOSTA
Bossi lucido?
Legga la lettera qui sotto, con la mia replica.
Maurizio Blondet
29/03/2007
Martirio o rivoluzione?
Caro Blondet, santissime parole quelle su Berlusconi... Ma mi prende
una immensa tristezza al pensiero che questi parassiti criminali
rimarranno ancora al potere. Un fine latinista, lo scrittore Luca
Canali, già comunista ora forse pentito, scrisse in una sua bella
poesia, Il santo rivoluzionario:
Non c'è che la rivoluzione o il martirio
a redimere l'uomo dall'onta delle frodi obbligate,
ma la rivoluzione è il duro paziente mestiere di chi
sappia ignorare l'nsorgere d'una creatura dolente serrata tra le maglie
dei gruppi e il martirio è un amore possente costretto in dolore
votivo bruciato a un dio d'elezione più dolce d'un rivo alla sete...
La rivoluzione (quella dei veri liberali ma incazzati, una volta tanto) o il martirio?
Cordialmente.
Lorenzo Tucci Caselli
RISPOSTA
La mia risposta è "rivoluzione", anche se a provarci il martirio è quasi certo, per mano della Digos o delle procure.
Il martirio vero è una soluzione personale e spirituale, non politica.
Riguarda la salvezza dell'anima, non il bene comune del paese. Bisogna
distinguere i due piani, e lo dico anche al lettore che mi accusa di
essere poco cattolico perché ho chiamato Bossi un invalido sub-normale.
In ospedale o in casa di riposo, Bossi è mio fratello; nell'arena
politica, è uno che ha sbagliato tutto, ed ora impedisce soluzioni
restando in mezzo, a suo unico vantaggio, per sé e non per il paese. E
bisogna che qualcuno glielo dica.
Maurizio Blondet
29/03/2007
Riforma delle pensioni
Gentile direttore,
le
invio una lettera scritta dalle R.S.U e firmata dai lavoratori di
un'azienda del gruppo "FINMECCANICA" Ansaldo Segnalamento Ferroviario,
ai Ministri On. Damiano, e On. Ferrero, con riferimento all'ennesima
riforma delle pensioni.
Il problema relativo ad una giustizia sociale, riferito alle pensioni,
non riguarda solo alcuni personaggi noti come giustamente Lei informa.
Esistono persone alle dipendenze dello Stato, che potrebbero essere
lavoratori AUTONOMI visti i privilegi ottenuti grazie alla loro
posizione dominante.
Ritengo da parte Vostra, la cosa interessante come iniziativa in sé e
come interesse per i lettori, in questo momento della riforma delle
pensioni all'ordine del giorno dei vari media, ed ancor più perché
l'iniziativa come la nostra, rientra nella dialettica politica che
coinvolge direttamente le Segreterie di FIOM, FIM, UILM, e confederali
(CGIL CISL UIL UGL).
Nella speranza che NON vi sia un problema per motivi tecnici
redazionali o soprattutto politici, auspichiamo di poterlo leggere in
una pagina del Vostro giornale o sito, ed in un aiuto o ulteriore
consiglio per una battaglia che possa avere visibilità e adesione,
oltre a quelle presunte, dentro ad uno schema pre configurato dalle
organizzazioni sindacali (prima della riforma).
Pertanto, alleghiamo copia della lettera inviata ai Ministri (nella
versione ristampata per il proseguimento della raccolta firme)
approvata all'unanimità nell'assemblea tenutasi il 15/02/07 presso lo
stabilimento di Piossasco dell'Ansaldo Segnalamento Ferroviario.
Con l'occasione porgiamo cordiali saluti.
RSU FIM e FIOM Ansaldo ASF Piossasco
Al Ministro del lavoro On. Cesare Damiano.
Al Ministro Solidarietà Sociale On.Paolo Ferrero.
Illustrissimi sig.ri Ministri,
in merito all'ennesima riforma delle pensioni che il Governo delinea
per il 2007, noi, lavoratori dell'industria metalmeccanica, intendiamo
ricordarLe che abbiamo copiosamente dato in più occasioni.
Voi sig.ri Ministri (ex sindacalisti) siete a conoscenza che le
pensioni dei lavoratori dipendenti sono partite con un rendimento del
2% annuo, calcolato sull'ultimo stipendio moltiplicato per gli anni
lavorativi, poi calcolato sulla media degli ultimi dieci anni ed ora,
per i giovani, calcolato sulla contribuzione accreditata nell'intera
vita lavorativa, con evidente penalizzazione.
Con l'aggiunta del passaggio dai 35 anni ai 40 anni di contribuzione,
si è reso in attivo il sistema previdenziale (non assistenziale) della
categoria.
Le precedenti riforme pensionistiche ci hanno penalizzato fortemente;
riteniamo perciò ingiusto continuare a pagare per risanare un sistema
previdenziale, che ci piacerebbe fosse riformato in modo equo e
solidale tenendo conto delle seguenti proposte e considerazioni:
1) Regole e rendimenti uguali per tutti i lavoratori: medesima
aliquota contributiva obbligatoria (meglio se crescente in base al
reddito) e pensione di anzianità (che permetta di vivere in modo
dignitoso) uguale per tutti, al raggiungimento dei 35 anni di
contribuzione e 57 anni di età. Il raggiungimento dei 40 di
contribuzione darà luogo ad una pensione più alta, ma pur sempre di
valore contenuto. Chi vorrà diversificarsi ed ottenere una pensione più
elevata dovrà crearsi una propria pensione integrativa.
2) Abolizione di tutti i privilegi, come quelli goduti dai
parlamentari, dai magistrati, dagli alti gradi militari, dai dirigenti
e alti funzionari della Pubblica Amministrazione, ecc. Una società equa
e solidale non ammette privilegi.
3) Tetto massimo insuperabile pagato dal Fondo Pensioni, per il
cumulo delle varie pensioni individuali spettanti, pari a 5000 Euro
mensili.
4) Separazione della previdenza dall'assistenza, perché riteniamo scorretto usare fondi destinati alla previdenza per altri scopi.
5) Razionalizzazione degli apparati dell'istituto di previdenza,
come (comitati centrali, comitati regionali) e soppressione dei
comitati provinciali.
Convinti che l'attuazione dei suggerimenti sopra descritti, costituisca
una riforma del sistema previdenziale, in cui la solidarietà si vede
nell'equità contributiva e l'uguaglianza nella dignità della persona,
senza privilegi, le generazioni future non dovranno temere un collasso
del sistema.
R.S.U. FIM e FIOM
Ansaldo segnalamento ferroviario (Piossasco TO)
RISPOSTA
Come vedete, pubblichiamo. Senza nessun imbarazzo "politico".
Non sono d'accordo sul punto 1 (troppo egualitario), ma se ne può parlare; d'accordissimo su tutto il resto.
Sui veri temi politici, come questo, la gente non si divide tra "destra" e "sinistra".
Ci si divide sui temi falsi, come i DICO, che non hanno dignità politica.
Sono curioso di vedere se i signori ministri risponderanno.
Fatemelo sapere.
Maurizio Blondet
28/03/2007
Lettere pilotate?
Gentilissimo Direttore,
ho grosse perplessità a considerare persone vere come quella Tamar che
scrive di esperienze difficilmente credibili o come quel presunto
lettore che si attiva in sua difesa accusandoti di
incoerenza intellettuale.
L’impressione che colgo, leggendo quelle argomentazioni e le
contraddizioni in esse insite, mi porta a pensare che si tratti di
provocatori che agiscono, sotto identità fasulle.
Il tenore e la sottigliezza della polemica con cui cercano di metterti
in difficoltà, ma da cui ne esci in modo mirabile, mi portano a pensare
che qualcuno stia seguendo una raffinata strategia provocatoria che
mira, probabilmente, a farti fare un passo falso su cui innestare,
magari, una campagna denigratoria o peggio.
Credo sia consigliabile sospettare e fare uso del cestino quando ci si
trovi di fronte ad interventi che hanno i caratteri dell’ambiguità o
che tendano a far dire qualcosa che non si pensa.
Quanto esprimo in queste righe non deve sembrare necessariamente frutto
di paranoia, ma più conoscendo questa gente più sono portato alla
diffidenza ed alla prudenza.
Ti saluto cordialmente.
Giuseppe A.
RISPOSTA
E’ possibile quello che dici.
Ma è anche possibile che questi lettori siano vittime: della confusione
dei termini e dei valori, della logica e della mente, provocata dal
sistema di vita che ci è stato imposto, basato sul culto narcisistico
dell’io, sul “diritto al piacere” e sulla “barbarie del consumo”
dozzinale.
Come noterai, le lettere s’indignano soprattutto per supposte mie
violazioni del “politicamente corretto”: rivelano la disabitudine a
pensare in proprio, faticosamente e da capo.
Questa disabitudine al pensare è il sintomo più tragico del degrado
della cultura occidentale - che comincia coi greci, che hanno pensato
in qualche modo rigorosamente già tutto (e le ulteriori filosofie non
sono che commenti di Socrate, Platone e Aristotile).
La gente non ha più la cultura e nemmeno le parole per argomentare: la
cultura del liceo classico di una volta insegnava proprio questo, e ce
l’hanno tolta, togliendoci i fondamenti; la Chiesa ci ha tolto la
liturgia, e ha tolto l’ultimo degli esempi del rigore nella bellezza.
Inoltre, noto in talune di queste proteste segni di disturbo mentale,
assai diffuso evidentemente, anch’esso determinato dalla vacuità senza
scopo, ma frenetica, in cui siamo costretti - e ci siamo accomodati - a
vivere, dalla perdita voluta di ogni fondamento assiologico e persino
del linguaggio (già per Confucio, “se non si mette ordine nelle parole, l’impero decade”).
Insomma, mi pongo il problema: se queste persone sono in buona fede, occorre aiutarle.
Anzitutto, facendole tornare in sé, rendendo evidente la logica del mio discorso - e la logica tout court.
La logica come disintossicante dalla droga spirituale di cui tutti,
anch’io, siamo dipendenti: il Nulla dogmatizzato in luoghi comuni
intoccabili.
Fare logica è diventato un atto di carità?
Forse.
In ogni caso, corro il rischio.
Maurizio Blondet
28/03/2007
Sul Novus Ordo Missae
Caro Blondet,
ho letto alcuni Suoi libri, leggo spesso gli articoli del sito e, anche
se su certi temi non sono molto d’accordo con lei, apprezzo la sua
grande indipendenza e onesta intellettuale.
Di recente sono stato alla mia prima Messa con il rito di San Pio V: è
stata un’esperienza molto coinvolgente; non c’è paragone con il rito
attuale.
E’ molto più forte l’accento sulla Messa come sacrificio rispetto alla
novus ordo, leggere l’intro al vangelo di Giovanni al termine della
Messa dà un brivido (altro che le comunicazioni di servizio del prete
come nella Novus Ordo).
Inoltre, è bellissima la comunione inginocchiati alla balaustra; non
capisco perchè nella Novus Ordo la si faccia in piedi, in antiestetiche
file, la si riceva spesso in mano e da un laico.
Nel vecchio rito era evidente che l’Eucaristia è il Corpo di Cristo, adesso sembra che per alcuni sia solo un simbolo.
Non condivido il parere di chi dice che la Chiesa sia cambiata
irrimediabilmente con il Vaticano II: io sono nato molti anni dopo il
Concilio, eppure mi sento comunque cattolico, però non posso a fare
menodi pensare a questo What If.
E se, come secondo certi sedecavantisti è davvero accaduto, Siri fosse
stato eletto Papa al posto di Roncalli e quindi non ci fosse stato il
Concilio?
Come sarebbe adesso la Chiesa?
Ci sarebbe ancora il vecchio rito o comunque in altro modo ci sarebbero
comunque state le modifiche frutto dello Zeigeist dei Sessanta?
Prima o poi vorrei scrivere un libro o un racconto o una storia a
fumetti su questo tema (spero che nessuno mi rubi l’idea), ma ci terrei
a sapere il Suo parere.
Cordiali saluti
Stefano P.
RISPOSTA
Il mio parere è il suo.
Pur senza l’accanimento dei sedevacantisti (peraltro egregie persone)
anch’io sono convinto che la devastazione della Chiesa sia nata dal
Concilio e dagli arbitrii deturpanti della Messa.
La liturgia è teologia recitata: cambiare la liturgia significa cambiare la teologia.
Lo hanno voluto i cardinali, quelli che oggi distribuiscono i libri di
Martin Buber, quelli che hanno perseguitato padre Pio, che quando
celebrava la Messa riviveva in sofferenza infinita la crocifissione
nella sua carne stessa: nessuno restava indifferente da quella
passione, i cardinali giudaizzanti sì…
Questa ferita, dopo tanti anni, non si rimargina: anche se ho la
fortuna di avere vicino una chiesa di buoni preti di CL, che officiano
con sobrietà, il Vetus Ordo resta un ricordo lancinante.
Continua a sgomentare l’imprecisione dei gesti e delle parole e degli
atti, da cui discende tutto il pressapochismo “ecclesiale” ed
“ecumenico” d’oggi, e perfino - ne sono convinto - la torbida
confusione del pensiero di massa.
La Chiesa gerarchica, che chiede perdono ad ebrei ed aztechi, dovrà un giorno chiedere perdono di questo.
A noi, cui ha tolto il nutrimento del cuore e della bellezza, e soprattutto a Cristo, offeso da quell’assenza di genuflessioni.
A tal proposito rimandiamo all'articolo presente su queste pagine che
segnala a Milano la presenza della Messa nell'antico rito ambrosiano - Santa Messa tradizionale -
Maurizio Blondet
28/03/2007
Monsignor Angelo Bagnasco
Gentile dottor Blondet,
qualche anno fa ebbi l’occasione di un colloquio con monsignor Angelo Bagnasco, allora vescovo della mia città.
Preciso che all’epoca non ero minimamente interessato a cose religiose.
Durante quel breve incontro ebbi l’impressione di una persona dalla notevole profondità intellettuale.
Al termine di quell’incontro, durante il quale non fu mai toccato
l’argomento della fede, monsignor Bagnasco mi fece dono di un
libricino: “Il cammino dell' uomo” di Martin Buber.
Diversi anni dopo, quando sentii il bisogno di approfondire la
questione della fede, presi in mano quel libricino che nel frattempo
era sulla libreria a prendere polvere.
Il libro mi piacque molto e contribuì senz’altro a risvegliare in me
l’interesse per il senso religioso. Inoltre rimasi favorevolmente
sorpreso (mi sembrava una dimostrazione di “apertura mentale” da parte
di un vescoco cattolico), nel constatare che l’autore del libro non era
cristiano, bensì ebreo.
Ora, dopo aver proseguito il mio cammino anche grazie agli articoli del
Vostro sito, confesso una certa perplessità per quella che allora
giudicai “apertura mentale”, secondo un pensiero politicamente corretto
che davo per scontato.
Insomma, da una parte mi rallegro del fatto che il mio ex vescovo,
persona sicuramente di valore, sia stato messo alla guida della CEI;
dall’altra, leggendo i vostri articoli che spesso e particolarmente in
questi giorni affrontano il tema del cristianesimo giudeizzato, non so
come giudicare la scelta di quel dono.
Lei che ne pensa? (Ho quasi paura chiederglielo...)
Cordialmente.
F.U.
RISPOSTA
Infatti non rispondo, ma la ringrazio.
Abbiamo scoperto a quale religione crede Bagnasco, e probabilmente i tre quarti dei cardinali italioti.
Maurizio Blondet
27/03/2007
Cannibalismo...
Non ci sono cibi impuri: chi pratica il cannibalismo?
Ci vuole prudenza prima di queste generalizzazioni.
V. P.
RISPOSTA
Considero questa sua osservazione un sintomo, spero passeggero, di confusione.
Se volessi sottilizzare, risponderei che per un cattolico nemmeno la
carne umana è cibo “impuro” nel senso ebraico, e può essere mangiata
per estrema necessità, come accadde a quel gruppo di viaggiatori che
naufragò sulle Ande per un incidente aereo, e mangiò la carne dei
passeggeri morti.
Ciò non è peccato, e nemmeno “impurità”.
Ma non tenga conto di questa risposta, temo aumenti il caos.
Maurizio Blondet
27/03/2007
Boicottaggio dei media nostrani
Egregio Direttore,
è ormai evidente, anche ai più stolti, che l’informazione televisiva e
della carta stampata sono ormai in mano alla lobby ebraica, la quale
dall’avvento del secondo Governo Berlusconi, e grazie ad esso,
controlla e pianifica la politica estera di questo Paese in funzione
sionista ed anti-islamica.
Per questo motivo e per altri, quali l’ostracismo dimostrato nei Suoi confronti, ho
deciso di boicottare i giornali e le trasmissioni televisive che appoggiano ogni giorno
di più l’impero sionista.
Come? Rifiutandomi di acquistare quotidiani come Il Corriere della
Sera, Il Giornale, Libero (veri strumenti di disinformazione giudaica),
non vedendo trasmissioni quali quelle di Giuliano Ferrara o Gad Lerner,
o cambiando canale allorquando risultano ospiti i vari Carlo Panella,
Massimo Teodori, Gianfranco Fini, e via dicendo...
Vuole, mio tramite, lanciare un appello in tal senso ai Suoi elettori?
Grazie.
Con infinita stima
Avvocato M. C.
27/03/2007
Colonizzazione argentina
Caro Direttore,
mi chiamo Federico e vivo in Argentina da anni; ho letto con molto
interesse il suo articolo su Benetton: volevo solo dirle, anche se
probabilmente ne è già al corrente, che i giudei già dalla fine del
1800 si erano accorti del potenziale argentino.
Uno dei padri del sionismo mondiale, Teodoro Hertzl, agli inizi del
1900 scriveva un libretto intitolato “Der Judenstaat” dove ipotizzava
che dopo Israele la terra promessa sarebbe stata la Patagonia, e
scriveva un vero e proprio manualetto di colonizzazione.
La cosa bizzarra è che la colonizzazione giudea della Patagonia si sta
ponendo in atto proprio nei termini ipotizzati da Hertzl; infatti
l’Argentina è il terzo paese al mondo per quantità di ebrei residenti.
Quanto al signor Tompkins è legato a Rockfeller e alla Trilaterale e
oltre a comprare la Patagonia argentina si è comprato mezza Patagonia
cilena; il Cile ha uno dei parlamenti più giudei del pianeta. Vi sono
tre o quattro ministri ebrei israeliani, e anche l’Argentina non è da
meno.
Nel 2003 il generale Bendini capo dell’esercito argentino fa una
dichiarazione molto strana, che poi porterà i soliti strascichi di
polemiche e accuse di antisemitismo.
Il Bendini dichiara che ci sono strani gruppi di israeliani
probabilmente del Mossad che con la scusa del turismo sono stati visti
e segnalati mentre facevano rilevamenti con gps vicino alle fonti
principali di acqua dolce.
Ricordo solo che sotto la triplice frontiera al nord dell’Argentina
scorre il cosiddetto Acquifero Guaranì che è solamente la più grande
falda di acqua dolce del pianeta.
Ci sarebbero molte altre coincidenze strane ma non vorrei annoiarla con cose che probabilmente sa già.
Distinti saluti
Federico
RISPOSTA
Nessuna noia, tutt’altro.
Le sue notizie sono interessantissime.
Maurizio Blondet
27/03/2007
Su Introvigne
Non passa giorno senza che Massimo Introvigne non se la prenda con chi crede al “complotto”.
Il “grande” studioso di sette, magia e massoneria non crede, dunque, a
quello cui la Chiesa ha sempre creduto: alle forze del male, del
Nemico, del menzognero e omicida.
Sminuisce l’importanza delle sette, sostenendo che ci vuole libertà
religiosa, anche per i satanisti; riduce al minimo il numero dei
satanisti stessi; ridimensiona la forza della massoneria...
E intanto appoggia le guerre preventive, che più complottistiche di così!
Ma perchè?
Forse perchè, come dice lui stesso nella prefazione al suo “La frode
del Codice da Vinci”, lavora per la FBI americana, la polizia e i
servizi di sicurezza israeliani...
Sarà per questo che contraddice sempre i vescovi e i cristiani palestinesi, quando criticano certi
eccessi di Israele?
Sarà per questo che Bush è il suo idolo, qualunque cosa faccia?
Lettera firmata
27/03/2007
Su Pezzana
Su Il Foglio di venerdì 2 marzo è annunciato un convegno su Israele e
l’informazione organizzato da Angelo Pezzana, che gestisce il
sitowww.informazionecorretta.it e collabora a Libero.
Pezzana è il fondatore del Fuori, il primo movimento gay italiano, legato ai radicali e fortemente anticattolico.
All’incontro partecipano Fiamma Nirenstein, giornalista de Il Giornale,
corrispondente per Radio Radicale sul Medio Oriente, amica e
collaboratrice di Emma Bonino nelle battaglie sull’aborto e la
fecondazione artificiale.
Al convegno partecipano pureDaniele Bellasio, vice direttore del
Foglio, radicale anch’egli, e Massimo Teodori, editorialista de Il
Giornale, radicale storico, accerrimo nemico dei cattolici; partecipa
inoltre Daniele Scalise, già collaboratore del Foglio, attivista gay
impegnatissimo, autore di un libro su Edgardo Mortara, in cui accusa la
Chiesa, ad ogni piè sospinto, di antisemitismo (famosa la querelle tra
Scalise e Messori).
Infine partecipa al convegno Renato Farina, giornalista cattolico, che
parlerà di Benedetto XVI. Cosa interesserà Benedetto XVI ai radicali
sopra citati?
Forse interessa solo che Farina ometta di dire, ad esempio, quanto il
Papa ha condannato la guerra in Libano, e le modalità con cui è stata
condotta, tante volte, compreso il discorso per la giornata della pace
2007.
Certo che Farina, un tempo criticissimo verso la I guerra del Golfo, è poi diventato un acritico
elogiatore delle guerre di Bush.
E questo, ai radicali, sia quelli piazzati a destra che quelli piazzati a sinistra, piace tanto...
Lettera Firmata
26/03/2007
Sulla conversione di Tamar
EGREGIO SIGNOR BLONDET!
HO LETTO IL SUO ARTICOLO IN OGGETTO E LE DOMANDO:
1. GESU’ CRISTO ERA PER CASO DI RAZZA ARIANA?
2. LO SA O NON LO SA CHE MARIA DI NAZARET ERA DI STIRPE SACERDOTALE?
3. LO SA O NON LO SA CHE GIUSEPPE ERA DELLA CASA DI DAVID, UN FARISEO
OPPOSITORE DI ERODE E CHE PER QUESTO DOVETTE FUGGIRE IN EGITTO.
NELL’ANNO 7/6 A,E,V, NON AVENDO VOLUTO GIURARE FEDELTA' AL RE, E QUINDI AD AUGUSTO?
4. LO SA O NON LO SA CHE GESU' CRISTO NON HA VOLUTO PARLARE CON LA
DONNA CANANEA E SONO STATI GLI APOSTOLI A DIRE CHE C’ERA LA BAMBINA
MALATA?
5. LO SA O NON LO SA CHE IL SIONISMO E’ NATO IN SEGUITO AI POGROM E ALL’ANTISEMITISMO CLERICALE FINE 800?
6. LO SA O NON LO SA CHE LE NORME RAZZISTE NAZI-fASCISTE COLPIRONO
ANCHE COLORO CHE AVEVANO CREDUTO DI “SISTEMARE LA PROPRIA POSIZIONE
CONFESSIONALE” ABIURANDO ALL’ EBRAISOMO?
7. NON CONOSCO IL CASO DI TAMAR DI CUI AL SUO ARTICOLO; E SE IN ISRAELE
AVESSE RITROVATO LE ORIGINI DELLA PROPRIA FAMIGLIA DI PASSATO EBRAICO?
MIA MADRE A 73 ANNI RICORDAVA QUANTO SENTITO A 3 ANNI IN UN ASILO:
“GIUDEA, CON TE NON GIOCO, VOI AVETE UCCISO IL NOSTRO GESU’ ”. PRIMA DI
VERSARE LACRIME DI COCCODRILLO SU QUANTO DI ATROCE ACCADE NEL MEDIO
ORIENTE RICORDATE “CHI E’ SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA!”
FORSE E’ OPPORTUNO CHE LEI MI RISPONDA ALLA MIa E-MAIL: …
NON HO COMUNQUE PAURA DI UN RISPOSTA PUBBLICA.
SALUTI.
DOTTOR W. M.
RISPOSTA
No, non è vero che ha letto il mio pezzo su Tamar.
Altrimenti non mi ripeterebbe per l’ennesima volta che Gesù, Maria, ecc. erano ebrei.
Io ho scritto precisamente che in Gesù e in Maria non adoriamo il DNA, ma lo Spirito.
Il DNA ossessiona voi ebrei, come dimostra il resto della sua lettera al punto 7.
L’ipotesi peggiore è che l’abbia letto e non abbia capito nulla.
Maurizio Blondet
26/03/2007
Antisemitismo
Credo che la gramigna sia ovunque… lo sporco in ciascuno di noi, non
credo che il male dell’umanità siano gli ebrei o Israele… cosa ve ne
viene ad essere antisemiti?
Forse a risolvere il mistero della vita.
Il male dell’umanità è la mancanza d’amore e l’egoismo!
BASTA CON L'ANTISEMITISMO!
E’ UN VOMITO! UNA NOIA! ABBRACCIATE I VOSTRI FIGLI E FATE UNA BELLA
PASSEGGIATA IN MEZZO ALLA NATURA! GUARDATE LE STELLE E MEDITATE SULLA VITA!
RISPOSTA
Lei che è pieno d’amore e d’altruismo sopporta stoicamente le sofferenze di palestinesi, libanesi e iracheni.
Guarda le stelle e medita sulla vita.
Complimenti, ha capito tutto.
E se la annoiamo non ci legga, lo dico anche al lettore gay precedente.
Corra in edicola, c'è “Chi” che l’attende.
Maurizio Blondet
26/03/2007
“Su Solov’ev”
Caro Maurizio,
la devo ringraziare per quello che scrive in “Su Solov’ev”: “... gli ebrei hanno rifiutato Gesù come Messia. Perché Lui ha detto: ‘Il mio regno non è di questo mondo’”.
“Ecco il punto: essi, per credere, pongono ‘condizioni’ a Dio”.
E’ vero, è il punto.
Questo è il peccato dell’uomo contro Dio: trattare con Lui, anzi
volerGli imporre delle condizioni, come ad essere a Lui in qualche modo
superiori.
E’ peccato, il primo: “Non avrai altro Dio all’infuori di me”.
Peccato che si ripete il venerdì Santo: “Scendi dalla croce, se sei il Figlio di Dio”.
L’uomo qui impone a Dio che segni usare per manifestarsi.
Quando una religione arriva a questo, rimane ben poco della pura religiosità.
Scrive ancora: “Ma
già Isaia gridò: ‘Guai a coloro che dicono si affretti, si acceleri
l’opera sua, sì che possiamo vederla; si acceleri, si realizzi il
progetto del Santo d’Israele, e allora lo riconosceremo” (Isaia, 5, 19). (...) La faccio dipendere, peccatore come sono dalle semplici, chiare, inequivocabili parole di Gesù”.
Questo ho notato, infatti, e me ne rallegro, che ha usato le parole di Gesù, di Isaia, del rabbi Kook per rispondere, o i fatti.
Questo le fa onore.
Sono poi molto belli i riferimenti che fa ad Hegel, cosa che anche a
me, nella mia pochezza, è risultata sempre palese e chiara; ed ancora
quando dice che è una religione del successo e del potere, cosa molto
luterana questa, secondo me (non che l’abbiano presa da Lutero, se mai
il contrario).
E’ noto infatti che incarichi rivestano e che ricchezze posseggano gli ebrei, generalmente.
Volevo solo ringraziarla.
26/03/2007
Blog di Beppe Grillo
Gentile signor Blondet,
grazie per la sua opera e l’impegno che mi da la possibilità di ricevere quotidianamente fatti e idee obbiettive e vere.
Vorrei porle una domanda: è a conoscenza del fatto che, per esempio, se
scrivendo nel blog di Beppe grillo il suo nome o il nome del suo sito
si viene automaticamente “bannati”, censura elettronica.
Ha spiegazioni a proposito?
Sono molto critico nei confronti di Beppe Grillo che considero un falso e a volte subdolo profeta.
Ci sono forti interessi in gioco; pare che il comico genovese fu ospite
assieme ad altri nomi (strani per il tipo di ambiente), come Emma
Bonino, di sua maestà la regina Elisabetta nel 1992 sul panfilo
Britannia davanti a Napoli, dove si tennero numerose riunioni tra
politici, faccendieri, banchieri, massoni, ecc.
Sono tempi strani.
Mai come oggi, penso, il male (o a mio parere a dir meglio l’imbecillità) si trova dove meno ci se lo aspetta.
Aspettando un suo parere a proposito... le porgo i miei saluti.
B. G.
25/03/2007
Missione italiana in Afghanistan
Egregio Dott. Blondet,
e così , dopo avere “riflettuto”, il cavaliere Berlusconi voterà “si”
al decreto di rinnovo della missione italiana in Afghanistan,
unitamente alla Lega ed al battistrada UDC, mentre AN per scandire la
posizione di “destra” (sic!) si asterrà.
Eppure sembrava che stavolta il no della CDL sarebbe stato scontato
(eccetto che per la UDC che ricorrerà all’ escamotage delle “regole di
ingaggio”) con seri problemi per la maggioranza al Senato.
Il cambiamento di “strategia” berlusconiano segue ad un pressing della
cosiddetta “sinistra” teso a affermare che un voto contrario
significherebbe “abbandonare i nostri soldati” (o meglio “ragazzi”) li
giù impegnati.
Cioè si tratta della stessa argomentazione che utilizzava la CDL quando
era al governo per porre “sotto schiaffo morale” la allora opposizione
di centro-sinistra contraria alle missioni all’ estero.
In entrambi i casi, ieri ed oggi, vi è la immancabile benedizione dell’
ambasciatore USA (oggi Spogli già preside della Condoleeza Rice all’
università).
Perché in Italia può succedere questo?
Ricordo che quando Zapatero appena insediatosi ordinò il ritiro del
contingente spagnolo dall’ Iraq, il capo di Stato Maggiore di quel
Paese in una intervista dichiarò puramente e semplicemente che i
militari spagnoli così come per un ordine legittimo del loro governo
erano andati in Iraq, così ne sarebbero rientrati sempre per ordine del
governo senza che ciò significasse “abbandonarli” o “sconfessare la
loro opera” ( uso alcune delle espressioni ricorrenti nei politici
italiani di destra e di sinistra per forzare al voto favorevole sui
decreti delle missioni all’ estero).
Se richiamare un contingente militare all’ estero significasse
“sconfessare il suo operato”, i sovietici/russi non avrebbero mai
dovuto abbandonare la Germania dopo la riunificazione.
La spiegazione a mio parere (ma gradirei che Lei ne parlasse in uno dei
suoi pregevoli articoli) sta nell’ irresistibile richiamo dei nostri
cosiddetti politici, di destra, di sinistra, o centro, da parte della
Sirena (o Sirene) di via Veneto-Roma, fatto che può entro certi limiti
essere capito e in un certo senso “giustificabile”.
Ciò che ritengo moralmente e politicamente spregevole è il voler
trasferire o, in altri termini, eludere una responsabilità politica
(quella di avvallare avventure guerrafondaie americane e inglesi),
facendola ricadere sulla asserita necessità di “non voltare le spalle
ai nostri ragazzi”.
Essi come militari semplicemente obbediscono ad ordini che possono
consistere anche in un loro richiamo da dove sono stati inviati.
In un simile “teatrino della politica estera” l’ unico ad avere una
statura politica e morale (pur essendo sempre stato considerato un
“amerikano”) è il senatore Cossiga che voterà no alle missioni all’
estero.
Cordialmente.
A. U.
RISPOSTA
Sì, questa scusa del “non abbandoniamo i nostri ragazzi”
è veramente ridicola e insultante per l’elettorato.
Tanto più che viene da una “destra” occupata a tempo pieno in malaffari
(il Sottile di AN intercettato a parlare di slot machines in complicità
con Vittorio Emanuele), incontri carnali con veline e puttanelle
fornite da Lele Mora, yacht, discoteche e copertine di “Chi” e di
“Novella 3000” (pubblicizzate continuamente dal TG di Emilio Fede, che
di Lele Mora è utente-cliente e amico, e forse socio).
Un popolo da rotocalco e da “gossip” che, ora salverà il governo di
Prodi, dandogli la maggioranza che gli manca, per ordine di Israele.
Questi si alzano dai letti delle troiette, escono dalle discoteche, e
smettono di sniffare giusto il tempo di votare per esporre alla morte
“i nostri ragazzi”.
Spero almeno che dopo il disastro inevitabile, finiscano appesi a
piazzale Loreto: Berlusca a fianco di Prodi e, Fede a testa in giù
accanto a D’Alema.
E’ il mio sogno bipartisan.
Maurizio Blondet
24/03/2007
Ritorno a casa
Caro direttore,
complimenti per il suo giornale, che leggo ogni giorno con rinnovato interesse.
Vorrei parlarLe di una questione che mi sta a cuore e cioè, la ricerca interiore.
Ho solamente 32 anni ma negli ultimi 10 anni ho cercato un po’ in tutte
le strade quello che pensavo potesse farmi scoprire, avvicinare a Dio;
ho visitato l’'India, il Nepal, ho attraversato il Tibet, pensando
sempre di imbattermi nel miracoloso e nel mistico; intanto leggevo i
libri di Rudolf Steiner, Uspensky, Il Dalai Lama.
Poi un giorno incontro il movimento gnostico cristiano universale e
divento un affiliato; li mi hanno insegnato varie pratiche per
risvegliare la coscienza, per uscire in astrale, magia sessuale, ecc.
Quando di colpo il movimento si è sciolto per la morte di uno dei
“maestri”, mi sono trovato di colpo in mezzo ad una strada e ad avere
dubbi su tutto quello che avevo trovato; ora vorrei riavvicinarmi alla
Chiesa cattolica, ma mi sento in imbarazzo e non so da dove iniziare.
Soprattutto ci sono delle cose tipo l’inquisizione e fatti storici di
questo tipo che non mi lasciano tranquillo, anche se il ricordo della
tranquillità e stupore che percepivo da bambino in chiesa mi spingono
verso Gesù.
Forse prima avrei bisogno di un esorcista?
Scusi se la mia lettera è un po’ confusa, ma lo sono anche io e poi ho solo la terza media.
Cordiali Saluti
Emanuele
RISPOSTA
Esorcista?
No, spero di no.
Ha bisogno di un buon confessore, come ciascuno di noi quando, dopo aver tanto vagabondato, torna alla Casa.
Maurizio Blondet
24/03/2007
A proposito di Einstein
Buongiorno dottor Blondet,
mi permetto di scrivere per rettificare alcune affermazioni fatte da un
suo lettore (“M.G.”) a proposito di Einstein: io sono d’accordo con
quanto lei ha scritto nel suo articolo sul cretinismo scientifico, ma
trovo totalmente sbagliate le critiche portate contro questo scienziato.
1) Einstein era un fisico e non un matematico (anche se per elaborare
la teoria generale della relatività sviluppò praticamente da solo
alcune nuove branche della matematica);
2) l’ “artificio” da lui escogitato - che peraltro a livello matematico
già esisteva da anni - non gli venne in mente perché non aveva nulla da
fare, ma a causa dell’inspiegabilità di alcuni fenomeni da parte della
fisica newtoniana, che invece lui riuscì a spiegare e prevedere in modo
completo ed esattissimo;
3) le soluzioni della teoria speciale - o ristretta - della relatività
sono state verificate milioni di volte: è su di esse che si basa il
funzionamento degli acceleratori di particelle e di molti altri
dispositivi, e una quantità enorme di esperimenti ha permesso di
raggiungere precisioni incredibilmente alte nelle previsioni del
comportamento delle particelle elementari;
4) se mai la scienza dei primi del ‘900, con la sua teoria incompleta
dell’etere, “era” in un vicolo cieco, è stato grazie alle teorie della
relatività di Einstein (il plurale è voluto) che da questo vicolo si è
usciti;
5) quando si parla di “relatività” di Einstein ci si riferisce in
realtà a due teorie (speciale e generale), ben diverse sotto il profilo
matematico, l’una rielaborata in relativamente poco tempo a partire da
dati già esistenti, l’altra creata dal nulla in anni di duro lavoro
pressoché solitario;
6) anche la relatività generale è stata provata al di là di ogni
ragionevole dubbio: esistono tre esperimenti classici, tutti verificati
migliaia di volte con assoluta precisione, la cui descrizione può
essere trovata in qualunque libro di fisica, e oltre a questi ne
esistono molti altri;
7) il premio Nobel è stato vinto da Einstein per la scoperta dell’effetto fotoelettrico - che non è solo una teoria;
8) il dogma mi pare sia nelle parole del suo lettore che, tramite
affermazioni palesemente false, vuole cercare di esprimere il suo odio
- quello sì dogmatico - nei confronti di Einstein;
9) è vero che la relatività (generale) da sola non spiega tutti i
fenomeni dell’Universo, e che solo in questi ultimi anni sembra di
intravedere finalmente la possibilità di correlarla alla meccanica
quantistica (il grande legame che potrebbe portare ad una descrizione
più coerente della fisica), ma con questo stesso principio anche Newton
dovrebbe essere bollato di “oscenità” - e ancor peggiori di quelle
einsteniane, dato che Newton non riusciva neanche a spiegare cosa fosse
la luce;
10) nell’Universo non si osservano velocità superluminali: gli
spostamenti verso il rosso con Z maggiore di 1 (mi scuso per il
tecnicismo: indica una velocità superiore a quella della luce) devono
essere calcolati con la teoria di Einstein, e così facendo vengono
fuori dei valori perfettamente ammissibili;
11) il redshift possiede una spiegazione alternativa al Big Bang, e può
essere che nel prossimo futuro assisteremo ad una profonda rivoluzione
di questa teoria a causa di importanti scoperte che stanno facendo
scricchiolare questo edificio teorico un po’ in difficoltà.
Tuttavia nessuna teoria potrà mai falsificare esperimenti scientifici già verificati (e ben conosciuti) milioni di volte.
Suggerirei al suo lettore di scrivere un po’ meno in malafede (non gli
concedo la buona fede a causa del modo palesemente non sincero con cui
presenta gli argomenti) le sue inesattezze.
Cordiali saluti.
A. V.
RISPOSTA
Non ho un milionesimo delle conoscenze che servono per valutare il suo scritto.
Però tendo a dar ragione a lei: specificamente sul punto 4.
Einstein ha fatto uscire la scienza da un vicolo cieco.
Insomma, un grande scienziato, non un Odifreddi.
Maurizio Blondet
23/03/2007
Conversione
Caro direttore,
ho scoperto da poco il suo sito, più precisamente da quando sono
tornata da un soggiorno in Israele/Cisgiordania durato un anno, in
qualità di attivista per i diritti umani.
La mia esperienza con i palestinesi, con la loro dignità sistematicamente violata, è
stata illuminante, ma lo è stata anche la mia scoperta dell’ebraismo.
Vede, io sottoscrivo pienamente le sue lucide analisi sulla politica
criminale dello Stato di Israele (una politica che, tuttavia, non
definirei “nazista”; nazisti, semmai, sono molti, troppi israeliani
presi individualmente).
Il razzismo, il senso di superiorità (soprattutto nei confronti degli “arabi” e dei cristiani) è sconvolgente.
Spesso sono tornata a casa, ospite di un rabbino filo-palestinese, in
lacrime, scioccata nel profondo dalle pesantissime affermazioni
anti-cristiane pronunciate da labbra apparentemente”pie”.
Ma so che quello non è ebraismo.
Nell’ebraismo non c’è spazio per il senso di superiorià, per il razzismo, per l’oppressione.
Nell’ebraismo l’umiltà è un valore di straordinaria importanza (inutile
dire che tale valore viene da sempre calpestato da ebrei e non).
Per l’ebraismo non è necessario essere ebrei al fine di entrare “nella
grazia di Dio”: siamo tutti creature di Dio, alle quali dare il nostro
rispetto e amore.
All'inizio non riuscivo a spiegare la mia forte attrazione verso
l’ebraismo, ma adesso sono qui, ad un passo dalla conversione ufficiale.
Una conversione in seno all’ebraismo Reform.
Sarò presto ebrea, un’ebrea con forti legami con il cristianesimo, con
la figura di Gesù (vedi Martin Buber su Gesù), un’ebrea profondamente
anti-sionista, perché convinta che il peggiore amico di Israele, inteso
come religione, sia il presunto “Stato ebraico” aggressivo e violento.
Gli ebrei non hanno bisogno di uno Stato: l’idolatria è anti-ebraica.
Perché questa email?
Al di là del fatto che mi crederà una pazza o un’apostata, vorrei
sottolineare il fatto che, come lei certamente saprà, anche meglio di
me, l’ebraismo di cui lei parla è un ebraismo non condiviso da molti
ebrei e da un numero inferiore (purtroppo) di israeliani.
Ciò che lo Stato di Israele fa è una bestemmia all’ebraismo.
Ciò che dicono i seguaci di Lubavitch non viene nemmeno preso in
considerazioni, anzi osteggiato, da ebrei laici, Reform, Conservative,
e da buona parte degli stessi ortodossi.
La ringrazio per l’attenzione che ha prestato leggendo questa mia email.
Cordialmente.
Tamar
RISPOSTA
Sono sgomento.
La sua lettera mostra le più incredibili capacità umane di perdere l’anima.
Oltretutto, lei passa all’ebraismo “riformato”, che è un calco del
cristianesimo “riformato”, protestante, un’invenzione moderna.
Pregherò per lei, e invito i lettori a pregare per “Tamar”.
Maurizio Blondet
23/03/2007
Fatima e i segreti a rate
Egregio dottor Blondet,
innanzitutto mi complimento con Lei per le tante “buone battaglie” che conduce.
Mi perdoni ma vengo subito al motivo di questa mail: vorrei che
esprimesse il Suo parere su quanto è tra le virgolette e che si
riferisce alle apparizioni di Fatima.
Nel Diario, suor Lucia riferisce quanto le disse la Madonna, in quelle
famose apparizioni del 1917, di cui si è parlato diffusamente:
“La guerra sta per finire, ma se non smetteranno di offendere Dio,
nel Pontificato di Pio XI, ne
comincerà un’altra peggiore”, con lo scopo di “sterminare il giudaismo
da dove provenivano Gesù Cristo, la Madonna e gli Apostoli che ci hanno
trasmesso la parola di Dio ed il dono della fede, della speranza e
della carità, popolo eletto da Dio, scelto fin dal principio: ‘la
salvezza viene dai giudei’”.
Il messaggio rivelato a Lucia parlava anche dello “scoppio di una guerra atea, contro la fede, contro Dio, contro il popolo di Dio”.
Qualche notizia in più su questo Diario.
Il diario - ora pubblicato - è edito dal Carmelo di Coimbra - il
monastero dove la veggente ha trascorso quasi tutta la sua vita - ed è
distribuito dal Segretariato dei Pastorelli, la sede della Postulazione
per la beatificazione degli altri due veggenti di Fatima, i due
cuginetti di suor Lucia morti poco dopo le apparizioni.
Il testo, il 13 febbraio scorso, ha ricevuto l’imprimatur di monsignor Serafim de Sousa
Ferriera e Silva, vescovo emerito di Leiria-Fatima.
Egregio dottor Blondet, quanto sopra scritto sembra quasi suggellare la
teoria del “doppio binario di salvezza”; Cristo sarebbe venuto per
salvare noi Gentili, mentre i giudei sarebbero salvi “iure sanguinis”.
Mi piacerebbe avere un Suo parere su questa visione e sull’intera
vicenda di Fatima, che comunque è stata già affrontata su EFFEDIEFFE.
La ringrazio molto e la saluto cordialmente
G. S. - Bari
RISPOSTA
Boh; non so proprio che dire di queste rivelazioni e profezie che
vengono fuori da Fatima ora che suor Lucia è morta, dopo anche la
“definitiva” interpretazione di Giovanni Paolo II sul terzo segreto
(“Il terzo segreto parla di me, il caso è chiuso”).
Mi pare che la nuova rivelazione si fermi a Pio XI, e alluda al
nazismo; d’accordo, ma è strano che venga fuori proprio adesso in cui
Israele grida al pericolo iraniano (“il nuovo Hitler”) e la Chiesa
gerarchica pullula di giudaizzanti e massoni…
La inviterei a rileggere, nell’essenziale saggio di René Guénon “Il regno della quantità e i segni dei tempi”, l’importante capitolo il cui titolo suona: “L’inganno delle ‘profezie’”.
Le “profezie”, spiega Guénon, sono spesso utilizzate a scopo di
propaganda, e spessissimo dai servizi segreti, per creare “stati
d’animo collettivi” del tipo desiderato.
Senza prendere posizione sulle idee guénoniane, io mi limito a ripeterne qui il seguente passo, che esprime quello che penso: “In
ogni caso, non è nostra intenzione entrare qui nei particolari di
queste cose, su una questione così complicata e del resto
manifestamente imbrogliata deliberatamente in tutti i suoi aspetti”.
Vede anche lei che conclusione porta credere a questa profezia ultimissima: che gli ebrei saranno salvati “jure sanguinis”.
E’ esattamente ciò che tentano di dire i giudaizzanti nella Chiesa, smentiti - ohimè per loro - da san Paolo.
Maurizio Blondet
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