08/06/2007
17.30
Le meraviglie di Astaro
Caro Direttore,
questa mattina ho scoperto che Astaro, a seconda della versione
installata, si appoggia a database diversi per categorizzare i siti.
E’ noto che la versione 6 usa l’OrangeFilter di Cobion, ma è ignoto cosa usi la versione 7.
E’ sufficiente fare un test su http://www.astaro.com/tool/urlreport e scopriamo che sino alla versione 6 www.effedieffe.com è un “uncategorized website”, in accordo con Cobion.
Ma dalla versione 7 “http://www.effedieffe.com is in our list and categorized as Politics”.
Meno male.
Tanta generosità è però contagiosa.
La Anti-Defamation League (www.adl.org) passa da “Non-Governmental Organizations” (come da copione Cobion) per le vecchie versioni a “http://www.adl.org is in our list and categorized as Philanthropic & Professional Orgs” per la versione 7.
Tarallucci & vino
Con stima
AB
08/06/2007
16.30
Su Amnesty
Volevo chiedele informazioni su questo argomento:
http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2016362
Lei che ne pensa?
Io a volte di Amnesty mi fido poco.
Cordialmente
Giulioni Stefano
RISPOSTA
L’allegato è un allarme di Amnesty sulla censura in internet, praticata da una trentina di stati dalla Cina alla Bielorussia.
E’ tutto vero.
Da noi la censura si pratica coi “filtri per salvare l’infanzia”, come
sapete creati da imprese per lo più operanti dal felice regno di
Khazaria.
Legga la missiva che seguirà.
Maurizio Blondet
08/06/2007
14.30
Tasse e lumbard
Egregio direttore,
faccio alcune doverose premesse:
a) Sono un ingegnere che lavora per un Ente Locale in terra di Brianza:
in pratica sono il “parente povero” della folta schiera degli
“Statali”.
b) Sono particolarmente sensibile al tema dei fannulloni di Stato: ha
tremendamente ragione, sono numerosi e sono una vergogna di questa
nostra Patria sgangherata.
c) Sono un meridionalista e sono fermamente convinto che il pesante
degrado attuale, non solo quello in cui versa l’Italia Meridionale,
parte da molto lontano.
Facciamo un esempio di una azienda lombarda: TELECOM ITALIA; tutti gli
italiani pagano il canone, persino in Campania, Puglia, Calabria e via
discorrendo.
Tuttavia mi risulta che tutta l’IVA venga versata in Lombardia...
Quindi, ritengo che i lombardi non siano dei coglioni: i coglioni sono il resto degli italiani!
Potrei continuare con altri esempi.
Quello che voglio dire è che le tasse le pagano TUTTI GLI ITALIANI
consumatori di merci padane (o dovrei dire prodotte fuori dall’Italia
da “onesti” imprenditori padani) anche se il gettito fiscale SEMBRA
arrivare da poche aree geografiche dell’Italia del nord.
E’ un meccanismo abbastanza complesso ma ben spiegato in un bel libro dal titolo “COME TI FINANZIO IL NORD” di Gennaro Zona.
Mi risulta che questo prezioso lavoro sia stato presentato a Milano qualche anno fa.
Non voglio polemizzare con lei, la mia è solo una piccola precisazione.
Ho molta stima della sua cultura e delle sue idee.
La mia terra è afflitta da tanti problemi, sono quasi convinto che il degrado in cui versa sia irreversibile.
Tuttavia da quando vivo in Brianza ho capito tante cose e un po’ alla
volta sto imparando a vedere i problemi sotto una luce diversa.
A volte riesco persino a sperare in un futuro migliore per la mia gente.
Vorrei essere uno statale “licenziabile” e vorrei che la “meritocrazia”
non fosse solo lo strumento con cui i dirigenti “premiano” certi
lavoretti di bocca delle segretarie sotto le scrivanie.
In un sistema che funziona avrei un trattamento economico più adeguato
alla professionalità di un giovane ingegnere che si impegna molto e
realizza tante cose per la comunità locale che gli paga lo stipendio.
Purtroppo sono inquadrato come un “tecnico disegnatore” di sesto
livello (1000 euro al mese): in pratica lavoro grazie al titolo di
geometra, perchè gli ingegneri spesso sono tagliati fuori dai bandi di
concorso comunali: è come avere una banconota da 500 euro e non poterla
spendere perchè di “taglio” troppo grosso.
La mia “stabilizzazione a tempo indeterminato” è avvenuta ad un caro prezzo egregio Direttore.
Ho progettato e realizzato per l’ente oltre 50 cantieri di pubblica
illuminazione in cinque anni di lavoro a tempo indeterminato, ma il mio
stipendio è uguale a quello della collega che incolla i francobolli
all’Ufficio Protocollo (ad essere onesti percepisco il cosiddetto
incentivo “Merloni” per le attività extra di progettazione e direzione
lavori pubblici... cifre vergognosamente basse e ipertassate).
Vivo con la promessa di un “concorso interno” che mi darà, forse, un
inquadramento più idoneo al lavoro che effettivamente svolgo per l’ente.
Ho scelto di lavorare per lo Stato anche perchè credo che una persona
debba avere il diritto di avere una vita privata dopo 36 ore di impegno
lavorativo settimanali: trascorrere qualche ora del proprio tempo
libero a leggere Blondet o un buon libro e farsi una idea di come vanno
le cose intorno a noi... e magari scoprire che nonostante tutto sono un
“fortunato” in un oceano di brillanti giovani laureati precarizzati e
schiavizzati a vita.
Forse non ho scelto, forse lavorare per lo Stato è stata una scelta
obbligata, avviato ai concorsi pubblici da genitori “saggi” che
vedevano un futuro nero per un laureato che, purtroppo, non ha avuto
nemmeno il compiacimento di appendere un diploma di laurea “comprato”
ma faticosamente conseguito tra mille difficoltà in una università di
provincia.
Spero di riuscire a incontrarla a Milano in occasione di un prossimo incontro pubblico.
In fede
Dottor ingegner Nicola S.
08/06/2007
13.00
Napoleone e gli ebrei
Gradirei un suo commento su questo articolo che forse spiega la nascita
del sionismo moderno... Ma è una storia che non conosco e per questo
volevo sapere se lei ne sa di più.
Bicentenario del sinedrio napoleonico.
Convegno: “Napoleone e gli ebrei”
Quando nel 1796 le milizie francesi invasero l’Italia, il nostro Paese
era diviso in staterelli nella maggior parte dei quali non esisteva
nessuna libertà religiosa: per questo si può far risalire la prima
emancipazione ebraica (e valdese) al 1797, quando Napoleone, portando
con sé i venti della rivoluzione francese, abolì ogni differenza
religiosa, garantendo così anche la libertà di culto.
L’anno successivo Bonaparte impegnato nella campagna d’Africa,
abbandonò l’Italia che ricadde sotto il giogo dei reazionari e le
violenze antiebraiche scoppiarono sia nei territori che avevano visto
il dominio papale, sia in Piemonte e in Toscana, in particolare a Siena
e a Pitigliano.
Nel 1800, però, Napoleone ritornò in Italia, annettendo successivamente
al regno di Francia tutti i territori conquistati.
Per affrontare l’antigiudaismo dilagante e nel tentativo di riconoscere
anche agli ebrei il diritto ad essere rappresentati, ma soprattutto per
porre le istituzioni ebraiche sotto il proprio diretto controllo,
convocò nel 1806 a Parigi un’assemblea di centoundici notabili di cui
13 piemontesi, 16 provenienti
dal resto d’Italia (fra cui alcune figure di spicco come ad esempio i
rabbini Jacob Carmi che divenne poi vicepresidente del Sinedrio e
Graziadio, Neppi (di Ferrara) e i rimanenti dalle altre parti
dell’Impero.
Questa sua iniziativa non fu accolta da tutti con favore: alcuni ebrei
non vollero riconoscere l’autorità dell’Imperatore nelle questioni che
li riguardavano.
Ma l’opposizione più dura fu da parte dello zar Alessandro di Russia
che definì Napoleone
l’“Anticristo e il nemico di Dio” e da parte della chiesa ortodossa di
Mosca, unitamente a quella luterana di Prussia.
Le conclusioni dell’assemblea furono sottoposte al vaglio di un
Sinedrio convocato a Parigi nel febbraio dell’anno successivo, formato
da 71 membri per due terzi rabbini e un terzo laici.
Le delibere finali vennero poi trasposte in norme che, con decreto
napoleonico del 17 marzo 1808, disciplinavano dettagliatamente la nuova
organizzazione e sancivano l’ebraismo come terza religione ufficiale.
Si istituirono poi dei concistori locali, per ogni dipartimento o
gruppo di dipartimenti che contasse duemila ebrei, ognuno formato da
tre laici e due rabbini.
Per ricordare quanto avvenuto esattamente 200 anni fa, grazie il dottor
Andrea Y. Lattes, l’università di Tel Aviv, la Società israeliana di
ricerche napoleoniche e l’ambasciata francese hanno organizzato un
simposio dal titolo: “Napoleone e gli ebrei” durante il quale eminenti
studiosi e famosi letterati hanno preso oggi in esame i diversi aspetti
di quel periodo: da quello storico a quello giuridico, passando per il
letterario, il filosofico e tanto altro ancora.
A parlarne, oltre naturalmente l’ideatore, anche nomi illustri come il
professor Shlomo Simonsohn, esperto di ebraismo italiano e fra i
fondatori dell’Università di Tel Aviv, lo scrittore A. B. Yeoshua e la
dottoressa Fania Oz Salzberger figlia dello scrittore Amos Oz.
Elena Lattes
RISPOSTA
Non vedo che commento potrei fare su un fatto storico notissimo (ne ha
parlato anche Il Foglio), e notissimo a qualunque ebreo colto, perché
segna una svolta capitale della loro presenza in Europa.
Se non questo: Napoleone chiese al sinedrio da lui radunato se gli
ebrei erano disposti ad essere leali cittadini francesi, ossia (in
pratica) a farsi tassare ed arruolare nei suoi eserciti.
Qui di seguito un passo da Wikipedia che fornisce altri particolari corretti:
“ …Le 30 mai 1806, l’empereur prend alors un décret prévoyant, dans son
article 2, ‘qu’il sera formé au 15 juillet prochain, dans notre bonne
ville de Paris, une assemblée d’individus professant la religion juive
et habitant le territoire français’. L’assemblée juive réunit donc 95
députés nommés par les préfets au niveau des départements. Un décret du
10 juillet 1806 adjoint 16 représentants des Juifs du royaume d’Italie.
Les délibérations ont duré pendant presqu’un an, du 6 juillet 1806
jusqu’au 6 avril 1807, sous la présidence du banquier Bordelais Abraham
Furtado.
Les trois premiers points de débat sont relatifs au mariage et au
divorce: un Juif peut-il épouser plusieurs femmes? Admettent-ils le
divorce sans qu’il soit prononcé par les tribunaux? Les mariages mixtes
sont-ils licites? Après de longues heures de discussions, il en ressort
que les citoyens juifs doivent se soumettre au Code civil français de
plus ‘ils doivent défendre la France jusqu’à la mort’. La mesure est
votée à l'unanimité.
Il supprima par la suite les taxes spéciales imposées aux Juifs en
Allemagne et il leur donna, pour la toute première fois, l’égalité
civique et politique.
En ce qui concerne les mariages mixtes, les députés se divisent et les
rabbins y sont opposés.
Quant à l’usure, elle est abandonnée sur le plan dogmatique mais non
sur le terrain pratique. Napoléon imagine ressusciter le Grand
Sanhédrin qui a conduit à la création du Consistoire Central des
Israélites de l’Empire.
Il pensait qu’il faut transformer les principes qui se dégagent de ces discussions en véritables lois religieuses.
Cette création devait conduire à l’organisation administrative des
Juifs de l’Empire, afin d’avoir un meilleur contrôle sur eux et surtout
s’assurer leur soumission à l’Empereur et à la France.
Le 9 février 1807, la première séance a lieu. Elle comprend 45 rabbins
et 26 laïcs. Le rabbin de Strasbourg, David Sintzheim la préside.
Napoléon lui envoie ses instructions de Pologne.
Le Grand Sanhédrin doit organiser le culte juif, prévoir un tiers de
mariages mixtes et, entre autres, fixer les conditions d’exercice du
commerce. Cette assemblée ne réalise pas tous les souhaits de
l'empereur mais elle accomplit l’essentiel de ce que l’on attendait
d’elle. Le 7 mars 1807, la communauté juive remercie Napoléon: ‘Béni
soit à jamais le Seigneur Dieu d’Israël, qui a placé sur le trône de
France, un prince selon son cœur. Dieu a vu l’abaissement des
descendants de l’antique Jacob et a choisi Napoléon le Grand pour être
l’instrument de sa miséricorde. À l’ombre de son nom, la sécurité est
rentrée dans nos cœurs et nous pouvons désormais bâtir, ensemencer,
moissonner, cultiver les sciences humaines, appartenir à la grande
famille de l'État, le servir et nous glorifier de ses nobles
destinées’”.
“Le règlement du culte juif est publié le 17 mars 1808. Les Juifs y
sont organisés du point de vue religieux en circonscriptions
territoriales, dotées chacune d’un consistoire composé de Juifs laïcs.
Ces consistoires doivent dresser la liste des Juifs étrangers, exhorter
les Juifs à l’exercice des professions utiles, surveiller l’application
du règlement du culte et faire connaître aux autorités le nombre de
conscrits de la circonscription. Un consistoire centralisé est institué
à Paris. À la différence des pasteurs et des prêtres, les rabbins ne
sont pas rémunérés par l’État. Ils perçoivent une rémunération à partir
des côtisations des fidèles.
Un décret, destiné ‘à la réforme sociale des Juifs’ et joint au
règlement du culte, est proposé par le ministre de l’Intérieur,
Champagny et trois commissaires impériaux. Elle porte sur une meilleure
intégration de la communauté juive en France. La conscription pour
joindre la Grande Armée, les mariages mixtes, et la limitation des taux
d’usure y sont plus particulièrement visés. Grâce à ce nouveau décret,
les plaintes diminuent considérablement contre les citoyens juifs.
Avec le décret de Bayonne du 28 juillet 1808, Napoléon oblige les
citoyens juifs de France à avoir un nom de famille définitif et à le
déclarer à la mairie. La législation de l’Empire complète l'œuvre de la
Révolution française en accélérant considérablement l’assimilation des
Juifs, Napoléon leur donne une place dans la société. Elles placent
d’ailleurs le judaïsme sur le même plan que les religions catholique et
protestante.
La volonté de l’Empire était alors véritablement d’assimiler les Juifs
à la communauté française. Le 29 novembre 1806, il écrit à Champagny
alors ministre de l’intérieu: ‘Lorsqu’on exigera qu’une partie de la
jeunesse aille dans les armées, ils cesseront d’avoir des intérêts et
des sentiments juifs; ils prendront des intérêts et des sentiments
français’. Il demanda alors au Grand Sanhédrin de contraindre les
conscrits juifs à rejoindre la grande armée.
Alors à Sainte-Hélène, Napoléon confie au baron Gourgaud ‘y avait
beaucoup de Juifs dans les pays sur lesquels je régnais; j’espérais, en
les rendant libres, et en leur donnant des droits égaux à ceux des
catholiques et des protestants, les rendre bons citoyens, et les forcer
à renoncer à l’usure, et à se conduire comme le reste de la communauté.
Je crois que j'aurais fini par réussir. [...] Outre cela, j’aurais
attiré une grande richesse en France, parce que les Juifs sont très
nombreux, et qu’ils se seraient empressés de venir en foule dans un
pays où ils auraient joui des privilèges bien supérieurs à ceux que
leur accordent les autres gouvernements”.
Napoléon et un État juif en Palestine?
“Pendant le siège de Saint-Jean d’Acre en 1799, Napoléon avait préparé
une proclamation dans laquelle il fondait un État juif en Palestine,
mais il ne la publia pas. Le siège d’ailleurs fut un échec et le plan
ne fut jamais mis en œuvre. Quelques historiens, dont Nathan Schur dans
Napoleon and the Holy Land, croient que cette proclamation était
uniquement destinée à la propagande et que Napoléon n’envisageait pas
sérieusement la création d’un État juif”.
Les réactions des puissances étrangères
“Le premier à s’élever contre ce projet de Grand Sanhédrin est le tsar
de Russie Alexandre Ier, Il dénonce violemment la liberté accordée aux
Juifs et il ira jusqu’à demander à l’Église orthodoxe de protester avec
la plus grande énergie contre le projet de Napoléon. Il désigne
l’Empereur comme ‘l’Antéchrist et l’ennemi de Dieu’.
Le Saint Synode de Moscou proclame: ‘Dans le but de détruire les bases
des églises de la chrétienté, l’Empereur des Français a invité dans sa
capitale toutes les synagogues judaïques et il a le projet de fonder un
nouveau Sanhédrin hébreu. Qui est le même tribunal qui osa jadis
condamner à la croix le Seigneur Jésus’.
En Autriche, l’irritation est très grande; en Prusse, l’église
luthérienne est très hostile et en Italie, les réactions sont bien
moins virulentes mais restent globalement défavorables. La réaction de
Londres est quant à elle sans équivoque: ‘Nous repoussons la politique
et la doctrine d’une telle Assemblée’.
Le tsar de Russie a eu gain de cause et Napoléon accepta de signer, le
17 mars 1808, un décret restrictif qui limitait les libertés accordées
aux Juifs en espérant que le tsar le soutiendrait dans sa guerre contre
l’Angleterre. Mais au bout de trois mois, l’empereur annule le décret
et plus de la moitié des départements rétablirent la liberté totale
pour leurs citoyens juifs”.
Les Juifs en Europe.
“Tous les pays sous autorité française appliquèrent les réformes de
Napoléon. Ainsi au Portugal, l’État permit aux Juifs une liberté totale
et il leur permit d’ouvrir leurs synagogues qui étaient fermées depuis
plus de 200 ans. En Italie, au Pays-Bas et en Allemagne, les Juifs ont
pu pour la première fois participer en hommes libres à la société de
leur pays respectif.
Après la défaite de Waterloo, le congrès de Vienne supprima dans toute
l’Europe les lois napoléoniennes. Le Pape Pie VII fit rétablir les
ghettos et imposa de nouveau le port de l’étoile jaune. Les Juifs
retrouvèrent leur liberté en France à partir de 1830. Il faut aussi
noter que les lois de 1808 rétablies en 1830, sont toujours en vigueur
aujourd’hui en France”.
Maurizio Blondet
06/06/2007
19.30
"Spero moriate presto"
Direttore,
capisco la sua onestà morale nel pubblicare anche le lettere
“sconvenienti”, ma la lettera “spero moriate presto” è davvero
ripugnante.
Mi rattrista così tanto vedere persone tanto accecate dall’odio più
irrazionale. persone così soggiogate e indottrinate al punto da
diventare i peggiori carcerieri di se stessi.
Mi rattrista e mi fa sentire un po’ più vuoto.
Sarebbe facile accanirsi verso cotanta inutile bile con altra bile, sarebbe facile ma non certo utile;
combattere il fuoco con il fuoco, ahinoi, è alquanto inutile.
Mi dispiace direttore, mi dispiace che lei debba subire l’insulto e lo spregio perchè si schiera con il giusto.
Ne sono pieni i testi sacri, inutilmente.
Mi dispiace, tutto qui.
Tragga sostanza dal veleno.
Fabio
06/06/2007
18.30
Segnalazione
Dottor Blondet,
Le segnalo questo post su un blog neocon nostrano di tale Paolo di
Lautreamont riguardo al boicottaggio di Israele da parte del UCU.
L’italiota in questione invita a sottoscrivere il contro-boicottaggio.
Buon lavoro.
Giancarlo da Padova
06/06/2007
16.30
Censura siti proibiti
Gentile direttore,
leggo quasi quotidianamente il suo sito, sempre fonte di interessanti punti di vista spesso da me condivisi.
Le scrivo riguardo alla censura preventiva che molti luoghi di lavoro
esercitano sui siti come il suo, impedendo così a molti di arrivare a
informazioni altrimenti di difficile reperibilità.
Anche nell’azienda in cui lavoro è in opera questa opera di censura
verso sempre nuovi siti; a tale riguardo vorrei fare sapere ai suoi
lettori che tale impedimento si può facilmente by-passare attraverso un
software gratuito scaricabile dalla rete, uno dei tanti
http://download.html.it/software/vedi/2744/torpark/
Certo
è un po’ lento, ma garantisco che funziona ed è privo di spyware,
malaware e quant’altre malignità; non necessita di installazioni e si
può usare anche partendo da un supporto USB.
Cordiali saluti
Claudio S.
06/06/2007
15.00
Defreitas
Mi scuserà Direttore, ma questa storia è sempre più inverosimile.
Dal testo che segue, tratto dal Los Angeles Times
http://www.latimes.com/news/nationworld/nation/la-na-jfkplot4jun04,0,251086.story?coll=la-home-center,
si evince che il signor Defreitas non è altro che un povero pensionato
di 63 anni dello scalo merci dell’aeroporto JFK (dove, presumibilmente,
faceva il facchino) “con pochi soldi, scarsa istruzione, pochi amici e relazioni logore con la famiglia”.
WASHINGTON He had little money, a limited education, few friends and frayed relations
with his family.
By all appearances, Russell Defreitas was “a pretty sad character” at age 63, in the words of one law enforcement official...
Defreitas, a retired JFK cargo worker, allegedly made surveillance tapes of airport facilities.
Le nuove leve del terrorismo globale.
Con stima
A. B.
06/06/2007
14.00
Cooperazione… nell’evasione
Le cooperative sono, per loro costituzione, degli “enti” di evasione
totale legalizzata; potrebbe scrivere qualcosa di aggiornato sulla
dimensione della evasione e sulla - eventuale - crescita di tale volume
di evasione negli ultimi 20 anni o giù di lì?
Giusto per scoprire che noi schiavi dobbiamo pagare aliquote faraoniche
anche perchè questi soci
gentiluomini possano evadere, con la benedizione se non di Dio
certamente dei boiardi del potere mafioso legalizzato, tutto
l’evadibile?
Grazie
Dottor Massimo F.
RISPOSTA
Mi pare ne sappia di più lei.
Perché non ci manda qualche appunto?
Maurizio Blondet
06/06/2007
13.00
Putin “paranoico” per il TG
Ciao Maurizio,
ecco cosa ha avuto il coraggio di dire un TG1 delle 13,30.
In un ampio e dettagliato servizio (dettagli sciocchi, ovviamente) si è sviscerata la seguenti tesi di alta geopolitica:
”Putin fa tutta questa cagnara perché è un paranoico (testuale) e ha
paura che i missili americani in Polonia servano a bombardare la
Russia. Ha ha ha!!” (testuale anche l’ironia sghignazzante verso il povero scemo).
Non si fa menzione del fatto che, invece, servono a proteggere il
Circolo Polare Artico da improbabilissimi missili in arrivo dall’Iran a
5000 chilometri e tre fusi orari di distanza.
Insomma, chi è il... paranoico?
Salutoni
Barbara
06/06/2007
11.00
Abdul Kadir
Egregio Direttore,
nel servizio dell'Associated Press riportato dall'International Herald Tribune
http://www.iht.com/articles/ap/2007/06/03/news/CB-GEN-Trinidad-Terrorism-Plot.php?page=1 leggo le seguenti dichiarazioni della moglie di Abdul Kadir:
“Kadir’s wife, Isha Kadir, told The Associated Press that her
husband, a Shiite Muslim, is innocent. She said her husband flew from
Guyana to Trinidad on Thursday on his way to Venezuela, where he
planned to pick up a travel visa to attend an Islamic religious
conference in Iran.
Kadir was arrested at Trinidad’s international airport on Friday after
he had boarded a flight to Venezuela, Paul said”.
”We have no interest in blowing up anything in the U.S” Kadir’s wife said.
“We have relatives in the U.S”.
Insomma, il Signor Abdul Kadir, anni 55, sposato con tre figli,
mussulmano sciita, ingegnere civile, ex sindaco della cittadina di
Linden, ex parlamentare dell’opposizione fino all’anno scorso, decide
assieme ad altri di far saltare in aria l’aeroporto JFK, basandosi tra
l’altro, sulle immagini fornite da Google Earth http://www.stabroeknews.com/index.pl/article_general_news?id=56521660
.
Da notare che se ne stava andando in Iran per una conferenza e che i suoi tre figli hanno studiato religione lì.
Gli ingredienti ci sono proprio tutti.
Spero di farle gradito omaggio fornendole i segretissimi numeri di
telefono dell’ingegner Kadir ottenuti dalle segretissime Pagine Bianche
della Guyana
http://www.gtt.co.gy/whitepages/.
A. B.
06/06/2007
09.00
Albanese replica
Gentile Signor
Blondet,
sono un studente albanese in Italia.
Sono un vostro lettore quotidiano.
Vi scrivo perchè non sono d’accordo su quello che è scritto in “Vladimiro contro Vladimir” su gli albanesi.
Lei e molto unilaterale nel dire che i serbi sono vittime degli albanesi , perchè non conosce da vicino la realtà balcanica.
In nazionalcomunismo serbo progettava da più di un secolo l’annientamento degli albanesi in quella regione.
Poi sui giochi “occulti” delle grandi potenze lei ha ragione pero anche la Russia è parte di questo gioco.
Infine vorrei un breve commento su questo articolo:
http://www.grandeoriente.it/notizie/2000/Albania.htm
A. K.
05/06/2007
20.00
Tutti frutti... del Concilio?
Caro dottor
Blondet,
non
so se ha visto oggi al TG5 il servizio sul sacerdote che, dopo aver
detto messa, si trasforma in un emulo di Elvis Presley e va per locali
a roteare il bacino a ritmo di rock’n roll.
Mi chiedo se non ci sia un collegamento tra la pedofilia di alcuni sacerdoti e simili carnevalate.
Non sono forse due risultati dello smarrimento del vero senso del sacerdozio e della sua dignità?
Esiti diversi per gravità, certo, ma comunque frutto di una deriva preoccupante.
Giustamente lei, Blondet, richiama il supremo compito del sacerdote,
quello di elargire il Pane della Vita (che nemmeno la lordura dell’atto
pedofilo può inficiare).
Ma se quando vado a prendere la comunione all’altare invece del
sacerdote mi ritrovo il ragioniere in pensione del quarto piano che mi
da l’ostia, cosa devo pensare?
Cordialmente,
F. U.
05/06/2007
19.00
Cultura pratica /2
Egregio Signor
Blondet!
Ho appena finito di leggere il Suo articolo sulla Cultura e culturume.
Se la dovrebbe prendere con Pietro Nenni che ha imposto la scuola media
unica con l’abolizione degli avviamenti e scuole tecniche professionali
e Amintore Fanfani che gli ha dato retta.
2. Col mezzo-ebreo don Lorenzo Milani, autore del libello LETTERA AD UNA PROFESSORESSA.
Con Lorenzo Milani qualche priore ha sciupato l’Acqua Battesimale e
poi gli ha rubato il funerale.
Quell’individuo è candidato alla Beatificazione.
Poi evitiamo di parlare dei vari Magistrali delle Suore; guai a toccarli.
Chi Le scrive nel 1950 ha iniziato nell’avviamento per arrivare nel 1962 alla laurea.
Le suggerisco di parlare dei guasti derivanti dalla abolizione di fatto dell’apprendistato artigiano.
La saluto.
Wolf Murmelstein
RISPOSTA
Stavolta sfonda una porta aperta, signor Murmelstein.
Dovremmo aggiungere alla lista degli assassini della scuola italiana
(don Milani fra questi, sono d’accordo) un paio di “riformisti”
democristiani di cui non ricordo il nome, Berlinguer, la Moratti. Ed
ora Fioroni.
Maurizio Blondet
05/06/2007
18.30
Cultura pratica
Caro Maurizio,
una volta tanto la ringrazio esplicitamente.
Dovrei farlo molto spesso, ma lo faccio ora, in particolare per il suo splendido articolo CULTURA PRATICA.
E anche per le risposte a quei lettori che non “capiscono”.
E’ vero, molti non capiscono. eppure lei scrive in italiano!
I concetti non mi sembrano da carbonaio.
Manca dell’analisi logica?
Abbiamo solo schemi in testa, che ci impediscono un approccio aperto e dialettico con quanto viene da fuori di noi.
E’ questo che ci ha insegnato la scuola?
Non siamo più capaci di verificare o seguire nuove “eresie” (purchè “ragionevoli”).
Il più grande eretico fu Gesù stesso; tant’ è che ancor oggi non è
accettato dal Mondo e da tanta Chiesa, e continua ad essere d’inciampo
a qualsiasi umana costruzione intellettuale.
E infatti tanti lettori non capiscono.
Come quello che vede la classicità e Socrate come un cumulo di paganesimo satanico (e pedofilo, poteva mancare?).
Io ringrazio Dio per il mondo classico.
Nei suoi misteriosi pensieri è stato un dono immenso, che non a caso ha
accettato immediatamente la Buona Novella e su di essa nacque l’Europa
(non quella attuale, è ovvio).
Michele
05/06/2007
17.00
Khazari (e Toaff)
Egregio dottor
Blondet,
leggo nella posta dei lettori questo interessantissimo scambio di qualche giorno fa:
“02/06/2007 12.00
Khazari
Buongiorno signor Blondet,
chiedo scusa in anticipo ma nel suo articolo relativo a Zoellick nuovo
presidente della Banca Mondiale parla di “Khazzaro”, che significa?
La ringrazio se me lo potrà spiegare.
Cordiali saluti
Massimo F.
RISPOSTA
Si tratta di un popolo turco-mongolo che nell’ottavo secolo dopo Cristo si convertì in massa all’ebraismo.
Il 75% per cento degli “ebrei” d’oggi sono discendenti dai khazari.
Sono gli attuali “askenaziti”, e non hanno sangue di Abramo nelle vene.
I veri ebrei, i sefarditi, sono culturalmente, economicamente e politicamente soggetti dei primi.
Maurizio Blondet”
Ebbene: ero a conoscenza della cosa (ai sefarditi aggiungerei pure
altri, minuscoli, ceppi d’ebraismo sparsi per il mondo, come quelli
babilonesi, quelli cosiddetti delle montagne, ecc).
Cito questo passo delle lettere dei lettori perché, reduce dalla
lettura di Pasque di Sangue di Toaff figlio, mi sono detto che il
“grande scandalo” che il libro ha provocato tra gli ebrei, costringendo
l’autore a chiederne il ritiro dal commercio, è in realtà non tanto e
non solo quello di aver ammesso almeno la possibilità teorica di
omicidi rituali (solitamente negato per principio) quanto proprio
quello di aver (indirettamente) puntato il dito sui Khazari/Ashkenaziti
quali portatori di un ebraismo, che avendo potuto portare taluni a
forse commettere delitti così mostruosi, è evidentemente deviato
(satanico, aggiungo io).
Non vedo altra spiegazione per lo scandalo, altrimenti.
Per noi cattolici, scandaloso non è il libro, se non nel tono - spesso
dileggiante quando non irrispettoso – dell’autore nei confronti della
Chiesa e dei cristiani.
Ma nessuno, ovviamente, si è lamentato della cosa, anzi.
Un po’ perché un fratello maggiore può dire ciò che vuole su noi tapini fratelli di mezzo.
E poi perché, fondamentalmente, della cosa interessa proprio a pochi.
Non così, evidentemente, tra figli d’Abramo.
La canèa è stata effettivamente tanta.
Ma non per quello che il volgo può immaginare, a mio modesto avviso,
quanto per il sotterraneo atto d’accusa che il libro contiene nei
confronti dei “capi” dell’ebraismo mondiale.
Con i miei migliori saluti
Federico
05/06/2007
16.00
ASTARO
Salve,
da vostro affezionato lettore volevo segnalare che, in merito
all’articolo sulla STASI al Comune di Milano, come sistemista di
sicurezza e curatore della manutenzione di software della succitata
azienda tedesca, nessun filtro automatico può bloccare di sua volontà
un sito di news come il vostro a meno di 2 fattori: o si selezionano
una serie di argomenti non navigabili, e come il vostro sito anche
parecchi altri non lo saranno, oppure si indica ESPRESSAMENTE la non
validità di un
indirizzo!
Ma questo lo può fare solo la persona designata...
Ottimo lavoro.
Cordialmente.
05/06/2007
15.00
Sul discorso tenuto da Draghi
Gentilissimo direttore
Blondet,
in riferimento all’articolo sul discorso tenuto da Draghi non viene evidenziato un fatto importante.
La Banca d’Italia è un ente pubblico partecipato da banchieri privati.
Questa è un’anomalia che non viene mai sottolineata.
Si afferma che la politica non possa e non debba intervenire negli interessi della Banca in questione.
La Banca d'Italia deve essere indipendente e non può subire alcuna ingerenza.
Nel frattempo il Dottor Draghi si permette di dettare le seguenti linee
di politica al Governo italiano (ovviamente prono e disposto ad
accettare gli ordini):
- aumento dell’età pensionabile
- taglio dello Stato sociale (si badi bene che non si chiede una
riorganizzazione delle spese dello Stato e una riduzione degli sprechi
evidenti... ma un taglio netto... una questione di puro costo
economico).
Il Parlamento è costituito da apparati partitici autoreferenziali, onorevoli che spesso rappresentano soltanto se stessi.
Tuttavia questi onorevoli sono stati votati dagli italiani e sono
questi a dover decidere le politiche economiche, non il Dottor Draghi.
Vorrei che in un suo futuro articolo parlasse del governo occulto delle
banche, prendendo di nuovo in considerazione alcune tematiche che ha
trattato nel suo libro “Schiavi delle banche”.
Prodi è legato al banchiere Bazoli, D’Alema al nuovo colosso bancario
di Geronzi (che ha salvato i DS dalla bancarotta) e Profumo.
La nuova IRI di Prodi, cioè la cassa depositi e prestiti, è partecipata anche da capitale privato dei banchieri amici di Prodi.
Prodi, Tononi e Draghi provengono dalla Goldman Sachs.
E’ difficile parlare di questi argomenti al popolo della festa
dell’Unità, a quei tanti vecchietti che votano DS o sinistra per
partito preso.
E l’alternativa?
Berlusconi?
Un mafioso piduista che rappresenta il malcostume italiano?
Che di mestiere rincoglionisce gli italiani con le sue televisioni?
Un uomo di cui la CIA ha dei dossier di migliaia di pagine che potrebbe
inviare alla magistratura per fargli ricevere una 30 ina di ergastoli e
quindi ricattarlo in ogni modo?
Credo che i giovani italiani non siano soltanto quelli di cui lei parla nel suo ultimo libro “Selvaggi col telefonino”.
Credo ci siano giovani che vorrebbero fare molto ma non hanno la capacità organizzativa per farlo.
Altri (la maggioranza) sono stati educati dalla televisione a inseguire MAMMONA.
Cristo caccia i mercanti dal Tempio.
Le chiedo scusa per averLe fatto perdere tempo e per la mia lettera di sfogo.
Cordiali saluti
Riccardo L.
RISPOSTA
Allora ripetiamo tutti insieme “la Banca d’Italia è un ente pubblico posseduto da proprietari privati”.
Più precisamente, posseduto dalle banche di cui dovrebbe essere il controllore.
Le do ragione anche su Berlusconi.
Ha già comprovato cosa sa fare: niente.
Maurizio Blondet
05/06/2007
14.00
Sacerdote e tre diaconi iracheni uccisi
Dottor Blondet,
ancora religiosi uccisi in Iraq e naturalmente Bush è innocente, sono i
musulmani che si sa uccidono i cristiani e quindi Bush ha ragione a
mandare altre truppe ed allora ammazzeranno più cristiani e quindi sarà
necessario mandare altre truppe etc., etc.
Due cose mi fanno particolarmente soffrire: la prima è che quando parlo
con qualche catto-cristianista questo vede solo una persecuzione
anti-cristiana e nessuna responsabilità “occidentale”, la seconda è che
certamente è grave che si sopprimano delle vite, che la Chiesa sia
colpita.
Ma oltre tutto è una Chiesa antica, particolare, che vive l’intimità
con Gesù Cristo e la devozione a Maria in una maniera che ci testimonia
una fede rimasta integra dalla secolarizzazione, dalla
protestantizzazione portataci dal quell’ “Occidente” a cui i
catto-cristianisti sono particolarmente devoti.
Buon lavoro
Giancarlo da Padova
RISPOSTA
Condivido la sua vergogna e la sua rabbia verso i cristianisti cattolici, complici dei genocidi in corso.
Ricordo che il compito meta-storico degli Stati Uniti è stato quello di
distruggere e sradicare tutte le culture tradizionali, ossia basate
sullo spirito, per sostituirle con il macchinismo sociale basato
sull’economia.
Se questa non è “l’opera della Bestia”, non so cosa sia.
La Chiesa cattolica forse è calpestata perché è diventata sale insipido.
Maurizio Blondet
05/06/2007
12.00
neocoglions conspiracies
Egregio signor Blondet,
ho appena finito di vedere Report.
E’ un programma in onda ogni Domenica sera su Rai3.
Di che cosa si è parlato?
Di come alcuni “ambienti” molto vicini all’attuale amministrazione Bush
sostengano le attuali nonché possibili future opposizioni a quelli che
considerano dei “regimi dittatoriali”.
A chi mi riferisco?
A quelle ex repubbliche socialiste che circondano geograficamente l’attuale Russia.
Da chi sono sostenute e non solo finanziariamente?
Si sono fatti alcuni nomi come la Freedom House (di cui è stato
intervistato il presidente), lo stesso senatore repubblicano Mc Cain,
piuttosto che la ben nota Open Society di George Soros.
Ma un discorso a parte merita a mio avviso un certo Bruce Jackson.
A capo del “Progetto per le democrazie in transizione” ha anticipato,
con la sua presenza, l’arrivo di George Bush quale ospite d’onore
dell’attuale Presidente della Georgia.
Nettamente “filoamericano” (o meglio, “filoneocon”), Mikheil
Saakashvili ha voluto far capire senza mezze misure il suo distacco
dalla Russia affermando di non voler più alcuna delle loro basi
militari.
E una certa “influenza” Bruce Jackson deve evidentemente averla, visto
che lo stesso Saakashvili si è direttamente rivolto a lui come un vero
e proprio maggiordomo chiedendogli se gli era piaciuto o meno quanto
aveva appena proclamato.
Ottenendo ovviamente la sua piena approvazione.
Una mia banale riflessione: quanta ipocrisia si cela dentro chi
pretende di dare lezioni di democrazia e libertà a chicchessia per poi
dimostrare quello che è e vuole effettivamente provocare col proprio
interventismo militare ieri in Afganistan, ora in Iraq e prima o poi
forse anche in Iran.
E considerando anche i “brillanti risultati” ottenuti sinora, e, di cui
sarà venuto sicuramente a conoscenza, quanta pia illusione prevale
nell’animo di chi, anche in buona fede, vede in quel fantoccio di
George il nuovo messia, la nuova speranza per riuscir a creare un
movimento di massa contro il proprio stato “oppressore”.
Per che cosa?
Per aver “l’onore” di ospitare sul proprio territorio basi aeree o missili balistici altrui?
O di vivere meglio di quanto riesca tuttora grazie agli “enormi benefici” presunti tali del libero mercato?
No!
Non vorrei essere nei loro panni il giorno in cui si renderanno conto
di essere solo uno strumento da parte di chi vuole usarli per quegli
interessi di fondo che, anche attraverso la mia costante consultazione
del sito www.effedieffe.com, ho la fortuna di ben comprenderne la
malvagità .
Ecco perché ora mi sento di appoggiare Putin.
Non solo per i suoi riferimenti alla tradizione storica di Franklin
Delano Roosevelt, ma anche per quel “Ministero della
contro-Rivoluzione” nato sotto la sua attuale presidenza che
evidentemente ha diverse nonché buone ragioni di esistere.
La mia speranza?
Che venga rieletto alle elezioni presidenziali di fine anno.
Col “rischio” di essere un “comunista” o peggio per i tanti Vittorio Feltri di tutti i giorni?
Echissenefrega!!
Roberto P.
(Milano)
RISPOSTA
Sì, ho visto e gustato il servizio di Report; esso conferma ciò che
abbiamo scritto volta per volta sulle “rivoluzioni colorate”.
Maurizio Blondet
05/06/2007
9.30
Spero moriate presto
Ho appena letto la schifezza nella quale il povero Blondet parla della trasmissione di Santoro.
Noto con piacere che ancora una volta l’ignoranza dell’autore lo spinge a ributtanti confusioni tra omosessuali e pedofili.
Non mi stupisce, spero solo che trovi un veloce sollievo alle sue pene,
magari sepolto da nubi piroclastiche più reali di quelle che si è
inventato tra le sciocchezze sull’ 11 settembre.
Lei Blondet è davvero un poveretto e se crede a quello che scrive è anche messo peggio.
Leverò il calice quando la natura benigna ci libererà di una logorrea tanto ignorante e marcia.
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RISPOSTA
Queste righe sono la miglior dimostrazione di quel che dico: l’omosessuale è un malato mentale e morale.
Ciò che lo anima è stato confessato, anzi rivendicato da Aldo Busi: “E’
probabile che nella mia omosessualità ci sia una forma di attrazione
non verso i maschi, ma verso l’odio che mi suscitano tutti gli uomini,
odio che il fare sesso con loro non fa che aumentare…”.
L’odio per tutti gli uomini è uno stigma satanico inequivocabile.
Anche Busi dice ai suoi amanti di un’ora: “Spero che moriate presto”.
Busi inoltre sostiene che l’età giusta per i rapporto omosessuali è a partire dai 13 anni.
Nichi Vendola, governatore della Puglia, in una intervista del 1985 a Repubblica affermava: “Non
è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio,
cioè del diritto dei bambini ad aere una loro sessualità, ad avere
rapporti tra loro, o con gli adulti, e trattarne con chi la sessualità
l’ha vista sempre in funzione della famiglia…”.
Ecco lì la identità fra finocchieria e pedofilia, confessata per bocca dei nostri più celebri invertiti.
Maurizio Blondet
04/06/2007
12.00
Lavoratori pubblici: non generalizzare
Egregio direttore,
sono un giovane lavoratore pubblico (comparto Sanità) del Veneto.
Pur essendo di impostazione ideologico-dottrinale non pienamente vicina
alla sua, trovo di estremo interesse e di pregiate qualità
intellettuali le sue lucide analisi sulla politica interna ed
internazionale, nonchè le perspicaci osservazioni sulla società
contemporanea.
Ritengo tuttavia ingrato, come si evince spesso in taluni suoi
articoli, il suo livore verso i dipendenti pubblici, considerati da lei
una schiera di fannulloni strapagati ed inefficienti.
Per meglio intendersi, non contesto tanto la legittima accusa rivolta
verso quei gravi casi di malaffare, di ottusa burocrazia, di sconcio
ladrocinio,di nauseante sciatteria, di intollerabile privilegio
esistente in questo settore.
No.
Semplicemente non accetto la sbrigativa generalizzazione, il gettare
discredito su di una intera categoria, senza una opportuna ed attenta
disamina, nell’ individuare dove questo accade maggiormente: aree del
Paese (Mezzogiorno); comparti specifici (politico-amministrativi); ceto
funzionale (dirigenze, consulenze, apparati...).
Ad affermare il vero, lei non è l’unico ad intraprendere questa
indiscriminata campagna; visionando i media,sembra che questo sia lo
sport nazionale preferito dopo il calcio.
Si dimentica spesso (e volutamente), che i dipendenti pubblici non sono
solo i politici opulenti e beoti, o i manager di Stato raccomandati e
privilegiati.
Non è forse un pubblico dipendente anche il carabiniere o il vigile del
fuoco che rischia la vita per la sicurezza della collettività?
E non mi si venga a dire che gli stipendi sono troppo alti.
Qualcuno ha mai esaminato la busta paga di un barelliere di un Pronto
Soccorso, di un bidello scolastico, di un netturbino del Comune?
Non mi pare siano propriamente salari da Creso.
Guardi,io faccio l’infermiere in una ASL del Veneto.
Valutando i parametri nazionali ed esteri, e le valutazioni
dell’utenza, si afferma che nella nostra Regione la sanità pubblica sia
di livello discreto.
E questo nonostante il blocco delle assunzioni adottato dalla Giunta
locale, per pretestuose questioni di bilancio (sì, proprio loro, i veri
cialtroni e spreconi).
Già lavorare con i malati è una missione difficile, con turni feriali e
festivi, diurni e notturni, figuriamoci farlo con carenza di organico:
spesso capita di saltare i riposi o le ferie spettanti, sgravare orario
extra per garantire il servizio, e tutto mi creda, per una retribuzione
assai misera.
E non crediamo che la meritocrazia in questo settore sia la panacea di tutti i mali.
Accentrare eccessivo potere verso quella casta di dirigenti e
coordinatori (che poi dovrebbero decidere sui nostri curriculum e sugli
onorari), significherebbe solo incrementarne la autoreferenzialità e
discrezionalità, basate sovente su logiche di favoritismo e
clientelismo. Piuttosto lasciamo la valutazione al nostro vero padrone
e sovrano: il cittadino utente.
Concludo, rincrescendomi per la istintiva asprezza della mia
disapprovazione, ma la mia voleva essere solo una legittima esigenza di
rispetto,verso una categoria indiscriminatamente e ripetutamente
infangata.
Con rinnovata stima, le porgo i miei più cordiali saluti.
Michele C.
RISPOSTA
Le posso dar ragione.
O lei dà ragione a me.
Ci sono statali sacrificati, necessari alla società e non abbastanza pagati.
Il fatto è che, nell’insieme, fanno blocco politico con i privilegiati
pubblici, e difendendo i loro piccoli stipendi, difendono i 500 mila
euro annui dell’assessore siculo, lo spreco e lo scandalo permanente
che ha triplicato i costi degli enti locali, aumentato del 66% i costi
della province, fatto esplodere i bilanci delle Regioni, per non
parlare degli emolumenti dei senatori a vita indegni (Colombo, a cui
noi contribuenti paghiamo la coca).
Cosa avete in comune con loro, voi infermieri, carabinieri, pompieri?
Nulla.
Però il regime delle burocrazie parassitarie vi dà 101 euro d’aumento,
che sarà poco, ma che i lavoratori del privato manco si sognano:
evidentemente perché vi ritiene il “corpo sociale” da cui farsi
proteggere.
Mi sono spiegato?
Maurizio Blondet
04/06/2007
10.00
Uno slavo replica
Zinovjev ha dimostrato nel suo “Collasso del comunismo russo” il
funzionamento di congiura (colpo di Stato); sono cose arciote...
1. Lei dice che l’autocrazia imperiale asiatica possa funzionare con Putin ma i successori??
Come se dipendesse dall’ autocrate... e gli attentati ebraici contro gli zar?
E le trame, le società segrete, gli omicidi rituali e politici(vicepresidente della Banca Nazionale ed altri, ricordiamoci)?
Lei sa che hanno fatto brillare il grandioso monumento allo zar Nikolaj II, per ben due volte?
Ora c’è una guardia permanente...
Già la moglie di Lenin, Krupskaja, era tutta estasiata per “organizacija” dei gesuiti, le ONG in Russia e Serbia che cosa sono?
Chi li finanzia?
Purtroppo, serbi e russi sono in Europa, molto in Europa... forse
troppo; mi dia una risposta a una domanda... i greci… il Socrate era si
o no un pederasta, un pedofilo? un pagano?
“Togliete questa donna!” disse ai compari sul letto di morte...
Cristianesimo significo la fine dei “misteri” pagani, della magia
satanica pagana, della prostituzione sacra e profezie varie , anche tra
i tanto amati greci?
Sinceramente, l’Italia italiota odierna non le sembra un po’ antica Grecia, per certi versi?
Europa di Marx, Freud, Darwin, Nietzsche...
”L’Europa, una volontà unica, formidabile, capace di perseguire uno scopo per migliaia di anni”.
Saluti
S. N.
RISPOSTA
Va bene, andate avanti così.
A far finta di non capire cosa è Occidente, per assolvere i vostri difetti storici.
Sapete cosa succederà?
Ripeterete continuamente gli stessi errori e delitti.
A ciascun uomo e ciascun popolo, sono le virtù di cui mancano quelle di cui hanno bisogno.
E ovviamente questo vale anche per noi italioti.
Ma a lei sembra che io qui difenda i vizi italioti?
Allora legga altro, per favore.
Non abbiamo bisogno di lettori che non vogliono capire.
Maurizio Blondet
03/06/2007
Sionismo di Stato (Italiano)
Gentile Blondet,
Ho letto sulla testata Effedieffe numerosi articoli & interviste
riguardanti Israele ed il sionismo ma, mi è parso, che nulla sia stato
pubblicato circa la dichiarazione del presidente Napolitano che qualche
mese addietro, ha equiparato tout-court l’antisionismo con
l’antisemitismo.
Mi pare una dichiarazione quantomeno strana.
In senso storico, ad esempio, dovremmo considerare antisemiti individui
come Einstein o la Harendt che il sionismo hanno pure convintamente
avversato.
In senso politico tale affermazione, ovvero di un capo di Stato “altro” da Israele, ha francamente un carattere incompresibile.
Qual’è la sua opinione in proposito?
Cordialmente.
Ercole D. V.
RISPOSTA
Ne abbiamo accennato in vari pezzi.
Quale il senso dell’uscita di Napolitano?
Ordini della Massoneria internazionale di riferimento.
Si ricordi che Napolitano era il solo dirigente comunista che, negli
anni ‘50, aveva il visto permanente per gli USA, dove era invitato a
parlare nelle più prestigiose università.
Era il controllore messo dai “grembiulini” ebraici a controllare il PCI dall’interno.
Maurizio Blondet
03/06/2007
Strenua difesa della Chiesa Cattolica
Egregio Signor
Blondet,
spesso leggo le vostre spietate ed inquietanti analisi, che in genere condivido.
Spietate quando si tratta di smascherare le lobby ebraiche, fino a
divulgare coraggiosamente le teorie revisioniste (definite da qualcuno,
scorrettamente, “negazioniste”) o quando si tratta di mettere il dito
sulla piaga dei falsi attentati e delle guerre pretestuose condotte da
Washington.
Una controinformazione molto preziosa, allo stesso tempo controcanto e
chiave di lettura privilegiata dell’informazione ufficiale, avvelenata
dalla presenza dei mercenari della forza di Magdi Allam e Giuliano
Ferrara.
Per questo motivo non riesco a capacitarmi della vostra strenua difesa
nei confronti della Chiesa cattolica: entità dalle due nature
palesemente inconciliabili tra loro (Stato - con conseguenti interessi,
politiche, canali diplomatici - ma anche sedicente rappresentante di
Gesù in terra e perpetuatrice della Sua carità e misericordia).
Troppe volte, non solo nell’antichità, ma anche evidentemente nei tempi
moderni, la prima natura ha mostrato di essere quella reale.
Basta vedere la posizione del Vaticano verso gli ammirevoli uomini di
Chiesa che in America Latina, evidentemente non paghi di elargire
benedizioni ed assoluzioni a contadini in condizioni umane miserrime,
cercano di dare alla carità cristiana una connotazione più concreta.
La posizione del Vaticano contro questi “disubbidienti” sta tutta nella
recente frase di Ratzinger in Brasile: “La Chiesa non deve fare
politica”.
Altro esempio del peso dell’interesse corporativo rispetto alla natura
“misericordiosa” della Chiesa è proprio quello offerto in tutto il
mondo dalle squallide storie di pedofilia, che a quanto si è visto
hanno una ricorrenza inquietante nel tempo e in qualsivoglia angolo
della Terra.
Anche in questo caso è abbastanza patetico negare l’orientamento
universale degli alti prelati a nascondere le nefandezze compiute nei
luoghi “sacri” da appartenenti al clero, non esitando ad isolare
famiglie già vittime di violenze insopportabili ed a lasciare impuniti
atti che per la legge dell’uomo meritano anni di carcere e per la legge
di Dio meritano l’inferno.
Come è possibile da parte di chi dedica la sua vita a svelare le
sopercherie e le menzogne continuare a difendere una Chiesa con
misericordia di facciata, perlopiù invocandone una quanto mai
anacronistica “infallibilità”?
Stefano A.
RISPOSTA
Confesso che la sua lettera mi ha rattristato.
In fondo, lei auspica l’abolizione nel mondo di ogni luce di sacro, di ogni canale di grazia.
Non è certamente il solo.
Ma il mondo come lo vorrebbero tanti come lei, dove fosse abolito ogni
ricordo di Dio - la concreta presenza - e tutto chiuso nell’aldiquà,
sarebbe insieme un macello di innocenti, un campo di concentramento e
un formicaio zoologico.
Se ne è già avuta una esperienza, con il marxismo realizzato.
Il fatto che tanti la pensino come lei ci dice che, purtroppo, l’esperienza, in qualche nuova forma, sarà ripetuta.
Lo Stato-Chiesa è un piccolo scudo all’autonomia del sacro nel mondo:
non ci fosse, sarebbe la dipendenza da uno zar, magari di nome Prodi o
Berlusconi.
Sulla teologia della liberazione, il discorso sarebbe lungo, ma si
riduce a quella sete di orizzontalità e chiusura al mondo superiore che
lei sente come “liberazione”.
E’ il contrario.
L’uomo è fatto, radicalmente e dolorosamente, per il sacro, per il Pane di Vita.
Senza di esso, soffoca e si suicida, dopo aver sparso rovine e sangue.
Non mi parli dei preti pedofili come argomento contro il sacro, per favore.
E’ ovvio che là dove sgorga la grazia, là le forze demoniache si accaniscano.
Quali che siano le colpe della Chiesa, essa - non per suo merito - dispensa il sacro pane.
Da ultimo, è questo che conta.
Maurizio Blondet
03/06/2007
L'Italia di Draghi
Egregio Direttore,
le invio un intervento di Carlo Gambescia che mi sembra molto interessante.
LItalia di Draghi: una società schiavistica
Il Manifesto di oggi, definisce, addirittura nei titoli, la relazione di Draghi “un’alta lezione di liberaldemocrazia”.
Non siamo d’accordo: preferiamo parlare di una dotta introduzione alla nuova società schiavistica.
Il lettore si chiederà perché usiamo parole così forti.
Presto detto: dietro il linguaggio “liberale” di Draghi si nasconde un
disegno sostanzialmente antisociale: quello di favorire la nascita di
una società piramidale; una società governata dal ristretto intreccio
di interessi tra banche e imprese.
Una società schiavistica, come vedremo, da cui Draghi, vuole far fuori la politica, anche quella compiacente.
Non solo: il governatore pretende la cancellazione di qualsiasi diritto sociale, a cominciare dalle pensioni.
Ma entriamo nel merito della relazione.
Draghi non ha quasi parlato del processo di concentrazione bancaria in atto.
Ne ha evidenziato solo i futuri effetti benefici sulla capacità di concorrere, sul piano mondiale, delle banche italiane.
Il che significa, un sicuro aumento dei costi per i consumatori italiani.
Draghi ha taciuto sui fitti legami tra banche e imprese.
Ma, ha criticato, proprio per favorirne la crescita, qualsiasi intervento della politica in economia.
Draghi ha chiesto, alzando improvvisamente il tono di voce (come ci
hanno riferito alcuni amici presenti) di procedere rapidamente
all’aggiornamento dei coefficienti pensionistici.
Il che significa impoverire oggettivamente, di qui a qualche anno, i lavoratori che andranno in pensione.
Draghi ha reclamato maggiore produttività, flessibilità e liberalizzazioni.
In particolare nell’energia.
Per favorire, appunto - dopo aver liquidato la politica - una maggiore concentrazione economica.
E soprattutto la crescita esponenziale del pericoloso intreccio tra banche e imprese.
Infine, il suo accenno, alla riforma dell’istruzione, va interpretato,
come volontà di frammentare ulteriormente il mercato del lavoro
intellettuale e professionale, anche attraverso la privatizzazione
dell’istruzione pubblica.
L’Italia auspicata da Draghi vede pochi eletti in cima e tanti
lavoratori e pensionati poveri in basso. E in mezzo un ceto medio, più
ridotto, tonico e legato ai poteri forti, in termini di prestazioni
professionali a livelli di quadri medio-alti.
Mentre il ceto medio (-medio) e medio (-basso) di oggi, mescolandosi
agli immigrati, dovrebbe andare a ingrossare le fila del lavoro servile
(camerieri, guardie giurate, servizi alle persone) e dei lavoro
flessibile (dipendenti dei call center, e di altri settori basati sui
servizi non alle persone).
E tutti con paghe e pensioni al di sotto del minimo vitale.
Proprio come gli ultimi della classe: i lavoratori poveri (facchini,
lavapiatti, custodi, eccetera) e i pensionati “coefficientizzati”.
E’ un “disegno” che potrebbe prendere corpo nei prossimi 15-20 anni.
Il progetto gioca, in termini di controllo sociale, sulle potenzialità
delle tecnologie di sorveglianza, sul graduale svuotamento delle
istituzioni democratiche (anche attraverso scandali pilotati e
conseguenti campagne di stampa), sull’invecchiamento della popolazione
(vecchi e anziani sono più facilmente controllabili),
sull’arrendevolezza degli immigrati, e sulla paura generalizzata e
opprimente, in una società flessibile, di perdere il posto di lavoro,
anche se umile e sottopagato.
In conclusione, si tratta di una società schiavistica e non
liberaldemocratica: governata dall’alto, da un ristretto gruppo di
tecnocrati, alle dipendenze dirette dei più ricchi (di qui l’inutilità
dei politici, come ceto sociale capace di mediare), e perciò priva di
qualsiasi vera istituzione democratica.
Ovviamente, non è tutta farina di Draghi.
L’attuale governatore è lì, solo per garantire una “visione del mondo”
e una politica del credito favorevoli agli interessi dei CdA di imprese
e banche.
Il personaggio, non è assolutamente brillante, come lo descrivono i
suoi ammiratori.
Tutt’altro.
E al minimo tentativo di alzare la testa, rischia di essere sostituito come Fazio.
Oggi scomparso dalla scena politica ed economica, e liquidato come populista.
Chissà perché?
Carlo Gambescia
http://carlogambesciametapolitics.blogspot.com/
02/06/2007
18.30
Preti Pedofili ed “Anno Zero”
Avevo già letto libri sul tema scottante della pedofilia nelle
parrocchie (fra l’altro lontani ricordi mi hanno riportato alla mente
alcuni sacerdoti “chiacchierati” nell’ambiente “Fratelli Delle Scuole
Cristiane” in cui ho fatto quattro anni di elementari… ma, per fortuna
solo “sentito dire”!) e ieri sera ho assistito alla trasmissione del
famoso video ed al conseguente dibattito.
Mi ha colpito sfarevolmente l’atteggiamento di padre Fisichella (che
poi è lo stesso della Curia la quale oggi rincara la dose gridando alla
“sciacallaggio”, l’idea della libertà di espressione è proprio aliena
per il Vaticano) che tentava di gettare tutto il fango sui singoli
colpevoli “salvando la struttura”.. (e anche se stesso, quale pezzo da
90 di essa...).
Eh no, troppo semplice.
C’è di mezzo il fatto incontrovertibile e tristissimo (almeno per chi
ha presente che, certamente, nella Chiesa esistono, per fortuna,
sacerdoti integri e capaci) che da quanto diffuso mediaticamente appare
assodato quanto segue.
E cioè: l’esito principale dell’atteggiamento assunto dalle autorità
ecclesiastiche è stato non solo il “coprire” i colpevoli fino
all’inverosimile ma addirittura propagare il morbo, trasferendo qua e
là mostri posseduti dal vizio più turpe (che altro non sono).
Capito??
Le Autorità , perfettamente consapevoli di quali mostri fossero i
pedofili hanno scientemente condannato degli innocenti a subire lo
stesso “trattamento”, invece di scacciare i colpevoli, consegnandoli
alla Giustizia civile , un po’ meno “segreta” in queste cose di quella
ecclesiastica, mi pare.
Quindi non solo “coprire” i mostri con ben poca considerazione delle
vittime, ma di fatto “sguinzagliarli” nel mondo per creare nuovi
infelici!!
Non è una gran bella figura per quelli che si proclamano “unici eredi del Cristo” o giù di lì.
Anzi qui appaiono chiaramente collaboratori di ben altri Esseri...
Che poi pannelloidi et simili ci inzuppino il pane va anche da sè: ma
temo che sia una sorta di aiuto occulto per “buttare tutto in caciara”
non affrontando mai alla radice le cause da cui scaturiscono fatti così
gravi.
Come sempre Behemoth dà la mano a Leviathan...
Andrea Franco
RISPOSTA
La risposta è pubblicata come articolo (Santoro)
02/06/2007
16.45
Gay drogati e infettati con il virus HIV
Caro direttore,
senza commento.
Buona Domenica.
Luca G.
ANSA del 27 maggio
Gay drogati e infettati con il virus HIV
Bruxelles Drogati, violentati e infettati con il virus dell’Hiv, che
provoca l’Aids: questa la sorte riservata a diversi gay olandesi che
hanno raccolto l’invito, lanciato sul web, a partecipare a piccanti
festini privati.
Teatro della vicenda la città universitaria di Groningen nel nord del
Paese, un centro di meno di 200 mila abitanti, al confine con la
Germania.
La polizia era stata allertata genericamente già circa un anno fa, nel
giugno 2006, ma allora si era limitata ad avvertimenti pubblici per
evitare che gli omosessuali raccogliessero inviti per droga-party.
Poi l’impennata del numero degli ammalati di AIDS, raddoppiati in città
nel giro di un anno, e le prime denunce fino all’arresto di quattro
uomini, tre considerati gli ideatori delle orge ed uno per aver fornito
la droga.
Nel febbraio scorso quattro omosessuali, di età compresa tra i 25 e i
50 anni, hanno trovato il coraggio di raccontare alla polizia le
violenze e i maltrattamenti.
Dopo la diffusione della notizia, se ne sono aggiunti già altri otto che hanno detto di aver subito lo stesso trattamento.
Molti altri, secondo i media olandesi, potrebbero ancora temere di
manifestarsi, magari perchè hanno anche legami e affetti eterosessuali.
I tre finiti in carcere sono una coppia di omosessuali di 48 anni, tra
cui un infermiere, ed un altro gay di 33 anni, tutti sieropositivi.
Messi alle strette, hanno confessato che anch’essi si sono iniettati a
vicenda il loro sangue contaminato, che tutto questo li eccitava e che
solo così, infettando i loro partner, potevano, durante i festini,
avere dei rapporto sessuali considerati “puri”.
“Più il cerchio dei sieropositivi era largo, più c’era la
possibilità di avere rapporti non protetti, questa era la logica che
animava il terzetto”, ha spiegato il capo della polizia ai giornalisti ieri in una conferenza stampa.
Con i tre omosessuali, il 13 maggio scorso, è stata arrestata anche una
quarta persona accusata di aver fornito la droga per i festini.
Si parla di migliaia di pastiglie di ecstasy, ma anche di Ghm
(Gamma-idrossibutirrato), definita droga da stupro, che rendeva le
vittime prive di conoscenza dopo essere stata assunta, a loro insaputa,
anche versata in una normale bevanda.
Una grande quantità di stupefacenti è stata poi sequestrata a casa degli arrestati.
La vicenda ha creato choc e costernazione in tutta l’Olanda, ma
soprattutto nella popolazione omosessuale olandese, abituata a vivere
in un Paese dove feste tra gay, anche condite dall’assunzione di
stupefacenti, non sono considerate poi così stravaganti.
“Ma da qui ad arrivare a drogare e violentare i propri partner è altra cosa, supera l’immaginabile”, affermano i rappresentanti delle associazioni per la difesa dei gay.
I tre arrestati sono accusati di gravi lesioni con l’aggiunta della premeditazione e ora rischiano almeno 16 anni di carcere.
RISPOSTA
Notizia utile per i tanti che mi scrivono che sono troppo duro coi gay, povera minoranza debole.
Qui si vede che cosa è il loro vizio: l’estremo nichilistico dell’odio
per l’uomo (e per gli uomini precisamente con cui vanno), una satanica
volontà omicida sotto specie di “sesso” insaziabile.
Maurizio Blondet
02/06/2007
14.30
Conflitto polacco-tedesco
Consiglierei alla lettrice Katerina Varutti, quando traccia la storia
della Polonia, di analizzare anche quanto successo PRIMA dell’invasione
nazionalsocialista.
E’ malattia comune dei polacchi (ma non solo loro), di analizzare la
storia dalla nascita di Hitler in poi, come se prima di lui non
esistesse alcun male in Europa e tutti avessero una sorta di
“verginità”.
Costoro dimenticano (volutamente?) che il nazismo fu effetto, non
causa... e questi polacchi che si stracciano le vesti spacciandosi per
vittime, dovrebbero studiare i fatti antecedenti al 1939.
Saluti,
Fabio
RISPOSTA
D’accordo con lei.
Inoltre, la puntigliosa memoria delle ferite subite (con oblio
selettivo di quelle inferte) è proprio ciò a cui ogni popolo e nazione
deve rinunciare per “fare” l’Europa.
Questo vecchissimo continente è cosparso di ossa di guerre fratricide,
il conto dei torti e delle ragioni non si chiuderebbe mai.
Dimenticare non solo è salute mentale, è giustizia: è non addossare le
colpe delle generazioni passate alla generazione presente, che ne è
innocente.
Maurizio Blondet
02/06/2007
12.00
Khazari
Buongiorno signor Blondet,
chiedo scusa in anticipo ma nel suo articolo relativo a Zoellick nuovo
presidente della Banca Mondiale parla di “Khazzaro”, che significa?
La ringrazio se me lo potrà spiegare.
Cordiali saluti
Massimo F.
RISPOSTA
Si tratta di un popolo turco-mongolo che nell’ottavo secolo dopo Cristo si convertì in massa all’ebraismo.
Il 75% per cento degli “ebrei” d’oggi sono discendenti dai khazari.
Sono gli attuali “askenaziti”, e non hanno sangue di Abramo nelle vene.
I veri ebrei, i sefarditi, sono culturalmente, economicamente e politicamente soggetti dei primi.
Maurizio Blondet
02/06/2007
11.00
Democrazia
La democrazia è nella bocca di tutti ma nelle intenzioni di nessuno, la
sua risposta a questo mio messaggio mi interessava moltissimo spero che
voglia rispondermi nel blog.
Grazie comunque.
G. P.
RISPOSTA
Preferisco lasciare la parola a Massimo Fini, che ha pubblicato il seguente articolo il 25 maggio sul Gazzettino:
“Secondo sondaggi del sociologo Renato Manheimer il 70% degli italiani non ha fiducia nel Governo.
Il che è normale (piove, governo ladro).
Ma la stessa percentuale non ha fiducia nel Parlamento, cioè nel complesso dei partiti, compreso il proprio.
L’80% ritiene che gli uomini politici siano ‘interessati ai voti dei
cittadini e non alle loro opinioni, che abbiano in mente soprattutto
l’esigenza di essere rieletti e non i problemi della gente’.
Le reazioni sono diffidenza, disgusto, rabbia e noia, soprattutto noia.
E’ indubbiamente disarmante veder sfilare per anni in Parlamento e in
quel suo sostituto che è la TV sempre le stesse facce, di politici, di
conduttori, di giornalisti compiacenti (il presidente del Consiglio,
Romano Prodi, è un ex boiardo di Stato, attivo nella Prima Repubblica,
di 68 anni, il leader dell’opposizione ne ha 71 e fu il principale
sodale di Craxi, il presidente della repubblica è un ex comunista di 80
anni in politica da sempre, il più ‘giovane’ Mastella lo è da un quarto
di secolo, Giuliano Amato pure, eccetera).
Tuttavia la sfiducia dei cittadini non riguarda la politica in sè e
nemmeno nei suoi esponenti a differenza di quanto accadde nei primi
anni Novanta.
E’ una sfiducia molto più profonda e grave.
E’ una sfiducia nella democrazia rappresentativa in quanto tale che
coinvolge, con gradazioni diverse, tutto il mondo occidentale.
Sia pur lentamente e faticosamente i cittadini stanno capendo che la
democrazia rappresentativa non è la democrazia, è una truffa, un
imbroglio molto ben congeniato o, se vogliamo esprimerci nel linguaggio
più tecnico del giurista liberale Hans Kelsen, una serie di ‘fictio
iurjs’, di finzioni giuridiche.
È un sistema di minoranze organizzate, di oligarchie, politiche ed
economiche strettamente intrecciate fra loro, che, autotutelandosi,
schiacciano e soffocano l’uomo libero, che non vuole assoggettarsi a
questi umilianti infeudamenti, l’individuo singolo di cui il pensiero
liberale voleva valorizzare capacità, meriti, potenzialità, che sarebbe
il cittadino ideale di una democrazia, se esistesse davvero, e che
invece ne diventa la vittima designata.
Del resto, senza tanti discorsi, lo vediamo tutti, lo sentiamo tutti, che non contiamo niente.
Non siamo che sudditi.
Di queste aristocrazie mascherate che però a differenza di quelle
storiche non ne hanno gli obblighi ma solo i privilegi (in primis
quello di non lavorare).
L’uomo politico democratico non ha alcuna qualità specifica,
prepolitica, la sua legittimazione è data semplicemente, e
tautologicamente, dal meccanismo che lo ha espresso.
E’ un uomo senza qualità.
La sua sola qualità è di non averne alcuna.
Ogni cinque anni costoro vengono a chiederci col cappello in mano il
voto, per essere legittimati e a noi non resta che scegliere da quale
oligarchia preferiamo essere calpestati.
Ma dai e ridai, elezione dopo elezione, questo edificio truffaldino mostra tutte le sue crepe e la gente ci crede sempre meno.
E’ il tema che ho sviluppato in ‘Sudditi. Manifesto contro la democrazia’ molto prima che D’Alema scoprisse l’acqua calda.
Ma c’è di più.
Destra e sinistra, le classiche categorie politiche nate con la
Modernità, sono vecchie di due secoli e non sono più in grado di
comprendere le esigenze più profonde dell’uomo contemporaneo.
Che non sono economiche.
Come dimostrano gli stessi sondaggi dove il 96% degli imprenditori si dice fiducioso sul futuro del l’economia.
Sono esigenze esistenziali.
Il disagio acutissimo è provocato proprio da un sistema economico, da
un infernale meccanismo, produzione-consumo, che, come un bolide
impazzito aumenta costantemente i propri giri, pretende sempre di più
da noi e ha finito per sottomettere l’uomo alle sue esigenze.
La democrazia rappresentativa non è che l’involucro legittimante di questo meccanismo.
E cadrà, credo presto, con esso.
Perchè noi, sempre più stressati dalla sua feroce inutilità, non lo
tollereremo più o, in ogni caso, perchè un sistema che si basa sulle
crescite esponenziali, che esistono solo in matematica ma non in
natura, è fatalmente destinato a implodere.
Noi non attendiamo la caduta di Prodi o, domani, di Berlusconi, o di
chi per lui, perchè niente, come si è visto, cambierebbe dal punto di
vista sostanziale.
Attendiamo, con speranza, il crollo del meccanismo
economico-tecnologico che ci sta stritolando. Tutti”.
02/06/2007
10.00
Bilderberg
Buongiorno,
Le allego un file scaricato da rense.com relativo al Bildeberg 2007.
Presumo che sapesse già più o meno tutto di questi clan ma avere
conferme da oltre oceano circa le frequentazioni dei nostri eroi può
essere utile.
Ho evidenziato quelli che a una prima occhiata ci interessano più da vicino, non essendo io conoscitore dell’ambiente.
Cordiali saluti
A. M.
Segue elenco dei partecipanti al prossimo Bilderberg:
George Alogoskoufis, minister of Economy and Finance (Greece); Ali
Babacan, minister of Economic Affairs (Turkey); Edward Balls, Economic
Secretary to the Treasury (UK); Francisco Pinto Balsemão, Chairman and
CEO, IMPRESA, S.G.P.S.; Former Prime Minister (Portugal) José M. Durão
Barroso, President, European Commission (Portugal/International);
Franco Bernabé, Vice Chariman, Rothschild Europe (Italy); Nicolas
Beytout, Editor-in-Chief, Le Figaro (France); Carl Bildt, Former Prime
Minister (Sweden); Hubert Burda, Publisher and CEO Hubert Burda Media
Holding (Belgium); Philippe Camus, CEO, EADS (France); Henri de
Castries, Chairman of the Management Board and CEO, AXA (France); Juan
Luis Cebrian, Grupo PRISA media group (Spain); Kenneth Clark, member of
Parliament (UK); Timothy C. Collins, Senior Managing Director and CEO,
Ripplewood Holdings, LLC (USA); Bertrand Collomb, Chairman, Lafarge
(France) George A. David, Chairman, Coca-Cola H.B.C. S.A. (USA); Kemal
Dervis, Administrator, UNDP (Turkey); Anders Eldrup, President, DONG
A/S (Denmark); John Elkann, Vice Chairman, Fiat S.p.A (Italy); Martin
S. Feldstein, President and CEO, National Bureau of Economic Research
(USA); Timothy F. Geithner, President and CEO, Federal Reserve Bank of
New York (USA); Paul A. Gigot, Editor of the Editorial Page, The Wall
Street Journal (USA); Dermot Gleeson, Chairman, AIB Group (Ireland);
Donald E. Graham, Chairman and CEO, The Washington Post Company (USA);
Victor Halberstadt, professor of Economics, Leiden University; Former
Honorary Secretary General of Bilderberg Meetings (the Netherlands);
Jean-Pierre Hansen, CEO, Suez-Tractebel S.A. (Belgium); Richard N.
Haass, President, Council on Foreign Relations (USA); Richard C.
Holbrooke, Vice Chairman, Perseus, LLC (USA); Jaap G. Hoop de Scheffer,
Secretary General, NATO (the Netherlands/International); Allan B.
Hubbard, Assistant to the President for Economic Policy, Director
National Economic Council (USA); Josef Joffe, Publisher-Editor, Die
Zeit (Germany); James A. Johnson, Vice Chairman, Perseus, LLC (USA);
Vernon E. Jordan, Jr., Senior Managing Director, Lazard Frères &
Co. LLC (USA); Anatole Kaletsky, Editor at Large, The Times (UK); John
Kerr of Kinlochard, Deputy Chairman, Royal Dutch Shell plc (the
Netherlands); Henry A. Kissinger, Chairman, Kissinger Associates (USA);
Mustafa V. Koç, Chariman, Koç Holding A.S. (Turkey);M Fehmi Koru,
Senior Writer, Yeni Safek (Turkey); Bernard Kouchner, minister of
Foreign Affairs (France); Henry R. Kravis, Founding Partner, Kohlberg
Kravis Roberts & Co. (USA); Marie-Josée Kravis, Senior Fellow,
Hudson Institute, Inc. (USA); Neelie Kroes, Commissioner, European
Commission (the Netherlands/International); Ed Kronenburg, Director of
the Private Office, NATO Headquarters (International); William J. Luti,
Special Assistant to the President for Defense Policy and Strategy,
National Security Council (USA); Jessica T. Mathews, President,
Carnegie Endowment for International Peace (USA); Frank McKenna,
Ambassador to the US, member Carlyle Group (Canada); Thierry de
Montbrial, President, French Institute for International Relations
(France); Mario Monti, President, Università Commerciale Luigi Bocconi
(Italy); Craig J. Mundie, Chief Technical Officer Advanced Strategies
and Policy, Microsoft Corporation (USA); Egil Myklebust, Chairman of
the Board of Directors SAS, Norsk Hydro ASA (Norway); Matthias Nass,
Deputy Editor, Die Zeit (Germany); Adnrzej Olechowski, Leader Civic
Platform (Poland); Jorma Ollila, Chairman, Royal Dutch Shell plc/Nokia
(Finland); George Osborne, Shadow Chancellor of the Exchequer (UK);
Tommaso Padoa-Schioppa, minister of Finance (Italy); Richard N. Perle,
Resident Fellow, American Enterprise Institute for Public Policy
Research (USA); Heather Reisman, Chair and CEO, Indigo Books &
Music Inc. (Canada); David Rockefeller (USA); Matías Rodriguez
Inciarte, Executive Vice Chairman, Grupo Santander Bank, (Spain);
Dennis B. Ross, Director, Washington Institute for Near East Policy
(USA); Otto Schily, Former Minister of Interior Affairs; member of
Parliament; member of the Committee on Foreign Affairs (Germany);
Jürgen E. Schrempp, Former Chairman of the Board of Management,
DaimlerChrysler AG (Germany); Tøger Seidenfaden, Executive
Editor-in-Chief, Politiken (Denmark); Peter D. Sutherland, Chairman, BP
plc and Chairman, Goldman Sachs International (Ireland); Giulio
Tremonti, Vice President of the Chamber of Deputies (Italy);
Jean-Claude Trichet, Governor, European Central Bank
(France/International); John Vinocur, Senior Correspondent,
International Herald Tribune (USA); Jacob Wallenberg, Chairman,
Investor AB (Sweden); Martin H. Wolf, Associate Editor and Economics
Commentator, The Financial Times (UK); James D. Wolfensohn, Special
Envoy for the Gaza Disengagement (USA); Robert B. Zoellick, Deputy
Secretary of State (USA); Klaus Zumwinkel, Chairman of the Board of
Management, Deutsche Post AG (USA); Adrian D. Wooldridge, Foreign
Correspondent, The Economist.
01/06/2007
20.00
Vampiro fiscale
Sono abbastanza sconcertato dalla modalità del prelievo fiscale coatto
operato dai vampiri di Stato, quello che però vorrei gentilmente
ricordarLe, è che nei recenti studi di settore, la categoria degli
esercenti e proprietari di gioiellerie ha dichiarato all’incirca poco
di più di 13.000 euro annui.
Credo sia giusto che ci sia del disgusto vero anche per questo tipo di
Italioti, in quanto come al solito il saldo di queste aberrazioni
ricade sempre sui dipendenti privati, i quali, sono i veri “proletari”
del 21esimo secolo.
Andrea M.
RISPOSTA
Gli studi di settore, che io sappia, sono concordati tra il fisco e le diverse categorie.
Se dunque i gioiellieri dichiarano una media di 13 mila euro l’anno,
come mai il fisco ha accettato? E’ corresponsabile dell’evasione, se
evasione c’è.
Ma io penso che “la media” non sia lontana da quella cifra.
C’è gioielliere e gioielliere, centro e periferia, ricco e povero.
Lei, per esempio, quanti gioielli ha comprato dal suo gioielliere l’anno scorso?
Vagonate?
Non credo.
Maurizio Blondet
01/06/2007
19.10
“Sotto i vostri occhi”
“Queste uccisioni e devastazioni possono continuare a causa ‘del
silenzio del mondo di fronte ai crimini commessi dagli israeliani’”.
Nel circo mediatico una eccezione veramente c’era: quella di Alan
Johnston della BBC-World Service, residente a Gaza da 3 anni, con
servizi a testimoniare la trasparente drammaticità del quotidiano da
quelle parti e per quella gente.
Significativa la sua presenza, con i reportage, non meno della sua
assenza: opportunamente “rapito” da ignoti, ovviamente presunti
fanatici musulmani...
Tanto clamore per il nostro Mastro-scribacchino-giacomo, ma silenzio totale su questa sparizione.
E sì che mica è Pincopalla di Radiobugadera...
La stessa BBC tiene un basso profilo (chiagne e fotte), facendone rare e fugaci menzioni nei suoi “newshour”.
Sul sito mantiene aperta una raccolta di firme quale testimonianza di
solidarietà ed appello al buon cuore (dei musulmani fetenti)… in pagina
interna, senza che mai appaiano le più logiche domande:
-a chi la testimonianza di Johnston desse fastidio,
-cui prodest il suo silenzio,
-cui prodest attribuire il kidnapping ai palestinesi...
Nel sito-blog della BBC qualche ascoltatore-lettore ha provato a
“postare” ingenuamente il busillis ma, stranamente, non è stato
pubblicato.
Cordialmete,
Giancarlo M.
01/06/2007
18.15
Le loro priorità
Egregio direttore,
sono un suo giovane e assiduo lettore, ma in primis sono un figlio, un
fratello e un amico, e ogni giorno cerco la mia strada per diventare
vero uomo nella fede; per questo, quando leggo alcuni Suoi articoli (mi
riferisco in questa missiva in particolare a “Le Loro Priorità” del
29/5) che non riguardino direttamente lo scenario storico-politico
internazionale, rimango di tanto in tanto esterrefatto dalla veemenza
con cui si scaglia contro certe persone, o categorie di persone, che
non corrispondono ad un esemplare modello di vita.
Pur avendo compreso il senso ultimo del succitato articolo (e
condividendone in buona parte gli argomenti) ho notato un certo
compiacimento (mi corregga, la prego, se ho male interpretato) per i
fatti accaduti a Mosca durante la pseudomanifestazione per i “nuovi
diritti civili”, durante i quali, comunque la si pensi, sono accaduti
avvenimenti di una certa gravità, tali da mettere in pregiudizio
l’incolumità fisica di alcune persone; e su questo punto non riesco a
seguirla: non è la difesa della vita e la protezione del più debole la
prima priorità per un cristiano?
Conoscendo la sua profonda fede in Nostro Signore sono convinto che
considererà questo mio breve appunto come un ulteriore stimolo per
continuare il suo servizio, preziosissimo mi creda, di informazione dal
suo privilegiato punto di vista.
La lascio con i miei saluti e con la speranza che possa leggere questa
lettera e magari, se ne avrà voglia, dedicarci cinque minuti della sua
giornata.
Con simpatia,
Emiliano
RISPOSTA
I fatti “di una
certa gravità” avvengono in Italia ogni giorno, con lesioni gravissime
dei diritti civili “vecchi”. Né capisco la sua idea che i gay e i trans
siano “i più deboli”.
Sono una lobby potente.
In Italia non mancano veri deboli: vecchi, pensionati minimi alla fame, giovani che non trovano lavoro.
La “difesa e protezione della vita”, per un cristiano, è la difesa dei bambini abortiti, non la difesa di Luxuria.
E provi a immaginare se deputati russi fossero venuti in massa a Roma a
protestare, in una manifestazione non autorizzata, esigendo
provocatoriamente non so che dal governo italiano e sfidando la nostra
opinione pubblica.
Come crede sarebbe andata?
Maurizio Blondet
01/06/2007
17.00
Domanda su Sarkozy
Salve direttore,
avrei una domanda da porle che mi è venuta in mente nel leggere i suoi articoli sul personaggio Sarkozy.
Lei infatti sostiene che si tratti di un “dunmeh” vicino alle posizioni dei neoconservatori.
Tuttavia sia in campagna elettorale che in questi giorni mi è capitato
di leggere alcune dichiarazioni fortemente contrarie all’ingresso della
Turchia in Europa.
Se dunque Sarkozy è realmente un “dunmeh” come si giustifica la sua
opposizione ad un progetto politico caro ai suoi compari in Turchia e
agli stesso neocon americani?
Solo manfrina politica?
Mi piacerebbe al riguardo conoscere la sua opinione.
Cordiali saluti e buon lavoro.
L. B.
RISPOSTA
Stiamo a vedere, Sarkozy è solo agli inizi.
Tuttavia sembra ascoltare più gli elettori che l’American Enterprise, per ora.
Maurizio Blondet
01/06/2007
15.20
USA-Cina
Mi scusi se la disturbo ancora ma volevo fare qualche considerazione
sul vertice USA-Cina di cui ha scritto sulle email dei lettori.
Come lei sa perfettamente Cina e USA sono legate da filo doppio nel delicato equilibrio monetario-fianziario odierno.
Il fatto che la Cina alzi di poco il suo tasso di sconto significa solo
accondiscendere almeno parzialmente ad una richiesta tipica che più
volte le è stata fatta dagli americani.
La Cina è uno dei Paesi che inflaziona di più la propria moneta così come gli USA.
Entrambi infatti non danno più dati certi sulla massa monetaria in circolazione.
Significa che hanno deciso di risolvere i rispettivi problemi
iniettando liquidità nel sistema nel tentativo (vano) di arginare gli
squilibri sistemici in atto.
Il tasso di sconto è si una variabile importante, ma non una variabile fondamentale in termini monetari.
Molto più importante è il coefficiente di riserva obbligatoria di cui non si parla mai.
Se si vuole diminuire la liquidità infatti (e magari rivalutare la
propria moneta), alzare il tasso di sconto non è la strategia giusta;
in questo modo si appesantisce il carico del debito nel sistema Paese e
si favorisce un drenaggio di ricchezza dai cittadini verso il centro
(banche e Stato).
In questa situazione è impossibile creare una domanda interna (per la
Cina) al fine di svincolarsi dalla dipendenza delle esportazioni.
Essenzialmente quindi ogni vertice sino-americano non può che
riproporre la politica del fiat money sulla quale si regge l’intera
politica estera americana e, almeno al momento, il sostentamento della
classe dirigente cinese.
L’unica via che la Cina al momento sembra seguire è quella di
rimpinguare le proprie riserve auree (evidentemente non si sente
abbastanza forte per un confronto più ampio con l’America).
L’oro infatti evidenza appieno la reale inflazione monetaria in atto da decenni.
Ed è per questo che le principali Banche Centrali a turno vendono tonnellate d’oro... al fine di calmierarne il prezzo.
Finiscono però col ricomprarlo a prezzi crescenti perchè oramai è
divenuto impossibile nascondere il bubbone (inflazione) e si può solo
limitarne gli effetti.
Molto dell’oro “venduto” è in realtà prestato con contratti a termine a
casse aurifere che cartolarizzano l’oro e lo cedono sui mercati.
Il problema è che nessuno garantisce realmente la restituzione di quell’oro.
Al momento i Paesi che hanno annunciato un deciso cambiamento della
propria politica monetaria verso l’euro, altre valute alternative al
dollaro e all’oro sono stati: Iraq, Iran, Siria, Venezuela, Russia e
Cina (Paesi tutti produttori di materie prime).
Ricorda qualcosa questo?
Al momento, per riassumere, sembra che i centri finanziari riusciranno
anche questa volta a riparare la critica situazione globale tramite
iniezioni massicce di liquidità, rimandando la resa dei conti finali.
Lettera firmata
p.s.
l’euro forte in realtà è una moneta inflazionata proprio come il
dollaro, lo yen o lo yuan; l’unica differenza è che è meno inflazionato
al momento rispetto a queste altre valute.
Sta semplicemente aspettando il suo turno.
USA-Cina: Banche Potranno Emettere Carte Credito In Yuan
ANSA via Yahoo! Finanza 23 maggio 21:20
(ANSA) New York, 23 maggio - La Cina
apre le porte alle banche straniere che potranno emettere e offrire nel Paese carte di credito e di debito denominate in yuan.
USA-Cina: Paulson; Risultati Tangibili, Dialogo Va Avanti
ANSA via Yahoo! Finanza 24 maggio 00:13
(ANSA) - New York, 23 maggio - Stati
Uniti e Cina concludono la due giorni di incontri chiudendo importanti
accordi su servizi finanziari, aviazione civile, energia e ambiente,
non destinati a smorzare comunque quello che il segretario al Tesoro
Henry Paulson ha definito “un diffuso senso anticinese”.
Commercio Cina-USA: Su Avanzo Pechino Non Vuole Pressioni
AGI via Yahoo! Finanza 23 maggio 09:17
Il segretario al Tesoro USA, Henry
Paulson è impaziente di vedere qualche segnale concreto della Cina
sulla riduzione del suo avanzo commerciale, ma il vice premier Wu Yi,
capo della delegazione cinese negli Stati Uniti, invita Washington a
non mettere fretta a Pechino.
Cina-USA: Wu, Riforma Tassi Cambio Procede Con Gradualità
AGI via Yahoo! Finanza, 25 maggio 10:40
Il vice premier cinese, Wu Yi si mantiene prudente al termine della
visita di tre giorni negli USA e si guarda bene dal cedere alle
pressioni di Washington sullo yuan e sul surplus commerciale.
Cina: USA Preoccupati Per Corsa Agli Armamenti Pechino
AGI via Yahoo! Italia Notizie, 25 maggio 22:24
Gli Stati Uniti sono convinti che la Cina nasconda tra le pieghe del bilancio l’effettivo livello delle
spese militari e che queste stiano crescendo a un ritmo preoccupante.
01/06/2007
14.00
Parla il B’nai B’rith
Caro Direttore,
ti invio un articolo che ho letto oggi sul sito http://bnaibrith.org; è
interessante il tono e la sicurezza con cui si minaccia il Vaticano.
Segue il minaccioso comunicato del B’nai B’rith, la Massoneria riservata agli eletti:
BBI Urges Vatican: Suspend Steps to Sainthood for Pius XII Until Holocaust Record is Studied
B’nai B’rith International has issued the following statement:
B’nai B’rith International has written to cardinal José Saraiva
Martins, the prefect of the Congregation for the Causes of Saints, and
to cardinal Walter Kasper, president of the Pontifical Council for
Promoting Christian Unity and its Commission for Religious Relations
with the Jews, to urge that the process toward declaring the World War
II-era Pope Pius XII a saint be suspended until the Holy See’s secret
archives from the period are opened, and scholars are able to settle
the ongoing debate over whether he responded inadequately to the
Holocaust.
A Vatican body has approved a decree in favor of recognizing Pius XII’s
“heroic virtues”, a key step in the long journey toward sainthood,
begun for Pius in 1967.
If Pope Benedict XVI accepts the decree, Pius would be bestowed the
title “venerable”,"and efforts would be made to secure beatification by
attributing miracles to the late pontiff.
The Jewish community has advocated for declassification of Pius’ record of action while European Jewry faced extermination.
Beatification could cause a disruption to Catholic-Jewish relations, which have improved dramatically in recent decades.
In the letter, BBI wrote: “[W]e
would not, as representatives of the Jewish community, normally express
opinions regarding religious and symbolic steps taken internally by the
Church... At the same time, to proactively elevate Pius XII as a saint
before scholars are allowed to carry out an appropriate accounting of
actions during an era when six million European Jews were murdered –
this made possible in large part by a long history of institutionalized
Christian antisemitism, as has been acknowledged by virtually all major
churches - would represent a real injustice, not least to Catholics who
have nobly reached out to Jews, and who surely would want any sainthood
to be founded upon truth and serve as a catalyst for harmony”.
Lettera firmata
01/06/2007
11.40
Zingari
Gentile Blondet,
stamane, 31 maggio, verso le 9, ero ancora a letto perchè faccio i
turni, ma sveglio, sento aprire la porta di camera mia, immagino che
sia mia madre, che invece scoprirò poi essere uscita con la macchina, e
mi trovo davanti una zingara.
Esco dal letto urlando come un pazzo, la zingara terrorizzata scappa,
la branco al piano di sotto, dove cercava di guadagnare l’uscita, ne
sbuca un altra e urlando, spingendo e tirando per i capelli branco
anche lei.
Ma a quel punto, dalla porta che avevano aperto per entrare, si
affaccia il loro uomo e lo ammetto, mi ha fatto paura, sti bastardi
hanno tutti il coltello, e lascio andare le due donne, che insieme
all’uomo raggiungono una macchina poco distante dove c’è l’ultimo della
banda ad aspettarli.
Alla fine scopro che hanno rubato soltanto una collanina di mia madre.
Ciò che mi ha colpito di più della vicenda è stata il terrore che ho
fatto prendere alle 2 donne, che, per quanto piuttosto alte e robuste,
e io sono molto magro, circa 60 chili su 1e 80 di statura, non hanno
tentato in alcun modo di reagire, limitandosi a agitarsi e a
piagnucolare.
Urlando come un pazzo, spintonando e tirandole per i capelli le ho letteralmente atterrite.
Se non fosse intervenuto l’uomo le avrei potute trattenere senza fatica.
Mi chiedo cosa subiscono queste donne dai loro uomini per essere così
incapaci di reagire, chissà quante botte e violenze hanno subito da
quelle bestie, che nelle case, a rischiare di prenderle, da bravi
coraggiosi preferiscono mandare le donne.
Comunque, nel mio comune c’è una “sindaca” cattocomunista dura e pura,
legatissima a don Giovanni Nicolini, uno degli eredi di Dossetti, che
sembra essersi fatta un punto d’onore di distribuire case agli
extracomunitari e che difende sempre a spada tratta gli immigrati.
E sì che sono andati a rubare parecchie volte anche a casa sua.
Mah.
Saluti pessimisti.
Francesco
01/06/2007
09.40
Conflitto polacco-tedesco
Caro dottor
Blondet!
Puntualizzo che i suoi articoli sono per me preziosissimi, ma a
proposito di temi che conosco abbastanza bene (essendo una polacca )
devo proprio polemizzare con Lei.
Io penso che, siccome Lei parla al pubblico che non sa nulla del
conflitto polacco-tedesco, non dovrebbe, secondo me, usare certe
espressioni, che risultano devianti per quanto riguarda “lo spirito”
della questione.
Mi riferisco all’ articolo “L’Ucraina, l’Est e il passato insepolto” e alla frase che cito: “A
porre le basi della riconciliazione polacco-tedesca fu Helmuth Kohl,
riconoscendo la frontiera Oder-Naisse - la frontiera fra i due Paesi
segnata col sangue guerra mondiale, con pezzi di Germania rubati dalla
Polonia”.
Questa frase suggerisce che la Polonia abbia rubato i terreni alla Germania in seguito ad un conflitto (“caduto dal cielo”).
Quindi povera, innocente Germania, derubata dai Polacchi!
La verità è invece che la Polonia non aveva alcuna voce in capitolo dopo la fine della guerra.
Lei sa bene che tutto hanno deciso le grandi potenza e principalmente Stalin.
Quindi alla Polonia sono stati tolti i terreni all’ Est ed assegnati
quelli all’Ovest, nota bene già in passato appartenenti allo Stato
polacco.
Questi cambiamenti non sono avvenuti poi a danno dei poveri tedeschi,
bensì a danno degli spietati aggressori, che hanno procurato
incalcolabili sofferenze e perdite umane al popolo polacco (Le ricordo
che la Polonia ha avuto - in proporzione agli abitanti - più vittime di
un qualsiasi altro Stato).
Quindi anche la sua seconda frase, cito : “Il sindaco di Varsavia Lech Kaczynski ha proclamato che la Germania (quella d’oggi) doveva alla Polonia un indennizzo per la distruzione di Varsavia” risulta fuorviante.
Infatti sembra suggerire che si possa distruggere un Paese, poi basta aspettare qualche decennio e si è liberi!
La Polonia, non essendo politicamente libera fino al 1989 (e forse, di
fatto anche fino al 2005) non era presa in considerazione come Paese da
indennizzare!
Per la Polonia decideva l’URSS, e quindi alle casse polacche non è
arrivato mai nulla.
E ora si vuole anche, tramite Erika Steinbach, rovesciare la storia!
Spero non abbia voluto Lei contribuire a ciò!
In Germania si tenta di fare passare, alle generazioni future, sterili
culturalmente, il messaggio che le grandi vittime della II guerra erano
i tedeschi!
Si sta tentando di cambiare i ruoli e far passare i carnefici per le
vittime e viceversa.
Solo di fronte a questa politica Kaczinski ha tirato fuori i vecchi conti, mai regolati.
Le sembra questa una cosa ingiusta, strana?
Non capisco.
Certo, invece, che il nostro governo attuale sbaglia enormemente,
avvicinandosi agli USA, appoggiando le guerre di Bush, progettando le
basi e i sistemi missilistici USA.
Questo è uno sbaglio imperdonabile, tanto più per una formazione che si dichiara cristiana per principio.
E’ ridicolo questo, come del resto è ridicolo il Vaticano e i poveretti che vedono Dio in faraoni là insediati.
Ma questa sarebbe già un altra storia.
Cordialmente
Katerina Varutti
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