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Certo, anche la scuola deve rinnovare i suoi metodi, obsoleti in quanto pre-teleisivi.
Deve creare «una pedagogia basata sulla scoperta, che dia un senso alle nozioni, e insieme una pedagogia del rigore formale, che consenta di appropriarsi dei saperi».
Deve «sviluppare una vera educazione artistica, fisica e sportiva per aiutare i bambini a passare dalla gesticolazione al gesto».
Meirieu si spinge fino a immaginare una «pedagogia del capolavoro», insieme nel senso artistico (il valore educativo dell'estetica, non dell'etica!), e nel senso artigianale: il gusto dell'opera ben fatta, insieme nella classe, «in cui ciascuno si iscriva nel progetto comune e smetta di esigere tutto, subito, per tutto il tempo».
Ma non basterà, dice Meirieu, finchè non si avrà il coraggio di porre la domanda fondamentale: «Se l'onnipotenza del mercato
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