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Gentile Direttore, ho sentito al TG1 il noto semiologo Umberto Eco parlare delle "paure" che preoccupano gli Italiani in questo periodo e, citando abbondantemente i classici (da Erodoto a Tacito), sosteneva più o meno che "noi abbiamo bisogno di un nemico da odiare per avere un'identità". Credo si riferisse ai ROM o, più in generale, agli immigrati. Non discuto la preparazione ed il bagaglio culturale di Eco (già studioso di S. Tommaso d'Aquino), tuttavia egli è la dimostrazione vivente di quanto i cosiddetti intellettuali siano lontani dalla realtà e di come, a causa dell loro atteggiamento, le persone (specialmente i più giovani) percepiscano la cultura come "fuffa". Infatti, non credo che la ragazza recentemente violentata a Milano da un rumeno "avesse bisogno di un nemico da odiare", né che la maggioranza degli italiani "abbiano bisogno" dei problemi legati ad un immigrazione fuori controllo "per avere un'identità". Umberto Eco (e tanti Venerati Maestri come lui) farebbe bene a frequentare meno salotti e convegni e ad interessarsi maggiormente dell'attualità invece che ad Erodoto. Una cultura slegata ai bisogni attuali ed al contesto in cui si vive non sarà mai vitale, come Lei ha già sostenuto in più interventi. Grazie Cordiali saluti Luca Giannitto Bisognerebbe obbligare Eco ad accogliere una famiglia rom ,cacciata dalla feccia italiana, a casa sua. Probabilmente un superattico a Parigi. Maurizio Blondet |