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In questa Europa che sta morendo spiritualmente e culturalmente, dove non sorge più un’arte, una musica nuova e la religiosità è spesso un atto meccanico e ripetitivo,  è la mancanza di autenticità e di spinta vitale che più spaventa nell’uomo contemporaneo, stretto in qualcosa di veramente inautentico chiamato democrazia.

Essere «autentici» prima che cristiani

Maurizio Blondet    30 marzo 2008
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«Papà sto male, vieni a prendermi», ha telefonato un ragazzo alla festa rave. L’ha scritto non ricordo più quale giornale, dopo il brevissimo clamore suscitato da un concerto «rave» finito col morto per cocktail di acidi e alcoolici. I raduni «rave» sono vissuti, dai giovani che vi partecipano, come la trasgressione estrema: adunate di massa senza autorizzazioni né permessi della questura, eventi clandestini in capannoni abbandonati molto fuori mano, al fondo di strade sterrate introvabili. Arrivano con tende e roulottes, vivono notti-giorni-notti senza dormire, senza interruzione di decibel, fra spazzatura che s’accumula e urine e feci, e naturalmente ogni tipo di droga a fiumi. A loro piace così.

Ma piace, agli adolescenti? Non si può porre la questione, temo. Perché uno dovrebbe prima chiedersi: che cosa piace «a me»? A me personalmente nella mia personalità individuale autentica? Gli adolescenti (salvo eccezioni) non sanno cosa piace «a me», perché non hanno un «io», se non in forma dolorosamente germinale. Vanno dove avviene ciò «che piace a tutti gli altri», per non essere diversi dai coetanei, per confondere il loro «io» appena iniziale e immaturo - che fa male, come fa male un dente del giudizio che cresce - nella  palude collettiva dei «noi adolescenti», nelle sue mode compulsive; è il conformismo della trasgressione; dove la spinta essenziale non è il piacere di una musica o di una festa, è non essere «separati» dalla sciame, dal branco: perché questo è il dolore della pubertà, non poter essere come gli altri, perché il papà ti vieta di andare dove vanno tutti (come topi gregari dietro al pifferaio di Hamelin).

Come tutti, quell’adolescente non aveva detto in famiglia che andava a una festa «rave», aveva trovato una scusa e una menzogna. La famiglia, tranquilla. Poi, all’alba, il padre si sente chiamare al telefonino dal figlio diciassettenne, con un filo di voce: «Papà sto male, vieni a prendermi». Il diciassettenne passa il telefonino a un altro, che spiega al padre come raggiungere il luogo, le strade introvabili interrate per il capannone cosparso di cartacce e di sterco. Corsa del genitore col cuore in gola…

La faccio breve: ritengo il giovanottino più colpevole per quella telefonata, che l’essere andato alla festa «rave» a farsi come un matto o un cretino. Quella telefonata sì, che meritava ceffoni educativi, da farlo livido. Perché sempre ci sono state feste «rave»: e gente a capofitto verso il delirio, tentata dall’abisso, la voglia di andare oltre ogni limite. Sempre ci sono state: notturne feste dionisiache, cene romane dove ci si procurava il vomito per tornare a mangiare, orge dove alcuni si facevano condurre dall’impero dei sensi fino alla morte, al suicidio, omicidi immotivati e poi la fuga nella Legione Straniera, il bruciarsi la vita con l’oppio e con l’assenzio.

Chi intraprendeva quelle strade, pronto a tutto e di più, nessuna possibilità esclusa, di una sola cosa era sicuro: che mai e poi mai, in preda all’acido lisergico o ridotto al’agonia alcoolica o braccato con le mani sporche di sangue, avrebbe telefonato al papà. Quando uno vuol superare i limiti, ha chiuso per sempre con l’epoca in cui si può chiamare in aiuto papà. Non si torna indietro. Invece il giovanottino trasgressivo è tornato indietro. Ma non siamo tutti così, oggi?

Sono della stessa specie quasi tutti i «diritti» che reclamiamo: la droga, ma depenalizzata; l’obbedienza ai primi impulsi, ma con l’autoambulanza che ci salvi; la soggezione agli ormoni, ma presidiata «all’istituto del divorzio»; gli omosessuali vogliono vivere «liberamente» e pubblicamente la loro anomalia, ma con unione matrimoniale, ossia con la pensione di reversibilità. E’ la trasgressione di massa: con l’assicurazione sulla vita, la responsabilità limitata, e l’assoluzione ecclesiastica. Cosa significa questo?

Significa che non siamo «autentici». Che quando diciamo che «ci buttiamo» in un amore o in un abisso, o anche in una fede, non lo facciamo con tutti noi stessi. Manteniamo una riserva mentale: se le cose si mettono male, chiamo papà. O il 118, per farmi fare la lavanda gastrica. Oppure divorzio. O lascio la tonaca.

Troppi di noi vivono nella falsità, alla superficie del proprio io - un io spesso fittizio, che alle dure prove dei fatti si rivela diverso da quel che fingeva di essere. Siamo così abituati a vivere alla superficie per non porci la domanda a cui abbiamo paura di rispondere (Chi sono «io»? Cosa voglio, io «personalmente»? Cosa viene richiesto a «me»? ) da aver perso l’orecchio per la falsità dei demagoghi di mezza tacca.

Non ci allegano i denti il cerone di Berlusconi, il frasario di Veltroni, o la «moralità cattolica» di Casini. O meglio: il cerone del Salame allega i denti ai seguaci di Veltroni, cui Veltroni però pare sincero (o lo danno a credere).

E ci sono cattolici, anche buonissimi, cui non stride il battesimo di Magdi Allam. Lo vedo dai molti lettori, cattolici, che mi hanno scritto a questo proposito, indignati che si possa criticare quel battesimo, quella «conversione». Lo vedo in un anti-islamismo indotto sì dalla propaganda, ma così parossistico che s’intuisce che a ispirarlo non è la certezza della propria fede cristiana, ma la paura. Niente di male se la paura venisse confessata, ma malissimo se la mascheriamo (a noi stessi) con il motivo «io sono un vero cristiano». Non si tratta solo di cattolici, il fenomeno è totale. E non è affatto nuovo.

E’ dall’Ottocento, purtroppo, che gli europei vivono senza autenticità, ossia in non completo accordo con se stessi, con personalità divise, con la riserva mentale interiore. Già allora vennero meno certe convinzioni vitali profonde - la fede nella scienza dei positivisti, la fede nel diritto, nella libertà politica, nella democrazia - e si è continuato a vivere fingendo di credere in ciò che, dentro di noi, è morto.

La democrazia già un secolo fa era un tale cadavere, da suscitare reazioni storiche violente come i fascismi (e d’altra parte il comunismo). Sconfitti quelli, eccoci tornati alla «democrazia», cadavere nel frattempo ancora più putrefatto. Non sentite Napolitano (o Ciampi, o Oscar Luigi Scalfaro) che tono usa, quando ci parla di democrazia? Come fosse il sacerdote di un culto mistico. Come se la democrazia fosse un sistema di dogmi e di relative scomuniche; e difatti, molta gente comune (che dice: «Io sono anzitutto un democratico») ha finito per credere alla democrazia come si crede (chi ci crede) alla Madonna di Lourdes. Ma l’atteggiamento vitale verso la democrazia è l’esatto contrario di quello che usa chi crede a Lourdes.

Per mantenere viva la democrazia, ogni generazione deve discuterla, sottoporre a critica il dogma nel senso di ripensarlo da sé, alla radice. Perché la democrazia non è data una volta per tutte come un’acqua miracolosa. E’ una istituzione umana, frutto di battaglie e di sforzi, che viene sottratta - per lo più, proprio da grandi sacerdoti del culto. Quando Napolitano ci insegna la «democrazia», proprio dalla sua untuosa unzione dobbiamo intuire che ci sta fregando, e quel che intende per democrazia è la Casta, ossia il potere incontrollato di parassiti ladri di denaro pubblico, che si pretende insindacabile.

Ma siamo disposti al lottare, a rischiare, per la democrazia? E’ anche per questo che gli adolescenti vanno alle feste «rave»: perché di fronte alle loro intemperanze idiote o malvagie, tipo bullismo, gli fanno leggere la Costituzione, li fanno studiare «educazione civica». Applicando la costituzione come una reliquia miracolosa, di quelle con cui i preti del Medio Evo toccavano i lebbrosi per guarirli.

Avviene lo stesso anche per la scienza, in cui l’Ottocento positivista credeva totalmente (al punto che il marxismo si dichiarava «scientifico»); oggi, è «scientifico» solo il riduzionismo alla Odifreddi. O un evoluzionismo a cui gli scienziati fanno finta di credere, mentre raccolgono dati che ormai lo smentiscono - o che richiedono una nuova sistemazione della teoria.

Quanto alla gente, vive ed usa oggetti tecnologici verso il cui funzionamento non solo non ha alcuna curiosità, ma nemmeno alcuna «solidarietà» intellettuale, come il selvaggio che usasse uno strumento piezoelettrico per fare il fuoco, anziché la selce e l’acciarino.

Per questo, oggi, in Italia esistono migliaia di corsi di laurea fasulli, fabbricati unendo due parole
di vago tono scientifico, tipo «Scienze della comunicazione linguistica per il doppiaggio televisivo», oppure «Scienza del packaging», o «Sociologia del turismo gastronomico»,  o persino «Scienze della fitness». E a tal punto non sappiamo più cosa sia la scienza e quali ne siano i caratteri e le condizioni - gloria d’Europa - che iscriviamo i nostri figli a corsi di «Etologia degli animali da compagnia», o «Scienze della comunicazione».

Senza capire che è soperchieria, trucco di furbastri che si fanno passare per «scienziati» di qualcosa. La cosa è più grave quando si passa al campo della cosiddetta «spiritualità». Molti, in buona fede, credono di essere cattolici. E poi, quando Gad Lerner inscena un dibattito beffardo sul tema: «Ma tu ci credi che Cristo sia risorto?», non c’è uno dei preti presenti che riesca a dar ragione della sua fede. Anzi c’è molto imbarazzo. Resurrezione dei corpi? Forse un residuo arcaico, ereditato dall’ebraismo, un po’ imbarazzante.

Molti buonissimi cristiani pensano a un paradiso di anime felici: «anime», non corpi. E’ una sorta di platonismo (ai minimi termini), su cui non ci si sofferma,  magari per non correre il rischio di «perdere la fede». Se Cristo è risorto col corpo, e la Vergine è in cielo col corpo, dove stanno? Come respirano? Mangiano? Sì, i meglio istruiti ricordano che Paolo ha detto che il corpo attuale in cui viviamo è solo «un seme» che finisce nella terra, da cui germoglierà un corpo di gloria (o di dannazione). Ma insomma, è meglio sorvolare e non approfondire, non si sa bene…

M’è capitato persino di sentire, un direttore di un giornale cattolico, un discorsetto su Dio che «mette l’anima» nel feto umano. E’ una ben debole fede, se si basa su pensieri così informi, non indagati con coraggio radicale. Non si sa nemmeno che molti filosofi e scienziati tutt’altro che credenti hanno detto cose molto più sensate sull’anima. E persino scrittori e registi. Su cosa sia l’anima, infatti, personalmente non l’ho capito dal catechismo, ma dal film «Blade Runner».

In un futuro da fantascienza, si fabbricano robot biologici; esseri di forma umana, con organi biologici forniti dal’ingegneria genetica, progettati per certi compiti in ambienti estremi, e programmati per una durata limitata (come le lavatrici e le auto). Un gruppo di questi robot si ribella, corre per la città, sono un pericolo pubblico; l’agente messo a dar loro la caccia scopre, a poco a poco, il perché della loro rivolta: quelli vogliono «più vita». Non vogliono morire. Si scopre così che quei robot hanno sviluppato lo spirito. Come mai?

Sicuramente i bio-ingegneri che li hanno fabbricati non gli hanno messo dentro l’anima; e nemmeno Dio. E’ che quei robot hanno una coscienza e una memoria. Hanno vissuto, negli ambienti estremi interplanetari, «cose che voi umani non potete nemmeno immaginare»; hanno combattuto battaglie spaziali, hanno visto galassie. «E tutto questo finirà come lacrime nella pioggia?», dice il loro capo.

Ecco cos’è l’anima: non qualcosa che Dio mette nel corpo, perché questo è uno strano materialismo, come se l’anima fosse una «cosa». Già Tomaso d’Aquino diceva: l’anima è «la forma» del corpo, e nel linguaggio della sua filosofia la «forma» è il significato, «l’intellegibile», ciò che è compreso. Un pugnale può essere fatto di rame, di bronzo, d’acciaio o d’ossidiana (la «materia») ma la sua forma, quello che lo rende pugnale, è ciò che gli dà l’artigiano che lo fabbrica «per uno scopo». I robot del film non volevano morire, perché la vita deve avere un senso, non può essere una cieca indifferenza. Garcia Lorca disse qualcosa di simile davanti al plotone d’esecuzione: non dovete uccidermi, perché ho dei ricordi.

Che cosa assurda, questa ribellione dell’uomo alla cosa più naturale del mondo, la morte. Ancor più assurdo è che l’uomo ha ragione di ribellarsi alla morte, ossia al nulla di significato, alla spartizione della sua propria personalissima esperienza, ai suoi «ricordi». Perché lo spirito non è una «sostanza» incorporea. E’ una qualità che alcune cose possiedono, ed altre no. E questa qualità che consiste nell’avere un senso, un valore proprio.

Filosofi non credenti hanno notato che l’insieme dei fenomeni organici che costituiscono la vita di un uomo hanno una dimensione «trascendente», ossia che non partecipa più dell’organico. Non pensate subito a Dio o alla immortalità. Pensate, per cominciare, al teorema di Pitagora.

Per scoprire il teorema, Pitagora (o chi per lui) doveva «funzionare» come organismo; senza un cervello ben ossigenato da una buona circolazione, la giusta increzione di ormoni, la digestione almeno passabile, un apparato di locomozione e i villi gastrici in azione, non avrebbe potuto pensare il teorema. Però, una volta scoperto, il teorema (in un triangolo rettangolo il quadrato dell’ipotenusa è pari alla somma dei quadrati dei due lati) esiste «per sé». Indipendentemente dalla secrezione del pancreas e dall’irrorazione cerebrale di Pitagora. Anzi, in qualche modo «esisteva» anche prima, esiste sempre, fuori del tempo. E’ la verità - la modesta verità geometrica - e non è di natura organica.

Esiste una spinta biologica a cercare la verità, ma una volta trovata, la verità è indipendente dall’uomo, e infatti non è «invenzione» ma «scoperta». Esiste un bisogno di giustizia, e per quante volte sia tradito e calpestato, ognuno - se vive autenticamente, se non mente a se stesso - sa che la giustizia «deve» esistere, che è necessaria, che ci sono atti giusti e ingiusti, e che l’ingiustizia «non ha diritto» di essere. Lo stesso per la bellezza, anche se oggi a molti piace il brutto, e ciò complica le cose, fino al punto da confondere bellezza con pornografia, ciò che dà «sensazioni».

Una musica di Bach o un quadro di Van Gogh è sensazione e non può esistere se non come sensazione,  ma «trascende» la sensazione. Sentiamo che la bellezza è «necessaria» come lo sono la verità e la giustizia. Lo sentiamo, s’intende, se siamo «educati» a capire la musica di Bach o i quadri di Vang Gogh. Ma questo non dice nulla contro l’elemento trascendente e necessario che essi contengono; dice solo che c’è molta gente ignorante che non capisce, ossia che non curano di essere uomini. Dice che la vita umana dev’essere «cultura», coltivazione di sé per capire il bello, il bene e il giusto, ossia ciò che è «significativo».

Oggi una rinascita d’Europa dovrebbe, credo, passare per questa comprensione: che le funzioni biologiche, senza le quali non si comprende il bene e il bello e il vero, sono in continuità con le funzioni spirituali. E che le funzioni spirituali hanno la necessità scientifica delle funzioni organiche. Che all’uomo la cultura serve come gli serve la secrezione del pancreas, che la giustizia gli è necessaria come la digestione, e il «senso della vita» come l’irrorazione sanguigna. Natura e sopra-natura sono indispensabili all’uomo. Per lui le cose e gli eventi devono avere un senso, altrimenti s’intristisce e muore.

Magari muore solo culturalmente e spiritualmente - come accade all’Europa, dove non sorge più un’arte, una musica, una scienza nuova - ma sempre più spesso muore anche fisicamente, scegliendo di superare i limiti magari in una squallida festa «rave», per uscire da sé, per mettersi alla prova, per darsi senza residuo - oppure perché la vita che il secolo attuale propone all’adolescente non ha senso, e non è altro che falsità, educazione civica, cristianesimo con riserva mentale.

Possiamo qui intuire, come in un barlume, perché Cristo promette non l’immortalità dell’anima (platonica), ma la resurrezione. Quello che risorgerà sarà un corpo «noetico»: come l’attuale è soggetto al bios, alle secrezioni del pancreas, in quello sarà lo spirito (la verità) che assoggetterà il pancreas. Si può intuire perché la nostra salvezza, in cui Cristo ci ha preceduto, è l’«Incarnazione». L’uomo è corpo-anima (bios e significato, organicità e verità), ha questo drammatico destino, non può essere angelo; è la bestia che però scopre la chimica e la geometria. L’essere zoologico che non si rassegna a che tutto «debba finire come lacrime nella pioggia»,  ma che naturalmente ha il potere di tradire se stesso. Come?

Vivendo senza autenticità. Facendo il trasgressivo ma con la pensione assicurata. Vietandosi di discutere la democrazia perché glielo presentano come un dogma. Facendo quello che «fanno tutti» invece di capire, con sforzo personale, che cosa vuole fare «lui». E magari facendo il buon cattolico che però non va troppo a fondo, sennò teme di perdere la fede, e che allora l’Islam vincerà.

Di convinzioni non credute, di idee ricevute, vive l’uomo europeo, e per questo scende e arretra verso il livello zoologico. Spera così di salvarsi, ma è un’illusione. Perché, come scrisse Ortega y Gasset, non c’è scampo: «La vita deve essere colta», ossia coltivata. Ma, aggiungeva, «la cultura deve essere vitale».

E’ vitale il nostro cattolicesimo? Sono vitali le università? E’ vitale la cultura del XXI mo secolo? Ma questo aprirebbe un altro discorso, e questo è già troppo lungo.


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Commenti : (76)
Andrea
Catania , marzo 30, 2008 10:25

Egregio direttore.

Gradirei segnalarLe un altra opera di fantascienza dove il tema dell'anima in corpi artificiali è ampiamente discusso.

http://it.wikipedia.org/wiki/Ghost_in_the_Shell

SI tratta di un fumetto dell'autore giapponese Masamume Shirow, che spesso tratta problemi complessi nelle sue opere.
Consiglio a Lei e tutti gli altri lettori di dare una occhiata al lungometragigo tratto dal fumetto omonimo.
Le rinnovo i miei più vivi complimenti per l'articolo scritto e per tutto il lavoro che Lei ed i suoi collaboratori state svolgendo

Cordiali Saluti

Andrea



Enrico
Sassari , marzo 30, 2008 10:28

Bellissimo articolo: l'espressione di quello che ogni persona perplessa da questa società vorrebbe far presente nelle discussioni.

Ho apprezzato molto il passaggio critico delle mille università con nomi assurdi: Scienza di quello, Scienza di quell'altro", tutte matrici di quegli "esperti" che poi compaiono in TV a dire fesserie sull'alimentazione, sul clima e sulla psicologia; insomma, la fornace di tutte le falsità oggi ha il suo terminale maggiore nelle Università.
Basta fare un confronto tra i libri di scuola media stessi; quelli più vecchi, di cinquanta, sessanta anni fa, hanno più logica, senso, metodo; quelli di oggi, oltre a presentare un numero incredibile di pagine, si perdono in mille schemini, test riduttivi e costano parecchio, quasi che il peso in Chili sia la vera misura della cultura.

Ho apprezzato il passaggio sulla Deocrazia come Culto; ormai è proprio così: bisogna servire la Democrazia, non c'è alternativa; e i sacerdoti della democrazia risiedono in scuole e testate giornalistiche, per formare, plagiare e istruire gli adepti.

Per i "Rave", provo imbarazzo ad immaginare che le stesse "forze dell'ordine" (le virgolette sono d'obbligo) non intervengano, magari nella speranza che questi scalmanati si autoestinguano con droghe ed alcol... non sarebbe una gran perdita, ora: questi ragazzi sono stati realmente persi nel momento in cui gli è mancata un'educazione corretta.

Davanti al mare di falsità che ci si spiega innanzi, viene proprio voglia di andarsene da questa Europa senza identità e non identificabile; l'alternativa è rimanere e assoggettarsi al sistema, purtroppo, ma cercando di mantenere dentro di sè quella riserva "salva anima" che ormai molti hanno perduto.



marco g
roma , marzo 30, 2008 10:58

Grazie direttore di questo bellissimo articolo!
La vita deve essere colta, la cultura deve essere vitale˻. una frase che andrebbe scritta sulla catterdra delle scuole secondarie...



Michele
RN , marzo 30, 2008 11:09

Grazie.
Sto proprio ascoltando la Johannes Passion di J.S. Bach.



Eliseo Malorgio
Curitiba - Paran - Brasile , marzo 30, 2008 11:32

Caro Sig. Blondet,
Io leggo con profonda ammirazione e commozione i suoi illuminanti scritti. Lei tocca argomenti di verit indiscutibile, ed animato da un desiderio di giustizia assoluta che io condivido pienamente.
La cosa che mi sorprende ਨ come mai la verit nasca da una fonte cattolica. Non sono per affatto sicuro che lei appartenga a quella organizzazione politico-economica che nel corso dei secoli si ಩ macchiata di tanti crimini e di tale ipocrisia, da far allontanare, per questa ragione, tanti cristiani autentici.
Eliseo Malorgio
Un affezionato lettore che la segue dal Brasile



Riccardo
Roma , marzo 30, 2008 11:34

Propongo a tutti i lettori di scendere in Piazza Colonna a Roma il XXI aprile del 2009 nel giorno della fondazione di Roma, scendere con i nostri "ricordi" e riprenderci ci che ci hanno privato in tutto questo tempo, scenderemo in piazza e come diceva il grande Miguel De Unamuno a chiunque ci dir cosa faremo poi, noi risponderemo: Cosa si ⠨ fatto prima?!


P.Danilo Scomparin
Olbia , marzo 30, 2008 11:57

Grazie Sign. Direttore. Bene. Ottimo. Magistrale. Domani mediter con calma questo suo articolo e poi invier un breve commento. Oggi Ⲩ domenica e devo servire il popolo.
Cordiali saluti.



marco
milano , marzo 30, 2008 12:09

Gande e veritiero articolo,BLADE RUNNER poi è il mio film preferito di tutti i tempi,oserei dire la più grande storia d'amore mai messa sul grande schermo oltre che il primo film di fantascienza moderna che ha aperto la strada per i vari matrix,minority report ecc....


Giampaolo Gentiletti
Fabrica di Roma(VT) , marzo 30, 2008 12:14

Caro Direttore, voglio solo ricordarLe una cosa: "Abbia bene in mente e lo tenga sempre presente che c'è molta gente che, come me, segue le Sue parole e vive e condivide le Sue esperienze intellettuali e di vita comune nel silenzio e riservatezza più totale, ma non per questo non condivide e non assimila le Sue parole ad insegnamento, per il progredire della propria vita nel giusto e nel giusto senso."
Continui così con le sue parole Libere.Le sensazioni che Ci regala leggendo i suoi articoli sono come il sestante nell'Oceano, il quale dopo l'uso si ripone con grande cura nella propria scatola di legno(il nostro Cuore) e in un posto sicuro(la nostra Mente).Il perderlo sarebbe mortale.
Grazie.



marco
milano , marzo 30, 2008 12:25

Dimenticavo......la stupenda musica di blade runner del genio contemporaneao VANGELIS,a mio giudizio un bach o beethoven dei giorni nostri!!!


Filippo
Frankfurt , marzo 30, 2008 12:25

Carissimo Blondet,
di nuovo un ottimo articolo ! Ma una domanda si pone: come fa ad essere vitale una cosa che ormai non ha piú un'anima ? Come fa ad essere vitale una cultura della quale non importa piú un'h a nessuno ? Per la nostra cultura occidentale é rappresentativo ormai solo un titolo: "La Madonna piange sperma" !
Per quanto riguarda la sensibilitá alla bellezza si pongono le stesse domande, come fa a essere sensibile alla bellezza un'individuo cresciuto con l'imprinting alla bruttezza, allo squallore, alle distese sconfinate di palazzine di cemento ? Personalmente non nutro speranze su una soluzione "umana" a questo stato di cose. Il ciclo deve finire, e questo é certo, finirá in un modo o nell'altro; e questo sará comunque un bene !
Per quanto riguarda l'anima o lo Spirito, sono giunto a capire bene Gesú e le sue frasi misteriose solo dopo la lettura della Bhagavad-Gita (cosí com'é, di A.C. Bhaktivedanta Prabhupada), un testo tra i piú antichi della storia, ma piú attuale che mai. Ne posso solo consigliare la lettura a tutti !
CS
Filippo



Farouq
Milano , marzo 30, 2008 12:32

Vivendo in occidente da molto tempo
ho maturato la sensazione che la gente qui
ha molta fretta corre in tutte le direzioni
e non solo, trascina eppure gli altri:
al tecnico gli si dice in continuazione
"allora sei riuscito ad inventare
qualcosa? allora hai finito? il mercato aspetta te"
All' artista : "allora hai messo qualche novita' nelle tue opere?
non ci sembra molto originale" (addio arte!)
allo scienziato: "allora ti sbrighi a scoprire qualche cosa prima che
lo facciano gli altri?"
intanto il pianeta quasi distrutto a altri
popoli sono gia' contaminati da questo virus della frenisia
poi ti rispondono arrabiati e fieri "non si puo' fermare il Progresso"
d'accordo, ma questo non progresso se permettete 訨 ...........



andy
warrington , marzo 30, 2008 12:36

Io la seguo con spirito critico da molto tempo ma veramente non capisco che senso ha inserire gli omosessuali in ogni posto anche dove non centrano nulla: rave parties --> omosessuali --> trasgressioni --> .... ma andiamo! Queste sue continue ri-cadute sminuiscono il valore dei contenuti che vorrebbe portare.

Siccome lei e' una persona logica e l'ha dimostrato in tanti articoli, mi aspetto, un giorno, un suo "mi scuso" per le deliberate illogicita' che ho inserito nei miei scritti.

Mantenendo le premesse lei fa la stessa identica cosa di quelli che dicono "terrorismo --> arabi --> mussulmani --> male" solo che lei sembra non rendersene conto.

cordialita'



renato castagnola
cl , marzo 30, 2008 12:37

grazie di esistere


AM
Moiano , marzo 30, 2008 12:46

Grazie per questo "articolo" stupendo, che finalmente ha saziato la mia fame di sapere cosa ne pensa di questa società, di questa civiltà che abbiamo costruito e che stiamo costruendo.Manchiamo di "autenticità". Ha ragione, questa è laparola giusta. Ho 20 anni (quasi 21) e parlo da giovane. Pochi tra noi hanno la forza di corpo e anima per essere "autentici" e quei pochi purtroppo sono rintanati in un cantuccio, nell'oblio. Chi ha il desiderio di vivere una vita fuori dal branco, di mostrare le sue idee lontane dal politically correct e dal buonismo, e di avere ancora qualche valore che imperversa è destinato all'emarginazione, al "tu sei un estremista". Un po' di tempo fa ho discusso con una persona di fascismo,io gli ho parlato del fascismo, sul piano concreto le cose che ha fatto (INPS, IRI, opere pubbliche) e sul piano ideologico (corporativismo, senso di patria, cura della famiglia) e mi ha risposto con luoghi comuni sul fascismo e altre cose che non manifestavano comunque un contraddittorio pieno di cultura ed "autentico". Tant'è che gli ho detto:"Le cose che hai detto le potevo sentir dire anche dallo scemo del villaggio". Con questa frase non ha capito che volevo trasmettergli che non fosse autentico ma se l'è presa perchè ritiene che l'ho considerato "lo scemo del villaggio"!!! Poco tempo fa un mio amico amoreggiava con una ragazza fidanzata con un altro. Al mio contrappunto per questa situazione, mi è stata data come ricompensa indifferenza ed emarginazione.Il mio amico mi disse:"Devi farti i fatti tuoi oppure scordati la mia amicizia!". Resteranno comeuno stigma sulla mia pelle queste parole. Per quanto riguarda i rave, ho un amico che ogni fine settimana prende la macchina e parte per Roma per andare a questi rave dove si riduce a consumare droghe come anfetamine ecc. senza mangiare, bere e dormire per più giorni insieme ad avvocati, politici con nani e ballerine a seguito. Gli ho sempre manifestato la mia considerazione negativa su questi eventi ma lui non nevuole sentire,queste cosele vede come "una esperienza, una fuga dalla realtà dove tu PUOI tutto". Carissimo direttoreBlondet, vorrei sapere cosa ne pensa in base a queste cose che le ho detto.

Grazie e continui a scrivere questi stupendi articoli che non mancherò di apprezzare tantissimo.



Vito Parisi.
Viareggio. , marzo 30, 2008 12:50

"Corpo glorioso", ma non spoglie corruttibili. La materia vive dallo Spirito divino, e l'anima latente, in nuce, in potenza. Si manifester in atto alla resurrezione di salvezza (se ho capito bene.)


enrico
bologna , marzo 30, 2008 13:14

Mi sembra idiota l'idea stessa che è alla base del concetto moderno di democrazia: e cioè, che la maggioranza debba comandare. E' proprio contrario al buon senso comune. Ci vorrebbe una macchina del tempo per poter tornare prima che la rivoluzione francese imponesse al mondo questa sciocchezza; forse, ci renderemmo conto che l'ancient regime non era peggio (anzi, per me, meglio) della oligarchia (un altro disse plutodemocrazia) in cui viviamo.
Spero solo in un miracolo.

grazie
enrico



M.Meyer
bologna , marzo 30, 2008 13:24

Bravo dott.Blondet! Questo sì che significa educare.Ma anche creare nell'io autostima,difesa naturale,è questo il vero tradimento.Non fu ,ad esempio,Berlusconi che tradì i referendum del 1993,ma sono stati gli italiani,senza autostima nè identità,a tacere,Di questo passo,ad autostima zero,si cacciò il Papa dalla sua visita universitaria alla Sapienza,ed ora l'unica maniera di mettersi in gioco,di autodefinirsi,è la trasgressione mortale.Io,come madre,avrei sicuramente reagito così come dice Lei,a suon di sberle anticotestamento,lo finivo io,ma....non si può,passi da genitore da rieducare,da cattivo padre o cattiva madre,perchè questa è la società sleale,disonesta,ipocrita di oggi,che vive di pregiudizi,iscrizioni mentali false,e si autocommisera dopo.Nessuno è consapevole,nessuno sa guidare la propria vita,tutti delegano,ecco perchè osano spudoratamente e senza ritegno le situazioni più estreme,a tutti i livelli.Giusto:se un figlio decide per incapacità sua,di giocarsi la vita,non deve dopo,cercare una o più stampelle,se vuole vivere lo deve scegliere lui,non il genitore,che ,se lo ha messo al mondo,la vita gliel'ha donata.Io,non sarei nemmeno andata a cercarlo,avrei trovato un escamotage perchè questo giovane,se sente il bisogno di trasgredire significa che è privo di animo,coscienza e sensibilità.D'altro canto però,un genitore premuroso,che soddisfa ogni capriccio,ogni istinto zoologico del proprio figlio,potrebbe nascondere una forte aggressività repressa di problemi personali non risolti.Basterebbe sovente la sana obbedienza cristiana,chi non obbedisce,perde autorevolezza.Sia lodato Gesù Cristo,Buona domenica e complimenti per le sue esposizioni dalle quali traggo molto,a me piace imparare,ascotare,elaborare,.


lorenzo mattioli
modena , marzo 30, 2008 13:25

e mia convinzione che in tutte le scuole si dovrebbe reintrodurre la filosofia...l'arte del porsi le domande.
poi magari e una mera illusione perche se insegnata da maestri ottusi in pochi avrebbe un barlume di effetto.
daltra parte come il primo ad aver scritto un commento consiglio tutta la saga di masamune shirow, comprensivi anche delle due serie televisive.
in esse la filosofia "trascende" e fa ragionare , fa domandare sul significato...cosa alquanto rara nelle trasmissioni che si possono vedere oggigiorno.



Paolo Selim
Venezia , marzo 30, 2008 14:08

Manca Dio, questa è la verità. L'uomo che non riconosce e non tiene conto di Dio perde tutta la sua dignità. Non c'è religione che tenga se non è costante nell'uomo il rispetto per la magnifica creatura che è, e per il Creatore che con suprema Scienza e assoluto Amore l'ha forgiata e le ha promesso l'immortalità.
Leggete la Bibbia, e leggete anche il Corano, per dare altre risposte alle vostre domande, oppure semplicemente per ampliare la vostra cultura, o meglio ancora per diventare cristiani consapevoli e migliori. Dio è la risposta a tutte le domande.



Sergio
Sassari , marzo 30, 2008 14:47

Bellissimo articolo.
Però una cosa non ho capito: che c'entra il divorzio con la trasgressione?
Sono un divorziato, quando mi son separato non mi sono accorto di stare "trasgredendo" alcunché.
Avevo invece la sensazione di stare cercando di mettere rimedio ad un errore commesso, avendo sposato una donna che era diversa da ciò che mi appariva.
Il classico errore di gioventù, sapete, l'inesperienza.
Non bevo, non fumo, non mi drogo, non vado a puttane, mi piace la musica e la lettura, ultimamente internet, pago le tasse.
L'unica trasgressione che mi concedo è di non bermi la propaganda che tracima dalla televisione e dai giornali, preferisco siti come questo, dove non si sostiene che Bin Laden controlli le leggi della fisica.
E quindi torno a bomba: che c'entra il divorzio con la trasgressione?
Scusate la mia stupidità, proprio non lo capisco.



alberto
pisa , marzo 30, 2008 14:50

grazie per l'ottimo articolo che mi ha permesso una buona meditazione domenicale, intorno alla necessità di essere autentici.
Passi però come scusante il modello pessimo che avete dato, dal '68 in poi. Ci vuole sintesi, pars destruens, ma soprattutto pars costruens, per indicare una via da seguire, nn astratta ma quotidiana, per tutti coloro che aspirano a vivere con dignità e a recuperare l'immagine divina che alberga dentro di sè. Ci vuole un ritmo di vita umano, naturale, in armonia con le leggi divine e cosmiche.
La fretta mortifica le esigenze preziose ed interiori dello Spirito.
Ritorniamo a pregare, a contemplare le meraviglie del Cielo, a cibarsi della dolce parola di Dio, a seguire la voce candida della coscienza educata al Vangelo, a ricevere il Mistero nei sacramenti, a professare approfondire, vivere i divini misteri della nostra fede cattolica, a rendere vitale il nostro lavoro, quale che sia, nobilitandolo con un orientamento davvero alto, ad amare i nostri legami affettivi con l'anima protesa sempre verso il Cielo e le sue meraviglie cristiche.



TeneT
Segreta , marzo 30, 2008 15:02

Oligarchia era prima ed oligarchia è adesso. Nella sua attuale incarnazione la democrazia è un sistema di sicurezza: uno strato esterno di stronzate creato per dare l'illusione della scelta.
Condivido il parere di chi la trova, anche da punto di vista
concettuale, un'idiozia. Sono convinto che, anche se fosse realizzata alla perfezione, la democrazia condurrebbe alla paralisi e all'impossibilità di prendere una decisione. Meglio la meritocrazia confuciana....
Questa predica sull'autenticità può essere un'arma a doppio taglio. Tutti dobbiamo fare dei compromessi.



Alberto
Padova , marzo 30, 2008 15:30

Scegliere coerentemente fino alla morte!!!!!!!! os!


mario
roma , marzo 30, 2008 15:47

Quello che va notato a proposito di Blade Runner è che si tratta di un film tratto da un romanzo del 1968 di Philip K. Dick (1928-1982) intitolato "Do Androids Dream of Electric Sheep?" vale a dire: "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?" e che il suo autore non disdegnava di ricorrere a discrete dosi di "acidi", specialmente anfetamine, per eccitare l'immaginazione, causa per la quale alla fine morì.
Era anche lui vittima di una moda compulsiva? Allora, dal "pattume" può nascere una luce di speranza? Non ritengo che si debba tracciare un rigo sopra i ragazzi dei raduni "rave", ma che invece qualche sacerdote cattolico, uno di quelli che mette il cartello con l'orario di apertura e di chiusura fuori della chiesa, si ricordi da Chi è stato chiamato e a Chi alla fine dovrà rendere conto e che, come San Francesco, trovi il coraggio di andare in mezzo ai disperati, si confonda con loro, li ascolti parlare, non tema di contrarre le loro stesse piaghe, li insegua fin dentro l'abisso. Senza paura, armato solamente (...!) della sua fede. Ce ne sono ancora in giro di questi preti? O è più facile per loro suonare musica pop e country in mezzo a raduni organizzati con tanto di luci psichedeliche e telecamere, dove i reietti, quellli veri e non quelli costruiti negli studi televisivi, non compaiono mai in carne ed ossa?



Anthony
York , marzo 30, 2008 16:00

Direttore il suo articolo riguardo al fatto che non siamo piu autentici, siamo una copia di una copia e non abbiamo neanche piu il coraggio di trasgredire seriamente visto che poi chiamiamo il papi.

Leggo su un giornallaggio dal nome Corriere dell Sera, di risse in autogrill tra tifosi. Sono sicuro pero che questi hanno il coraggio di battersi in uno stadio o in un atogrill ma in caso di attacco straniero probabilmente si darebbero alla diserzione, o magari chiamano il papi.......

poi vedo sotto che il vaticano si e' accorto che i musulmani hanno superato i cattolici come natalita, ma poi afferma che i cristiani nel totale sono di piu, ecco qui la paura mascherata........hanno paura pero poi dicono ma siamo ancora i piu forti.......

per finire il video anti corano poi messo in rete e poi ritolto,

INSOMMA TIRA IL SASSO E POI NASCONDI LA MANO......perche metterlo in rete e poi fare la cerimonia di scuse..........

vede chi ha ancora le leve del potere non puo' volere l'autenticita, altrimenti le guerre non sarebbero piu peace keeping missions, o guerre preventive, in un mondo autentico sarebbero guerre e basta.

NOn puo' volere l'autenticita chi lucra di inside trading, di stock option di hedge funds,

il diciasettene in questione non vuole essere autentico, chiama il papi nel pericolo ma quando dovra' accudire il suo papi, ho trova la badante o magari fara' fuori il papi, per poi dire che non ricorda nulla perche' sotto effetto di stupefacenti.

Di una cosa pero sono contento io ho sempre cercato di essere autentico pagando un prezzo che pensavo alto in certi periodi della mia vita, invece ora vedo che ne e' valsa la pena.



paolo ruozi
reggio emilia , marzo 30, 2008 16:12

Quando un popolo divorato dalla sete della liberta',si trova ad avere a capo dei coppieri che gliene versano quanta ne vuole,fino ad ubriacarlo,accade allora che se i governanti resistono alle richieste dei sempre piu' esigenti sudditi,son dichiarati tiranni.
E avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori e' definito un uomo senza carattere,servo; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio come suo pari, e non e' piu' rispettato, che il maestrono non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui, che i giovani pretendono gli stessi diritti, la stessa considerazione dei vecchi, e questi per non parer troppo severi, danno ragione ai giovani.
In questo clima di liberta',nel nome della medesima, non vi e' piu' riguardo, ne' rispetto per nessuno.
In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una mala pianta:
la tirannia.
PLATONE "LA REPUBBLICA" LIBRO VIII

spero di poter leggere questo sito per molto tempo,che non ci sia qualche imbecille che voglia chiuderlo
grazie al direttore e a tutti coloro che scrivono
paolo



Alberto Scarcella
Sassari , marzo 30, 2008 16:16

La non accettazione dei dogmi implica anche la ricerca di una libertà che sfocia spesso nelle esperienze estreme. Ma fa parte della vita anche questo. Quello che rovina la mia generazione, e distruggerà la successiva è la mancanza di equilibrio, l'ignoranza, il non saper apprezzare altro che l'alcool, la droga e le sensazioni forti. Una generazione cresciuta nella bambagia e nel lusso purtroppo, forse è questo il problema. Troppe comodità e troppe poche difficoltà da superare. E un conformismo e gregarismo quasi necessari, per sopravvivere, nel "sistema".


silvia
bologna , marzo 30, 2008 16:32

questo meraviglioso articolo lo collegherei a Un popolo finalmente liberato.Liberato nel senso di libert,vero? Infatti,tutti i diritti al divertimento esagerato danno la sensazione di essere liberi da ogni guinzaglio,ma ci che dovrebbere rendere libera la persona,ನ la consapevolezza e capacit di saper gestire il proprio destino,quello che si scelto.San'Agostino insegna,cosਬ come educativa la figura della mamma,Santa Monica,che lo partor fra le lacrime,Egli diceva:ama e fai ci謲 che vuoi.


luigi Turchi
Cesena , marzo 30, 2008 16:51

Questo e´uno dei migliori articoli che ho letto sul suo sito web.
Riguardo Blade Runner (un capolavoro), Philip Dick che lo scrisse, penso´ che anche il cacciatore di androidi replicanti fosse a sua volta un replicante. Nel libro il cacciatore lo scropre alla fine...
Peccato che nel film il particolare sia stato omesso....



Massimo
Napoli , marzo 30, 2008 17:23

Eccellente articolo. La realtà è che si sono persi i "punti cardine" dell'esistenza, e quindi ognuno si è creata una "morale propria a geometria variabile".
A questo si aggiunge inevitabilmente la "deresponsabilizzazione totale" che oramai imperversa nell'occidente decrepito.
Questo credo sia il senso più profondo di tale articolo: ovviamente ognuno, quando viene colpito nei propri errori, si tormenta e protesta, come il lettore Sergio da Sassari.
Eppure anche lei (s'intende che non voglio farle alcuna morale) è venuto meno a un giuramento. Quello di unicità del vincolo matrimoniale fatto dinanzi agli uomini e a una divinità, per chi ci crede.
Non è cosa da poco. Certi atti della nostra vita sono unici e richiedono ponderazione e serietà. Un matrimonio non è un giocattolo che quando si vede che non funziona lo si riporta al negoziante con lo scontrino in mano.
Così come molti altri atti della nostra vita devono essere ben valutati, con serietà e serenità. E s'intende che ne devono anche essere accettate le debite conseguenze.
Prenda queste parole per quelle che sono: semplici considerazioni da parte di chi non è cristiano ma ritiene importante la parola data. E un matrimonio lo è.



Land
Avezzano , marzo 30, 2008 17:41

In blade Runner sono gli androidi ad essere più umani degli umani, in loro c'è la tensione della vita ciò che manca invece agli stanchi umani che sperano solo di andare in qualche colonia extramondo per dimenticare o fuggire la realtà.
Dovremo imparare da "loro" a riacquistare il senso del vero.



Vitaliano
... , marzo 30, 2008 17:48

Vorrei chiedere ai gestori del sito: dato che per ogni commento buono se ne devono leggere 10 pessimi, inutili e indisponenti; dato che il numero di lettere che arrivano a Blondet non diminuiscono nonostante questo servizio che voi gentilmente offrite; dato che in ogni caso Blondet non avrebbe il tempo di leggere tutti questi commenti, che intanto annacquano sempre il senso dell'articolo; dato che, non essendo un forum, non si pu impostare una discussione sul botta-e-risposta (il che potrebbe anche aiutare chi sragiona a correggersi); e via e via con altre mille ragioni... pensavo di suggerire due cose: eliminare questo servizio, oppure istituire un forum, da lasciar gestire a persone fidate e imparziali. Ci sarebbe una terza ipotesi: censurare a manetta. Ma si correrebbe il rischio di screditare il sito, cos come ⬨ successo al blog di Grillo che, con i suoi dogmi (ambientalismo, pacifismo, anticlericalismo, giustizialismo, free-tibetismo, free-cambogismo ecc....) diventato uno spazio chiuso e autoreferenziale, fino a se stesso e non alla discussione.
Sono solo suggerimenti, ovviamente. Ma anche io ho notato una certa decadenza delle opinioni generali, come se la possibilit di commentare all'istante tolga tutti i freni alla "linguaccia" di ognuno.

-----------------

Gentile lettore,

nelle sue parole c'e' molto di vero.
Questo strumento pero' 蠨 importante per moltissimi motivi.
Certo, a volte se ne abusa.
Dalla nostra abbiamo deciso di censurare solo le cose veramente impubblicabili.
Per il resto non possiamo materialmente fare altrimenti.
Confidiamo nella buona preparazione dei lettori.
Certo, siamo consapevoli che lo strumento andrebbe potenziato e ci stiamo gi lavorando.
Ciononostante, per molti moitivi, il forum fuori discussione e pensiamo, dopo un periodo di rodaggio, di poter sfruttare questo attuale mezzo nella maniera migliore.
Chiediamo a tutti di provare a darci una mano in questo.

Lorenzo de Vita
(content editor)



Desmond
Svizzera , marzo 30, 2008 19:45

Uno degli articoli pi belli che abbia mai letto.


Luca
Roma , marzo 30, 2008 19:53

sono sostanzialmente d'accordo, pero' vorrei dire una cosa: che l'unica cosa importante fosse "divertirsi" e "stare con gli altri" era gia' un ritornello negli anni Ottanta, ritornello ereditato da almeno due decenni di massificazione ideologicamente orientata. Perche' all'epoca nessuno obiettava niente? Mi sembra un po' troppo comodo fare le geremiadi adesso. Occorreva prevenire, argomentando, non col tono di "ai miei tempi..." che invece mi pare trasparire un po' troppo spesso in questi articoli.


Pino
Cassano , marzo 30, 2008 20:07

Essere autentici dovrebbe significare semplicemente come si è.
Comunicare la propria autenticità però è un passo in più.
Spesso ci si mostra differenti di come siamo in realtà ed il nostro sforzo è rivolto all'interno, alla ricerca della radice germinale e quando si pensa averla riconosciuta (non trovata) siamo felici di esporla ma immediatamente avviliti per non essere considerati.
E ricomincia il calvario.
In due parole il percorso, credo, di ognuno di noi.
Si arriva al punto di credere che è una corsa senza fine, senza meta, ma si continua a correre...e si finisce come quel povero ragazzo.
Qualche lettore ha già scritto che bisognava correre ai ripari prima, sostenendo che il dire NO! ai figli spesso viene interpretato come atto tirannico e la voglia di "libertà" presente anche in noi genitori ci svincola
da quella responsabilità che è sempre più effimera, ottenendo i risultati che abbiamo sotto gli occhi.
Purtroppo respiriamo aria sempre meno cristiana, devo dirlo.
Porto l'esempio della mia giovinezza, quando il rispetto per gli altri, a cominciare dai genitori per finire agli insegnanti, era il metro di valutazione dell'essere civili. Il senso di responsabilità si respirava veramente. Un qualsiasi genitore si sentiva co-responsabile se vedeva un giovane commettere un atto cattivo. E lo redarguiva.
Ed il genitore dello "scapestrato" ringraziava.
E non perchè si fosse tutti cattolici, semmai se ne sentiva la benefica influenza.
Ma si era più autentici, bisogna dirlo.
Ammorbata l'aria di modernismo, libertà a go-go, confusione di sessi, si son persi tutti i punti di riferimento, anche quelli più diretti, i padri.
Scrivo questo perchè da quando sono genitore, questo genere di domande me le rivolgo continuamente.
Ma i miei figli se lo domanderanno?



Marco
Firenze , marzo 30, 2008 20:46

Siamo deboli..ma dentro abbiamo un tesoro... siamo deboli..aspettiamo il RE e la nostra MAMMA del cielo..Se a volte abbiamo mancato, ma abbiamo ancora un po^ di purezza nel nostro cuore...la forza mancante ce la dar Lui, venuto per questo.
Com'ਨ che una canzone del Vasco da sempre delle sensazioni? Forse basta confessarle le proprie debolezze...



Pino
Cassano , marzo 30, 2008 21:02

Scusate tanto, ma l'articolo di Blondet mette in moto riflessioni a catena che è difficile non nutrirsene ed eventualmente invitare tutti al banchetto.
"Essere autentici prima che cristiani" a questo punto mi sembra quasi un ossimoro.
Una cosa è autentica quando è vera e se ne conosce l'autore.
Ma la ricerca della nostra autenticità altro non è che la ricerca dell'anima (quella che i replicanti non avevano in dotazione e che forse il regista se ne servì per mostrarci quanto siamo persi noi esseri umani, più di un replicante, ossia un senz'anima).
L'anima è l'intenzione di Dio nel volerci creare a Sua immagine e somiglianza e della quale sentiamo lo stridere ogni qualvolta non è resa giustizia, elemento che la contraddistingue più di ogni altro.
Persa la giustizia, persa l'anima.
Quindi riconoscersi autentici è riconoscersi in Dio. O viceversa.
Forse sono stato un po' confusionario?
Perdonatemi...



giorgio
verona , marzo 30, 2008 21:16

Grande articolo, e profondo. Ma eccezionali sono i commenti dei lettori: questo dimostra che ha colto qualcosa che si agita nel nostro profondo. Ha dato voce alla coscienza di molti, segno della vera autenticit. Bella l'idea del romano Riccardo: ricordare la fondazione di Roma dire, di fronte ai falsissimi maestri di oggi: ABBIAMO UNA RADICE, NON CI AVETE TOLTO LA MEMORIA PER SOGGIOGARCI!!! Questo vale anche per noi cattolici, per i quali "il passo delle legioni romane" batteva le vie per le quali sarebbe corsa la parola di Cristo.


manno
italia , marzo 30, 2008 21:19

proprio oggi mi trovavo a pensare
che avrei risposto al solito opinionista
che sputa li la sua accusa condanna ai giovani;
e la risposta che mi davo era sul sarcastico; tipo:
eh si! le cose andavano cosi bene prima! poi sono cominciati a nascere tutti questi giovani!

ma qui trovo una analisi matura,
maturata di sensibilita e riflessione
una analisi, un pensiero che e' come mio(anche se non ho mai visto Blade Runner)

...e mi piacerebbe aggiungere due pagine di riflessione...ma forse non e il caso...



sara
livorno , marzo 30, 2008 21:28

io invece apprezzo molto la possibilit di poter scrivere commenti.
certo non tutti possono piacerci ma si sa potremmo sbagliarci anche noi mai pensato?



Marco
Firenze , marzo 30, 2008 21:34

ISAIA 53
SALMO 21
..secoli prima... Lui ci sollever dalle nostre debolezze.. ma dobbiamo credere... CREDERE.



massimo
napoli , marzo 30, 2008 22:05

Caro Blondet, di nuovo Lei critica chi la critica per le Sue critiche a Magdi Allam: fin qui Lei pu criticare.
Ma che posto diamo a Benedetto XVI ? il Papa nel momento del battesimo era maggiorenne e vaccinato ed ha avuto le sue ragioni per farlo. Io, al contrario di Lei, sono dalla parte del Papa.
Saluti



Francesco
Roma , marzo 30, 2008 22:41

Scusate la mia ignoranza, ma perch attendere il 21 aprile del 2009? Non si potrebbe fare adesso che il 2008?


Giulio
Padova , marzo 30, 2008 23:00

Negli anni 70 ero giovane, e scapestrato come tutti i miei compagni di scuola. E non parliamo poi degli anni della goliardia, prima che esplodesse il terrorismo. Ricordo grosse sbornie prese con gli amici, il nonnismo imperante (quello c'era anche alle scuole medie, e durante la leva poi non ne parliamo). Girava anche la droga, ma non ne parlava nessuno ed era costosissima. Amici sono morti in incidenti stradali, forse dovuti all'alcool (che allora non si andava subito a controllare). Eppure nonostante tutto questo - penso sovrapponibile a quanto abbiamo attorno oggi - tutti i personaggi che rammento di allora sono ora adulti responsabili. Qualcuno addirittura molto noto in ambito politico, o professionale, o addirittura militare. Il fatto che eravamo DIVERSI. Non ci siamo fermati l !!! Bevevamo ma non eravamo dissoluti. Scoprivamo il sesso con coetanee compiacenti senza abbrutirci o disprezzarle. Succhiavamo in pratica il midollo della vita ma "senza consumarlo" n謨 divenendone schiavi. Vivevamo una stagione della nostra vita senza rimanervi intrappolati, esattamente - penso - come avevano fatto i nostri genitori (che di queste cose non ci hanno mai parlato) ai loro tempi (quando si frequentavano correntemente addirittura i bordelli). Leggo articoli e ascolto esperti, ma nessuno mai prova a spiegare perch ora sia tutto cos diverso e apparentemente senza ritorno.


Stefano
Roma , marzo 30, 2008 23:15

Quello che non va nel culto della democrazia è proprio il culto, un'idolatria indegna dell'uomo salvato, inventata (come tutte le idolatrie) per trafugargli la salvezza. Lo sballo rave, democraticamente tollerato, non è che un sacrificio richiesto da tale culto.


chiara
... , marzo 31, 2008 00:36

Giulio, condivido quello che dici e provo a risponderti.
Sarà forse che erano i nostri genitori, ad essere diversi? Più ignoranti, forse, ma presenti, severi, autorevoli, castigamatti quando serviva. Io a 17 anni non me lo sarei neanche sognata di andarmene a ballare per tutta la notte, e sì che ero una ribelle!
E anche la società, non sarà diversa? Genitori che oggi sono costretti a lavorare come muli invece di stare a casa a badare ai figli, oppure tutti presi a comprare SUV e bei vestiti per "non sfigurare".
I ragazzi sono il prodotto delle loro famiglie e della società che hanno intorno. Di colpe, direi, ne hanno proprio poche... così come noi non abbiamo meriti, se a 15 anni eravamo diversi e migliori di loro.



Rodolfo
Mestre , marzo 31, 2008 01:41

Nel 1980 a 15 anni iniziai a mettere i dischi nella discoteca di mio padre.
Sono stato, quindi, uno di quei ragazzi che il Direttore spesso critica.
Prima di allora la mia vita fù da me vissuta in collegio fino alla mia fuga avvenuta a 12 anni. Aggiungiamo anche che i miei genitori erano divorziati alla Kramer contro Kramer.
La discoteca è stata per me una via d'uscita, una valvola di sfogo.
Grazie all'esperienza in discoteca ho vinto la mia timidezza.
Fino a diciotto anni ho continuato a fare solo il DJ, appassionatamente.
Erano anni in cui ci si impegnava nella ricerca del mixaggio perfetto, nella ricerca di dischi che pochi avevano.
Il divertimento era genuino.
All'epoca ricordo che i drogati li riconoscevo lontano un miglio.
Li dividevo in due categorie, quelli che si facevano spinelli e quelli che si bucavano.
Ricordo, però, che avevano i loro ritrovi.
Nella discoteca di mio padre, ad esempio, la clientela era fatta di coppie che tutti i sabati sera andavano a divertirsi.
Se una sera uno sbarellato entrava nel nostro locale l'ambiente sarebbe stato a lui ostile per cui non ci tornava più.
Poi le leggi cambiarono e anche le droghe si adeguarono.
Si passo dagli spinelli, che creavano uno stato di relax tale che per strada con i loro DS Pallace andavano al massimo ai 70, alle pastigliette che portarono e portano tutt'oggi i giovani a morire per la velocità folle alla quale spingono la loro auto.
Che dire, la musica si edeguò, si passò da una musica floreale come quella anni 70 a quella Acid degli anni 80.
Oggi ho 44 anni, la musica mi piace ancora, sono un imprenditore felicemente sposato che ha due figli di 15 (Edo) e 17 anni (Ele).
Ci credereste se vi dicessi che i miei figli non sono mai andati in discoteca? Che non sono mai usciti di casa la sera se non nelle occasioni nelle quali erano con noi?
Non abbiamo mai impedito che lo facessero, semplicemente non ce l'hanno mai chiesto. Stanno bene in casa.
Perchè?
Forse perchè i loro genitori hanno vissuto con loro partecipando alla loro vita come degli amici.
Non c'è giorno che passi durante il quale mio figlio non mi chieda "facciamo qualcosa".
E così insieme finiamo ad ascoltare un po' di musica, a vedere qualche film durante i quali interagisco con lui spiegandone i contenuti.
Mia figlia ha un rapporto analogo con sua mamma.
Basterà?
Io e mia moglie ce lo auguriamo.

E' vero, caro Direttore, questa società fa proprio schifo, è allo sbando.
Ha ragione Lei quando si augura una correzione islamista.
Abbiamo troppo e subito.
Bisogna tornare a desiderare le cose, a sudare per averle.
Ma non preoccupiamoci perchè con la crisi economica che sta per arrivare presto le cose cambieranno e sarà più che salutare.



Stefano
Roma , marzo 31, 2008 07:28

Essere autentici prima che cristiani? Ma non ci aveva detto: senza di me non potete fare nulla? Nell'incontro con Lui incontreremo noi stessi. Sulla via della conversione.


un visitatore
... , marzo 31, 2008 07:39

Sig. Rodolfo, parrà assurdo ma sono migliori i figli che vanno ai rave di quelli che stanno a casa!! Il motivo per cui questa società sta morendo è proprio che stanno tutti a casa! Abbiamo milioni di esseri che sono solo dei "borghesi" consumatori. La passività regna sovrana. In questo senso andare al rave è solo cercare di fuggire da questa realtà, anche se poi è uno sbaglio perchè si finisce per consumare qualcos'altro.
Il vero pericolo è l'inazione, il dormire sogni profondi, il morire prima del tempo. Meglio morire di droga, che davanti a una tv.
Certo che se poi il "drogato", il "ribelle" telefona al papà per farsi venire a prendere.....non è un vero ribelle.



Antonio
Catania , marzo 31, 2008 08:55

Illuminante come al solito quest'articolo di Blondet!
Direttore, quando scrive di pedagogia, costume & società o, più in generale, riguardo temi tesi ad "educarci", riesce sempre a centrare il bersaglio proponendo quelle che a mio avviso sono non 'opinioni' bensì realtà saggiamente inoltrate, tutto qui.
Solo Le chiedo, se possibile, di continuare ad elargire tanta esperienza (perché è questo che condivide con noi anzitutto, è bene ricordarlo), quella che a Lei e Lei solo appartiene (Blade Runner docet per l'appunto), così da renderci sempre più "inquieti". Sì perché io stesso, a mie spese, mi sono reso conto di quanto sia dura la via del ragionare, quella che lei più e più volte ha definito "estrema solitudine"; la stessa che poi magari darà dei frutti... non saprei, io sono ancora ben lontano!
Non so nemmeno fino a che punto lo sprone indotto da un poco più che ventenne come me (uno dei tanti e come tanti) possa davvero rivelarsi utile, ma resto del parere che, fosse anche per pochi, Lei non può davvero smettere di scrivere riguardo certe cose.
A noi imparare, a noi vivere, "soli" e con la speranza di essere sempre lucidi... ma un po' di relax ce lo conceda con ciò che Lei ha imparato prima di noi; poi sceglieremo in un secondo momento cosa tenere e cosa scartare.
Continui così e ricordi (dato che anche di questo vive) di non essere non essere così inutile come più volte ha detto o lasciato intendere.
Auguri e buon lavoro.



Primavera dei cento fiori
zhongguo , marzo 31, 2008 09:14

davvero un OTTIMO articolo !

bisognerebbe farlo leggere nelle scuole.



Warpe
Pisa , marzo 31, 2008 10:08

Scusate l'OT
X Andrea:
Sei Andrea Romano?



Claudio
pesaro , marzo 31, 2008 10:44

Veramente complimenti, direttore.


P.Danilo Scomparin, I.M.C.
Olbia , marzo 31, 2008 11:11

Gen.mo Direttore, il suo articolo è molto stimolante. Ci vuole tempo per meditarlo. Concordo: bisogna essere "autentici" prima che cristiani; forse si può anche dire: prima uomini maturi e poi cristiani autentici. A noi, in seminario, tanti anni fa, veniva detto: prima sani, sapienti e santi e poi sacerdoti, missionari e martiri. L'ultimo Concilio ha ribadito come messaggio globale all'umanità, l'universale vocazione alla santità, che presuppone la maturità umana.
é lo sforzo educativo che sta portando avantri la Chiesa da 50 anni in modo tuttavia più ideale che fattivo, in quanto, con l'ideale è entrata anche la paura della selezione, termine usatissimo prima del Concilio, diventato parola sporca da non più usare oggi. E così non c'è selezione dei candidati al sacerdozio, per cui chi entra in seminario è già sicuro di diventare prete (qualcuno ha in programma di diventare vescovo); non c'è selezione dei catecumeni per cui chi entra nel catecumenato per cambiar vita anzitutto e darne prova, è già sicuro di ricevere il battesimo dal vescovo o anche dal papa.
Lo stesso discorso potrebbe essere fatto per l'ambito civile, in cui si possono avere degli educatori che nulla sanno di pedagogia, ma molto di psicologia empirica, e mai si sono sottomessi ad un percorso di maturazione personale.
Vorrei rispondere alla sua prima domanda perché mi tocca più da vicino: è vitale il nostro cattolicesimo? Risponderei così: idealmente è vitale in quanto contiene la Vita, in pratica sembra non esserlo in quanto stenta sempre più a generare veri Figli di Dio per Grazia. Noi sacerdoti, ad esempio, sembriamo tutti sterili, sembriamo incapaci di generare figli spirituali, veri Figli di Dio. Noi comunque ce la mettiamo tutta, ma spesso non veniamo aiutati dalle famiglie, né dalla scuola, né dalla comuntà civile.
Cordiali saluti, P.Danilo Scomparin. Olbia, 31 marzo 2008



Movimento dei Lavoratori
Roma , marzo 31, 2008 12:02

La verità è che siamo guidati da una società criminale e sfruttatrice, tutto il male che ci circonda, non è casuale dietro abbiamo i burattinai che guidano i burattini che a loro volta attuano le leve del male.

Una volta l'educazione, iniziava dai genitori, nonni, zii, zie, dopo di che iniziava quella scolastica e successivamente quella militare, sempre sotto la guida dei genitori anche dopo sposati, l'anziano faceva grado. oggi l'anziano fa il cretino.

Hanno non a caso istituito il telefono blù, nelle scuole è diventato Sodoma e Comorra, il mlitare non esiste più, dovè che questi pulcini prendono l'educazione, se già i genitori non la posseggono.

Per cambiare questo sistema voluto da chi trae profitti, dobbiamo cambiare la casta che per uno stipendio milionario o miliardario si vendono i figli della Patria. Caro Maurizio, cari fratelli, credetemi non abbiamo altre alternative, la colpa siamo noi, continuando a seguire ed elogiare questa ciurma di distruttori che ci hanno tolto tutto facciamo il loro gioco e i ns. figli che ora sono nella merda a breve scadenza finiranno sotto, tutto dipende da quelli che oggi sono genitori, genitori non significa solo mettere al mondo dei figli, signica prima di tutta metterli sulla giusta strada, questo è compito dei genitori, perciò vi dico chi ha un figlio scalmanato si tenga responsabile.
Gianni Zurlo Movimento dei Lavoratori - www.patriaepopolo.org



Franco
empoli , marzo 31, 2008 13:13

Caro Movimento per i Lavoratori, temo che non hai capito bene.....i figli scalmanati sono meglio dei "polli lessi"....almeno quelli scalmanati hanno un p d'energia.....che ci fai con gli altri?


Petrus
Olbia , marzo 31, 2008 13:15

Egregio sig. Blondet, la ringrazio per l'eccellente articolo. Mi ha colpito, in modo particolare, il discorso sulle "riserve mentali". Non per un caso le scelte più importanti della vita si avviano ad assumere un carattere sempre più marcato di reversibilità: siamo o non siamo agli sgoccioli del presente eone umano - terrestre?
Padre Danilo Scomparin parla, a ragion veduta, di una crisi sostanziale delle istituzioni civili e della gerarchia cattolica. Lei ripropone, tra le righe, l'antico adagio metafisico e metapolitico: - Conosci te stesso - .
Invero i diavoli scorrazzano indisturbati,mentre le cronache radio - televisive si fanno sempre più sanguinolente e grottescamente evasive. Non rientra forse tra i più seri esercizi spirituali d'ogni tempo e cultura il distacco dal senso e dalle forme, la purificazione dalle immagini passionali, per la coltivazione della retta intenzione dell'animo? Viene da chiedersi: perché gli organi di stampa nutrono con chirurgico sadismo l'immaginario collettivo delle masse? Non valgono le solite scuse: - Ma alla gente piace etc. etc. - .
Ecco che allora urge recuperare l'autenticità del Cristianesimo : Metanoia in greco, Conversione in Italiano. I demoni, alleati dei pensieri malvagi, sono capaci di tutto; addirittura possono muovere localmente i corpi, secondo la demonologia dell'autorevole San Tommaso d'Aquino. Basterebbe riscoprire il valore fattuale di questa fondamentale asserzione teologica, per comprendere che con Satana non si scherza e con Dio ancora meno!
Restiamo uniti, su EFFEDIEFFE e sul piano eterico, sul versante metafisico e su quello ecclesiastico: ut in omnibus glorificetur Deus.

Con stima

Petrus



Marco
Firenze , marzo 31, 2008 13:29

per Padre Danilo > apprezzo molto Don Gobbi fondatore del movimento sacerdotale Mariano.. non so se l'ha mai letto (profezieonline.com > locuzioni > Don Gobbi).
Credo che la Chiesa avr il suo calvario ma ci che viene da Dio nessuno sarಠ in grado di distruggere.
Isaia 53 - Salmo 21.. che gioia leggerli.



Vittorio
Napoli , marzo 31, 2008 14:32

Un bel po' di verità,se poi la verità esiste e ancora un bel po' di banalità,molto intelletualismo e scarsa coniugazione degli eventi.Lei si rivolge a un pubblico più adulto e cmq più colto che poi sono quelli che hanno più slogan di noi giovani leve.Sinceramente la distinzione netta delle cose appartiene solo al passato e a un certo modo di diventare conservatori(secondo me con gli anni tutti prima o poi lo diventano almeno un po'),credo che oggi si debba tener maggiormente conto delle prospettive delle angolazioni,uso la geometria perchè a lei sembra piacere,un triangolo da un qualsiasi lato potrebbe sembrare anche un quadrato,così nacque l'idea a pitagora......Per tornare a noi contro di voi(un errore che commettiamo più noi che voi)veramanete crede che i rave siano l'ora d'aria di una generazione allo sbando?lo ha pensato anche dei maxiconcerti degli annio 60 e 70?Sbagliare e non doversene pentire?sorvoliamo sugli omosessuali perchè l'autogoal è talmente palese che mi scoccia approfittarne,non posso negare molti passaggi interessanti che se però depurati di un certo ego,sarebbero stati più pregnanti,ma in buona sostanza le dico di farsi una passeggiata giù dal piedistallo che si è costruito,disponibilissimo a farle da Virgilio in quello che lei pensa essere l'inferno.
Con il dovuto rispetto una persona che continua a cercare verità non solo nei libri.



LM
... , marzo 31, 2008 17:15

Mah. Che l'anima non sia creata da Dio lo dice solo Blondet, e lascia il tempo che trova...

Per il resto sono d'accordo con diverse cose, specie con la superficialit che ha l'uomo europeo di oggi. Con altre decisamente meno.



Stefano
Vicenza , marzo 31, 2008 19:09

Bell'articolo Direttore,
c' molto Heidegger o sbaglio?

Arrisentirla



Eugenio
Torino , marzo 31, 2008 19:25

Egregio Direttore la ringrazio per l'articolo e soprattutto per i suoi contenuti.Desidero aggiungere che il contesto in cui viviamo porta ognuno di noi a non avere pi punti di riferimento(i partiti?,le ideologie,la chiesa?)a cui tendere.Allora la scelta pi semplice,ma anche quella pi鹹 negativa, di chiudersi in se stessi e mettere il proprio cervello in naftalina.Cerchiamo di evitare qualsiasi scontro,accettiamo passivamente qualsiasi cosa anche la pi immorale e cadiamo cos蹬 in un torpore forsennato,nel quale chi ci dirige ci ha consapevolmente immersi.Ridotti cos e incoscienti di esserlo,cosa possiamo possiamo aspettarci dai nostri figli e dalle nuove generazioni?Che cosa gli abbiamo trasmesso,se non la nostra disperazione?


Francesco M.
Vicenza , marzo 31, 2008 21:35

Magistrale manifesto di lieto buonsenso, da affiggere sulle bacheche di tutte le "squole", di tutti gli oratori e di tutti i pubblici uffici di questo stivale macilento chiamato Italia.


P.Danilo Scomparin, I.M.C.
Olbia , marzo 31, 2008 22:43

A Marco di Firenze. Conosco P.Gobbi, ed il movimento sacerdotale mariano, come anche il movimento giovanile mariano (un gruppo viene a pregare qui il marted). La Chiesa persister fino a quando verr젠 Lui, ci sar il Giudizio, e poi il Regno e noi siamo i "pi piccoli del Regno", ma pi๹ grandi di quelli che son venuti prima, e crediamo anche nei Cieli nuovi e Terra nuova. Bene per Isaia e per i Salmi, ma anche il Rosario che il breviario dei Laici.
Cordiali saluti. P.Danilo Scomparin, Olbia 31 marzo 2008.



barbarigo
cant , marzo 31, 2008 23:28

Ho cinquantaquattro anni e con mia moglie abbiamo una figlia che ne ha quattordici.Tempo fa ho letto della comunità di Nomadelfia, e dopo averne parlato con mia moglie saremmo tentati di vendere ogni cosa ed entrare a farne parte perchè francamente siamo spaventati da quello che il futuro riserverà ai giovani come nostra figlia. Noi non ce la sentiamo di farle correre certi rischi, ormai questa società pensiamo che sia avviata verso un punto di non ritorno, persone semplici rispettose come noi sono inevitabilmente destinate a soccombere di fronte a tanta cattiveria e brutalità. Chiedo cortesemente un parere in merito alla nostra decisione, grazie.


Orsola
... , aprile 01, 2008 10:52

Grazie direttore ,per il suo modo di scrivere fluido,anche una "donna",ho messo le virgolette come il berlusca ad un suo convegno,come me riesce a capirlo senza ritornarci su due volte!Grazie per la fantascienza che io adoro ,grazie di tutto !Elevato il suo cervello e le assicuro che essere autentici in una societ come la nostra molto difficile soprattutto se si ਨ donna con le spalle quadrate, per non dire altro!


Movimento dei Lavoratori
Roma , aprile 01, 2008 11:53

Per l'amico BARBARICI di Cantù.

Amico mio, se la fraternità fa legge significa che la può fare in qualsiasi luogo, il problema è quello di creare la fraternità, non sono del parere di recintarsi in un piccolo spazio la dove un grande uomo ha saputo creare la fraternità.

Sono pienamente convinto che la fraternità la si può creare in tutta Italia, dipende da noi, se gli uomini di buon senso si applicano, tutto è possibile.

Noi del Movimento marciamo in questa direzione, a tale proposito ti prego di visitare il ns. sito in modo molto accurato, ti accorgerai che la fraternità non è irragiungibile, sono gli uomini come te che devono spingere il carro che trasporta le persone prive di conoscenza verso la meta che ci siamo preposti.

Il male del mondo sta nella disinformazione, l'umo non nasce cattivo lo diventa vivendo nella società corrotta, il ns. dovere è quello di riportare questi uomini smarriti alla mentalità del nascituro, quindi trasferirgli la conoscenza umana, che è poi quella della fraternità.

Chiudo dicendo che baricandosi in una qualsiasi struttura, se tutto va bene hai salvato la tua famiglia, mentre sono perfettamente convinto che l'uomo di buon senso deve lottare per la comunità nazionale.
Gianni Zurlo

Movimento dei Lavoratori - www.patriaepopolo.org



Movimento dei Lavoratori
Roma , aprile 01, 2008 11:58

PER FRANCO DI EMPOLI.

Un POLLO non poteva fare meglio che paragonarsi ad un POLLO.

Il commento rispecchia sempre l'autore.



P.Danilo Scomparin, I.M.C.
Olbia , aprile 01, 2008 13:37

Nomadelfia, là dove la Fratellanza è legge, è una bella comunità, vera e autentica; così dovrebbero essere anche le Chiese "domestiche", scientemente profetate dal Concilio Vaticano II, in vista dei Tempi Ultimi (ecco l'escatologia in atto del Concilio). Che fine hanno fatto? Il modello doveva essere la Santa Famiglia di Nazaret e le Chiese apostoliche del I° secolo. L'Eucaristia doveva tornare nelle case, là dove era iniziata. Forse bisogna proprio scoprire la Chiesa come comunità-condivisione-comunione. Bastano due o tre...e la Parola e l'Eucaristia.
Cordiali saluti, P.Danilo Scomparin, Olbia, 1 aprile 2008



giorgio
verona , aprile 01, 2008 13:59

Per Barbarigo di Cantù: sono padre di famiglia (due figli maschi, ormai ventenni). A me, "è andata bene", almeno finora. Studiano, si impegnano anche nella vita, sono credenti. Non ho ricette, anche perchè traggo lezione da quel che dice mia madre, che i figli vengon un pò su con il loro carattere (prova: figli da stessa famiglia con esiti di vita opposti). Quel che ho sempre amato sono state le discussioni a pranzo fra di noi. Anche per mia passione, sempre con oggetti elevati, la fede, la politica, la legge umana e divina, la cultura in genere. Dico solo questo: forse hanno colto nelle mie parole, una vera passione, un interesse "autentico", un qualcosa che non guarda l'interesse materiale immediato, ma va oltre, alla ricerca della verità innanzitutto. Ho pensato spesso con mia moglie che oggi come oggi avere figlie sia molto più impegnativo: le ragazze giovani sono più conformiste dei ragazzi, e più rivolte all'immediato. Il dominio anticristico sulla società moderna ha trionfato soprattutto sulla parte femminile, sollecitandone l'orgoglio, la vanità, l'ambizione. Quel che una volta era il pilastro della Tradizione familiare, della continuità dei valori, del catechismo fatto ai piccoli, oggi si è rovesciato nell'opposto, nell'alfiere della rivoluzione contro l'assetto naturale della società. Guardi le studentesse: non hanno in mente il ruolo tipico della donna nelle società ordinate, che pur dovranno assumere (frutto della cultura scolastica che vede intercambiabili i ruoli m/f, coeducazione assunta come un dogma a tutti i livelli negli studi e nei gruppi, financo nelle parrocchie, famiglie "sbadate" sul futuro delle figlie, ecc.) Bel colpo di Satana! Il fatto che lei si interroghi, è di una positività enorme ed alla figlia non sfuggirà! Scelga lei, l'importante è che la figlia percepisca che nella vita abbiamo dei doveri che nessuno ci può togliere e specifico per ognuno di noi, a partire da ciò che siamo (genere), dai nostri talenti, dalle nostre capacità, e che verremo giudicati anche su questo.
Mi scuso per la lunghezza, ma la tematica è vastissima. Grazie dell'ospitalità.



Luca
Roma , aprile 01, 2008 19:22

come come come? "Uno non nasce cattivo ma lo diventa per colpa della societa' corrotta'???? Bravo: Rousseau, Marx e chi piu' ne ha piu' ne metta, non avrebbero saputo dirlo meglio. E questo sarebbe un cattolico tradizionalista... :-) :-) :-)


barbarigo
cantù , aprile 03, 2008 22:35

Ringrazio, anche se un pò in ritardo, il sig.Gianni Zurlo, P.Danilo Scomparin e il sig. Giorgio per le loro risposte e lo faccio con tutto il cuore. Infatti avevo proprio bisogno delle parole che mi avete dedicato, sapeste come io e i miei cari siamo attenti a cercare di cogliere anche il più piccolo segno di autentica fede Cristiana in coloro che frequentiamo. Purtroppo di autentico non riusciamo più a trovare nulla, sapeste quante delusioni, anche in ambito parocchiale, puntualmente anche le persone che al primo momento ci sono sembrate vere, sicere e altruiste si sono rivelate per vari motivi, nella loro talvolta anche venale meschinità. D'altra parte questa socetà che a tutti i costi impone i propri modelli di vita artificiali,ad esempio non riuscire a trovare il modo di assistere concretamente e possibilmente senza farsene vanto i più bisognosi. Ci guardiamo in giro e ci accorgiamo che non c'è più nulla di autentico, di umano, tutto è diventato di plastica anche i cuori.
Cordialmente saluto tutti con un abbraccio.



Leon
Viterbo , aprile 06, 2008 03:55

solo un avviso, O.T. , per Marco e Scomparin: mi risulta che quel tale don Gobbi sia sospeso a divinis ( o scomunicato ? ) per essersi autoproclamato vescovo in forza di pretese rivelazioni mariane che sono state dichiarate false (constat de non supernaturalitate).


P.Danilo Scomparin, I.M.C.
Olbia , aprile 07, 2008 18:38

Leon, non ero informato sulla probabile sospensione a divinis impartita al Don Gobbi, me ne dispiace, sembrava, anzi credo che ancora lo sia, un bravo sacerdote. Mi rimetto all'obbedienza alla Chiesa, come è ovvio, tuttavia non riesco a capire come il movimento da lui fondato sia ancora bello e prospero. Sulle pretese rivelazioni private, a lui o ad altri, bisognerebbe scrivere un librone, ma ci vorrebbe troppo tempo per cui non lo scriverò io. Penso che bisognerebbe sapere almeno distinguere le predizioni che sono sempre catastrofiche dalla profezie vere e proprie che devono invece essere consolanti, un aiuto alla speranza nei Cieli nuovi e Terra nuova. A nostra consolazione, ho appreso che ci sono anche delle rivelazioni private riguardanti i Tempi Ultimi che sono consolanti e cioè dicono che il passaggio da un ciclo all'altro non sarà segnato da uragani cataclismatici, ma sarà soft and smmoth cioè senza sconvolgimenti. Sarebbe bello ed io spero che sia proprio così. Non ha già sofferto abbastanza questa umanità, e la Chiesa cattolica, tanto bersagliata, non ha già dato abbastanza martiri nel Novecento? Sono milioni! Cordiali saluti. P.Danilo Scomparin, Olbia 7 aprile 2008.


nadia campara
verona , aprile 21, 2008 08:41

adolescenti.. ci sono degli adolescenti ultracinquantenni che per lavoro e non, vanno nei paesi dove si pratica l'eccesso del sesso e della droga... un tipo mi diceva, appunto, che in occasione di una trasferta di lavoro in Paraguay proverà la coca: mi ha lasciato inebetita, basita. Mi riferisce che l'ha confessato ai suoi figli e anche loro hanno avuto la mia stessa reazione. Non ho parole.



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