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Egregio Direttore Vorrei sottoporre alla Sua attenzione l'articolo scritto da Sergio Romano nell'Enciclopedia del Novecento" per l'argomento " Pace " dal titolo " Equilibri internazionali e strutture militari ", citando alcuni punti salienti quì scritti nell'ordine cronologico: -12 agosto 1898 - Il ministro degli esteri russo M. N. Murav'ev inviò una nota alle altre Potenze nella quale manifestava la sua preoccupazione per gli investimenti fatti nel campo militare per lo sviluppo delle forze armate che sottraevano denaro alla pubblica prosperità, asserendo che: "Verrà presto il giorno, se a questa situazione non verrà posto rimedio, in cui saremo colpiti dal disastro che vogliamo evitare. E' dovere supremo di tutti gli Stati, quindi applicare qualche limitazione a questi armamenti senza fine". Questa preoccupazione per il militarismo si era manifestata per il prezzo di sangue pagato dagli eserciti moderni durante le guerre che erano state combattute nei vent'anni fra il 1850 eil 1870, fra le quali la seconda guerra di indipendenza italiana. - novembre 1927 - Allorchè l'Unione Sovietica presentò a Ginevra un piano di disarmo "generale e completo", il vice commissario agli esteri M. M. Litvinov dichiarò: "Il governo dell'URSS rimane convinto che in un sistema capitalista mancano le necessarie condizioni perchè si possa contare sull'eliminazione delle cause da cui scaturiscono i conflitti armati. Il militarismo e il navalismo ( la forza aerea, la più aggressiva, era allo stato embrionale di "palloni") sono essenzialmente conseguenze naturali del sistema capitalista. Per il fatto stesso di esistere essi accentuano le divergenze esistenti dando vasto impulso a tutti i contrasti potenziali sino a convertirli inevitabilmente in conflitti armati". Già allora la Russia aveva capito quali erano le cause che portavano al militarismo e che la soluzione dipendeva in ultima analisi dalla radicale trasformazione dell'assetto economico e sociale della comunità internazionale. Le faccio presente questo, che le persone rivolte alla pace ci sono sempre state e che il militarismo è sempre lo stesso, stimolato dalla lettura del Suo articolo su Khamenei. La ringrazio per l'attenzione Enzo
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