
Chi comanda in America, chi comanda in Europa, in medioriente. Una sola
voce risponde, una sola voce è permessa. La voce del padrone che fa abbassare la
testa.
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Gideon Meir, l’ambasciatore israeliano a Roma, ha straccionato D’Alema che ha invitato Israele a parlare con Hamas. Si sarà notato il tono minaccioso, tracotante del rabbuffo: «Chi ci invita ad aprire trattative con Hamas ci invita a negoziare le misure della nostra bara»… «chi invita ad un dialogo con quest’organizzazione terroristica in pratica blocca il negoziato tra Israele e Abu Mazen» (il «dialogo» con Abu Mazen è bloccato dal nuovo enorme insediamento dei fanatici in Cisgiordania, ossia nel territorio di Abu Mazen). E poi ancora: «Il fatto che il leader di questa organizzazione terroristica (Hamas) si congratuli per queste posizioni non depone a favore di chi le sostiene».
Così l’ebreo ha dato del terrorista al nostro ministro degli Esteri; sullo stesso tono usato da Fiamma Nirenstein la «unconscious fascist», il che prova molte cose. Per quanta...( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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