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Non solo violenze settarie di quartiere in Iraq da Bassora a Nassiria, ma un conflitto politico radicale sul futuro del Paese. Spunta la figura di Muktada al-Sadr, più un patriota che un mostro feroce

Al Sadr: non bandito, ma patriota

Maurizio Blondet    01 aprile 2008
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IRAQ: Sui pesanti combattimenti di Bassora, i media ufficiali non hanno creduto di spiegarci le ragioni. Perché il registro fondamentale è: tutto ciò che avviene in Iraq, e nel mondo musulmano in genere (bombe, attentati, rivolte) non è che mostruosità, irrazionale sanguinaria follia che non ha bisogno di essere spiegata. In Iraq specialmente.

Sono manifestazioni di «odio inter-etrnico» o inter-religioso, sciiti contro sunniti che si sbudellano senza un vero perché. Sono «milizie» indeterminate e numerose, che si sparano per controllare quartieri o traffici di petrolio, mafie fanatizzate. A Bassora spadroneggia il «fanatico caporione sciita Muktada al-Sadr», e il governo legale di Baghdad ha mandato la polizia a ristabilire l’ordine contro i fuorilegge.

Questa narrativa non spiega perché il governo «legale» di Al Maliki, per stroncare dei fuorilegge, abbia dovuto mandare da 30 a 50 mila uomini; che non sono bastati, sicchè hanno dovuto intervenire gli americani con bombardamenti aerei e terrestri. Non spiega come mai i combattimenti si sono subito estesi a numerose città, da Kut a Karbala a Diwania, da Hilla a Nassiria, e sei città sono sotto coprifuoco. Come mai reparti della polizia «legale» sia siano rifiutati di battersi contro i mafiosi di Al Sadr, ed altri, trasportati da altre città, si siano tolti la divisa e siano passati con i mafiosi sanguinari (1), con le armi di dotazione (fornite dagli americani); come mai soprattutto siano avvenuti - e non rilevati dai media - episodi di disobbedienza civile, con negozi a saracinesche abbassate un po’ in tutto l’Iraq.

Non spiega come mai, se l’ordine era di stroncare «le milizie» (al plurale) che spadroneggiano in città, l’offensiva è stata diretta solo contro i sadristi e non, poniamo, contro il cosiddetto Supremo Consiglio Islamico dell’Iraq e alla sua Badr Brigade, gruppo che si oppone ai sadristi ma, come loro, traffica in petrolio per autofinanziarsi. E ovviamente non si spiega come mai il governo legale si sia trovato di fronte una resistenza così decisa e vasta, tanto che ha sostanzialmente perso la battaglia, fatto marcia indietro e accettato a tregua offerta dal «caporione sciita».
 
Ci sono «cinque cose da sapere per comprendere le ultime violenze in Iraq», hanno scritto due esperti del problema, Joshua Holland e Raush Jarrar (2); e a leggerli, finalmente si comincia a capire qualche perché.

Primo: ciò che i media chiamano «violenza settaria» è conflitto politico. Al Sadr ha chiamato i suoi uomini a scendere nelle strade chiedendo le dimissioni di Al Maliki, sciita, filo-iraniano, e primo ministro del governo «legale» (ossia fantoccio degli USA), dopo che il governo «legale» aveva emanato una «legge provinciale», che convoca elezioni per provincia in ottobre. Il risultato di quelle elezioni deciderà se l’Iraq resterà un paese unitario, sotto un forte governo centrale, oppure se si frammenterà in tre o più governicchi separati «su base etnico-religiosa», kurdi, sciiti e sunniti; e ovviamente, su chi controllerà il petrolio.

Lo smembramento è la soluzione preferita dagli occupanti USA (è infatti il progetto elaborato dalla rivista ebraica Kivunim ngli anni ‘90) che però lo lasciano attuare - ora che c’è la «democrazia» - ai loro fantocci nel Paese e nel governo. Le elezioni su base locale di ottobre darebbero ad Al Maliki e ai curdi il «mandato» (diciamo così) per dividere il Paese in una lasca confederazione, in realtà in tre-quattro regioni autonome su base religiosa o etnica; regioni dove sarà instaurato il «libero mercato», ossia la privatizzazione del settore petrolifero e di tutta l’economia, con molti «investimenti esteri» (delle compagnie anglo-americane), e gli occupanti sul suolo nazionale fino all’eternità, perché ora sarebbero divenuti «alleati», e la forza che sosterrebbe i governi «legali».

Insomma, non si tratta di «violenze settarie che travagliano il Paese», violenze che l’Iraq ha conosciuto realmente solo da quando è occupato dai liberatori, ma di un conflitto politico radicale sul futuro del Paese: che vede i fautori dello smembramento opposti ai nazionalisti iracheni, il cui programma è non solo un Iraq unitario, ma la statalizzazione del settore energetico e la cacciata degli americani.

Muktada al-Sadr è l’esponente più influente di questo nazionalismo. Il che stupirà chi è informato solo dai media ufficiali, ma non chi ricorda che Al-Sadr, benchè religioso sciita, si arruolò nell’armata di Saddam volontario, al momento dell’invasione USA. Insomma è quello che, se non fosse un musulmano (e dunque folle, mostro irrazionale), chiameremmo un patriota. Ma quanti sono i nazionalisti in Iraq? Sorpresa: nel parlamento iracheno, sono la maggioranza, mentre i separatisti sono minoranza.

Secondo: i combattimenti a Bassora sono contro un governo profondamente impopolare.
Un sondaggio condotto nel settembre 2007 ha rilevato che 65 iracheni su cento ritengono che il governo «legale» non funzioni; 66 su cento si sono dichiarati schifati da Al Maliki, la stessa percentuale con cui gli americani sono oggi schifati di Bush (3).

Secondo lo stesso sondaggio, gli iracheni sono largamente favorevoli a «un governo centrale forte» che sbandi le milizie; sono contrari, due su tre, alla privatizzazione dell’energia (petrolio); vedrebbero con sollievo gli americani andarsene quanto prima; e sono ostilissimi al fanatismo religioso di «Al Qaeda» (i cui oscuri guerriglieri islamisti, infatti, sono entrati nel Paese solo con l’occupazione USA). I risultati del sondaggio, insomma, ricalcano di fatto il programma di Moktada Al-Sadr, il patriota che chiamiamo bandito, «islamista radicale», «sciita fanatico».

Per contro, i cinque partiti separatisti (sciiti, sunniti e curdi) che costituiscono la coalizione del governo-fantoccio di Al Maliki, non hanno, tutti insieme, la maggioranza. Al Sadr, benchè abbia la sua feroce milizia armata (necessaria nell’Iraq liberato per tentar di fare una politica autonoma dai liberatori), è anche quello che ha più reclamato la fine delle violenze settarie. E’ anche quello che ha cercato di mettere insieme rappresentanti dei vari gruppi etnici e religiosi iracheni in un programma di riconciliazione nazionale, onde mantenere l’Iraq unito.
 
Terzo: l’esercito «regolare» è un coacervo di milizie.
La narrativa ufficiale ci parla delle «milizie di Al Sadr» che impegnano le «forze di sicurezza irachene». Le TV ci mostrano soldati in mimetica regolamentare contro selvaggi guerriglieri mascherati con passamontagna. Ma quelle mimetiche e uniformi non sono indossate da soldati regolari: sotto, ci sono i miliziani del partito Dawa, il partito di Al Maliki, sciiti e filo-iraniani, che Al Maliki ha arruolato nell’esercito «legale»; e insieme, ci sono feroci tagliagole della Brigata Badr, braccio armato del Supremo Consiglio Islamico dell’Iraq, che a Bassora si oppone a Sadr perché vuole, più o meno, l’annessione della regione meridionale all’Iran. Di fatto, a Bassora le «violenze settarie» sono in realtà il lungo braccio di ferro fra tre partiti armati: i sadristi, la Brigata Badr, e il partito Fadhila, che contro Sadr vuole una regione di Bassora autonoma, ma rifiuta il progetto del Consiglio Islamico, troppo iranofilo.
 
Quarto: l’attacco di Al Maliki ha uno scopo elettorale.
Nelle elezioni regionali di ottobre, è largamente previsto che – nel’area di Bassora - Al Sadr avrebbe una forte maggioranza, mentre i partiti separatisti (Dawa, Consiglio Islamico, eccetera) sanno che perderebbero nelle urne. L’attacco ordinato da Al Maliki contro i sadristi mirava insomma a far piazza pulita del competitore più grosso e dei suoi elettori, in modo da ridurre (se possibile a zero) la forza del movimento nazionalista unitarista in parlamento.

Naturalmente, i liberatori USA parteggiano per i separatisti, e li appoggiano con le bombe e gli obici d’artiglieria pesante. E’ la versione coloniale della «democrazia». I sadristi sono rappresentati in parlamento, un loro deputato, Ahmed al-Massoudi, ha accusato, una settimana prima dell’attacco, il primo ministro Maliki e il Supremo Consiglio Islamico di «programmare una campagna militare per liquidarci». Ha raccontato che «Il Consiglio Islamico e il partito Dawa hanno tenuto incontri con ufficiali delle milizie recentemente accorpate in agenzie di sicurezza onde lanciare una campagna con il pretesto di ristabilire l’ordine, mentre l’obbiettivo reale è liquidare il blocco sadrista» prima delle elezioni.

Il capo del Consiglio Supremo Islamico si chiama Abdul Aziz al-Hakim. E’, lui sì, un integralista sciita, con notorii legami con Teheran. Eppure è stato invitato alla Casa Bianca e ricevuto da Bush in persona. Naturalmente, per i media, il violento fanatico è Muktada.

La realtà è che da mesi, su suo ordine, la sua milizia ha osservato un cessate il fuoco, mentre si susseguivano gli arresti di suoi seguaci. Alla fine ha consentito ai suoi di portare armi per autodifesa, a scanso di una rivolta nelle sue stesse fila.
 
Al Sadr ha invece fatto appello a tutti gli iracheni per una una campagna di disobbedienza civile, sciopero generale, onde mobilitare i suoi miliziani insofferenti dell’inazione in una azione politica significativa, senza violenza. Secondo i suoi ordini, si sarebbero dovuti offrire rami d’ulivo (!) e copie del Corano ai soldati del cosiddetto esercito regolare ai posti di blocco.

Il governo Maliki ha reagito minacciando ogni impiegato statale che osasse non presentarsi al lavoro di licenziamento, e dichiarando che i singoli partecipanti allo sciopero generale sarebbero stati puniti secondo la Legge Antiterrorismo irachena del 2005 (una copia del Patriot Act americano).

Infine, Maliki ha dato l’ultimatum: le milizie (solo quelle nazionaliste) depongano le armi entro due giorni, a scanso di «più gravi conseguenze». Al Sadr ha risposto con un suo ultimatum: il governo cessi gli attacchi e gli arresti dei suois eguaci, altrimenti darà l’ordine di intensificare il livello dello scontro. George Bush ha approvato la «coraggiosa decisione» di al Maliki, che secondo lui dimostra «che le forze di sicurezza irachene sono capaci di combattere i terroristi». Non è andata proprio così.

Dopo una settimana di intensi combattimenti e 300 morti, dopo bombardamenti dell’occupante su Bassora ed altre città, al Sadr ha offerto un cessate il fuoco, e il regime ha accettato di smettere gli «arresti indiscriminati» di seguaci sadristi. I sadristi nazionali hanno tenuto le posizioni; si sono guadagnati una non-sconfitta che, come nel caso di Hezbollah in Libano, è una vittoria politica.




1) James Hides, «Iraqi police in Bassora shed their uniforms, kept their rifles and switched sides», The Times, 28 marzo 2008.
2) Joshua Holland e Raed Jarra, «Five things you need to know to understand the latest violence in Iraq», Alternet, 27 marzo 2008.
3) Mark Lynch, «What iraqis think, again», Global Policy Forum, 12 settembre 2007.

 
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Commenti : (28)
Teseo
Roma , aprile 01, 2008 13:27

Caro Blondet, mi spiega perché lei si scioglie in brodo di giuggiole per quello che sulle macerie fumanti dell'Irak distrutto faceva il furbo mettendosi con gli americani liberatori e poi probabilmente inebriato dal suo inaspettato potere (lui che era considerato giustamente da Saddam un bandito) ha voluto cucirsi addosso il ruolo di liberatore del suo popolo?
Non creda cha abbiamo dimenticato la storia recente dell'Irak da quella dolorosa primavera del 2003 in poi. Ricordiamo anche cos'era l'Irak di Saddam, una terra fiorente ricca di acqua e di infrastrutture, un gioiello in mezzo al ciarpame mediorientale. Per questo è stato colpito a morte.

Ma lei è troppo impegnato con la sua idea fissa per parlare serenamente di questo sprazzo di civiltà. Non la ho sentita dire mai qualcosa in difesa di Saddam. Forse non era abbastanza islamico per i suoi gusti.



aldo
roma , aprile 01, 2008 13:42

Usraele in Medio Oriente continua ad andare avanti a forza di "non-vittorie". Mi ritornano in mente le parole di Sun Tzu, riportate tempo fa in un articolo del Direttore: "la tattica senza la strategia solo il fragore che precede la sconfitta".
Vedendo anche quello che successo a proposito del Tibet, sembra che le strategie a Washington pi訹 che da specialisti vengano decise da Bombolo e Cannavale...



maurizio
... , aprile 01, 2008 14:27

patriota era il legittimo presidente saddam hussein.
al sadr è soltanto uno stupidotto , una marionetta in mano all'iran.
non x niente saddam fece impiccare il padre e lasciò in vita il figlio.
oltretutto si dice che sia stato uno dei boia mascherati che hanno assassinato il presidente saddam.
definirlo patriota è davvero troppo. con questa unità di misurta sono patrioti pure i partigiani italiani ruba-galline



Pierpaolo
Trieste , aprile 01, 2008 16:05

A me risulta che al Sadr (figlio) non solo ha combattuto contro gli USA, ma, da volontario, ancorché religioso nonché sciita, contro l'Iran di Komeini quando quest'ultimo venne aggredito da Saddam Hussein con il favore degli USA. Questo è ciò che i vari Jafaari e Maliki non gli perdonano. Anche se non presero le armi contro il loro paese, loro, comunque, se ne stettero da fuoriusciti su suolo iraniano.
Al Sadr è prima un iracheno e poi uno sciita anti-Saddam.
L'Irak unitario, tuttavia, è un progetto nazionale che favorisce gli sciiti, che del paese sono la maggioranza. In tal modo potrebbero interferire anche nelle regioni in cui sono minoritari. Una spartizione, invece, non darebbe loro nulla di più dove sono già maggioranza, ma toglierebbe loro ogni influenza sul resto del paese. La spartizione, tuttavia, per quanto favorita dagli USA, incontra un insormontabile ostacolo nella Turchia e pure nello stesso Iran, che nel Kurdistan fuori dal controllo di Bagdad non potrebbe vedere che con preoccupazione l'infiltrazione sionista.



Farouq
Milano , aprile 01, 2008 18:19

La strategia è molto chiara
tenere a fuoco lento tutti i conflitti
in medio oriente (vedi Iran Iraq) e non solo,
mai risolvere i conflitti in atto vedi corea,kosovo,taiwan,tibet
colombia,ecc.
e se necessario accendere altri piccoli conflitti, nel torbido
si pesca meglio.
Probabilmente la pace non è una scelta strategica
Il fatto che il numero dei conflitti è aumentato ultimamente
è un buon segno probabilmente il responsabile
non guadagna piu' come una volta.
Ma l'importante è farsi fotografere in divisa con il mitra
in mano a distribuire caramelle ai bambini forse orfani
(che satanica furbizia!)



Abd el Qader
... , aprile 01, 2008 18:32

Gentile direttore,
con grande stupore leggo ancora di individui che vedono in Saddam Hussein, il Manuel Noriega iracheno, un baluardo anti-USA. Mi risulta fosse invece un criminale, un ladro, con due figli addirittura peggio: ricordiamo che Uday (il figlio maggiore) fece a Tikrit una festa di piazza per festeggiare lo stupro numero 6.000 ad opera sua e dei suoi uomini.
Saddam era un blasfemo che pretese addirittura di discendere dal Santo Profeta, mentre risulta invece che la madre fosse donna di malaffare.
Per favore! Lasciamo il criminale dove si trova.
Per ci che attiene invece l'esercito del Mahdi, va notato come vi sia effettivamente un certo potenziale offensivo, ma va anche ricordato che la stessa fortemente scoordinata: pi⨹ di una volta capitato che le milizie di citt diverse operassero in senso opposto; ed 蠨 pure capitato che sadristi rispondessero in modo spropositato alle operazione false flag americane, colpendo indifferentemente i sunniti (baathisti e non). Al contrario, i fratelli che si rifanno ad al-Hakim, ossia il Badr molto pi disciplinato.
Questo 蹨 il pensiero di uno sciita.



Ivan
Prato , aprile 01, 2008 18:35

Ora in Irak a combattere gli occupanti non c' che Muktada (Al Dhouri il Rosso, non so esattanente cosa faccia...).
Quindi, la mia solidariet va a Muktada.



Ivan
Prato , aprile 01, 2008 18:38

Ancora il Direttore non ha scritto sul viaggio imperiale di Bush a Kiev.
Credo che le dichiarazioni del ****** di Washington sull'adesione dell'Ucraina e la Georgia nella Nato, siano di una gravit incredibile.
Speriamo bene...



IRANIANO
ANCONA , aprile 01, 2008 19:03

anche io sono a conoscenza della storia del padre e del boia;

non scordiamo però che tutto l' oriente è fatto di etnie,l'iran infatti è composto da azeri, curdi,beluci,turkomeni,armeni e tanti altri;così come iraq,turchia,cina,thailandia,e tante altre nazioni.prima della guerra in iraq vi erano tanti problemi eccetto quelli della separazione,ora l'unica soluzione alla guerra sembra una separazione a tavolino,come quelle fatte in africa.
praticamente per evitare problemi in futuro già che ci siamo potremo lanciare qualche atomica in asia e poi dividerla in 2000/3000 stati autonomi!!!!!.
scherzi a parte l'iraq DEVE RIMANERE UNO STATO UNICO COME LO è DA TANTO TEMPO ; bisogna ricordare che la spartizione è voluta solo da chi vuole ciucciare il petrolio iracheno infatti i pozzi rimarebbero in zone controllate al nord da curdi e americani e al sud da filo inglesi e via dicendo riducendo il centro dell'iraq bagdad compresa ad arido deserto dove sciiti come sadr e qualche sunnita si ridurrebbero a vivere in zone povere come l'afghanistan senza prospettive di sviluppo,praticamente QUARTO mondo.

Tale divisione porterebbe a due grossi problemi:

primo ci sarebbe un ondata di secessionismo in tutta l'asia rendendo ancora più instabile la zona,e forse è QUESTO CHE VOGLIONO AMERICA E SION;ondata che come ricorda un amico nella discussione creerebbe non pochi problemi a iran,turchia e via discorrendo.
in fin dei conti non vedete tutti i broblemi che ci sono in tibet?iran e turchia di sicurono tutto vogliono passare quello che sta provando la cina

Secondo sicuramente in futuro ci sarebbero guerre fra i separati come avviene in africa,dove etnie invadono zone controlate da altre etnie e si ammazzano,per poter mettere le mani su mezzi di approvigionamento e ricchezze,altre volte solo per potere usuffruire del bene più comune ma anchè fondamentalmente il più prezioso:L'ACQUA

per cui IRAQ UNITIO,PETROLIO AL POPOLO IRACHENO ED USA ED ISRAELE A CASA,QUESTA è L'UNICA COSA CHE SERVE ALL' IRAQ!!!!!!



maurizio
aosta , aprile 01, 2008 19:29

concordo con teseo.
sto sito sta perdendo un pò.
a me i padroni e gli imperialsiti non piacciono. tutti.
americani, arabi, cinesi, sovietici.
vedo che qualcuno invece fa come i comunistacci italioti anni 70: no all'america ma si ai sovietici.
peccato.



silvia
bo , aprile 01, 2008 20:54

Mille cose avanzano,novecentonovantanove regrediscono,questo è il progresso.Finalmente il patriota ha capito la democrazia.Il tempo è un grande insegnante,ma sfortunatamente uccide tutti i suoi alunni! Iraq potrà assaporare tra le macerie dell'antica Babilonia,la ricostruzione e la trasformazione morale.Proverbio del primo aprile:"Il mare calmo,non rende bravo il marinaio.......Si è capito che è una situazione vergognosa.


un visitatore
... , aprile 01, 2008 21:16

Per Maurizio: il problema non è che comandino americani, arabi, cinesi o russi. La cosa importante è che comandino, OLTRE agli americani, ANCHE arabi, cinesi, russi (e europei, aggiungerei io). Solo così nel mondo può essere garantita un minimo di giustizia ed equità. Se comanda uno sola potenza (oltretutto incompetente e incapace) come gli USA, siamo fritti tutti.


aries
modena , aprile 01, 2008 23:52

ho letto ilsuo articolo direttore anche le lettere dei lettori . che devo dire ? a volte mi sembra che ci si dimentica che oltre alla legge per esempio del nostro paese ( quella ufficiale). esiste un altra legge , che molti dico,. molti fingono di ignorare ,ma che tuttora attuale . la legge del piu forte , d altra parte basta vedere i film americani alla televisione ,al cinema per rendersene conto . l iraq e colpevole di sedersi su un enorme barile di petrolio che fa gola ai discendenti dei vecchi conquistatori del west che naturalmente stanno lottando con ogni mezzo per accaparrarselo il resto non e altro che la cronistoria di questa lotta senza quartiere al posto delle pistole qualche arma piu moderna.


FAbio
... , aprile 02, 2008 08:00

Viva Al-sadr l'unico vero patriota dell'irak!!!


Silvia K.C.
Firenze , aprile 02, 2008 09:50

Gentile Direttore,
rimango un po'perplessa,perchè da quanto ne so,a me non risulta che Nourì Al-Maliki sia filo iraniano...
Era filo iraniano Ibrahim Al-Ja'farì che fu eletto Primo Ministro e che fu rimosso poco dopo a causa delle pressioni dei sunniti e dei curdi nel Governo iracheno...



FAbio
... , aprile 02, 2008 10:12

Quello che vedo io é che parecchi elementi di questo sito non riescono a staccarsi dal loro settarismo religioso e ragionare a mente libera: Moktada al sadr é un religioso islamico ergo io cattolico praticante devo disprezzarlo come un eretico anche se lotta per una giusta causa mentre Saddam Hussein era un laico sunnita per niente praticante quindi va a genio...io per fortuna non ho influenze religiose non pregando nulla di nulla e quindi posso analizzare la situazione: Saddam Hussein ha costruito il paese islamico più progredito e laico del mondo, sarebbe diventata una potenza regionale se Israele ed USA non l'avessero reso un pezzo di terra bruciata radioattiva coperta di macerie, l'Irak di Saddam era ovviamente un paese dove i sunniti avevano tutti i posti di comando mentre gli sciiti nessuno ma c'era comunque ordine sociale, ciò non toglie che Saddam non fosse uno stinco di santo, i suoi crimini li ha commessi ma certamente molti meno di un Bush, un Sharon o un Olmert qualsiasi, in ogni caso quello che gli é stato fatto é orribile.
Moktada al Sadr é un patriota che lotta per il suo paese a rischio della sua vita, non uno stupidotto "marionetta" come dice qualcuno, le marionette non rischiano la vita per la loro gente ne sono in grado di organizzare un movimento politico/militare che resiste all'assalto di mercenari ed esercito USA assieme, insomma il Mahdi é tipo Hezbollah altra grande formazione politico/militare sciita che ammiro particolarmente per la lotta senza quartiere all'anticristo sionista!!
E se é cosi combattuto vuol dire che fa il bene dell'Irak, il fatto che sia combattuto dal "governo" e dai padroni USA ne é la prova, al contrario dello "SCIRI" che sta con i potenti.
Perciò viva Moktada, anzi Moktada presidente e IRAK LIBERO!!!



iraniano
ancona , aprile 02, 2008 13:14

@fabio,
concordo in parte con te,
non dimenticare però chi era veramente saddam:un assassino che ha sterminato migliaia di sciiti a favoro dei sunniti solo per il gusto di farlo,padre di sanguinari stupratori,che ha bombardato con armi chimiche e battereologiche città curde coinvolgendo civili che nulla centravano;ancora oggi in quelle zone del curdistan nascono bambini con due teste o malformazioni che a solo pensarci viene ribrezzo.Inoltre lo stronzo non ci ha pensato due volte ad allearsi con il grande satana americano,ed il piccolo satana israeliano,per bombardare l'iran e mettere le mani sul petrolio ma purtroppo per lui ha dovuto fare i conti con una nazione composta da veri patriotti e martiri che con solo una flotta di 38 caccia ha fronteggiato i 1000 e più aerei iracheni vincendo dopo anni di sangue e morte la guerra(guerra che ha rafforzato il regime in iran,contro le previsioni americane,creando una ondata di nazionalismo che rende l'iran oggi l'unico baluardo antiamericano,per fortuna,che prova a contrastare la politica sionista nella regione);alla fine il boomerang è tornato in dietro,gli americani glie lo hanno messo al culo e lui ha fatto la fine che meritava,MORIRE.Certo con questo non voglio prendere le parti degli USA per carità che condanno in ogni loro atto,o anche per il solo fatto di esistere,ma voglio solo dire che anche lui a mio parere era una grossa merda!!SADDAM TRADITORE TRADITO!!!



Teseo
Roma , aprile 03, 2008 10:42

L Irak sotto Saddam era un esempio per tutto il medio oriente e per questo è stato fatto fuori dagli americani amici di israele.
Saddam aveva relegato nelle galere i fanatici islamici e gli schifosi irakeni che oggi insieme agli americani stanno disttruggendo il paese uccidendo la sua classe intellettuale e radendo al suolo le sue infrastrutture.
L'Irak che aveva acqua per irrigare i suoi campi oggi non ha più neppure l'acqua nelle case.
La situazione ricorda quella dell'Italia sotto i bombardamenti angloamericani e in preda al terrore partigiano.
Saddam è morto da martire.
Onore a lui e vergogna sui suoi assassini.



Abd el Qader
... , aprile 03, 2008 16:57

Interessante notare come i non musulmani tendano a dare la patente di martire a casaccio. Altrettanto interessante il ritenere che Saddam fosse poi così anti-yankee: se non vado errato fu lui ad essere foraggiato in funzione anti-iraniana dagli USA. In pratica gli americani hanno rottamato l'utile idiota divenuto ingombrante. Scusate: l'utile assassino.


Teseo
... , aprile 04, 2008 07:35

Accade spesso che da un substrato degenerante nasca qualcosa di buono.
Così Saddam che non poteva emergere contro la volontà degli angloamericani, padroni da anni della zona, ma che poi ha mostrato tutta la sua abilità nel distaccarsene e fare il bene del suo paese. Ed è questo che non gli è stato perdonato, al punto che lo hanno prima propagandato come boia, poi come terrorista, infine lo hanno eliminato fisicamente insieme a tutto l'Irak.

Questa è la storia.

Interessante invece notare come la dialettica politica destra-sinistra, la contrapposizione inaugurata dagli americani con la loro seconda guerra mondiale si sia ora estesa alla contrapposizione religiosa musulmano - non musulmano.
Laddove c'è un conflitto interno ad un popolo, da lì sono passati gli angloamericani. Che prima distruggono con le bombe, poi con la corruzione morale, poi con quella intellettuale.

Esempio Italia. Bombardata prima, poi invasa dalle am-lire, incoraggiate la prostituzione, la delazione, la corruzione. Poi la coca-cola, i fast-food e i jeans. Poi il terrorismo. Infine l'emancipazione dei costumi.

In Irak c'era meno tempo, siamo passati direttamente dalle bombe al terrorismo. A momenti arriverà l'emancipazione dei costumi.

Non so se i musulmani abbiano idea di cosa sia la storia.



Abd el Qader
... , aprile 04, 2008 12:37

Che Saddam fosse un assassino è evidente a meno che non si voglia negare l'evidenza.

Probabilmente non ci siamo capiti: la contrapposizione non è fra islamici e non, ma fra credenti e laici (o laidi se preferiamo) e Saddam era un laico che ha imposto una morale laica su una squisitamente e totalmente religiosa.

Forse i musulmani non sanno cos'è la storia, ma gli occidentali mantengono sempre la loro arroganza di voler dire ad altri ciò che è buono e chiò che non lo è.
Senza muovere un dito per di più.



Teseo
Roma , aprile 04, 2008 13:20

A me l'arroganza sembra tutta islamica.
Saddam è un assassino. Ipse dixit.
Gli occidentali sono arroganti. I musulmani no. Loro semplicemente sgozzano.

Ma va bene, ognuno ha le sue tradizioni.
Dalle parti dell'Irak non deve esserci progresso laico.
In questo gli islamini vanno d'accordo con gli americani.

Penso proprio che avesse ragione Blondet quando diceva che il terrorismo irakeno non era resistanza ma era targato CIA.



Abd el Qader
... , aprile 05, 2008 07:31

Il fatto che ritenga che "i musulmani" in generale sgozzano, è una posizione falsa e razzista, ed in più al limite della denuncia.
Quando si parla della ragione di Blondet che " il terrorismo irakeno non era resistenza ma era targato CIA.", io stesso lo appoggio, visto che nell'articolo Sadr non è definito in questi termini e nonostante non sia favorevole al suo modus operandi. Lei invece no, anzi sostiene che addirittura il contrario.
E poi non ho capito prima lei dice:
a) ora c'è il terrorismo poi il lassismo nei costumi o roba simile;
b) in seconda battuta loda il progresso laico de Saddam "Noriega" Hussein.

Siccome il "progresso laico" è funzione dissolutrice dei costumi in opposizione alla religione, possiamo concludere che lei abbia dei seri problemi di conprensione del mondo della tradizione in generale. Potrei sbagliarmi ma mi sembra che lei abbia una confusione totale in testa.



maurizio
... , aprile 05, 2008 10:43

@ abd el quader
vai a casa tua a fare denunce e a dirci come dobbiamo comportarci.
lezioni da gente che invade altri Paesi e pretende diritti non ne accettiamo.



Abd el Qader
... , aprile 05, 2008 13:39

Guarda che sono italiano, di madre e padre italiani, se ne deduce che quindi che non ho invaso proprio nulla, inoltre sono un convinto sostenitore della reciprocità.


La redazione
EFFEDIEFFE , aprile 05, 2008 14:02

Chiediamo cortesemente di evitare insulti più o meno diretti o sfottò degni di curve calcistiche.
Stiamo moderando il meno possibile, anche per permettervi di intervenire in EFFEDIEFFE in maniera maggiormente partecipativa.
Vi preghiamo di non far degenerare la discussione obbligandoci a prendere provvedimenti

La redazione



boh
mondo , aprile 05, 2008 19:27

Direttore, secondo Lei qual è la posizione ufficiale (ma anche quella ufficiosa) dell'Iran riguardo ad un possibile smembramento dell'Iraq? Quali vantaggi o svantaggi ne conseguirebbero per il paese khomeinista?
Inoltre, che giudizio ha riguardo all'ipotesi secondo cui il violento caos iracheno sia tutto pianificato dagli Iraniani?
Grazie



Luchino
ITALIA , giugno 20, 2008 18:22

Al Sadr non fu ucciso dal BAATH, ma dagli esponenti dei servizi iraniani che volevano esportare la rivoluzione iraniana in Iraq. Anche il padre era prima Iracheno, poi sciita. Per questo fu ucciso, non voleva una rivoluzione iraniana in Iraq, ma eventualmente irachena.
Mi spiace leggere ancora leballe colossali sul Presidente Saddam Hussein aiutato dagli USA negli anni 80.
Consiglio a tutti il libro scientifico, unico nel suo genere: Paoletti, L'impero si è fermato a Baghdad, in cui si dimostra che Isreale e Usa erano con l'Iran contro l'Iraq.
va detto che se oggi Muqtada sta mettendo FINE alla guerra antibaathista che insaguina l'Iraq da anni e sta accettando nel suo fronte di unità nazionale anche i baathisti, se si oppone alle ingenerenze iraniane, come sta facendo, è realmente un Patriota. Il tempo ce lo dirà....




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