Palestinian refused entry to “Israel” dies of cancer
Dal canale palestinese “al-Aqsa” (in arabo)
(le autorità israeliane vietano ad un giovane malato di cancro di uscire da Gaza per ricevere le cure necessarie)
Cancer patient dies after Israel entry refusal - 19 Nov 07
(la stessa storia, in inglese, da Aljazeera)
(Na’el al Kurdi is one of dozens of people being prevented by Israel
from using the Beit Hanoun crossing for apparent security reasons.
Worse still, other patients may now be at risk, as medicines in Gaza run out and Israel remains defiant)
Gaza: The Death of A Mother of Seven children
Dal canale palestinese “al-Aqsa” (in arabo)
(a causa dell’embargo israeliano a Gaza, madre di sette figli muore di
cancro senza le cure necessarie; denuncia del presidente del Comitato
contro l’embargo, Jamàl al-Khùdari, aiuti dall’Arabia Saudita,
purtroppo insufficienti)
Gaza Teenager Killings - 3 June 2007
Da Aljazeera (in inglese)
Two 13-year-old boys have been shot dead, and another boy shot in the
back by Israeli forces after taking a swim near a beach in the Beit
Lahiya area of the Gaza Strip.
(ammazzato un ragazzo per aver fatto un bagno in mare!)
E. G.
31/12/2007 18.00 Il “nazista” White
Egregio signor Blondet,
in primis, le chiedo indulgenza per la mia ortografia, perche l’italiano non è la mia madrelingua.
E con notevole sorpresa che trovo il faccione di Bill “White” in EFFEDIEFFE, e le propongo il mio parere su questo individuo.
Ho scoperto Bill White e il suo sito “Overthrow.com” nel 2003 durante
l’invasione americana dell’Iraq, quando diffondeva resiconto
dell’offensiva in provenienza da Iraqwar.ru.
Queste informazioni, molto realistiche, credibili, trovavano spesso
conferma nei giorni seguenti, in forma edulcorata nei TG “mainstream”,
e quindi ebbero molto successo.
Al punto che Daniel Pipes disse che c’era il Kremlino dietro
all’iniziativa, e che si trattava di vera e propria opera si spionaggio.
Overthrow in quel periodo giunse a livelli altissimi di frequentazione,
oltre 400.000 al mese, e superava parecchi siti “per bene” come fonte
di informazione sulla guerra.
Ma ben presto ho capito che la persona di Bill White era molto strana:
il più concreto della sua attività consisteva nell’attaccare e provare
ad indurre scissioni negli altri gruppi “white supremacists”, dai pazzi
cosmoteisti della National Alliance o Creator ai naziskin di National
Vanguard/VNN ai nazicostumati del partito nazista americano (del quale
è pure andato a creare un clone, dopo avervi militato).
Aveva poi il dono per “profetizzare” le noie giudiziarie dei suoi concorrenti, con insinuazioni e cosi via.
E lui?
Noie con la giustizia?
Con quel che scrive, non ne ha mai avute: sarà l’unico “nazista” che
vince tutti i suoi processi, mentre era noto qualche anno fa il caso di
una fondamentalista cristiana (se ricordo bene) che fu messa in galera
perchè aveva una tanica di benzina in garage e un scatola di chiodi
sullo scaffale bricolage in cantina, che in virtù del patriot act,
erano ingredienti di bomba, e bastava a farne una terrorista.
No, Bill White, chiamato anche “Izidore Silverstein” dai suoi critici,
lui, può continuare il suo teatrino turbonazista indisturbato.
Sara perchè ha conservato le amicizie di suo padre, al tempo in cui faceva parte delle operazioni
“cointelpro” del FBI? http://en.wikipedia.org/wiki/Cointelpro
La carriera di suo padre è un fatto che “White” non ha mai negato, ma
confermato più volte -sicuramente perche se fosse uscito primo altrove,
non avrebbe pottuto spiegarlo.
Vedo che il sito di Overthrow è “congelato”, e quindi non posso ritrovare i biglietti nel quale lo ammettava.
Ma il caso di Bill White è l’unico?
A me pare che tutta la cosiddetta “estrema destra” americana sia la creazione del FBI.
Svolge il compito di fare una critica del sistema con angoli di attacco cosi demenziali che il
suo unico risultato è screditare ogni vera critica.
Con il bonus ogni tanto di permettere una retata di cretini esaltati che credono a Bill White e
fanno le telefonate notturne a tale o tale come comanda lui.
O quando un vero, sincero, e pericoloso avversario del sistema come Ron Paul si presenta, di sputtanarlo.
Cordialmente, e augurandole un un felice anno nuovo.
Dam
31/12/2007 17.10 “Il nazista accusa”
Egregio Signor Blondet!
Nell’articolo “Il «nazista» accusa: Ron Paul è nazista”
viene citato il caso di un provocatore neonazista, tale Frank Collins -
vero nome Cohen? - che sarebbe stato concepito nel 1943 nel lager di
Dachau pur essendo nato a Chicago nel 1944.
L’assurdita di tale affermazione dovrebbe risultare evidente anche ai negazionisti; a richiesta Le posso elencare i motivi.
A me viene però il dubbio che il padre di quel provocatore sia stato in
realtà un SS che era riuscito ad appropriarsi dell’identità di un
prigioniero ebreo assassinato.
Dal Suo articolo non ricavo elementi per pronunciarmi analogamente
anche su quel tale White/Weiss a capo di un partito neonazista in USA;
un’indagine sarebbe doverosa.
Comunque in Germania Weiss è un cognome diffuso anche fra i non ebrei.
Anche lo scorso anno venne smascherata una donna che aveva sposato un
ebreo americano e faceva la grande attivista; era stata una guardiana
SS nel Lager di Ravensbrueck.
Con i migliori auguri di Felice Anno Nuovo.
Wolf M.
RISPOSTA
Lei è un complottista più complottista di me.
Ma a vuoto.
Legga la lettera seguente.
E non si permetta di darmi del bugiardo.
Maurizio Blondet
31/12/2007 16.00 Il conflitto palestinese
“La pulizia etnica continua e Israele vuol farvela accettare”
Lo storico Ilan Pappe: il processo di pace significa quale altro pezzo
di Palestina debba annettersi Israele e quale bantustan dare agli arabi
Segnalo l’articolo presente nell’allegato link, che appare di sicuro
interesse ai fini della ricostruzione storica del conflitto palestinese.
Plokamos
RISPOSTA
Bravo Ilan Pappe.
Maurizio Blondet
31/12/2007 15.00 Articolo Domenico Savino
Gentile Redazione di EFFEDIEFFE.com,
la presente è solo per comunicarvi che ho voluto pubblicare il bell’articolo “Chi è il Messia?” di Domenico Savino nella prima pagina del sito
www.GerusalemmeTerraSanta.org
Desideravo che giungessero all’amico Savino, che non conosco ma che
stimo assai, i miei più sinceri apprezzamenti per il lavoro che conduce
attraverso articoli sempre interessanti, chiari, diretti e molto
azzeccati.
Buon proseguimento di lavoro e festività.
Filippo F. Pilato
RISPOSTA
Bene.
Mi unisco alla stima per Savino.
Maurizio Blondet
31/12/2007 13.30 Messaggi cifrati della CNN su Ron Paul
Ecco un video molto istruttivo su come la CNN inserisce messaggi subliminali durante la presenza di Ron Paul:
Risale a marzo di quest’anno.
L’autore del video ipotizza che sia un “word game” per i servizi segreti.
Ron Paul dovrebbe essere ucciso o durante un comizio in una scuola o in un incidente aereo.
Aoratos
31/12/2007 12.30 Su grillo
Inizialmente mi sono entusiasmato per il comico genovese Grillo e per il
suo attacco al sistema.
Non ho valutato serenamente e distaccatamente il personaggio.
Forse anche perche' all'inizio non ne seguivo assiduamente il sito, anzi lo
frequentavo poco.
superficialmente mi sono attenuto a quanto diceva in ormai vecchi
spettacoli e a quello riferitomi da conoscienti.
Superficialmente ho dato credito al personaggio anche perchè non vedendo
nessuno che potesse rompere pubblicamente il sistema, il comico, con un poco
di visione mediatica dava speranza,
Ho pero' cominciato a seguire più assiduamente il suo sito e ho potuto
constatare che effettivamente non tratta di certi argomenti e che spesso
quello che scrive non mi piace, non perchè vada contro le mie idee ma perchè
viaggia nella stessa direzione di una certa informazione subdola (non ultimo
un articoletto contro PUTIN, paragonato a Stalin, pubblicato caso strano
proprio mentre i media delle democrazie occidentali attaccano il premier russo).
E' tempo di trovare guide sicure e non possiamo prendere abbagli.
Certo vedere ovunque cospiratori puo' sembrare paranoico ma i miei dubbi
ultimi e questo articolo mi fanno riflettere e comincio a dubitare e a
vederci poco chiaro.
Credo che il fenomeno Grillo vada approfondito e non trattato tanto
superficialmente...o mi sbaglio?
Cordiali saluti
A. B.
RISPOSTA
Ho visto, ho visto.
Avevo già messo in guardia dalla ossessione ecologista e l'approccio
radicaloide del personaggio, dicendo che queste cose oscurano il
messaggio centrale e urgente, la lotta alla Casta.
Ma come non ero un super-fanatico cieco di Grillo, così adesso non sono
troppo disposto a farmi deludere dal "complotto" che lo muoverebbe come
un burattino.
Aspettiamo un attimo, un po' di pazienza.
Sapendo che non possiamo aspettare il Puro Folle Parsifal che si metta alla nostra testa: puri non ce ne sono.
Maurizio Blondet
31/12/2007 11.30 Punti per la rivoluzione
Gentile direttore,
noto con piacere che gli “entusiasti” della sua idea della rivoluzione crescono in numero.
Essendo io tra questi, mi permetto una domanda “provocatoria”.
Non crede che alla base di tutto debba esserci una sorta di “teologia
della rivoluzione” (e con questa espressione non voglio assolutamente
creare scellerati paragoni con la famigerata “teologia della
liberazione”), ossia una sorta di “teoria di fondazione” del movimento?
O crede che il bisogno di una vera libertà e di una democrazia
sostanziale - ossia la necessità di smantellare la Casta, annessi e
connessi - costituisca già di per sè questo fondamento?
Grazie per l’attenzione,
Giulio P. - Arruolato per la rivoluzione matricola 000002
(ovviamente la 000001 è lei)
31/12/2007 10.40 ENI e Gazprom
Vorrei far notare che ENI è impegnata nell’estrazione in Kazakhstan in
una zona chiamata Karachaganak di un immenso giacimento di gas e
petrolio.
Nel servizio di cui allego il link si può sentire come praticamente ENI
rifornisca Gazprom a prezzi irrisori del gas che verrà poi venduto in
Europa ed in Italia in particolare a prezzi stratosferici.
E questo è solo l’inizio in quanto sotto il gas si trova un immenso giacimento di petrolio. http://www.rainews24.rai.it/ran24/gas.asp
ENI del resto si sta muovendo con molta aggressività nella partita energetica con la Russia.
Una aggressività strana per l’immobilismo italiota.
Mi sembra piuttosto che queste aziende possano diventare il cavallo di
Troia per gli americani che attraverso manovre trasversali si possono
impossessare degli ultimi scampoli italiani per poi mandare in rovina
definitivamente il nostro Paese.
Come Le avevo inoltre scritto in un’altra mia mail, strana è sembrata
quell’affermazione di Sarkozy di Paesi dell’unione del Mediterraneo.
Dopo la morte della Bhutto, a maggior ragione, è evidente che gli USA
dovranno usare delle “maschere” per coprire i loro intrallazzi
internazionali in quanto ormai sono in ogni settore sovraesposti.
L’italia penso diventerà una buona maschera per gli USA da USAre e gettare.
Cordialmente
P.L.
Brescia
31/12/2007 10.00 Figli inquinanti
Preziosissimo direttore Blondet,
le porto a conoscenza di una notizia che ho scovato stamani in rete!
Se vuoi mettere al mondo dei figli devi pagare la carbon tax (notizie fresche dall’Australia)
ho letto l’articolo a firma del professor Gianfranco LaGrassa
sull’Alitalia che mette in evidenza come gli USA in realtà stiano
“usando” l’Italia come agnello sacrificale per manovre economiche che
riguardano ormai gli unici ed ultimi pezzi di ciò che rimane delle
imprese italiane.
Queste ultime si possono contare su una mano: Alitalia, ENI, ENEL, Finmeccanica.
In una mia precedente mail avevo evidenziato come non solo le tangenti
avevano fatto correre Prodi a firmare l’accordo con Gazprom ma che
forse il fine ultimo era quello di esporre l’Italia come schermo per i
suoi futuri litigi con la Russia.
Un lettore
30/12/2007 20.00 Thibon sul crimine passionale
Gentile Blondet,
la riflessione di Gustave Thibon che Le invio (autore anche di "Ritorno al Reale" EFFEDIEFFE edizioni n.d.e.) illumina, a mio avviso, la dinamica profonda di molti crimini di cui la televisione ci informa.
Cordiali saluti.
Un lettore
”I rotocalchi sono generosi, ogni settimana, di un ampio pascolo di
crimini o di suicidi ‘passionali’. I particolari non mi interessano:
non manca mai, invariabilmente, la solita mescolanza di fango e di
sangue.
Cerco invece di rendermi conto delle tendenze profonde dell’essere
umano, di cui quegli atti assurdi e mostruosi sono la degradata
proiezione.
Sappiamo già (è questo, un tema familiare ai pensatori moderni) che le
grandi aberrazioni della nostra epoca derivano dalla deviazione di idee
e di energie specificamente religiose.
Così i sogni politici di conquista e di dominazione universale appaiono
come la caricatura
dell’appello divino all’unità (non ci sarà che un solo gregge ed un
solo Pastore), la sete di livellamento riproduce a modo suo il
principio dell’eguaglianza delle anime di fronte a Dio, il mito della
‘Città del futuro’ e del ‘domani che canta’ riporta sulla terra la
nostra attesa della beatitudine e del Paradiso, ecc.
Tutte queste utopie sono come l’aborto nel tempo di una aspirazione fatta per effondersi dell’eternità.
Quale è dunque l’istinto religioso, la cui corruzione fornisce al crimine passionale il suo nucleo metafisico?
Ecco, è il sentimento, per quanto confuso, per quanto prostituito lo si
voglia all’egoismo, alla violenza od alla follia, che l’amore domina il
cambiamento e la morte, che non è, per dirla con Shakespeare, ‘il
buffone del tempo’.
Nietzsche ha scritto una frase che illumina il fondo spirituale del
problema: ‘Ogni grande amore suscita l’idea crudele di distruggere
l’oggetto dell’amore stesso per sottrarlo una volta per tutte al gioco
sacrilego del mutamento, dal momento che l’amore teme il mutamento più
della distruzione’. Teme il mutamento più della distruzione perché si
sente fatto per l’eternità e si rende conto, coscientemente o no, che
la distruzione è la porta dell’eternità.
Questo presentimento istintivo sta alla base di tutti i giuramenti
degli amanti (piuttosto morire che tradire), di tutti i voti dei poeti
(l’invocazione: ‘Tempo, arresta il tuo volo’ è una invocazione alla
morte che sola può arrestare il corso del tempo), e lo si ritrova
ancora, sotto il suo aspetto più degradato e clamoroso, nel delitto
dell’amante geloso che distrugge l’avvenire del suo idolo: ‘L’amavo
troppo, l’ho uccisa!’.
Ma, in fondo, che cosa prova questo bisogno di sottrarre l’amore al
mutamento, bisogno che può andare, nei casi estremi, fino
all’assassinio e al suicidio, se non che l’uomo è fatto per un amore
eterno, cioè per Dio e che, d’altra parte, egli si inganna sulla natura
di questo amore dandogli per misura e per limite la propria passione
divinizzata ed un effimero momento eretto in assoluto?
L’aborto dell’eterno nel temporale, il sogno impuro del paradiso che
esplode in inferno al contatto brutale della terra si verificano una
volta di più nel fango sanguinolento del crimine.
Dio solo ha il diritto di scegliere l’ora in cui la distruzione, cioè l’ingresso nell’eternità, è preferibile al mutamento.
L’uomo che desidera la distruzione dell’essere amato usurpa il posto e la funzione di Dio.
Egli dice implicitamente all’oggetto del suo amore: ‘L’ora in cui ti
sei dato a me era la più vera della tua esistenza; io sono il centro ed
il limite del tuo destino; al di fuori della nostra unione non puoi che
smarrirti; il tempo si ferma a me, e, piuttosto che essere assente dal
tuo avvenire, preferisco chiudere il tuo passato sull’eternità’.
Il conflitto tra la vocazione divina ed il peccato dell’uomo scoppia in
questo sentimento mostruoso. L’uomo è un animale ad un tempo religioso
ed in rivolta, più religioso anzi che in rivolta, dal momento che resta
religioso anche nella sua rivolta.
Non può abolire lo slancio che lo trascina, al di là del tempo, verso
l’infinito e l’immutabile: non può, ed è il peccato di idolatria, che
mutarne la direzione, rivolgerlo verso se stesso.
Ed anche colui che, per amore, uccide o si suicida dimostra ancora, con
questo attentato cieco e selvaggio contro il mutamento, che il suo
amore è fidanzato con l’eternità.
Il suo crimine è di sostituire con una violenza l’ora nuziale”.
[capitolo “Metafisica del crimine passionale” tratto dall'opera “L’uomo maschera di Dio” di
Gustave Thibon (SEI, Torino, 1971)]
30/12/2007 19.00 Rivoluzione?
Gentile signor Blondet,
mi complimento per l’articolo su EFFEDIEFFE.
Quando uno crede di avere sufficienti idee per portare avanti una
battaglia (quella contro il
sistema bancario, nella fattispecie), si accorge di quante altre non
gliene mancano quando si accosta a pensatori che su quel problema ci
sudano da tanti più anni e, forse, con tanto più acume di lui.
Se lei non abitasse così lontano da Savona le chiederei di venire ad esporci le sue idee in un pubblico forum.
Ancora la ringrazio e continuerò ad attingere alla sua fertile mente, sempre citando la fonte.
Marco G. P.
Finale Ligure (SV)
30/12/2007 18.00 Su Contrada /3
Buongiorno Direttore,
mi chiamo Saverio C., ho 32 anni e le scrivo da Como.
Da qualche tempo il suo Giornale è diventato un pilastro della mia quotidiana informazione.
Mi piacerebbe conoscere il suo punto di vista su un “evergreen”: la vicenda Contrada.
Grazie.
Con immensa stima.
Saverio C.
RISPOSTA
Ne ho parlato in “Sul G8 a Genova” , il 1/07/2007.
Ecco la parte dove si parla di Bruno Contrada:
“Ero anch’io a Genova quei giorni come inviato.
Ho visto i blak-bloc (neri, mascherati, organizzati, con porta-ordini
in moto) distruggere impunemente auto e bancomat, e strane polizie
(mascherate, con divise mai viste) pestare non loro, ma i pacifisti
ingenui e inermi proprio come dice lei, con una spietatezza mai vista.
Scrissi allora su Avvenire che il responsabile di quella porcata era, e
non poteva non essere, che il capo supremo della Polizia, De Gennaro.
E scrissi che doveva dimettersi, che Berlusconi doveva farlo dimettere.
Non solo perché un “responsabile dell’ordine pubblico” che non sa
mantenere così platealmente l’ordine pubblico è chiaramente un incapace.
C’era di peggio.
L’intera dirigenza della Polizia di Genova (questore compreso) era stata esautorata e sostituita da funzionari mandati da Roma.
Fra essi, ospiti nel mio stesso albergo, dei ceffi forzuti che
sembravano più delinquenti che agenti e che, poi, parteciparono al
massacro alla scuola Diaz.
Si aggiunga che alcuni blak-bloc sembravano, in qualche caso, avere
rapporti amichevoli coi poliziotti.
Si aggiunga che Genova è una città stretta fra monti e mare, a cui si
può arrivare per sole tre vie: bastavano pochi snelli posti di
controllo per impedire la penetrazione di quei violenti, molti
stranieri (scrivevano sui muri in tedesco e in inglese), e invece
furono lasciati entrare.
Si aggiunga che simili estreme violenze di simili blak bloc non si sono mai più viste.
Dunque, gli incidenti furono cercati, provocati, prodotti dall’alto.
Perché?
Io credo, per far cadere il neonato governo Berlusconi, esattamente
come nel luglio del ‘60, nella stessa Genova, incidenti sanguinosi coi
portuali organizzati dalla CGIL fecero cadere un governo monocolore DC
sostenuto dal MSI, il “clerico-fascista Tambroni”.
De Gennaro è stato del resto il poliziotto di fiducia del procuratore
Caselli a Palermo, che ha condotto la sua guerra alla mafia (contro
Andreotti, con Buscetta) in modi altamente politici, per raggiungere
scopi politici.
Questi scopi erano, secondo me, dettati da Violante.
Per raggiungere quegli scopi fu distrutto, scrisse Dimitri Buffa, ‘il
grande investigatore Bruno Contrada, che fu fatto fuori da pentiti che
non avevano mai detto nulla finché era esistente la struttura dell’Alto
commissariato per la lotta a Cosa Nostra. E che poi viceversa si erano
scatenati contro di lui quando apparve chiaro che due scuole di
pensiero nello Stato italiano erano entrate in guerra in quei giorni
dell’autunno 1992: quella che voleva riconvertire il SISDE in struttura
di intelligence anti mafia, e Contrada ne era già a capo, e quelli che
invece volevano lasciare l’esclusiva alla DIA, la struttura voluta da
De Gennaro e Falcone di cui nel 1991 l’attuale capo della Polizia
divenne il capo’.
Queste sono le ‘istituzioni’ italiane promosse e rispettate dalla sinistra.
Notate come Caselli sia continuamente invitato da Ballarò, Ballarì e Santoro e ascoltato come un guru.
Ma questa ‘istituzione’ non è onorata solo dalla sinistra.
Berlusconi non fece dimettere De Gennaro dopo Genova, come avrebbe
potuto facilmente fare (anzi, si sarebbe così distanziato dai massacri
di Genova).
Ed oggi che De Gennaro è stato inguaiato da un suo sottoposto, tutto il Polo, Casini compreso, lo ha difeso e onorato.
E nemmeno il governo Prodi ha fatto dimettere il ‘grande poliziotto’
responsabile dell’eccidio di Genova: lo ha assegnato come capo di
gabinetto al ministro degli Interni, Giuliano Amato.
Questa promozione ha provocato persino una inedita protesta dei prefetti.
I quali hanno notato che con Manganelli al posto di De Gennaro a capo
della Polizia, con il SISDE affidato al poliziotto Gabrielli, il
Viminale ‘è nella mani della Polizia’.
O più precisamente, dicono i prefetti: ‘Il sistema di sicurezza è
governato dalla stessa squadra e tutto ciò con il pieno avallo delle
forze politiche, non solo della maggioranza’.
Incredibilmente, questa inaudita protesta dei prefetti non ha avuto
quasi alcuna eco sulla ‘grande’ stampa, ed è stata seppellita
nell’indifferenza.
Perché questo ‘avallo di tutte le forze politiche’ a favore di un
gruppo istituzionale così pericoloso? La mia ipotesi è in una parola:
dossier.
Probabilmente quel gruppo ha dossier su Berlusconi come su Prodi e su tutti.
Ma sono possibili altre ipotesi, anche peggiori.
Dopo quel mio commento su Avvenire, in cui chiedevo le dimissioni di De Gennaro, cosa accadde?
Mesi dopo, un fascista di Roma che non avevo mai visto né conosciuto mi
querelò per diffamazione: secondo lui, lo avevo nominato in un libro
scritto da me dieci anni prima (‘I nuovi barbari’, EFFEDIEFFE).
La querela è stata archiviata dal magistrato.
Ma secondo me - anche se non posso ovviamente provarlo - era una intimidazione delle suddette ‘istituzioni’.
Se mi succederà qualcosa dopo queste righe, saprete perché”.
Maurizio Blondet
30/12/2007 16.45 Giulio Tremonti
Giulio Tremonti mi sembra l’unico del panorama politico ad avere una
analisi chiara della situazione e qualche idea per il futuro.
Lo vedrei bene come Presidente del Consiglio.
Ritengo che Berlusconi non possa in questa situazione tornare a ricoprire quella carica... spaccherebbe ancora di più il Paese.
Un lettore
RISPOSTA
Notoriamente, la penso come lei.
Maurizio Blondet
30/12/2007 15.30 Omicidi politicamente corretti
Signor direttore,
in una recente edizione di Libero, quotidiano che mio padre considera
il Vangelo, un tale, che di Libero è corsivista, che risponde al nome
di Iuri Maria Prado e che, evidentemente, s’è assegnato il ruolo di
Venerato Maestro, ricorrendo al solito repertorio di sofismi
progressisti, asserisce che definire omicidio l’ aborto e assassine le
madri che lo praticano, è inaccettabile.
Egli, poi, tuona contro quei pochi che, commentando la sinistra farsa
della moratoria alla pena di morte, promossa dai cialtroni italici,
ricordano sommessamente che di pene capitali, a esseri innocenti e
inermi, ne vengono irrogate quotidianamente a migliaia nel civile e
“avanzato” Occidente.
Mi chiedo: come può l’Europa di Socrate, Platone e Aristotele, essere precipitata nel nulla degli Iuri Maria Prado?
Come possiamo liberarci di tali individui, cioè dei Prado, delle Hack,
degli Odifreddi, visto che ricondurli al buon senso, prima che alla
Ragione, è fuori dalla nostra portata?
L’infezione che essi propagano, non sarà fatale per il mondo intero?
Con immutata stima.
Massimo B.
30/12/2007 14.00 D’accordo per una volta
Gentile signior Blondet,
una volta tanto sono d’accordo con la sua relazione/indagine/prospezione/analisi sull’incidente aereo della Turchia.
Non ci vuole molto, ma basta volerlo, capire che la grande tribolazione
odierna sulla pace -mancata- nasce dall’ingordigia di potere di due
/tre Paesi al mondo: che si chiamino usa, e getta, oppure Putin o
Israel ha poca importanza; stanno blaterando da decenni falsando ogni
informazione sulla testa della gente che ci crede.
Siano “in fondo al viale”?
Certo che no, il mondo non finisce qui; certo che “la casa costruita
sulla sabbia” non ha fondamenta e tutto ciò che è falso o prima o dopo
crolla. Speriamo in Dio, più che negli uomini.
Auguri di Buon Natale e Nuovo anno.
Egidio B.
30/12/2007 13.00 Contrada /2
In seguito alla proposta di concessione di arresti domiciliari al
dottor Contrada mi sono ritrovato a rileggere le informazioni sul caso
(www.brunocontrada.info) e come la prima volta (qualche anno fa) mi
sono sentito sopraffatto dallo sgomento nel pensare che una persona, un
servitore dello Stato possa essere incarcerato, infangato, ecc. senza
neanche uno straccio di prova.
Soprattutto non avevo capito il perchè: possibile che ci possa essere solo l’imperizia?
No di certo, ci doveva essere anche la malafede nel costruire
l’impianto accusatorio terminato col generico “concorso esterno in
associazione mafiosa”.
Rispetto a qualche anno fa però stavolta abbiamo dalla nostra diversi
anni di letture del mitico Maurizio Blondet che ci ha insegnato a
leggere la realtà, a cercare di capire quello che sta dietro,
i veri interessi, ecc. e, quasi senza volerlo, ho ricollegato cose
lette da altre parti che umilmente mi permetto di sottoporre alla
Vostra attenzione.
Primo “blip” (=anomalia sullo schermo del radar, segnale debole che
però, proprio perchè non spiegato, merita attenzione e ulteriore
indagine): a partire dalla vicenda del perito della Moby Prince
sfuggito per un pelo al tentativo di assassinio, tutta una riesamina
del caso del mostro di Firenze e delle varie coperture che ci sono
state.
Secondo blip: nè la destra nè la sinistra (per chi crede ancora a
questo falso alternarsi al potere) fanno un’indagine seria sui fatti
del G8 di Genova; tanto più nessuno pensa a sostituire De Gennaro, come
evidenziato da lei: http://www.effedieffe.com/rx.php?id=2112
Forse a questo punto ipotizzare un complotto della Massoneria ai danni
di Contrada, uomo tutto d’un pezzo e non facilmente manovrabile o
corruttibile, non suona poi così fuori luogo...
Forse allora l’uscita di Mastella: “La clemenza a Contrada è un atto dovuto”...
tradisce la consapevolezza di averla fatta veramente sporca ad un uomo
la cui unica colpa sia stata quella di essere stato di intralcio per
giochi di potere e interessi più grandi.
Alberto M.
RISPOSTA
Sono d’accordo, Contrada è un servitore dello Stato praticamente ucciso
da un gruppo di potere così potente e tentacolare, che non conviene
nemmeno farne i nomi: se provi a toccare quegli argomenti, finisci in
galera o “suicidato”.
E’ ripugnante che i professionisti dell’antimafia abbiano pure il
coraggio di levarsi contro la scarcerazione del vecchio agente, lo
vogliono ancora dentro a 76 anni.
Maurizio Blondet
30/12/2007 12.00 Aereo turco, i precedenti
Sul fallimento del programma atomico turco basterebbe osservare ciò che successe nel 1999 all’Egitto.
Parola chiave: EgyptAir Flight 990
On October 31st 1999, Egypt Air Flight 990 bound for Cairo
mysteriously, plunged into the Atlantic Ocean, about 60 miles south of
the island of Nantucket,Massachusetts, killing all 217 people aboard.
The Boeing 767-300ER exploded at 11,000 feet after 40 minutes of its take-off from Kennedy International Airport in New York.
Controversy surrounds the crash to this day, but here is an interesting
“series of events or coincidences”, according to crash investigators:
1. There were 34 generals of different ranks from the Egyptian Armed
Forces on board the plane. Among them was a general who has a Doctorate
in atomic sciences, and more than 20 pilots who successfully completed
training in operating Apache helicopters that had been recently sold to
Egypt.
Also on board were other generals who successfully completed training
in launching the famous American Patriot missiles. The training of all
those generals lasted 3 years and cost Egypt $3 billion, which Egypt
paid in full.
2. Israel had vehemently denounced the training program of those
generals upon their arrival in the US 3 years before, calling the
training program “a threat to Israel’s security”.
5. One day before the tragedy, the American authorities provided hotel
accommodation in a 3-star hotel for the airplane crew, which
constitutes a violation of the simplest norms of international
aviation, where the crew is accommodated in the airport hotel or in a
5-star hotel.
6. On the same day, a crew of pilots and flight attendants of Israel,s
airline (El Al) checked in the same hotel with a general form the
Israeli Intelligence (Mossad) who was in charge of the crew’s luggage
and personal belongings.
7. Just a few hours prior to the incident, one of the Egypt Air flight
crew complained to the hotel security that someone had sneaked into his
room, because he noticed signs of an attempt to open his suitcase by
breaking the locks.
But the hotel security assured him of no foul play as long as nothing was missing.
8. The day of the incident, Edward McLoughlin, an American Jew, who is
a vice president of an American civil agency was one of the passengers
of Egypt flight form Los Angeles to New York City in route to Cairo.
But when the plane landed in New York City, Mcglauglen refused to
continue his journey to his final destination (Cairo) for fear of
possible “planting of a bomb by” one of the passengers at its first
stop (New York City).
9. On the day of the incident, the American authorities opted to take
the flight crew’s luggage from the hotel through the halls to the plane
itself.
Meanwhile the Mossad general opted to take the luggage of the crew of El Al flight to the Israeli plane himself.
But the luggage of the crews of both Egypt Air and El-Al ended up being
taken from the hotel to the airport in the same car that took the
Mossad general to the Israeli plane.
Simone C.
30/12/2007 11.00 Bifo Berardi interessante
Discorso interessante di un intellettuale di sinistra, Franco Berardi,
che evidenzia di come per i veri mondialisti il pericolo più grave
viene del concetto di nazione.
E che EUROPA NAZIONE era il vero obiettivo del nazionalsocialismo.
Luca L.
Europa Nazione
Ho creduto anch’io, come molti, alla favola che ci siamo raccontati sull’Europa.
Una favola a due facce: da una parte il movimento, le reti, il lavoro
cognitivo reticolare e quindi costitutivamente post-nazionale,
dall’altra un processo istituzionale, di cui i movimenti avrebbero
dovuto essere forza costituente e di cui l’Unione europea avrebbe
dovuto essere l’orizzonte costituito.
Nel 2005 alcuni si sono spinti fino a sostenere un progetto di costituzione indegno, in nome di quella favoletta.
Qualcuno ha denunciato per nazionalismo chi diceva no a quella costituzione.
Qualcuno ha preso la parola a fianco del padronato e del riformismo iperliberista perché il sì passasse.
Il sì non è passato grazie a un’alleanza oggettiva tra fascismo popolare in espansione e antiliberismo della vecchia sinistra.
Dichiarai allora timidamente che fra quel sì e quel no io mi sarei astenuto.
Oggi sarebbe il caso di riprendere il filo di quel ragionamento, perché
la favola si è dissolta e la realtà appare sotto una luce più fosca di
ogni previsione.
L’incontro tra l’Imperatore ungaro-francese e il Papa germanico è la
sanzione simbolica di un processo che avanza da lungo tempo e noi
abbiamo fatto finta di non vedere.
La fondazione dell’Europa Nazione è divenuta ormai l’impalcatura ideologico-militare del capitalismo post-democratico europeo.
La rifondazione d’Europa ha avuto il suo momento decisivo a Bruxelles
nel giugno di quest’anno, con la imposizione de facto dei contenuti
bocciati de jure dai referendum del maggio 2005. Coerentemente con la
sua natura autoritaria l’Unione Europea ha ristabilito gli elementi
essenziali del patto antisociale che la maggioranza spuria del 2005
aveva respinto.
Invece di chiamarli Costituzione li chiameremo Legge quadro, così non
sarà necessario disturbare i Parlamenti nazionali e meno che mai
interpellare l’elettorato.
Ha deciso la Banca Europea in rappresentanza degli interessi del grande capitale industriale e finanziario.
Così si rivela chiara la funzione dell’Unione europea: spostare la
decisione sui temi della vita sociale verso un luogo che ha caratteri
puramente tecnici, un luogo sempre più sconosciuto, oscuro,
inaccessibile, inappellabile.
La discussione politica si svolge nel frattempo nei Parlamenti nazionali.
I giornali nazionali, le opinioni pubbliche, l’elettorato dei vari
Paesi si appassiona (si fa per dire) a temi cruciali come le politiche
del lavoro, della migrazione e della guerra.
Ma si tratta di un esercizio del tutto inutile, perché i Parlamenti
nazionali non decidono niente, come dimostra l’esperienza del governo
di centro sinistra in Italia.
Il marchingegno è perfetto: dove si discute non si decide niente, dove si decide non si discute niente.
Nessuno lo sa, nessuno ce l’ha detto.
Nessuno ha deciso che è così.
Ma è così.
E’ l’Europa, bellezza.
Nella nostra favoletta c’era anche un corollario di commovente ingenuità.
Pur essendo il luogo in cui si producono le armi con cui ci si ammazza
nel resto del mondo, l’Europa si è convertita al pacifismo e diverrà la
forza trainante di un nuovo multilateralismo.
La verità purtroppo è un’altra, e l’abbiamo vista emergere con la vittoria di Sarkozy.
E’ l’emergere del nazionalismo più orribile: il nazionalismo europeo.
La conclusione brutale della questione dell’ammissione della Turchia ha
un significato politico inequivocabile, che Sarkozy e Ratzinger rendono
esplicito quando parlano di radici cristiane dell’entità politica
europea.
Nell’utopia europeista che ha nutrito la nostra favoletta c’erano le parole del “Discours à la nation européenne”, scritto nel 1933: “Intellettuali
di tutti i Paesi dovete essere coloro che ricordano alle nazioni che
sono perpetuamente nel male per il solo fatto di essere nazioni.
Plotino arrossiva di avere un corpo. Voi dovete essere coloro che
arrossiscono di avere una nazione. Così voi distruggerete le nazioni e
farete l’Europa”.
L’Europa non esiste, diceva Benda, e questa è la ragione per cui noi dobbiamo pensarla.
Non è una nazione, non è un’identità del sangue né della cultura, ma un processo da costruire con la volontà e la creazione.
Europa Nazione è la sostanza del patto fra il Papa e l’Imperatore ungaro-francese.
La crociata contro l’Islam è il terreno su cui il Sacro Romano Impero
si ricostituisce in diretta discendenza del progetto hitleriano.
So che non si dovrebbe con leggerezza fare riferimento a Hitler e al nazismo.
Ma oggi non capiremo quel che sta succedendo se non comprendiamo che la
sostanza del progetto nazista non era Deutschand uber alles, ma era
Europa nazione.
di Franco Berardi (bifo)
30/12/2007 10.00 Gaza vietata a delegazione italiana
La delegazione italiana diretta alla Striscia di Gaza, e atterrata
all’aeroporto di Tel Aviv, è stata bloccata al valico di Erez, al
confine tra la Striscia e Israele, dai soldati israeliani.
Il governo israeliano non ha permesso l’ingresso dei delegati
nell’immensa prigione a cielo aperto, dove un milione e mezzo di
palestinesi sono ormai precipitati nella crisi umanitaria.
La delegazione, ufficiale, è composta anche da un senatore della Repubblica italiana, l’onorevole Fernando Rossi.
Nei giorni precedenti alla partenza si erano succeduti incontri e
contatti con il nostro ministero degli Esteri, affinché chiedesse al
governo israeliano di garantire l’ingresso nella Striscia.
Ieri, invece, è giunta la conferma dalla nostra ambasciata del divieto di entrata.
Il gruppo è formato da Leonardo Mazzei “Comitato Gaza Vivrà”, Fernando
Rossi, Senatore, Giovanni Franzoni, Comunità Cristiane di Base, Lucio
Manisco, giornalista ed ex parlamentare, Maria Grazia Ardizzone, Campo
Antimperialista, Elvio Arancio, Centro studi cultura islamica di
Torino, Davide Casali, fotoreporter, inviato di Infopal.it, Giuseppe
Pelazza, avvocato, Vainer Burani, avvocato, membro “Giuristi
Democratici”, Maria Grazia Da Costa, operatrice sanitaria, Ugo
Giannangeli, avvocato, onlus “Per Gazzella”, Zeno Leoni, giornalista,
Carmela Vaccaro, docente universitaria, esperta di acqua, Erika Miozzi,
Associazione umanitaria di volontariato “Sumud”, Anika Persiani,
Associazione umanitaria di volontariato “Sumud”, Margarita Langthaler
“Comitato Gaza Vivrà.
Vienna” e si trova al momento fermo al valico.
Sacchi con medicinali, giochi e altro materiale sono stati consegnati
ai volontari di due ONG italiane attive da tempo all'interno di Gaza e
verranno distribuiti alla popolazione.
I delegati stanno monitorando la situazione del piccolo flusso di palestinesi che entra e esce dalla Striscia.
In questo momento, ore 10, sono stati avvertiti spari dell’esercito israeliano poco oltre il valico.
Un grande pallone aerostatico controlla la Striscia a 300-400 metri di altezza dal suolo.
(FONTE: Infopal)
30/12/2007 09.30 Il collasso del moderno sistema bancario è alle porte
A cura di Pieraldo Frattini
Le banche non hanno le riserve per coprire le perdite accumulate dai loro assett e la FED non può salvarle.
I mercati azionari sono scesi bruscamente la scorsa settimana in
seguito a notizie poco incoraggianti relativi al rialzo del tasso di
inflazione che potrebbe limitare un abbassamento ulteriore dei tassi di
interesse; siamo ora molto vicini all’accensione della spia che segnala
l’inizio di un mercato orso, ossia di discese protratte delle borse.
Il settore finanziario è stato finora il più colpito con una perdita di
capitalizzazione del settore del 25% dal luglio scorso ad oggi.
Il mercato immobiliare americano manifesta segni di rallentamento
sempre più inquietanti e perfino il governatore della California ha
annunciato che dichiarerà l’emergenza fiscale in gennaio a causa della
perdita in bilancio di 14 bilioni di dollari causati dalle perdite
legate alle obbligazioni garantite da mutui.
Il capo economista di Morgan Stanley, Stephen Roach, sul New York Times
di domenica scorsa affermava: Questa recessione sarà più grave di
quella mite del 2001-2003; la causa della recessione precedente fu il
crollo della spesa della aziende che al suo picco, nel 2000, si
aggirava attorno al 13% del PIL USA, la recessione attuale sarà
imputabile alla capitolazione della spesa dei consumatori che
costituisce il 72% del PIL USA?
Molte persone non hanno idea di quanto sia grave la situazione
provocata dalle prossime perdite di valore, dell’ordine di alcuni
trilioni di dollari, delle obbligazioni legati ai mutui; c’è ancora
radicata la convinzione che la Federal Reserve ed il Tesoro americano
possano risolvere la situazione.
Purtroppo non sarà possibile perché la FED non ha poteri magici e non
si metterà sulla scia di una valanga per non essere spazzata via lei
stessa.
Mentre la crisi dei mutui si approfondirà ed i fallimenti di banche ed istituzioni finanziarie
porteranno a forti discese dei mercati la FED si metterà da parte.
David Roache ne spiega il funzionamento sul Wall Street Journal: “La
ragione della crescita esponenziale del credito è stata dovuta al fatto
che le banche hanno avuto la facoltà di non tenere iscritti i mutui
concessi nella loro contabilità, ma di impacchettarli e venderli come
obbligazioni.
In questo modo hanno creato un’infinità di mutui non coperti dalle
dovute garanzie bancarie”.
Questo spiega perché le banche per far profitti abbiano concesso mutui anche a chi non aveva i
requisiti per ottenerli incassando maree di denaro.
Ora fortunatamente questo meccanismo si è rotto e la principale fonte
di reddito delle banche è venuta a mancare; il mercato delle
obbligazioni garantite dai mutui è calato di 1/3 (equivalente di 400
bilioni di dollari) in sole 17 settimane.
Le banche non hanno le riserve per coprire i loro assett svalutati e le banche centrali non possono monetizzare le loro perdite.
Non c’è via d’uscita.
Ci saranno bancarotte e banche che falliranno e tutti pagheranno il prezzo per questi eccessi.
Gli utili alle banche e le loro perdite da dividersi tra la collettività.
Gli investitori hanno perso appetito per il rischio e non ne vogliono
più sapere nulla di obbligazioni strutturate e ciò significa che circa
3 trilioni di dollari di debiti si schianteranno dando un gran colpo
all’economia.
Trilioni di dollari di “capitali virtuali” creati dal nulla con la
securitizzazione quando i mercati volavano sulle ali dell’ottimismo
spariranno in un colpo quando il mercato sarà portato dalla paura. Il
processo è iniziato e chi ne è consapevole può ancora fare qualcosa per
proteggersi.
Pieraldo Frattini Consulente indipendente in investimenti finanziari
Autore del sito di controinformazione finanziaria: www.demetrainvestimenti.com
29/12/2007 21.00 Modesta rivoluzione...
Da sempre penso che l’unica vera, definitiva rivoluzione sarebbe quella
della Coscienza... ma anche se iniziata, è ancora all’inizio...
Dal suo articolo, realistico, traggo però un senso di disperazione!
Non possiamo fare nulla per ribellarci???
Qualcosa si potrà pure fare.... attendo fiduciosa degli input, da chiunque.
Grazie
Marina C.
RISPOSTA
Non è che la rivoluzione non sia fattibile.
Ma ci vuole unione e coraggio.
E organizzazione.
Anch’io attendo input.
Maurizio Blondet
29/12/2007 20.00 La “vera” data di nascita di Gesù
Tratto da wikipedia: Un’ipotesi piuttosto recente asserisce che la data del Natale corrisponda,
entro certi limiti, alla vera data di nascita di Gesù (http://it.wikipedia.org/wiki/Gesù).
Si tratta di un’ipotesi basata sull’analisi dei testi presenti nella
biblioteca essenza di Qumran e su alcune informazioni fornite dal
Vangelo secondo Luca.
San Giovanni Battista fu concepito sei mesi prima di Gesù (e quindici
mesi prima del Natale), e l’annuncio del suo concepimento fu dato al
padre San Zaccaria mentre questi officiava il culto nel Tempio di
Gerusalemme.
Dai rotoli di Qumran si è potuto ricostruire il calendario dei turni
che le vari classi sacerdotali seguivano per tali offici, ed è stato
possibile stabilire che il turno della classe di Abia (a cui
apparteneva Zaccaria cadeva due volte l’anno.
Uno dei due turni corrispondeva all’ultima settimana di settembre, ossia proprio quindici mesi prima della settimana del Natale.
Questa ipotesi è molto affascinante, ma è davvero poco conosciuta al grande pubblico (perfino ai preti).
E ogni anno ci dobbiamo riascoltare la pappardella sul Sol invictus.
Per carità, sovrapposizioni di tradizioni pagane e cristiane ce ne sono
sempre state, ma sapere che il Natale del Signore cade effettivamente
il 25 dicembre non può che far piacere!
Auguri!
Cosimo P.
RISPOSTA
E’ una conferma in più.
I Vangeli sono rigorosamente storici.
Che i preti non ci credano è ovvio: il solito ritardo culturale.
L’arcivescovo di Canterbury ha da poco annunciato che, secondo lui, i Magi sono “una leggenda”.
Maurizio Blondet
29/12/2007 19.00 A’ munnezza rossa...
Gentilissimo Dottor Blondet,
ho letto, grazie al suo articolo sul Nord sempre più impoverito, che
ciò che prevedevo tanti anni fa sta diventando realtà: il Nord si sta
adeguando agli stessi standard del Sud Italia, nel quale vivo e cerco
di sopravvivere.
Mi sa che molto presto anche voi, a dispetto delle varie e declamate “raccolte differenziate”, sarete
sepolti come la Napoli da cui scrivo, dai soliti sconci sacchi di immondizia lasciati a marcire...
Per questo vi segnalo la solita cretineria scenografica meridionale sul problema “munnezza”: così
magari anche i vostri Moratti, Albertini, ecc. potranno avere giusta ispirazione.
I sacchi dell’immondizia rossi, così per le feste sarà tutto più coreografico...
Adesso i turisti (ma quali? nonostante gli annunci trionfali di turisti a fiumi io non ne vedo da anni,
ormai, tranne pochi sventurati e terrorizzati che capitano per sbaglio...) potranno venire numerosi:
dopo l’insulsa montagna di sale di alcuni anni fa, ci sarà la montagna di munnezza rossa ad attenderli...
Cosa dirle: non so se provare più irritazione per l’incapacità o per la buffoneria...
Un lettore
RISPOSTA
Questa storia della spazzatura inamovibile è davvero ributtante.
La camorra è il governo regionale e comunale.
Sono tutt’uno.
Maurizio Blondet
29/12/2007 18.00 La Macchina Bellica inizia i preparativi?
Egregia EFFEDIEFFE,
temo che questo nuovo attentato di Al Qaeda/Mossad si collochi
nell’ottica già indicata negli ultimi mesi e non a caso dal ministro
degli Esteri francese, dalle dichiarazioni di Bush, dal discorso di
Napolitano del 4/11.
Voglio sottolineare con sentito DISGUSTO la facilità (Servile) e la
scioltezza irresponsabile con la quale il TG 1 nelle vesti del suo
direttore robot/clonato filo USA ha parlato di una probabile 3° Guerra
Mondiale citando in sequenza tutti le nazioni instabili fino al corno
d’Africa.
Sarebbe anche un valido modo per dribblare il crac finanziario imminente; ma sono certo che le Forze della Luce prevarranno.
Spero di esservi stato utile.
Un 2008 di Pace e Verità.
S. M.
RISPOSTA
Sì, ho visto il clone che parlava di terza guerra mondiale: che vi piaccia o no, la faremo.
Maurizio Blondet
29/12/2007 17.00 Su Contrada /1
Ecco qui, ci risiamo...
Bispensiero, neoligua sempre peggio...
Si invoca la scarcerazione per quel bastardo di Contrada come “gesto
umanitario”... e l’ultranovantenne Priebke ancora privato della sua
libertà.
Non vedo l’ora di finire nella stanza 101.
Fabio
RISPOSTA
Io invece penso che Bruno Contrada sia stato vittima di una mostruosa
persecuzione, condotta dalla più potente e temibile cosca di potere in
Italia, quella cui Sciascia alluse come ai “professionisti
dell’antimafia”, nel quadro di una diversa concezione della “lotta alla
mafia”.
Maurizio Blondet
29/12/2007 16.30 Bin Laden é morto... parola di Benazir Bhutto!
Gentilissimo Dottor Blondet,
sull’intervista di Benazir Bhutto ad Al Jazeera il 2 novembre scorso in
cui la stessa parla di un certo Omar Sheikh (mi sembra sia lo stesso
nome dell’uomo condannato per l’assassinio di David Pearl) che sarebbe
nientemeno che l’assassino (usa il verbo murdered al passato) di Osama
bin Laden (o bin Mossad).
L’intervistatore lascia cadere la frase nel vuoto e l’intervista continua come se nulla fosse.
Che ne pensa?
Possibile che non ci sia un solo media occidentale interessato alla rivelazione della Bhutto?
Incredibile!!!
Le lascio il link all'intervista su Youtube.
Buone Feste e complimenti per l'ottimo lavoro.
Marco S.
RISPOSTA
Ormai a "credere" a bin Laden è rimasto solo Magdi Allam.
Maurizio Blondet
29/12/2007 16.00 Benazir: al quaeda???
Tra tourbillon di cartoni animati, film e talk show pseudo
natalizi è stato interrotto dalla notizia che
Benazir
Buttho è stata assassinata.
Ovviamente da un kamikaze.
Ovviamente è stata
Al-Quaeda.
L'importante è crederci.
Ma siamo talmente assuefatti ed
insensibili che non ci porremo tante domande al riguardo mentre aspettiamo
il cenone di San Silvestro.
Saluti.
F. Taddia
RISPOSTA
Come abbiamo già riportato, guarda caso, gli americani erano già pronti prima a aumentare la loro presenza in Pakistan.
Maurizio Blondet
29/12/2007 15.00 Bhutto e Musharraf
In riferimento al suo dettagliato, puntuale e illuminante articolo: "E’
stata «Al Qaeda», naturalmente", Le vorrei segnalare questa
notizia Ansa e porre l'attenzione su chi era e il portavoce della Bhutto in
America, la sua origine e il suo gruppo di pressione a cui fa riferimento.
Benazir Bhutto attribui' la responsabilita' di una sua eventuale morte violenta al presidente pakistano Pervez Musharraf.
Lo fece in una e-mail indirizzata a un amico americano che e' stata consegnata alla Cnn prima dell'attentato di oggi.
L'e-mail, del 26 ottobre, era stata data da Mark Siegel, l'amico, all'
emittente con la consegna che poteva esser resa pubblica solo in caso
di morte violenta della Bhutto.
'Era compito del governo proteggerla', ha detto Siegel alla Cnn.
Come dice un mio caro amico: "non è che li vediamo da tutte le parti, sono,
putroppo, da tutte le parti...".
Ad majora
Ettore e Francesco
RISPOSTA
Un altro preveggente, di nome ebraico.
Adesso capiamo: tutto il caos e il sangue, è per togliere le testate atomiche al Pakistan.
Maurizio Blondet
29/12/2007 14.00 Diagnosi prenatale
Mi rivolgo ancora a lei per avere - se possibile - una chiarificazione
riguardo un articolo che un amico mi ha fatto avere, pubblicato sulla
rivista La Civiltà Cattolica (2007 IV 453-463, quaderno 3779) dal
titolo “LA DIAGNOSI PRENATALE OGGI” di Giovanni Neri e Angelo Serra S.I.
L’articolo in questione afferma sostanzialmente che la Diagnosi
Prenatale (Dp) per accertare l’eventuale presenza di un feto portatore
di malattia genetica o di una malformazione fetale geneticamente
determinata è oggi un dovere deontologico da parte dei medici quando i
genitori, correttamente informati, la richiedono.
Non è invece assolutamente ammissibile il grave abuso, introdotto da
una medicina e una tecnologia disumane, di fare una diagnosi genetica
pre-impianto, che implica l’uccisione nei primi giorni di vita degli
embrioni che presentassero un’alterazione genica o cromosomica.
Ovviamente condivido nella sua sostanza l’articolo, mi restano però
alcune perplessità, forse dovute alla mia insufficiente conoscenza del
problema allo stato attuale.
Per questa ragione ricorro a lei.
Dato che l’articolo in questione afferma che la Dp la si esegue sul
feto mediante analisi citogenetica, biochimica o molecolare su cellule
fetali ottenute “mediante o biopsia di villi coriali dalla placenta o amniocentesi o cordocentesi” e che queste sono “procedure
che, per quanto
collaudate, comportano pur sempre un piccolo rischio di aborto
iatrogeno, cioè aborto conseguente a interventi esterni alla donna”, mi chiedo come è possibile affermare in seguito che la “Dp è di per sè una procedura eticamente «neutra, ma doverosa” e che “non è giusto da parte del medico ritirarsi dalla diagnostica prenatale”.
Come si può affermare ciò senza aggiungere e specificare nient’altro?
Ma se nella Dp è presente tutt’oggi un rischio abortivo, per quanto
“piccolo”, non vedo come essa sia almeno in questi casi una “procedura
eticamente neutra” e come - nei casi di rischio abortivo - sia doveroso
per il medico non rifiutarsi dal compiere la diagnostica prenatale per
accertare
eventuali e non sempre del tutto certe (come afferma anche il suddetto
articolo) malattie genetiche o malformazioni del nascituro...
Spero in una sua risposta che mi chiarisca queste forti perplessità,
rafforzate anche da amare esperienze avute in passato quando ebbi a che
fare con medici “super cattolici” che tranquillamente facevano e
promuovevano le amniocentesi e che godevano del pieno e pubblico
appoggio dell’assistente ecclesiastico dei medici cattolici di quella
zona (un dottore in teologia morale)...
Certamente un povero cristiano come il sottoscritto fa riserva sulle
sue perplessità, ma allo stesso tempo deve cercare risposte a quesiti
che sorgono nella sua coscienza a seguito anche di non del tutto chiari
ed esaustivi interventi.
Mi voglia perdonare per il tempo che le sottraggo, ma la fiducia che ripongo in lei mi spinge a battere alla sua porta.
Voglia gradire i miei più sentiti auguri di un Santo Natale di Gesù.
Con profonda stima,
Giuseppe B.
RISPOSTA
Su queste questioni il mio parere vale poco, perché sono fondamentalista: niente esami prenatali.
Lasciar fare alla natura.
Ma non è una proposta attuale.
Maurizio Blondet
29/12/2007 11.00 Homeschooling
Direttore,
se a qualcuno dei Suoi lettori può interessare...
Mio figlio ha imparato a leggere a 3.5 anni.
Ho adottato il metodo descritto dal dottor Glenn Doman nel suo testo,
con allegato il sussidio indispensabile, “Leggere a 3 anni”, editore
Armado Armando.
A detta di un insegnante, a 5 anni leggeva come un ragazzo di III
elementare.
Tutto bello, entusiasmante.
Poi ... in seconda era considerato un elemento estraneo dai compagni,
lo deridevano ed isolavano perché aveva... saltato la “prima” e
l’insegnante lo appellava “sapientone”!
Quindi ... attenzione!
Naturalmente se le “n” “insegnanti” avessero saputo gestire la situazione non sarebbe tornato a casa sempre mogio mogio.
Ha cambiato classe in terza ritrovandosi, per insegnante di lingua, una ex-68ina femminista, divorziata.
Peggio che andar di notte!
Le favole di Esopo e dei Fratelli Grimm le ha lette su “I Quindici”.
Adesso (15 anni) frequenta il terzo liceo scientifico con forte
interesse per la filosofia (per ora i presocratici), per il teatro e
con ottimi risultati.
E’ prassi il commento e lo studio di alcuni articoli del dottor Blondet
(caso di scuola quello sul bullismo trattato da un quotidiano
francese), pochissima TV, niente playstation, si diverte a programmare
il “sito web” di qualche amico.
Il divieto di recarsi alla vicina biblioteca comunale è per lui la massima punizione.
Altro testo utilissimo per i neo-genitori: “Pensare a 3 anni”, editore
Armando; (non sono sicuro, avendolo regalato ad una coppia di amici,
dell’autore, forse l’esperto svizzero Piaget).
Buone Feste a tutti,
Nicola D.
29/12/2007 10.00 Il ricco stolto
Ho letto il suo articolo “Il ricco stolto e lo scaltro non povero”
in cui elogia la mossa dell’attuale governo nell’iniziare un’apertura
verso la Russia attraverso collaborazioni commerciali in campo
energetico soprattutto (Le ho inviato un mio articolo in proposito).
Se posso vorrei far presente che Prodi è sempre stato schiavo degli
americani e delle banche americane che hanno piazzato diversi uomini al
governo ed alla Banca d’Italia.
Mi è sembrata inoltre “strana” quella affermazione di Sarkosy di una
sorta di “Unione del Mediterraneo” costituita dai Paesi che si
affacciano sul Mediterraneo che dovrebbero parlare con l’UE.
Mi puzza di Europa a due velocità con i Paesi più retrogradi lasciati al loro destino...
Parto dal presupposto che Prodi sia una persona che oltre ad intascarsi mazzette odi il proprio Paese.
Secondo me c’è un disegno che prevede l’Italia come cavallo di Troia
americano nei confronti dei russi e su cui far ricadere le colpe in
caso di tensioni tra Europa e Russia.
Un pretesto per sbatterci fuori dalla zona euro ed impoverirci ulteriormente.
Un regalo nel caso di perdita delle prossime elezioni o un ricatto che userà in futuro.
Prodi e D’Alema sono troppo schiavi degli americani (anche se
all’apparenza non sembra) per avere idee proprie ed una propria linea
estera.
Da ultimo un risvegliarsi proprio ora delle tensioni balcaniche assume uno strano messaggio...
Mi piacerebbe avere una Sua opinione, può darsi che prenda lucciole per lanterne.
Cordialmente
P. L.
RISPOSTA
Prodi non sta facendo una politica.
Sta facendo affari.
Maurizio Blondet
29/12/2007 09.00 Servizio pubblico?
Gentilissimo Blondet,
sabato mattina mi sono recato presso l’ufficio postale di Cento (FE) per inviare una busta.
Erano le 10 del mattino, c’erano 4 persone davanti a me e due casse dedicate esclusivamente a raccomandate e ritiro pacchi.
Ritenevo, sbagliando, che i tempi di attesa sarebbero stati contenuti.
Evidentemente ero stato un po’ troppo ottimista, perchè dopo mezz’ora ero praticamente
allo stesso punto, mentre i due clienti che mi precedevano erano entrambi alle prese con “sparizioni” di pacchi.
Un signore ha atteso cortesemente l’impiegata per sentirsi rispondere che il pacco non si trovava e
l’avrebbero poi contattato.
L’altro aveva il problema opposto, ma le impiegate hanno fatto presente
che se il pacco spedito non arriva non è colpa delle Poste ma dei
corrieri dei quali si servono per le spedizioni (???).
Giunto finalmente il mio turno ho chiesto di inviare la mia busta per
posta ordinaria e l’impiegata con voce sprezzante mi ha risposto: “Ma non lo sa che in Italia non esiste più la posta ordinaria, è
tutta prioritaria!!!”.
AH AH AH!!!
Che bella battuta, mi veniva da rispondere, solo prioritaria...
E invece è la pura verità: le tariffe sono quelle (+ alte) della
prioritaria, ma il servizio si è livellato verso quello della posta
ordinaria.
Questo è il servizio pubblico delle Poste Spa.
Tanti sinceri auguri di un felice Santo Natale a Lei e a tutti i suoi collaboratori.
Francesco T.
Pieve di Cento (BO)
28/12/2007 21.15 Carità animalista
Gradirei un suo commento all’articolo apparso su Repubblica on line
relativo a come il ministero della Salute e gli animalisti della LAV
combattono contro il maltrattamento degli animali in questo caso,
crostacei esposti ai supermercati quando in Italia ci sono centinaia di
migliaia di persone costrette a sopravvivere con pensioni di 500 euro
al mese, giovani precari con contratti ridicoli
e presi per il collo con la paura di essere licenziati e perdere il
posto.
Sembra che il governo non interessi la vita di milioni di italiani ma metta come priorità la vita e la sofferenza degli astici.
ultimamente Lei parla sempre più spesso della necessità - da ma
pienamente condivisa - di dare vita ad una vera rivoluzione (se
vogliamo cambiare le cose e scrollarci di dosso la casta parassita).
Ma non crede che basterebbe, a questo punto, andare tutti presso la
nostra banca a prelevare i NOSTRI SOLDI (operazione assolutamente
lecita e non cruenta) per assistere, esterefatti, al crollo di questo
sistema finanziario marcio e deviato?
Poi rinascerebbe, come dopo una devastante alluvione, una bella erbetta fresca...
Con profonda stima e rispetto.
Federico
28/12/2007 18.30 Ufo false flag
Gentile redazione,
come forse ricorderà qualche giorno fa avevo mandato un’email circa
delle mie considerazioni su “strane” notizie riguardanti gli ufo che
venivano da un po’ tutto il mondo.
Ricordavo anche che a differenza degli anni passati, c’era una
sostanziale differenza: e cioè che diversi Stati avevano
improvvisamente e quasi contemporaneamente aperto i loro “archivi”
sugli Ufo.
La mia opinione era ed è che ci fosse in preparazione un altra false flag.
Bene.
C’è stato un passo avanti importante.
Dal Corriere: stupore IN GIAPPONE “Prepariamoci a combattere gli alieni”.
Due esponenti del governo nipponico ammettono l’esistenza degli Ufo.
Spero iniziate a seguire la faccenda anche voi.
Saluti
Halifax
RISPOSTA
Seguiamo gli eventi.
Dopo Al Qaeda, tocca combattere gli alieni?
Io direi di accoglierli: non saranno peggio di Visco.
Maurizio Blondet
28/12/2007 17.00 Caino pro domo sua
Caro Blondet,
lei lo saprà già, ma è sempre divertente ricordarlo (anche ai suoi
lettori): il fondatore e presidente dell’associazione Nessuno Tocchi
Caino (che si batte strenuamente contro la pena di morte ed è parte
attiva nella moratoria), è tale Sergio D’Elia, inserito di straforo
nelle liste della Rosa del Pugno per le ultime elezioni, con un timido
strascico di polemiche.
Inutile ricordare che questo D’Elia, ex terrorista di Prima Linea, è
stato condannato in primo grado a 30 anni, per banda armata e concorso
in omicidio dell’agente Fausto Dionisi (di 23 anni, con una figlia di 2
anni e mezzo).
Abele si può ammazzare.
Il New York Times scrive che gli italiani sono un popolo triste
(intristito, direi): anche questa moratoria fa parte della frustrazione
generale.
Personalmente, come italiano, mi vergogno di questa “conquista per la civiltà”: non servirà a nulla.
In Cina si istruiscono i soldati su come sparare ai condannati a morte
per non ledere gli organi, merce preziosa (10 miliardi di dollari
l’anno).
Se non ascoltano i timidi ammonimenti sul clima (e non permettono
neanche ai leader di altri Paesi di incontrare il Dalai Lama) chi mai
potrà utilizzare questo “strumento di pressione” contro il gigante
cinese?
Debbo anche ricordare che in quel Paese i reati sotto pena capitale sono 150 (tra i quali l’evasione fiscale!).
A mio modesto parere, questa moratoria è stata fatta soltanto per rompere i coglioni alla parte sana dell’America.
Non è una sparata: il giorno in cui la moratoria è passata all’ONU (16
novembre), all’ultimo minuto in Florida è stata fermata dalla Corte
Suprema l’esecuzione di Mark Dean Schwab, condannato per lo stupro e
l’uccisione di un bambino di 11 anni (ma di omicidi ne ha fatti altri,
è un ottimo “caino”), che avrebbe dovuto morire per iniezione letale
alle 18.00 di quel giorno.
Non c’è più speranza, ha ragione lei.
Almeno si giungesse ad un accordo: in cambio della moratoria sulla pena di morte vogliamo la moratoria sull’aborto!
E invece, niente...
Anzi, purtroppo adesso che la Bonino ha finito di stare al suo posto al
sole, tornerà in Italia a rompere i coglioni con l’eutanasia.
Eppure la pena di morte è da sempre uno dei più grandi collanti sociali.
Soltanto essa potrebbe ricostruire il nostro tessuto sociale spappolato
(una “poltiglia”, come dicono gli esperti): qualche bella impiccagione
in piazza, magari di Totò Riina (che costa una marea di soldi ai
contribuenti, tra guardie speciali e cella di lusso).
Perché non fonda un bel “Partito della Forca”?
Non è vero che lei non è un buon oratore, nelle conferenze in cui l’ho
vista è stato molto convincente: se avesse voluto vendermi una
Enciclopedia per Ragazzi anni ‘70 ammuffita,
l’avrei comprata.
Saluti
Roberto
28/12/2007 15.00 Una lettera molto personale
Egr. Dott. Blondet,
le scrivo questa mail non solo per ringraziarLa di dar voce a quei
sentimenti che appartengono, spero, ad un buon numero di Italiani, ma
anche per presentarmi.
Sento questa esigenza perchè mi fido di Lei e rivivo in molti dei suoi articoli la realtà quotidiana tristemente nota.
Mi chiamo Polastri Ludovico, sono ingnegnere meccanico, abito a Brescia, 45 anni.
Dopo aver studiato a Brescia mi sono specializzato a Milano.
Lavoro in un'azienda bresciana di 80 persone che fabbrica, tanto per cambiare, prodotti per l'arredobagno.
Sono sposato da 20 anni con la ragazza che incontrai all'università e di cui sono innamorato come il primo giorno.
Di umilissime origini entrambi abbiamo sacrificato tutta la nostra gioventù sui libri, prima al liceo e poi all'università.
Le nostre famiglie hanno fatto sacrifici enormi per farci studiare.
Con il mio primo stipendio siamo andati ad abitare in un monolocale alla periferia di Brescia.
Lavoravo solo io.
Eravamo pieni di sogni, il futuro era una sorpresa da cogliere ogni giorno.
Ci siamo fatti un viaggio solo in occasione del matrimonio, poi abbiamo
tirato la cinghia per comperarci un bilocale, senza muto.
Pagato in contanti.
Ce l'abbiamo fatta.
Prima dell'euro ovviamente.
Abbiamo visto negli anni la decadenza di due città come Brescia e Milano.
Mi ricordo che passeggiavamo di sera fino alle 23.
Non abbiamo mai avuto paura.
Ora sarebbe impossibile.
Abbiamo visto la pianificazione della distruzione di tutto quello che ci circondava.
Prima l'individuo è stato parcellizzato come una monade poi la famiglia disintegrata, i valori distrutti.
In un tempo brevissimo.
Vede, io disprezzo questa Casta perchè ci ha immiserito.
Io ho studiato quando le tasse scolastiche costavano 300 mila lire all'anno.
Andavo a prendere i libri all'ISU, perchè troppo costosi, ma li trovavo ed erano in buone condizioni.
Avevo treni su cui mi potevo sedere, avevo come amico di studi il settimo figlio di un piccolo negoziante di scarpe.
Anche gli ultimi potevano studiare.
Ci sentivamo uguali.
Anzi i figli degli industrialotti che studiavano prendevano voti più bassi o erano bocciati.
Erano le nostre vittorie. Il lavoro poi lo si trovava subito.
Dopo 15 giorni dalla specializzazione lavoravo già.
Mi aveva assunto un vecchio direttore tecnico con profondi insegnamenti cristiani.
Aveva capito tra i molti candidati che aveva visto io avevo bisogno di quel lavoro lì.
Me lo diede e mi disse: per adesso ti posso fare il contratto di 6 mesi
ma fidati di me perchè mi impegno, se tutto va bene, per confermati.
Così fu.
Caritas Cristiana.
La parola, l'impegno, valeva per me più del pezzo di carta.
Era lui il mio contratto ed il mio riferimento.
Sono rimasti i miei valori tutt'ora.
Non mi sono mai addentrato molto nelle questioni religiose infatti non
Le ho mai scritto su questi argomenti perchè il mio insegnamento è
sempre stato quello di aiutare gli altri.
E l'ho fatto diverse volte.
Quando c'era da punire l'ho fatto sempre in modo che la persona
restasse in piedi per riprendersi, quando c'era l'encomio era coram
populo.
Mi padre mi diceva sempre "se dai ti sarà dato", "sii umile e chiedi per piacere" "ringrazia che ti dà una opportunità".
Questi sono i miei insegnamenti religiosi.
Ora invece è tutto capovolto. Vedo solo furbi, se possono ti fregano la cattiveria è diventata la quotidianità.
Questo per me è il Diavolo. Diaballo, colui che divide. Il Diavolo è la
Casta che ci ha tolto tutto quello che avevamo e continua a spellarci
vivi.
Dott. Blondet, potrei scrivere per ore ma rischio di annoiarLa ma vorrei dirLe alcune cose:
- Mi piacerebbe un giorno incontrarla;
- Vorrei che Lei diventasse per persone come noi il riferimento su cui contare.
E a questo proposito mi associo alla lettera della Sig.ra C. L.
Anche io Le avevo scritto una mail sullo stesso tono.
Voglio augurarmi che il nuovo sito diventi un punto di incontro ed una
forza evidente e pesante del malcontento di un buon numero di voti.
E dico di più.
Vorrei che questo malcontento si coagulasse e prendesse forma con
azioni quali firme, evidenza sul web, pressione verso la Casta.
Dobbiamo contare di più.
Dott. Blondet ci pensi su.
Facciamo un passo ancora più in là della semplice denuncia.
Contiamoci e sbattiamo sul piatto i numeri con nomi e cognomi, formuliamo proposte concrete.
Altrementi mi sembra di perdere sempre di più ogni giorno qualcosa che non tornerà mai più.
Con l'occasione Le auguro buone feste e un grosso abbraccio.
Cordialmente
Ludovico P.
28/12/2007 14.00 Auguri graditi
Con queste poche righe voglio porgerle i miei più sentiti auguri per
Natale e per l’anno venturo: Dio ci faccia la grazia di rendere i
nostri cuori delle degne grotte per accogliere il bambino che nasce.
Accanto all’augurio, giunga un mio ringraziamento particolare: da anni
ormai sono un animatore dell’Azione Cattolica nella mia parrocchia, in
una diocesi - quella di Ascoli Piceno - in cui l’orda
gnostico-progressista che ha minato questa mia amata associazione, un
tempo grande scuola di santità, sembra essersi fermata: si, insomma,
siamo una sorta di isola felice!
Ma sto divagando: la ringrazio per le continue ispirazioni che mi da
nei suoi eccellenti articoli sulla Fede Cristiana, che sono per me
continuo spunto di formazione e motivo di verifica.
Non le nascondo che molte volte ho cercato di rielaborare i contenuti
in maniera da renderli fruibili ai miei ragazzi (età 14-18... selvaggi
col telefonino, ha presente?).
Oggi pomeriggio, ad esempio, proporrò un laboratorio sulla Natività di
Gentile da Fabriano, ispirata al suo ultimo articolo sull’arte sacra.
La ringrazio quindi per l’opera “pedagogica” che compie quotidianamente
nei miei confronti e, salutandola, le rinnovo i miei migliori auguri di
un Felice Natale.
A presto,
Giulio P.
Post scriptum: Le ho scritto altre volte, spesso mi ha dedicato
uno spazio ne “L’opinione dei lettori”, ma metto qui due righe per
presentarmi.
Ho 29anni, una laurea in ingegneria elettronica, con particolare interesse per l’Intelligenza Artificiale.
La provvidenza mi ha fatto trovare un lavoro in una delle poche aziende
in Italia che faccia veramente ricerca, sviluppo ed innovazione in
questo senso, e per giunta a 4km da casa mia.
Per questo sono pronto a controfirmare col sangue ogni parola che lei scrive per descrivere
l’oscenità della spesa pubblica italiana e dei privilegiati della casta italiota.
Ho collaborato anche con Alfa e Omega quando era gestita di Siro Mazza.
Con il suo amico e mio concittadino don Francesco stiamo muovendo le
acque per creare qualcosa di bello qui in Ascoli... è disposto a
venirci a trovare per “educarci” dal vivo?
Come ultima nota: mi consideri “arruolato” per la sua rivoluzione!!!
Ancora tanti auguri!
28/12/2007 13.00 No al presepe
Anche quest’anno il principio che sta prendendo piede è uno solo: non offendere.
Gesù bambino nei presepi?
Meglio toglierlo, anzi, meglio sostituirlo con un’icona del martire Che Guevara.
La parola Gesù nelle canzoncine di Natale?
Sostituirla con il termine “virtù”.
Non è proprio la stessa cosa ma più consono all’ipocrita clima politically correct.
E nella recita di fine anno la natività si può rimpiazzare con la
storia di Cappuccetto Rosso o del poligamo Maometto e delle sue 4 mogli.
Il Natale ormai, grazie ai politeisti che amano tutte le religione
fuorché quella cristiana, rischia di diventare davvero una festa sui
generis.
Il motivo?
Ovvio, per non offendere i musulmani e non creare differenze tra i bambini cattolici e quelli di altre religioni.
Un conto è la tolleranza ed il rispetto per tutte le confessioni, altro
è la cancellazione di ogni riferimento alle nostre radici cristiane.
Di questo passo si andrà verso una deriva nichilista che peserà sul futuro e sull’identità del popolo italiano.
Stiamo andando verso una ghettizzazione e una marginalizzazione dei cattolici veramente insopportabile.
Ed è ora di dire basta anche a chi con il pretesto della (falsa) laicità sta tentando di distruggere la civiltà cristiana.
Gianni T.
Verona
28/12/2007 11.15 Risposta a “Da un Anarchico-narcisista”
Spazio lettori: Risposta a "Da un Anarchico-narcisista": eeh no!
Dai, per favore Maurizio.
Spero che l’“arruoliamo tutti anche anarchico-narcisisti” sia solo una battuta…
In caso contrario, dovrei pensare che anche Lei stia diventando sinistra style… della serie “vanno bene tutti basta raggiungere l’obbiettivo”...
questo è un ragionamento tipico da Casta... tenuto conto
che, giù una Casta, su un’altra, visto che non siamo più certamente
noi, come popolo e governo italiano a prendere le decisioni. e penso
che Lei lo sappia bene o no?!
Ora, prima di pensare ad abolire la Casta, arruolando chiunque (è vero
che a ‘sto mondo siamo tutti peccatori, ma un minimo di coerenza mi
sembra dovuta…), pensiamo a migliorare prima di tutto noi stessi e poi,
la rivoluzione, facciamola per abolire leggi come quella sull’aborto o
sul divorzio.
Carlo
RISPOSTA
Bisogna essere in tanti, possibilmente maggioranza.
Invece siamo in minoranza.
Maurizio Blondet
28/12/2007 10.00 Calabria felix
Scrivere da una terra come la Calabria, in cui ormai i diritti primari
vengono negati al popolo stesso cui questa terra appartiene, è
difficile.
Vorrei sapere quante persone si sono mai trovate di fronte allo sguardo
di un proprio parente che, necessitando di cure mediche urgenti, piange
disperato perchè in quel buco maledetto di ospedale non ci vuole
andare... perchè ha paura...
Vorrei sapere quanti hanno dovuto vedere offeso il proprio padre,
abbandonato in una stanza di ospedale senza assistenza, senza diagnosi
nè cura, impossibilitato ad espletare le proprie funzioni fisiologiche
perchè i bagni erano tinteggiati di escrementi...
Vorrei sapere quanti giovani sono infelicemente frustrati a frequentare
Università gestite da gente i cui unici interessi sono il loro
profitto, i posti dove impiegare nullafacenti e sedicenti professori di
indubbia fama, ipotecando il futuro di centinaia di studenti che a vita
porteranno il marchio infame della provenienza da questa terra
dimenticata.
Vorrei sapere quanti giovani devono rinunciare ai propri amici, ai
propri affetti, ai propri amori per fuggire via dalla loro città
andando ad elemosinare un po’ di dignità.
Vorrei sapere quanti si svegliano la mattina e apprendono che,
nonostante le tasse, le promesse è più facile morire in un ospedale che
in casa propria...
Per un attimo mi sono vergognato ad essere calabrese, poi però ho
capito che non ho scelto io i pagliacci che reggono il potere e che
continuerò a lottare.
Vorrei solo che anche tanti mie conterranei, prigionieri del
relativismo più estremo, riuscissero a capire che è ora di cambiare.
RM
28/12/2007 09.00 In fondo alle porte d’impurità
Caro Blondet,
ricordo che in un vecchio articolo lei aveva parlato di una sorta di
delirio infantile d’onnipotenza per spiegare questi efferati fatti di
cronaca di fidanzati respinti.
Col suo inguaribile ottimismo da uomo razionale, neanche lei avrebbe
potuto prevedere lo schifo profondo dal quale siamo tutti sferzati.
Garlasco (Pavia) - Detenzione e divulgazione via internet di
materiale pedopornografico: un’accusa - pesantissima - in più per
Alberto Stasi, da ieri indagato anche per questo reato, e soprattutto
un movente credibile per l’assassinio della sua fidanzata Chiara Poggi,
del quale dopo oltre quattro mesi resta l’unico
sospettato.
La ragazza, ipotizzano gli inquirenti, potrebbe aver scoperto il suo
segreto, gliene avrebbe chiesto conto e forse avrebbe addirittura
minacciato di rivelarlo: per questo Alberto, la mattina del 13 agosto,
l’avrebbe uccisa nella sua villetta di Garlasco.
Nella memoria del suo computer portatile erano archiviati migliaia di
file, molti dei quali di contenuto pornografico, con immagini di donne
e anche di uomini.
Tra le conversazioni in chat ne sono state trovate alcune in cui si raccontavano esperienze di omosessualità...
Ho 30 anni e scrivo da Roma.
Desidero condividere alcune riflessioni sul Natale.
I complimenti per l’opera che lei svolge sono sottintesi, dunque più evidenti.
La città di Roma, in questi giorni volgenti al Natale, è invasa da una
celebrazione dell’orrido che non conosce soste e getta i pochi
possessori di un qualche buon senso nella più viva preoccupazione.
Si tratta delle soluzioni che s’usano per addobbare le proprietà.
Cosa sono?
Si tratta di luminarie provenienti dalla Cina, aggeggi che vengono
acquistati nei numerosi negozi, a volte veri e propri grandi magazzini,
insediatisi in un tessuto urbano incapace, ormai, di ospitare altre
attività che non siano, appunto, negozi cinesi, le solite pizzerie a
taglio o spacci di paccottiglia e stracci.
Più o meno firmati e più o meno costosi.
Questa furibonda corsa all’accaparramento di luci intermittenti ci rende simili ai selvaggi delle
Americhe sbigottiti davanti agli specchietti.
La Cina getta su di noi il suo grottesco presagio di conquista
spingendoci e far getto di ogni buon gusto e di ogni rispetto per il
Natale, laico o religioso che lo si voglia intendere.
L’italiano, come il selvaggio, non resiste e baratta volentieri l’oro
di una tradizione che riassume l’intero occidente, con i riflessi
abbaglianti della nuova tecno-luminescenza orientale, quella che (non
gli par vero) può portarsi a casa per un pugno di euro.
Nessuno, nemmeno dove impera il blasone, nemmeno nei feudi più “chic”,
pare accorgersi di quello che qualunque tedesco bollerebbe come kitsch
assoluto.
Qualcuno lo fa per i bambini.
Ma non sono forse loro che andrebbero tenuti al riparo da tale fraintendimento della parola allegria?
Il negoziante lo fa per farsi notare dai passanti.
Ma come fa a non capire che è come farsi notare mettendosi le dita nel naso?
Come fanno quelli che addobbano il proprio balcone a non capire, a non avvertire, a non sentire più il senso del ridicolo?
E perché nemmeno le megere più snob disertano più gli esercizi che esibiscono tanta bruttezza?
Le candele, le mele rosse, i rami intrecciati, le statuine di creta e
di legno, il lavoro tangibile delle mani umane: pochi passi oltre la
frontiera, il Natale trova un compimento nel calore e nella
bellezza, nella creatività e nel rispetto degli occhi.
Una festa.
Qui l’italiano brancola nel buio accecante delle luci colorate, intermittenti e artificiali.
Per pochi euro si porta a casa una rapida forma di alienazione.
Di lui non resta che il lampeggio di uno spirito fulminato.
Un lettore
27/12/2007 18.30 Muoviamoci
Egregio Direttore,
sono un assiduo lettore dei suoi articoli.
Le riconosco il merito di aver reso più nitido il triste contorno sociale che quotidianamente ci circonda.
Ora, considerando le sue idee esposte nell’articolo “destra sociale”
come una sorta di manifesto politico, che sposo integralmente, Le dico:
basta indugiare!
Ogni giorno che passa, il nostro Paese si avvicina ad un dirupo dal quale sarà impossibile risalire.
La deriva morale, culturale, economica, sociale è sotto gli occhi di
tutti; ma come Lei puntualmente ricorda, la maggioranza della
popolazione è divisa da un lato, da chi trae vantaggi da questa dannata
casta che quotidianamente ci opprime con il suo dire e non fare, e
dall’altro, da chi lotta quotidianamente per sopravvivere.
Cominciamo ad organizzare delle riunioni dove convogliare le poche
persone ancora dotate di un senso di responsabilità nei confronti di
questo Paese (ne conosco alcuni), consapevoli di essere tutti nella
stessa barca, desiderosi di garantire un futuro migliore ai nostri
figli, e volenterosi nel riconquistare una perduta sovranità nazionale
e monetaria.
Confrontiamo le idee, cerchiamo i metodi e le forme di protesta da
utilizzare, guardiamoci negli occhi, scuotiamo le nostre coscienze e
scopriamo se abbiamo la forza e soprattutto la volontà di lottare
legalmente per cercare di cambiare il destino di questo Paese.
Direttore, forse non lo immagina, ma con i suoi articoli, con le sue
parole, con la sua risaputa capacità di comunicare, può fornire un
contributo prezioso per il raggiungimento degli obiettivi.
Pertanto, La prego e Le rinnovo l’invito: proviamoci, almeno per i
nostri figli e per i posteri; evitiamo di incorrere un domani nel loro
disprezzo per averli condotti verso il baratro.
Con sentimenti di profonda stima.
Claudio
RISPOSTA
D’accordo, muoviamoci.
Accettiamo idee.
Maurizio Blondet
27/12/2007 17.30 Gli indù fanno guerra al cristianesimo
Ormai l’India ha iniziato la scalata industriale,perfino è ai primi posti nella produzione di materiale
elettronico-informatico.
L’India si sente sicura,non ha più bisogno delle elemosine e delle opere di carità dei cristiani.
Madre Maria Teresa, appartiene al passato insieme agli altri eroi come lei della beneficenza.
Ormai appartiene al passato anche il grande Gandhi che amava Gesù, sono
del passato anche i guru indù degli anni settanta che nelle città
americane ed europee esaltavano Gesù come un Avatar o l’incarnazione di
Krisna.
Oggi gli indù sono ostili a Gesù, ecco che arrivano di frequente
notizie, che qualche missionario cristiano è stato attaccato o anche
ucciso da estremisti indù, come quel missionario australiano che aveva
aiutato i più poveri d’India, si era sacrificato per loro, ma ecco che
mentre dormiva in auto con il figlioletto, assassini indù hanno
incendiato l’auto e li hanno uccisi entrambi nel sonno.
In molte regioni dell’India è vietato fare proselitismo cristiano, pena la galera.
La religione Indù è religione quasi di Stato, insieme alla musulmana.
In India oggi si complotta contro il cristianesimo, gli indù hanno
pensato che facendo dei film contro Gesù,è facile cancellare il
cristianesimo dall’India e dal mondo.
Ecco quindi che capitale indiano viene investito a fare film contro
Gesù; sono in programmazione due film; il primo è un film di totale
fantasia, sul fratello gemello di Gesù, cattivo, che attualmente è
incarnato in un capo di una setta indù; il film viene prodotto dal
tedesco Mario Stefan, con la regia del tedesco Robert Sigl, e capitale
indiano.
Il secondo film, sempre con capitale indiano, viene prodotto ad Hollywood, dal produttore William
Keenan, e con la regia di Drew Heriot; si tratta di un film ispirato al libro spiritista “The Aquarian
Gospel”, e al libro del falsario N.Notovitch.
In questi libri di fantasia Gesù, prima di iniziare la sua missione,
frequenta le scuole occulte di Egitto, India, Tibet, per finire dai
maghi esseni.
Praticamente Gesù, acquista la sapienza da uomini più sapienti di lui, e non da Dio; è una
negazione assoluta alla divinità di Gesù, non solo, Gesù non è nemmeno un santo o un profeta, ma
un iniziato, un mago come Apollonio da Tiana.
Ci siamo messi in contatto con un giornale indù, e ci hanno detto che
per effetto del Codice da Vinci, la fede è venuta meno anche in India;
inoltre si sentono liberi di fare questi film, perché in India sono
arrivati gli audiovisivi San Paolo, del film blasfemo di Scorsese, “L’Ultima Tentazione di Cristo”,
e si ragiona così: se le suore Paoline vendono tale film, perchè
l’India, che è un Paese produttore di film, non deve investire a fare
dei film su Gesù come il mercato del cinema mondiale esige oggigiorno,
cioè sul filo dello scandalo?
Gli indù che hanno talento per gli affari hanno capito che Gesù scandaloso vende di più del Gesù evangelico.
Agli indù interessano gli affari, se si calpesta Gesù tanto meglio per
loro, guai però se si calpestano i grandi Dei indù, si può anche morire.
Ognuno difendi i propri Dei, così la pensano gli indù, quindi i cristiani si difendano il loro Gesù, ma
siccome perfino i Gesuiti sono contro Gesù, gli indù tranquillamente fanno questi film distruttivi
contro Gesù.
Intanto il successo e il guadagno, e i miliardi sono assicurati, il capitale indù investendo con tali
film ha la possibilità di centuplicare ed anche più.
Povero Gesù; venne sulla terra per fare arricchire chi fa opere
blasfeme contro di lui, così invece di
diffondere il Vangelo per la salvezza delle anime viene diffuso
l’anti-vangelo, opera dell’Anticristo, per portarsi più anime
all’inferno.
Domenico F.
27/12/2007 16.30 Le tribù del Borneo
Nonostante lei si ostini a non
prendere in considerazione le istanze del movimento leghista (e cerca
in tutti i modi di giustificare il suo atteggiamento senza essere
convincente), molto spesso leggo i suoi articoli dal sito di EFFEDIEFFE.
Devo ammettere che lei è forse l’unico nella pletora dei pennivendoli
nostrani a dimostrare una profonda capacità di analisi e una lodevole
indipendenza dai potenti della Casta.
Leggendo il suo articolo “La Casta Saudita” di ieri, 20 dicembre 2007,
mi sono accorto però che lei presenta gravi lacune in fatto di cultura
scientifica.
Già nell’esempio che tenta di illustrare il meccanismo della riserva
frazionaria nel suo libro “Schiavi delle banche” si nota una certa
idiosincrasia alla matematica.
E poi, anche nei suoi vari scritti orientati al “negazionismo” sui
fatti dell’11 settembre, lei porta a favore della tesi del “complotto”
delle argomentazioni sulla dinamica dell’impatto che tradisce una certa
incompetenza sui temi della fisica.
Nel suo recente articolo, per certi versi lodevolissimo, lei scrive che la maggioranza dei nostri studenti di 15 anni “non sa perché il giorno segue la notte, insomma ignora che la Terra gira attorno al Sole”.
Testuali parole!
E poi continua asserendo che la cosa è “ignorata tutt’ora fra certe tribù del Borneo”.
Ebbene, mio caro signor Blondet, dopo quella sua spiegazione, lei può considerarsi il capo stregone di tali tribù.
Ormai tutti sanno (eccetto lei, il ministro Fioroni, e i giovanotti di
15 anni) che movimento di rotazione della Terra intorno al Sole causa
il succedersi delle stagioni e non dell’alternarsi del giorno e della
notte.
Lascio a lei meditare sulla “vera” causa di quest’ultimo fenomeno di
astronomia pratica nella speranza che, mentre consulta il sussidiario
delle elementari, possa trovare colà anche lo stimolo di farsi una
seppur minima cultura scientifica.
D’altronde tra i giornalisti nostrani tali conoscenze non godono di particolari privilegi.
Con i miei più sentiti Auguri di Buone Feste,
Michele B.
RISPOSTA
D’accordo, sono bocciato.
Maurizio Blondet
27/12/2007 15.00 I miei più sorpresi complimenti
Vengo a conoscenza del giornale-on line da un caro amico.
Stanco e sfiduciato da parecchi anni (sono troppi 30?) dall’inutilità
degli italioti non credo ai miei occhi leggendo le prime righe di un
articolo dell’illuminato Maurizio Blondet.
Stento inizialmente a credere che una persona, che non sia io, riempia
lo spazio con quelle che ritenevo essere le mie personali riflessioni,
i miei storici e scomodi convincimenti; e, ancora, non posso credere di
ritrovare quella cultura delle idee, il coraggio delle espressioni e
dei sostantivi che io pure adopero da sempre senza per questo dannarmi
di razzismo o antisociale.
Sono stato educato alle scuole demo-sinistrorse degli anni 60/70 dove
tutto l’ammesso era profondo rosso; ho visto il primo negro “dal vivo”
dopo i trent’anni, prima solo nei film americani. Sono sopravvissuto
ugualmente.
La borghesia ripugnante e l’ipocrisia di milioni di Guevara fanno da
imbarazzante contorno storico a chi come me la pensa, prima generazione
“debellizzata” e ultima platea interessata di chi la guerra l’ha fatta
davvero.
E io ripeto che quella guerra l’ho persa, da italiano come tutti gli italiani.
Avevo orgoglio di riscatto ma l’immondo kaos mi aveva sfiancato, quasi battuto.
Ora un po’ di luce.
Un sincero ringraziamento alla redazione.
Grazie dottor Blondet.
A tutti voi auguro serene festività.
Antonio d’O.
27/12/2007 13.30 L’ascesa di Ron Paul
Caro Blondet,
ogni tanto vi importuno per Ron Paul, e vedo con piacere che altri lettori vi si richiamano.
L'ultima di oggi, con Zogby il principe dei sondaggi, mi pare che meriti.
Sto seguendo l’ascesa di Ron Paul.
Ma sono purtroppo convinto che non gli sarà consentito di presentarsi
alle presidenziali, nonostante l’evidente favore popolare che sta
ottenendo (o meglio: proprio per questo).
Sì, una sua conferenza in DVD ha venduto 60 mila copie in poche ore.
Sì, la gente gli ha donato in tre mesi 18 milioni di dollari.
Sì, il sondaggista Zogby ha ammesso che Ron Paul “vi sorprenderà”.
E sì, Ron Paul è un combattente di grande lucidità e coraggio.
Ma proprio per questo, l’establishment non potrà permettere che
l’America sia governata da un presidente che non dipende dagli
interessi costituiti e dalla nota lobby.
Daniel Estulin, il giornalista investigativo che ha dedicato la sua
vita ad indagare sul Bilderberg, ha detto di aver saputo che ai piani
alti del potere stanno considerando se sia il caso di uccidere Ron Paul.
“Ho avuto l’informazione da due fonti diverse che non si conoscono fra loro”, ha detto Estulin.
Ed ha aggiunto che le due fonti avevano colto la notizia in ambienti neo-con.
Non è cosa da prendere alla leggera: ricordiamo l’attentato che stroncò
il populista Huey Long, che ebbe lo stesso successo di Paul.
Durante una recente intervista a Ron Paul della CNN, sullo schermo si è vista scorrere la scritta “Paul is dead, Paul is dead, Paul is dead”.
Qualcosa di simile accadde a Robert Kennedy, poco prima del suo assassinio nel 1968.
Maurizio Blondet
27/12/2007 12.00 Mediaset net work satanico peggio della RAI (che è tutto dire)
Puntualmente ogni anno a Natale, le TV Mediaset propongono ai
telespettatori l’anti - Natale -ovvero la Sacra Famiglia ridotta in
cani e porci tramite dei film blasfemi.
Canale 5, 25 dicembre ore 21 ha trasmesso la miniserie blasfema; “La Sacra Famiglia”, dove tra le tante bestemmie abbiamo San Giacomo il giusto fratello del Signore trasformato in violento perverso stupratore.
Il film per la TV è stato diretto da Raffaele Mertes ed interpretato da
Alessandro Gassman nella parte di Giuseppe, da Ana Caterina Morariu in
quella di Maria, da Brando Pacitto in quella di Gesù bambino e da
Franco Nero