>  05 marzo 2008

Un fallito


Salve signor Blondet,

volevo rispondere all'articolo "Un popolo finalmente liberato" raccontandole la mia miserabile esperienza.
E' molto lunga, spero voglia pubblicarla e darmi qualche consiglio..
Io ho 23 anni e sono un fallito, ma non riesco a capire perché.
Ormai è raro che riesca a leggere un libro fino in fondo, anche se mi interessa.
Non conosco le lingue, né la storia, neppure l'informatica.
Alle elementari e alle medie studiavo tutto il giorno, ed ovviamente qualcuno mi pestava, mi angariava, voleva la merenda, faceva il mafiosetto.
Al liceo l'unica cosa che ho imparato è che nella vita bisogna scopare, fumare e bere.
Dopo 8 anni di frustrazione scolastica, volevo almeno farmi accettare e comportarmi da "adulto" (così come un adulto è rappresentato dai media).
Appena preso il diploma, mi sono buttato sull'unica materia che un "inoccupabile" poteva studiare: filosofia.
Troppo tardi mi sono accorto che:
a) non ricordavo una parola di latino, anche se a liceo ero sempre riuscito a recuperare il debito (del resto basta studiare un giorno e superare la prova);
b) il mio professore di filosofia ha saltato tutto il medioevo (1000 anni) perché altrimenti non riusciva a rispettare il programma: io ho speso tre mesi per capire che Agostino e San Tommaso non erano contemporanei, anche se "filosofi medievali";
c) sono ancora incapace di studiare Aristotele, Spinoza, Leibniz, Locke, Kant, perché -sempre al liceo- il mio professore mi ha fatto leggere soltanto libri di Montaigne, Hume, Marx, Nietzsche, Marcuse... e Vattimo!!!;
d) è da mesi che rimando l'esame obbligatorio di logica perché non riesco neppure a studiare a memoria e ripetere a pappagallo.

Ormai sono fuori corso: avrei dovuto laurearmi parecchi mesi fa.
Nel frattempo do ripetizioni (perché la scuola continua a precipitare, dunque la generazione prima è un meno peggio dell'ultima) e faccio lavori tipici da ritardato inoccupabile.
Provo a studiare, ma la memoria sembra svanita; come se mi mancasse la spina dorsale anche per imparare qualche concetto.
Credo sia colpa della scuola, che ha ribaltato la mia naturale inclinazione allo studio facendomi diventare un animale.
Anche in università nei primi anni ero diventato una specie di superomista, perenemmente ubriaco e soddisfatto delle mie capacità di maneggiare il pensiero nichilista... e ci credo, che cosa c'è da imparare da una filosofia che ti insegna come disimparare tutto?
Non sto qui a ricordare che sono passato dal comunismo maoista al nazi-adelphismo, una esperienza comune a moltissimi giovani d'oggi che, privi di basi solide, una volta annoiatisi degli amici del parchetto perennemente fatti, si chiudono in casa a guardare documentari su Hitler e poi diventano ribelli jungeriani di provincia.
Nel mio caso, però, anche alcuni professori invaghiti dei "Fratelli" hanno farcito i loro programmi con titoli assurdi per uno studente di filosofia alle prime armi: Schmitt,
Junger, Girard, Florenskij, più altra paccottiglia che sicuramente ha danneggiato il mio cervello.
Mutatis mutandis, è la stessa situazione del liceo: ho letto di tutto, tranne Aristotele.
Adesso sono un po' cambiato, se non altro mi sono accorto dei madornali errori che avevo fatto... è vero che sono fuori corso, ma non per colpa dei festini: è che ho voluto riprendere in mano la Divina Commedia (mai studiata al liceo), Omero (mai letto, se non alle elementari), Tito Livio (innominabile a scuola!), Seneca, Shakespeare, i Vangeli (al liceo l'ora di religione la teneva un laureato in psicologia, omosessuale dichiarato), imparare qualche poesia a memoria... se nella mia vita dovrò fare lo spazzino, poi non avrò più tempo di abbeverarmi alle fonti di civiltà, e allora tanto vale approfittare del lassismo generale.
So di aver fallito, ma sento che il mio destino avrebbe dovuto essere un altro.
Infatti ora non riesco neanche a sentirmi in colpa per le mie azioni, trovo sempre una giustificazione.
E qui arrivo al punto centrale del mio discorso... il preambolo era necessario, volevo anche sfogarmi (certe cose non le ammetterei mai dal vivo, nessun amico è affidabile al giorno d'oggi - figuriamoci un prete poi).
Circa un anno fa una ragazza mi ha proposto di commettere un omicidio in università, tanto per provare una esperienza altamente "filosofica" (in 15 anni di scuola dell'obbligo questa è l'unica filosofia che ti insegnano).
Ho sentito qualcosa rivoltarsi all'interno (non so se fossero le budella o la coscienza), soprattutto per il fatto che quella era la naturale conclusione della nostra relazione: un
omicidio-suicidio.
Le facoltà italiane di filosofia e scienze politiche (quelle più piene di sfaccendati) vegeta la peggior feccia del Paese: drogati, pornofili, occultisti, "rappers", figli di sessantottardi etc...
Basta dare uno sguardo ad Indymedia per farsi un'idea dello "idealtipo" che lì si coltiva - infatti Lei lo ha capito subito.
Comunque, alla base di quella richiesta c'era il "bellum omnium contra omnes", cioè un nichilismo selvaggio che trova nella violenza la sua necessaria forma di espressione. Uccidere una persona voleva dire rispettare alla lettera Nietzsche, Stirner, Foucault...
Io ho abbandonato questa persona, senza però prendere provvedimenti: la disperazione è troppo grande, ormai siamo nel caos totale.
Chiunque può essere ucciso in qualsiasi momento, è vietato un qualsiasi spazio di "sicurezza" senza il terrore di venire colpiti da folli che ci assomigliano.
Nella mia piccola cittadina in tre anni sono avvenuti due omicidi passionali e una sparatoria tra spacciatori.
Sembra che Satana sappia di avere poco tempo... ma io non posso permettermi di essere credente, visto che hanno distrutto ogni forma di fede nel mio cuore.
Però sento una profonda tristezza e disperazione, e so che l'uomo non può essere solamente questo.
Vorrei poter scrivere un romanzo in forma di saggio sulla mia esperienza.
Sarebbe un punto di svolta, un modo per ricominciare.
Penso di saper scrivere decentemente, anche se vado avanti per inerzia, consumando le
ultime risorse della grande passione per la lettura che avevo nell'adolescenza.
Purtroppo anche gli editori più mediocri taglieggiano gli esordienti: mi hanno chiesto 1.200 euro per pubblicare delle poesie, dopo che avevo vinto il loro "concorso".
Non c'è via d'uscita neppure per gli inoccupabili nella società dello svago assoluto...

Poco tempo fa ho conosciuto Vladimir Bukovskij: vorrei tanto essere come lui, andare di soppiatto a spulciare gli archivi per capire in che gulag sono capitato.
Ho letto anche qualche articolo di Michael E. Jones qui su EFFEDIEFFE: mi sembra che la sua attività sia analoga a quella del celebre dissidente sovietico.
Però io sono completamente vuoto, non ho alcuna autodisciplina, non so nemmeno a quale forma di arbitrio appellarmi.
Non riesco ad apprendere alcunché: dipingere, suonare, recitare.
Sto solo aspettando la morte giorno dopo giorno: nessuno scopo, e anche se ci fosse non avrei i mezzi per soddisfarlo.
Parlando di se stesso, ha scritto: «Non ho finito l'università, non sono andato alla Bocconi, non ho fatto carriera, e dall'ultimo giornale per cui ho lavorato sono stato licenziato: un fallito».
Mi può dare qualche consiglio per diventare un fallito come Lei?
Non ho maestri, eroi, amori, non ho neppure soldi, titoli di studio che valgano, esperienze da giornalista.

Non so neppure tenere le fila di un discorso.

Cordiali saluti,

Ippazio


Siamo in tanti come lei.
Il nulla insidia tutti ogggigiorno.
Ma non è fallito lei, è fallito l'Occidente.

Maurizio Blondet




 
< Lettera precedente   Lettera seguente >





Archivio Lettere
2007
 
GENNAIO
FEBBRAIO
MARZO
APRILE
MAGGIO
GIUGNO
LUGLIO
AGOSTO
SETTEMBRE
OTTOBRE
NOVEMBRE
DICEMBRE


Pubblicità



Libreria Ritorno al Reale
 
EFFEDIEFFESHOP.com
La libreria on-line di EFFEDIEFFE: una selezione di oltre 1300 testi, molti introvabili, in linea con lo spirito editoriale che ci contraddistingue.




 
Servizi online EFFEDIEFFE.com  
 
Archivio EFFEDIEFFE : Cerca nell'archivio
EFFEDIEFFE tutti i nostri articoli dal
2004 in poi.
 
Lettere al Direttore : Scrivi a
Maurizio Blondet
 
Iscriviti alla Newsletter : Resta
aggiornato con gli eventi e le novita'
editorali EFFEDIEFFE
 
Chi Siamo : Per conoscere la nostra missione, la fede e gli ideali che animano il nostro lavoro.
 



Donate con Paypal : Sostenete EFFEDIEFFE.com con le vostre donazioni.
 
Redazione : Conoscete tutti i collaboratori EFFEDIEFFE.com
 
Contatta EFFEDIEFFE : Come
raggiungerci e come contattarci
per telefono e email.
 
RSS : Rimani aggiornato con i nostri Web feeds
 
Appuntamenti EFFEDIEFFE : Gli Eventi pubblici  EFFEDIEFFE in Italia e nel mondo.


EFFEDIEFFE Giornale Online (C) EFFEDIEFFE edizioni - VIGNANELLO (VT) - Centignano - Pian del Castagno - Tel.: 335.21.43.48 || All rights reserved
Codice fiscale nr. 97443950155