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> 31 luglio 2008
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Sullo scisma nella chiesa anglicana |
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Egregio direttore, a seguito della lettera di un lettore che le chiede un parere sulle scelte della Santa Sede riguardo il minacciato scisma anglicano, sperando di fare cosa utile, le vorrei comunicare quali sono le mie spiegazioni da semplice cattolico praticante e osservante di tale comportamento. Secondo me il Papa e i suoi collaboratori sanno che uno scisma nella comunione anglicana avrebbe conseguenze devastanti nella società, in primo luogo in quella britannica ma anche in quelle di tutti i paesi (come gli Stati Uniti, in cui si fanno chiamare episcopali) in cui l'anglicanesimo è presente. Per quanto una confessione che accetta pubblicamente nei suoi ranghi come pastori e vescovi dei massoni (come il padre dell'attuale primate) non abbia "la forza e i mezzi" per resistere agli attacchi dell'esterno (e del maligno), essa rappresenta comunque (per ora) un argine che impedisce di sprofondare nell'abisso. Contribuire volontariamente alla caduta di questo argine sarebbe comunque una colpa. In secondo luogo, gli anglicani scontenti devono entrare nella Chiesa Cattolica perchè resi consapevoli che Essa è l'unica Sposa di Cristo, che solo Lei c'è la vera dottrina nella sua interezza, e che il Papa è l'unico Vicario che Gesù si è scelto. Non perchè hanno litigato (anche se per giusti motivi) con dei confratelli. La scelta del cattolicesimo deve essere una scelta di amore per Gesù e per la Chiesa, non una ripicca frutto del risentimento. Altrimenti sarebbe una scelta di breve durata, e alla prima divergenza di opinioni se ne andrebbero da un'altra parte. Le chiedo scusa se mi sono dilungato e per il mio stile contorto. Con stima, Andrea Carbonari
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