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> 01 agosto 2008
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Revisionismo risorgimentale e problemi nazionali e internazionali |
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Caro Direttore, da qualche anno opere di revisionismo storico risorgimentale hanno iniziato a godere di una certa meritata fortuna. Il problema è che sempre più spesso il tema è diventato l'argomento per giustificare tutte le disgrazie del paese. In particolare, la situazione disastrosa in cui versa il meridione è ormai da molti considerata il risultato inevitabile di ingiustizie e violenze sistematiche subite dopo la cacciata dei Borboni. Non volendo negare che danni enormi ci siano stati e che di questi danni ancora tutti noi paghiamo le conseguenze, vorrei comunque sottolineare come questo ostinarsi a percepire solo una parte del problema sia anch'essa un tentativo di strumentalizzazione evidente. Una revisione storica del Risorgimento in chiave anti italiana (o anti nord) è totalmente fuori luogo e soprattutto è nuovamente figlia di vizi ideologici. Il vero punto che si può ricavare dal revisionismo risorgimentale è che l'Italia fu unita secondo le direttive di elites massoniche, si fece l'Italia sopra la testa degli italiani (o per meglio dire contro gli italiani). Questa è una lezione di particolare e grave attualità. La massoneria ci diede un'Italia unita (e unita come la volevano loro, assolutamente in spregio di quelle che erano le caratteristiche socio, economico, culturali del paese) volenti o nolenti. La massoneria ci darà un governo mondiale e chi non si adatterà verrà distrutto e dimenticato dalla storia. E' già avvenuto ed avverrà ancora. Un'Italia federale, fatta di stati fratelli uniti dal sentimento di un destino comune, da medesime radici e valori morali. Un'Italia così era allora possible ora non lo è più. Un'Europa così è ancora possibile e bisogna imparare dalla storia prima che sia troppo tardi! Che almeno imparino i massoni! Non giova neanche a loro incaponirsi. Il principale problema dell'Italia oggi (sia a livello macro che micro, dal governo nazionale alla dirigenza di piccole imprese) è la mancanza di una classe dirigente che abbia autorità per legittimare la sua leadership. Nel mondo moderno l'unico modo per legittimare il proprio potere e dunque avere autorità è mostrare senso di responsabilità, fin tanto che avremo una dirigenza irresponsabile non avremo veri leader. Leader è colui che sente il peso del comando, che è primo tra pari, che governa la barca con sacrificio perchè in caso di naufragio lui affonderebbe con essa, per scelta! Chiaramente la massoneria non può per sua natura creare leader, è troppo elitaria e snobista verso i profani. Concordo nuovamente con chi dice che questa assenza di leader può in qualche modo essere legata alle vicende risorgimentali. Mancanza di senso di appartenenza, non percezione di un destino comune, individualismo ma anche distruzione del ruolo della Chiesa come ente che legittima il potere. Però anche in questo caso la storia andrebbe studiata per quello che è, cioè non per trovare giustificazioni a situazioni presenti ma soluzioni e per evitare di commettere gli stessi errori in futuro. Cordiali saluti, Diego Cesarei Dublino
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