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> 01 agosto 2008
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Circa la superioritą (presunta) di Firenze |
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Io sono di Reggio Calabria e parlo da estranea, anzi, se lo volete sapere, da straniera, considero il Risorgimento un errore tragico e per quanto riguarda l'ex Regno di Napoli si dovrebbe piuttosto chiamarlo L'Affossamento, quindi sono neutrale. Ma Torino vale cinquemila Firenze, è in assoluto la città più bella, ordinata e pulita d'Italia, non è un bar all' aria aperta, la gente non ha la cattiva abitudine di mangiare per le strade ed ha un'aria da capitale svuotata che la rende suggestiva e piacevole in quanto priva di onorevoli in giro; semplicemente Torino non si vede mai in televisione e molta gente non lo sa; io per me, se dovessi abitare al Nord sceglierei un monolocale su piazza Solferino o giù di lì, e quel museo ristorante di Firenze te lo lascio a te e ai massoni, tanto l'unica cosa bella di Firenze sono le chiese e quelle le hanno fatte i cattolici, i turisti protestanti inglesi e liberi muratori vanno a Firenze a guardare quell'arte sacra che con la Riforma hanno distrutto scambiandola per idolatria e poi col loro maledetto modernismo l' hanno fatta andare in pensione definitivamente. Almeno a Torino a piazza Solferino sembra di stare nella modernità (l'unica città che dà questa sensazione in Italia il resto del paese è un museo tenuto male con le opere d'arte mezzo rovinate e il cemento addosso); quanto a Padova, i miei zii stanno là e so che si sta bene perché ci sono stata anch'io. E ora il Sud: dite ai vostri massoni di finirla di trafficare con i mafiosi e di scarcerarli da dentro la Stato e intoppare il lavoro dell'Antimafia da dentro lo Stato e fermare i giudici che contro la mafia lavorano troppo bene facendoli rimuovere dall'incarico da dentro lo Stato così possiamo anche noi aprirci una fabbrica di ciabatte senza morire ammazzati per non volere pagare la mazzetta. O pensi che i termini di custodia cautelare per i mafiosi scadano da centocinquant'anni per caso? Non cordialmente Paola Distilo Per essere straniera, scrive benino in italiano. Maurizio Blondet
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