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Egregio Direttore, Lei conosce bene la stima che nutro per Lei e per il Suo lavoro. Che a Lei non sia simpatica la Lega nè Bossi si capiva da un bel po'. Soprattutto da quando è andata al governo con quello che Lei chiama "il Salame". Certo, alcune critiche che Lei muove sono condivisibili. Esiste ancora chi le riesce a portare "all'interno", da militante o dirigente. Alcuni frutti, ad esempio, li vediamo nel fatto che ora, l'acritico filo-atlantismo (con annessi e connessi) non è più un dogma di fede per diversi leghisti. La Lega è un movimento che ha avuto ed ha continue evoluzioni perchè è l'unico a-ideologico nel panorama parlamentare italiano. Questo "unicum" ha come aspetto positivo il fatto che, ad esempio, i cattolici fedeli alla Tradizione che han deciso di collaborare con essa, possono lavorare con una certa disinvoltura e autonomia. L'aspetto negativo è che nel movimento convivono tante anime. Non è un partito esplicitamente cattolico, ma su molti temi è "il più confessionale degli a-confessionali", come molti autorevoli osservatori hanno notato e scritto. Nella società liberale non è poco. Per me fa sì che possa essere votato, anche perchè altri, forse sulla carta più dichiaratamente confessionali, non hanno nè la volontà nè i mezzi nè gli uomini per raggiungere minimi risultati credibili. Ma il livore e la frequenza, con cui ultimamente Lei scrive contro la Lega e contro Bossi mi pongono interrogativi. Lei conosce bene la politica, sa benissimo che, come accade in ogni arte del possibile, chi continua ad attaccare qualcuno o qualcosa, generalmente lo fa perchè lo teme. Cosa ha da temere dalla Lega? E soprattutto, perchè dedicarle così tanto spazio, se essa è davvero una insignificante, localista, rozza "serva del Salame", come si deduce dai Suoi ultimi scritti? E se Bossi, entro Natale, portasse a casa qualcosa di utile a tutti noi, tipicamente e originariamente proprio del suo programma, magari a livello fiscale? Il divo Giulio diceva che "il potere logora chi non ce l'ha". E' vero, perchè è la tendenza umana dei mediocri, dalla piccola associazione al governo del Paese. Lei non è certo un mediocre, ma uno dei migliori giornalisti in circolazione, per cui non credo che tutto questo astio sia motivato dal Suo (e, mi consenta, pure mio) isolamento da un certo establischment politicamente corretto. Quindi le chiedo: "Non crede che attaccare tutto e tutti, sempre e comunque, sia un atteggiamento, da un lato molto comodo, perchè consente una libertà d'espressione assoluta ma dal sapore anarcoide e dall'altro, anche molto pericoloso perchè rischia di scadere in una sorta di nichilismo cosmico (proprio di una certa "nuova destra" a-cattolica, in alcune correnti anche esoterista e guenoniana) che nega nel pensiero e nei fatti la virtù cattolica della Speranza e il primato della Religione Cattolica come principio e fondamento per una nazione effettivamente retta? A causa di una deformazione professionale, dovuta a 15 anni di vita nell'ambiente della politica, mi sono anche chiesto: "vuoi vedere che se Grillo ha fatto il partito dell'anti-politica, (cioè il Nanni Moretti più fortunato e più foraggiato...) adesso, almeno intellettualmente, il dott. Blondet cerca una legittimazione come una sorta di Grillo "di destra" (un Giannini più fortunato, insomma)?" Ma non credo neanche questo. La Patria non è solo la geografia e l'identitarismo non è un provincialismo d'accatto, per cui sono molto stupito del taglio "global" del Suo recente articolo "Etnicismi e imperi" (Effedieffe.com). Non si offenda, ma in alcuni tratti un po' buonisti sul presunto valore dell'integrazione e forse a favore di un fumoso solidarismo, mi è sembrato scritto da un reduce dell'ultimo Meeting di Rimini. Io amo pensare ad un SACRO ROMANO IMPERO CON ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA CANTONALE, come l'ha definito un mio amico meridionale, che, come molti altri, originari del Regno delle due Sicilie, non vedono più il binomio "Lega-male assoluto". Anzi, le attribuiscono il merito di aver sdoganato la parola "autonomia amministrativa e fiscale" e di averla messa nell'agenda di governo di questo sgangherato paese. Forse è anche questo che La spaventa, dott. Blondet? Guardi, gran parte della base della Lega è fatta da gente sana. Mi sono allora domandato: "forse che il dott. Blondet è rimasto deluso o offeso da qualche parlamentare leghista?" Non si attiri una larga antipatia in tale ambiente, che peraltro Lei non merita, per moltissimo dell'ottimo lavoro che fa. Faccio un esempio: "se, per assurdo, La Padania non dovesse più pubblicare i miei articoli, io non mi metterei a far la guerra alla Lega, perché commetterei un grave errore, sia politico che di stile." Così, se per caso, altri avessero avuto cattive esperienze con alcuni dirigenti leghisti, dovrebbero comprendere comunque che non tutta la Lega è da buttare e non tutti coloro che la votano sono dei bifolchi imbecilli. Altrimenti il livello diviene identico a colui che, poichè ha la sfortuna di avere un parroco simoniaco e cialtrone, ritiene tutto il clero identico ad esso. Oppure si fa come colui che per far dispetto alla moglie, si taglia i c... Bossi sa che questo sgangherato Paese non è portato alle rivoluzioni ma alla tavola imbandita, sa che non si potrebbe mai ottenere la secessione con la via parlamentare. E lo ha detto più volte negli ultimi anni, al di là delle sparate, apparentemente inutili. Attribuirgli altro e sbandierare oggi lo spauracchio della secessione della Padania, mi pare alquanto fuori dalla realtà. Lei sa meglio di me che "governare gli italiani non è difficile, è impossibile", sia perchè essi non esistono nè culturalmente nè etnicamente, sia perchè questa è la patria dei comuni e dei campanili, alla quale ben si confà l'amministrazione snella cantonale. L'obiettivo principale, però, che non leggo mai nei Suoi scritti di cattolico dichiarato, è che ogni nazione della Terra deve ritrovare l'armonia fra trono e altare (intesi come i diritti di Dio, applicati dall'uomo per la salvezza della propria anima, anche attraverso la corresponsione della politica alla dottrina sociale della Chiesa ed al Magistero Tradizionale, che ha sempre ccondannato l'errore. L'errore, in estrema sintesi, è ogni forma di soggettivismo morale, religioso, sociale, politico perchè la Verità è oggettiva, rivelata da Gesù Cristo e trasmessa dagli apostoli, il cui capo per Sua divina volontà solo Pietro e i suoi legittimi successori) che il glorioso passato della Civiltà Cristiana ha dimostrato essere la miglior forma di governo e la vera pace. Ci si arriverà, perchè lo ha predetto la Madonna, a Fatima: "alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà!" Nell'attesa dobbiamo, con Fede, Speranza e Carità, tener viva la fiaccola della Tradizione. Studio, preghiera e azione (S. Filippo Neri) devono essere il programma. Tutti siamo chiamati a scegliere tra la città dell'uomo e la città di Dio. L'unità nazionale, se non è radicata nel Regno Sociale di Cristo, rimane solo un cattivo retaggio risorgimentale, è costituita solamente da una bandiera di ben note origini, da una ridicola marcetta verso cui, altro che dito medio alzato!! e dalla nazionale di calcio. Tenga presente, cosa che purtroppo Lei non scrive mai, che l'unità nazionale la deve fare la Religione (Cattolica ovviamente). Matteo Castagna Guardi, non c'è nulla di "personale" nella mia opposizione alla Lega. I motivi sono due, e politici: la imposizione del "federalismo" come regionalismo, nonostante tutti i danni comprovati prodotti dalle Regioni, fra cui la presa di potere in esse della malavita organizzata; secondo, le manifestazioni continue di inciviltà parolaia del Nord, che contribuiscono alla volgarità cafona che ci viene già abbastanza dal Sud. Maurizio Blondet
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