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Gentile Dottor Blondet, è la prima volta che Le scrivo, anche se sono un Suo assiduo lettore da anni. Perché lo sono? Semplicemente perché Lei dice la verità. In particolare quando parla nei Suoi libri ed editoriali degli anni 1991-1993, a proposito delle Svendite di Prodi ed in particolare della CBD. La CBD venne effettivamente svenduta alla sconosciuta FISVI e al Suo Presidente “Parvenue – Testa di Legno” Francesco Lamiranda” (all’epoca chiamato Carneade). Io, caro Dottor Blondet, ero nei paraggi, e senza entrare nei dettagli, confermo ciò che Lei ha detto circa la svendita e il successivo spezzatino. Tutto assolutamente vero! La Bertolli venne venduta alla Unilever (di cui Prodi confermo era stato Consulente). La Unilever in particolare era interessata alla Bertolli, per la penetrazione che il marchio Bertolli aveva nei mercati esteri,. Successivamente la Cirio venne venduta a Cagnotti, al quale andò anche la Polenghi-Lombardo. Altre stagioni, dirà qualcuno. Ne è passata di acqua sotto i ponti, aggiunge qualcun’altro: oggi siamo alla globalizzazione, sveglia! Appunto! Stessi problemi, stessi personaggi, rispondo. E’ per questo motivo che la seguo assiduamente. Mi fido più di quello che Lei dice. che dei Sodali Direttori di Testate affiliati al Potere! E Le assicuro di non essere un qualunquista. Seguo la Gestione Aziendale da 40 anni, da operativo non da teorico. Ne ho visto di tutti i colori. Andavo a Milano in bicicletta ai tempi della Guerra del Kippur ! Ma ora credo che siamo in una situazione ben diversa! Molto più grave. Oggi ho letto la sua risposta-editoriale diretta al laureato Bocconiano. Non stia a perdere tempo con chi non conosce le storie della Goldman Sachs, presso la quale è ora Consulente il Presidente della Bocconi, che più che una Business School a me sembra un Business Network. Le assicuro che quando le aziende selezionano un laureato della Bocconi, gli viene offerto al massimo uno stipendio di 1.200€, e dato che è più pretenzioso di altri, talvolta viene anche scartato. Invece oggi Le scrivo per chiederLe un parere sui Fondi Sovrani, che a me sembrano di una opacità unica. Ma forse stavolta mi sbaglio. E’ un po’ di tempo che questi Fondi Sovrani sembrano i Salvatori del Mondo. Però ho notato che li tirano fuori, quando non sanno chi fare intervenire! L’Ultimo Metrò! Ho letto ieri sul Sole24ore che tre fondi sovrani (Qatar, Cina e Singapore) sono diventati gli azionisti di riferimento di una delle maggiori banche inglesi finita nei guai (la Barclay´s). A prescindere dalla Letteratura Economica, e dato che di Paulson, Bernanke, Draghi, Trichet, non mi fido, e credo in questo di essere sempre più in buona compagnia, chiedo a Lei una opinione su questi Organismi. Forse Lei ha già scritto in merito, e mi è sfuggito. Anche se fosse, invito la Sua Redazione a citarmi l’editoriale. In caso contrario, gradirei avere una Sua risposta. Quando ha tempo, naturalmente. Colgo l’occasione per invitarLa a continuare nel Suo pressante lavoro, di aprire gli occhi a noi tutti. Abbiamo bisogno di verità. E per quanto mi riguarda, Le assicuro che Lei ne dice. Con stima e cordialità Guglielmo Napolitano Certo che i fondi sovrani sono opachi. Ciò, per il fatto stesso che sono sovrani, ossia riserve di stati con grandi surplus di valuta, frutto del loro export. A quali "azionisti" dovrebbero rendere conto? Non dipendono da azionisti, ma da governi. Sono organi di stati - nessuno dei quali è "democratico" e trasparente nel senso in cui lo intende il Washington Consensus - che li utilizzano per il loro interesse nazionale, o per quello che percepiscono come tale. Oggi investono in Usa e Gran Bretagna, diventando comproprietari delle banche rovinate, ossia per sostenere il loro maggior cliente e debitore salvarlo dalla bancarotta (finchè possono); probabilmente ci perdono, e dunque fanno un cattivo affare in termini di profitti e bilanci; ma ciò significa che in futuro Usa e Inghilterra saranno sempre più condizionate dalle volontà politico-economiche dei padroni che si sono dovuti mettere in casa, in conseguenza al loro gioco d'azzardo e d'indebitamento. La comparsa dei fondi sovrani è, io credo, il più chiaro segnale che il capitalismo globale alla Adam Smith e alla Milton Friedman è giunto al capolinea. Non è più "il mercato" a dominare, con la sua "trasparenza" e la sua adesione ai criteri del profitto. D'altra parte, anche nel tempio del capitalismo occidentale, gli Usa, crescono fondi che non "giocano" più in borsa, fondi "neri", con pool di capitali "oscuri", che spesso negoziano su pseudo-borse parallele, riservate a pochi intimi, come i più elitari golf-club. L'epoca è cambiata, e guai a chi non lo capisce in tempo. Maurizio Blondet
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