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Questione di tempo

Stefano Maria Chiari    25 febbraio 2008
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«E’ impossibile ignorare quale sia l’antropologia di Umberto Veronesi - si legge in un editoriale firmato da Francesco D’Agostino – E’ impossibile ignorare la visione libertaria (e non liberale, come viene spesso arbitrariamente presentata) di chi ha sempre militato nel Partito Radicale.
Gli esempi - continua l’articolo - potrebbero moltiplicarsi. Da visioni antropologiche ‘riduzionistiche’ (come quella radicale o quella di Veronesi), derivano inevitabilmente ampie conseguenze sul piano delle scelte politiche, non solo per quel che concerne i temi che oggi vengono definiti ‘eticamente sensibili’, ma anche per temi di ancor più ampio rilievo sociale, primi fra tutti quelli del matrimonio, della famiglia e delle adozioni» (1).

La riflessione del professor D’Agostino va a toccare un tema importante, con ripercussioni anche di natura politica.
Di Veronesi questo giornale si è occupato spesso, a causa dello sfrenato scientismo spudoratamente evidenziato da parte del noto medico, professore e politico.
Anche a proposito dell’aborto scrivemmo già, in merito alle posizioni assunte in ordine alla vigenza, operatività e bontà della legge 194.
Quel che interessa ora rilevare è l’assoluta ovvietà di una inutile trafila alla quale si sta assistendo da giorni.
Avvenire che, giustamente, attacca, difendendo le posizioni della vita, Ferrara (chissà perché?
E’ lecito domandarsi) che si muove a battaglia e decide di farlo anche scendendo nell’arena politica, Commissioni Scientifiche che esprimono pareri o pseudo tali su una verità che le sovrasta; insomma un dibattito ed uno scenario vario e distinto che, tuttavia, forse per incoscienza, magari per ipocrisia, dimentica la questione fondamentale: non si tratta di un argomento scientifico.
Non lo è affatto.

Nessuna meraviglia; nessuna obiezione seria può essere mossa a questa affermazione.
Purtroppo il riduzionismo di pensiero al quale si è solitamente sottoposti impedisce di vedere l’orizzonte aperto dinanzi allo sguardo di chi voglia scrutarlo in pienezza.
L’aborto non è questione di scienza.
La logica ed il buon senso, scevro da pregiudizi di altra natura, non esitano a ravvisare l’evidenza indubitabile: l’aborto è solo un omicidio, come lo è la cosiddetta «pillola del giorno dopo».
Niente di diverso né di diversamente ammissibile e/o negoziabile.
Che moratoria si vuole fare su una questione del genere?
Non ci sarebbe neppure da discutere.

Come è mai possibile sostenere la soppressione della vita umana ragionando su questioni meramente temporali.
E’ così, solo di questione di tempo!
Solo di questo si tratta.
Che differenza ontologica intercorre tra un anziano seduto su una sedia a rotelle ed un bambino che corre in un parco, tra un adulto che digita su un PC ed un adolescente che sospira sognante l’infinito?
Tra un infante di un mese ed un bambino di 5 anni?
Chi mi riesca a ravvisare una differenza ontologica - cioè relativa in maniera costitutiva all’essere del bambino e/o dell’anziano - sarà in grado di affermare che questa medesima differenza possa essere applicata a «pochi minuti» o a cento anni!
Attenzione!

A chi stia obiettando che dopo pochi minuti, o all’atto stesso della fecondazione, non si può parlare di «vita», ammesso e non concesso (perché di vita si tratta!) che non sia «vita», la questione, lo ripetiamo, non è scientifica!
Perché?
Semplice applicazione del principio di causalità.
Non c’è uomo, senza fecondazione!
Dalla fecondazione in poi, sia vita o no, l’uomo è già fatto tutto in potenza.
E’ lì, allo stesso modo di un bimbo che nella culla non è in grado di camminare, ma un giorno (a Dio piacendo) lo farà, così a quel «grumo di cellule» non si può negare la medesima dignità che gli abortisti sostengono per sé e per le loro persone o per i loro pretesi aberranti «diritti».
Tutto sommato, si insiste, è solo una questione di tempo.
Il processo è avviato e porterà ad un esito prevedibile e certo (escludendo patologie o quant’altro): un uomo in carne ed ossa.
Un seme piantato che germogli, darà il suo albero; togliete il seme e non verrà neppure l’albero.
Si comprende bene che, in caso di estirpazione, quello di cui ci si è privati non sia soltanto il seme, ma l’albero stesso.

Il fatto che nell’aborto questa evidenza non sia immediatamente ravvisabile non significa proprio nulla; come nulla significa l’eventuale percezione o coscienza che quel «grumo di cellule» abbia di sé.
Sfidiamo ancora tali convinti sostenitori e assertori dell’aborto a negare il fatto dell’omicidio di una persona priva di sensi e totalmente insensibile a stimoli esterni, magari per effetto di qualche droga o altro, a meno di voler ridurre la vita a mera «sensazione».
In fin dei conti, legalizzare l’aborto significa anche questo: trasformare, riducendolo alla sua manifestazione biologica, il miracolo della vita in un processo meccanicistico di reazioni fisico-chimiche ed evidenziarne soltanto l’aspetto sensibile.
Del resto in una società che viva del dogma dell’infallibile scienza e che sia schiava dell’illusione tecnologica, cos’altro poteva sorgere?

Se invece si sapesse recuperare l’amore che il Creatore possiede per ogni vivente, nessun processo, nessun percorso, nessun individuo, nessuna creazione perderebbe il suo valore, prezioso agli occhi di Chi fece buona ogni cosa.

Stefano Maria Chiari



1)  www.iltempo.it/politica/2008/02/25/

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Commenti : (67)
Fabio
... , febbraio 25, 2008 15:59

100 Paesi con 100 legislazioni diverse sull'aborto. Se, per assurdo, la legislazione corretta fosse quella dello Stato pi restrittivo(es.: aborto possibile solo entro poche settimane, contro alcuni mesi per gli altri Paesi), gli altri 99 si renderebbero complici di un genocidio..


ALBERTO
padova , febbraio 25, 2008 16:00

Se una donna non vuole avere figli che non faccia sesso. Altrimenti si assuma le proprie responsabilita'.
E per l'uomo, idem.
Basta sparare "cazzate" che l'aborto e' un dramma, una scielta difficile...Basta!!!!!!!!!!!!!
E' un omicidio, e le conseguenze devono seguire il codice penale.



Samizdat
... , febbraio 25, 2008 16:24

Guardi, lei ha ragione da vendere, ma ormai o si discute sul piano scientifico o si lascia perdere il dialogo e si passa ad altri mezzi.
Le faccio un esempio: ad Otto e Mezzo (la trasmissione di Ferrara), in una puntata dedicata al referendum sulla fecondazione assistita, il professore Sartori, alla domanda "lei è stato un embrione", rispose: "no". Perchè? Perché "ho fatto altre cose nella vita, ho studiato". Questi (s)ragionano così.
Piero Vassallo ha sottolineato una cosa interessante: è impossibile rispondere ad un giornalista che ti chiede: "ma se eliminiamo la legge sull'aborto, come la mettiamo con la piaga degli aborti clandestini?". La stessa logica non potrebbe essere applicata all'omicidio clandestino, al pizzo clandestino, alla pedofilia clandestina? No, perché di logica non ne è rimasta neanche un briciolo. Dunque bisogna giocare agli scienziati, tutti, anche chi ha avuto un'altra preparazione.
Bisogna confidare che prima o poi quelli che hanno combattuto la battagia abortista muoiano (di vecchiaia, naturalmente!) e lascino il posto alle nuove generazioni, che magari grazie al lassismo generale non avranno subito l'influenza della scuola-quadri e si saranno fatti una "cultura" istintuale, che inevitabilmente fa sorgere l'idea (il sospetto) che l'aborto non sia altro che un omicidio cammuffato da paroloni. Le menzogne hanno le gambe corte: se gli abortisti non si scontreranno con la saggezza, allora pagheranno l'ignoranza. Una bella ignoranza, anti-ideologica, spontanea, vitale... Come scrisse Marcel de Corte: "l'ignoranza è ridicola, ma protegge entro il suo guscio la perla del buonsenso, come la scorza di un frutto ne preserva la polpa".



Andrea Oddi
San Benedetto del Tronto , febbraio 25, 2008 16:27

Noi possiamo solo tanta lotta fatta di preghiera, astinenza e digiuno.
Non ci sono parole per quello che pu essere chiamato solo con un nome: omicidio.
Vale per l'aborto e vale per l'eutanasia.
Un caro saluto.



denis
udine , febbraio 25, 2008 16:29

io non metto in discussione il fatto che gia il concepimento sia vita, ma voglio fare un ragionamento per assurdo:
ogni ovulo femminile è potenzialmente un essere umano e pure ogni spermatozoo.
e a maggior ragione ogni cellula staminale, da cui ne può derivare un individuo.
ma a parte queste provocazioni sterili non si è capita una cosa fondamentale, e cioè cos'è la legge 194 e che il feto cresce in un essere vivente che può non volerlo.
Ora, le ragioni per cui una donna può non voler portare a termine una gravidanza sono infiniti (e non è il caso di affrontarle), e io credo che vada rispettata una sua decisione, per il semplice fatto che il feto fa parte del suo corpo.
la legge 194 definisce anche le ragioni e i motivi e tutti i mezzi per supportare la donna e farla nel caso cambiare idea. non capisco perchè si debba cambiare una legge che ha stroncato l'aborto clandestino, preservando sia la vita della donna che vi si sottopone sia facendo diminuire gli aborti.



mario NAPOLITANO
saviano , febbraio 25, 2008 16:34

in effetti la biologia parla da tempo di campo "morfogenetico", come origine della forma degli essere viventi, esterno al dna!
quindi anche sulla questione dell'anima, come fonte della forma dei viventi la scienza non ha ancora le idee chiare...ha ragione chiari, non una questione scientifica!
p.s.facciamo come blondet, mettiamo anche la fonte!
IL PROBLEMA DELLA FORMA IN BIOLOGIA, AUTORI WEBSTER E GOODWIN, ARMANDO EDITORE.



ANGELO CICCARELLA
VITERBO , febbraio 25, 2008 16:55

Questa volta, caro Chiari, sono in completo accordo su quanto tu dici e affermi con forza. La superbia di certi scienziati, o presunti tali, a dir poco vergognosa e pericolosa. Cos come 謨 vergognosa la posizione di taluni partiti che sostengono il diritto alla morte dolce e all'aborto facile. Ma in quale societ vorrebbe vivere il signor Veronesi? In quale mondo ci stanno facendo vivere i club anglofoni e compagnia cantante? Grazie, Chiari, per i tuoi sentimenti e saldi principii.


Daniele
Bologna , febbraio 25, 2008 17:02

Qualche riflessione:

E' piuttosto curioso notare come il 99% delle persone contrarie all'aborto siano sempre di sesso maschile..

"Se si sapesse recuperare l



m.meyer
bologna , febbraio 25, 2008 17:31

Ieri,mentre portavo il mio cane pastore tedesco,con una intelligenza quasi umana,a fare la quotidiana passeggiata al parco,c'erano molti carrozzini,anziani,giovani.Tutti sentono l'arrivo della primavera:non sò perchè ho pensato al Cuore,a questo miracoloso insieme di cellule che batte in tutti coloro che vivono,se lui si stanca di battere,si chiudono gli occhi.Quello che mi fa restare senza fiato,è la meraviglia del suo battere e non credo ci sia tuto di scientifico,è la perfezione assoluta di Dio.E il battito del cuore di questo bimbo che è vita,se cessa è omicidio,così come lo è per un anziano,il suo cuore stanco,arrugginito,lo porta via.Su certe questioni,penso che nessun politico deve immischiarsi,il parlamento di questo paese,così com'è dal dopoguerra,non è autorizzato a proporre nulla in campo etico-morale.La lista aborto è una specie di specchio per allodole,come tutta questa campagna elettorale:è stato il modo per tenere in vita politici estremisti,controllatori di masse per conto di poteri trasnazionali.Infatti,dopo la lista,tutte le madri,le"donne"spaventate sono scese in piazza,i medici tutti non obiettori,le pillole dalla ricetta facile,tutti sicuri e poi la finta trattativa dei radicali.


LICIO
... , febbraio 25, 2008 18:56

UN FERRARA CHE DIVENTA ANTIABORTISTA IN QUESTI TEMPI PREELETTORALI E' DAVVERO INQUIETANTE...
VILI MESTIERANTI E MESTATORI D'ACCATTO...
VADE RETRO SATANA!



silvia masetti
bologna , febbraio 25, 2008 19:30

Ho letto l'art,sul nuovo diritto sessuale germanico,e,se non si cede la questione abortiva alla Chiesa,vorrà dire che è solo questione di tempo per eleminare il problema alla Radice,cioè dalla donna che non ha più ovaie ma qualcosa di altro,insomma un mondo allucinante.Già un parlamento serio,non doveva permettere la presenza di un trans,ma il loro compito non è fare il bilancio annuale per finanziarie eque,ma preparare le masse ad accettare problematiche come mezzo di distrazione.Hanno cominciato la scorsa stagione elettorale a dar fastidio con dico,non dico,e poi,subdolamente,hanno distrutto alla radice la famiglia,vera invenzione di Dio,adesso fanno liste aborto e quant'altro.E semplice:i motivi per mettere al mondo un figlio è pari al numero di motivi per cui si può decidere di non farlo.Mettiamo sulla bilancia le considerazioni positive e negative,vedremo che si equivalgono,il che vuol dire che non c'è ragione per avere un figlio,come fosse una previsione in bilancioNel dopoguerra,e poi nel 68'si affrontò il problema natalità in base al rapporto bocche da sfamare-braccia da impiegare,ecco il risultato,dopo sessant'anni!l'Italia primato europeo di denatalità,crescita zero,immigrati.Doveva servire abortire a diventare una potenza da G1,2,3,ecc,ricca e felice.Invece siamo pieni di immondizia(al punto di gettare i figli nella rumenta differenziata)e rimane sempre un paese Vuoto.In fisica il vuoto non produce nulla,anzi i figli si sono persi in questo vuoto.Ci vuole una cultura che faccia desiderare alle donne i figli.E qui penso che la Chiesa sia basilare!Le suore,i parroci,insomma datevi da fare,toglietedi mano alla politica o ai vari Veronesi,queste priorità.


Caterina
Grosseto , febbraio 25, 2008 19:38

Purtroppo agli uomini è e rimarrà incomprensibile la condizione di una donna che da essere unico, autosufficiente e indipendente si trova ad essere "due", e non per 9 mesi, ma per sempre. Questa non è una critica, ma una constatazione che credo in pochi negherebbero. E' esattamente per questo motivo che secondo me le scelte sulle leggi pro o contro aborto dovrebbero essere lasciate alle donne: le decisioni sarebbero sicuramente accettate con più facilità, in entrambi i sensi, in quanto libere da un'ingerenza maschile spesso inadeguata.


Alessandro
Trento , febbraio 25, 2008 19:41

Vedo che avete pubblicato una foto molto cruda per sensibilizzare la gente, questo feto avra minimo 6 mesi.
Trovo che sia un argomento molto delicato ma qui si sta esagerando...
Giuliano Ferrara mi a sorpreso!
Creare una lista che ha come tema principale l'aborto...
Sono tematiche da discutere in parlamento non per creare un partito politico, non ha senso.
Il 17 maggio 1981 il popolo italiano è stato chiamato a pronunziarsi sulla richiesta di abrogazione di una legge (la 194, approvata il 22 maggio 1978), che consentiva l'aborto volontario entro i primi novanta giorni dal concepimento.
Il risultato del referendum è stato disastroso. Nessuno dei "profeti di sventura" tanto deprecati da Giovanni XXIII aveva mai osato prevedere nel suo pessimismo ciò che poi di fatto è accaduto: i paladini dell'aborto hanno avuto il 68% dei votanti; i difensori della vita, dell'uomo, della ragione si sono fermati al 32%
Ed ecco che nel 2008 non contenti, (certo i tempi cambiano e anche le opinioni) si rifà la stessa domanda al popolo italiano... la chiesa torna all'attacco...
Dal mio punto di vista è bene anzi essenziale la prevenzione, chi non desidera avere figli deve per prima cosa prendere tutte le precauzioni possibili, dalla pillola al preservativo e chi più ne ha più ne metta., (certo se fosse per la chiesa neanche questi mezzi sarebbero leciti e dopo si dispera per l'aborto).
secondo punto, come dice l'articolo 6 della 194:
L'interruzione volontaria della gravidanza, dopo i primi novanta giorni, può essere praticata:
a) quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna;
b) quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.
Aggiungo: Se viene constatato che il nasciturno sia portatore di handicap o malattie che comportino una vita invivibile per egli stesso che per i genitori, sono favorevole all'aborto... è troppo semplice dire che è sbagliato, vorrei vedere se chi accusa si mettesse nei panni di quei genitori disperati, obbligati per legge a mettere al mondo un figlio malato.
altro punto: troverei
assolutamente ingiusto dover obbligare una donna che abbia subito violenza sessuale e stupro, a portare a termine una gravidanza..
Altro punto dolente.. la legge 40 sulla fecondazione assisitita:La legge impone che siano prodotti solo 3 embrioni e che i partner esprimano un consenso informato scritto al loro impianto contemporaneo. In altre parole si obbliga la coppia ad accettare il trattamento anche a rischio di conseguenze drammatiche; ad esempio alcune donne potrebbero partorire figli gravemente ammalati, altre essere costrette a più tentativi di fecondazione con pesanti cicli di stimolazioni ormonali, altre ancora avere parti pluri gemellari.



Luca
Roma , febbraio 25, 2008 19:59

quindi anche la Masturbazione andrebbe punita penalmente. o NO?
si dice che anche gli spermatozoi sono vita in potenza. Allora chi si masturba commette un genocidio, perch espelle milioni di "possibili vite".
ma vi rendete di cosa dite? argomentate il concetto di vita con definizione di atto e potenza che dava aristotele 4 secoli avanti cristo!
io direi che il caso di tenersi aggiornati su come evolve la coscienza sociale e morale nel tempo, perch訨 altrimenti la fine quella dell'Iran, cio del fondamentalismo.
e dio ce ne scampi in tutti i modi...
E impossibile giudicare fenomeni nuovi con un concezione retrograda e antica.



Ruggiero
Bari , febbraio 25, 2008 21:15

La penso come M. Meyer: la disputa sull'aborto serve solo a distrarre durante la campagna elettorale. Allo scopo di evitare che si parli dei problemi veri: il collasso dello Stato di fronte ai poteri finanziari nazionali ed internazionali, e le conseguenti difficolta' economiche che
attanagliano i 3/4 degli Italiani. Che Prodi e Visco hanno vessato senza pieta'. Ferrara presumibilmente ha ricevuto
ordine di fare "ammuina", ed esegue disciplinatamente.
Gli Italiani accorti sanno che pensare di lui.



alberto
Padova , febbraio 25, 2008 21:16

caro Luca di Roma, tu non sai quello che dici.
La masturbazione e' sbagliata. Ma il vero atto sessuale e' quello di un uomo e di una donna che insieme permettono ad ovuli e spermatozoi di incontrarsi. C'e' una bella differenza fra disperdere ed uccidere...

Si. Le regole dovrebbero essere inamovibili nei secoli, insormontabili come il muro del pianto. Solo cosi' si puo' mantenere l'ordine e la pace.
Come diceva un proverbio giapponese: "affinche' la gramigna non cresca, bisogna impedirle di agire subito, recidendola".

Perche' deve poi cambiare la morale, se l'uomo e' sempre lo stesso nei secoli?! Se forse meglio tu, di un uomo del 400 del 500 o di 1000 anni fa?!

Speriamo che ci siano sempre meno persone come te.



alberto
Padova , febbraio 25, 2008 21:18

Caro Alessandro di Trento,
allora ti domando: Con che criterio valuti un handicap?
Anche avere un allergia e' definibile come handicap..
Ravvediti e' meglio!



Simone
Pisa , febbraio 25, 2008 21:27

Chi ha la giusta cultura e non si affida all'istinto come fanno gli ignoranti sa dare un duro giudizio sull'aborto. Giudizio di cui si sentiva bisogno e da cui si trae infinito giovamento.
Ma all'aborto esiste una concreta alternativa: l'AFFIDO PROTETTO, maiuscolo amico della coppia in difficolt, della sedicenne spaventata e, soprattutto, dei nascituri.
Una maggiore pubblicit a questa alternativa significa meno aborti.
Peccato che l'autore dell'articolo non l'abbia nemmeno nominato.



alberto
pisa , febbraio 25, 2008 21:34

ancorchè terribile, giusto far vedere cos'è davvero la tragedia dell'aborto. Davvero miopi e ipocriti quei cattolici che non vedono la nobiltà della battaglia di Ferrara( è nobile perchè personale !).


Luca
Roma , febbraio 25, 2008 21:40

ah, l'uomo è rimasto sempre lo stesso?
Da quando è comparso è rimasto sempre lo stesso?
Cioè, mi stai dicendo che l'uomo ne rapportarsi nella società e rimasto sempre lo stesso?
forse sei tu che non ti rendi conto delle cose che dici.
Io non dico che rispetto all'uomo del 400 sono migliore, dico che è cambiato l'approccio e il modo di pensare
certo, poi gente come te è la prova esattamente opposta..
Se l'uomo avesse sempre mantenuto la stessa morale ci sarebbero ancora le gerarchie e i clan, dai, non diciamo sciocchezze..



Alessandro
Trento , febbraio 25, 2008 22:06

Caro Alberto da Padova,
Per handicap intendo malformazioni fisiche, sindrome di down etc..insomma forme gravi.
Per un genitore è un trauma dolorosissimo sapere che suo figlio nascerà segnato per sempre e io sinceramente non me la sento di obbligarli metterlo al Mondo se non se la sentono di affrontare una vita di sofferenza, al contrario se vogliono portare avanti la gravidanza, sono liberi di farlo. Lo stato ti obbliga? Bene si prenda a suo carico le spese per le cure, il sostentamento della famiglia e l'eventuale mantenimento della creatura in caso di non riconoscimento da parte dei genitori. Anzi vengano tassati tutti i favorevoli all'abrogazione della legge 194.
Tra l'altro io sono favorevole anche a l'eutanasia..

es: quando un malato terminale in preda alla sofferenza, fisica e psichica, tenuto in vita artificialmente, supplica di poter staccare quella maledetta spina, con quale diritto glielo si può impedire?
Si ravveda lei signor Alberto.



Luca
Roma , febbraio 25, 2008 22:55

ma infatti non vedo perchè si debba discutere sulla scelta di una persona. Soprattutto se questa scelta non provoca danni ad altre persone.


Alberto
Padova , febbraio 25, 2008 23:04

Alessandro da Trento,
Anche quando si parla di handicap grave, chi e' in grado di valutare la "gravita'"?!
Siamo forse noi cosi' superbi da voler decidere della vita di un essere umano da eliminare perche' affetto da handicap?! E' l'essere umano nella sua identita' umana e spirituale che conta, o il suo dna?!
Si, vorrei essere tassato se venisse abrogata la 194. Sarebbero le uniche imposte devolute in modo saggio.

Luca da Roma,
Anche gli spartani uccidevano i bambini con handicap! Bella modernizzazione di cultura e morale, la vostra...
Almeno loro pero' non lo facevano con finto pietismo..



Luca
Roma , febbraio 25, 2008 23:25

Si, pero a Sparta i maschi erano solo destinati a combattere..
non mi puoi dire che li si ammazzavano i bambini deformi come oggi, se poi non dici che era la societ gerachica e maschilista spartana ad imporlo.
ALmeno questo nella mia modernizzazione non esiste.
Per lo meno ognuno puo scegliere cosa fare, non lo impone una legge...



marcello
siena , febbraio 26, 2008 07:30

L'aborto è il tema del momento. Io credo che, spiritualmente, il bimbo nasce quando i due partner sanno che avranno un rapporto sessuale, quindi molto prima che lo spermatozoo fecondi l'ovulo. Il "bambino" è già lì, nel momento che i due pensano che stanno per amarsi. Con questa consapevolezza bisognerebbe affrontare l'atto sessuale. Questo è ciò che si richiede a un essere che voglia definirsi "umano".


Marcello
siena , febbraio 26, 2008 08:07

Anche tra gli stessi cattolici, leggendo questi scritti, si percepisce una confusione di approcci. Per l'aborto: il bimbo è presente quando i due partner STANNO per avere un atto sessuale. Con questa consapevolezza bisognerebbe avvicinarsi all'altro. Per l'eutanasia: il problema è la macchina che tiene in vita il paziente. Se usiamo la macchina, non possiamo pretendere che il paziente non decida l'eventuale interruzione. Il punto, io credo, è che non bisognerebbe usare la macchina, cioè non ricorrere a sistemi di cura che prevedono un supporto esterno alla vita. La chiave di tutto il discorso sta nel modo che abbiamo di considerare la malattia. Che cos'è la malattia? Un credente dovrebbe poter rispondere: "un dono di Dio".....


Alberto
Belloni , febbraio 26, 2008 08:58

Caro Marcello da Siena,
il dolore fa parte della vita, come lo e' la morte.
Ma e' pur sempre la vita, il vero dono.
Ora, se un papa' fa un regalo al figlio, il figlio riconoscente cerchera' di conservarlo in maniera adeguata, nonche' di usarlo come si conviene.
Cosi' anche noi la vita, dobbiamo cercare di proteggerla e conservarla quanto piu' possiamo.



Rodolfo
... , febbraio 26, 2008 09:35

Certo e' che se uno avesse ancora dubbi, a leggere gl'interventi di Luca gli passerebbero tutti. Un concentrato d'ideologia mal assorbita e di egoismo individualista. La "persona", il "non far male a nessuno", come se si trattasse di una cosa, i "diritti", la "legge" prevaricatrice... naturalmente una qualunque legge morale sarebbe ugualmente d'ostacolo. Ha ragione Chiari: si tratta di due etiche a confronto. La scienza e' solo un alibi.


Viandante di Emmaus
Italia , febbraio 26, 2008 09:50

Ma se Ferrara stava nel PCI perchè era assoldato dalla CIA, ora che è "Pro-vita" da chi è assoldato?
Pensiamoci...
I popoli europei occidentali hanno bisogno di sangue nuovo... siamo rammolliti..
Come sempre la nostra salvezza (di indoeuropei) viene dall'est...
Ma anche questi popoli stanno perdendo il senso della vita e dei costumi...
Un popolo che uccide i propri figli è destinato all'estinzione e all'oblio... faremo la fine dei Maya..



Prometeo
London , febbraio 26, 2008 12:12

La foto scelta vale pi di tutte le parole dell'articolo.


Luca Nardi
ANCONA , febbraio 26, 2008 12:45

Caro signor Luca di Roma,
se si ferma un attimo a riflettere, vedrà che le sue argomentazioni "mancano il bersaglio".
Lei rigetta le leggi morali "tradizionali" perché, nel frattempo, l'uomo è cambiato.
Eppure, per farle un esempio, il nostro sistema giuridico è fondato sul principio del "in dubio pro reo", cioè della presunta innocenza fino a prova contraria: un principio che, come saprà, è vecchio di duemila anni. Forse questo lo rende meno attuale?
Se un principio è valido, lo è, che siano passati due giorni o venti secoli. Il Principio di Archimede è validissimo a dispetto della sua "venerdanda età": perché dovrebbe essere diverso, in campo di morale? Perché la società è cambiata, e con essa il concetto di morale, sarebbe credo la sua risposta.
Si tratta dunque di stabilire se la società è davvero cambiata, e se il concetto morale possa cambiare con il tempo (se, cioè, il male possa diventare bene col passare degli anni).
Quanto al primo quesito, uno storico o un sociologo potrebbero rispondere meglio di me; come spunto di riflessione, le suggerisco però di leggersi la poesia "Uomo del mio tempo", di Salvatore Quasimodo.
Quanto invece alla seconda domanda, dipende chiaramente dalla prospettiva che ognuno ha. Da come la vedo io, l'etica "di 2000 anni fa" è ancora integralmente valida. Se non altro, afferma l'esistenza di un "giusto" oggettivo e si permette dunque di mettere in discussione le scelte di ognuno. Lei infatti scrive: "non vedo perchè si debba discutere sulla scelta di una persona. Soprattutto se questa scelta non provoca danni ad altre persone".
Evidentemente, l'aborto secondo lei non provoca danno ad altre persone: e se invece, tra i 400 milioni di bambini abortiti da 30 anni a questa parte, uno di essi avesse scoperto, se lasciato vivere, la cura per l'AIDS? Uno su 400 milioni è una percentuale del tutto plausibile: su 800 milioni di europei, oggi, c'è ben più di un ricercatore di successo! Come vede, anche andando ben oltre il suo punto di vista e adottando la più bieca ottica utilitaristica, l'aborto non conviene a nessuno. E queste non sono "antiche norme morali": è pura e semplice statistica. Non ho chiamato in causa la morale Cattolica, in cui credo fermamente, né qualsiasi altra forma di "dogma".
Se anche volessimo dunque fondare le nostre scelte sulla scienza, sul calcolo matematico (il che per me è aberrante), l'aborto continuerebbe ad essere un'opzione svantaggiosa!
"Rispettare la scelta della donna", altra tipica argomentazione. Perché non rispettare allora anche la scelta del serial-killer, o del pedofilo?
Perché è evidente a tutti che fare il serial killer è Male, e non perché in questo particolare momento storico, nella nostra particolare società il serial killer è visto come male. Evidentemente, ci dev'essere un criterio oggettivo, che non cambia con il tempo: rispettare la scelta della donna, dunque, non significa nulla. Se è una scelta sbagliata, allora la legge non può consentirla, così come non consente al serial killer di andare in giro ad ammazzare la gente.
Spero di averle offerto qualche spunto interessante e mi scuso per la lunghezza del mio intervento!



Marco
Firenze , febbraio 26, 2008 13:56

vediamole le propoate concrete di Ferrara di contrasto all'aborto. A me sembrano ok (anche punto 7 su facilitazioni delle adozioni):
http://www.ilfoglio.it/soloqui/12
una coicidenza? > www.jnsr.be/fr.htm



Luca
Roma , febbraio 26, 2008 14:20

Alt. C'è una differenza fondamentale che non si è detta.
Che il serial killer o pedofilo sia male è considerato da tutti. Che l'aborto sia omicidio volontario è considerato solo dai credenti cattolici.
Voglio dire, si tratta di un idea che riguarda non tutti, e per questo, viene legittimamente difesa ed espressa da chi la ritiene valida, ma non puo essere imposta a chi invece non crede.
Poi puo essere ritenuta Male, ma non da tutti.
Io cerco di spiegare solamente il perchè ci sia gente che difende l'aborto e quale sarebbe la sua giustificazione, cioè questa: l'aborto visto come omicidio e riconosciuto non da tutti, ma dai cristiani (e non solo, ovvio), per cui, a chi non crede, risulta essere un diritto negato.
Ora, lo ripeto: si tratta solo di un modo di risalire al motivo che spinge le persone ad abortire o meno.
neanche io lo condivido in toto, pero cerco di capire perche si giunge a determinate scelte.
Per quanto riguarda il ragionamento dei feti abortiti, ancora si continua a ragionare in potenza, il che è facilmente controbattibile, dicendo che magari 1 su 400000 mila poteva essere il nuovo Hitler. Secondo me piu che ragionare in potenza, bisognerebbe ragionare con le cose in atto. Sai, in potenza anche io sono un futuro Presidente del Consiglio o Papa, però non sono qui a reclamare i diritti di immunità parlamentare o cosa.questo solo perchè vorrei far capire che il ragionare in potenza, porta a conclusioni quali, appunto, che lo spermatozoo è vita.
ultima cosa. il fatto che la scelta del singolo non fosse dannosa per l'altro, non era riferita all'aborto, ma all'eutanasia, il che è diverso, perchè mentre l'aborto può(a seconda di chi crede o no)incidere sul feto, l'eutanasia incide solo su chi compie la scelta.
Egoismo? non credo, egoismo sarebbe se io me ne fregassi delle persone altrui, cosa che invece non avviene nell'eutanasia. Egoismo e scegliere individualmente a danno dell'altro, non scegliere singolarmente.



Roberta
Modena , febbraio 26, 2008 15:23

Cari signori,io sono una mamma 47enne che vent'anni fa ha abortito, ed ancora oggi non riesco a ricordare quell'atto come una pratica innocente o necessaria: solo un assassinio, ed io mi sento ancora un'assassina, nonostante in tutti questi anni abbia cercato conforto nei sacerdoti, nella mia famiglia, e trovato gioia in mio figlio che ha 12 anni. Credetemi, un incubo. E non affatto giusto che la responsabilit訠 di questo crimine sia solo femminile, da dividere fra padre e madre, ed entrambi avrebbero bisogno di essere supportati e confortati nel momento in cui si accorgono di aspettare una creatura non desiderata. Purtroppo l'aborto diventato un sistema di contraccezione come un altro. E' inutile: ci manca la base, ci manca il timore del giudizio divino.


Luca
Roma , febbraio 26, 2008 16:47

Cara Roberta ti capisco,
una 20ina di anni fa, quando ero adolescente, la mia ragazza di allora dovette abortire. Ancora oggi, che ho famiglia e una splendida bambina di 5 anni, sento il senso di colpa.
Spero solo che Dio e il piccolo ci abbiano perdonato.

Un abbraccio,
Luca



ALESSANDRO
CASTELFIORENTINO , febbraio 26, 2008 17:29

Chi può decidere, dopo la Caduta, ciò che deve o non deve vivere?!
Chi può legiferare, dopo la Caduta, su cosa è Vita e in quale momento si può etichettare come tale?!
Chi può abortire, dopo la Caduta, se non chi sceglie se stessa piuttosto che il miracolo che Dio ha posto nel suo grembo?!
Chi si può arrogare, dopo la Caduta, il diritto di sentenziare sulla vita o la morte di un malato o di in diversamente abile?!
Infine chi, dopo la Caduta, tenta ancora di atteggiarsi a Dio sospendendo la vita in nome di una falsa e torbida solidarietà.
Eccheggia nelle nostre orecchie, oggi più che mai, il grido di battaglia del nostro Arcangelo : CHI E' COME DIO?!?!
Nessuno. Ma da sinistra a destra sono in molti a sentirsi numi illuminati dalla fioca fiammella scientista ed indi novelli cavalieri "laicizzanti" armati di meccanicismo e sofismi "scimmieschi", degni eredi di quei primati da cui pretendono che noi tutti dobbiamo discendere.



marcello
siena , febbraio 26, 2008 17:53

Eh no, sig. ra Roberta!! La responsabilità dell'eventuale aborto deve essere della donna!! Ma come, ci hanno torturato anni con "il corpo è mio e lo gestisco io", e ora Lei ci viene a dire che bisogna condividere le responsabilità. Non sono d'accordo, e poi, lo vada a dire a che scende in piazza a reclamare il "diritto", per le donne...


Andrea
Roma , febbraio 26, 2008 17:59

Carissimi,
permettetemi di offrire un contributo "inusuale" sul tema.
Premetto che non voglio nè tranciare giudizi sui casi soggettivi e personali di un dramma sociale del genere nè dare "consigli" sul come applicare o non applicare la "194". Voglio solo illustrare cosa dice intorno al problema della nascita e del concepimento la moderna ricerca spirituale. Poi ognuno, da quanto scritto, può trarre le proprie libere conclusioni, qualora sia possibile "concludere" un simile argomento,naturalmente.,,,
Un bimbo che nasce è un bimbo che VUOLE nascere, a prescindere dalle situazioni umanamente spesso difficili di chi lo ha concepito. E' così perchè egli è prima di tutto un'Io (Spirito) che preesiste e che viene , come scrisse Platone secoli fa e come noto-anche se in maniera spesso confusa in Oriente- da altre vite terrene legate alla prossima da nessi di conseguenzialità.
Egli si "imparenta dai cieli" con la corrente ereditaria che sfocierà nel suo veicolo corporeo che come tale dovrà essere "coerente" col processo di incarnazione.
Va verso un determinato popolo o etnia, verso una coppia di genitori anch'essa determinata e, spesso, già legata in passato al Soggetto, magari sotto altre forme relazionali. Va detto che tali fattori - e tale corpo- sono stati scelti ed elaborati dalle Intelligenze Celesti (Cristo innanzi tutto) che guidano il processo assieme all'Io del nascituro.
Cosa voglia dire interrompere questo processo può forse spiegarci un aspetto dell'"invasione extracomunitaria". non pochi dei nostri "ospiti alieni" sono forse anime "respinte" in occidente che cercano,comunque, almeno la via verso quell'Europa verso cui erano destinati. Ma talvolta accade che certi"respinti" riescano a nascere presso parenti o amici della coppia che non li ha saputi accogliere rendendo meno acuto il dramma.
Ma sempre di dramma si tratta e ,ripeto, ho voluto solo offrire una lettura diversa.
Occorre dire che, a mio avviso, se certe cose fossero divulgate in ampiezza, forse si verrebbe a stabilire una consapevolezza culturale più approfondita e "forte"di fronte ad una questione di enorme serietà che potrebbe aumentare il "fattore di accoglienza" nei confonti dei nascituri.

Andrea



alberto
Padova , febbraio 26, 2008 20:50

Caro Marcello da Siena, bravo, ben detto!
Per inciso, non vorrei trovarmi al posto loro!!!



Samizdat
... , febbraio 26, 2008 22:39

Dopo il '78, per legge, siamo tutti aborti mancati. Provate a fare filosofia su questo, ors.


Alessandro
Trento , febbraio 26, 2008 23:03

questo è il mio ultimo intervento...
Alberto da Padova dice:
Anche quando si parla di handicap grave, chi e' in grado di valutare la "gravita'"?!
Siamo forse noi cosi' superbi da voler decidere della vita di un essere umano da eliminare perche' affetto da handicap?

risposta: con le tecniche oggi a disposizione i medici sanno valutare la gravità dell' handicap ( personalmente intendo grave quando l'apparato cerebrale risulta compromesso, il corpo risulti deforme, qualche organo vitale seriamente danneggiato)
- Non è questione di superbia prendere tale decisione, si tratta solo di evitare una vita di sofferenza per chi viene al mondo e per la sua famiglia.. è una decisione dura e responsabile, ci penserà l'eventuale Dio a prendere provvedimenti.


Ancora ripeto, che la precauzione negli atti sessuali deve stare al primo posto.

Alberto chede: E' l'essere umano nella sua identita' umana e spirituale che conta, o il suo dna?

risposta:
Se il dna non si è combinato correttamente, quindi l'integrita corporea e mentale del bimbo non funzionano, non si potrà formare un'identità spirituale, e quello spirito o anima come vogliamo chiamarlo, resterà prigioniera di un corpo inerme e di una mente non pensante... è vita questa?..

Alessandro da Castel FIorentino chiede:
Chi può legiferare, dopo la Caduta, su cosa è Vita e in quale momento si può etichettare come tale?
Intendi la caduta dell'uomo nel "paradiso terrestre"?
Senza dubbio la vita la troviamo ovunque, magari potresti dire in quale momento si può etichettare come vita consapevole , (quando un soggetto prende coscenza del fatto di essere in vita ovvero esce dallo stato di sonno)..
tutto è vita dallo spermatozoo all'ovulo al grumo di cellule e cosi via....

La vita è ovunque anche nelle bestie che uccidiamo tutti i giorni per cibarci, noi che potremmo vivere tranquillamente senza carne, con quale diritto allora togliamo la vita ad un altro essere vivente, non ditemi che Dio ci ha dato le vacche per mangiarle per cortesia....

Non è che voglio paragonare l'uomo alle bestie però se la mettiamo su questo punto, anche a loro è stato dato il dono della vita..

Qualcuno deve ancora dire la sua sull'aborto deciso dopo una violenza sessuale... durante le varie guerre si sente spesso parlare di stupri verso le donne dei vinti...perchè mai quelle donne devono portare avanti la gravidanza???

Penso che questi argomenti devono essere trattati con una forte razionalità su un terreno neutro, mettendo da parte la propria convinzione religiosa.

saluti.



Simone
... , febbraio 27, 2008 06:39

Ma vi rendete conto che non usate il cervello e dimostrate di non avere coscenza?
Io a 18 anni stavo per diventare padre, per la rottura del preservativo,la mia ragazza non è rimasta incinta, ma se lo fosse stata, anche se all' epoca ero giovane, AVREI ACCETTATO con felicità e tutte le difficoltà, le MIE RESPONSABILITA'!!!!
Capito?
RESPONSABILIITA'!!!!
Se stare al passo coi tempi vuol dire dire pensare superficialmente (cioè non pensare) ed essere EGOISTI fino all'omicidio, perchè di omicidio si tratta, allora preferisco tornare alla preistoria!
Ora vado fuori tema, ma i più scaltri e coscenti capiranno dai frutti che dà l' albero (a buon intenditor,poche parole) che ormai Satana è il padrone del mondo, che stiamo diventando assassini,figlicidi,matricidi e patricidi, ladri, egoisti, viziosi, e che non c'è più un valore! Poche sono le persone degne di stima!
Svegliatevi, prima che (tra non molto credo) il signore venga tra noi di nuovo come un ladro, di notte, perchè se continua così, pochi saranno quelli che prenderà con se...
Fermatevi un attimo a PENSARE! Fermatevi!



marcello
siena , febbraio 27, 2008 07:28

Sig. Alessandro di Trento, Lei dovrebbe indagare, con forte razionalit, la causa dell'handicap.


un visitatore
... , febbraio 27, 2008 08:26

Alessandro Di Trento, non sprechero' piu' parole.
Se il Signore vorra', capirai da solo perche'..



Roberta
Modena , febbraio 27, 2008 09:50

rispondo solo ai due commenti rivolti a me, che mi sembrano un po' superficiali, dei signori Marcello e Alberto e poi non scrivo pi: cari signori, ci sono le femministe che voi notate di pi per il chiasso che fanno, e poi ci sono tutte le altre donne, che sono molte, che sono semplicemente esseri umani e che difendono la vita.


Monika Meyer
bologna , febbraio 27, 2008 12:18

Vorrei aggiungere una osservazione,che ha il suo peso,anche se non è così evidente:tutte queste problematiche di ordine etico,avrebbero un senso più profondo solo se la figura del medico in Italia fosse,chessò,come Pasteur,come i Medici,quasi dei missionari,come un tempo,dove nel paese esisteva lui,il dottore,la maestra,il carabiniere,tanto per capirci.Adesso assume solo ed esclusivamente connotati di orrore,macabri,come l'autanasia,a cui si arriva quasi per un percorso obbligato,lo stesso che porta ad abortire.Il medico oggi in questo paese arretrato,è lì perchè è il figlio del figlio,ed anche se non sa nulla,deve fare soldi sulla pelle delle persone.Parlo perchè li vedo,il paziente è un numero,come il conto in banca.Ecco perchè se la chiesa si occupa delle donne,degli homeless,sarebbe il caso diffondesse la castità,ad ogni livello!.Ieri sera,per caso,ho ascoltato una pubblicità(quindi ingannevole e venale di suo)che propina alle undicenni!il vaccino,cancerogeno,per papillomi ai genitali!Ma io ho dei figli,non sono mica un'aliena,e,non ho mai avuto nessuna malattia,proprio nessuna,basta seguire certe regole ferree,le regole della natura per essere felici.L'undicenne,risponde alla mamma che guida:Ma io sò tutto,ho undici anni,non sono mica una bambina!La mamma contenta sorride.Sostanzialmente questo tipo di ragazzine,si tirano la zappa ed i nomi sui piedi da sole,ed il commercio segue la loro logica.Usare due pesi e due misure,in campo etico,ciè chiesa e stato,per giustificare il dio denaro,senza sacrificarsi,porta solo lacrime.Papa Ratzinger,parteggia per l'Umanità,lo sviluppo e la Felicità,ma sovente l'uomo non è stato educato,nè ha voglia di essere felice,nè di compiere alcun sacrificio.Teniamo presente che certi valori non possono e non devono essere negoziabili,a qualunque costo:se,per caso,questo vaccino ti crea una cancro,dopo non c'è più bisogno di abortire,ti tocca togliere tutto,per sicurezza.Come dice Blondet,chi cerca le sicurezze,cerca solo la morte,perchè ha deciso di non Vivere.


ateo
milano , febbraio 27, 2008 19:12

non capisco perchè ci accanisca tanto nell'affermare che "dalla fecondazione in poi l'uomo è già tutto in potenza". seguendo questo ragionamento...gli spermatozoi non sono altro che un uomo mezzo fatto in potenza. a questo punto salviamo tutti questi mezzi bambini mai nati.


paskal007r
Napoli , febbraio 27, 2008 21:39

Facciamo finta di essere assolutamente certi che l'aborto sia il male assoluto (quando invece c'è da discutere, non è cosa questa da risolversi semplicisticamente).
Quale legge è una buona legge, in tal caso?

Non è forse la risposta più corretta, "quella che riduce al minimo il numero di aborti"?

Ora, nella storia italiana l'aborto è stato considerato reato, quindi vietato.
Poi è arrivata la 194.
I numeri parlano chiaro: 234.000 aborti nel '83 contro i 138.000 del '98 e i 130.000 di quest'anno.
Se qualcuno ha a cuore i feti deve concordare che, dal momento in cui la 194 ne ha salvati ben 100.000 ogni anno, è una legge che ha fatto un ottimo lavoro.
Una ulteriore conferma di quanto sia importante per EVITARE gli aborti questa legge è nei dati degli aborti nelle fasce che di questa legge non traggono beneficio, ovvero le donne immigrate. Si calcola che un terzo degli aborti odierni in italia infatti sia proveniente proprio da tal categoria, se la 194 avesse sugli aborti delle immigrate lo stesso impatto che ha avuto sulle italiane si potrebbero risparmiare altri 40.000 aborti.
------------
Pasquale Franzese



Michele
Udine , febbraio 27, 2008 22:55

Allora gli aborti quest'anno sono stati 130000 (quelli in ottemperanza alla legge 194) pi altri 20000 clandestini (secondo le stime del ministero). Quindi intorno ai 150000. Come era la situazione prima del 1978? A parte le cifre sparate da quotidiani e riviste di quegli anni (cifre peraltro assai diverse tra loro) la verit 頨 che di studi seri ve ne uno solo, a cura del professor Bernardo Colombo, demografo dell


Alessandro
bo , febbraio 27, 2008 23:18

Signor paskal007r, mi dica: lei renderebbe legale la pedofilia, "entro certi limiti", se avesse la certezza che l'entrata in vigore della nuova legge avrebbe l'effetto di ridimensionare di molto il fenomeno?

La prego, risponda a questa domanda. E poi mi dica se non vale lo stesso per L'ABORTO, EUFEMISMO PER DIRE INFANTICIDIO.
Rifletta prima di rispondere.



ALESSANDRO
CASTELFIORENTINO , febbraio 28, 2008 10:36

Rispondo ad Alessandro da Trento:
Il termine Caduta - non a caso in capital letter - si riferisce al rovinoso scivolone di Adamo ed Eva.
La vita, per noi esseri umani creati ad immagine e somiglianza di Dio, inizia nel momento in cui uno spermatozoo feconda un ovulo. Il concetto di vita in potenza, come tu affermi, fa s che tutti gli altri organismi A NOI SOGGETTI - IN PRIMIS LE BESTIE - essendo anch'essi parificabili alla nostra condizione di creature di Dio, non possano diventare il nostro sostentamento biologico. In questo erri, poich nel libro della Genesi sta scritto che l'uomo doveva dominare su ogni bestia del creato; indi per cui la mia vita non 쨨 la medesima della iena ridens. La consapevolezza significa riconoscere di essere peccatori e accettare il giogo dolce che Ges ci ha chiesto di portare seguendo il Suo Vangelo; la consapevolezza non indice di fuoriuscita da una situazione di "sonno" dell'anima, la quale ambisce - per come la intendi tu - ad arrampicarsi sulla scala che porta al Paradiso indipendentemente dai limiti e dalle Leggi poste da Dio. Io non credo al risveglio iniziatico che porta al dominio del tutto. Sono solo meri psichismi da fachiro di quart'ordine. La vita 騨 presente in tutte le cose ma ci sono creature e creature. L'uomo - prima della sciagura del peccato originale - era la somma creatura posta a meraviglioso suggello dell'ordine del creato.



Gianluca
Teramo , febbraio 28, 2008 10:45

Avendo io un pò di esperienza come insegnante di sostegno, oltre che di docente filosofia e storia, ho constatato che se una persona è affetta da una disabilità anche grave, ma vive integrato nella società e nella famiglia, può avere una vita buona e felice anche nella sofferenza e nei disagi. Al contrario, i cosiddetti sani, che hanno avuto una vita progettata nell'agiatezza e nei confort già prima della nascita, possono essere alquanto infelici e desiderosi di suicidarsi se non riescono a dare un senso alla propria vita. Per concludere, consiglierei di usare la parola Handicap nel suo reale significato, che è quello di svantaggio determinato dalle condizioni ambientali e sociali unite alla condizione di disabilità che una persona ha na seguito di malformazioni o menomazioni. Ad es. se un uomo non può camminare con le proprie gambe, ma lo fa con una carrozzella, e tuttavia, trova barriere architettoniche, allora si che quella persona ha un handicap. Oppure, se le barriere sono mentali, per cui, qualcuno vede che un uomo in carrozzella o sordo lavora in un ufficio pubblico, dandosi da fare, ma un utente pensa che questi sono solo dei pesi della società e sarebbe meglio che non fossero nati, cosicchè il loro posto sarebbe stato più utile ad un "sano", allora, l'handicap ce l'ha chi fa questi ragionamenti. Un esempio di "handicappato" eccellente? il grande fisico S. Hawking. Andategli a chiedere se preferirebbe essere stato abortito. Anzi, se qualcuno ha dei dubbi sulla felicità altrui, posso accompagnarlo dai miei ex alunni affetti da sindrome di Down, di Asperger o di Xfragile cosicchè può informarsi sul loro stato di felicità o sul loro desiderio di vivere.


Luca
Roma , febbraio 28, 2008 12:15

Ripeto. Che la pedofilia sia considerata Male è riconosciuto da tutti. Nel senso che sia chi è credente sia chi è ateo lo considerano atto spregevole.Che l'aborto sia sia "omicidio" è riconsciuto prevalentemente dai cattolici. Perchè allora dovrebbe essere costretto a non farlo chi non crede? Se una persona è atea, è non crede che la vita cominci da una semplice fecondazione, perchè dovrebbe vedersi tolto un mezzo solo perchè a richiederlo è una idea religiosa, che lui non condivide? Ripeto: cerco di capire qual' è il ragionamento di chi, per esempio, vuole l'aborto legale. E il fatto che l'aborto sia omicidio, non tutti lo condividono. Ergo, i cattolici fanno bene a esprimere la loro opinione, fanno male a cercare di imporla ad altri, privandoli dei mezzi.


Enrico
Empoli , febbraio 28, 2008 15:17

Scusate, ma alla base di questo problema secondo me c'è una completa mancanza di educazione sessuale nei giovani e in chi dovrebbe guidarli. E' inutile appellarsi alle sole preghiere, ma rendersi conto che la società, il suo sentire non è rappresentato dal solo Stefano Maria Chiari, se chiedi ad un ragazzo di 14/15/16 anni di ripondere a qualche domanda su nozioni basilari di educazione sessuale, trovi il niente. Sarei d'accordo al 100% con la limitazione radicale dell'aborto solo quando lo stato e gli educatori si prenderannod una parte la responsabilità di creare strutture di supporto alla madre e finanzi il "futuro" che ella porta in grembo e dall'altra l'educazione alla sessualità, non come peccato, atto sporco, che renderebbe solo il giovane capace o di chiudersi e non vivere mai con il giusto spirito il sesso che dell'amore è una componente importantissima o di approcciarlo nel modo sbagliato e senza i mezzi per poterlo gestire. Non opporsi all'uso del profilattico o della pillola è un buon inizio. avere un figlio è una scelta importante e non deve essere un incidente di percorso. Prima di pontificare parlate con i giovani, passateci tempo insieme e rispondete alle loro domande, domande che non si accontentano della citazione di un salmo, ma di risposte al passo con il loro tempo. Enrico educatore, laico.


m.meyer
bologna , febbraio 29, 2008 15:27

Leggevo un libro di W.Nelles,il mio vademecum.Egli sostiene che viviamo in mondo dove molte semplici verità vengono dimenticate.Si tratta di constatare semplicemente che le nostre azioni hanno delle conseguenze:quello che facciamo oggi ha conseguenze sul domani e ciò che abbiamo fatto ieri influisce sulle possibilità che abbiamo oggi.Nell'ambito del rapporto di coppia è la possibilità di abortire senza grossi pericoli a farci credere di poterci sottrarre a tali legami.La domanda se la nostra anima lo permette non viene più posta da molto tempo.Un figlio cambia completamente la vita,per una donna non c'è nemmeno da discutere.Il figlio testimonia il legame,è il legame diventato carne.La sessualità unisce alle persone e alla vita terrena,ciò che unisce non è il sentimento ma la sessualità(di qui la differenza fra il religioso proteso alla spiritualità).Il legame a cui un non sposato,uno che vuole vivere libero sottraendosi,sbaglia.Il legame è uguale,ma in sospeso,e,alla lunga più oneroso di un matrimonio normale,è un "ni",vediamo come va,un periodo di prova senza fine,si resta sulla soglia invece di entrare in casa,ma comunque non ci si riesce a sottrarsi al legame.Questo vale anche per l'art. del dott.Blondet"Un popolo finalmente liberato",sulla triste vicenda dei fratellini di Gravina.Quel padre,come anche la sua compagna,lui o lei,sono incapaci di istaurare un legame,un rapporto fisso senza riuscire,ed i bambini gli impedivano questo.In relazione all'aborto,la scelta è operata da una coppia che non è in grado di affrontare le conseguenze delle proprie azioni,come il concepimento del bambino,vogliono sbarazzarsi del risultato,sacrificano la vita futura,per quello che considerano la propria libertà.E questo il risultato,indipendentemente dal fatto che la loro decisione sia facile o difficile da prendere,che la loro situazione oggettiva sia difficile,che siano giovani,soli,ricchi o poveri.La maggior parte delle donne che abortisce si sente in colpa e cerca di sbarazzarsi accampando delle scuse varie,giustificazioni,che in molti casi sono serie, e determinano conflitti interiori,facendo sembrare la donna una vittima,ma è il bambino ad essere sacrificato!,le ragioni possono essere valide,ma l'effetto non cambia,gli uomini sono coinvolti,e lo stesso vale anche per loro.L'autore sostiene che la vera vittima è il bimbo,tutte le giustificazioni non liberano la donna,i genitori,dal senso di colpa,nè soddisfano il bambino.Al contrario:con ogni scusa accampata si abortisce di nuovo,a prescindere da tutto,anche dalla religione che pratichino.La soluzione è sempre l'accettazione della realtà,cioè ammettere che si è sacrificato il bimbo,rammarico e dolore per lui e non per sè stessi.Se si accetta la realtà,ne deriva pace,smettere di accampare scuse,con umiltà riconoscere la colpa di averlo ucciso.Resta poi il legame fra queste due persone,che,abortendo la donna,serve a cancellarlo,come fosse possibile pensare che non sia mai esistito,in realtà è esistito,e nessun intervento può cancellare questo,e nemmeno nessuna scusa.Io aggiungo,dopo aver letto questo,che le leggi sono scuse,ed ecco perchè è meglio che se ne occupi un religioso,non uno psicologo,un educatore,una suora.Il legame esiste ed è evidente.Questo bimbo della fotografia,ogni donna che abortisce,lo deve vedere,dopo averlo sottratto dal grembo,e dire:"Ti ho sacrificato,mi dispiace,adesso hai un posto nel mio cuore".Non che dopo la pratica lei si svegli e non vede più nulla,continuando ad accampare scuse.Interessante,non trova?.


Paskal007r
Napoli , febbraio 29, 2008 17:34

Signor paskal007r, mi dica: lei renderebbe legale la pedofilia, "entro certi limiti", se avesse la certezza che l'entrata in vigore della nuova legge avrebbe l'effetto di ridimensionare di molto il fenomeno?

La prego, risponda a questa domanda. E poi mi dica se non vale lo stesso per L'ABORTO, EUFEMISMO PER DIRE INFANTICIDIO.

-------------------

Avendo la CERTEZZA che il risultato di approvare una legge o un'altra che si salverebbero vite umane non sarebbe forse omicida scegliere la legge peggiore?

Non importa cosa dica una legge, importa cosa succede una volta che questa entrata in vigore.
In fondo chiediamoci: vogliamo meno aborti/omicidi/stupri o vogliamo una legge che compiaccia il nostro senso estetico?
Io scelgo sicuramente i fatti, non le parole.



Alessandro
bo , febbraio 29, 2008 20:13

Dunque lei renderebbe legale la pedofilia, signor Paskal. Lo dica allora, perch non lo dice a chiare lettere? Ha paura di rispondere alla mia domanda?

Un momento.... il senso estetico? Permettere l'infanticidio, lo stupro, l'omicidio, la pedofilia una questione di senso estetico? Faccio una cosa: smetto di parlare con lei, sta delirando.



Paskal007r
Napoli , marzo 01, 2008 01:32

Non legga quello che non ho scritto, caro Alessandro.

Tanto per cominciare ho risposto alla sua domanda, solo che non mi riduco ad un semplicistico e binario "si/no".

Innanzitutto ho premesso che si deve avere la CERTEZZA che il numero dei reati in oggetto alla legge diminuisca, e l'ho scritto, anche sopra, come pu controllare a lettere maiuscole per evidenziarlo. "Permettere" cosa significa secondo lei? Cosa significa "Vietare"? Una principio perfettamente etico non va dichiarato nel codice senza preoccuparsi della sua effettiva realizzazione. Bisogna fare una legge pensando agli effetti che si otterranno. Limitarsi a dire che una cosa "vietata" non sempre ⨨ il modo migliore per far s che non venga fatta. Lo sanno bene gli Olandesi che sono riusciti con una legge che permette l'uso di droghe leggere solo a precise condizioni, ad ottenere il consumo di droghe pesanti PIU' BASSO dell'intera europa, e con un consumo di droghe leggere (anche se "legali") nettamente inferiore alla media. Nella nostra italia viene rilevata la cocaina NELL'ARIA di Roma e di Milano! Che senso ha illudersi che basti scrivere vietato su una legge quando poi si ottengono risultati migliori con un'altra?

Per lei cos' pi쨹 importante, le chiedo ancora, quello che succede nella realt o quello che c' scritto sul codice penale??



Alessandro
bo , marzo 02, 2008 15:31

Lasci perdere questi ghirigori, parliamoci chiaro.
Lei dice che il fine giustifica i mezzi.
Se ho inteso bene, lei dice che si pu permettere lo stupro per combattere lo stupro. Dice che si pu permettere la pedofilia per combattere la pedofilia. E ovviamente, dice che si puⲲ permettere l'infanticidio per combattere l'infanticidio. Lei dice che giusto sancire per legge la morte di milioni di bambini per salvarne altri.
Non le interessa se ci sono mezzi migliori, se possono essere cercati o inventati. A lei interessa soltanto il fine; quindi buttiamo tutti i nostri princip alle ortiche e permettiamo ogni aberrazione per combattere le stesse aberrazioni.
Pura follia!



Luca
Roma , marzo 02, 2008 18:39

ma non hai capito. Che l'aborto sia infanticidio è una concezione che hanno i credenti cattolici in quanto considerano il feto vita e bambino. che La pedofilia sia atto ignobile è riconosciuto da tutti, mi pare, non solo dai credenti cattolici.
Qui si continua a paragonare l'infanticidio con la pedofilia.
Innanzitutto infanticidio è uccidere un bambino già nato o al momento del parto. quindi è improprio usarlo riferendosi all'aborto no? nell'aborto parliamo di feto, non di neonato, per cui al massimo si puo parlare di omicidio.
ma, omicidio per chi ci crede..perchè se io fossi ateo e un credente mi dicesse che sto uccidendo una vita con l'aborto, e io non credo che il feto sia vita, che l'atto sia omicidio è una convinzione,ma non di chi compie l'atto.
è come imporre ad un uomo di non mangiare carne perchè deriva dall'uccisione di animali. il vegetariano dice giustissimo, l'onnivoro ti risponde: te non vuoi mangiare la carne, ma perchè io non posso mangiarla perchè te non vuoi sulla base di una tua convinzione?
questo è piu o meno quanto avviene nell'aborto. il vegetariano vuole obbligare l'onnivoro a mangiare come lui, bah



Alessandro
bo , marzo 02, 2008 20:56

Una concezione che hanno "i credenti cattolici"?
Io non sono cattolico, pur credendo in Dio, e per me il "feto" un bambino.

Lo stesso pu valere per un ateo. Dalle tue parole (se io fossi ateo...) emerge invece che un ateo, in quanto tale, non pu貲 in nessun caso considerare "vivo" il bambino nascituro.
Cosa c'entra il vegetariano? Stiamo parlando di vite umane, non di botanica.

Ma perch spendere tante parole? Basta il buonsenso.. merce rara, purtroppo.



Luca
Roma , marzo 02, 2008 21:39

ok, allora mi sono espresso male; in effetti io con ateo ho inglobato un po tutti i non credenti, cosa che è sbagliata.
io intendevo che non per tutti i non-credenti il feto (dipende dai casi) viene considerato vita.
Cosa centra il vegetariano? Era per fare un esempio su come si ragiona in relazione all'aborto.
non era mia intenzione offendere niente e nessuno.
Certo, se poi mi si dice che la vita umana in potenza è anche lo spermatozoo non posso che rimanere perplesso, perchè allora anche le piante, che sono un insieme di cellule, potenzialmente sono vita.
infine ti ringrazio del tuo buonsenso.



phitio
bologna , marzo 11, 2008 14:45

Belle parole, ma poi quando non c'era la 194 l'aborto clandestino lo si faceva a (lauto) pagamento in cliniche cattoliche (cucchiaio d'oro) o all'estero.
O si diventa realisti e si persegue il maggior bene, o si resta fodamentalisti e si sacrifica il bene alla vana ricerca del meglio.
Inoltre non mi faccio dare lezioni sulla vita da un guerrafondaio come Ferrara



Andrea
Milano , marzo 11, 2008 15:46

Per Luca di Roma, che il bambino sia tale solo alla nascita è un concetto giuridico. Scientificamente, le nostre conoscenze odierne parlano di vita (capace di relazione con la madre)come minimo dal quattordicesimo giorno dal concepimento. Il senso comune ci dice che il nuovo uomo è tale dall' incontro riuscito di spermatozoo e ovulo. Sottolineo nuovo "uomo", perché altrimenti qualcuno dovrebbe spiegarmi che altro possa essere (iguana?). E in tutto questo la fede non c' entra nulla.

Nota personale.
Il pensiero laicista corrente, vorrebbe vietare le nascite nei paesi poveri, con l' argomento che un maggior numero di persone non troverebbero di che sfamarsi. A tal fine promuove campagne abortiste (investendo i fondi che potrebbero più utilmente essere spesi in alimentari). Nei paesi ricchi invece si sotiene il "diritto al figlio" per soddisfare gli sfizi più strampalati di ogni genere di persona: sterili,omosessuali, singles,forzando la natura a produrre ciò che naturalmente non si produrrebbe. Dall' sistema di equazioni poveri= no-figli ; ricchi= sì figli, si deduce che, per il pensiero laicista, la vita è un sottoprodotto della liquidità finanziaria. In questi termini riconosco che l' aborto sia solo un insignificante dettaglio.



Luca
Roma , marzo 12, 2008 14:38

aspetta. io ho detto che se infanticidio vuol dire uccisione di neonato, nel momento in cui l'aborto va ad incidere sul feto, è improprio estenderlo anche ad esso, perchè nell'aborto non abbiamo un neonato, abbiamo un feto.
Sul fatto che sia vita o meno non lo metto in dubbio(piu dubbi, e molti, li ho sul fatto che embrione e spermatozzo possano essere vita,ma tralasciamo)pero si tratta di feto,non di essere nato. questa era la mia distinzione.
Inoltre trovo sbagliato la tua affermazione sul pensiero laicista: perchè? chi l'ha detto che è il pensiero laicista?
mi sembra una generalizzazione molto vaga.
C'è questa tendenza a considerare tutto ciò che sia diverso dal proprio pensiero neanche come laico, come laicista o relativo. Non esiste una via di mezzo. Si generalizza troppo a mio parere, non si fanno distinguo.
Ultima cosa: si incentiva nei paesi poveri la campagna sulla prevenzione non perchè cosi si fanno meno figli, ma perchè si da il caso che sono quelli piu colpiti da AIDS.
Saluti



Emanuele
Roma , marzo 15, 2008 18:39

Vi prego. Un po` di rispetto per queste vittime.
Da voi, una cosa simile siceramente non me lo sare aspettata.
"Sensibilizzare" non vuol dire ostentare crudemente foto simili, che ritraggono un cadavere, una tragedia. Non sia che cadiamo anche noi vittime di quella banalizzazione che i media ora fanno della vita umana, sacra.Seppur mossi di altri intenti.Come non provare vergogna nell`usare una immagine tragica simile per portar forza al proprio discorso, per quanto giusto possa essere?
Vi prego di rimuovere questa foto.
cordialmente
emanuele roma

-------------------

Gentile Emanuele,
EFFEDIEFFE non avvezza a buonismi sia terminologici che visivi di questo tipo.
Abbiamo stampato un libro sull'aborto che contiene, tra le altre cose, un reportage fotografico sugli orrori dell'aborto.
E' inutile nascondere come stanno le cose: l'aborto questo, un sacrificio umano.
Pertanto quella foto documenta l'immane orrore che comporta questo gesto irrimediabile e terrificante.

La redazione
EFFEDIEFFE.com



Emanuele
Roma , marzo 15, 2008 18:57

Gentile redazione,
ringrazio della cortese risposta, ma mi permetto di ribadire che il buonismo non c`entra proprio nulla. Se davvero, come credo, vogliamo combattere una battaglia in opposizione a un mondo di informazione corrotta che fa dello scandalismo e della morbosita` le sue armi principali, non e` certo usando le sue stesse armi che possiamo porci come segno di contraddizione.
Ma questa resta la mia personale opinione.
cordiali saluti e buona Pasqua
emanuele




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