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Dedico questa riflessione a tutti gli amanti dell’Oriente e delle sue pratiche.
Quanto riportato è soltanto frutto di piccole considerazioni sulla bontà e validità del messaggio veicolato da alcuni degli insegnamenti indiani.
L’intenzione di chi scrive, come dell’editore, non è mai quella di offendere chicchessia o di denigrare il Tizio di turno; si tratta di una battaglia accademica, che confronta ideologie e filosofie, cercando di argomentare le tesi portate avanti, alla Luce della Rivelazione Divina, unica e non sostituibile di Cristo, come perpetuata nel Magistero perenne della Sua Santa Chiesa.
Parliamo di un argomento che ci sta a cuore.
Fermo restando la possibilità accordataci da San Paolo di esaminare ogni cosa e di cogliere col discernimento ciò che è buono, la disamina che segue non può che lasciare perplessi sul «quanto» di buono effettivamente rimanga,( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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