Antichrist.jpg

Il Segreto sul «katechon» e la triplice alienazione

Arai Daniele    22 marzo 2008
  Salva in PDF
  Stampa
  Manda per E-mail
  Testo    
  Commenti
Una volta individuato nel linguaggio corrente il senso del termine «alienazione» come quello che meglio descrive la costante della storia umana, dall’alienante ribellione originale alle rivoluzioni moderne, possiamo usarlo per svelare intricata questione del «katechon tolto di mezzo».
Infatti, proprio il termine adoperato dalle idee rivoluzionarie contro il pensiero religioso aiuta a decifrare l’intero corso storico della rivoluzione umana, cresciuta e moltiplicatasi nel senso dell’inevitabile rivoluzione
terminale dell’Anticristo.
«Alienazione» sarà qui il canone allora per valutare l’intera storia condizionata da tre decisive alienazioni in rapporto alla Parola di Dio: quella originale, quella del popolo eletto e quella «cristiana» alla fine dei tempi.

Ecco l’ora degli infedeli!

Per superare la prima, originale, del Peccato di alienazione della Sua Parola, Dio ha formato un Suo popolo per preparare la venuta del Messia redentore. Ma il Verbo divino incarnato fu rifiutato dai giudei, che alienarono la propria elezione a favore dell’idea di un regno terreno.
Per superare questa seconda grande alienazione storica, Dio ha inviato il Suo Spirito a formare la Sua Chiesa per frenare la scalata continua intenta a devastare l’opera del Verbo.
Qui è essenziale approfondire la natura di questa triplice alienazione che condiziona l’intera storia umana.
Si può farlo ricordando la visione storica di Gioacchino da Fiore che, comunque erronea, racchiude un’intuizione che la rende attraente a molti fedeli.
Si tratta della triplice divisione dei tempi storici in tempo del Padre, dell’Antico Testamento, tempo del Figlio, del Nuovo Testamento, e tempo dello Spirito Santo, che sarebbe quello dello «spiritualismo», di un amore carismatico nell’età post-medievale.
Ciò è condannato dalla Chiesa poiché ogni tempo storico appartiene a Dio Uno e Trino.
Eppure, la chiara divisione si trova nelle Scritture.
Nelle sue stesse linee è scritta la storia sia dell’ordine terreno che del disordine mondiale, sia della salute delle anime, che della loro perdizione in eterno.
E qui la nozione di alienazione applicata al rapporto umano riguardo al Verbo di Dio ci aiuta a capire i tre tempi storici nell’ordine teologico, che ripetiamo: il primo dell’ alienazione della Parola originale, il peccato da redimere con la venuta del Messia, nato dal popolo preparato da Dio per riceverLo.
Il secondo dell’alienazione del Verbo incarnato da parte dei giudei, a favore dell’idea di un messianismo terreno.
Il terzo, della Chiesa di Dio, rappresentante del Verbo uno e unico, la cui autorità sarà «levata di mezzo»; alienata nel tempo della sua passione finale.

E’ l’ora della grande apostasia

Si tratta del tempo dell’uomo del peccato che elimina il «katechon» di cui parla San Paolo.
Sentiamolo.
Siamo alla IIª Lettera di San Paolo ai Tessalonicesi.
«Vi preghiamo, poi, o fratelli, quanto alla venuta del Signor nostro Gesù Cristo ed alla nostra riunione con Lui, a non lasciarvi smuovere così facilmente dai vostri sentimenti, né conturbare, né da pretese rivelazioni, né da parole, né da lettere, spacciate per nostre, come se il giorno del Signore fosse imminente. Che nessuno v’inganni in alcun modo!
Bisogna che prima venga l’alienazione e che si manifesti l’uomo d’iniquità, il figlio della perdizione, l’avversario, che s’innalza al di sopra di quanto è chiamato Dio, o è oggetto di venera¬zione, fino ad assidersi nel Tempio di Dio, proclamando di essere Dio egli stesso.
Non vi ricordate che, quando ero tra voi, vi dicevo tali cose?
Ed ora voi conoscete l’ostacolo [katechon], che gli impedisce di manifestarsi a suo tempo.
Poiché il mistero dell’iniquità già si va segretamente introducendo; solamente ora vi è chi lo trattiene, finché sia tolto di mezzo.
E allora sarà manifestato l’iniquo, che il Signore Gesù distruggerà col soffio della sua bocca, ed annienterà con lo splendore della sua venuta; l’iniquo, la cui venuta per operazione di Satana sarà accompagnata da ogni genere di portenti e prodigi e prestigi menzogneri, e di ogni sorta di seduzioni della perversità, per coloro che si perdono per non avere accolto l’amore della verità, che li avrebbe salvati.
E perciò Dio manda loro degli errori seducenti sì che credano alla menzogna; onde siano condannati quanti non hanno creduto alla verità, e si sono invece compiaciuti nella iniquità.
Quanto a noi, sentiamo il dovere di ringraziare di continuo Iddio per voi, o fratelli, prediletti del Signore, perché Dio fin dal principio vi ha scelti per salvarvi mediante la santificazione dello Spirito e la fede della verità.
Sì, a questo vi ha chiamati per mezzo della nostra predicazione del Vangelo, all’acquisto della gloria del Signore nostro Gesù Cristo.
Dunque, o fratelli, state saldi, e rimanete fedeli nelle verità tradizionali nelle quali foste ammaestrati e a viva voce e per lettera.
E lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, il nostro Padre, che ci ha amati, e per grazia sua ci ha dato una eterna consolazione e una buona speranza, consoli i vostri cuori e vi raffermi in ogni opera buona ed in ogni buona Parola
».

L’ora la terza grande alienazione: dell’autorità cattolica

Se per superare la prima grande alienazione storica Dio inviò il Suo Verbo e per superare la seconda il Verbo inviò il Suo Spirito a formare la Chiesa per frenare la ribellione umana alla Sua Parola, ora la terza grande alienazione sarà quella dell’autorità stessa della Chiesa, il cui potere spirituale regge quello naturale, infuso in ogni popolo di ogni tempo.
E’ la legge suscitata nell’animo degli uomini e gestita da entità civili e religiose centrate sull’ordine naturale dell’uomo fatto di corpo e di anima. Perciò il katechon delle Scritture assume dimensione universale e può essere identificabile tanto nell’Impero Romano quanto nella Chiesa e nel suo Pontefice.
Si tratta della missione d’impedire l’avanzata del disordine e dell’iniquità che aliena la vita degli uomini, famiglie e nazioni dal senso del sacro a quello del disordine mondano, conseguente all’alienazione originale.

La libertà aliena alla verità è matrice di disordine


La libertà umana comporta la scelta tra l’adesione al disegno divino di bene e la pretesa letale di ergere un nuovo ordine del mondo per un utopico cambio nella vita dell’umanità.
Il risultato si è visto nelle guerre e rivoluzioni moderne.
Dato che il governo degli uomini si opera con la ragione, esso dipende dalla Parola divina quanto ai princìpi del retto pensare e del retto agire.
In ciò risiede il principio dell’autorità, per cui la fedeltà come l’alienazione da essa si presenta nel campo della vita sociale e personale, e così nella politica, nelle scienze, nel campo della conoscenza e racchiudendo tutto nella vera religione.
Per essa non ci può essere vera libertà, unità, pietà e amore verso Dio e gli uomini che sia aliena alla Verità, una e unica, rivelata da Dio: il Logos presente anche nella legge naturale.
Quindi la semplice idea di un diritto alla libertà di religione, di alienare il Verbo ponendo qualsiasi altro valore al disopra della Sua Verità è fatalmente alienante.
E qui si dovrebbe ricordare il protevangelo di San Giovanni.

I segni evangelici della grande alienazione «cristiana»

Primo segno dato da Gesù stesso; la grande alienazione dall’autorità di Dio e dei suoi veri rappresentanti in terra (Matteo 24,11,13), che è l’apostasia generale, una ribellione terminale contro la legge naturale e divina.
Secondo segno: la venuta dell’Anticristo, l’uomo dell’iniquità, tanto iniquo da essere quasi la personificazione della perdizione a cui trascinerà le anime.
Perciò San Paolo lo nomina avversario di Dio e strumento di Satana.
Si noti bene che il potere dell’avversario Anticristo diviene reale solo dopo la grande apostasia.
In altre parole, in conseguenza dell’alienazione finale dal principio  dell’ordine umano, che è nalla fede.
Poiché l’ordine è il bene più alto per le società e fine d’ogni giusto ordinamento sociale, è chiaro che le manifestazioni del Logos in terra mirano a sostenere i popoli nella difesa di questo principio sacro, così come quelle dell’avversario a sovvertirlo con nomi ingannevoli come sia progresso, evoluzione, liberalismo, ecc.
La guida dell’ordine fondato sui princìpi della Legge doveva rimanere affidata ai profeti di Dio, impersonati nei tempi cristiani dai Pontefici.
Altrimenti, la loro eliminazione, il «pastore colpito» (Matteo 26, 31; Marco 14, 27), l’«ostacolo tolto di mezzo» (2 Tessalonicesi) potrebbe significare l’alienazione umana a cui segue la desolante ritirata del potere del pastore, rappresentante di Dio stesso.

E’ in atto un piano sinarchico per mutare la Chiesa

La genesi oscura del potere che proviene e induce all’alienazione dalla Parola divina ha nelle Sacre Scritture il nome di «mistero d’iniquità».
Per precisare i dati di tale piano vediamo Epiphanius nel suo grande lavoro: «Massoneria e Sette Segrete: la Faccia occulta della Storia» (pagine 7-9).
«E’ difficile negare l’esistenza di un’azione secolare che, vuotati gli spiriti dalla filosofia scolastica, li ha aggrediti con dosi dapprima omeopatiche di dottrine gnostiche; l’introduzione del dubbio metodico sotto la copertura dello scientismo, il disprezzo della retta ragione spinto fino al rifiuto del reale, il rinnegamento delle autorità naturali, la ‘nulla potestas nisi a Deo’ avvicendata da un potere che trae la sua legittimazione dal basso, un potere infero: un modo essenzialmente luciferiano di procedere, fondato sulla menzogna e il compromesso. Tentare una spiegazione del mondo odierno col ricorso a facili determinismi di leggi fisiche, princìpi economici o sociologici, è superficialità che non può soddisfare chi voglia ricercare secondo verità: occorre rivolgersi in altra direzione, spingere le ricerche ben più in profondità partendo dalla realtà dell’uomo: essere libero di aderire al Bene o al male e per ciò stesso in grado di organizzarsi nella pratica dei medesimi. E come la Legge perfetta del Vangelo sorresse l’uomo per lunghi secoli illuminandogli la via e sostenendolo in quella speranza di eternità che egli concretizzò edificando la grande civiltà cristiana - la città terrena sorta il più possibile a immagine di quella di Dio - così non possiamo rinunciare, per simmetria, a tentare di individuare una rottura, un guasto nella storia dell’uomo, che ha permesso al male di organizzarsi con un deposito dottrinale, un piano di dominazione dell’uomo sull’uomo, una gerarchia occulta che veglia alla sua realizzazione e alla fedele trasmissione di tale deposito, un percorso da compiere per asservire l’umanità alla potestas tenebrarum, in una parola una vera CONTROCHIESA tendente ad appropriarsi di ogni valenza religiosa e politica. I connotati di questa Controchiesa sono quelli dell’alta loggia e dell’alta finanza: alta loggia in cui domina il mago attraverso l’esoterismo e la magia, che pianifica, dirige, corregge il tiro se i risultati non corrispondono a quelli voluti; alta finanza che, concentrando oggigiorno nelle sue mani pressoché le intere ricchezze del pianeta, le orienta ai fini di dominio mondiale perseguiti dall’alta loggia».

«Il Movimento Sinarchico, giungerà, attraverso il nostro tormentato secolo, fino alle grandi assise mondialiste dell’ONU e dell’UNESCO e in campo religioso a quel drammatico e terribile evento che per la cattolicità fu il Concilio Vaticano Il, seguìto dal primo atto di costituzione dell’ORU (Organizzazione delle Religioni Unite, oggi URI) nella Giornata di Preghiera di tutte le religioni ad Assisi. Oggi, alle soglie del Governo Mondiale politico ed economico, la posta in gioco è ancora la Chiesa cattolica, unica salvezza per l’umanità. E’ qui che avverrà la lotta finale, qui le forze del male concentreranno ogni sforzo plaudendo dal pulpito dei mass-media ad ogni passo compiuto nella loro direzione e condannando con altrettanto clamore ogni tentativo di rientro nell’alveo della Tradizione cattolica, dell’insegnamento dogmatico di sempre. Oggi la crisi che travaglia la Chiesa e macroscopicamente innegabile, il suo ruolo di unica depositaria della Verità messo in discussione in assemblee democratiche dagli stessi uomini di Chiesa in nome di un ecumenismo allargato ad ogni falsa religione, ad ogni errore. A costoro, più che la salvezza delle anime, stanno a cuore la filantropia, i problemi sociali, mentre nella cattolicità dilagano il pacifismo e una neutralità intellettuale affatto sconosciuti nella sua lunga storia. L’ipotesi di una degenerazione spontanea non regge: gli appelli di Paolo VI che denunciava il fumo di Satana penetrato nel sacro tempio richiamano alla memoria i sinistri propositi delle retrologge che per bocca di un loro autorevolissimo esponente, Albert Pike, 33° grado del Rito Scozzese Antico Accettato americano, autore di ‘Morals and Dogma’ (Commento al XXX Grado, Cavaliere, grand’eletto Kadosh, VI volume, Editore Bastoni, 1984, pagina 156), considerata la bibbia dei massoni, dichiarava: ‘Quando Luigi XVI fu giustiziato la metà del lavoro era fatta e quindi da allora l’Armata del Tempio doveva indirizzare tutti i suoi sforzi contro il Papato’».

Dove si manifesterà il mistero dell’iniquità?

Il fatto concerne il potere che deve impedirlo, ma è tolto di mezzo (2Tessalonicesi, 2).
L’assenza di chi ha il potere delle chiavi per impedire l’azione dell’empio Anticristo corrisponde alla presenza di questo.
La ribellione finale contro l’autorità di Cristo si manifesta dove è costituita l’opera di redenzione dalla prima ribellione: nella Chiesa.
Ecco il mistero dell’iniquità, che era trattenuto dal potere divino del Papato.
Lo spirito di umanizzazione opera oggi nel silenzio dell’apostasia generale poiché procede dal vertice.
Il potere che impediva l’iniquità è ormai usato per attuarla.
E’ l’ora in cui il nemico primordiale ha varcato la soglia della Chiesa e... dove fu costituita la sede del beatissimo Pietro e la Cattedra della verità ad illuminare le genti, lì hanno eretto il trono della loro abominazione e scelleratezza affinché colpito il pastore possano disperdere anche il gregge (Leone XIII, «Esorcismo invocando San Michele Arcangelo»).
Oggi il modernismo, con la sua democrazia clericale, umanizzando l’autorità divina della Chiesa, ha intaccato questa suprema difesa.
E così, la cattedra che arginava l’iniquità ecumenista, che livella ogni verità religiosa, è ormai adoperata per promuoverla.
L’ingannatore primordiale è riuscito a varcare la soglia della Chiesa.
E’ l’ora culminante della persecuzione contro la vera Chiesa che Leone XIII ha visto e messo al centro dell’esorcismo che ha redatto per invocare l’aiuto dell’Arcangelo San Michele.
E il suo successore, San Pio X, nella sua prima allocuzione papale disse essere lecito pensare che l’Anticristo era già tra noi.
Esso è riconoscibile dai suoi due oggettivi principali: - Roma, il Luogo santo dove «cambiare i tempi e le leggi» (Dn 7, 25), per essere come Dio, o anche meglio, come si ritengono i buonisti d’ogni tempo; - l’ecumenismo sinarchico del panteon delle credenze del mondo, per realizzare una pace ed una libertà autonome da Gesù Cristo.

Dove è la lettera di queste tacite apostasie?

Dove, se non nei documenti del Vaticano II, nella sua «Nostra aetate» e dintorni, dove quel lavorio filosofico e liturgico, con cui il protestantesimo ha minato la Chiesa nel Cinquecento, e il giudaismo la sovverte, si compie nei nostri tempi?
Allora i Papi e il Concilio di Trento hanno affrontato il pericolo rinforzando l’autorità cattolica.
Ora, l’alienazione di Cristo Salvatore avviene nel cuore di Roma.
Possiamo non testimoniarlo, ricorrendo agli aiuti profetici dati da Dio per la difesa della Fede?
Ricordiamoci che il Mistero d’iniquità non ha per causa primaria i nemici della Chiesa, ma l’abbandono delle sue difese, che sono nel retto pensiero cattolico.
Già San Paolo insegnava: «Prima del Mistero d’iniquità deve venire l’apostasia».
Durante il Vaticano II vi fu l’azione del Coetus Internationalis Patrum che riuniva centinaia di cardinali e vescovi di tutto il mondo per difendere la fede «alla luce della dottrina tradizionale della Chiesa e gli insegnamenti dei Sovrani Pontefici».
Tali iniziative ostacolarono l’avanzata dei liberali, come riconobbe Ratzinger, ma Paolo VI era loro favorevole («Le Rhin se jette dans le Tibre, Le Concile inconnu»).
C’è stata, quindi, una presa di posizione di fronte all’inganno di tipo evoluzionista e giudaizzante da parte di prelati come i vescovi Marcel Lefebvre e Antonio de Castro Mayer.
Anche il laicato cattolico ha reagito con diverse pubblicazioni.
C’è stato anche il caso di un manifesto della reazione laica alla svolta nella Chiesa, quando, alla fine del Vaticano II, fu adottata la «Dichiarazione Nostra Aetate», riguardante una nuova posizione a riguardo delle altre religioni e degli ebrei, che implicava una vera inversione della dottrina e della missione cattolica.
Sarebbe utile ricordare quanto riporta il voluminoso libro del progressista Henri Fesquet «Diario del Concilio» («Tutto il Concilio giorno per giorno», 16 ottobre 1965, pagina 966): sulla definitiva adozione dal Concilio della «Dichiarazione Nostra Aetate» il 16.X.1965, il cui voto mette fine «a un numero incredibile di pressioni, di passi, di visite, di lettere, di pamphlet, di trattati che hanno assalito il Segretariato per l’unità dei cristiani per più di tre anni. Fesquet, entusiasta del nuovo corso è «indignato» di questa reazione.

«Quando saranno conosciuti nei particolari questi vari tentativi per fare abortire o rendere insignificante la dichiarazione conciliare, si resterà confusi davanti a tanta passione, odio, aberrazione e per dire tutto, ignoranza e bestialità (!?). D’altro lato, parecchi lamenteranno a buon diritto che l’ultima versione del testo presentata dal Segretariato per l’unità abbia perduto un poco del suo mordente. E’ soprattutto peccato che le vere ragioni per cui sono state fatte queste modifiche siano state più o meno nascoste dietro dei pii motivi.
La diplomazia romana è prevalsa su una franchezza assoluta. Ma bisogna riconoscere che la dichiarazione, come è stata votata, ha salvato l’essenziale. Gli osservatori che durante l’intersessione avevano fatto correre le voci più allarmanti hanno sbagliato di grosso. Il Vaticano Il ha realizzato, grosso modo, la volontà di Giovanni XXIII biasimando severamente l’antisemitismo. La Chiesa ha riconosciuto implicitamente le sue colpe passate in tale materia, che sono pesanti, durevoli e numerose. La nuova mentalità ecumenica ha vinto i pregiudizi di un tempo. A questo riguardo, il voto di venerdì inaugura una pagina bianca nella storia dei rapporti tra Roma e gli ebrei. Fino all’ultimo giorno gli antisemiti cattolici [ecco l’accusa di sempre] si sono coalizzati per cercare di imbavagliare il Concilio. Abbiamo già segnalato il pamphlet italiano di Don Zaga. Un altro è di Léon de Poncins, che accusa i vescovi che hanno approvato il testo dell’anno scorso d’‘incoscienza’.‘Una dichiarazione degna di un antipapa’. (ibidem, pagina 967): Ma bisogna soprattutto ricordare il libello di 4 pagine ricevuto dai vescovi. E’ preceduto da questo titolo lungo e curioso: ‘Nessun Concilio e nessun Papa possono condannare Gesù, la Chiesa cattolica, apostolica e romana, i suoi Pontefici (Il libello enunera 15 Papi ‘antisemiti’, da Nicola I (IX secolo) fino a Leone XIII) e i concili più illustri. Ora la dichiarazione sugli ebrei comporta implicitamente una tale condanna, e, per questa eminente ragione deve essere respinta
».
Nel testo si leggono queste spaventose parole: «Gli ebrei desiderano ora spingere la Chiesa a condannarsi tacitamente e a mutar parere davanti a tutto il mondo. E’ evidente che solo un antipapa o un conciliabolo (sic) potrebbero approvare una dichiarazione di questo genere.
Ed è quello che pensano con noi un numero sempre crescente di cattolici sparsi nel mondo i quali sono decisi ad operare nel modo che sarà necessario per salvare la Chiesa da una simile ignomini
a».

Che firme vi sono in fondo al pamphlet?

Trentun movimenti cattolici tra i quali per la Francia le riviste «Itinéraires, Nouvelles de chrétienté», la «Cité catholique» la cui rivista «Verbe» (che si chiama ora «Permanences»), è ben nota, l’«Action Fatima-la-Salette», e il «Movimento tradizionalista cattolico».
Ecco il numero degli altri movimenti classificati per nazionalità: USA (3), Italia (3), Messico (3), Spagna (2), Argentina (2), Portogallo (2), Cile (2), Germania (1), Austria (1), Brasile (1), Ecuador (1), Venezuela (1), Giordania (1).
La Francia - come si vede - con cinque movimenti, ha il triste privilegio di essere in testa.
Aggiungiamo che è difficilissimo interpretare i voti negativi di cui abbiamo parlato sopra: 10 astensioni più 250 non placet.
Hanno votato contro lo schema in una proporzione sconosciuta i vescovi dei Paesi arabi, i vescovi di estrema destra, e alcuni vescovi malcontenti che il testo attuale fosse meno preciso e meno forte di quello adottato nel 1964.
Sospettandosi la presenza di un antipapa e di un conciliabolo, che avrebbero deviato la vita cristiana dalla retta via, come accade, non si trattava di un danno troppo grande da accettare senza disporre la difesa proporzionata?
Mancavano forse alla Chiesa gli strumenti per impedire ai suoi demolitori di agire?
No di certo, le leggi non possono mancare nella società perfetta che è la Chiesa.
Perché allora questa testimonianza del pericolo che correva la Chiesa non ebbe seguito, ma causò la divisione e il crollo completo della testimonianza cattolica?

Negli anni che seguirono divenne chiaro che tale libello d’accusa dello spirito «evoluzionista» del Vaticano II rinunciatario della Fede cattolica, era fondato; era evidente che solo un antipapa o un conciliabolo avrebbero potuto approvare una dichiarazione ecumenistico a 360º, profondamente antievangelica e anticattolica.
I redattori di quel manifesto mancarono, però, per non aver dato seguito a quell’accusa più che legittima, doverosa.
E quei problemi che riguardavano la fede non furono superati a tutt’oggi.
Anzi, oggi dei cattolici probabilmente in beata buona fede ripetono quanto dicono a sproposito i loro capi, che le religioni monoteiste hanno lo stesso Dio e possono accordarsi lasciando da parte le loro differenze.
Per esempio si arriva a dire sull’ecumenismo: «Alla fin fine la questione resta sempre quella ‘primordiale’: il mondo è sempre esistito e dunque è eterno e divino in sé e per sè oppure non è esistito da sempre ma ha avuto un inizio ossia un’origine da un Progetto e quindi da un ‘Progettista’? Se si accetta la prima opzione si è nel panteismo, qualunque ne sia l’accezione che si
preferisce: idealista o materialista. Se si accetta la seconda opzione si è con il Dio della Rivelazione abramitica, che è, pur con tutte le ineliminabili differenze tra loro, il Dio di ebrei, cristiani e mussulmani
».
Quali differenze?

La Santissima Trinità del Dio Uno e Trino, del Padre, del Figlio Gesù Cristo che si è incarnato e dello Spirito Santo.
Si può conoscere il «progetto» del mondo, definito dal divino «Progettista», limitandosi a dire che è Uno?
Ebbene, Dio è Uno e Trino per tutti e per tutto; per il cattolico che crede nel Vangelo e per l’ateo che crede solo a se stesso; per l’ebreo della Torah, come per il mussulmano del Corano; per l’universo come per i mari; la Sua esistenza non dipende dalla fede né di uomini notevoli né dalla superbia di coglioni venerati.
L’intelligenza umana può solo sfiorare quanto Dio rivela di Sé e della Sua volontà.
Questa è la fede abramitica che ci è stata suscitata da Dio stesso, insegnando di non avere altri dèi davanti a Lui, ossia di non pensare dèi diversi da Chi rivelò chi È.
Eppure, l’uomo da sempre pensa i suoi dèi con i suoi propri comandamenti.
Dio rivela la Torah e l’uomo «pensa» il Talmud e la Cabbala.
Dio si rivela in Gesù Cristo e l’uomo «pensa» i più variopinti gnosticismi.
Dio Si rivela Padre e Creatore e l’uomo si «pensa» fratello senza padri e creatore di ideologie salvatrici.
Insomma, l’uomo vuole «pensare» Dio alla pari, divenendo dio egli stesso col suo «cogito», come è successo disgraziatamente con Adamo ed Eva.
Siamo allo «spirito» dell’evoluzione del «pensiero umano» che pensa di dispensare la necessità di salvezza in Gesù Cristo, come vogliono i giudei.

I segni della grande alienazione «cristiana»

I falsi cristi e i falsi profeti saranno i grandi protagonisti di questi tempi oscuri.
Essi invocano i poteri di Dio per raggirare con l’inganno la Sua Parola.
In breve, l’insidia dei nuovi ordini deriva più dalle capitolazioni e dai compromessi in seno al cristianesimo, che dagli attacchi dei suoi potenti avversari nel mondo.
Infatti, la demolizione causata all’interno della Chiesa dai falsi profeti fa più danno di mille bombardamenti dall’esterno.
Se il cristianesimo è da Dio, come crediamo, contro di esso e i suoi rappresentanti, nessun potere potrebbe prevalere se non provenisse dall’alto ovvero se Dio non permettesse che avvenisse in Suo nome.
Gesù, infatti, risponde a Pilato: «Non avresti alcun potere su di Me, se non ti fosse dato dall’alto. Pertanto, chi mi ha consegnato a te ha maggior colpa» (Giovanni 19, 11-12).
Il potere venuto dall’Alto concerne la sfera religiosa in cui i tradimenti sono più subdoli e nefasti di qualsiasi altri.
Trattandosi dell’attentato all’Ordine rivelato, la colpa non riguarda tanto i politici quanto i falsi profeti intenti a cambiare la Rivelazione con le proprie pentecosti, adattate al nuovo ordine dominante.
Ecco l’alienazione finale operata nella Roma liberata dal katechon Cristo.
Ma alla fine «non praevalebunt»; Nonostante tutto, «Surrexit Dominus vere», e poichè anche la Sua Chiesa è divina, dunque indefettibile per quanto i demoni e degli uomini perversi, e degli sciocchi che li aiutano, cerchino in ogni modo di distruggerla, ciò è semplicemente impossibile.
Adoriamo con fede ed amore anche il santo riposo del Signore sulla barca di Pietro nella terribile tempesta.
Quando Egli vorrà, si leverà e metterà tutto a posto.

Arai Daniele


Home  >  Cattolicesimo                                                                                    Back to top


Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.
Link a questo articolo : http://www.effedieffe.com/content/view/2589/175/

Commenti : (22)
Riccardo
Aosta , marzo 22, 2008 20:53

Sarebbe interessante, per una volta, che qualche benpensante come il Sig. Leo di Roma, anziché lamentarsi dell`estensore dell`articolo, iniziasse ad illuminarci con qualche spiegazione. Che colpa ha,in fondo, Arai? Di dire quello che tutti sanno, che il re è nudo? Che la Chiesa è in una crisi immane? Che il lassismo e la resa al mondo son venuti guarda caso dopo lo sciagurato Vaticano secondo? Un Concilio che ha affermato l`esatto opposto di quanto ha insegnato la Chiesa fino alla morte di Pio XII? Ma ripeto: ci illumini, Leo, se sa e se può, ci spieghi. Cosa avrebbe, poi, di modernista, l`opinione di Arai? Ce lo dica una buona volta, signor Leo. siamo tutt`orecchi.


Alberto
Padova , marzo 22, 2008 21:00

Ma, io ho letto che anticristo sono tutti quelli che negano che Gesu` sia il Cristo...e che ce ne sono e ce ne saranno molti..giusto?

Quello che non capisco e` questo: ma e` colpa nostra o e` Dio che ha gia` deciso chi entra nel Regno?
Faccio un esempio: Se il potere di pilato veniva dall`Alto, allora la sua vita era gia` stata segnata, in un certo senso...
per lo stesso motivo, anche la vita di Giuda allora era stata segnata?!
cioe` vorrei capire se siamo noi abbiamo il libero arbitrio su tutto, o siamo condizionati su tutto..
siccome l`avevo gia` chiesto a Stefano Maria, ma non mi ha risposto, magari se puo` lasciare due righe..
Grazie e buona Pasqua..



Giovanni
Firenze , marzo 22, 2008 22:11

In altri tempi, da voi tanto agognati e vantati, sareste stati scomunicati tutti quanti. Ma oggi la Chiesa troppo buona. Ci non toglie nulla alla vostra malignit負.


leo
roma , marzo 22, 2008 22:15

Noto con costernazione che quando si tratta di parlare di temi riguardanti la storia della Chiesa del `900 lei si colloca in alto nel suo pulpito per continuare a delirare, ogni volta con accuse sempre più infamanti verso le persone dei pontefici. Il suo modo di fare non è diverso da quello dei modernisti, entrambi procedete per illazioni, seminando dubbi, fra il detto e non detto, entrambi sparlate di una devianza dalla corretta interpretazione della missione della Chiesa. Almeno in questo periodo, su certi argomenti dei quali lei non può conoscere i retroscena, per il principio della prudenza si raccomaderebbe una via invincibile: il silenzio.
Saluti e Buona Pasqua.
PS: spero tale messaggio passi alla moderazione, in quanto non vuole essere offensivo verso la persona, ma attaccare un pensiero ritenuto scorretto.

--------------------

Passa certamente visto che è esplicitato con chiarezza e cortesia.
Ma invitiamo a osservare che se EFFEDIEFFE pubblica qualche scritto è per affinità d'intenti con lo scrivente.
Per cui lei sta criticando non solo l'autore ma l'orientamento di fondo del sito, questo è chiaro.
Detto orientamento è immutato da 18 anni in EFFEDIEFFE.
Il mistero di iniquità non può che essere la crisi interna della Chiesa e per crisi si intende il tradimento, più o meno consapevole, della missione primaria.
Lo abbiamo sempre detto e riteniamo che l'articolo di Daniele Arai, lontano dall'essere superficiale e ambiguo, è invece chiarissimo e inequivocabile.

Lorenzo de Vita
(content editor)



leo
roma , marzo 22, 2008 22:51

Che elementi ho io mi si chiede per contraddire il signor Arai? Pura ragionevolezza. Vi inviterei a leggere il Diario della Divina Misericordia di Santa Faustina Kowalska a volte citata dal direttore Blondet nei suoi scritti dove si evince chiaramente che nel `900 l`assistenza di Dio alla Chiesa e al papa moltiplicata. Vi inviterei a leggere cosa disse la Madonna ad Amsterdam riguardo al periodo del Concilio Vaticano II (che nessuno qui pretende di elevare a modello per la Chiesa personalmente mi allineo al pensiero del papa Benedetto XVI) apparizioni riconosciute, che hanno lanciato un movimento che si sta rafforzando in quella terra cos lontana dalla Chiesa. Qui si dice chiaramente in un crescendo di illazioni che alcuni papi o erano dei sempliciotti (Giovanni Paolo I), oppure erano dei modernisti (Paolo VI), oppure erano eretici (Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII) oppure erano massoni (Giovanni XXIII) e dulcis in fundo si fa riferimento alla figura dell`antipapa (credo sempre riferito al solito Giovanni XXIII). Vorrei che ci fosse un minimo di logica almeno. Non pu謲 esserci antipapa senza papa vero. Dove si trovava quest`ultimo al tempo del Vaticano II? O vi allineate anche voi alle posizioni eretiche dei sedevacantisti? Pensate seriamente di compiere un servizio alla verit seminando confusione?


leo
roma , marzo 22, 2008 22:54

Per Riccardo: non ho detto che Arai è modernista. Ho detto che utilizza lo stesso sistema di critica per attaccare la Chiesa. Partendo da posizioni diverse, è evidente.Il Signor Arai non si limita a dire che vi è crisi nella Chiesa e che questa è cominciata col Vaticano II. Attacca personalmente la figura dei pontefici sostenendo perfino appartenenze massoniche. A parte il fatto che fu proprio Pio XII il primo a pensare al Vaticano II visto che il Vaticano I non giunse mai a conclusione, il solo pensare che la crisi nella Chiesa sia venuta col Vaticano II è ridicolo. La crisi covava dentro con forza ed è esplosa nel secondo novecento così come in altri ambiti sociali dell`Occidente. Gia San Pio X dovette mettere in guardia contro le dottrine moderniste che erano ben presenti in seno alla Chiesa. L`eresia è sempre serpeggiata...un`atteggiamento ragionevole dovrebbe felicitarsi del fatto che questa sia venuta allo scoperto, in questo modo è più facile riconoscerla, separarla dalla buona dottrina e spazzarla via. Insieme al papa legittimo della Chiesa Cattolica e non contro la sua persona.


Riccardo
Aosta , marzo 22, 2008 23:12

Nei tempi `agognati` si sapeva distinguere bene chi fosse un traditore. E sarebbe stato questi ad essere scomunicato. Il traditore, ripeto, non i traditi.


Riccardo
Aosta , marzo 23, 2008 00:11

Per il sig. Leo. Lei ha certamente ragione, quando afferma esser stata la crisi già serpeggiante entro la Chiesa ben prima del Concilio Vaticano Secondo. Dal mio punto di vista, tuttavia, riallacciandomi a quanto Lei dice riguardo ai Pontefici, vorrei tentare di chiarire una questione importante. Ora, Lei pare scandalizzarsi per una certa forma di critica nei confronti di alcune figure di Papi. A tal proposito, Le dico subito che non v`è dubbio alcuno, da parte mia, sul fatto che questi Pontefici cui Lei fa riferimento, siano stati legittimamente assisi in trono. E non vi è nemmeno, da parte mia, la volontà di `remare contro` il Papa. Ci mancherebbe! Il superamento della tremenda crisi in cui versa la Chiesa, però, richiede che il Pontefice Romano usi davvero, mi passi l`espressione, `tutte le frecce al proprio arco`. Mi spiego: richiede che il Papa torni a fare pienamente il Papa, non rinunciando a priori a quell`assistenza divina esplicitamente promessa da Cristo, che sola può davvero illuminare la via. Mi capisca, signor Leo: il mio rammarico, verso certi Pontefici, è proprio quello di aver constatato che non hanno voluto appieno utilizzare le risorse e le ricchezze che la benevolenza e la saggezza di Cristo han voluto legare all`ufficio di Pietro e dei suoi Successori. rinuncia, questa, che li ha portati ad imboccare strade ambigue, che hanno prodotto confusione e costernazione nel gregge. sperando di essere stato chiaro anche se forse prolisso, La ringrazio per la Sua precedente risposta e Le auguro Buona Pasqua.


leo
roma , marzo 23, 2008 12:00

Per il sig. Riccardo, questa sua spiegazione è senz`altro più esaustiva del suo pensiero ed anche dal mio punto di vista pienamente accettabile sebbene non del tutto condivisa. Ritengo che fra la sua esposizione e quella del sig Arai vi sia molta differenza.
Rinnovo gli auguri di Buona Pasqua!



Arai Daniele
Fatima , marzo 24, 2008 15:00

Sì, ho letto i commenti, ma per avere la triste conferma che per alcuni, e chissà quanti sono, ha più interesse la difesa della misera opera umana che quella della fede divina. Eppure, questo è proprio uno dei segni della grande alienazione presente che descrivo; non c`è altra replica possibile.


Alberto
Padova , marzo 24, 2008 18:55

Per Arai: personalmente, non ritengo di sapere granche`..
volevo solo un suo parere su una riflessione che mi era sorta..(commento n.3)
se poi, non vuole replicare, pazienza.



Arai Daniele
Fatima , marzo 24, 2008 21:40

Chiedo scusa per non aver risposto; è vero, anticristi sono tutti quelli che negano che Gesu` sia il Cristo... e ce ne sono e ce ne saranno molti sempre.
È una colpa? Certo, anche se per riconoscere Cristo ci vuole la grazia.
Quindi è colpa dispensare la grazia. Quale? Quella che si intravvede anche con gli occhi di carne, fatti per ricevere e non "liberamente arbitrare"
sulla realtà dei fatti. Legga San Giovanni (9, 39): Disse Gesù: «Per una discriminazione sono venuto in questo mondo; perché coloro che non vedono vedano e coloro che vedono diventino ciechi». Alcuni farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo forse ciechi anche noi?».
Gesù disse loro: «Se foste ciechi non avreste peccato. Ora invece dite: "Noi vediamo". Ia vosta colpa rimane».

ll potere di Pilato veniva dall`Alto perché lo ha voluto vedere e rispettare, per convenienza o viltà, nei suntuosi paramenti religiosi dei "grandi sacerdoti".

Lo stesso per Giuda, che si è autosegnato una via condizionata solo dalle sue scelte superbe di prestigio.

Oggi la storia si ripete per quanti sono più fedeli ai paramenti che alla fede.

Arai Daniele
Fatima



massimo
napoli , marzo 24, 2008 22:41

[EDIT]
E` possibile che qualche uomo di chiesa abbia mal applicato le sue direttive .
L`errore non sta nel far pregare insieme gli esponenti di varie religioni, ma semmai nel non annunciare contemporaneamente Cristo.
Invitare un musulmano e mostrargli come io prego il mio Ges non credo sia una cosa sbagliata.
Cos diceva Lui: venite e vedrete.
Se tu non inviti uno che non crede come fai a convertirlo?



Alberto
Padova , marzo 24, 2008 23:16

Pe Arai:
Be`, non posso dire che ho capito molto.

comunque, piu` leggo il Vangelo, piu` ho la sensazione che sia semplice, complicato, misterioso...e a volte "strano"...
Comunque Grazie della risposta, Sig. Daniele!



Alex Focus
Napoli , marzo 25, 2008 18:03

Avevo già letto, anche se non approfonditamente come merita, il testo citato di Epiphanius e la citazione sul mistero d`iniquità (che mi aveva provocato una sensazione di disagio), eppure la visione di Arai mi produce un vero e proprio brivido lungo la schiena, una stretta allo stomaco.
E` come se si presentasse in sogno la scena apocalittica di separazione tra chi accetta il "segno di Satana" sulla fronte o sulla mano e chi no e la percepisco molto vicina nel tempo (come il "cambio epocale" previsto dal calendario Maya il 22 Dicembre 2012).
Domando: può esservi relazione con la profezia di Malachia su Pietro II, ultimo papa?



P.Danilo Scomparin
Il segreto sul katechon , marzo 26, 2008 10:22

Leggendo questo articolo, interessantissimo, mi viene in mente: "sacerdotium, regnum et ars", la triade cosmico-storica. Mi chiedo: perché ce la prendiamo sempre con la nostra Santa Madre Chiesa e con il Sacerdozio, che nonostante tutto persiste e continua la sua missione spirituale? Dove sono finite le colonne su cui poggiava il Sacerdotium e cioè il Regno e le Corporazioni o Arti? Il Sacerdozio da solo stenta a farcela perché non ha più il supporto delle altre due "caste" (colori). Abbiamo bisogno di guerrieri che come i Cavalieri di San Columbano difendano, con la spada, i sacerdoti, i monaci, oltre che le vedove (anime senza marito/spirito) e gli orfani (senza padre/spirito).
Buon lavoro. Cordiali saluti. P.Danilo Scomparin, Olbia 26 marzo 2008.



No
Pavia , marzo 27, 2008 12:46

Penso che l-articolo di Arai sia difficile da capire da una mente non abituata a vedere le cose nascoste. Ma si capir bene nel giorno della manifestazione visiva dell-Anticristo. Condivido pienamente che l-apostasia primariamente quella del cattolico. Mi pare che la Tradizione della Chiesa sia il vero Katechon attualmente.
Buona Pasqua



No
Pavia , marzo 27, 2008 12:49

Mi pare che il Katechon sia la Tradizione della Chiesa. Non v-è dubbio che c-è chi la vuole annullare del tutto. La colpa dei Pontefici degli ultimi decenni è di non condannare apertamente gli errori attuali, l-iperfilo-semitismo, il rilasciamento del rigore cattolico. Bellissima questa frase di Arai:
Adoriamo con fede ed amore anche il santo riposo del Signore sulla barca di Pietro nella terribile tempesta.
Quando Egli vorrà, si leverà e metterà tutto a posto.



Luigi Copertino
Luigi Copertino risponde ad Arai , marzo 27, 2008 21:39

"Alla fin fine la questione resta sempre quella ‘primordiale’: il mondo è sempre esistito e dunque è eterno e divino in sé e per sè oppure non è esistito da sempre ma ha avuto un inizio ossia un’origine da un Progetto e quindi da un ‘Progettista’? Se si accetta la prima opzione si è nel panteismo, qualunque ne sia l’accezione che si preferisce: idealista o materialista. Se si accetta la seconda opzione si è con il Dio della Rivelazione abramitica, che è, pur con tutte le ineliminabili differenze tra loro, il Dio di ebrei, cristiani e mussulmani"
Dal momento che il sig. Arai mi chiama in causa (perché la frase sopra riportata è mia), mi sia consentita una domanda.
I cattolici sono ancora capaci di distinguere la diversità dei piani quando si parla di scienza, di filosofia, di storia e di teologia? Personalmente credo di sì. E lo credo sia perché è quel che faccio io stesso, che sono cattolico, sia perché è quel che hanno sempre fatto nei secoli Padri e Dottori della Chiesa. Che non sono mai stati "fondamentalisti" o "letteralisti", come i protestanti.
Ebbene: è innegabile, SOTTO UN PROFILO ESCLUSIVAMENTE STORICO E FILOSOFICO, che sia gli ebrei che i mussulmani si richiamano ad una concezione trascendente di Dio, che è nata soltanto con la Rivelazione abramitica (prima le culture religiose umane erano solo mitico-panteiste). Che poi ebrei e mussulmani NON abbiano l'autentica idea di Dio, il Dio Uno e Trino della Rivelazione iniziata con Abramo ed adempiuta definitivamente da ed in Cristo, è evidente e chiaro. E, sul piano teologico, lo si deve affermare senza remore ecumeniche. Ma quando si tratta di scienza e di storia non si può negare che l'idea, benché errata, di Dio che hanno anche ebrei e mussulmani (non certo quelli delle correnti gnostiche tipo cabalismo e sufismo) è quella di un Dio trascendente che rompe con il panteismo immanentista di altre culture religiose. Ed è questo che ho detto nella frase "incriminata" da Arai. Del resto, altrove, proprio su EFFEDIEFFE, mi sembra di aver ben chiarito che il talmudismo è deviazione, perversione e rottura con la Fede di Abramo della quale invece il Cristianesimo è, ad un tempo, "anticipazione" ("Prima che Abramo fosse, Io sono" Gv. 8,58) e "continuazione/superamento".
I filosofi greci pre-cristiani avevano avuto intuizioni cristiane ma ad essi mancava l'apporto della Rivelazione, che arrivò solo con la diffusione del Cristianesimo. Proprio su quelle intuizioni fecero leva Apostoli e Padri della Chiesa, che in proposito parlavano dei "semi del Verbo", affinché "il mondo da pagano si svegliasse cristiano". Questo è lo stile proprio della Tradizione cattolica, che mai ha fatto "tabula rasa" di ciò che ha trovato presso i popoli, distinguendo quel che era naturaliter cristiano e quel che era incompatibile con la fede, e mai ha disprezzato la ragione umana: "Gratia naturam supponit non tollit sed perficit" (san Tommaso d'Aquino). La distinzione armonica, che pertanto non è assolutamente né separazione né opposizione, tra Fede e teologia, da un lato, e filosofia (da intendersi nel senso ampio di "scienza"), dall'altro, è il portato migliore del Medioevo cristiano. Solo dopo, con Lutero, come ha ricordato Benedetto XVI a Ratisbona nel 2006, è iniziata, con la de-ellenizzazione, la separazione ed opposizione tra Fede e ragione che ha portato il mondo moderno alla lotta conflittuale tra "fideismi" e "razionalismi". Spero che nei cattolici che amano la Tradizione e la difendono non abbia fatto breccia, magari inavvertitamente, lo stesso "fideismo" sospettoso di Lutero che porta a ritenere che tutto ciò che non è Dio sia anti-Dio. Ovvero, in altri termini, che sia da negare alla ragione umana ogni ambito di autonomia e che tutto debba ridursi alla sola teologia. Questa svalutazione della ragione è, per la Chiesa cattolica, un errore già condannato, con riferimento a certi pensatori controrivoluzionari degli inizi del XIX secolo, sotto il nome di "tradizionalismo". Ed è da tale errore che si può cadere facilmente nel fondamentalismo. Restare fedeli alla Tradizione, e pensare nel suo solco luminoso, significa, al contrario, dare la giusta valutazione delle possibilità della ragione, senza assolutizzarla, e dunque operare nell'ambito della cultura (filosofia, storia, scienza) per sempre meglio far palesare l'evidente armonia tra Fede e ragione, tra Rivelazione e verità naturale.
Un saluto a tutti.
Luigi Copertino



affus
Le profezie di Caterina Emmerik: , aprile 02, 2008 07:24

Le profezie di Caterina Emmerik:
Vidi una strana chiesa che veniva costruita contro ogni regola... Non c’erano angeli a vigilare sulle operazioni di costruzione. In quella chiesa non c’era niente che venisse dall’alto... C’erano solo divisioni e caos. Si tratta probabilmente di una chiesa di umana creazione, che segue l’ultima moda, così come la nuova chiesa eterodossa di Roma, che sembra dello stesso tipo....




affus
Le Origini della morale nel mondo (pezzo 4) di affus , aprile 02, 2008 07:30

Le Origini della morale nel mondo (pezzo 4)

Per conoscere le origini della morale dobbiamo cercare le prime testimonianze scritte degli antichi uomini comparsi sulla terra e tentare di vedere quali erano i loro divieti e le loro norme e su quali credenze basavano la loro condotta e i loro costumi .
In mancanza di tracce scritte dobbiamo basarci su tutti i reperti storici a nostra disposizione di una data civiltà, oppure basarci su tradizioni orali originali di storia, tramandate e raccontate da anziani delle varie regioni e paesi non dotati di una solida tradizione letteraria . Riguardo ai reperti di scrittura, le prime tracce di segni che servivano per comunicare un’ idea , le più antiche testimonianze storiche non vanno al di là del 3500 a.C. ad essere generosi .
Per quanto riguarda le civiltà andine ,conosciamo i loro sistemi di vita soprattutto attraverso reperti archeologici ,racconti di missionari o di esploratori. Ma se non vogliamo battere l’aria con racconti aleatori e tracce discontinue e molto generiche , però già sufficienti a farci capire il sistema morale di un dato popolo o tribù , dobbiamo andare su un testo che è il mare magnum della morale nella storia dell’umanità : la bibbia . Questo insieme di libri racchiude le origini dell’universo e dell’uomo , nonché la morale delle origini dell’umanità , fino al primo secolo dell’era cristiana . E’ da rilevare che grazie alla storia del popolo ebraico conosciamo anche le origini della storia dell’umanità intera e dell’universo .
La storia biblica è la più vera e concreta apparsa sulla terra ,nonché la più universale e utile per conoscere le origini della morale . E’ un racconto logico, storico, razionale nel tempo e non discontinuo e aleatorio ,con storie di discendenze precise di famiglie con nomi e cognomi di discendenti attraverso i secoli ; con descrizioni di luoghi e di confini geografici precisi ; la storia biblica è qualcosa di spaventosamente storico con fatti precisi ,anche se molti di quei luoghi e di quei volti oggi non li conosciamo , anche se non possiamo accertarne la verità in una maniera assoluta , ma dobbiamo chiederci sempre : è assoluto il nostro metodo di indagine storica ? E’ assoluta la nostra conoscenza dell’uomo ? Siamo sicuri che se applicassimo gli stessi metodi e interrogativi ne uscirebbe vera il 90 % della stessa storia recente ? La storia dell’uomo sulla terra per noi è molto recente , ma al di là delle menzogne paleontologiche che fanno passare per scientifiche le teorie romanzate dell’evoluzionismo , a noi interessano le tracce dei divieti, ovvero dei “ paletti” posti dalla mente umana e dlla’zzione divina come norme universali o particolari , norme che la mente umana non doveva assolutamente oltrepassare . Queste tracce le possiamo trovare anche nei racconti mitologici dei greci e delle civiltà dell’estremo oriente . Non ci interessa scoprire il come e il perché si è formato un credo morale nell’uomo per non cadere in facili deviazioni ideologiche . Ci interessa capire quali regole oggettive sostanziali avesse l’uomo delle origini . L’unico racconto logico,continuato e razionale ,storico al di là delle testimonianze storiche , che pure hanno la loro non fondamentale importanza e che ha di mira la condotta dell’uomo che va oltre il racconto storico, è il libro della genesi nella biblica . Questo racconto va al di là delle prime tracce di scrittura (3500 a.C.) comparse sulla terra.
Infatti , in esso subito dopo il racconto della creazione , vengono poste delle condizioni all’uomo dal Creatore,condizioni che vediamo insite nella sua stessa natura , condizioni che si sposano sia con la sua personalità e sia con il suo aspetto fisico .
Le prime condizioni riguardano il dovere di riempire la terra e di assoggettarla e dominarla , cioè trasformarla affinché produca
il necessario per la vita dell’uomo . Ora se si comando a un figlio di andare al negozio a comperare un kg di pane , sicuramente debbiamo dargli i soldi necessari altrimenti il nostro comando sarebbe fasullo e ridicolo . Questo vuol dire che Dio ha previsto e messo nella natura e nell’ambiente tutte quelle energie che serviranno all’uomo affinchè nel corso dei secoli e millenni , sviluppando il suo ingegno, le possa utilizzare per riempire tutta la terra col genere umano . Le fonti ci sono in abbondanza , bisogna solo organizzarle con l’intelligenza del lavoro e , come si fa per la costruzione di un mosaico , inserirle al loro posto con il lavoro dell’organizzazione tecnica che progredisce secondo i bisogni della società che deve crescere a ritmo continuo per riempire tutta la terra . Oggi infatti notiamo degli squilibri enormi tra terra e terra,paese e paese , nazione e nazione nel numero degli abitanti : terre vuote e incolte abitate da pochi uomini nonostante lo sviluppo della tecnica e terre povere ma stracolme di abitanti con il terrore di riempire la terra e dominarla .
Ora se avviene qualche distorsione sociale o produttiva , qualche disorganizzazione nella catena alimentare o sociale con disastri territoriali o socio-economici che impediscono lo sviluppo della vita organizzata nelle società umane , questo avviene a causa di problemi che riguardano l’ordine morale nell’organizzazione sociale dell’uomo.
Infatti non solo è necessario che l’uomo si attrezzi tecnicamente e scientificamente per “dominare la terra e popolarla “ , ma è necessario che abbia delle regole di vita sociale , altrimenti non sarebbe possibile nessun popolamento , nessuna organizzazione sociale , nessun progresso scientifico . Se ad esempio mancasse la “pace “ in un gruppo sociale , questo si autodistruggerebbe come si autodistrugge una famiglia in cui qualcuno dei membri impazzisce impedendo la normale vita famigliare . Perciò dietro questo termine “pace”, che dal punto di vista sociale non è altro se non uno svolgimento normale della vita famigliare e sociale di un gruppo umano, ci sono altri valori tra cui il più importante è la giustizia .
Questa giustizia non è altro che un sistema morale legato all’azione dell’uomo e definisce sia il suo rapporto con l ‘Essere Creatore e sia i rapporti tra uomo e uomo . Il nucleo di questa giustizia attorno alla quale si dirimano infinite regole scritte o teoriche , quanti sono i casi dell’agire umano, è molto semplice . Anticamente, in termini arcaici e primitivi , veniva detta : “ occhio per occhio, dente per dente “, vita per vita , sangue per sangue “ , a sottolineare che ogni cosa ha un prezzo e ogni azione ha un giudizio giusto . Ora ci sono azioni meccaniche che fanno parte della normale vita dell’uomo e ci sono azioni dell’uomo dirette contro terzi ,azioni che definiscono i suoi rapporti con altri esseri simili . Il peso giusto di un’ azione in ordine alla giustizia e come una legge fisica in cui ad ogni azione corrisponde una ragione o una legge economica in cui ogni cosa che acquisto deve avere un prezzo giusto legato all’oggetto . Questa è solo una legge generale del vivere sociale e dei rapporti dell’uomo con l’essere creatore ma va calata nel sistema sociale e geografico delle condizioni della vita che sono molto complessi e in cui un uomo , oltre ad essere ontologicamente uguale a un altro uomo davanti all ‘Essere supremo e alla sua giustizia , nella scala sociale ha dei ruoli e dei ranghi molto variabili , spesso ben definiti e fissati dalla natura ,legati alla sua fisicità : uomo,donna,padre, madre ,figlio, autorità,ricco o povero , ecc.
In realtà non c’è nessuna uguaglianza nella sfera sociale umana ma solo rispetto alla giustizia che spetta a tutti e ognuno è un individuo diverso da un altro mai comparso sulla terra . I disastri sociali dipendono quindi da problemi di natura etica e hanno la loro radice nel concetto di giustizia non da tutti accettato come oggettivo e universale per tutti gli esseri . L’uomo , ogni uomo , tende a crearsi una sua giustizia ; un suo sistema di giustizia autonomo sia nei riguardi dell’Essere Supremo e sia nei riguardi degli altri esseri , dove rispetto alla giustizia oggettiva sono tutti uguali nonostante i ranghi e le differenze fisiche . Ecco che dopo avere costituito il primo nucleo sociale , Dio pone delle condizioni , delle norme da rispettare all’uomo in quanto deve sapere sempre che non si è autocreato da solo sulla terra , ma esiste solo in quanto “dipendente” da un Essere Supremo che con infinita intelligenza gli ha creato una casa da abitare ,non solo, ma ha creato l’uomo stesso . Queste norme di vita date all’uomo appena creato, all’origine erano interne all’uomo e non era necessaria nessuna autorità e nessun sistema organizzato di vita che regolasse i vari nuclei familiari o la sua condotta di vita riguardo alla giustizia . Non fu necessaria nessuna esplicitazione e nessun sistema di scrittura che facesse da paradigma per un comportamento giusto nel suo sistema di vita . Notiamo però nell’umanità atediluviana la presenza del sacrifico, una spia ,un segno della necessità di riparare qualcosa interno all’equilibrio dell’uomo . Dio stesso non prevede alcun tipo di autorità e nessun tipo di legge scritta con la prima umanità ma la necessità di imporre delle regole di vita ferree con la necessità della loro osservanza ci sarà dopo la giustizia del diluvio. Infatti affinché ci fosse una legge scritta divina e completa non era sufficiente la presenza di famiglie umane , era necessario un popolo ben definito con una normale vita sociale . Ci si chiede allora ; è lecito imporre il bene all’uomo ? Dio lo ha imposto senza nessuna pietà perché si trattava di impedire infinite punizioni divine . L’uomo stesso verserà il sangue dell’uomo prima che sia Dio stesso a versarlo facendo il deserto e facendo cessare la vita sulla terra Genesi 9 . Ci si chiede allora : quando nasce la politica ? Sarà l’oggetto della prossima trattazione . (affus )







Armando
Roma , aprile 17, 2008 01:11

"Dio rivela la Torah e l’uomo «pensa» il Talmud e la Cabbala.
Dio si rivela in Gesù Cristo e l’uomo «pensa» i più variopinti gnosticismi.
Dio Si rivela Padre e Creatore e l’uomo si «pensa» fratello senza padri e creatore di ideologie salvatrici."





Scrivi un commento :
* Tutti i commenti saranno moderati dalla redazione

busy
 



Ultime notizie in questa sezione :
Libertà religiosa e segno dei tempi
Arai Daniele
Il martirio del Papa col suo seguito: visione datata?
Arai Daniele
Il «sedevacantismo» e la bolla di Paolo IV «Cum ex apostolatus officio»
Alessandro Sanmarchi
La questione araba o «l’arabo-fobia»
Don Curzio Nitoglia
Messa in latino: nella fantasia, e nella realtà
Maurizio Blondet
La realtà supera sempre la fantasia, nel nuovo mondo clericale. E' in Francia sopratutto...
A proposito di «sedevacantismo»
Don Curzio Nitoglia
Sul MALE presente e sul BENE futuro (Parte III)
Arai Daniele
Medjugorje: Illuminazione o Rivelazione?
Domenico Savino
Pubblicità



Libreria Ritorno al Reale
 
EFFEDIEFFESHOP.com
La libreria on-line di EFFEDIEFFE: una selezione di oltre 1300 testi, molti introvabili, in linea con lo spirito editoriale che ci contraddistingue.




 
Servizi online EFFEDIEFFE.com  
 
Archivio EFFEDIEFFE : Cerca nell'archivio
EFFEDIEFFE tutti i nostri articoli dal
2004 in poi.
 
Lettere al Direttore : Scrivi a
Maurizio Blondet
 
Iscriviti alla Newsletter : Resta
aggiornato con gli eventi e le novita'
editorali EFFEDIEFFE
 
Chi Siamo : Per conoscere la nostra missione, la fede e gli ideali che animano il nostro lavoro.
 



Donate con Paypal : Sostenete EFFEDIEFFE.com con le vostre donazioni.
 
Redazione : Conoscete tutti i collaboratori EFFEDIEFFE.com
 
Contatta EFFEDIEFFE : Come
raggiungerci e come contattarci
per telefono e email.
 
RSS : Rimani aggiornato con i nostri Web feeds
 
Appuntamenti EFFEDIEFFE : Gli Eventi pubblici  EFFEDIEFFE in Italia e nel mondo.


EFFEDIEFFE Giornale Online (C) EFFEDIEFFE edizioni - VIGNANELLO (VT) - Centignano - Pian del Castagno - Tel.: 335.21.43.48 || All rights reserved
Codice fiscale nr. 97443950155