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>  04 febbraio 2008
Archivio Lettere Luglio 2007 - Parte 2
24/07/2007
18.00
Realista ingenua.... ma non troppo

Buonasera, Dottor Blondet,

ho appena terminato di leggere il suo articolo “La filosofia dell’Occidente: dall’aristotelismo al cretinismo” e ho atteso un po’ prima di scriverle questa mia.
Non volevo, in verità, profondermi in meri elogi e ringraziamenti per questa sua ulteriore prova di acume e lungimiranza e per la capacità di esporre in maniera estremamente chiara e ben documentata idee, nozioni o anche semplici percezioni che “in potenza” sono propri di tante persone, come la sottoscritta, le quali, tuttavia, non sono in grado di manifestarle e condividerle in maniera altrettanto efficace.
Com’è potuto succedere che arrivassimo a questo punto?
Ho trent’anni, i miei studi classici non sono ancora così lontani da non farmi pensare con sentito rimpianto a quella cultura che per prima si affrancò dall’informe e dal mostruoso... quello stesso in cui oggi precipitiamo senza appiglio!
Sono davvero così pochi e succubi i realisti ingenui?
Non è dato sperare che (anche attraverso la diffusione del libero pensiero di cui il giornale on line da lei diretto è portatore) costoro possano porre rimedio alla deriva della società occidentale?
Non attendo da lei responsi messianici: non intendo rivestirla del ruolo di Guru che le andrebbe certamente ben scomodo...
Il mio è un auspicio: che chiunque si riconosca nella definizione di realista ingenuo, si adoperi per conservare tale ingenuità unicamente nel senso da lei descritto, ma si faccia ben furbo, aprendo occhi e orecchie di fronte alle sempre più frequenti menzogne che ci vengono propinate, rispetto agli argomenti più disparati.
La coerenza e la logica sono ancora valori fondanti, caratteristiche che continuano a distinguere l’Uomo da altri esseri interessati a perpetuare unicamente la propria comoda e agevole esistenza.
Coerenza e logica che riscontro anche nel disinvolto utilizzo, in questo come in altri suoi scritti, del termine “negro”.
Finalmente!
Niente inutili ipocrisie o termini fittiziamente edulcorati: la nostra lingua non è forse diretta discendente di quella latina?
Ancora una volta, dunque, mi ritrovo a complimentarmi con lei e a ringraziarla per il coraggioso lavoro svolto.

Federica



24/07/2007
14.00
Bruce Lee e l’Imam del Terrore

Da http://kelebek.splinder.com/

Leggo che un gongolante poliziotto ha fatto una conferenza stampa, annunciando di aver “smantellato” una “scuola del terrore” (mi auguro che le espressioni non siano sue, ma dei giornalisti) a Ponte Felcino a Perugia.
”Sostanze tossiche”, “materie esplodenti” e persino (sì, avete indovinato), “cellula vicina ad Al Qaeda”.
In pratica, a quanto riesco a capire dalla lettura dell’articolo sul sito di Repubblica, l’accusa è la seguente.
L’imam della moschea, avrebbe tenuto delle “vere e proprie lezioni” a due immigrati clandestini e a un quarto uomo, di cui non viene specificato lo status.
Dove?
“All’interno del luogo di culto, fuori dall’orario delle cerimonie religiose”.
Siccome ogni indagine sul presunto “terrorismo islamico” in Italia, prima di sgonfiarsi miseramente, si è basata su “intercettazioni ambientali” all’interno di moschee, e siccome “scoprire una cellula di al Qaeda” è il modo più sicuro di far carriera all’interno delle forze dell’ordine, possiamo ragionevolmente dedurre che la moschea fosse il luogo più microspiato della città.
E se lo stesso imam non lo teneva in conto, doveva essere il musulmano più sprovveduto d’Italia.
Non è chiaro in che cosa consistessero le lezioni. “Si svolgeva un’approfondita opera di istruzione e addestramento all’uso delle armi e alle tecniche di combattimento proprie delle azioni terroristiche, oltre a lezioni di lotta corpo a corpo”.
Ora, immagino che il gongolante poliziotto avrebbe esibito teatralmente anche un coltellino da scout, se lo avessero trovato nella moschea.
Presumo quindi che la frase di cui sopra la possiamo tranquillamente riscrivere così:
“Gli imputati avrebbero parlato dell’uso di armi, ma in concreto avrebbero fatto lezioni di lotta corpo a corpo”.
Come in qualunque palestra d’Italia.
“Il tutto veniva corredato dalla visione, e dal commento in comune, di messaggi, proclami, filmati e documenti scaricati da siti internet ‘protetti’, mostrati tra l’altro anche ad alcuni bambini frequentatori della moschea”.
E qui arriviamo al punto fondamentale.
Gli imputati avrebbero guardato filmati, liberamente disponibili su internet (cosa significhi il termine “protetti” lo lasciamo agli esperti).
Compreso un filmato che spiegava come “guidare un Boeing 747”, che deve aver molto divertito i due clandestini.
Perché “fondamentale”?
Perché non basta fare lezioni di lotta corpo a corpo per essere colpevoli di terrorismo internazionale. Bisogna che ci sia qualche documento che comprovi un progetto di qualche tipo.
Qui sembra che tale progetto manchi del tutto, altrimenti lo avrebbero menzionato: volevano assassinare nel letto il Papa, avvelenare Berlusconi, uccidere i bambini dell’asilo nido di Rignano Flaminio?
In mancanza di tutto ciò, ci sono almeno cose scaricate in rete, che potranno essere presentate in un processo come prove dell’intenzione di “fare terrorismo”.
Si sa invece che uno “straniero che frequentava la moschea” avrebbe avuto dei “collegamenti” con due marocchini in Belgio, i quali a loro volta sono sospettati di aver “fornito supporto” agli attentatori di Madrid (io, invece, le Mostruose Maestre di Rignano Flaminio le ho conosciute di persona).
I miei commenti si basano esclusivamente su quanto dice a caldo Repubblica.
Però l’esperienza ci insegna che i gongolanti sgominatori di “cellule terroristiche” tendono a sparare tutte le loro cartucce al momento della conferenza stampa.
E che nove volte su dieci, i casi si ridimensionano dopo.



24/07/2007
12.00
Considerazione sui terroristi di Perugia

Dottor Blondet,

ho ascoltato per radio la notizia degli arresti alla moschea di Perugia.
Se non ho capito male, tra le varie cose sono state trovate le “istruzioni per pilotare un Boeing” !!! Beh, Lei può pensarla come vuole, però non può non riconoscere un miglioramento rispetto all'11/9.
In effetti se allora avessero fatto lo stesso (magari documenti a prova di incendio, così potevano essere "ritrovati" assieme ai documenti di identità) sarebbe stato un utile compendio alla scuola di volo domenicale della Florida per gli uomini di “Al Qaeda”.
Nota: la prossima volta, per fare un miglior lavoro, potrebbero fare ritrovare un manuale per il terrorista islamico moderno nonchè un certificato di iscrizione ad Al Qaeda, od un certificato di accreditamento ISO 9000, o... basta mi fermo qui, sennò potrei essere inquisito per avere fornito suggerimenti ai terroristi!
Giancarlo D. P.

RISPOSTA

Sì, stia attento, l’accusa stalinista di “complicità oggettiva” è dietro l’angolo.
Certo è che ormai, per imparare gratis a pilotare i jumbo-jet, bisogna andare in moschea…
Legga l’articoletto prossimo, inviatomi da un altro lettore.

Maurizio Blondet



24/07/2007
10.00
Vendere cibi adulterati non è più reato (riproponiamo con risposta)

Il governo si sta muovendo per depenalizzare il reato di vendita di cibi infetti da virus come il colera o l’epatite.
Chi compie questi reati subirà solo una multa.
Inoltre sarà punito con una multa da 10mila a 100mila euro (la sanzione più alta prevista dal Codice) “chi comunica o diffonde anche a mezzo stampa informazioni suscettibili di creare panico o allarmismo tra i consumatori”.
Attenzione: non notizie false, ma solo suscettibili di creare allarmismo.
Suona come un “bavaglio” all'informazione che, come è noto, è base della prevenzione e della capacità del consumatore di sapersi autotutelare.

Questa è la fonte:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/07_Luglio/16/Cibo_adulterato.shtml


RISPOSTA

Sembra una “legge Mastella” varata a difesa degli spacciatori di porcate geneticamente modificate.
La Monsanto deve aver pagato la persona giusta al governo.
Ora chi dirà che il mais con l’insetticida incorporato o le patate innestate con fegato umano sono pericolose, verrà condannato per “allarmismo”, o forse come negatore dell’olocausto, visto che la Monstanto appartiene ai khazari.
La libertà di parola avanza e trionfa ogni giorno di più.

Maurizio Blondet



23/07/2007
20.00
Su Marcione e gnosi

Le scrivo nuovamente nel tentativo, forse velleitario, di ragionare un po’ senza scadere nello scambio di reciproci insulti.
Purtroppo si è già visto come Lei non esiti a far ricorso agli insulti verbali (“catto-talebani”, “cristianisti”, “catto-farisei”) utili solo a demonizzare l’interlocutore.
Peccato che così Lei non faccia altro che emulare le gesta degli amanti di epiteti come “antisemita” o “razzista”, ma tant’è...
Detto questo, vedo che ha ammesso un certo influsso di personalità “sulfuree” come Evola e Guénon nei suoi scritti (non che ci fosse bisogno di un’esplicita ammissione, essendo in particolare l'influenza del “barone” più che evidente).
Il problema, Blondet, è che Evola e Guénon fanno rima con gnosi, così come con Marcione.
Esiste infatti un legame piuttosto stretto tra gnosi, ideologia, marcionismo e la tendenza “islamizzante” da Lei esibita che ha causato (giustamente direi) qualche perplessità.
Lo ha più volte evidenziato Alain Besançon (confronta il suo “Trois tentations dans l’Église”, 2002).
Sempre Besançon rammenta come la gnosi comporti l’imposizione, più o meno surrettizia delle “proprie classificazioni, il proprio linguaggio e il proprio modo di affrontare i problemi” (“La confusione delle lingue”, 1981, pagina 60).
Ci si ricorderà ad esempio di come, nel periodo nazista, alcuni vescovi tedeschi avessero accettato come “dato naturale” ciò che viceversa era il prodotto dell’ideologia nazista, cioè la categorizzazione razziale dell’umanità, in particolare la divisione tra ariani ed ebrei.
In maniera del tutto simmetrica si comportarono i cattolici del post-Concilio, adottando in masse le classificazioni dualistiche del marxismo.
“Fin dall’istante in cui questa concezione del mondo veniva accettata come un dato di fatto, - scrive ancora Besançon - come una base razionale oggettiva dalla quale bisognava determinarsi moralmente, la volontà della Chiesa non era più libera, ma condizionata dal quadro aberrante in cui si era rinchiusa” (ibidem, pagina 61).
Una volta ammessa come “reale” la lotta di classe, al massimo si può chiedere che i “borghesi” siano trattati decentemente, si può cercare di “battezzare” la società senza classi o edificare un “comunismo cristiano”.
Una volta accettata l’idea di una “cospirazione giudaica” come cifra dell’umano agire, come criterio interpretativo di ogni evento, cosa si può fare se non resistere, resistere, resistere a quest’orrida cospirazione?
Una volta abbeveratisi alla concezione del mondo di Evola e Guénon, non è difficile capire perché si finisca, prima o poi, per scivolare nel marcionismo, nella gnosi, nell’irrazionalistica incapacità di distinguere la realtà dalle proprie fantasie ideologiche.
Per finire con Marcione, è noto che tutto ciò che parla “dell’odio per il diritto, del disprezzo per la morale dei comandamenti: tutto ciò è marcionismo.
Quegli asociali, quei delinquenti, quei guerriglieri di tutti i tipi, specialmente ‘islamo-progressisti’, per i quali una certa stampa cattolica prova tanta tenerezza, non sono forse quei Sodomiti e quegli Egizi che il Cristo di Marcione ricompensava per la loro rivolta ostinata contro il Dio di giustizia?” (ibididem, pagina 105).
Un passo che sembra scritto apposta per Lei, non trova?

Emiliano F.

RISPOSTA

No, non trovo affatto.
Dove mai ho esaltato gli islamisti per “la loro ostinata rivolta contro il Dio di giustizia”?
Né parlo di “cospirazione giudaica” in senso generale: vado ripetendo che un gruppo di ebrei ben determinato (i neocon, il gruppo dell’American Enterprise) si sono infiltrati al Pentagono, ed hanno organizzato l’11 settembre come scusa per spingere l’America alla guerra contro tutti i Paesi potenzialmente nemici di Israele, in genere Paesi laici come l’Iraq.
Ho citato dati di fatto e fonti per provare questo.
Lei potrebbe citare dati e fonti a smentita delle mie asserzioni.
Invece risponde chiamandomi marcionita e gnostico, con elucubrazioni “teoriche” che sono arrampicate sugli specchi.
Non la convincono i fatti che ha sotto gli occhi, non l’occupazione semi-decennale di Iraq e Afghanistan, non le uccisioni deliberate e continue e di palestinesi messi alla fame nel campo di concentramento che è Gaza, nemmeno le bombe che hanno distrutto il Libano in 25 giorni; il problema non sono le bombe, sono gli islamisti e Blondet, gnostico e perciò antisemita.
Questa è disonestà intellettuale estrema, che nel linguaggio comune si chiama “malafede”.
Mi esima dal discutere ulteriormente con un tipo come lei.

Maurizio Blondet



23/07/2007
19.00
A proposito di Fidel Castro

Egregio dottor Blondet,

non è necessario essere addentro a cose occulte.
L’ascendenza ebraica di Fidel non è un mistero.
Alcuni anno fa “Panorama” pubblicò un lungo articolo della figlia ribelle di Fidel, illustrato da diverse foto, compresa uno del futuro leader maximo, giovane, in compagnia del nonno.
Di quest’ultimo si diceva chiaramente che era un ebreo di Costantinopoli, di provenienza sepharadita.
Circa la Massoneria, l’unica casa di riposo privata aperta e funzionate a Cuba è quella per vecchi massoni.
Praticare la Santeria?
Non mi meraviglierebbe, visto che François Duvalier (“Papà Doc”) cercò di imporre il woodoo come religione di Stato ad a Haiti, però, se è vero, ripeto, lo fa strettamente in privato.

Cordiali saluti

Raffael Minimi



23/07/2007
17.30
Lotta all’evasione: un mito

Ecco una notizia da Televideo 21/07/2007 13:05

Recupero evasione, più spese che incassi
Recupero evasione, più spese che incassi la riscossione dell’evasione individuata è costata nel 2005 più di quanto non abbia fruttato alle casse dell'Erario.
A dirlo è la Corte dei Conti con i risultati di un’indagine compiuta sul sistema di riscossione prima della riforma attuata alla fine del 2005.
I magistrati contabili spiegano che “il solo dato del compenso spettante per il 2005 (470 milioni) sia superiore al dato del riscosso (371,7 mln) nel medesimo esercizio”.



23/07/2007
16.30
Visco evasore

Il vice ministro Visco sarebbe il primo da epurare dal parlamento in una politica retta dalla morale.
Se non fossero chi sono, ovvero dei predatori del denaro del popolo che lavora e produce, dovrebbero dimettersi dalla loro carica e lasciare il posto a persone dalla indubbia moralità.
Ma si sa che in Italia le cose non vanno come dovrebbero andare.
Se un cittadino comune viene condannato per un reato penale subisce l’onta del disonore da parte di tutti, quando non viene emarginato.
La stessa cosa non succede per i politici.
Loro se ne stanno pacifici e indisturbati allo stesso posto e non solo, aumentano di grado.
Visco è un esempio lampante che la stragrande maggioranza dei cittadini ignora.
Condannato definitivamente dalla Cassazione nel 2001, per aver costruito la casa abusiva e, condannato alla pena di 10 giorni d’arresto e 20 milioni di ammenda, più la sanzione amministrativa consistente nella demolizione delle opere costruite abusivamente, se ne sta in parlamento e con l’aggravante della funzione politica di vice ministro dell’economia.
Chi affiderebbe - mi chiedo - ad un reo l’amministrazione del proprio condominio?
Immagino nessuno.
Come potrebbe un buon padre di famiglia con altri padri e madri di buona volontà, affidare l’amministrazione dei propri averi ad un personaggio che in barba alle leggi penali costruisce case abusive?
Notare bene, l’articolo 5 del libro I° del Codice penale recita : “nessuno può invocare a propria scusa l’ignoranza delal legge penale” (ignorantia legis non excusat).
Ritorna l’adagio dura lex, sed lex ma per il popolo sovrano è più dura!!!
Ora, è pensabile che un parlamentare non conosca uno dei precetti base della legge penale?
Com’è possibile che un uomo così sieda in parlamento e, oltretutto, le sia stato affidato il ministero delle Finanze?
Per Mariana “repubblica” era “una definizione appropriata perchè tutti i cittadini partecipano al governo secondo la propria posizione ed il proprio merito”.
Nella “democrazia” asserisce Mariana, le cariche e gli onori di Stato vengono assegnati senza fare riferimento al merito o alla classe, “qualcosa davvero in disaccordo con il senso comune, perchè cerca di uguagliare ciò che la natura o una forza superiore e irresistibile hanno creato disuguale”.
La società esiste prima del governo: gli uomini possono aver pensato a creare il potere solo dopo che la società era stata costituita.
Ciò è sufficiente da solo a dimostrare che i governanti esistono per il bene del popolo e non viceversa.
“Se, per il bene, abbiamo bisogno di qualcuno che ci governi, siamo noi che dobbiamo garantirgli il potere, piuttosto che lui ad imporlo con la spada”.
Mariana fu critico severo con molto governanti notoriamente di successo.
Affermò che Ciro, Alessandro e Cesare erano re ma non legittimi.
Invece di addomesticare il mostro della tirannia ed estirpare i vizi… impiegavano l’arte del furto.
Come sono attuali queste parole.
Prendere a chi produce e guadagna il pane con il sudore della sua fronte per darlo alle burocrazie parassitarie.
“Al principio i tiranni sono gentili e sorridenti ma quando il loro potere è ben fondato, il loro scopo diventa quello di distruggere e offendere”.
I ricchi ed i buoni diventano le loro prime vittime.
Come i dottori che usano le arti guaritrici per cercare di liminare i virus dal corpo, i tiranni “lavorano per eliminare dalla repubblica coloro che possono contribuire maggiormente al suo lustro e al suo futuro”.
Essi prosciugano le ricchezze degli individui.
Ogni giorno impongono nuove tasse.
Piantano i semi della distruzione tra i cittadini.
Si impegnano in una guerra dopo l’altra.
Mettono in pratica ogni possibile metodo per evitare la ribellione contro la loro crudele tirannia.
Costruiscono monumenti enormi e mostruosi ma a spese dei sudditi e sena tener conto delle loro proteste.
Credete forse che le piramidi in Egitto e le cave sotterranee dell’Olimpo in Tessaglia avessero un’origine diversa?
Quanta attualità in queste parole scritte secoli fa!!!

Gianfranco



23/07/2007
13.30
Chalmers Johnson

Leggo il suo articolo su “Bush prepara un false-flag”, che riporta il timore di falsi attentati terroristici, per dare a Bush e Cheney il potere di dichiarare lo stato di emergenza, la legge marziale, la dittatura e quindi la guerra all’Iran.
Caspita, ci ha visto lungo Chalmers Johnson nel suo “Nemesis”, dove preconizza il passaggio degli USA da repubblica a impero...
Un bis della precedente previsione dell’11 settembre nel suo “Blowback: The Costs and Consequences of American Empire”, scritto nel 2000.
Speriamo che stavolta si sbagli!

Marco Giacinto P.



23/07/2007
12.00
Tutto vero!

Azione legale di 4 mila israeliani: “La Germania ci risarcisca per depressione e sensi di colpa”.

OLOCAUSTO, I FIGLI DEI SOPRAVVISSUTI FANNO CAUSA A BERLINO
GERUSALEMME - In 4 mila, per ora, hanno deciso di fare causa allo Stato tedesco per danni.
”Li chiamano i sopravvissuti di seconda generazione - spiega all’Associated Press Baruch Mazor, direttore del Fondo Fisher, che sta portando avanti la battaglia legale.
Soffrono di depressione, non riescono a lavorare, vivono in una paura irrazionale di non farcela ad andare avanti.
Il terrore nazista ha colpito più generazioni”.
Gli avvocati israeliani vogliono ottenere che venga istituito un fondo, finanziato dai tedeschi, per pagare le cure, come gli incontri con gli psicologi. Chiedono 10 milioni di dollari all’anno per tre anni.
La Germania ha già pagato oltre 60 miliardi di dollari come risarcimento per i sopravvissuti ai campi di sterminio e allo Stato israeliano. Il testo dell'azione legale, presentata oggi in tribunale a Tel Aviv, spiega che la “seconda generazione è cresciuta all’ombra della depressione, sofferenza e sensi di colpa dei genitori.
Questo ha causato un’inclinazione verso il dolore”.
Alcuni di loro non sono in grado di salire su un autobus o su un treno, perché ricordano come i genitori sono stati trasportati ai campi.
Altri sono terrorizzati dai cani, usati dai nazisti per intimorire e controllare i prigionieri.
“Abbiamo aperto i negoziati con l’ambasciata tedesca in Israele - spiega Baruch Mazor - ma i colloqui sono stati interrotti da Berlino.
Così abbiamo deciso di intentare la causa”.

Davide Frattini
Corriere della Sera, 16 luglio 2007, pagine degli ESTERI

Tutto vero!
Davide Frattini è un vero giornalista e Il Corriere della Sera è un vero quotidiano nazionale diretto da un vero khazaro, Paolo Mieli.
So che molti avranno pensato a Groucho Marx o a Lenny Bruce (in ordine di sparizione) o, per rimanere fra gli ancora vivi, a Woody Allen o a Sacha Baron Cohen, il Borat cinematografico.
I khazari sono celeberrimi buffoni ma in questo caso sono tragicomicamente seri.
Ora è legittimo attendersi che intere tribù di negri americani chiedano un indennizzo ogni qual volta uno di loro salga su un’imbarcazione, e che facciano richiesta di risarcimento per ogni indumento di cotone indossato, un vero cilicio per loro.
Più probabilmente, fra una ventina d’anni, leggeremo un articolo come quello riportato che riguarderà la terza generazione di supplici degenerati.
Perché si sa, la mamma dei khazari è sempre incinta.

Filippo V.



23/07/2007
10.00
Vendere cibi adulterati non sarà più reato

il governo si sta muovendo per depenalizzare il reato di vendita di cibi infetti da virus come il colera o l’epatite.
Chi compie questi reati subirà solo una multa.
Inoltre sarà punito con una multa da 10mila a 100mila euro (la sanzione più alta prevista dal Codice) “chi comunica o diffonde anche a mezzo stampa informazioni suscettibili di creare panico o allarmismo tra i consumatori”.
Attenzione: non notizie false, ma solo suscettibili di creare allarmismo.
Suona come un “bavaglio” all'informazione che, come è noto, è base della prevenzione e della capacità del consumatore di sapersi autotutelare.

Questa è la fonte:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/07_Luglio/16/Cibo_adulterato.shtml




22/07/2007
19.00
Anche i “portaborse” verranno istituzionalizzati

E' quanto prevede il DDL n° 1626 d’iniziativa dei senatori RAME, FORMISANO, CAFORIO, GIAMBRONE, BARBATO, CUSUMANO, FUDA, LEVI MONTALCINI, PALLARO, ROSSI Fernando e TURIGLIATTO.
I famosi portaborse avranno finalmente un contratto ed un albo, tenuto presso i questori, al quale dovranno obbligatoriamente iscriversi, pena l’esclusione dall’attività parlamentare.
Il contratto, si legge dal disegno di legge :”stante la natura fiduciaria del rapporto, è definita a tempo determinato e comunque non può oltrepassare il termine della legislatura”.
C’è una novità: non si chiamerà più portaborse ma “collaboratore parlamentare” e, grande sottigliezza giuridico linguistica, si intende “colui o colei che supporta nella sua attività quotidiana il parlamentare”.
Per il momento sono esclusi gli animali ma non mi sorprenderei se in futuro lo Stato laico iscrivesse anche qualche animale, giusto per “supportare” la stressante attività degli eletti!!! (nella relazione al DDL così si definiscono) (Colombo assumerà l’amico finanziere?)
Dopo le leggi varate contro il lavoro nero tipo la legge Biagi nel settore edilizia, che penalizza tutto il comparto subordinando qualsiasi attività alla certificazione di regolarità contributiva, si sono accorti che avevano una trave nel loro occhio.
Dov’era il lavoro più nero?
Nel posto meno prevedibile: nel Parlamento, pensatoio di lusso!!!
Così, in tutta fretta, e senza darne il minimo risalto, ecco il DDL che sana tutto.
Sarà contento Maroni che potrà finalmente avere la sua “collaboratrice” alla luce del sole.
L’unico problema in questo disegno di legge è la spesa.
Non se ne parla e la cosa puzza perchè la domanda che viene spontanea è: chi paga?
Pagano ancora una volta i contribuenti oppure la spesa sarà a carico dell’ELETTO?
Non sono numeri di poco conto, visto che si tratta di ottocento persone.

RISPOSTA

Com’è facile per lorsignori!
Fanno una legge, e l’illegale diventa legale.
Per loro, non per noialtri.

Maurizio Blondet



22/07/2007
17.30
Sempre più chiusi alla vita...

Gentile redazione di Effedieffe,

sul numero del 17 luglio di Grazia (che giuro mi è stato dato in omaggio in un negozio!) il dottor Veronesi parla dei motivi per cui insiste a dichiararsi favorevole alla fecondazione artificiale: il tasso sempre crescente di infertilità umana.
Le ragioni delle preoccupanti dimensioni del problema risiederebbero nel fatto che l’uomo e la donna vivono in maniera “innaturale”.
L’uomo borghese con tutte le sua comodità “non va più a caccia”, non rischia la vita per qualcosa, è insomma de-virilizzato, e per questo l’ipofisi non manda i segnali che dovrebbe.
La donna dal canto suo è diventata più aggressiva, aspetta età “più mature” per avere dei figli, e quindi difficilmente resta incinta del debole uomo di città.
Le scelte per il brillante professore sono due: mettere in discussione tutto l’impianto sociale su cui è basata la civiltà moderna (neanche per scherzo!
affrontare il problema alla radice significherebbe risolverlo una volta per tutte e questo non è possibile), oppure mettersi una mano sul cuore e venire incontro alle nuove generazioni sterili di non-uomini e non-donne, con il sorriso stampato in faccia e una provetta miracolosa in mano.
La sterilità dunque cresce, ed è destinata ad aumentare, perchè gli uomini e le donne moderne non sanno chi sono e sono schiavi di se stessi, chiusi alla vita che rifiutano in ogni scelta che compiono. E la vita fugge da loro.
Persino il superficiale Veronesi lo ha capito.
Peccato che da buon “cretino” indichi la soluzione sbagliata, della serie “curiamo l’egoismo con altro egoismo”.

Patrizia

Post scriptum: Colgo l’occasione per ringraziare tutti voi per lo spazio di informazione autenticamente libera che fornite!



22/07/2007
15.30
Kissinger: ultimatum a Putin

Salve Signor Blondet,

Nell’articolo “Kissinger: ultimatum a Putin”, prevede poche speranze in merito ad un’eventuale “ribellione”dal parte dei Paesi membri della UE, qualora si arrivasse alle estreme conseguenze nei rapporti futuri tra Russia e Stati Uniti.
Ipotesi purtroppo più che probabile allo stato attuale considerando anche il ruolo pro-americano della stessa Nato…
Ma allora, mi e le domando: anche a costo di “rinunciare”ad importantissimi accordi economici con lo stesso premier Russo da parte del suo collega transalpino Sarkozy?
Nonché un’eventuale aumento dei medesimi allargato ad altri Stati europei?
E’, a questo punto, pura follia immaginare viceversa rapporti futuri non più rosei tra la UE stessa e gli USA al di là di chi sarà l’erede di Bush?
E quali livelli... potrebbero raggiungere in caso di veto ad un’eventuale chiamata alle armi o, peggio ancora, ad un’eventuale offensiva atomica americana contro la Russia?
A meno che, specialmente dopo l’esito negativo del recentissimo incontro con Shultz, Kissinger &C., non sia proprio Putin in prima persona il loro bersaglio numero uno da eliminare…
Auspicando una sua eventuale risposta, la ringrazio anticipatamente auspicando di poterla risentire in occasione della presentazione del suo prossimo libro.

Grazie.

Roberto P.
Milano

RISPOSTA

Chi può rispondere alle sue domande?
La situazione è in evoluzione, e non tutti gli elementi sono conosciuti.

Maurizio Blondet



22/07/2007
13.30
Piccolo artigiano disperato

salve sono un artigiano disperato che tempo addietro ha fatto l’errore di assumere una persona per un aiuto nell’attività che avevo appena iniziato; il fatto è che siccome non all’inizio il lavoro era saltuario in quanto nuovi nel settore, dietro consiglio del mio commercialista, evidentemente non proprio conscio di come stavano le cose, ho pagato i contributi per le ore effettivamente lavorate e mi sono visto giorni fa recapitare un plico con il quale l’INPS mi chiede la bella somma di 19.500.00 euro di cui 6000 di sanzioni.
Preciso che mi occupo principalmente di affreschi e decorazioni artistiche e che mai ho realizzato strutture o altro e quindi credevo che l’edilizia riguardasse chi costruisce le case non chi restaura pitture e affreschi.
Sono veramente amareggiato e le scrivo per avere un consiglio a riguardo sul come comportarmi in fututo semmai ce ne sarà uno dato che se dovrò pagare sicuramente sarò costretto a chiudere bottega.

Infinite grazie

Bruno Domenico
Viareggio



22/07/2007
11.30
Fidel Castro ebreo?

Gentile direttore,

secondo lo studioso di storia occulta Juri Lina, Fidel Castro avrebbe origini ebraiche.
Io so con sicurezza che il tiranno comunista di Cuba è massone e pratica la Santeria, ma mi mancava che fosse ebreo.
Ne sa qualcosa?
Mi rivolgo a lei che su tali temi è sempre molto preparato.
La saluto e la ringrazio!

Francesco M.
Benevento

RISPOSTA

E’ una cosa che si dice in vari ambienti spagnoli.
Fidel discenderebbe da una famiglia di “marranos”, convertiti al cattolicesimo.
Certo è che Castro è molti anti-Israele, ma ha trattato bene gli ebrei di Cuba.
Ha permesso loro di emigrare in Israele quando volevano.

Maurizio Blondet



22/07/2007
10.00
“Stato” di ubriachezza

Gentilissimo Direttore,

mi chiedo cosa succederebbe se un uomo se ne andasse in giro tra la folla imbracciando un fucile col colpo in canna.
Forse che viaggiare in auto (di proprietà o rubata), ubriaco e/o fatto di cocaina, con o senza patente, sia meno pericoloso?
Il legislatore dovrebbe, diciamo così, guardare oltre.
Invece assistiamo quotidianamente all’assassinio della logica e del buonsenso che anche un cineasta della più sfrenata e diabolica fantasia farebbe fatica a partorire.
Ci somministrano scene dissacranti, ingiustizie evidenti, vissuti inaccettabili dal nostro cuore che diventano in qualche modo “sopportabili” dalla nostra mente ed il tutto ci viene passato come “informazione”.
Ma non è che tutto questo serve per tastarci il polso?
Verificare fin dove si può osare?
Perchè continuamente si osa.
E nessuno dice basta.
Legislatori, politicanti, s-governanti che vi venisse un colpo... di buon senso.
Datevi una regolata!
Se non lo volete fare per il popolo, fatelo almeno per il cinema... gli state togliendo il “lavoro”.

Speranzosi saluti,

Pino C.



21/07/2007
19.30
Esplosione a New York anticipata 4 giorni prima su forum internet

Salve,

a proposito dell’esplosione avvenuta ieri a New York voglio segnalare l’esistenza di un messaggio apparso su un forum il 14 Luglio (4 giorni prima dell’esplosione).
In breve detto messaggio avvisa (indica la data precisa: 18/7) dell’imminenza di un attacco false-flag a New York, portato a segno da una cellula Kidon (vengono elencati i nomi dei presunti terroristi).

Qui di seguito riporto il link e il testo originale:
http://godlikeproductions.com/bbs/message.php?page=1&messageid=411819&showda te=7/19/07&mpage=1

Major bombing threat to New York on Wednesday July 18 Please warn the American people
7/14/2007 6:07 PM
Twelve guys from Israel’s Kidon unit are going to target NYC (department stores, Broadway, other locae) with high explosives and possibly a mini-nuke and make it look like al Qaeda terrorists with ”Iranian links” are responsible.
I know these guys are involved: Shmuel Harriman, Yitzhak Frenkel, Menahem Vitman, Don Palder, Ari Itzkovich, Jay “Crow” Stimpson, Michael Panchet, Don Lineweaver, and Yocheved Gilman-Katz.
I don’t know the names of the three other guys.
The way I was told, it’s supposed to be “a dry run” to test warning systems, and this has secretly been given the go-ahead by Chertoff.
If you push this around the Net, I know for sure they’ll scramble the show.
Please do it.

RISPOSTA

Grazie mille per la notizia: ormai ho lettori più bravi di me, presto potrò riposarmi.
Il nome “Kidon” indica gli esperti di assassinio nel Mossad.

Maurizio Blondet



21/07/2007
18.30
Comunità ebraiche italiane sulla libertà religiosa

Caro Blondet,

le mando un articolo di Andrea Tornielli apparso su Il Giornale su questa proposta di legge che in qualche modo - subdolo direi - apre alla cosiddetta libertà religiosa in tempi in cui tutto viene etichettato come “religione”...
Naturalmente evangelici ed ebrei hanno subito accettato - si capisce - ...
La cosa scandalosa ed il motivo per cui Le scrivo è che nonostante questi ultimi hanno dimostrato apprezzamento su questa proposta di legge, il tutto è stato fatto passare sottotono per chi vuole costantemente essere il difensore della Chiesa.
Anzi le dirò di più: c’è chi in Radio, Radio Maria intendo (che per tanti versi apprezzo e seguo costantemente), ha dato la colpa ai musulmani per questo, dopo aver letto in diretta l’articolo, non sottolineando assolutamente la pericolosità di queste prese di posizione sia delle chiese evangeliche ma soprattutto della comunità ebraica... mi è suonato strano...
E mi rammarico per questo e mi rattristo, che in ciò non si legge un grave pericolo per la fede...
Gli evangelici e gli ebrei acconsentono e non una parola per questo?
No la colpa è dei musulmani che vogliono la poligamia...
La mia non vuole essere una critica verso Radio Maria per tanti versi meritevole, ma bisognerebbe farlo notare...
Siamo tutti qui giù in costante compagnia del peccato o sbaglio?

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=193228&PRINT=S

In Cristo e Maria Santissima

Federico I.

RISPOSTA

Evidentemente, ci sono due diverse Radio Maria.

Maurizio Blondet



21/07/2007
16.30
Parigi e la Francia

Caro signor Blondet,

é da qualche tempo che leggo assiduamente il giornale on line e la ringrazio per il suo lavoro, io abito in Francia da più di 10 anni.
Da sabato scorso mi sto godendo un cielo pulito e senza traffici aerei ( SCIE CHIMICHE ).
Volevo solo rispondere a chi non lo sa, oppure da informazioni non esatte al solo scopo di confonderci le idee e lei sa benissimo di chi parlo.
Riguardo alle notizie su Sarkozy volevo segnalarle che forse lui sta facendo qualcosa di diverso dagli altri capi di Stato dell’Unione Europea e cioé mi sono accorto che dal 14 luglio, data in cui qui in Francia si festeggia la repubblica, non ho più visto sulle nostre teste le famose scie chimiche (CHEMTRAILS); può darsi che si siano fermati momentaneamente oppure solo qui su Lyon dove io abito, sto aspettando il fine settimana per vedere cosa succederà e cercare di mettermi in contatto con altre persone in tutta la Francia per vedere se é un caso isolato, oppure Sarkozy sta cambiando le regole del gioco se cosi é allora ci saranno attacchi da tutte le parti ma credo che almeno lui ha il coraggio di imporsi e non di leccare come fanno i nostri politici italioti.
Spero solo di non essermi sbagliato e se ciò continua allora grazie Sarkozy di fermare questo genocidio di massa.
Credo che Sarkozy stia cercando di rendere l’Europa autonoma e non sotto la dominazione USA e delle banche, credo che voglia creare un’indipendenza da quest’ultimi e dare una svolta alla comunità europea sia a livello finanziario che sociale; gia in campo politico ha dato largo spazio agli altri esponenti politici di sinistra riciclandoli nel governo e stabilire un’equilibrio di potere in tutto il parlamento cosi facendo lui sottomette anche le sue decisioni a tutta la schiera del parlamento, minoranza e maggioranza, perchè lui crede che ciò che si fa insieme é per il bene del Paese e non per scopi privati, ma anche qui ci sono quei bulli che non si contentano e vogliono il potere solo per se stessi.
Allora trovano tutti gli argomenti per impedire questa risvolta politica e non si rendono conto che fanno il gioco contrario mettendosi contro l’opinione pubblica mentre il capo di Stato sta di giorno in giorno avendo più successo nelle masse già con la detassazione delle ore supplementari di lavoro; cioé che se io faccio 2 ore in più al giorno di straordinario queste non verranno dichiarate alle imposte, sono defiscalizzate e quindi pagatemi per intere senza l’obbligo di dichiararle; quindi per me a fine mese la busta paga sarà più importante e di più queste ore supplementari saranno comunque dichiarate nei versamenti contributivi.
Comunque era giusto per segnalarle che qui credo che le scie chimiche abbiano finito il loro lavoro almeno credo.
La terrò informato se ci saranno cambiamenti.
Grazie e continui ad informarci; oramai veri giornalisti come lei si contano in una mano, il resto é carta straccia.

Enrico C.



21/07/2007
15.00
Radio Maryja e caso Wielgus

Caro Blondet,

sono un ventottenne italo-polacco, Suo affezionatissimo lettore ormai da tempo ed esperto conoscitore di ciò che succede lassù sulla Vistola.
E’ di nuovo sotto attacco - dopo il bavaglio che ha cercato di imporle l’anno scorso (http://retelibera.com/416) l’immancabile censura frankista-sionista, coadiuvata (ci mancherebbe...) dai soliti amabili clerici giudaizzanti - una delle ultime voci libere del cattolicesimo tradizionalista rimaste in Europa, la polacca Radio Maryja, diretta dall’instancabile frate redentorista padre Rydzyk.
Come ha informato con la bava alla bocca il Corriere della Sera del 10 luglio (Corriere della Sera o del Sionista, la scelta ai lettori...) è spuntato “misteriosamente” un nastro di una lezione a porte chiuse tenuta da padre Rydzyk in aprile alla Scuola Superiore di Cultura Sociale e Mediatica di Torun, in cui il frate si scaglia contro il presidente Kaczynski, accusato (a ragione!) di essersi opposto all’introduzione nella Costituzione (richiesta dalla Lega delle famiglie polacche, il partito dell’autentica destra polacca guidato dal vicepremier Roman Giertych, l’ “antisemita” inviso guarda caso alla solita lobby usraeliana...) del riferimento alla “tutela della vita dal concepimento fino alla fine naturale”, e di aver fatto troppe concessioni agli eletti figli di Sion, bramosi di tornare in possesso delle proprietà perdute durante l’ultima guerra.
Nella registrazione padre Rydzyk poi se la prende con la first lady madame Kaczynska - firmataria di un appello contro un ulteriore inasprimento della legge sull’aborto- definendola “strega” e auspicando, piuttosto che la morte di creature innocenti ancora nel grembo materno, l’harakiri della stessa. Apriti cielo...
La verità scandalizza sempre, soprattutto i demoliberalprogressisti diligentemente al servizio dei loro massonici padroni e della “razza eletta”.
“Dobbiamo assicurarci della veridicità del nastro. Se tutto fosse vero sarebbe uno scandalo”, dice infatti uno dei maggiordomi del presidente, il segretario di Stato Lopinski.
E la giornalista (sic) del Corriere della Sera a ruota, sempre più eccitata nel suo ruolo di inquisitrice: “Non il primo scandalo per il prete superstar che in quindici anni ha creato la ‘rodzina’, la grande ‘famiglia’ ultimo bastione di un cattolicesimo reazionario che sfoga le sue ossessioni sulle frequenze di Radio Maryja: il risentimento per gli stranieri che invadono la patria, l’insofferenza per la svendita degli autentici valori cattolici e polacchi in cambio delle lusinghe del capitalismo selvaggio e dell’amicizia delle nuove Sodoma e Gomorra (leggi Strasburgo e Bruxelles)”.
Per la gioia di Paolo Mieli segue l’immancabile opinione di un analista della Gazeta Wyborcza, il quotidiano diretto dal “confratello” frankista ed ex-trotzckista Adam Michnik, nemico giurato di Padre Rydzyk (come lo era stato di Jaruzelski, quando questi salvò la Polonia dall’invasione sovietica).
Dobbiamo ricordarci che Radio Maryja era stata in prima fila (insieme alla Lega delle famiglie polacche di Giertych) nella difesa dell’arcivescovo Wielgus, il fidato tradizionalista scelto da Benedetto XVI per la carica di metropolita di Varsavia, eliminato a colpi di vecchi dossier in un’oscura congiura ordita dall’ala progressista della Chiesa polacca (gli amici di Michnik e Geremek...) cui i gemelli Kaczynski, questi due “conservatori” accecati da un anticomunismo “giacobino” e da una smisurata ambizione, hanno paradossalmente prestato aiuto, fino al punto di sottoporre il Vaticano a enormi pressioni per ottenere la testa del prelato.
E così la prima vittima della “lustracja” dei Kaczynski è stata la persona che Ratzinger aveva espressamente voluto come aiutante nella Vigna del Signore, consapevole della necessità di disporre di buoni collaboratori nella mirabile opera di sana e santa restaurazione intrapresa all’interno della Chiesa: Wielgus sarebbe stato sicuramente uno di questi, se non glielo avessero impedito così meschinamente.
Sono partiti gli ordini da Sion, e qualcuno li sta eseguendo senza pietà.
Come diceva San Paolo, dobbiamo sperare contro ogni speranza.
A noi non rimane altro.

Cordiali saluti,

Emanuele C.



21/07/2007
14.00
Kissinger ultimatum a putin

La solita America orco del mondo, con Israele al seguito, tutti gli altri sono meglio, compreso Putin.
E questo sarebbe giornalismo controcorrente?
Idee nuove?
Questo è ciò che ci viene passato da ogni giornale e telegiornale, italiano, europeo e anche americano.
E' l'omologazione mondiale fatta passare come controcorrente, manca l'aria, non si respira più.
Io abito a Sassuolo, provincia di modena, quello di cui lei scrive è ripetuto giornalmente da decenni, dal potere dominante, tutti ripetono questi slogan, anche dentro le parrocchie, non c'è uno che sia fuori dal coro.

Camellini Antonio
Sassuolo

RISPOSTA

Prima obiezione: io ho dato una notizia (Kissinger da Putin).
Le notizie si possono smentire se non sono vere, con altre notizie.
Ciò che non si può fare è strillare che si fa dell'"anti-americanismo".
Così facendo, si negano i fatti in nome di pre-giudizi, che non sono fatti.
Dove poi lei tragga la convinzione che "ogni giornale, tg italiano, europeo e americano", dica le cose che scriviamo su questo sito, non capisco proprio.
E' il contrario della verità. Corriere, Foglio, Repubblica, Libero, per non parlare di New York Times, Wall Street Journal, CNN, Fox, Sky, sono tutti per la versione ufficiale.
Ma lei giudica "controcorrente" la versione ufficiale.
E allora non ci legga.
Ha a sua disposizione firme fuori del coro come Magdi Allam, Fiamma Nirenstein, il professor Pera, Mieli, Lerner, Ferrara, Mentana, Guzzanti, Renato Farina, il grande Feltri, tutta gente perseguitata, licenziata e messa alla fame per le sue idee eretiche….
La lista è lunga.
Buona lettura.

Maurizio Blondet



21/07/2007
13.00
Chi sono questi?

Maurizio, chi sono questi cattolici?

Umberto P.


U.S. Navy Suspends “Radical Traditionalist Catholic”

John Sharpe Jr.
Lt. Cmdr. John Sharpe Jr., the public affairs officer for the aircraft carrier USS Carl Vinson, was temporarily relieved of duty and placed under investigation in early March for allegedly violating a rule that forbids all personnel in the U.S. Navy to “participate in any organization that espouses supremacist causes”.
The anti-Semitic activities of the 1993 Naval Academy graduate were first revealed in an exposé in the Winter 2006 edition of the Intelligence Report that explored the “radical traditionalist Catholic” movement in the United States.
Sharpe was suspended after a reporter for Port Folio Weekly of Norfolk, Va., where the Carl Vinson is based, asked military officials if Sharpe’s activities were permitted.
The Report article detailed two of Sharpe’s organizations, the Legion of St. Louis and IHS Press, both now listed by the Southern Poverty Law Center as hate groups.
The story also noted that Sharpe was a vendor at the 2006 conference of American Renaissance, a racist publication (Sharpe was at a table next to a man selling “White Power” T-shirts).
And it reported he is on the board of the St. George Educational Trust, a radical British Catholic group whose trustees once included convicted Italian terrorist Roberto Fiore.
The trust has been accused of helping fund a project by the anti-Semitic International Third Position (ITP), which sought in the late 1990s to create a radical Catholic community in Los Pedriches, Spain.
Sharpe is on administrative leave pending the outcome of the Navy investigation, but that hasn’t stopped him from continuing his extremist activities.
At press time, he was still slated to speak at an August conference of the anti-Semitic St. Benedict Center, a New Hampshire group also profiled in the Report article that believes “the Jewish race” is working to overthrow Christian society.
And Sharpe’s Legion of St. Louis was still selling an array of anti-Semitic books, including Hilaire Belloc’s The Jews and Henry Ford’s The International Jew, on its website.
Sharpe also co-published an anti-Iraq war two-volume set, Neo-Conned!, with ”D. Liam O’Huallachain”, who is really Derek Holland, a British extremist and former member of the racist National Front and ITP, which seeks a “third way” that is neither capitalism nor communism.
Holland is also a director of IHS Press.
Another radical traditionalist profiled by the Report, hard-line anti-Semite E. Michael Jones, caused a ruckus during a March speech at the National Press Club in Washington, D.C. Jones joined other extremists at a conference held to promote the ideas of white nationalist columnist Sam Francis, who died in 2005.
The meeting was organized by the Fitzgerald Griffin Foundation, where Francis was a resident scholar.
The foundation is headed by Fran Griffin, who runs a public relations firm, Griffin communications, that also publishes Sobran’s, a newsletter by columnist Joe Sobran.
Sobran is an anti-Semite who has written for a Holocaust denial journal.
A red-faced and shouting Jones devoted a full hour to denouncing the “revolutionary Jew” who, he claimed, has been fighting the Catholic Church and Christianity in general for some 2,000 years. Among other things, Jones denounced the civil rights movement as “controlled by Jews” who used blacks as “pawns”.
Jones’ furious speech was not received well by most attendees, who had expected a more dignified gathering.
Attendee Peter Brimelow - the man who runs Vdare.com, a white supremacist website named after Virginia Dare, who is said to be the first white born in the New World - even called Jones a ”Catholic bigot” and mocked him as “a prize specimen even by the standards of my lifelong study of characters on the American right”.
Jones was so extreme that C-SPAN decided to cancel a planned broadcast of the event.

Intelligence Report
Summer 2007

RISPOSTA

Il nostro amico Michael E. Jones

Maurizio Blondet



21/07/2007
12.00
Pro Roma Mariana in Portogallo

La Fondazione Pro Roma Mariana, ora a Fatima, persegue come fine specifico la diffusione del Messaggio della Madonna di Fatima alla luce della tradizione cattolica.
Questo scopo è definito con evidenza non soltanto dalle opere scritte, che testimoniano la natura profetica del Segreto di Fatima (confronta il cardinale Ottaviani), ma anche dalle numerose iniziative intraprese per ricordare la corretta visione di Fatima, troppo dimenticata, se non addirittura avversata.
La convinzione della manifestazione storica di Fatima, tanto palese quanto obliata, ricorda la verità dell’intervento di Maria santissima, proprio in risposta ad un appello papale fatto in una delle ore più cruciali della storia recente: si tratta della supplica per la pace fatta da Papa Benedetto XV il 5 maggio 1917 e distribuita a tutti i vescovi del mondo, per la quale ci si premurava di aggiungere alle litanie lauretane la preghiera: Regina pacis, ora pro nobis.
Il 13 maggio Nostra Signora apparve lasciando un messaggio, nel quale si indicavano precisamente sia le cause dei mali allora presenti (la guerra) sia i rimedi da Dio offerti contro di essi sia, in ultimo, le conseguenze gravi di un eventuale rifiuto di avvalersene.
Profezia sui guai e disastri spirituali e materiali causati dalle scelte del mondo moderno, ed avveratasi, purtroppo, nei nostri giorni, a causa della cecità di uomini di Chiesa nel riconoscere e discernere l’aiuto offerto da Maria santissima per impedirli.
Questa è la visione della situazione odierna della Chiesa alla luce del segreto di Fatima, che riteniamo doveroso testimoniare, fedeli alla tradizione cattolica.
Il tema indicato è stato trattato da molti eminenti autori cattolici: dallo stesso Pontefice Benedetto XV a monsignor Antonio de Castro-Mayer; è il tema della necessaria definizione, per la fede cattolica, del significato delle apparizioni della Madre di Dio nei nostri tempi.
Ci si chiede in che modo esse siano legate a questo dogma (della mediazione universale di Maria) da sempre creduto dai cattolici d’ogni tempo e luogo.
Esso era oggetto di uno schema speciale preparato per il Vaticano II, schema, poi accantonato per non disturbare troppo i protestanti e promuovere così un ecumenismo alienante!
Da allora la Chiesa cattolica (umanamente intesa) si è esposta ad una demolizione continua (infatti la sua essenza divina, principale sostanza costitutiva del mistero della Chiesa, non ne viene scalfita), da un lato eclissando il debito onore dovuto a Maria santissima, e dall’altro, aprendosi alle libertà deliranti sprigionate dagli abissi mondani (confronta Apocalisse 9-13).
Ma se quell’infausta omissione riguardo alla Regina della Pace ha causato tanti danni alla fede e al mondo, non è plausibile ipotizzare che la testimonianza cattolica di questa verità potrà portarvi dovuta riparazione?
Il nome “Pro Roma Mariana” evoca da più di venti anni quest’intenzione: testimoniare l’importanza di conferire solennemente, da parte di Roma, il titolo di Maria Mediatrice di ogni grazia, secondo il disegno di Dio per il nostro tempo.
Crediamo che solo la mediazione del Cuore Immacolato di Maria unita al Sacro Cuore di Gesù possa dischiudere l’amore per il bene e la pace in un mondo desolato dall’odio, che uccide la fede.

Araì Daniele



21/07/2007
11.00
Perché non è evaporato?

Caro Maurizio,

Bush e i suoi compari dovrebbero spiegarci per quale motivo l’Airbus della TAM brasiliana non ha prodotto un piccolo foro sui muri della palazzina sulla quale è precipitato, trapassandola da parte a parte per poi evaporare con tutti i passeggeri.

Un saluto cordiale.

Mario F.

RISPOSTA

Già, ho pensato anch’io la stessa cosa.
Abbiamo visto tutti che l’impennaggio di coda dell’aereo brasiliano è rimasto intatto e “fuori”, insomma non è penetrato nel capannone colpito.
Perché sul prato davanti al Pentagono, l’11 settembre, non è rimasto non solo l’impennaggio, ma quasi nulla?
Una lastra d’alluminio ha tagliato le mura del Pentagono, mentre non ha tagliato i pannelli di un hangar?

Maurizio Blondet



21/07/2007
10.00
Dichiarazioni del cardinale Bertone

(ANSA) - LORENZAGO (BELLUNO), 18 LUGLIO
Il fenomeno dei preti pedofili nella diocesi di Los Angeles ha “un’ampiezza sconvolgente”, dice il cardinale Tarcisio Bertone.
Il cardinale sottolinea che il fenomeno “fa a pugni con l’identità della missione” della Chiesa. Bertone annuncia “nuove nomine” con “incarichi” che riconoscano di più il carisma femminile. Sulla messa in latino, “si potrebbe studiare”, dice, l’eliminazione della preghiera per la conversione degli ebrei utilizzando solo “la formula di Paolo VI”.

Dalle mie parti si aggiungerebbe, fettina di culo?

Andrea

RISPOSTA

Sono senza parole.
Bertone collaborava ad Avvenire, su sua richiesta, come commentatore di partite di calcio provinciali.
Si riteneva un esperto tifoso.
Vedo che non è migliorato.

Maurizio Blondet



20/07/2007
20.00
Da “Asianews”

Dottor Blondet,

leggo da Asianews questo articolo dal titolo “Harry Potter e la violazione dello Shabbat”
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=9858&size=A
A parte il notare che nell’unica “democrazia” del Medio Oriente che “argina le teocrazie islamiche” avviene che “Sarà multato chiunque viola la Legge per le ore di lavoro e di riposo” (alla faccia dei laicisti radicali che odiano il Concordato, ma vorrebbero lo Stato di Israele nella UE), noto anche una ipocrisia farisaica nel preoccuparsi non tanto del contenuto del libro di Harry Potter, ma nel “rispetto della Legge”.
Si potrebbe obiettare che, anzi, in Israele uno è libero di scrivere quello che vuole, ma entro determinate regole, come da manuale di un moderno Stato “occidentale”.
E magari tirare in ballo il discorso di Regensburg sulla “ragione”.
Ma quello che secondo me manca totalmente in questa visione è la totale mancanza di un giudizio di valore (questo sì dipendente dall’uso della ragione e dall’impatto con la complessità del reale). Facendo così si cade nel moralismo.
Sembra che per i catto - “cristianisti” una teocrazia sia tale solo se è regolata dal Corano, ma non lo è, anzi è una democrazia ragionevole ed occidentale (che, si sa, è un tutt’uno) di cui è raccomandata l’esportazione preventiva, se la stessa è regolata dalla Bibbia o dalla Torah.

Giancarlo
Padova



20/07/2007
19.00
… e realtà

Ammazziamoli tutti!
di Vichi

Il risultato più immediato ed evidente del “colpo di Stato” di Hamas a Gaza è senza dubbio quello di avere trasformato la Striscia in un vero e proprio poligono di tiro, in cui l’esercito israeliano può esercitarsi a piacimento utilizzando i militanti (e talvolta anche i civili…) palestinesi al posto delle sagome di legno.
Nel periodo compreso tra il 14 giugno (la data in cui Abu Mazen ha dichiarato lo stato di emergenza nei Territori) e il 5 luglio, dei 51 palestinesi uccisi dall’esercito israeliano (di cui almeno 21 civili, e tra essi 8 bambini) ben 43 (ovvero l’84% del totale) erano residenti nella Striscia di Gaza, al pari della stragrande maggioranza degli oltre 140 feriti registratisi nello stesso periodo.
A ben guardare, del resto, questa escalation di incursioni e di raid di Tsahal a Gaza costituisce il più concreto “aiuto” che Israele sta fornendo ad Abu Mazen e al suo governo-fantoccio.
Non sfugga, in tal senso, che le incursioni dell’esercito israeliano, gli arresti e le uccisioni di militanti avvenute nella West Bank sono state condannate più volte dal premier Fayyad in persona, da ultimo in una intervista alla Reuters la mattina del 5 luglio, in quanto, a suo dire, minavano la credibilità del tentativo in corso, da parte del governo da lui guidato, di disarmare le milizie operanti nei Territori.
In occasione dell’ultimo, sanguinoso raid di Tsahal nella Striscia di Gaza, avvenuto nel corso della stessa giornata di giovedì (e che ha provocato la morte di 11 Palestinesi, di cui due civili, e il ferimento di almeno una ventina di persone), né Abu Mazen né Fayyad hanno invece ritenuto di spendersi nemmeno per una condanna rituale, lasciando questa incombenza il giorno successivo ad Hazim Abu Shanab, portavoce di Fatah nella Striscia di Gaza.
Cinquantuno morti e 140 feriti sono un bottino niente male in sole tre settimane, eppure nessuna voce di condanna per la politica di assassinio israeliana si è levata dai governi occidentali, né tanto meno dalla UE o dall’ONU o dal “Quartetto”; nemmeno Prodi, “l’amico italiano”, durante la sua recentissima visita in Israele ha ritenuto di chiedere conto a Olmert di tanta ferocia e brutalità.
A tal proposito, basterà dare uno sguardo, con il dovuto stupore, all’ultima dichiarazione ufficiale del portavoce del Segretario Generale ONU sugli scontri a Gaza, rilasciata il 6 luglio, in cui si richiamano “le parti a fare il massimo per proteggere i civili e rispettare il diritto internazionale”, ma solo aip viene richiesto di cessare il lancio di razzi Qassam: non sarebbe stato più corretto e più aderente alla realtà dei fatti richiedere, primariamente, la cessazione di ogni incursione israeliana e la fine dello strangolamento di Gaza?
Anche questa, in fondo, è un conseguenza della vittoria di Hamas a Gaza: il totale azzeramento di ogni reazione della comunità internazionale di fronte al genocidio (definizione di Ilan Pappe) o, se volete, al “genostillicidio” in atto oggi nella Striscia, il tacito via libera dato a Israele verso la resa dei conti finale con Hamas.
Eppure ragioni di doglianza per il modus operandi di Israele nei Territori ce ne sarebbero, eccome.
Basterebbe pensare ai circa 6.000 palestinesi bloccati in Egitto a causa della chiusura da parte degli Israeliani dell’International Crossing Point di Rafah e della conseguente impossibilità di ritornare nella Striscia di Gaza, e ai 12 Palestinesi morti a causa del caldo, dei disagi e del deterioramento delle loro già precarie condizioni di salute: tra questi vi era anche la 30enne Taghreed Mohammad Abid, madre di 5 figli, malata di cancro eppure costretta a restare bloccata per ben 20 giorni a Rafah, nonostante l’impegno e le proteste di vari gruppi umanitari.
Anche questi morti pesano come un macigno sulla coscienza (!) del popolo ebraico, e dovrebbero pesare anche sulla coscienza di quanti continuano ad asseverare la colossale menzogna del “ritiro” israeliano dalla Striscia di Gaza.
Oppure basterebbe pensare alla tragedia nella tragedia rappresentata dall’uccisione di bambini e ragazzini palestinesi ad opera di Tsahal, 11 solo nel mese di giugno, 798 dall’inizio della seconda Intifada, 198 di età inferiore ai 12 anni, in gran parte uccisi da colpi di arma da fuoco alla testa e/o al petto, chiaro indice della politica criminale dell’esercito israeliano basata sul principio dello “sparare per uccidere”, in ogni circostanza e senza alcun riguardo o cautela.
Oppure, ancora, si potrebbe dar conto dell’incidente - riportato dal quotidiano Ha’aretz - che ha visto coinvolto giovedì 5 luglio il personale paramedico palestinese di un ambulanza accorso ad un posto di sicurezza di Hamas per evacuare un ferito: secondo le testimonianze, gli infermieri sono stati trattenuti per tre ore, e alcuni di essi sono stati utilizzati dai soldati israeliani come scudi umani per allontanarsi dall’area. Si tratta dell’ennesimo attacco illegale condotto dall’Idf contro il personale della Mezzaluna rossa, che segue - nei primi sei mesi di quest’anno - a 26 attacchi diretti contro ambulanze e a 222 incidenti in cui ai mezzi di soccorso palestinesi è stato impedito o ritardato il passaggio ai vari check-points o posti di blocco; è appena il caso di ricordare che, dall’inizio della seconda Intifada al 20 maggio del 2007, 38 ambulanze sono state distrutte e 142 gravemente danneggiate, mentre 25 medici e infermieri sono stati uccisi e 510 feriti dal fuoco di Tsahal, una roba che neanche i … vabbé! Uno dei fatti più gravi, tuttavia, sul quale intendiamo soffermarci, è rappresentato dal ferimento di un cameraman palestinese nel corso degli scontri avvenuti il 5 luglio nel campo profughi di Bureij, nella zona centrale di Gaza.
E’ successo, infatti, che Imad Ghanem, un 21enne cameraman della TV Al-Aqsa, il network televisivo di Hamas, è stato ferito gravemente alle gambe dai soldati di Tsahal mentre svolgeva il suo lavoro e, in particolare, mentre stava riprendendo (ironia della sorte!) l’evacuazione di alcuni militanti palestinesi feriti dal fuoco dei tank israeliani.
Ricoverato in ospedale (con qualche difficoltà, come vedremo), a Imad sono state amputate entrambe le gambe.
L’episodio ha provocato una vibrata protesta da parte della Federazione internazionale dei giornalisti, anche perché l’accaduto è stato documentato da un altro cameraman della TV satellitare araba Al-Jazeera, con un video davvero impressionante e drammatico.
Secondo la portavoce dell’esercito israeliano, maggiore Avital Leibowitch, il povero Imad era un “obiettivo legittimo”, in quanto era insieme ai militanti di Hamas che sparavano contro le forze israeliane ed era distante dagli altri giornalisti che riprendevano gli scontri, ed inoltre non indossava alcun vestito o simbolo di alcun genere atto a identificarlo come un membro della stampa e la sua telecamera poteva benissimo essere un’arma da fuoco: da ciò deriva, of course, che l’Idf non ha in previsione alcuna inchiesta sui fatti.
Ma per stabilire che si tratta di una scusa banale e meschina basta dare un’occhiata al filmato diffuso da YouTube: il cameraman era in campo aperto, la telecamera era accanto a lui, perfettamente visibile anche a un cieco e non solo a un esercito che si presume sia in possesso dei normali mezzi di avvistamento e puntamento.
E, soprattutto, dal video si rileva chiaramente come il palestinese venga colpito da almeno due colpi alle gambe quando giaceva ferito per terra, mentre la versione più lunga del filmato, diffusa dal sito web di Repubblica, mostra come i palestinesi che tentavano di soccorrere il cameraman abbiano dovuto più volte desistere, a causa del fuoco dei soldati israeliani che impediva di portare via il ferito.
Come se poi i “segni distintivi” costituiscano una garanzia di incolumità per i giornalisti che operano nei Territori Occupati!
Nell’agosto del 2006, due giornalisti palestinesi dell’agenzia Reuters sono miracolosamente scampati ad un attacco da parte di un aereo della Iaf, che aveva sparato due missili contro la Land Rover su cui viaggiavano, e ciò nonostante il mezzo (di colore bianco!) recasse le scritte “Reuters” e “Press” a stampatello e in caratteri cubitali.
Questo per non tornare ancora più indietro nel tempo e ricordare il giornalista inglese James Miller, ucciso nel 2003 a Rafah anche se indossava un giubbotto con la scritta “ Press” e teneva in mano una bandiera bianca, o il nostro Raffaele Ciriello, ucciso da soldati israeliani che - secondo la testimonianza di Amedeo Ricucci del TG1 - “avevano sparato senza motivo”.
A partire dal settembre del 2000, ben 15 giornalisti hanno pagato con la vita il loro coraggio e l’amore per il loro lavoro, la loro testimonianza, la loro ricerca della verità sulla ferocia e la brutalità dell’occupazione israeliana; più di 500 loro colleghi sono rimasti feriti.
Ha dunque ben ragione la Federazione internazionale dei giornalisti a parlare di un “violento e brutale esempio del colpire deliberatamente un giornalista”, l’ennesimo attacco di Israele contro la libera informazione e contro i professionisti che cercano di garantirla a sprezzo del pericolo.
Eppure per la comunità internazionale non v’è alcuna ragione di denunciare, di protestare, figuriamoci di sanzionare Israele.
Stiamo ancora aspettando che qualcuno chieda con fermezza che cessino i raid militari israeliani contro Gaza e la West Bank, che si denuncino i brutali crimini di guerra di Tsahal nei Territori occupati, che termini finalmente la devastazione della Palestina e il quotidiano assassinio dei suoi figli.

Vichi

11-7-2007 per PalestinaLiberaBlogSpot

http://palestinanews.blogspot.com/



20/07/2007
18.00
Propaganda…

Da Israele.net
http://www.israele.net/articles.php?id=1766 (…)
La televisione di Hamas Al-Aqsa ha ideato un nuovo personaggio per bambini destinato a prendere il posto di Farfur, il “Topolino” terrorista fatto morire da “martire” ucciso dai cattivi israeliani in una precedente puntata del programma.
Il nuovo personaggio, che ha fatto la sua apparizione nella scorsa puntata del programma per bambini palestinesi “I pionieri di domani”, è un’ape di nome Nahul e si è presentata alla conduttrice del programma dicendo d’essere il cugino di Farfur e di voler “continuare sulla strada di Farfur… la strada del martirio, dei guerrieri della jihad”.
“In suo nome - dice l’ ‘Ape Maia’ jihadista - ci prenderemo la nostra vendetta sui nemici di Allah, sugli assassini di profeti…”.
L’espressione “assassini di profeti” è una tipica locuzione islamica usata dai leader religiosi palestinesi per indicare gli ebrei.
Definire gli ebrei “nemici di Dio” è normale consuetudine nelle trasmissioni religiose dell’Autorità Palestinese.
Commenta a noi lettori anche queste nefandezze non solo quelle Israeliane.
Confido nella tua onestà di giornalista che non fa sconti mai.

P. G.

RISPOSTA

Legga la lettera seguente.

Maurizio Blondet



20/07/2007
17.00
QUEST’ESTATE VADO IN UN KIBBUTZ

fonte: La Stampa del 12/07/ 2007

Che cosa unisce il leader della destra sociale Gianni Alemanno a Tony Negri, “cattivo maestro” dell’Autonomia operaia, filosofo marxista, intellettuale radical e provocatorio apprezzato in Francia e negli Stati Uniti?
La storia li divide ma li accomuna la passione trasversale per i kibbutzim, le cooperative agricole autogestite che hanno tenuto a battesimo lo Stato d’Israele e oggi rappresentano il 3% della popolazione.
L’ex ministro dell’Agricoltura di Alleanza Nazionale se n’è invaghito due anni fa durante una visita ufficiale in Terra Santa (“la ricerca dell’identità, il rapporto con il territorio e il rispetto delle origini erano già patrimonio dei movimenti di destra degli anni Settanta”): a ottobre tornerà con una decina dei suoi ragazzi per uno scambio culturale promosso dalla fondazione Nuova Italia.
Per l’autore di “Empire” invece, si tratta di un vecchio amore: “Sono diventato comunista in Israele nel kibbutz Nahshonim, vicino Petah Tikva”, ha raccontato Toni Negri la settimana scorsa, ospite dell’Istituto Spinoza di Gerusalemme.
Al tempo aveva vent’anni, studiava “Il Capitale”, la rivoluzione era la cifra del mondo: molte cose sono cambiate da allora ma non il piacere di trascorrere una settimana in kibbutz.
Mentre la gauche israeliana, dall’ex presidente del parlamento Avrahm Burg al fondatore di “Peace Now” Dror Etkes, celebra il requiem del sionismo socialista del secolo scorso, le ali estreme della politica italiana scoprono o riscoprono l’esperienza pionieristica e comunitaria dei padri fondatori d’Israele. Nessuno dei duecentosettanta kibbutzim disseminati nel Paese è più “l’impresa sociale basata sull’economia redistributiva” dell’ideale collettivista che lo animava ieri.
La proprietà privata è un tabù ormai superato: l’ultima a capitolare in ordine di tempo è stata la cooperativa di Ha’on, sul lago di Tiberiade, venduta un paio di giorni fa a un esterno per essere trasformata in un residence.
Eppure, ogni anno, soprattutto d’estate, dai sei ai diecimila giovani italiani, europei, americani, australiani, sognatori oppure no, vengono a lavorare in kibbutz per qualche mese.
Ci sono anche “volontari” più maturi, che di solito si fermano un po’ meno.
La tensione della Seconda Intifada aveva ridotto notevolmente la richiesta, ma dal 2005 il flusso è ripreso a pieno ritmo e le prenotazioni superano di gran lunga la disponibilità.
Che cosa trovano gli stranieri nel kibbutz che non seduce più come un tempo gli israeliani? L’esperienza della vita in comune non basta a spiegare una lista di ospiti che comprende migliaia di diciottenni adrenalinici, politici di destra e di sinistra orfani d’ideali, ma anche attrici note come Debra Winger e Sigourney Weaver, il cantante Simon Le Bon dei Duran Duran, il comico americano Jerry Seinfeld.
Nei kibbutzim di oggi c’è di tutto.
Vacanze alternative da otto ore di lavoro al giorno in serra, relax in piscina, sofisticati centri di bellezza, seminari d’utopia.
Con 700 schekel, circa 130 euro, si vive una settimana in bed&breakfast a Ha Nasi nel Golan, le alture siriane occupate da Israele dopo la guerra del ‘67: passeggiate tra boschi e antiche rovine, degustazioni di vino Yarden e la vertigine di esplorare una terra che già domani potrebbe essere altra, ridefinita da confini diversi, moneta di scambio per la pace con Damasco.
Sempre a nord, nella Galilea occidentale, a pochi chilometri dalla frontiera libanese, c’è la comunità agricola di Mitzpe Hilla, dove Noam Shalil e la moglie gestiscono un piccolo agriturismo in attesa che Hamas rilasci il figlio, il soldato Gilad, rapito a Gaza oltre un anno fa.
A Mizra invece, una comunità di duecento famiglie tra Nazareth e Afula, una delle prime insediate negli anni Venti, s’incontra una delle mille contraddizioni d’Israele: accanto ai vialetti da campus americano, le biciclette, la spa, la mensa a base dei prodotti coltivati in loco, c’è un’enorme fattoria di maiali e un supermercato specializzato in salami suini, bacon, costarelle e bistecche non kosher, per un totale di 150 tonnellate di carne al mese.
Una sfida alla volontà rabbinica?
Tutt’altro.
Nel pieno rispetto delle regole gastronomiche della Torah il kibbutz Mizra alleva i maiali su una piattaforma di legno in modo che non tocchino il suolo ebraico e non violino la legge nazionale. Lavorativa o rilassante che sia, il boom della vacanza in kibbutz risponde più al desiderio di una parentesi di nostalgia che a un trend modaiolo.
Per gli stranieri che arrivano - Gianni Alemanno, Tony Negri, uno studente idealista e spiantato o Debra Winger - come per gli israeliani che li ospitano, fingendo d’essere i pionieri di un secolo fa, lontani dai muri e dai conflitti permanenti.
C’è un sito internet in inglese (www.kibbutzreloaded.com) dove chi si è incontrato lì, nella comunità agricola, può ritrovarsi a distanza.
Perché tutti in kibbutz condividono l’esperienza e si chiamano per nome quasi che la semplicità fosse naturale.
Poi, al termine del soggiorno, una settimana o due anni, svaniscono nella memoria, come qualcosa perduto molto tempo prima.

FRANCESCA PACI - CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME

RISPOSTA

Alemanno, Toni Negri e i maiali kosher.
Non manca nulla.

Maurizio Blondet



20/07/2007
16.00
Poteva mancare Allam al Meeting di Rimini?

Ecco l’incontro di domenica 19 agosto 2007

SALVIAMO I CRISTIANI
Ore: 19.00 Sala A1

Partecipano: Magdi Allam, vice direttore de Il Corriere della Sera; Claudio Morpurgo, avvocato; Robi Ronza, sottosegretario alla presidenza della Regione Lombardia con delega alle Relazioni Internazionali. Introduce Alberto Savorana, direttore di Tracce.

RISPOSTA

Robi Ronza prende dalla Regione Lombardia più di 150 mila euro.
Non tanto come Magdi, ma insomma qui è un raduno di Mammona.
E Morpurgo è khazaro.

Maurizio Blondet



20/07/2007
14.30
Bose... il priore misterioso!

Caro Blondet,

Le sarei grato se mi spiegasse lo status ecclesiale del “priore” di Bose, della sua “regola” e del suo pseudo convento.
Vede, proprio in base a quanto da Lei affermato in un Suo recente articolo “padre Enzo Bianchi è un laico come me e come voi” ho inviato una mail di chiarimenti al “monastero”... guardi cosa mi hanno risposto:
Segreteria del Priore
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ha scritto:
E’ un monaco con i voti della vita monastica, ma non è prete, non “dice messa”.

Francesco C.

RISPOSTA

Il “priore” è il consigliere di Rosy Bindi, come da articolo di Repubblica che segue:

Maurizio Blondet

BOSE - Chiederà consiglio a Prodi, certamente.
Ma “la sosta”, i due giorni di ritiro nel monastero di Bose - che Enzo Bianchi, il priore, definisce “un attimo per chiudere gli occhi e ritrovarsi, ordinare i pensieri e calmare l´angoscia” - a Rosy Bindi sono serviti “molto”.
Non scioglie ancora la riserva, se sfiderà cioè Walter Veltroni per la guida del Partito democratico (lo farà forse in settimana) ma il Manifesto-Bindi è già nato qui, nella comunità monastica sulle colline piemontesi dove “i fratelli e le sorelle” - età media sotto i quarant´anni - coltivano una spiritualità non sganciata dalle cose del mondo, “in compagnia degli uomini”, come vuole la regola.
Il Manifesto del ministro della Famiglia potrebbe avere un titolo, almeno a sentire gli oltre cento “laici credenti”, convocati ad inviti dall’Associazione “Argomenti 2000” e che hanno partecipato al seminario sulla laicità e la politica.
Intitolarsi ad esempio, “la differenza cristiana nel Partito democratico”.
Che ne ha tanto bisogno, ragiona la Bindi, perché non deve nascere preconfezionato.
E la laicità “non è forse nel Dna dei cristiani, poiché il grande valore della distinzione tra potere politico e potere religioso - date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio - non l´ha forse introdotta Cristo? Se non li facciamo dentro un monastero questi discorsi, quando li possiamo fare?”, esordisce l´incontenibile Bindi ricordando i Dico, la legge sui diritti dei conviventi di cui è stata autrice (con la DS Barbara Pollastrini). “Quando ho pensato a questo incontro ero angosciata per due parole che non-Dico…”.
Ora che lo scenario è un altro, molti la incalzano per sapere se scommettere sulla sua discesa in campo per il PD.
E lei risponde, a margine del seminario in una vivace discussione che si protrae fino a notte contravvenendo alla regola del silenzio: “Ci sono tutte le condizioni perché mi candidi”.
Per il Partito democratico poi, “ci vuole un leader forte, ma non può essere un partito del leader”.
Lancia quindi un paio di bordate su quel che pensa della Chiesa dell´epoca-Ruini: “Dobbiamo lavorare per considerare una parentesi quella della Chiesa italiana di questi anni. Va aperta una serena e giocosa correzione fraterna della Chiesa recente”.
Stoccata quindi al clericalismo e a Savino Pezzotta: “Non può essere Radio Maria che forma la coscienza dei cattolici, non per Radio Maria ma per la sua strumentalizzazione”.
Platea tutta dalla sua.
“Mi ribello quando qualcuno vuole fare del Family day un movimento politico”.
Ce n’è per tutti.
“L’Italia della Costituzione è stata tale perché aveva una classe dirigente che si poneva il problema di costruirlo questo Paese, se lo poneva allora il presidente degli industriali…”.
Come invece non se lo pone ora Luca di Montezemolo, è l’implicito riferimento.
Altro tassello del Manifesto di Bose.
Insieme con le parole d’ordine “contaminazione” delle identità, solidarietà, no al discredito della politica e alla società corporativizzata.
Confronto serrato, che doveva volare alto, meditare seguendo la “preghiera delle ore” dei fratelli di Bose, e che plana sulla politica e l’attualità.
Pierluigi Castagnetti, il vice presidente della Camera, ulivista, e Marco Follini, l’ex leader UDC approdato saldamente nel centrosinistra, cercano di convincere Bindi a non candidarsi.
“Non c’è lo spazio per una candidatura alternativa a meno che i DS non sciolgano il blocco e si riaprano i giochi. Ma Rosy è una testa dura”, confessa Castagnetti.
Ugualmente per Follini “il discorso di Veltroni è stato esauriente, non mi paiono esistere altri spazi”.
Poi la butta in battuta: “Ho capito che alla fine vuoi candidare Franceschini”.
Ci pensa il priore Bianchi a dire con semplicità cose complesse: “La Chiesa non può calare i suoi principi dall’alto, non possono esserci ordini apodittici. C’è molta afonia, poche le voci. I teologi sono silenziosi”.
E quando la politica è debole “la religione, tutte le religioni sono tentate di diventare lobby”.
Narra “la portata eversiva del cristianesimo” e l’occasione persa a proposito della legge sui diritti dei conviventi.
Dalle riflessioni teoriche a quelle storiche di Fulvio De Giorgi, alle provocazioni di Amedeo Piva, alle riflessioni di Re nato Balduzzi, presidente del Meic e consulente legislativo della Bindi.
Al vescovo di Pavia, monsignor Giovanni Giudici, cresciuto alla scuola di Carlo Maria Martini, il compito di rispondere alle domande più ostiche:
“Monsignore, spiegami: perché devo essere un reazionario per andare in chiesa?”.



20/07/2007
13.00
Al-hesbah

Egregio Direttore,

che il forum di www.al-hesbah.org fosse una trappola per ingenui giovinotti arabi desiderosi di menar le mani, lo scriveva tempo fa persino l’ “istituto” Jamestown, quello di Brzezinski & Cheney, tanto per intenderci.
(“http://jamestown.org/terrorism/news/article.php?articleid=2369957”)
Fa quindi tristezza leggere spesso affermazioni di questo tenore: “Gli esperti dell’intelligence continuano ad esaminare le due presunte rivendicazioni apparse sullo stesso sito Internet ‘al-hesbah.org’, ritenuto riconducibile al terrorista giordano Abu Musab al Zarqawi e alla galassia di al Qaida”. (Da un lancio dell’ANSA dello scorso anno).
Ormai non convincono più manco una casalinga di Voghera.

Con stima

A. B.



20/07/2007
11.30
Miscele di verità

Salve sono Alfonso C.,

vi saluto e ringrazio per l’ottimo lavoro di informazione che fate.
La lettera è indirizzata al signor Blondet, a cui faccio i complimenti senza riserve.
Ho letto nell'articolo di Blondet “Amorth e l’Apocalisse”, l’interrogativo frequente di come sia possibile un alto numero di posseduti, davanti all’orde di gente che si macchia di tanti delitti nei vari campi umani.
Una risposta convincente io l’ho trovata nelle varie pagine del “Poema dell’Uomo Dio” di Maria Valtorta.
Trovo, nonostante le varie tribolazioni di questa opera, una profondità catechistica su questo argomento insuperato per bocca del Signore Gesù.
In sintesi esiste una categoria speciale, ma comune a quanto pare di possessione di tipo mentale- razionalistico, cosi viene definito nella espressione uomini-satana, che non si manifesta in particolari segni esteriori, ma lasciando intatto un libero arbitrio dà la liberta di compiere tutto il male da Dio permesso.
Questo senza contraddizioni con i più rari, o neanche tanto rari secondo quello che dice don Amorth, in cui mi sembra ci sia sempre una lotta fra la vittima e il possessore, sennò la grazia di andare dall’esorcista manco c’era.
E dall’entità e dallo stato della lotta, fra la persona e l’avversario, dipende la gravità del caso.
Non so se le sono stato di aiuto, signor Blondet, in argomenti cosi difficili.
Fra l’altro io lavoro al…, e ho come direttore il professor G. M. ben conosciuto …
Cambiamenti climatici, mio cavallo di battaglia per anni, che ho abbandonato dopo le mega-menzogne che circolano.
In quella miscela degna del nostro storico ed escatologico avversario.

Complimenti ancora e saluti.

Alfonso C.



20/07/2007
09.30
“Amorth e l’Apocalisse” /2

Gentile dottor Blondet,

scrivo in merito al Suo articolo “Amorth e l’Apocalisse”, di cui condivido solo in parte il contenuto. Anche a me, la trasmissione dell’altra sera ha lasciato un po’ di amaro in bocca e certamente Lei ha ragione nello stigmatizzare il comportamento del conduttore Augias, abitualmente serioso fino ai limiti della “malinconia”, che improvvisamente si scopre ironico (ma di una ironia, si badi bene, NON buonista) quando si tratta di deridere la fede cattolica.
Quale migliore arma della (fintamente innocua) ironia quando si tratta di voler screditare una tesi (per lui) inopportuna e sgradita?
Detto ciò, debbo aggiungere che non condivido alcune sue riflessioni in merito a padre Amorth, e in particolare su quanto dichiarato in trasmissione dal sacerdote, in merito ad alcuni suoi pazienti che “sentono il bisogno di un altro esorcismo”, e che lo richiedono quasi come le vaccinazioni di richiamo.
Vede, la Sua interpretazione è errata laddove ritiene che questi pazienti siano ANCORA posseduti, con la conseguenza che a Lei risulta (giustamente) incomprensibile come costoro si presentino spontaneamente dall’esorcista per chiedere la benedizione.
Il rarissimo fenomeno della possessione diabolica costituisce, per le vittime, una spaventosa Via Crucis di sofferenze che può durare anche molti anni. La liberazione infatti non è facile, perchè essa deve necessariamente accompagnarsi (nella infinita sapienza di Dio) ad un autentico cammino di conversione e di preghiera.
In questo modo Dio ottiene sempre il bene, anche laddove c’è il male più radicato.
La faticosa liberazione, però, non sempre costituisce una garanzia per il futuro.
Lo dice Gesù stesso nel Vangelo: Luca 11,14-28) “In quel tempo: Gesù stava scacciando un demonio ch’era muto.
E, cacciato il demonio, il muto parlò, e ne stupirono le turbe. Ma alcuni dissero: Egli scaccia i demoni in nome di Beelzebub, principe dei demoni.
Ed altri, per metterlo alla prova, gli chiedevano un segno dal cielo. Ma egli, conosciuti i loro pensieri, disse loro: Ogni regno in se stesso diviso andrà in rovina e una casa cadrà sull’altra. Or, siccome dite che scaccio i demoni in nome di Beelzebub, se anche Satana è discorde in se stesso, come reggerà il suo regno?
E se io scaccio i demoni per Beelzebub, in nome di chi li scacciano i vostri figli?
Per questo i medesimi saranno i vostri giudici.
Ma se col dito di Dio io scaccio i demoni, certo il regno di Dio è giunto fino a voi.
Quando il forte guarda in armi l’atrio, è in sicuro tutto quanto possiede.
Ma se viene uno più forte di lui e lo vince, gli toglie tutte le armi nelle quali confidava e ne divide le spoglie.
Chi non è con me è contro di me e chi non raccoglie meco disperde.
Quando lo spirito immondo, è uscito da un uomo, va per luoghi aridi cercando riposo, e, non trovandolo, dice: Ritornerò a casa mia da cui sono uscito. Quando vi giunge, la trova spazzata e adorna.
Allora va e prende seco altri sette spiriti peggiori di lui, ed entrati, ci si stabiliscono.
E l’ultima condizione di quell’uomo è peggiore della prima.
Or avvenne che, mentre egli diceva queste cose, una donna, alzando la voce, in mezzo alla folla, gli disse: Beato il seno che t’ha portato e il petto che hai succhiato.
Ed egli aggiunse: Beati piuttosto quelli che ascoltano e mettono in pratica la parola di Dio”.
Se, cioè, il paziente “liberato”non persevera nel suo cammino di conversione, può tornare ad essere posseduto, e in una situazione peggiore della precedente (con “ltri sette spiriti peggiori”).
Ecco quindi lo scopo di quegli esorcismi di richiamo: da un lato la necessità di procedere in un cammino di conversione e di crescita spirituale, in cui rientrano, come accessori utili ma non sufficienti, questi esorcismi (che altro non sono se non preghiere, Le ricordo); dall’ltro, il bisogno di proteggersi da un passato di atroci sofferenze (comprensibile in tutto il suo orrore solo in chi vi è passato).
Ne consegue, dottor Blondet, che Lei cade in un grave abbaglio laddove si domanda se “Padre Amorth faccia, con le migliori intenzioni, una sorta di terapia metà psichica metà magica, su persone già convinte, che appartengono al suo mondo di credenze demonologiche”.
Come Lei giustamente afferma nell’articolo, l’esistenza del demonio e la sua sconfitta con la morte in croce di Cristo, fanno parte del patrimonio dottrinale della nostra fede al punto che NON potrebbe in alcun modo dirsi cattolico colui che volesse negare l’esistenza del diavolo.
Allo stesso modo, la pratica dell’esorcismo insegnata da Gesù stesso e praticata costantemente nella Chiesa sin dai tempi apostolici, non può essere messa in dubbio o, peggio, liquidata come un anacronismo medievale, senza contraddire la dottrina stessa in cui crediamo.
Ma c’è di più: studiando la storia del cristianesimo appare evidente come molti tra i santi canonizzati (fino a Giovanni Paolo II) praticarono anch’essi l’esorcismo; anche quando non erano sacerdoti, come nel caso di Santa Caterina da Siena.
Sembra quasi che esista uno stretto legame tra la santità e la pratica dell’esorcismo e ciò non deve stupire perchè è chiaro che tale pratica, molto delicata, debba spettare a persone di santa vita. Quindi, niente pratiche magiche, ma semplice esecuzione di un comando di Cristo (“Nel mio nome caccerete i demoni”) e con la certezza che il vero cattolicesimo (quello espresso dai santi canonizzati) sta ANCHE nell’esercizio di questo sacramentale.
Vorrei poi rispondere a una domanda che Lei si pone: “Perchè il demonio è così voglioso di ‘possedere’ esseri umani, quando ha tanti altri mezzi - che usa ampiamente: il potere, il denaro, ‘invidia, la lussuria, la superbia - per assicurare la morte eterna degli uomini?”.
La questione da Lei avanzata, in effetti è complessa ed è stata anche dibattuta dalla Teologia.
Nel brano evangelico da me citato in precedenza sembra esserci una spiegazione implicita a questo mistero; laddove Gesù dice: “Quando lo spirito immondo, è uscito da un uomo, va per luoghi aridi cercando riposo, e, non trovandolo, dice: Ritornerò a casa mia da cui sono uscito.
Quando vi giunge, la trova spazzata e adorna.
Allora va e prende seco altri sette spiriti peggiori di lui, ed entrati, ci si stabiliscono”.
Come tutti sappiamo, la dottrina cristiana ci insegna che i demoni NON necessariamente si trovano nel “pozzo infernale” (dove patiscono le loro pene eterne), ma possono andare in giro per il mondo (“Come Leone ruggente, che cerca chi divorare”, dice San Pietro) per tentare gli uomini al peccato. Però, e su questo la Teologia è molto chiara, anche quando si trovano nel mondo, essi continuano a patire le pene infernali!
Come se portassero con sé l’inferno.
Ebbene, in base al versetto evangelico sopraccitato (e alla riflessione di alcuni teologi), sembra certo che il demonio, quando possiede un corpo, è come se avesse una RIDUZIONE delle sue sofferenze eterne; è come se patisse di meno!
In questo senso va inteso il verso evangelico sopraccitato da cui si evince (implicitamente, ma chiaramente) che il diavolo, mentre si trovava nel corpo dell’uomo, SI RIPOSAVA!
Questo concetto fu ampiamente ribadito da un sacerdote salesiano morto in fama di santità, don Giuseppe Tomaselli, molto popolare in quanto autore di numerosissimi libretti, edificanti e di facile lettura .
Egli esercitò l’esorcistato, su incarico del vescovo, per oltre 50 anni, e ciò gli consentì più volte di interrogare i demoni. Ebbene, in uno dei suoi libretti egli scrive: “Il diavolo pur soffrendo senza interruzione per lo stato di dannazione, può avere degli alti e bassi di sofferenza.
In particolare, quando va in giro per il mondo può impossessarsi (se Dio lo permette) di un corpo umano e in questo modo godere di un po’ di riposo; per questa ragione egli fa il possibile per rimanere nel posseduto.
Tuttavia, con l’esorcismo esso è costretto a scappare e tornare nell’inferno, perchè se nel pozzo infernale la sofferenza per lui è grande, durante l’esorcismo la sofferenza è grandissima, in quanto nell’inferno egli è lontano da Dio mentre, durante l’esorcismo, egli si ritrova vicino alla Divinità”. Infine, dottor Blondet, mi consenta di dirLe che la Sua affermazione: “Al posseduto viene tolta ogni responsabilità morale: qualunque cosa faccia, egli è senza colpa in quanto non più padrone di sé”, contiene un grave errore teologico.
Innanzitutto, occorre precisare che (anche nei casi più gravi) il posseduto non è mai fuori di sè costantemente, per 24 ore su 24.
Dall’esperienza degli esorcisti, sappiamo che il “disturbo” si presenta certamente con frequenza, ma sappiamo anche che è assolutamente da escludere la possibilità che qualunque cosa faccia il malato, essa sia SEMPRE E SOLTANTO dettata dalla volontà del demonio.
Detto ciò, occorre un’altra precisazione: l’angelo ribelle che va in giro “come Leone ruggente”, sappiamo tutti che ha una libertà limitata: quella, cioè, che Dio gli consente nella sua infinita sapienza.
Il demonio può quindi tentare l’uomo e istigarlo al male; in rari casi (per singola permissione Divina) può persino bastonare dei santi, come fece con padre Pio, o col curato d’Ars; ma non potrà mai (perchè mai Dio glielo permetterà) uccidere, per esempio, tutti i sacerdoti (o anche uno solo) ed eliminare così i suoi principali ostacoli alla dannazione delle anime.
Ora, lo stesso identico limite alle azioni del demonio, si ha nel caso dei posseduti.
Nei momenti in cui il demonio ha preso totale possesso del corpo, potrà senz’altro bestemmiare, insultare, in casi rari persino colpire violentemente l’esorcista, MA NON POTRA' MAI E POI MAI (perchè mai Iddio glielo permetterà) uccidere, per esempio, il sacerdote che gli sta impartendo la benedizione.
Un esempio lampante dei limiti di azione di cui gode il demonio, è il seguente (e potrà essere confermato da qualunque esorcista): come si può immaginare, tra i “pazienti” vi sono anche giovani donne, spesso piacenti.
Ebbene, se il demonio godesse di piena libertà d’azione, potrebbe ricorrere ad un trucco facile facile, e di sicuro successo, per interrompere l’esorcismo: far inscenare uno strip tease alla ragazza.
Eppure, anche quando il demonio è in piena azione, bestemmiando e cercando di usare violenza, NON ha mai fatto ricorso (perchè non gli è permesso) al trucco suddetto.
Su questo aspetto, anzi, si può dire di più: tutti gli esorcisti concordano nel dire che mai, neanche involontariamente, una seduta di esorcismo è stata disturbata per motivi di pudore.
Non è mai successo cioè (anche quando l’ossessa si agitava nella maniera più violenta e incontrollata) che una gonna si sia alzata involontariamente sopra una caviglia, oppure che la spallina di un vestito sia scivolata giù.
A questo punto si potrebbe obiettare che se il demonio non ha libertà di agire, bisogna escludere, di conseguenza, la possessione diabolica nel caso, per esempio, dei serial killer o dei criminali più efferati.
La questione, in realtà, deve essere posta in maniera differente.
Secondo la Teologia, e la stessa esperienza esorcistica, i peccati più gravi ed efferati sono come una porta aperta all’ingresso di Satana.
Nel caso di certi assassini seriali, dunque, l’orrore, la perversità, la mancanza di un qualunque filtro morale nelle loro azioni (la gravità dei loro peccati, in altri termini): rendono (se non certo) quantomeno probabile la possessione diabolica.
Ma, proprio perchè il demonio non ha libertà di agire, si può stare certi, dal punto di vista teologico/dottrinale, che le azioni di questi individui sono frutto ESCLUSIVAMENTE della loro libertà e del loro deliberato consenso.
In maniera teologicamente più corretta, si dovrebbe dunque parlare (nel loro caso) di una vera e propria alleanza, tra le ispirazioni del demonio, da un lato, e la LIBERTA' dell’uomo (necessaria per portare a compimento tali ispirazioni), dall’altra.

Cordiali saluti

Giuseppe F.



19/07/2007
16.30
MIG-35

Buongiorno,

con riferimento al vostro articolo “USA: anche il caccia è obeso” del 9/12/2006, vorrei far presente, per contrapposizione, le caratteristiche del nuovo caccia russo MiG-29M OVT (detto “amichevolmente” MiG-35):
http://fr.rian.ru/analysis/20070625/67767147.html
(Su youtube si trovano diversi filmati: è incredibile a vedersi).
Da notare che prossimamente l’India lancerà un bando di gara per l’acquisto di 126 caccia, e gli USA concorreranno con l’ F-16I, e non con l’ F-22:
http://fr.rian.ru/world/20070703/68239460.html

Buona giornata e buon lavoro.

Giulio D. V.



19/07/2007
15.00
Abu Omar

Caro Blondet,

non leggo i quotidiani italiani, molto probabilmente sarà già al corrente di questa notizia, ma per scrupolo gliela l’ha invio ugualmente.
Ho fatto un copia-incolla dal sito www.ticinonews.ch spero le possa essere di qualche utilità.
Colgo l’occasione per esprimerle, ancora una volta, la mia grande stima.
Senza il giornale online della Effedieffe mi sentirei perso.

Un caro saluto

Corrado G. Castagnola
Svizzera

Dick Marty, relatore per il Consiglio d’Europa sui voli e le carceri CIA in Europa, esprime “grande sorpresa” per l’atteggiamento del governo di Romano Prodi che ha invocato il segreto di Stato nel processo per il rapimento di Abu Omar.
In una conferenza stampa al Parlamento europeo, dopo un’audizione sulla sua ultima relazione, il consigliere agli Stati ticinese ha affermato di ricordarsi “benissimo che l’allora opposizione era fortemente critica col governo (di Silvio) Berlusconi per aver collaborato con gli USA in attività illegali”.
”Ricordo anche atti parlamentari di membri dell’opposizione che, guarda caso, oggi sono ministri”, ha sottolineato Marty “In una logica normale, ci si poteva aspettare che il nuovo governo mettesse le cose a posto e cambiasse rotta. Invece con mia grande sorpresa ci si a