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Thomas Hobbes, la rivoluzione dopo l’utopia |
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Piero Vassallo
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19 maggio 2006
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All’origine delle rivoluzioni, che, dopo aver insanguinato i secoli della modernità, incombono sull’orizzonte postmoderno, sta il funesto pessimismo antropologico, per mezzo del quale l’illuminato Hobbes riteneva di fugare le tenebre prodotte (secondo lui) dalla filosofia antica e dalla fede cristiana.
Il dramma del mondo moderno, infatti, ha inizio dal successo ottenuto dal sistema materialistico hobbesiano, che ritrae un’umanità dominata da istinti animaleschi, per i quali solo i poteri della paura e dell’inganno possono costituire un limite.
Con Hobbes tramonta l’idea dell’autorità politica quale risultato delle naturali aspirazioni al bene e si diffonde la rattristante immagine di un potere contro natura, che s’impone in forza della capacità di garantire solo l’esercizio di passioni strutturalmente disordinate.
Purtroppo quasi tutte le monarchie europee, avendo( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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