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Egregio direttore,
dubito fortemente che lei non abbia già letto l'intervista integrale al terrorista Ilich Ramirez Sanchez
(nella contraria eventualità mi
permetta di indicarle il link: http://www.ansa .it),
il quale, tra le altre dichiarazioni rilasciate, presenta un quadro generale molto dettagliato dei tentativi fatti per ottenere il rilascio di Moro.
Che opinione si è fatto della vicenda?
Intendo naturalmente all'intervista in sè.
Che senso ha una cosa del genere a 30 anni di distanza, voglio dire:se davvero la portata delle informazioni ricopre una credibilità così ampiamente riconosciuta, allora si può effettivamente, con estrema certezza, asserire che Moro, per la Nato e per l'ala del nostro parlamento che all'epoca non volle applicare il codice militare per la situazione allora in essere, doveva forzatamente essere ucciso?
In ultimo vorrei, da ragazzo nato nel 1981, avere il suo parere sulla reale portata della figura del defunto statista DC assassinato dalle BR (almeno questo si potrà dire con sicurezza, o ci troviamo davanti ad una messa in scena
favorita dal silenzio di questi quattro marxisti deviati, che accettano il carcere pur di vedersi riconosciuto il merito dell'assassinio di un pezo dello Stato?).
Mi scuso per la prolissità, ma avrei davvero bisogno di un Suo parere
I miei più cordiali saluti
Pietro da Napoli
Moro era un piccolo nano morale. Ma la sua uccisione ha impedito un "incontrollato" compromesso storico, cioè i comunisti al governo con i dc. Il compromesso c'è stato, ma controllato da uno di cui la NATO si fidava: Andreotti.
Maurizio Blondet
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