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Dott. Blondet, so che la risposta a questa domanda non è facile e credo impossibile da dare , almeno con una e-mail. Comunque gliela pongo lo stesso. Sono convinto sempre più (e molti articoli su effedieffe me ne danno conferma) che vi è ormai da tempo immemorabile in atto una grande falsificazione della storia , in cui spesso cadono in trappola anche persone degnissime. L'11 settembre ne è solo un recentissimo esempio. Allora mi domando : nei limiti del possibile (chiaramente la verità tutta la verità la sapremo solo dopo la morte) come è possibile, che metodo adottare per recuperare una visione più completa. meno ideologica, per avere chiaro cosa è successo in passato e quindi avere più chiaro perchè e per cosa succede ciò che succede adesso ? Giusto per fare un esempio : prendiamo gli avvenimenti del Vietnam nella seconda metà del '900. E' incredibile come il resoconto ed il giudizio su quel periodo cambi a seconda della persona che lo racconta : se si chiede ad un sessantottino enfatizzerà i bombardamenti al napalm, la dittatura del Sud, My Lai , eccetera , e "dimenticherà" i boat people. Se ne parla con padre Gheddo lo sbaglio degli americani non era bombardare i Vietcong , ma non appoggiare la terza forza buddhista e cattolica che si opponeva al regime del Sud e non era comunista. Se ne parla con un neocon gli americani a momenti gettavano caramelle . Su 30giorni poi scopro un documento interessante di Roberto Rotondo (www.30giorni.it/it/supplemento.asp?id=116) in cui si parla di uno sforzo diplomatico italiano per fermare la guerra : solo qui se ne parla. Altrove silenzio. Mi accorgo allora di un limite : la tentazione di "promuovere" la versione più simpatica (in questo caso la terza) e bocciare le altre per faziosità , peraltro scadendo anch'io nello stesso errore , anche se magari "ho ragione". Insomma, credo che manchi, come al solito , un maestro che ti insegni un metodo . Magari uno che , pur arrivando a conclusioni opposte alle tue , ti sappia insegnare come muoverti. Insomma un maestro vero. Buon lavoro e mi scusi queste parole un po' in libertà. Gian La realtà – specie “questa” realtà bellico-imperiale – è complessa, ha molte sfaccettature, tutte più o meno plausibili. O meglio: chi vuole scoprire qualcosa su casi come la guerra in Vietnam o l’11 settembre, se non è un “insider” (come appunto siamo noi), cerca di ricostruire un mosaico di cui ignora moltissime tessere. Nelle realtà complesse ed occulte agiscono inoltre molte forze, non una sola; alcune convergenti e alleate, altre divergenti. Che hanno in comune un solo proposito: sottrarre la verità completa all’opinione pubblica. Perchè la verità completa porterebbe quei protagonisti dritti al patibolo. Un forte interesse comune a mantenere nell’ombra quel che deve restarci. Di recente Sbig Brzezinski ha fatto capire, è stato quasi sul punto di dire, che l’11 settembre è stato un “lavoro interno”; ma si è fermato. E il Washington Post non ha riportato le sue dichiarazioni, rese ad una commissione senatoriale. Per questo noi che siamo “fuori” da certe stanze, andiamo a tentoni, possiamo sbagliare, e possiamo esagerare per pregiudizio.... Maurizio Blondet
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