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Gianfranco La Grassa
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21 febbraio 2008
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Non erano già più tali da qualche decennio.
Sulla trasformazione del PCI (allora si diceva «revisionista») scrissi all’inizio degli anni ‘70 sul Che fare, rivista gruppuscolare.
Oltre 35 anni fa, cominciai a parlare di «piciisti» e feci delle previsioni sullo sbocco finale
del processo in corso - sostenendo che essi sarebbero divenuti i migliori rappresentanti del grande capitale monopolistico - avveratesi quasi alla lettera; mentre i Soloni della sinistra extraparlamentare (in particolare della sua ala radical-chic) andavano a caccia di farfalle, sempre pronti in seguito a dar credito anche alle peggiori degenerazioni dei sedicenti «movimenti».
Adesso, finalmente, questo piciismo - già passato dalla tragedia alla farsa all’epoca di Berlinguer - arriva ad esiti che non sono nemmeno più definibili con i termini di cui si dispone utilizzando
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