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>  04 febbraio 2008

Archivio Lettere Agosto 2007 - Parte 1

31/08/2007
19.30
Bombe israeliane contro un gruppo di bambini palestinesi: 3 i morti

Un lettore ci invia:

Giornate qualunque a Gaza
Dalle agenzie: 29 agosto 2007 Gaza
Bombardamento dell’artiglieria israeliana contro Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza, uccide 3 bambini palestinesi appartenenti alla stessa famiglia: Sara Abu Nazal, 10 anni; Mahmoud Musa Abu Nazal, 10 anni; Yahya Ramadan Abu Nazal, 11 anni.
Fonti mediche hanno annunciato il decesso del giovane Sameh Naser As-Sawafri, 20 anni, ferito gravemente giovedi 23 agosto a seguito di un bombardamento israeliano contro un gruppo di resistenti, a est del quartiere Az-Zaytoun.

L’esercito israeliano si ritira da Qalqiliya lasciando dietro di sé 34 feriti e molta distruzione 30 agosto 2007 Qalqiliya
Giovedì 30 agosto
L’esercito israeliano si ritira da Qalqiliya lasciando dietro di sé 34 feriti e molta distruzione.
Le forze di occupazione ieri sera si sono ritirate dalla città di Qalqiliya, lasciando case distrutte e 34 feriti, di cui uno in gravi condizioni.
L’esercito israeliano aveva assaltato la città all’alba di ieri con numerosi mezzi corazzati, sparando all’impazzata.

La più grande invasione negli ultimi anni contro Qalqiliya: le forze di occupazione israeliane invadono la città con il pretesto di arrestare cellule delle Brigate al-Qassam, ala militare di Hamas.
34 palestinesi sono stati feriti dalle forze di occupazione israeliane che, questa mattina all’alba, hanno assaltato la città di Qalqiliya, in Cisgiordania.
Fonti mediche hanno affermato che un ferito versa in gravi condizioni: si tratta di Ibrahim Hassan Mohammad, 18 anni, raggiunto da colpi di arma da fuoco alla testa.
E’ stato trasferito dall’ospedale di Qalqiliya a quello di Rafidiya, a Nablus.
Altri 19 cittadini sono rimasti feriti.
Per la seconda volta durante le ultime 24 ore, un vasto spiegamento di forze dell’esercito di occupazione hanno invaso Qalqilyah: è la più grande operazione contro la città da anni a questa parte.
Testimoni oculari hanno raccontato che 50 carri militari hanno invaso l’area da varie parti e hanno circondato diversi quartieri della città.
Fonti hanno riferito che i rinforzi militari continuano a giungere nell’area sotto attacco: sono arrivati diversi bulldozer e carri.
L’aviazione militare israeliana sta sorvolando i quartieri a ovest della città.
I soldati coinvolti sono più di 600.
L’operazione è guidata da decine di ufficiali dell’intelligence israeliana che stanno interrogando sulla piazza i cittadini e i giovani per ottenere informazioni che possano portare alla cattura di cellule di Hamas.
Il comandante militare israeliano impedisce categoricamente ai giornalisti e ai fotografi dei canali locali e internazionali di avvicinarsi alla zona.
Alcuni cittadini hanno raccontato che nei pressi del quartiere An-Naqqar sono scoppiati scontri tra decine di ragazzini e giovani palestinesi, muniti di pietre e di bottiglie, e le forze di occupazione che perlustrano le vie, che hanno risposto con pallottole di acciaio rivestite di gomma, e gas lacrimogeni.
Alcuni ragazzi palestinesi sono rimasti feriti e vengono curati sulla piazza.
Le forze di occupazione hanno imposto il coprifuoco nelle aree a ovest e a sud e hanno posto l’assedio a numerose abitazioni.
Testimoni oculari hanno raccontato che le forze di occupazione hanno arrestato molti cittadini - che al momento si trovano sotto interrogatorio.
I militari li hanno costretti a uscire di casa e hanno sequestrato i loro cellulari.

Se uccidere quotidianamente bambini non è terrorismo, allora cos’è?
Non vogliamo immaginare cosa sarebbe successo se a morire per ordigni di guerra fosse stato anche un solo bambino israelita.
Testate cubitali nelle prime pagine dei giornali, condanne solenni contro il terrorismo da parte dei soliti manichini e comparse della politica, adunate in piazza dei mestatori di professione, di associazioni filo-sioniste con gran sventolio delle solite bandiere bianco-celesti, probabilmente qualche messaggio di cordoglio e condanna da parte di presidenti di repubbliche, camere e senato, mentre i pochi appelli ad una pace improbabile sarebbero stati comunque coperti dalle grida di chiamata alle armi dei generali e colonnelli dello “Scontro di Civiltà”.
Ed invece nulla, neppure una voce, nessuno sdegno e condanna del terrorismo questa volta.
Solo poche parole frettolose di un’annunciatrice di TG, inserite tra notizie di economia e mondanità, una breve didascalia e via: l’informazione è salva. Ma erano creature di Dio anche loro!!!
Sara, Mahamoud, Yahya erano solo dei bambini di dieci anni!!!
Spezzare una vita è cosa grave, agli occhi degli uomini come di fronte a Dio.
Ma spezzarne una che ancora non aveva avuto il tempo di affacciarsi sulle cose del mondo è cosa ancor più grave. Sia questo giovane semita arabo o ebreo, cristiano o musulmano, la gravità della cosa è identica e la condanna che pesa sul capo dei responsabili è senza appello.
Chi non si accorge, specie in tali frangenti estremi, che si usino palesemente due pesi e due misure per considerare le diverse etnie e confessioni in campo, o è totalmente instupidito dalla propaganda che gli ha completamente lavato il cervello, o è in evidente malafede.
In Palestina si ripetono gli stessi eccidi a cui assistemmo un anno or sono in Libano.
Solo che ora avvengono in sordina, con il silenziatore.
Fa poco rumore la morte di un palestinese, bambino o adulto che sia.
E se un po’ d’eco qualche notizia riesce a suscitare, non preoccupatevi che verrà prontamente soffocata e l’attenzione del pubblico distratta da ghiotte notizie riguardanti qualche palestrato, velina o debosciato, veri miti ed icone da emulare.
”Che si scannino e crepino tutti, arabi ed ebrei”, pensa l’uomo di strada comune, che dalle poche e distorte notizie ricevute dai guru dell’Olimpo mediatico, si è fatto un’idea per la quale percepisce sempre più fastidio rispetto a quel che succede in Medioriente e in Terra Santa.
Lo so: perchè mi capita spesso, a meeting, esposizioni d’artigianato palestinese, mostre video-fotografiche sulla Terra Santa, di incontrare persone incuriosite su quel che realmente accade da quelle parti, ma che manifestano sin dalle prime battute un’insofferenza verso una situazione in cui attribuiscono a priori un’etichetta di terroristi di estremisti islamici alla maggioranza degli arabi.
Scoprendo solo successivamente che invece è proprio il contrario e che i fanatici sono invece una minoranza, ben pilotata.
Scoprono che solo in Italia un musulmano si sogna di rimuovere crocifissi e Madonne, mentre in Terra Santa a riguardo si respira un’aria del tutto diversa, e che è normale che convivano da sempre, una di fianco all’altra, diverse confessioni.

Non è voler fare ecumenismo facile, da quattro soldi, ma prendere atto di una realtà che è più complessa e radicata di quanto si possa immaginare. Non che non ci siano stati nel passato motivi di attrito e scontro tra famiglie, etnie e confessioni, in Terra Santa, ma non oggi, che la popolazione araba, cristiana e musulmana, soffre delle stesse discriminazioni e persecuzioni da parte di esercito, coloni e politicanti al seguito, dei quali solo sino ad una generazione fa neppure conoscevano l’esistenza.
Ed oggi invece la fanno da padroni e li rinchiudono in recinti come si fa come con il bestiame.
E come tutti si sono già dimenticati dei massacri e bombardamenti che hanno dilaniato migliaia di famiglie libanesi in poche settimane, devastato strutture e servizi, inquinato mari e cosparso il territorio di milioni di bombe cluster, le mine giocattolo antiuomo (o meglio anti-bambino, perchè sono loro, i bambini, il bersaglio di tali ordigni diabolici, che solo menti in preda a possessioni da esorcista e da psicanalisi possono aver congeniato), ancor più in fretta si scorderanno di Sara, Mahamoud, Yahya, come di Mahmoud Al-Qarnawi, morto solo un paio di giorni prima, o di Wael e Haala al-Kafarneh, fratello e sorella, uccisi circa una settimana fa.
Tutti bambini sui dieci anni, come Abir, sparata in testa all’uscita della scuola, e come i tanti, tanti altri solo in questi ultimi anni.
Se questo non è terrorismo, allora cos’è?
Se massacrare impunemente e quotidianamente la gioventù, di un’etnia della quale ci si vorrebbe sbarazzare, non lo chiamiamo genocidio, allora come?
E se questo è uno Stato che pratica palesemente il terrorismo e la pulizia etnica, rinchiudendo dentro lager la popolazione dei territori che occupa, nel suo inarrestabile processo coloniale, come possiamo definirlo democratico e considerarlo degno di entrare a far parte del sodalizio di nazioni e culture che storicamente compongono l’Europa?
Solo perchè permette a qualche suo concittadino, rigorosamente circonciso, di esternare qualche compassata critica su un quotidiano di Tel Aviv?
O a qualche soldatessa di mostrare le grazie?
Basta possedere qualche Università ed un nutrito gruppo di intellettuali, sguinzagliati nel mondo nei posti chiave nell’informazione, della politica, dell’economia, per rilasciare ad un governo di killer professionisti, e di lunga data, Nobel o non, il pass d’accesso al “mondo civilizzato”?
Quando ci si renderà conto che il vero fanatismo, quello ben fornito di mezzi, quattrini, tecnologia ed armi (comprese parecchie testate atomiche) per fare il bello ed il cattivo tempo, quello seriamente pericoloso, quello che semina morte e disperazione, quotidianamente, ai danni del popolo autoctono arabo-palestinese, è legato all’ideologia segregazionista ed esclusivista sionista? Ce ne renderemo conto solo quando saremo noi ad essere minacciati, per aver finalmente deciso di non volerci prestare più al gioco del massacro?
E quando vorremo spiegare ai nostri figli, ai nostri colleghi, ai nostri amici, ed anche ai nostri nemici, che abbiamo tutti i diritti di criticarlo, condannarlo, considerandolo al pari di altre funeste ideologie che hanno macchiato di sangue i secoli?
Perchè, come quelle ideologie, è destinato a dissolversi e scomparire, lasciando dietro sè solo un'ombra di sangue, nelle pagine di storia.
Ma anche la storia verrà seppellita.

Verrà il loro Messia-AntiCristo, durerà poco, e pure lui sarà precipitato negli abissi della storia, per scomparire.
La scimmia di Dio avrà il suo tempo e la sua fine.
Creatura finita, come noi tutti.
Il Creatore, l’Infinito, resterà.

Goffredo Drafts
per www.jerusalem-holy-land.org



31/08/2007
17.30
Affittopoli

Caro direttore,

ha visto che anche Walter Veltroni, l’uomo nuovo, è stato beccato con le mani nel sacco del demanio pubblico.
Appartamento ex INPDAI, centro di Roma, 190 mq, posto auto, e cantina acquistato nel 2005 per 377 euro (il prezzo di un bilocale).
Bravo Walter!

“I care” (myself, ovviamente).

Saluti,

Simone

RISPOSTA

“I care myself” può diventare il motto della sinistra con superattico.

Maurizio Blondet



31/08/2007
15.00
Videopoker

Questa mattina alle ore 8.30 la trasmissione Report24 in onda su Radio24 ha parlato di un’inchiesta del SecoloXIX che ha portato alla luce un’indagine della Guardia di Finanza e del ministero delle Finanze su una megaevasione di 98 mld (euro!!!), ossia 3 finanziarie, relativa alle macchinette videopoker e simili (che, detto per inciso uno Stato serio dovrebbe vietare, visto che si tratta di vere tasse sui poveri che si sputtanano molto se non tutto quello che hanno).
La cosa grave è non solo il mancato controllo, frutto della mancata attivazione di un meccanismo telematico, ma sopratutto la connivenza alla non riscossione da parte di fisco e monopoli di Stato. Inutile dire che dall’inchiesta è venuto fuori che le concessionarie sono a vario titolo legate a politici, particolarmente legate ad un partito di governo, inutile dire che le frodi maggiori sono al sud, inutile dire che lo Stato (ministero delle Finanze) è stato una statua di sale di fronte a questa indagine, alla relativa inchiesta giornalistica del Secolo XIX e a diverse interrogazioni parlamentari, con il risultato che questi soldini sono andati perduti.
Non per fare il solito italiano che si lamenta, ma si constata che è più facile prendersela con piccole imprese e partite IVA per aumentare il gettito. Quando si dice pagare tutti per pagare meno, forse sarebbe il caso di cominciare da questi interessi.
Se comunque fosse interessato ad ascoltare la trasmissione, forse è possibile con il servizio di Podcast sul sito di radio24 (trasmissione Report24 del 30/08/2007).

Cordiali saluti.

Luca P.



31/08/2007
13.00
Madre Teresa di Calcutta. Un ricordo personale.

Spettabile direttore dottor Blondet,

le scrivo questa lettera per condividere con lei il ricordo di quella fragile creatura vestita da suora che incontrai a Udine, credo una ventina d’anni fa. Non era molto nota e parlava inglese, con una flebile voce.
Parlava a noi, folla convenuta nel Duomo, dove mi trovavo un po’ per caso, condotto da qualche sesto senso che alcuni chiamano Provvidenza.
Rispondeva alle domande con serenità, ma quello che mi colpì fu una sola frase, per nulla intellettuale.
Molti infatti ponevano domande sulla miseria di quel Paese enorme e sottosviluppato che è l’India e di come fosse possibile aiutare concretamente i poveri. Ma lei, ad un certo punto, evidentemente, comprese che avevamo bisogno della “verità” e non di semplice testimonianza (“La verità vi renderà liberi”). “La vera povertà è la solitudine”, disse, ed improvvisamente mi si aprirono gli occhi.
I poveri da aiutare eravamo noi... “ricchi” occidentali del primo mondo.
Ancora oggi quella frase produce in me nuovi frutti e mi ha fatto modificare via via i riferimenti politici e antropologici, le poche certezze che credevo di avere, la stessa immagine che mi sono fatto di Dio o riconsiderare le fugaci mistiche Sue irruzioni nella mia modesta quotidianità.
Noi ricchi di conoscenze inutili, di mezzi di comunicazione infiniti, carichi di “sensi di colpa cristiani” verso il povero.
Noi accecati dalle meraviglie della nostra civiltà, dalle sue sorti progressive, come il figliol prodigo dilapidiamo il patrimonio e la libertà che ci è concessa dal Padre, al punto che abbiamo creduto di poter fare a meno di Lui.
Abbiamo costruito cose (che noi umani non osiamo neanche immaginare) che scrutano la materia, i segreti del DNA, abbiamo esplorato la luna, che in fondo è solo un sasso.
Curiamo gratis le malattie, ridiamo la vista ai ciechi, trasformiamo l’acqua in vino.
Abbiamo persino costruito un simulacro, un idolo, e l’abbiamo chiamato “libertà-uguaglianza-fraternità”, poi marxismo, poi “Stato sociale” ed oggi liberismo individualista, capitalismo.
La vera menzogna è credere che di solo pane abbiamo bisogno, questo è un volto dell’anticristo. Di solitudine invece moriamo ogni giorno, come nelle ballate di Guccini; ogni giorno crediamo che il Padre ci abbia abbandonato, che Dio è morto, ma siamo noi ad aver tolto lo sguardo da Lui.
Questa è la povertà.
Quale dolore immenso prova un padre (io ho due figli adolescenti, e comincio a comprendere molto bene ciò) sospeso tra la tentazione d’intervenire togliendo loro la libertà, allo scopo di proteggerli ed evitargli il dolore, oppure lasciarli andar via, nella speranza che maturino, che prima o poi ritornino.
C’è qualcuno che prova mai a mettersi nei panni di Dio?
A vestire la Sua disperazione?
Comincio solo ora a comprendere perchè dobbiamo chiamarlo Padre nostro, e perchè spesso crediamo ci abbia abbandonato, e perchè solo Lui poteva rivelarsi all’uomo, incarnandosi, e perchè tutte le altre religioni sono sterili, a volte sinceri ma disperati, clowneschi tentativi.
Ecco perchè, come nell’isola del dottor Moreu il globalismo neocoloniale della massoneria capitalista mostra il suo volto gelido, sperimentando dei artificiali, innesti e cloni d’animali, mostri senza speranza, homunculus.

Distinti saluti.

Denis Z.



31/08/2007
11.00
Un lettore

Ringrazio moltissimo EFFEDIEFFE per l’articolo “I trascendentali dell’essere e il bello - parte I”, in attesa del secondo.
Ringrazio molto soprattutto perchè sono state prese sul serio, in modo per me inaspettato, alcune mie domande, formulate da me in modo forse un po’ primitivo.
Un sito così, come è EFFEDIEFFE, è prezioso.

Con grandissima stima,

Michele



31/08/2007
09.00
Un lettore

Spettabile Effedieffe,

grandi, siete il mio punto di riferimento.

Grazie

Alessandro A.



30/08/2007
18.30
Prestiti BCE

Caro Direttore,

sulla base dei meccanismi da lei illustrati nei suoi brillanti articoli, da questa breve notizia ANSA (sotto riportata) si evince che, se molte banche (168) fanno la fila per avere prestiti dalla BCE a tassi non tanto convenienti, vuol dire che la crisi di liquidità non è per niente finita.
Sono stati concessi 50 miliardi, ma la richiesta era di 119.
Sono cifre impressionanti, se le sommassimo agli importi dei precedenti ripetuti interventi della BCE solo nelle ultime settimane, avremmo un capogiro e forse l’idea, ancorché in difetto, della situazione... decisamente preoccupante.
Domanda: se le banche andassero veramente in bancarotta (eventualità possibile e che per qualche istituto sarebbe già avvenuta senza il salvagente BCE), esiste il rischio di congelamento dei depositi dei correntisti in attivo, come avvenuto in Argentina pochi anni fa?

Le confermo i sensi della mia stima.

Cordiali saluti

Stefano C.


BCE: assegnati 50 miliardi in asta
Tasso marginale 4, 56%, tasso medio ponderato 4,62%
(ANSA) ROMA, 29 agosto
La BCE ha assegnato 50 miliardi tramite un’asta pronti termine per un totale richiesto di 119,75 miliardi.
Il tasso medio ponderato è stato pari al 4,62%, mentre quello marginale è risultato pari al 4,56%. All’asta hanno partecipato 168 istituti.



30/08/2007
16.30
Jefferson e capitale sociale

Egregio Blondet,
è notizia odierna che le guerre degli USA in Iraq e in Afghanistan stiano assorbendo i rifornimenti di munizioni a danno delle forze di polizia statunitensi che pare dovranno ridurre il consumo di pallottole.
Alla luce di ciò è possibile - riprendendo la sua citazione di Jefferson - che la parte sana del popolo americano trovi uno stimolo per reagire ed innaffiare l’albero della rivoluzione con il sangue dei tiranni?

Cordialmente,

Alessandro R.



30/08/2007
15.00
Gli effetti a distanza del fisco

Gentile direttore Blondet,

le mando questo articoletto che ho pubblicato in un modesto quotidiano locale e su altri blog.
Giusto per rimanere in tema con i suoi ultimi articolo “Potere legale. E illegittimo” e, ho appena letto, “Sparito il capitale sociale” e “sfogarmi” un po’ con qualcuno che condivide, anzi divulga un po’ di verità.
Spero gradisca.

Con stima

Alessandro B.


Lo stato di polizia in cui viviamo

Stamattina vado a ritirare una raccomandata e, come mi accade puntualmente da diversi anni a questa parte, ho ricevuto una bella cartella esattoriale dell’Agenzia delle Entrate per somme dovute relative a redditi percepiti nel 2003.
Vengo apostrofato con “Gentile Contribuente”, come se mi volessero indorare la pillola.
Mi mancava il 2003.
Ho già ricevuto e pagato per il 2000, il 2001, il 2002 e il 2004, mi stavo preoccupando.
Vuoi vedere per un anno non sono stato evasore?
Voi penserete: ma certo che sei un evasore, non è possibile che tutti gli anni ti arrivi una cartella esattoriale.
Ma oltre che dire che non sono mai stato (ma spero di diventare) un evasore, a scanso di equivoci riporto anche le cifre.
Spiegatemi come si fa a evadere quando si è dipendenti e si guadagna più o meno 30.000 € all’anno.
Ma non è questo il punto.
Posto che non sono un evasore, aggiungo che negli anni sopra menzionati avevo anche una partita IVA.
Ah! Ecco! Hai la partita IVA.
Allora sì: tu sei un evasore!

Ebbene sì.
Sono proprio un evasore, ma poco furbo e di scarse ambizioni, perchè la partita IVA l’avevo mantenuta fin dal 1994 (anno in cui l’aprii), nonostante nel 1999 abbia iniziato a lavorare come dipendente.
Anzi, l’avevo trasformata in ditta individuale e ci arrotondavo il magro stipendio di cui sopra. Facevo questo poichè ho iniziato tardi a lavorare, a 27 anni, avendo, come molti coetanei, studiato all’Università; questo – pensavo - mi avrebbe permesso oggi di mettere via un po’ di soldi (uno sguardo al futuro, non sono mai stato una cicala gaudente) per compensare, domani, la pensione intera che so che non avrò mai.
Non c’è che dire: motivazioni da evasore...
Come ho fatto a non capirlo allora!
Lo ha spiegato Visco in questi giorni: è vietato accumulare, se accumuli prima o poi evadi, quindi vai con tassazione su rendite e BOT.
E come tutti gli evasori poco furbi avevo un commercialista, che ho pagato allora proprio per non incorrere oggi in questo tipo di problemi.
Cosa è servito pagare un ‘professionista’, se oggi mi ritrovo a pagare ancora?
Oggi provo un senso di inutilità totale, penso di aver fatto tutto questo invano, in uno Stato dove la fanno franca solo i furbi e dove i volenterosi e onesti come me invece se la pigliano in quel posto. Provo anche un senso totale di impotenza nei confronti di uno Stato che non ho timore a definire Stato di Polizia.
Già.
Perchè nonostante tu ti sforzi, perdi tempo e soldi per non perdere altro tempo e soldi in futuro, la mannaia del fisco è sempre in agguato.
Questo è il nostro sistema di tassazione: l’inversione totale dello Stato di diritto.
Tu sei colpevole fino a prova contraria.
In uno Stato di diritto (ovvero in uno Stato che discende dal diritto e non viceversa) l’onere della prova è a carico dell’accusa, non della difesa!

Del resto, basta andare alla definizione di Stato di Polizia, su Wikipedia, per essere d’accordo e capire come il nostro attuale sistema di tassazione sia ancora retaggio delle concezioni nate sotto il dispotismo illuminato di Federico il Grande di Prussia o Maria Teresa Impeatrice d’Austria.
E del resto non può essere che così, nel Paese che ha visto fiorire l’impero romano: il termine fisco (dal latino fiscus: cesto, cassa) infatti, indicava originariamente la cassa ed il tesoro privato dell’imperatore romano, distinto dall’erario militare, dall’erario del popolo e dal Senato (il solo tesoro pubblico durante la Repubblica) definiti complessivamente aerarium (dal latino aeris: rame, bronzo, denaro, tesoro in senso lato).
Questo è ora il gettito pubblico: il tesoro privato dei boiardi di Stato, i parassiti che vivono pieni di privilegi alle nostre spalle, che ci spennano e spolpano giorno dopo giorno, anche a distanza di anni, semplicemente inviandoti a casa un foglio in cui c’è scritto che ci sono “somme dovute”.
Dovute a fronte di che cosa?
Di quali servizi?
Cos’avrò in cambio di quegli 800 €?
Semplice.
La libertà…
Su cauzione.
E vigilata.



30/08/2007
13.30
Compagnia di San Paolo

Caro direttore Maurizio Blondet,

in un articolo su internet ho letto che il maggior azionista del Gruppo Banca Intesa-San Paolo risulta la Compagnia di San Paolo, il cui presidente Franzo Grande Stevens e stato anche presidente della Juventus F.C. e consigliere di amministrazione della FIAT.
La Compagnia ha destinato i proventi della sua attività, 246,2 milioni di euro solo nel 2006, “allo scopo di favorire lo sviluppo civile, culturale ed economico nelle comunità in cui opera”, e possiede un patrimonio pari a 5.2 miliardi di euro, mentre il valore di mercato delle attività finanziarie complessive è cresciuto nei dodici mesi a 9,1 miliardi!
(fonte: http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=79526)
Come si può conciliare lo spirito religioso della Compagnia di San Paolo con la truffa del signoraggio, l’usura e le speculazioni borsistiche varie?
E come si concilia la presenza di un personaggio del genere con la Presidenza di una Compagnia “costituita da laici e sacerdoti che, animati dallo spirito di carità ardente e universale di San Paolo, intendono vivere la totale donazione di sè a Dio, partecipando in modo proprio e differenziato alla missione salvifica della Chiesa nel mondo”?

Cordiali saluti,

Fabio C.

RISPOSTA

Ah. Potenza di Mammona!

Maurizio Blondet



30/08/2007
12.00
Madre Teresa

Poche parole, Direttore, solo grazie, grazie, grazie per questo articolo.
Era tanto che desideravo e cercavo uno “sveglione” spirituale come questo.
Grazie.

(p.s. Molto bello anche quello che ha scritto Socci).

Serena M.



30/08/2007
10.30
L’albero della Libertà

Gentile direttore,

le scrivo in merito all’articolo “Sparito il capitale sociale” in cui fa una ottima analisi dell’attuale situazione economica e riflette sulle possibili e costruttive soluzioni.
Lei scrive che la Rivoluzione Americana non ha nulla a che fare con il Giacobinismo Europeo, perchè scacciò gli inglesi dagli Stati Uniti, tuttavia furono proprio gli animi caldi dell’Illuminismo francese ad accendere la scintilla nelle menti dei rivoluzionari americani.
E’ di conoscenza comune il fatto che la Francia intervenne a fianco dei coloni insorti, sostenendoli economicamente e militarmente.
Le conseguenze della rivoluzione americana in Inghilterra, costrinsero Giorgio III a rinunciare al tentativo di far prevalere le prerogative della corona a scapito del Parlamento.
Nemmeno un secolo dopo, nel 1861, scoppiò la Guerra di Secessione, stesso anno in cui si era conclusa la Rivoluzione Italiana.
(A cui peraltro parteciparono dei fedelissimi ma scomodi soldati borbonici che Cavour fece deportare negli States).
Anche se lei prende le distanze dal Giacobinismo europeo, però auspica un nuovo Albero della Libertà, che ricordo è invenzione giacobina.
Durante la Repubblica Partenopea (o meglio la colonia francese di Napoli) ne fu eretto uno anche a Napoli, nella zona vicino il porto denominata “Porto Salvo” e che fu sradicato dai “rivoluzionari” dell’Armata della Santa Fede del cardinale Fabrizio Ruffo, il 13 giugno del 1799.
Al suo posto fu eretta una stele, presente ancora oggi, denominata “Guglia di Porto Salvo” che presenta un effige della Madonna, un crocifisso in alto e delle iscrizioni in latino che parlano di “perdono” e non di “rivoluzione”.
Ma chi decide chi sono patrioti e chi i tiranni?
Chi decide chi siano i buoni ed i cattivi?
Ma siamo sicuri che il popolo americano sia davvero così innocente ed ingenuo?
Io credo invece che parecchi americani, molti dei quali oggi sono nei guai, abbiano gli occhi accecati dal materialismo che dopo averli malsaziati, adesso chiede il conto.
Credo che la rivoluzione sia necessaria prima nell’anima, altrimenti si rischia che i “poteri forti” prendano le redini di una rivoluzione per diventare ancora più forti, come succede peraltro in tutte le rivoluzioni fisiche.
“Cambia tutto per non cambiare nulla” diceva il saggio Tomasi da Lampedusa.

Cordiali saluti

Davide C.



30/08/2007
09.00
La bellezza

Caro Fabio,

non mi ha detto però qual è il criterio di giudizio per l’uomo, se non è il cuore, se non sono i suoi interrogativi esistenziali.
“La bellezza ferisce, ma proprio così essa richiama l’uomo al suo Destino ultimo” così Ratzinger per la XXIII edizione del Meeting.
La bellezza, quella vera - perchè noi chiamiamo belle tante cose che non lo sono - deve avere a che fare con la verità.
Non riesco a concepirla da essa separata.

Michele

RISPOSTA

Caro Michele, oggi un nostro amico, filosofo, approfondirà il tema, di tuo grande interesse, della “bellezza”; nei prossimi giorni l’argomento relativo ai “criteri di giudizio”.

Cordialità

Fabio de Fina



29/08/2007
19.30
Aborto selettivo

Salve, gentile direttore Blondet,

ha seguito la vicenda di Milano, di quello che è stato definito “aborto selettivo”; e cioè di quella coppia, con la donna in attesa di due gemelli, uno sano e l’altro no, che avrebbe voluto interrompere la gravidanza per il feto “malato”, e che alla fine ha portato alla perdita di entrambi?
Cosa ne pensa?
Un altro orrore della civiltà materialista?
L’ennesimo trionfo dell’eugenetica, che si sperava fosse scomparsa dall’Europa, dopo quella famosa triste parentesi “tedesca”?
La ringrazio se vorrà darmi una Sua opinione.

E.

RISPOSTA

E’ stato un duplice omicidio.
Ma la maggioranza degli italiani è a favore di ogni “selezione” del genere.
Quando non si crede più in dio - e dunque ognuno si fa la sua propria legge, autonoma - ogni orrore diventa possibile.
Ma l’eugenetica è nata in USA prima che in Germania, ed è stata applicata largamente con castrazioni di negri e di altri “socialmente pericolosi”.

Maurizio Blondet



29/08/2007
18.00
Sparito il capitale sociale

Direttore,

la sua analisi è lucida ed impietosa.
Nel suo ragionamento non intravedo però alcuna soluzione.
Non c’è nulla da fare secondo lei?
Nulla ci indigna, nulla ci appassiona, siamo davvero assuefatti e schiavi?
Siamo ancora gli stessi tristi italiani che descrive il vecchio siciliano?
La nostra sola alternativa sono Veltroni e Brambilla?
Un fallito e una sciura perennemente scosciata che lascia intravedere le autoreggenti per sedurci via etere?
Che facciamo, aspettiamo che il declino sociale ed economico arrivi al punto di scaraventarci in piazza?
A mani nude?
Gli americani saranno anche un poco coglioni ma almeno sono armati.
Alla fine mi ha fatto sentire una nullità e mi ha messo di pessimo umore.

Aldo M.

RISPOSTA

No, la soluzione ci sarebbe, ma bisogna ricominciare dalle aste e dai puntini, letteralmente.
E qui, tutti noi ci riteniamo già fin troppo civilizzati, proprio mentre stiamo diventando ogni giorno più neanderthaliani.

Maurizio Blondet



29/08/2007
17.00
Madre Teresa

Bellissimo l’articolo su madre Teresa.
Lo farò a leggere anche a miei amici.

Buongiorno e buon lavoro.

Giulio D. V.



29/08/2007
15.00
Scientology

Caro Direttore,

ho appena letto l’articolo di Stefano Maria Chiari e alcune domande sorgono spontanee:
come mai Tom Cruise si é prestato a interpretare l’ultimo film di Kubrick di cui conosciamo bene il contenuto?
Quale é il profilo di Kubrick stesso?
Come mai la sicuramente massonica Mediaset insiste cosí tanto a trasmettere codesto film in prima serata?
Le risposte me le posso immaginare.
Certo magari qualcuno sa qualcosina di piú.

Saluti cordiali

Antonio D. L.



29/08/2007
13.00
Ranuncoli

E’ proprio così sicuro che i ranuncoli o tutte le piccole cose innocenti che ci circondano siano veramente impotenti?
In fin dei conti esse vivono e fanno frutti e semi... e proseguono così (in costante lento darwiniano mutamento) pacatamente la loro esistenza...
Non è che l’uomo si è riempito la testa di un “suo” concetto di potenza... che poi in verità è schiavitù ai suoi idoli?
Certo che Dio visto dal punto di vista umano può apparire impotente...
Non è che i ranuncoli sono più potenti dell'uomo?!
Il potente ed il ricco sognano di poter smettere di preoccuparsi di tutto... ma in realtà più accrescono in ricchezza e potenza più diventano pesanti... (identificati) nei loro averi e poteri... e prigionieri degli stessi...
Zio Paperone possedeva i fantastigliardi... un numero enorme... ma finito... evidentemente - Dio - pur possedendo tutto non si identifica in nessun limite ... e quindi Egli o è lo Zero.. o l’Infinito... o qualcosa d’altro che trascende entrambi...
“Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita?
E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena”
. (Marco 6,25-34)

Saluti.

B. M.

RISPOSTA

E tuttavia le domande: che cosa berremo? Di che vestiremo?, sono pur sempre domande dell’uomo.

Maurizio Blondet



29/08/2007
11.00
Le condizioni del Meridione italiano

Egregio dottor Blondet,

ho 57 anni, sono un medico di Bari.
In un recente Suo articolo ho letto considerazioni su quanto in oggetto, purtroppo appena accennate.
Condivido quanto da Lei accennato, ma mi riuscirebbe utile, così come presumo agli altri Suoi lettori, se Lei approfondisse l’argomento.

Cordiali saluti,

Francesco C.



29/08/2007
09.30
Madre Teresa

Caro Blondet,

ho letto con grande piacere il suo articolo “Teresa e il suo Abisso” e mi sono riconosciuto in quel suo amico.
Anch’io sono stato fulminato da quella intuizione (a parte i ranumcoli), e se Dio, che a volte penso si facesse vedere in Italia verrebbe arrestato per omissione di soccorso, si facesse carico delle nostre sofferenze?
Ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio.
E’ il Padre che soffre di più e lo fa anche per noi, le nostre sofferenze e fatiche sono anche quelle del Padre moltiplicate chissà per quanto, impotente di fronte alle nostre scelte scellerate, il costo della nostra libertà.
La saluto e la ringrazio caramente.

Bruno Z.



28/08/2007
20.00
Risparmiare?

In previsione di un prossimo crack finanziario é consigliabile risparmiare in Buoni Postali (fruttiferi o indicizzati all’inflazione) e quote di fondi comuni monetari in euro?

Grazie

Ulisse A.

RISPOSTA

Si tenga più liquido che può.

Maurizio Blondet



28/08/2007
18.30
Madre Teresa

Caro Direttore,

ho letto con interesse il suo articolo in oggetto che è uscito con un tempismo incredibile.
Infatti l’ultimo numero di Times ha pubblicato un lungo articolo, dedicando addirittura la copertina di prima pagina, su madre Teresa di Calcutta.
Come giustamente lei scrive, è un privilegio raro e concesso a pochi quello vissuto da madre Teresa.
Purtroppo, non ad altrettante conclusioni arriva il giornalista del Times; ma sappiamo d’altronde a quale gruppo di potere appartenga questa rivista anglosassone.

Sursum corda!

Barbara M.



28/08/2007
17.00
Aborto selettivo

Egregio Direttore,

mi piacerebbe che lei scrivesse un pezzo sull’aborto selettivo; c’è molta ignoranza sulla disabilità e non si riesce ancora a capire che anche un futuro bambino sano può diventare un demente da discoteca e buttare via la propria vita dando un enorme dispiacere ai genitori.

Grazie per l’attenzione.

Lettera firmata

RISPOSTA

D’accordo con lei.
Ma in quanti siamo ad essere d’accordo?

Maurizio Blondet



28/08/2007
15.30
Immigrazione

Caro direttore,

le scrivo da Marsiglia, dove vivo e lavoro da sette anni; la Francia mi ha dato molto appena arrivato.
Senza conoscere la lingua mi sono adeguato in uno snack con orari pazzeschi la notte, venerdi e sabato anche 12 ore, ma un anno dopo ero responsabile dalla equipe di notte, nel 2003 ho aperto una pizzeria che ho tenuto fino ad aprile 2007.
Questo per dimostrare che con la volontà si può fare molto.
Guardando l’Italia mi sorprende come i politici non prendano l’esempio della Francia che per troppo lassismo e senso di colpa del passato si trovano in una situazione esplosiva con i magrebini, una vera catastrofe.
Posso davvero affermare che sono pochissimi gli arabi integrati, stabiliti nei loro quartieri dove fanno la legge e anche la polizia non entra.
Hanno un odio enorme per il francese e gli occidentali, disprezzano tutto e la Francia dà molto socialmente.
Il loro motto é scopa la Francia, fregala distruggila, é solo una questione di tempo; siamo arretrati di dieci, quindici anni ma l’evoluzione italiana sarà la stessa.
Gli emigrati magrebini non sono niente, nè arabi, nè francesi si riconoscono solo nell’odio e nel razzismo.
Mi domando se non si vergognano quei pochi integrati che rappresentati da associazioni e movimenti chiaramente di sinistra appaiono sempre alla TV come povere vittime del sistema, bisognosi di comprensioni e soprattutto di soldi.
I loro quartieri, le citè, non sono belle, ma loro le hanno distrutte; dove arrivano distruggono.
I francesi sono ipocriti, pubblicamente sono aperti, tolleranti e comprensivi, ma quando ci parli a 4 occhi sono ben diversi.

Grazie, vi leggo sempre volentieri

Massimo S.



28/08/2007
14.00
Il coraggio di prendere certe posizioni in momenti come quello attuale

Salve dottor Blondet,

un’alternativa all’inevitabile caduta dell’attuale sistema neo-liberista?
E se, riferendomi a quello su cui si è discusso in una recente conferenza (a cui ha partecipato come ospite lo stesso Tremonti)… in realtà un’alternativa ci sarebbe?…
Ma sino a che punto i poteri forti saranno in grado di riconoscere quanto ha avuto (prima nonché ora!) ragione Lyndon Larouche?
E, di conseguenza, a seguire alla lettera, ciò che da anni, anche a rischio della propria incolumità, quest’uomo continua tuttora a sostenere rivolgendosi a tutti nessuno escluso (a parte Cheney e gli altri falchi che si celano all’interno della Casa Bianca)? Ecco perché a questo punto bisognerebbe avere il buon senso di appoggiarlo.
Lui e, ovviamente, chi continua a sostenerne idee e progetti tra gli attivisti presenti in tutto il Mondo.
Italia compresa.

Buona serata

Roberto P.
(Milano)



28/08/2007
12.30
Madre Teresa

Egregio direttore,

Dio semplicemente accompagna l’anima.
La denigrazione di madre Teresa di Calcutta fa parte di un programma sistematico, del quale possiamo supporre i passi venturi.
Il suo articolo fa pensare che il calore spirituale dei cattolici siciliani le abbia fatto bene.
Anche gli animali innocui, come gli erbivori, sono le creature di Dio bisognose della cura, tradizionale, dell’uomo.
Non parlo dell’animalismo grottesco dei moderni, parlo della civiltà pastorale.
Ma perché lei chiama la suora solo “Teresa?”.
Almeno “Madre Teresa”.

Vito P.



28/08/2007
11.00
Messa modernista

Egregio Chiari,

ieri ho assistito ad una Messa in una Chiesa senza il crocifisso.
Ieri ho assistito ad una Messa officiata da un curato che ha esortato i fedeli a pregare Nostro Signore “affinché preservi l’acqua e la nostra madre Terra”.
Ieri ho assistito ad una perfetta Messa modernista…

Alessandro R.



28/08/2007
09.00
Ringraziamenti

La voglio ringraziare, stimato Blondet, e penso che non sarò il solo, per l’articolo su madre Teresa. Non mi voglio dilungare, ma è una delle cose più belle, vere e giuste che abbia avuto occasione di leggere.
Lo rileggerò più volte, questo articolo, perché c’è di che meditare.
Profondamente.
La ringrazio ancora: e che la Provvidenza La conservi a lungo a noi affezionati lettori.

Riccardo A.



27/08/2007
18.00
Sistemi monetari

Egregio direttore,

nei giorni scorsi gironzolando in internet, ho trovato un sito che tratta di un progetto per riequilibrare il sistema monetario internazionale.
Il progetto si chiama NESARA, acronimo di una legge approvata in gran segreto dal congresso degli States nel 2000, in cui sarebebro coinvolti Clinton, Greenspan e diversi giudici della Corte Suprema.
Secondo i cosiddetti cavalieri bianchi, cioè i promotori di questo progetto, in una delle Twin Towers si trovava il centro di calcolo principale di questa “rivoluzione” e, quindi, la “demolizione” delle stesse, sarebbe avvenuta per bloccare questo progetto.
Anche il famoso volo schiantatosi in Pensylvania avrebbe a che vedere con questo progetto, in quanto da quelle parti, trovasi un centro di controllo per questo progetto.
A leggere le modalità applicative di questo progetto, viene quasi da sorridere, però i nomi coinvolti esistono e ricoprono realmente le cariche ufficiali menzionate nel sito.
La domanda sorge spontanea, che si tratti di una colossale bufala architettata ad arte o, si può “sognare” un sistema più equo?

Distinti saluti

Massimo P.

RISPOSTA

Non so che dirle.
Mi sembra una storia un po’ troppo complottista, persino per me.
Mi astengo dal riportare cose in cui non riesco a distinguere l’informazione dalla dis-informazione.

Maurizio Blondet



27/08/2007
15.00
La battaglia di Farsalo

Egregio dottor Blondet,

desidero innanzi tutto esprimerLe la mia ammirazione per la lotta che da anni porta coraggiosamente avanti, spesso in solitudine e mal compreso, contro il sionismo e le sue diramazioni.
Non esiste alcun limite alla smodata sete di potere e all’ambizione di questa setta a governare il mondo.
Sono ricercatore di Storia Antica presso un Ateneo dell’Italia meridionale, lavoro ai nostri tempi quanto mai precario e ci terrei a non essere licenziato. Tuttavia ho scoperto alcune verità che non posso tacere.
I miei studi sono partiti dal tentare di capire come mai a Farsalo un esercito di pari preparazione, superiore di numero e più riposato a quello del suo avversario non solo sia stato sconfitto, ma sconfitto disastrosamente.
Ma facciamo un passo indietro.
Quando Pompeo ebbe l’incarico dal Senato romano di concludere la guerra contro Mitridate Eupatore, re del Ponto e fiero avversario dell’Urbe, l’esercito romano occupò la Siria e la Palestina, a quell’epoca teatro di una contesa dinastica tra sadducei e farisei e tra i due pretendenti al trono, i fratelli Ircano II e Aristobulo, della dinastia degli Asmonei.
Nei disordini che seguirono il popolo di Gerusalemme, istigato dai sacerdoti, si ribellò al protettorato romano e alle decisioni di Pompeo che voleva evitare una guerra civile tra le fazioni.
Pompeo prese Gerusalemme, che capitolò dopo tre mesi e violò il Tempio e il “sancta sanctorum”, tra il generale biasimo degli ebrei, che decisero di vendicarsi, come prescrive ancora adesso la loro religione.
L’occasione propizia si presentò tempo dopo a Farsalo, nel pieno della guerra civile.
L’esercito di Pompeo, superiore per effettivi ed equipaggiamento a quello di Cesare e almeno pari per istruzione (erano entrambi eserciti romani), nonché con il vantaggio di aver scelto la posizione e meno stanco di quello avversario, che era reduce da una marcia a tappe forzate, fu inspiegabilmente sconfitto.
Meno inspiegabilmente, se si pensa agli “errori” (!) sul campo di un personaggio equivoco, Tito Labieno, probabile (!) agente delle potenti reti di cambiavalute giudaiche (vere e proprie lobby bancarie ante litteram) che da Alessandria d’Egitto, come in precedenza da Cartagine, volevano già all’epoca stabilire la dittatura del danaro e dell’usura.
Va inoltre ricordato che Labieno si era distinto nella guerra gallica e che - a differenza di Cesare - aveva scelto la posizione migliore nella piana di Farsalo: altri elementi che fanno pensare ad una volontarietà e non ad una casualità della sconfitta.
Pompeo si rifugiò incautamente ad Alessandria, città ampiamente giudaizzata, dove trovò la morte.
La potenza ebraica sembrava a quel punto non avere ostacoli: anche Roma, come già Cartagine e l’Egitto) si sarebbe dovuta piegare alla mentalità proto-capitalistica.
Ma Roma era troppo grande per soggiacere ad un disegno tanto perverso e un uomo con la U maiuscola, Cesare, seppe trattare la decadente dinastia tolemaica e i suoi mentori come meritavano, vendicandosi anzi di chi aveva osato uccidere a tradimento un condottiero romano, ancorché suo avversario.
Un modo chiaro per far comprendere che non voleva soggiacere a diktat o a favori di stampo mafioso (anche qui, ante litteram).
Ma per questo l’avrebbe pagata con la vita.
Solo ipotesi?
Il fatto strano è che, dopo l’omicidio di Cesare (che ebbe in Bruto e in altri esecutori sicuramente in buona fede, ma mandanti occulti che seppero rimanere astutamente nell’ombra - può capitare anche ai nostri giorni, e Lei lo sa bene, soprattutto quando le mani degli estremisti di sinistra sono armate dagli stessi nemici che essi credono di combattere), troviamo ancora in auge il nostro Tito Labieno, e sempre con importanti incarichi: prima a fianco dei congiurati, successivamente in Africa (riuscì addirittura a sconfiggere Cesare nel 46 avanti Cristo a Ruspina, dimostrando che, se avesse voluto, lo avrebbe potuto battere anche a Farsalo. Se avesse voluto), poi in Spagna, dove morì nella battaglia di Munda, nemico giurato di quello Stato romano che non si era piegato alla mentalità plutocratica.
Fedele all’impostazione paterna (o schiavo delle stesse pesanti amicizie), suo figlio Quinto Labieno passò al servizio dei Parti, un regno dove gli ebrei erano inseriti ai più alti livelli, cooperando ad una incursione di cavalleria a fianco del principe Pacoro nella Siria romana nel 39 avanti Cristo.
Come Lei ben comprenderà, non ho la possibilità di pubblicare notizie che mi esporrebbero alla sicura perdita del posto.
Le invio a Lei, dato che il coraggio non Le manca.
Buona fortuna.

Lettera firmata



27/08/2007
14.00
Lettera di monsignor Corà

Ho letto con attenzione la lunga lettera che monsignor Antonio Corà dedica al tema del difficile rapporto con l’Islam (“Le vie da percorrere per conoscere l’Islam”, Giornale di Vicenza del 24 agosto).
Ebbene: in tutte le quattro lunghe e fitte colonne dello scritto non ho trovato una sola volta il nome di Gesù.
Eppure è Lui la differenza irriducibile tra il cristianesimo e l’Islam: Lui e solo Lui ciò che rende impossibile il “dialogo”, in quanto è la Sua Divinità che i musulmani negano.
Tutto il resto, le differenza politiche, sociali, di costume, viene di conseguenza.
La stessa mancanza di distinzione tra la sfera spirituale e quella politica, che monsignor Corà addita come la differenza più rilevante tra le due religioni, ha origine dal mancato riconoscimento del Dio fatto Uomo, cioè dell’Incarnazione e delle conseguenti Paternità di Dio e Maternità verginale di Maria Santissima.
Non si capisce perché un prelato debba occultare o velare questo che è il punto capitale di discrimine.
Ora, un Occidente che in gran parte ha perduto la fede nella natura teandrica di Cristo e una Chiesa che, come questo scritto conferma, da tempo sembra non esserne più certa (tutti sentiamo dai pulpiti citare “il Dio di Gesù Cristo” anzichè “Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo” e tutti assistiamo ahimè al “silenziamento” della transustanziazione come alcunché di “magico” e di inattuale), che titoli ha per indicare “le vie da percorrere per conoscere l’Islam”?
Tanto più che, quando il prelato si affanna a cercare “alcune linee della cosiddetta civiltà umana” sulle quali impostare un “serrato confronto” con i capi dell’Islam, non trova di meglio che indicare al primo punto di tali “principi e valori” nientepopodimeno che “la libertà di professare la Religione”.
Poichè il termine Religione è scritto con la maiuscola, si dovrebbe intendere con esso la religione cristiana, l’unica vera, ma il contesto smentisce ahimè questa interpretazione, anche perché se così fosse monsignor Corà non avrebbe dovuto scrivere “libertà” ma “obbligo”.
Per oltre diciannove secoli Santa Madre Chiesa ha infatti costantemente insegnato l’obbligo dei singoli di professare la vera religione e l’obbligo per i governi di favorirla e proteggerla.
E’ sulla base di questa limpida dottrina che a Poitiers, a Lepanto, a Belgrado e a Vienna le armate cristiane respinsero l’invasione islamica dell’Europa, salvandone la civiltà.
Da quando invece la Chiesa si è messa a predicare la “libertà religiosa” abbiamo insistito all’invasione strisciante dei musulmani, senza più barriere psicologiche tra i fedeli, trasbordati inconsapevolmente all’ecumenismo relativista e irenista.
Ma questo non dice niente a monsignor Corà, non gli ispira un salutare ripensamento.
I “sacri princìpi” del Vaticano II non possono essere messi in discussione, nemmeno quando si tratta di salvare la nostra civiltà.
Nè gli dice alcunchè l’ormai storica dichiarazione di un imam riportata nel ‘99 dal vescovo di Smirne Bernardini: “Con le vostre leggi democratiche vi invaderemo, con le nostre leggi religiose vi domineremo”.
Infine, se alcune cose scritte da monsignor Corà sono giuste, egli dimentica evidentemente di far parte di una Chiesa il cui capo visibile, non più tardi di nove anni fa, baciò pubblicamente quel Corano in cui, come egli ricorda, vi è l’ordine di distruggere gli infedeli e il cui successore, attualmente in carica, solo un anno fa entrò scalzo in moschea accanto ai capi musulmani... per pregare chi?
Il Dio trinitario o “il Dio che ha nomi diversi ma è sempre lo stesso” come vuole la retorica modernista (ed ereticale) delle “tre grandi religioni monoteiste”?
Il dubbio è lecito.
Non parlo del giudaismo, di cui monsignor Corà non fa parola.
Però forse vale la pena di ricordare che secondo uno degli studiosi più seri (monsignor Théry) l’Islam non è che la trascrizione araba del giudaismo talmudico e da esso ha derivato gran parte della sua “teologia”, il che rende queste due “religioni” assai più simili tra loro di quanto ciascuna di esse lo sia al cristianesimo.
Tuttavia con una comunità ebraica così pronta a protestare financo per le formule delle preghiere il monsignore deve aver pensato che non fosse il caso di esporsi.

Franco Damiani



27/08/2007
13.00
Meeting di Rimini

Salve,

sono di CL da molti anni, anche se da diverso tempo non vado al Meeting per motivi vari, tra i quali anche alcuni di quelli citati nel vostro articolo (Comunione e repressione).
Col passare degli anni, sto imparando a pensare con la mia testa (cosa che, sia in CL che in questa società, è sempre più difficile riuscire a fare), per questo vi leggo quando posso e sempre con interesse (non senza spirito critico anche verso di voi, eh!).
In breve, quello che mi interessa dirvi, e chiedervi, è quanto segue: dove volete/vogliamo andare a parare?
Le opere di CL, e il Meeting, sono senz’altro criticabili, in quanto opera di umani, che in qualche modo devono pure “campà”...
la stessa Chiesa, storicamente, ne ha fatte di tutti i colori, diciamocelo (voi stessi criticate pesantemente Bertone nell’articolo), oltre che essere piuttosto suscettibile quanto rigida se criticata...
Che si fa allora?
Lo Stato etico?
Che senso avrebbe, se mai ci si riuscisse?
Arrivare a fare come i Pasdaran in Iran, o i Martin Lutero in Germania?
E poi...
Tornare al punto di partenza: nuovi potenti, nuovi corrotti, nuovi e allo stesso tempo già vecchi, come i predecessori.
Insomma, che fare di fronte al degrado civile e morale che ci circonda?
Io penso, non reagire nel modo opposto (Stato etico), ma trovare una giusta via di mezzo, ponendo dei sacrosanti limiti a ciò che è ormai diventato troppo: troppa immigrazione, troppa illegalità, troppe tasse, troppe difficoltà per vivere una vita normale e crescere una famiglia normale.
Il problema è: chi lo fa, chi comincia, chi seguire?
Non vedo ancora nessuno all’orizzonte, purtroppo.
Cordialmente

MS

P.S. Perchè non tentare un approccio costruttivo alla vicenda che vi ha penalizzato?
Cesana, ad esempio, è unìottima persona (non lo conosco personalmente, io sono uno qualunque), perchè non affrontare la questione con lui?
Non sono/siamo tutti marci come dite, e sono certo che sarebbe bene per tutti che i problemi che avete esposto vengano fuori.



27/08/2007
11.00
Prodi/Hamas e Kursk/Putin

Gentile Direttore,

vorrei chiedere un suo commento a proposito di due argomenti che mi hanno incuriosito durante le mie vacanze.
1) Le aperture di Prodi verso Hamas, che hanno suscitato “sorpresa” nel governo israeliano.
Dato che, come da lei stesso denunciato dalle pagine di effedieffe.com, Prodi (come ahimé anche Benedetto XVI) è stato beccato dalle telecamere in compiacente e servile atteggiamento verso Olmert, faccio fatica a credere in una sua “redenzione”.
Solo, non riesco a capire bene cosa ci sta dietro alla sua “uscita”.
Un teatrino concordato con gli usraeliani per tentare Hamas a riconoscere lo Stato sionazista?
O cos’altro?
2) Ho visto in TV la trasmissione di Minoli sulla tragedia del Kursk, nella quale è stata ventilata (meglio: proposta con prove e argomenti fattuali) l’ipotesi che il Kursk sia stato affondato da un siluro lanciato da un sommergibile spia americano.
La cosa può apparirmi anche verosimile, ma ciò che non mi appare per nulla verosimile è la spiegazione che è stata data del silenzio imposto da Putin sul (presunto) accaduto: Putin avrebbe voluto allearsi con gli USA (?!? sì, ho capito bene, Minoli ha detto così) e far sapere all’opinione pubblica russa delle responsabilità americane avrebbe mandato a rotoli il suo piano.
Al mio ritorno dalle vacanze, a provato a cercare tra i suoi vecchi articoli ma senza trovare nulla. Lei, profondo conoscitore della politica di Putin, cosa ne dice della ricostruzione di Minoli?
La ringrazio anticipatamente per la sua attenzione e la sua pazienza.

Un suo lettore.

A. R.

RISPOSTA

1) Penso che Prodi (e forse altri politici in Europa) stiamo provando disagio per quel che l’embargo europeo a Gaza, fatto con il pretesto di strangolare Hamas, sta provocando nella popolazione: un vero e autentico genocidio al rallentatore.
2) Ritengo che Minoli - che non ho visto e di cui non conosco le fonti - abbia visto giusto, complessivamente.
Putin non ha mai voluto essere ostile agli USA: è l’ostilità USA ad obbligarlo a mosse difensive.

Maurizio Blondet



27/08/2007
09.00
Moglie di Toeplitz

Salve direttore,

mi rivolgo a lei perché cercando su internet è l’unico che ha nominato Anne de Grand Ry (la defunta moglie di Toeplitz).
Mi spiego...
Ho visitato villa Toeplitz e mi sono interessato alla sua storia, intrisa di Massoneria e altro... Mi ha incuriosito il fatto che della prima moglie di Toeplitz non esista traccia alcuna; si dice solo che era una nobile belga e che è morta... Punto.
la mia domanda è: come è morta?
Non trovo nulla sulla sua famiglia che essendo nobile dovrebbe avere una storia.
Ho la sensazione che c’entri qualcosa la pazzia o presunta tale e un suicidio.
Lei può chiarirmi questo mistero?

Salvatore



26/08/2007
19.00
Il suicidio di Cecilia Gatto Trocchi

Caro Direttore,

pensa che sia vero che Cecilia Gatto Trocchi, che in questo video abbracciava le sue tesi su satanismo e Massoneria contenute nel suo libro "Gli Adelphi della dissoluzione", si sia suicidata?
Sul sito non ne ha mai parlato.



Francesco B., MD, PhD



26/08/2007
17.00
Trasferimento nel viterbese

Sono un vostro lettore accanito e vi rinnovo ancora stima e fiducia comprando i libri che pubblicate, ma quello che vi vorrei chiedere con questa mia e cosa fare se uno oggi ha un po’ di denaro in banca?
Bot, cct, immobili, ho sempre l’impressione che arrivi qualcuno e si prenda il denaro che posseggo...
Ancora una cosa, Blondet mi disse personalmente che si sarebbe trasferito nel viterbese, ma solo lui privatamente o anche tutta la libreria ed annessi vari?
Grazie e non abbandonateci, saremmo tutti più poveri.

Giuseppe

RISPOSTA

Blondet è già nel viterbese da mesi; l’editore, la casa editrice, il sito internet, la libreria, si trasferiranno nei primi giorni di ottobre e tutto continuerà come (speriamo meglio) di prima.
Come abbiamo già scritto quelli che abitano a Milano e provincia potranno ricevere i libri per posta o venirci a trovare (con appuntamento, per i primi tempi) facendo una gita in un posto suggestivo.
E’ quello che hanno fatto finora centinaia di lettori da altre regioni (qualche volta anche dall’estero).
Per quanto riguarda il delicato discorso dell’investimento dei risparmi se ne è parlato spessissimo sul giornale on-line; possiamo suggerire cosa non deve essere fatto; quello che dovrebbe essere fatto lo lasciamo alle banche ed alle finanziarie truffatrici.

Cordiali saluti

EFFEDIEFFE



26/08/2007
14.30
Il sequestro della Memoria

Caro Direttore,

trascrivo il seguente pezzo da “Avvenire”:

Israele, arrivano gli archivi segreti di Hitler

“Sono arrivate in Israele le prime carte del cosiddetto 'archivio segreto di Adolf Hitler'.
Sono documenti tenuti segreti per sessant’anni che serviranno a identificare migliaia di vittime del nazismo che ancora permangono nell’anonimato.
Le carte sono sotto il controllo di una commissione composta da undici Paesi della quale fanno parte nazioni vincitrici e nazioni sconfitte della seconda guerra mondiale.
L’archivio è composto da cinquanta milioni di documenti raccolti dalla Croce Rossa e requisiti dagli Alleati nel 1943.
Ci sono i dati di quasi 20 milioni di persone decedute nel conflitto, oltre che informazioni su perseguitati, deportati e prigionieri.
E i registri dei campi di concentramento di Auschwitz, Bergen Belsen, Dachau e Grosrozen, con i dati dei prigionieri.
L’archivio sarà conservato nel museo dell’Olocausto (Yad Vashem) di Gerusalemme”
.

Chi l’ha deciso, che codesti documenti debbano andare a Israele?

Saluti,

Leon



26/08/2007
12.30
Attentato 11 settembre

Un lettore, che ringraziamo, ci manda questo importante video.
Il video poi verrà messo in evidenza sotto lo spezzone della puntata di Matrix sull'11 settembre a cui ha preso parte il nostro direttore.

Spettabile Effedieffe,

vi ringraziamo di cuore per aver pubblicato il mio appello per Christopher Bollyn e famiglia.
Ho notato che nella corrispondenza con i lettori appare una clip dove menzionate i famosi “ballerini”.
Ho appena caricato su YouTube un video che riprende la testimonianza della signora messicana che notò i “ballerini” e di uno dei due poliziotti che per primi accorsero.
Ho aggiunto anche un filmato estratto da un talk show nel Paese di origine dei cinque “ballerini” in cui tre dei cinque lamentano che erano lì per documentare l’evento.
Come sapevano dell’evento, dove avevano trovato il tempo e il denaro per volare dal loro Paese agli USA?
Sperando di fare cosa utile riporto la trascrizione di questo video; tra parentesi quadre, [], ci sono mie aggiunte.
Ho messo qualche asterisco, non si sa mai.
Ho inserito 3 slides nel video per ricordare che Christopher Bollyn e famiglia risultano tuttora scomparsi.
Il mio inglese e italiano sono scadenti; correggeteli se volete.

Con la stima di sempre,

Mai Perdere La Speranza





Trascrizione del video

[parla la donna messicana che ha visto e segnalato cinque tipi sospetti vestiti da arabi - ma poi risultati ebrei israeliani – che sullo sfondo dell’attacco alle torri gemelle esultando e si fotografavano a vicenda]
E all’improvviso, laggiù vedo questo furgone parcheggiare e vedo tre [dei cinque] tipi sul tetto di quel furgone e ho potuto notare che erano come contenti - sai, non mi sembravano sconvolti - sai, non sembravano sconvolti.
Ho pensato fosse molto strano.
[Parla il poliziotto]
Abbiamo ricevuto un “all points bulletin” (*), per caso avevo visto il furgone - sai – l’ho passato [non sono sicuro del verbo usato ma il senso è chiaro] al mio tenente [lieutenant nel video].
”Questi possono essere gli uomini [che stiamo cercando]” e siamo andati a controllare.
Era proprio così.
Eravamo tutti molto nervosi, ovviamente; certo non avevo proprio intenzione di fare amicizia con questi tipi, nè tanto meno l’ufficiale che era con me. Quando abbiamo iniziato a parlare loro, erano ragionevolmente a posto - sai - [ora il poliziotto riporta una delle frasi pronunciate dai tipi] “noi non siamo contro di voi, siamo con voi”.
[Un programma della TV israeliana; presenti 3 dei 5 tipi di cui sopra: Oded Ellner (quello che parla), Yaron Shmuel (quello con i capelli ricci) ed uno non identificato (quello che si vede bere all’inizio del filmato)]
E al quel punto siamo stati sottoposti ad un altro round di interrogatori, questa volta perché sospettati di essere membri del Mossad.
Il punto è che noi proveniamo da un Paese che quotidianamente subisce atti di terrorismo.
Il nostro scopo era documentare l’evento [lo schianto dei due aerei sulle torri gemelle].

(*) “All Points Bulletin” è la diffusione di un segnaletica tra le forze dell’ordine; di solito contiene informazioni su una persona ricercata perché da arrestare o perché scomparsa.
[vedi http://www.iamthewitness.com/
Bollyn-dancing-Israelis.html
]



26/08/2007
11.00
Segno dei Tempi

Egregio professor Maurizio Blondet,

lei dice: “Ora, mancano i soldi persino per Giuda e il suo ‘regno’ del terrore e della minaccia”. Ebbene non le sembra un segno dei Tempi?
Del resto nostro Signore non ci aveva garantito che sarebbe rimasto sempre con noi e che alla fine le porte degli inferi non avrebbero prevalso?

Cordiali saluti,

Emanuele



25/08/2007
Nuove scie

Caro direttore,

in riferimento a quanto esposto da Giovanni G. in merito alle scie chimiche devo parzialmente smentire l’affermazione della loro scomparsa dai cieli della Francia in quanto, reduce da una vacanza in Corsica, ho appurato il fenomeno nei cieli della zona di Capo Corso per due giorni di fila, se non erro, verso l’11 ed il 12 agosto.
Tuttavia a me pare che il fenomeno sia in calo almeno nella mia zona, Palermo, dove per tutto il periodo primaverile e fino all’inizio dellestate il fenomeno aveva assunto un’inquietante cadenza giornaliera, mentre dal 14 luglio ad oggi mi pare di averle notate solo in occasioni sporadiche.
Mi piacerebbe molto che lei riprendesse l’argomento visto che rispetto all’articolo comparso tempo fa sul sito, come da voi riferito, sono state fatte nuove scoperte sul tema.
Colgo l’occasione per esprimere tutta la mia sincera ammirazione per Blondet e per tutti coloro che, anche fra i lettori, contribuiscono a rendere il sito Effedieffe un prezioso strumento di informazione.

G. R.



25/08/2007
Italia che brucia

Urge un articolo di Blondet sull’Italia che brucia; aumentano le pene per chi guida ubriaco (in Italia oggi si è ubriachi per legge; puoi essere lucido, ma se il palloncino dice di no, diventi un delinquente), mentre i delinquenti veri, i mafiosi, continuano impuniti a bruciare casa nostra, perchè anche il Sud è casa nostra.
Occorre abrogare l’ultimo comma dell'’articolo 27 della Costituzione e reintrodurre la pena di morte nel nostro ordinamento: chi brucia l’Italia deve essere bruciato.

L. G.
Parma

RISPOSTA

Blondet ha trattato l’argomento nell’articolo “Senza patria si brucia”, del 27/7/2007.

EFFEDIEFFE



25/08/2007
Allarme subprime

Carissimo Direttore,

noto con immenso piacere che è tornato, devo dirle che la sua scrittura mi è mancata.
La devo ringraziare perchè il suo allarme mi ha indotto a vendere circa 3 mesi fa tutti i fondi di investimento che avevo, con buoni profitti.
Per il silenzio degli amici che non condividono la mia ammirazione per lei ho rispolverato il suo primo articolo sul quale accennava all’allarme subprime (7 dicembre2006!).
Per quanto riguarda il suo ultimo articolo sulle Borse, peraltro totalmente condivisibile (soprattutto quando evidenzia che le iniezioni di liquidità non sono certo a vantaggio dei piccolo risparmiatori), mi sento però di farle rilevare alcuni aspetti che potrebbero suscitare un qualche moderato ottimismo.
La crisi del commercio globale, accentuata dalla perdita di fiducia verso la manifattura cinese (ovviamente costruita ad arte, ma non riesco a capirne completamente gli obiettivi), ma oramai nei fatti.
Un esempio: mio zio è una specie di eroe, fa il pastore in Barbagia da quando aveva 8 anni (ora ne ha quasi 70) e continua a produrre formaggio pecorino come imparato da suo padre.
Suo figlio lavora con lui, ma da 10 anni a questa parte il prezzo a cui riuscivano a vendere il formaggio era talmente basso da non rientrarci con le spese: campavano di elemosina (cioè “aiuti” europei).
Quest’anno di punto in bianco ha venduto il formaggio al 50% in più dell’anno scorso.
Ho come il sentore che non sia un caso... ed ho la speranza che un parziale ritorno all’autarchia ed alla valorizzazione delle classe produttiva superstite ci possa trovare preparati.
Il calo imponente del mercato immobiliare.
Ho appena effettuato una verifica dei prezzi degli immobili su Porta Portese: un calo reale di almeno il 20% in meno di un anno a Roma: ai livelli della California.
Chi non ha fatto il pazzo in questi anni, oggi può comprare casa più facilmente.
La crisi del sistema bancario e delle banche d’affari in particolare: non potranno non risentire della botta, il loro peso politico inevitabilmente diminuirà, con beneficio spero dei popoli...

Grazie ancora.

Francesco Bb, MD, PhD



25/08/2007
09.30
Polemica sul meridione

Egregio direttore Blondet,

da oltre un anno sono un suo affezionato lettore e ritengo, grazie anche al suo prezioso contributo, di aver sviluppato un sufficiente senso critico.
Vengo al punto.
In diverse occasioni le ho scritto del profondo e sincero amore per la mia Patria (ex Regno delle due Sicilie) “riprendendola” affettuosamente per certe esternazioni infamanti riguardanti fatti e situazioni dell’Italia Meridionale.
Premetto che sono consapevole dello stato di degrado di alcune zone del Sud.
Tuttavia il mio meridionalismo a oltranza deve essere probabilmente una sorta di “fede” messa ogni giorno duramente alla prova da comportamenti e situazioni che farebbero orrore a chiunque.
Ritengo che lei confonda il “digital divide” (prometto di non abusare nel prosieguo di queste contaminazioni linguistiche) che affligge a macchia di leopardo l’intero Paese, grazie alle oculate politiche aziendali del Tronchetto, con una questione “particolare” e “rappresentativa” oltre che “senza via d’uscita” delle terre dell’ex Regno.
Eppure anche lei è un buon cristiano, e se crede in Dio come me non può negare la possibilità che presto o tardi questo breve medioevo nel lunghissimo cammino di civiltà del sud finirà...
Ritengo inoltre che lei debba sapere che esistono dispositivi in grado di dare accesso al web dalla spiaggia (rete cellulare di ultimissima generazione) o dal luogo più sperduto e dimenticato dell’Italia meridionale.
Continuerò a seguirla con interesse in quanto è una persona meritevole, nonostante il “vizietto” peraltro diffusissimo tra i suoi colleghi giornalisti, di gettare il fango sul sud.

In fede

Dottor Ingegner Nicola S.
legittimista borbonico in terra di Lombardia



24/08/2007
19.00
Meeting di Rimini

Il popolo di CL serve da gregge al buon pastore; come cantavano i Pink Floyd: le pecore obbediscono fiduciose al loro padrone che non sanno intende appenderle a ganci...
Non esiste un popolo di CL, come non esistono comunisti o fascisti.
Esistono solo persone in cerca di un’identità e del conforto di un sentire comune: questo bisogno può essere temporaneo o duraturo, intimista o votato al gruppo.
Certo è che esiste una psicologia di massa (checché ne dica l’intellighentija degli studi americani, dopo averla essa stessa definita negli anni sessanta) e mascalzoni che sanno bene come approfittarne ed utilizzarla per i propri scopi.
La DC è nata per accaparrarsi i voti degli analfabeti (la croce era al tempo stesso la loro firma e la conferma del consenso) e dei timorati di Dio: un progetto davvero cristiano...
I comunisti avevano già valutato di poter cavalcare la tigre della protesta sociale, della povertà delle campagne e della disumanità del lavoro operaio.
Con buona pace dei paroloni su Gramsci e la coscienza sociale: da proletariato a bacino di voti.
Tralasciamo gli altri satrapi per pena e veniamo ai giorni nostri.
Forza Italia è stata progettata a tavolino per raccogliere gli smarriti proci reduci dal massacro dell’odisseo Di Pietro, in nome e per conto del bucaniere d’azienda Silvio Berlusconi e i suoi compagni della Filibusta.
Mozzi e marinai: i tifosi degli azzurri (chi non lo è? Qualcuno cadrà nella trappola!) e il popolo dei poveri di spirito. Anche qui droga e donnine come ai tempi del pigmalione Craxi, ma l’importante è ripetere, come i preti di una volta: “Non fare quello che faccio, fai quello che ti dico”.
Un branco di falliti arroganti e sfaccendati un giorno hanno in testa un’idea meravigliosa (come Cesare Ragazzi, ma più perniciosa) e pensano che, forse, cavalcando la xenofobia e grettezza d’animo di buona parte degli Italiani, forse...
E voilà!
La Lega è un partito.
Ne hanno arruolati abbastanza di soldatini da fare di Bossi un onorevole!
Ma sì!
Se hanno fatto onorevole gente come Andreotti e Sgarbi e persino uno che si veste da donna che si fa chiamare Luxuria, che vergogna c’è?
E i verdi?
Ma la gente si ricorda che esistono anche i Verdi?
Sono nati l’altr’ieri: prima non c’erano!
Altro progetto nato a tavolino per accaparrarsi il cadreghino.
Ma c’è qualcuno che li vota?
E per fare cosa?
CL, bulletti fascistelli, pacifisti militanti, circoliARCIni, gioventù hit... pardon! Forzista...
Tutti soldatini di stagno, obbedienti, motivati ed inquadrati, che vivono nella luce riflessa dei loro leader sfolgoranti e lontani, quasi eterei.
Una volta era anche peggio: solo il condizionamento mentale ha reso possibile le nefandezze della Prima Guerra Mondiale: milioni di soldati mandati al macello o fucilati dai loro stessi colleghi o dai prodi carabinieri che adesso, nei manifesti di propaganda, aiutano le vecchiette ad attraversare la strada...
Cari Blondet e de Fina, non sono un credente di nessuna religione e preferisco credere che la spiritualità sia qualcosa di personale, innato e universale che non necessita di intermediazioni, regole scritte e pedagogia; penso che, dentro di noi, ognuno in verità sappia se quello che sta facendo è buono o cattivo: poi applica il suo libero arbitrio ed è responsabile delle sue azioni, secondo il suo personale livello di sviluppo, fisico e spirituale.
E perciò, senza indulgere nell’ingenuità del manicheismo, mi piace pensare come Victor Frankl che, a grandi linee, il mondo degli uomini grossomodo si divida in due: le brave persone da quelle che non lo sono (con tutte le sfumature del caso, ovvio).
Per cui spesso mi trovo in disaccordo con voi ma non posso che manifestarvi tutta la mia solidarietà per il trattamento riservatovi da quelli che, come voi giustamente ritenete, dovrebbero esservi più prossimi.
Formigoni è un uomo pericoloso ma senza i suoi soldatini sarebbe un generale senza esercito: ad ognuno le sue responsabilità, narcotizzati o meno: forse ai ciellini va bene così.
A noi no, ma a loro sì.

Cordiali saluti e complimenti per la vostra caparbietà.

ANDREA M.
 
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