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Cari Amici,
vi inoltro un impressionante articolo apparso sul "Tempo".
L'immagine di Alessandro Ruben - neodeputato del "Postribolo del Likud" - è quella di un alto funzionario di uno Stato, che presta il suo servizio in una colonia e che torna a casa per festeggiare una festa nazionale, fornendo ragguagli sulla sua attività di governo e controllo e sulla lealtà dei collaborazionisti nel paese dominato.
Sconcertante poi l'assicurazione sulla futura edificazione del "Museo dell'Olocausto" a Roma, nuovo tempio della religione pubblica, ufficiale e obbligatoria mondiale. Ovviamente, in questo caso, i cristianisti e i frociati non avranno nulla da eccepire, al contrario di quando sbraitarono contro l'edificazione della Moschea, "vulnus alla sacralità di Roma", che tale non è più, giacchè il liberalismo da essi professato (come "valore" dell'occidente giudaico-cristiano) ha svuotato l'Urbe di tale prerogativa, che ancora quel sant'uomo di Benito le aveva riconosciuto nel '29.
Infine, se non si trattasse di squaliida propaganda, di viscida menzogna, sarebbe da ospedale psichiatrico il riferimento della "paura"
degli Israeliani per la "bomba atomica dell'Iran". La seconda/terza potenza nucleare planetaria, dotata di 300 testate (puntate anche contro di noi...), teme un'arma che neanche esiste!... Può darsi in effetti che questa sia la condizione psicologica dell'israeliano medio, chiuso nel suo campo di concentramento mentale, fatto di shoà, "piccolo popolo che ha tanto sofferto", "minaccia della stessa esistenza", ecc.
Ma il sig. Ruben, plenipotenziario dell'ADL per l'Italia, controllore di Velina-Kippà e del cav. Viagra, certe cose le sa, ma mente, dalle colonne del "Tempio" (massonico), perchè questo è il suo lavoro (ma che lavoro! Un piacere, per la perfidia giudaica, fare fesso il prossimo, secondo le pie raccomandazioni del Talmud...).
Un caro saluto (finchè mi sarà concesso inviarvelo).
Siro Mazza
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