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«Contrastare la pericolosa assimilazione degli ebrei in Germania»: con questo ordine del governo Olmert, agenti della «Nativ» (agenzia governativa israeliana) sono sparsi nella Repubblica Federale Tedesca con lo scopo di «convincere» gli ebrei a stabilirsi in Israele.
Si tratta di 200 mila ebrei per lo più sovietici, che costituiscono il 70% della comunità ebraica che cresce più rapidamente nel mondo, quella tedesca.
Ma la loro assimilazione nella comunità è «problematica», dicono in Israele, a causa di «differenze linguistiche e culturali, fra cui un diverso modo di intendere l’ebraicità e la scarsa conoscenza dell’Olocausto».
A parte il ridicolo accenno all’Olocausto (è quello, pare, che definisce la giudaicità), i veri motivi «culturali» sono pudicamente( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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