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Il mito di Faust è tentazione infinita della cultura tedesca, il suo tema musicale e letterario fondamentale, che ripete con variazioni infinite: corrispose a qualcosa di reale?
Qualcuno, fra il Reno e il grigio Baltico, firmò mai il contratto con Satana, vendette la sua anima in cambio del sapere e del potere?
Thomas Mann (che riprese il tema), come noto, lo crede, con la credenza scettica e «ironica» che l’arte consente: il patto, adombra, fu collettivo, firmato dal sangue tedesco, e il naufragio del Reich nella devastazione totale ne sarebbe stato l’esito.
Certo inquieta che il mito di Faust sia stato sempre e solo tedesco.
Una lettura occasionale (1) mi rivela che la prima versione del mito della vendita dell’anima, l’originale, è bizantina, scritta da un certo Eutichiano nel quarto secolo( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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