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Quando Roma rischiò di svegliarsi protestante |
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Sembrerà paradossale, ma si può pensare che alla fine del Medioevo le radici della mentalità protestante erano più vicine al Tevere che al Reno; più nutrite dall'umanesimo romano in germe che dal lievito del rigorismo cataro, valdese, giansenista, poi calvinista. Lassismo e rigorismo sono posizioni che appaiono opposte, ma possono germinare insieme nell'anima umana.
E la parola «protestante» le può avvicinare sempre che definisce, più che una dottrina religiosa obiettiva, uno stato d'animo reso soggettivo.
Ciò risaliva al passaggio della civiltà medioevale ancora legata alla pietas romana ossia della devozione filiale alle origini, agli antenati, alla madre patria, a quella dell'umanesimo rinascimentale; della curiosità gnostica rivolta al passato per scoprire la «luce» di un futuro utopico.
In religione questo significava tralasciare la fede teandrica, di Dio fatto uomo,( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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