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Basterebbe una cosa sola: SE CREI DANNO ALLA SOCIETA’ LO RIPAGHI CON LE TUE BRACCIA! Ogni volta che si crea danno a qualcuno va ripagato, anche se porti via una vita umana che non ha valore, inizi a lavorare e non ti faccio smettere finchè non hai ripagato cio’ che hai fatto. Qualsiasi lavoro, dallo spalare merda al ripulire i muri che imbratti (ma te ne faccio pulire 10 volte tanti), al pulire i pavimenti delle stazioni. Nessuno ti obbliga a lavorare subito, ma se non lo fai non uscirai mai, e gli interessi del tuo debito crescono. Troppo comodo stare li’ ad aspettare la grazia o l’indulto, come sofri o vallanzasca o riina o provenzano. La gente per bene si sbatte per portare a casa un minimo per vivere e chi cerca una scorciatoia è impunito, è questo che è ingiusto, non mandare a casa i vari inquisiti (de Lorenzo docet) perché si sentono male e farsi curare nelle cliniche. Resti dentro e appena puoi continui a lavorare, devi renderti conto dell’errore che hai fatto. Ognuno deve prendersi le sue responsabilità, un‘ingegnere che progetta male un ponte e cade (e gia’ è così), un giudice corrotto che condanna un innocente (IMPUNITO), un giornalista o il suo editore che mette alla berlina sul giornale un innocente magari accusato del peggior crimine (IMPUNITO). Si deve risarcire chi ha subito il danno e l’intera società che ne subisce comunque la conseguenza. E se la persona ha la possibilità di pagare, anticipa coi suoi soldi, ma poi lavora ugualmente per lo stesso tempo. Io la giustizia la vedo così, le carceri non servono a nulla. Con la tecnologia si puo' gestire, un chip sottocutaneo o alla peggio con una bella catena e una palla al piede, chi è contro la gente per bene non merita il suo rispetto, ma solo disprezzo. Saluti, Mario Giusto, giusto Maurizio Blondet
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