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Sto leggendo molto divertito l'interessante e documentatissimo libro «Santi percorsi. I nostri pellegrinaggi sul monte Athos», scritto da don Lino Dragu Popian, sacerdote cattolico proveniente dall'ortodossia (1).
Il racconto vivace, ricco di informazioni, è attraversato da una sottile ironia, che, pur non arrivando al giudizio personale sulla santità soggettiva o meno dei singoli personaggi che ne colorano la narrazione, ed il cui giudizio (essendo tecnicamente e canonicamente degli scismatici) spetta soltanto (come sempre del resto) a Dio solo, si prende gioco delle piccolezze dell'umano intendere, che, come spesso accade nel corso della storia e nell'interpretazione della Verità, prende lucciole per lanterne.
Vorrei soffermarmi in particolare su un aspetto di rilevanza teologica, che connota attualmente una delle differenze sostanziali tra quella che è la teologia delle chiese ortodosse e quella della...( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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