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Yoga della divinità

Stefano Maria Chiari    03 aprile 2008
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Dedico questa riflessione a tutti gli amanti dell’Oriente e delle sue pratiche.
Quanto riportato è soltanto frutto di piccole considerazioni sulla bontà e validità del messaggio veicolato da alcuni degli insegnamenti indiani.
L’intenzione di chi scrive, come dell’editore, non è mai quella di offendere chicchessia o di denigrare il Tizio di turno; si tratta di una battaglia accademica, che confronta ideologie e filosofie, cercando di argomentare le tesi portate avanti, alla Luce della Rivelazione Divina, unica e non sostituibile di Cristo, come perpetuata nel Magistero perenne della Sua Santa Chiesa.
Parliamo di un argomento che ci sta a cuore.

Fermo restando la possibilità accordataci da San Paolo di esaminare ogni cosa e di cogliere col discernimento ciò che è buono, la disamina che segue non può che lasciare perplessi sul «quanto» di buono effettivamente rimanga, epurata una filosofia esistenziale di alcuni dei suoi presupposti, contraddittori, mortiferi e perciò inaccettabili.
Lo scritto, di autori vari, è consultabile nella sua interezza su internet (1).
Riportiamo alcuni brani, al fine di essere più chiari e precisi negli interventi.

LY004859.jpgLo «yoga della divinità» o «yoga di essenza divina» (devayoga) è la pratica fondamentale ed essenziale delle 4 classi del tantra: in tutti i tantra infatti è previsto il devayoga per la rapida accumulazione di meriti e saggezza discriminante.
A partire da una buona comprensione della Vacuità e di bodhicitta, il praticante visualizza se stesso come una particolare divinità e vi si identifica, cancellando l’immagine di sé come essere ordinario e limitato.
Il primo elemento ad emergere per iniziarsi a questa pratica, ritenuta sublime, è quindi quello di identificarsi con il «divino», cancellando al contempo l’immagine realistica del proprio «limite» personale.
In questa pratica, un singolo momento di coscienza conosce la forma di una divinità mentre contemporaneamente è consapevole della sua natura di Vacuità: qui dunque meditazione sulla divinità e conoscenza della Vacuità coesistono in forma completa all’interno di un singolo momento cognitivo, cioè vi è la loro piena fusione all’interno di una singola entità di coscienza (che non è
la semplice congiunzione di due distinti fattori che si completano l’un l’altro).

Per questo la pratica yoga, anche l’esercizio più semplice, tendendo necessariamente a raggiungere questo scopo, non sarà mai «neutro», ma apparterrà sempre a questi (e dipenderà sempre da) presupposti ideologici.
Normalmente siamo insoddisfatti perchè abbiamo una visione ristretta, limitata e limitante della realtà e, in particolare, di ciò che siamo e di ciò che possiamo diventare: siamo intrappolati nell’insoddisfazione perché l’immagine che abbiamo di noi stessi è opprimente, inferiore e negativa.
Il nostro potenziale umano, le nostre risorse interiori, vanno invece considerate in modo trascendentalmente bello, puro, forte, abile e vitale, cioè ci dobbiamo vedere come dèi e come dee. […] Il tantra è l’antidoto che cura l’immagine molto limitata che abbiamo di noi stessi, fondata sull’auto-commiserazione.
Essa è il principale ostacolo alla crescita di amore e saggezza.
La cura consiste in una catarsi generata da un processo di alchimia psichica: ci emaniamo visualizzandoci come una divinità (yi-dam), riconoscendo le nostre qualità positive.
E’ questo il cosiddetto «yoga della divinità», in cui contempliamo l’orgoglio divino abbinato alla consapevolezza della Vacuità.
Ecco perpetuato il primo inganno.

Siamo infelici, perché non siamo abbastanza «divini»! perché soffocati nelle strettoie della nostre misera umanità.
Ma davvero è cosi?
Immaginate per un attimo che il peccato originale esistesse veramente: come è possibile superare l’ostacolo della corruzione e tristezza, nonché della concupiscenza e schiavitù che tale peccato reca in noi, se non additandolo per nome?
Se non c’è (ed è veramente difficile dimostrarlo da un realista esame della natura umana e delle leggi fisiche e chimiche che governano la vita dell’uomo), in quale danno può incorrere colui che lo ritenga come presupposto operativo, se non una semplice e veritiera percezione dell’esistenza di un limite presente nelle proprie potenzialità (limite che tuttavia può essere superato con l’aiuto della grazia)?
Nell’ipotesi completamente inversa (non considerazione del peccato originale supposto come non esistente), che beneficio può dare una pratica come lo yoga, che si fonda su tali presupposti filosofici?
Affermando ad occhi chiusi e volontaristicamente la necessità di sentirsi «dio» per stare bene con se stessi?
Se esiste il peccato originale, questo è il miglior modo per ignorarne gli effetti nefasti e per non trovare una vera cura al male che c’è, ma non si accetta.

Si può aggiungere inoltre: davvero pensiamo di non essere felici perché non «gonfiamo» abbastanza il nostro «ego», tanto che esso deve illudersi di essere divino, per sentirsi «appagato».
Signori miei, questa è una vera esaltazione dell’«io», «orgoglio divino», appunto (cioè demoniaco), che porta soltanto all’abisso e di felicità ne aggiunge davvero poca e quella poca finanche illusoria ed effimera.
L’identificazione del meditante col dio comporta la sua disidentificazione dagli aspetti parziali e dualistici del proprio essere.
Percependo il proprio io come se fosse già quintessenziato dalla bellezza e dalla forza della divinità - anticipando perciò l’effetto alla causa - si giunge alla maturazione dello «Stadio di Generazione».
L’illusione si fa radicale, perché esige il «come se fosse»: si prescinde da qualunque ponderazione del reale.

Quando riceviamo un’iniziazione, il maestro-vajra ci dà una divinità (yi-dam) da visualizzare in accordo col nostro temperamento (intellettuale, passionale, ecc.).
Ora, la «divina approssimazione» (lha’i bsñen-pa) o «approccio preliminare» (sÒon-du bsñen-pa byed-pa) è il periodo iniziale del devayoga, in quanto ci si familiarizza con quella determinata divinità avvicinandosi sempre più alla sua condizione. […]
Con l’esercizio, gradualmente ci si abitua a questa manifestazione di una divinità priva di esistenza reale, simile ad un’illusione.
La forma divina, come pure i suoni, ecc. si manifesteranno ancora, ma la nostra mente constaterà o coglierà esclusivamente la Vacuità.
Simile ad un’illusione?
Appunto: è proprio quello che si vive.

Avvicinandosi sempre più alla condizione della divinità del devayoga, la divinità stessa elargisce allo yogi le siddhi - o direttamente o conferendo alla mente del praticante una determinata capacità. Dopo il completamento dell’«approssimazione divina» avviene la vera e propria acquisizione delle siddhi mediante il compimento delle pratiche prescritte (offerta di olocausti, ripetizione di mantra, ecc.).
Nessuna meraviglia se l’iniziato a questo punto del suo percorso esoterico ottenga alcuni poteri.
Qui il demonio è libero di agire indisturbato e fare i portenti che vuole, come insegna Gesù nel Vangelo, perché la casa (l’anima della persona) è completamente ripulita e spazzata (senza nessuna difesa spirituale e razionale), quindi vi può soggiornare comodamente, perpetrando l’illusione che con sé reca.

Meditando sulla Vacuità, si immagina che tutte le cose si dissolvono in luce e si assorbono nel nostro corpo, che diviene vuoto e scompare: la nostra mente percepisce solo chiarezza e vuoto. La divinità può sorgere da questa chiara vacuità in due modi: o tutta ad un tratto (cioè istantaneamente) nell’interezza delle proprie sembianze oppure dalla trasformazione di un disco lunare e di una sillaba-seme.
In questo secondo caso, nel posto dove ci troviamo compare un fiore di loto, che si trasforma nel bianco disco di una luna piena; su questo appare l’essenza della nostra mente o coscienza nell’aspetto di una sillaba-seme (búja); questa si trasforma nella divinità, cioè assume il suo aspetto: la nostra mente si manifesta in tale forma divina e ci identifichiamo totalmente con questa.
Il meditante è convinto di essersi trasformato nello yi-dam, cosicchè visualizza se stesso con quel corpo divino, che è luminoso e vuoto (gsal-stoÒ lha-sku).
La persona che s’immagina come divinità è detta appunto «samayasattva» («Essere d’impegno»): essa non è la divinità vera e propria, ma ne è il simbolo.
Successivamente si evoca l’effettiva divinità, che è detta «jñõnasattva» («Essere di saggezza trascendentale»), invitandola ad abbandonare la sua Terra Pura (che è un’estensione del Dharmakõya) e ad approssimarsi a noi.
Questa divinità viene pertanto visualizzata davanti allo yogi: è una divinità simile al samayasattva, un secondo yi-dam sistemato e presente di fronte ad esso.
Questo procedimento è chiamato «ETERO-FONDAMENTO» (g²an-gyi g²i).
Infine si visualizza che il jñõnasattva entra nel samayasattva e fondendosi vi si dissolve, per cui lo yogi diventa la divinità vera e propria.
Questo processo è detto «INGRESSO» (g²ug-pa) di un «essere di saggezza».

Tutti questi processi di avanzamento sono ben conosciuti dalla mistica cristiana.
Gli esitasti avvertivano i propri discepoli di non sostare nell’immaginazione durante la preghiera, per rendere l’intenzione veramente pura a cercare Dio e non altro, neppure i frutti buoni e gustosi che dalla preghiera possano scaturire.
Aprire le porte all’immaginativo costituisce una debolezza ascetica, perché schiavizza l’intelletto – anzichè liberarlo - alla sentimentalità di meccanismi inconsci.
Quando poi a questo si aggiunge l’invocazione o l’evocazione, il gioco è fatto.
Chi ci assicura che non sia chiamato come alleato un demonio o un’anima perduta?
Che discernimento vi può essere in un percorso che si fonda inizialmente su una sorta di autoconvincimento?

Nel devayoga ogni cosa che appare è congiunta con la vacuità e con la divinità, il che significa attuare l’esperienza delle «4 complete purezze» di ambiente, di corpo, di risorse e di attività […] nelle attività quotidiane si dovrebbero purificare così tutte le manifestazioni del samsara ed integrarle nella Vacuità auto-illuminante, intravedendo così l’unità di tutte le cose.
In tal modo si mette in moto un processo di trasformazione che permette di sostituire le visioni ordinarie della nostra mente dal contenuto impuro con visioni pure.
Lo «yoga della divinità», se effettuato a partire da una buona comprensione intellettuale della vacuità, protegge la mente dalle apparenze e dai concetti ordinari attraverso le suddette «4 complete purezze».
Il maggior ostacolo alla pratica tantrica è considerare noi stessi, e il mondo che ci circonda, impuri: per cui dobbiamo trasformare la normale visione impura in visione pura.
Il maggior ostacolo è quindi considerare anche il proprio peccato e la propria condizione di peccatori?

Occorre precisare il peccato è solo il sostrato operativo di consapevolezza sul quale opera poi la grazia divinizzante dello Spirito Santo.
Non si tratta di autocommiserazione o avvilimento della personalità, tanto meno di pessimistica visione dell’esistenza, ma soltanto di riconoscimento del vero, in relazione alla vita e a Dio. Comprendersi macchiati dai peccati (originale e personali) è primo necessario stato di avanzamento nel percorso di un cuore che vuole davvero cambiare: a cosa deve rinunciare colui che si senta già puro in ogni cosa (del resto uno degli imperativi delle «4 purezze» è proprio questo: «qualunque azione da noi compiuta è vista come la suprema e pura attività illuminata di un buddha»)?
Si sentirà giustificato in ogni abominio commesso, senza dover rendere conto a niente né a nessuno: questa è l’anticamera del relativismo morale, capace di giustificare anche l’aberrante, come percorso di ricerca del divino (come di fatto accade).
Se non v’è vera rinuncia, l’«io» non muore affatto.
Anzi! vivrà ancor più pasciuto ed alimentato nelle tenebre della sua ingorda illusione divina.
Che diversità con la visione cristiana!
L’uomo sa che deve convertirsi: lo chiede Gesù!
Cambiare vita; rinunciare a tutto: criteri, pensieri, parole, modi di credere e vivere, modi di pregare, per smettere di essere di «carne» e vivere davvero dello Spirito Divino.
Operazione non possibile senza l’aiuto di Cristo stesso, che, accanto a chi Lo invochi, cambia davvero il cuore dell’uomo e quindi tutta la sua esistenza.

Il Sentiero Mahõyoga richiede quindi uno sforzo di applicazione consistente nel sevõsõdhana, cioè nei 4 rami della «generazione (o sviluppo)» e del «completamento (o perfezionamento)» :
1. l’avvicinamento (bsñen-pa): è la contemplazione della Vacuità, cioè della condizione della realtà com’è sin dall’origine;
2. l’avvicinamento completo (ñe-ba’i bsñen-pa): è la trasformazione di se stessi nella divinità maschile, cioè si tratta di percepire i propri skandha trasformati nei Padri (yab) e quindi di riconoscere la loro identità essenziale;
3. l’acquisizione (sgrub-pa): è la visualizzazione della forma divina femminile, nota come Madre (yum): essa è la manifestazione pura dell’energia dei 5«elementi».
Perciò si tratta di percepire gli «elementi» materiali trasformati nelle Madri divine e quindi di riconoscere la loro identità fondamentale;
4. la grande acquisizione (sgrub-pa chen-po): è l’unione del Padre (che rappresenta i 5 skandha) e della Madre (che rappresenta i 5 elementi): la beatitudine (sukha) che ne deriva è utilizzata dal praticante per dissolvere gli ostacoli più sottili all’Illuminazione.

Tramite questi 4 stadi si ottiene la sottomissione dei «4 demoni (mõra)»; con l’«avvicinamento» si sottomette il «demone della morte» (mÕtyupatimõra, ‘chi-bdag-gi bdud); con l’«avvicinamento completo» si sottomette il «demone degli aggregati» (skandha-mõra, phuÒ-po’i bdud); con l’«acquisizione» si sottomette il «demone delle emozioni» (kleæa-mõra, ñon-moÒs-pa’i bdud); con la «grande acquisizione» si sottomette il «demone [della distrazione, noto come il] figlio della divinità» (deva-putra-mõra, lha-pu’i bdud).
Così, nel Tantra, non si percepisce più il proprio corpo come qualcosa di ordinario o impuro, ma si diviene consapevoli della sua dimensione divina, identificando i 5 skandha con i 5 Dhyõnibuddha; i 5 elementi con le 5 Consorti dei Dhyõnibuddha; le 8 coscienze (rnam-æes) con gli 8 Bodhisattva. Non si tratta di costruire una natura di buddha o di diventare qualcun altro: si tratta solo di dissipare i veli dell’ignoranza per riconoscere lo stato primordiale, nudo. genuino, puro, privo di distorsioni concettuali.
Si acquisisce semplicemente la visione di ciò che siamo (cioè, del proprio stato di natura).
E’ vero!

La morte è un vero e proprio «demone», che esercita un fascino e terrore insieme sull’animo umano; per questo l’uomo cerca in ogni modo di esorcizzarla, credendosi divino!
Cioè superiore al transeunte incedere del suo dissolvimento.
Ma la realtà brutale e cruda lo smentisce categoricamente.
Dov’è questa buddhità, questa divinità tanto sbandierata di fronte al sempre verde giardino di coloro che concimano il «mondo dei più»?
Dove?
L’autocompiacimento di sentirsi «dio» era già nascosto e rivelato insieme nella primordiale tentazione del serpente antico: «Sarete come Lui; si apriranno i vostri occhi»!
Non è forse quel che si sostiene dell’esperienza illuminativa dell’Oriente?
Apertura degli occhi alla consapevolezza del proprio «sé» divino!?

Caro lettore, se sei arrivato fino a qui, e non hai abbandonato prima ciò che stride alle tue orecchie, sappi che non in altri troverai la sorgente della vita e della felicità, se non in Cristo e nella sua Chiesa.
Questo, tuttavia, suppone l’umile preghiera del peccatore al tempio: «abbi pietà di me»; suppone rivolgersi alla Misericordia Divina, che sovrabbonda d’amore e consolazione per chi voglia davvero riceverla.
In cambio paga gioia autentica del cuore, spiritualità profonda, vera libertà, fiducia estrema in Colui che ama e che solo vuole portare al suo Impero di Luce e di Amore.

Stefano Maria Chiari



1) www.esonet.org/biblio/ebooks/Ebook.pdf


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Commenti : (160)
alberto
san donnino , aprile 03, 2008 17:08

a molti cattolici farebbe bene praticare, anzichè creadere nei dogmi


ANGELO CICCARELLA
VITERBO , aprile 03, 2008 17:10

Lo Yoga va sperimentato. È pratica interna. È un processo unitivo. Ti insegna che chi non rinuncia a se stesso non sarà mai se stesso. Se neghi te stesso, ti trasformi. Ti toglie l'angoscia della morte, la sofferenza che viene dal volersi conservare al di fuori del tempo. Noi siamo temporali, ma non solo temporali. L'eternità si vive adesso. È questa la mistica, la spiritualità vera che è felicità, beatitudo, ananda, gioia, e chi trova questa gioia è vicino al mistero divino...Questo dono ti arriva dall'alto, ti inonda, ananda appunto. È una esperienza temporanea, almeno per me così è stata, tuttavia ti cambia, è forse il preludio alla luce divina, alla contemplazione di Dio. Ho sperimentato lo Yoga, separato dalla dottrina induista, come tecnica interiore, non mi permetto per questo però di consigliarlo. Ci si imbatte in un cammino, vi si attinge e poi si prosegue. Si è liberi di non riconoscerlo. Si sceglie ciò che ci è conforme.
Caro Stefano, tutta l'opera di trasmutazione come la vivo io, consiste nel trasformare il fuoco del desiderio nell'ardore verso il sacro, il fuoco erotico nel fuoco creativo intellettivo, il fuoco dell'io e dell'auto affermazione nel fuoco di una più universale coscienza.



Alberto
Padova , aprile 03, 2008 17:17

A dire il vero, ho letto una volta che secondo alcuni studiosi, tipo Thomas Cleary, la Vacuita' e' intesa non come vuoto ma come vuoto colmo di amore..boh!
Va be', io ho provato qualche anno fa a fare Zazen, e' molto utile....si'.......
per spaccarsi le gambe e' utilissimo...
ma voi che ti dica una cosa, Stefano...
anche in Oriente sono solo parole!
Maestri di arti marziali che parlano e parlano, dicono bellissime parole, ma sostanza zero!
La Salvezza, qualsiasi natura abbia, non puo' venire da noi stessi, altrimenti non avrebbe neppure senso cercarla..saremmo gia' illuminati tutti...
RIPETO:
io non illuminato, divento illuminato con le mie sole forze da non illuminato.....





ALESSANDRO
CASTELFIORENTINO , aprile 03, 2008 18:19

CONCORDO E SOTTOSCRIVO IN PIENO!!!
Il trattato appena esposto dal Chiari mette in luce - in primis, d'immediata comprensibilità - l'ardente, o per meglio dire bruciante quanto le fiamme dell'Inferno - desiderio di prendere l'ascensore per il Cielo diventadone, abusivamente, proprietario ed inquilino allo stesso tempo. Dico questo perchè satana, in questo suo istigarci - dalla notte dei tempi - a diventare dei "superuomini" ha come assurdo ed irrealizzabile obiettivo quello di spodesate il Creatore dal suo trono. Un'idea veramente bislacca; il suo primo tentativo fu reso vano dal coraggio dell'Arcangelo Michele e per il secondo, sta pazientemente attendendo il momento buono per la venuta del suo figlio immondo, l'Anticristo. Il secondo punto che traspare dallo scritto del Chiari è la convinzione, nei devoti alla "vacuità dell'essere" buddista, di poter dominare dei demoni; sottometerli per poi farne cosa?! Usarli?! Farne sfoggio in una gara d'iniziazione?! L'eterno presente yogico indicato dal Ciccarella - "l'Eternità si vive adesso" - è straordinariamente affiancabile all'idea di "resurrezione in vita" applicata dalla massoneria nell'iniziazione al grado di "maestro muratore". Massoneria che, come una spugna, ha assorbito l'idea di "regno in terra" dal messianismo, corrotto e contro-Dio, del giudaismo post-templare. Altro strano analogismo: il sentiero dell'illuminazione buddista, legato alla riunificazione degli elementi connaturati al simbolo della Madre e del Padre, è incredibilmente rassomigliante all'androgino ermetico - la mitica e blasonata grande opera degli alchimisti -, ed all'En-sof cabbalistico "Padre e Madre assieme". Tutto ciò per far capire ai lettori come i sentieri percorsi da satana, ad un esame attento e cristiano, siano fra loro sovrapponibili. Ed è questa la Philosophia Perennis cercata disperatamente dagli esoteristi di ieri e di oggi.



Remigio Semprebon
Trebaseleghe , aprile 03, 2008 18:34

io trovo patetico che nei "salotti buoni" ci sia questa moda del guardare all'oriente anziche' in casa propria o al Vaticano.

se e' per questo c'e' anche gente che fa lucid dreaming o OBE o che ha OBE spontanee fin da giovane, non e' che solo con anni di yoga ci si impratichisca a raggiungere da sobri "stati alterati di coscienza" che hippies e impasticcati cercano di raggiungere con l'uso di droghe psicadeliche.

e' indubbio che il cervello umano possa se opportunamente stimolato a libello bio-chimico produrre stati alterati lucidi che in alcuni casi sono controllabili con lo yoga, ma ci si dimentica il fatto che lo sono anche con mille altri modi, con la preghiera, con il training autogeno : perche' quindi prendere alla lettera tutta la discutibile simbologia orientale ?

milioni di persone hanno sperimentato casi di morte apparente, near-death experiences, svenimenti, G-force, tutte cose ampiamente studiate nella medicina e che provano ampiamente la matrice biochimica di quanto i soloni orientali spacciano per natura mistica o soprannaturale.

rimane ovviamente la domanda : se il nostro cervello e' disegnato per fare anche questo, qual'e' il motivo ?

ma preferirei chiederlo a un Padre Pio piuttosto che a un santone indiano o un monaco tibetano che crede di essere la centesima reincarnazione di un suo antenato.




marcello
siena , aprile 03, 2008 19:55

E' comprensibile questo tentativo del sig.Chiari. Purtroppo per lei, chi va a Oriente lo fa perchè è stufo della solita minestra. Stufo anche, perchè no, di tutti questi ebrei con i loro libri monolitici che hanno segnato così profondamente i nostri secoli. E, se si è attenti, in oriente si trova un tesoro....bisogna avere anche un pò di fortuna (o intuito), però......


alberto
pisa , aprile 03, 2008 21:01

ottimo articolo come sempre e condivido in pieno con alessandro di castelfiorentino.
ho solo un dubbio: forse possiamo, restando cattolici, seguire una filosofia perenne, come ci insegna Padre Danilo? cioè credo sia molto diverso il neo-sapienzialismo gnostico( quello contro cui tu giustamente combatti) da un cristianesimo di ispirazione metafisica ed iniziatica che raccoglie i semi di verità delle altre Tradizioni, nella assoluta convinzione che la Verità si sia realizzata
e compiuta in Cristo e nella Chiesa Cattolica.
cosa ne pensi alessandro?




ANGELO CICCARELLA
VITERBO , aprile 03, 2008 22:08

Il dialogo è auspicabile se fatto tra persone che desiderano ascoltarsi. È auspicabile un ponte tra diverse e a volte distinte esperienze. Entrare in sintonia non vuol dire confondere le frequenze, bensì scambiarsi dati, elementi utili per confrontarsi, scontrarsi pure, se necessario. Il fine? Un possibile arricchimento. Però amico Alex di Castelfiorentino, amico Stefano, le vostre ricostruzioni storico-dottrinarie di tecniche, esperienze, spiritualità non cristiane, risentono, a mio parere, di un pregiudizio di fondo secondo il quale ogni sorgente che non parta da Abramo, fino a Gesù Cristo e alla sua Chiesa, porta diritto al nulla, all'inferno dello spirito. Il Padre Celeste ha disseminato frammenti di sapienza dappertutto, con maggior o minore intensità, lo ammetto, tuttavia quanti di luce son presenti a nord, a sud, a ovest e ad est del mondo terracqueo.

Mi si dà del massone; se si intende il costruttore di cattedrali non mi offendo, anzi, però temo che usi, caro Alex, tale aggettivo in senso denigratorio. Ancora una volta sembri non voler capire. Seguo un tracciato che porta alla conoscenza (conoscenza come mezzo per giungere ad un fine): quella che si attua per identità. Questa identità va realizzata attraverso l'ascesi, il primo passo della quale è la concentrazione, cui fanno seguito la meditazione e la contemplazione. Questo è lo yoga della vita. Tutto è unione.

Vi rispetto e vi ringrazio per lo spazio che mi concedete, già questo è la dimostrazione che comunque vi disponete all'ascolto, all'ascolto spero aperto verso chiunque cerchi il senso delle cose.



ALESSANDRO
CASTELFIORENTINO , aprile 03, 2008 23:51

Ciao Alberto da Pisa, l'idea di padre Danilo non è nuova in ambiti cattolici. Il rischio - come sempre - è di allontanarsi gradualmente dal senso vivo e diretto della Sacra Scrittura, affannandosi in una ricerca di brandelli di spiritualità che possano assomigliare al Verbo del Signore. Partendo con questo spirito, anche un qualsivoglia filosofo greco che ci parla della ricerca del "bene e del bello", può essere raggruppato tra coloro che ebbero idee cristiane ante-litteram. Penso invece che la cosiddetta "tradizione" - corpus spirituale piuttosto ampio e scollacciato - nulla abbia a che vedere con il Salvatore che, ogni domenica, ci viene a trovare in chiesa nell'ostia che riceviamo dal nostro prete. Gesù è l'antitesi stessa del fenomeno della "tradizione"; distrugge i miti e li mostra per ciò che sono: un assassinio ciclico perpetrato ai danni di uno o più innocenti, in nome di barbare e superstiziose credere. Bastino come esempio i miti greci: violenze, stupri, omicidi, antropofagia, necromanzia e sacrifici umani. Ecco perchè, da cristiano con tanti difetti - perchè chiedo decisamente a Dio di correggermi e di farmeli notare -, penso che la Croce di Cristo sia l'unica vera calamita "di vita" da cui ci dobbiamo far attrarre. E' corretto, come già ha detto il Chiari, conoscere con capacità di discernimento e chiedendo sempre il soccorso di Dio, di Cristo e della Vergine. Però codesta conoscenza non può tramutarsi in palliativo da sostituire alla Verità Eterna testimoniataci da cotanti martiri.


marcello
siena , aprile 04, 2008 05:39

Un'altra considerazione. Pensando alla tradizione ebraica, noto come siete voi ad essere in una certa contraddizione. Nel senso che chi guarda a Oriente, vuole proprio voltare le spalle all'ebraismo in tutte le sue forme. I cattolici manifestano invece una diversa problematica. Da un lato accettano il Vecchio Testamento dell' ebraismo, ma dall'altro, abbracciano la rivelazione del Cristo. Da questo nasce la sofferenza di essere in qualche modo "ebraici", ma di non esserlo più. Nasce questa diatriba col mondo ebraico, per cui si rimprovera agli ebrei di non aver riconosciuto il Messia. Si accetta il "peccato originale" giudeo e quindi ci si carica del loro "karma", però poi si sviluppa una teologia di liberazione dal "peccato".
Temo che questo sia il filo conduttore dei rapporti tra ebrei e cristiani nei secoli. Gli ebrei sono stati molto bravi a gestire la relazione, e questo sito con le sue opinioni in materia lo dimostra ampiamente.
Se permettete, siamo più coerenti noi, orientalisti, che abbiamo tranciato alla radice ogni ebraismo, di voi che invece ne portate ancora il fardello.



P.Danilo Scomparin, I.M.C.
Olbia , aprile 04, 2008 08:52

Per Alessandro: Lei, davvero pensa che io sia un perennialista o un neo-tradizionalista? Ma figuriamoci, non dovrebbe nemmeno sospettarlo. Perché mettere il "traditum", la "traditio", la "philosophia atque religio perennis et universalis", l'iniziazione, l'esoterismo, ecc, nel calderone del diavolo? Perché vede una contrapposizione tra il Traditum e la Sacra Scrittura che sono le due fonti della conoscenza? Mi dispiace non poter rispondere ad Alberto di Pisa, gli suggerisco semplicemente di obbedire al suo padre spirituale, se lo ha, anche per quanto riguarda le sue letture di filosofia.
Cordiali saluti, P.Danilo Scomparin. Olbia 3 aprile 2008.



rebetis
roma , aprile 04, 2008 09:36

Scrive Alessandro"
Bastino come esempio i miti greci: violenze, stupri, omicidi, antropofagia, necromanzia e sacrifici umani."

No non bastano. Il linguaggio mitico , in questo caso quello greco, non riguarda certo fatti ed eventi del mondo sensibile. E' un tipo di linguaggio che riflette eventi ed accadimenti di processi che relativi a Piani dell'Essere non percepibili ai sensi ordinari, soprattutto al piano definibile come "astrale" o "psichico-animico" (da psychè=anima).
Come è del resto anche per il linguaggio delle fiabe .
Quanto ai legami fra l'Avvento del Cristo e la cultura misterica (di cui il linguaggio mitico è il riflesso "popolare") Paolo stesso indicò agli Ateniesi Cristo quale "Deus Absconditus" dei Misteri



alberto
... , aprile 04, 2008 10:25

credo che Alessandro non volesse dare del neo-tradizionalista o perennialista a Padre Danilo ma solo indicare il rischio, sempre purtroppo in agguato, della Gnosi, anche in ambito cattolico. Caro Alessandro, capisco le tue perplessità, ma ti assicuro che "tradizione, iniziazione, differenti livelli di senso delle divine Scritture...", sono parole molto importanti che rientrano a pieno titolo nella tradizione cattolica. Ringrazio Padre Danilo per le sue attenzioni e
lo conforto dicendo che le mie letture vertono essenzialmente sul filone "patristico" (in particolare Agostino)e "ascetico-mistico"(in particolare Bernardo,Ignazio...) dovendo confessare infatti che il linguaggio della scolastica mi appare, con tutta sincerità, più logico e giurisprudenziale che teologico e spirituale!!! basti pensare alla differenza di linguaggio tra agostino e tommmaso: l'uno mi ha aperto il cuore, l'altro mi ha comunicato solo noia ed aridità. ma, sia mia, devo approfondire tommaso! Infine ammetto che il vertice, credo sia, Dionigi, mi sbaglio? Vertice intendo della filosofia e teologia metafisica e mistica.












P.Danilo Scomparin, I.M.C.
Olbia , aprile 04, 2008 11:12

Paolo, il grande iniziato direttamente dal Risorto, e poi da vari maestri, e anni di silenzio, predicò ai Greci sull'Areopago che, dopo Cristo, anche i Greci e tutti gli altri Gentili, risvegliati nell'anima, potevano attingere la Divinità, vale a dire: processo di deificazione del Nous...
Tutto è prefigurazione, anche i miti greci, presi dall'antico Egitto e dall'India interiore, ma il nostro è l'altare esoterico (lo dice Didimo il Cieco, non io) quindi il Cristianesimo è esoterismo per eccellenza... e l'esoterico non è in contrapposizione con l'essoterico: simboli/riti/sacramenti/misteri (Ambrogio di Milano). Oltre la metafisica ancorata alle Sacre Scritture, c'è il Mistero, e ancora più su la fede, la speranza e la carità e on the top, la Carità. Oh quanto dovremmo ancora approfondire prima di parlare... e confutare l'esorcista straniero o la Donna cananea (figura della nostra anima pagana o gentile cioè greca)...
Cordiali saluti, P.Danilo Scomparin, Olbia 3 aprile 2008



alberto
pisa , aprile 04, 2008 11:58

beh confesso che finora non ho mai incontrato un maestro simile a Lei, caro Padre Danilo. Oggi tutti o quasi dicono sempre le stesse cose, non ne posso più. Nessuno parla più un linguaggio ieratico, misterico, iniziatico, metafisico, veramente spirituale ed interiore come il Suo. Quindi ringrazio Dio di aver conosciuto un Padre spirituale e un vero Maestro come Lei.
Solo una domanda mi permetto: possiamo annoverare Dionigi fra le anime che più hanno volato in alto con le ali di Cristo e della sua Donna mistica (la Chiesa)? Davvero è difficile trovare un anima così pneumatica e sapienziale come quella di Dionigi!!!mi sbaglio?





P.Danilo Scomparin, I.M.C.
Olbia , aprile 04, 2008 12:50

Per Alberto: ed allora riappropriamoci anche della "gnosis" (la vera e santa gnosi di Clemente Alessandrino) anzi la nostra conoscenza è anche "epi-gnosis", cioè conoscenza suprema, da cui iniziazione suprema... quindi non bisogna aver paura di dire che il cristiano vero è anche il vero gnostico, terminologia usata proprio da Agostino, il principe dei filosofi cristiani (San Pio X, papa nostro veneto, docet.).
Però Alberto dovevamo parlare dello yoga se non sbaglio, sono andato fuori tema. A tutti gli yoga del mondo preferisco lo "jugum Christi", più soave e leggero, a lui basta che intingiamo un dito nella sua Passione, Crocifissione e Morte per essere salvati.



Luca Giannetti
Genova , aprile 04, 2008 13:47

caro Remigio Semprebon lei si chiede perchè il nostro cervello produce queste esperienze di premorte,svenimenti e quant'altro,posso azzardare perchè queste cose vengono anche per un infortunio al corpo;più o meno grave è l'infortunio,più o meno intensa sarà l'esperienza.


Valerio
Trento , aprile 04, 2008 13:50

Il successo di Stefano Maria Chiari nell'argomentare e il filtro sui post stanno creando un club molto ristretto di gente saggia che la pensa come lui.
Cito uno dei passi più illuminanti riguardo tale capacità di argomentazione: [..] si tratta di una battaglia accademica, che confronta ideologie e filosofie, cercando di argomentare le tesi portate avanti, alla Luce della Rivelazione Divina, unica e non sostituibile di Cristo [...].
Beh, se questa è discussione accademica, i fondamentalismi, cosa sono?



AB
Torino , aprile 04, 2008 14:58

"È vero che la morte non faceva parte della natura, ma fu resa realtà di natura; infatti Dio da principio non stabilì la morte, ma la diede quale rimedio [...] A causa della trasgressione, la vita degli uomini cominciò ad essere miserevole nella fatica quotidiana e nel pianto insopportabile. Doveva essere posto un termine al male, affinché la morte restituisse ciò che la vita aveva perduto. L'immortalità è un peso piuttosto che un vantaggio, se non la illumina la grazia"

Così dice il Padre della Chiesa Ambrogio, ed è illuminante per sottolineare i due aspetti che principalmente differenziano il cristianesimo e le discipline orientali (oltreché quelle oggi chiamate genericamente "pagane"): la considerazione del CORPO UMANO FISICO, e, profondamente collegata alla prima, è il concetto di MORTE.

Dotato di carni immode che disprezza, il cristiano rinuncia ad affrontare l'esistenza ma si prepara alla ri-nascita dopo la morte, alla "volta buona".

Gli avversari del Cristianesimo sono la Vita, la Natura, l'Armonia e la Crescita, che il Cristianesimo ha svuotato, svilito, deturpato e demonizzato.

Ogni pratica riguardante il nostro corpo terreno è immonda, ogni opportunità è tentazione del maligno; ogni rispetto per la Natura è panteismo; ogni Crescita è eresia ed ogni Armonia è vietata in nome del "pianto insopportabile".

Il paganesimo ha creato i miti, il cristianesimo i martiri.



alberto
pisa , aprile 04, 2008 15:27

grazie Padre Danilo, ma le avevo fatto una domanda: possiamo considerare Dionigi come uno dei più alti iniziati mai esistiti nella Cristianità? Se sì chi è il segreto maestro Ieroteo, citato da Dionigi?


Alessandro
Milano , aprile 04, 2008 15:43

Ma se uno pratica lo yoga, e non fa del male a nessuno, che problema c'é?



rebetis
roma , aprile 04, 2008 15:51

Per AB
quello che hai scritto riguarda,forse,il cristianesimo come lo poteva vedere un Nietzsche od un Evola. O come lo presentano, su questo sito, alcuni "crociati" in ritardo coi tempi. Cioè la caricatura di esso. Tuttavia dando per buono che tale immagine caricaturale abbia una qualche attinenza con le tradizioni delle chiese-cattolica,ortodossa,riformata - ciò non intacca l'essenza dell'Azione del Cristo che è viceversa anche la trasformazione cosciente e vittoriosa della materialità decaduta, fino al grado di quello che Paolo chiamava "corpo incorrutibile" e i saggi taoisti prima e buddhisti poi "corpo adamantino". Nel Cristo convergono e nascono di nuovo tutte le tradizioni e correnti spirituali del passato. Il problema è accorgersi dove sta la "traditio" e dove la radicale novità.
Che la "via di Pietro" abbia smarrito il senso del Golgotha non vuol dire che tale Evento in sè sia in toto riducibile a quello che ne hanno fatto le insufficienze dei rappresentanti di quella corrente .
Insufficienze a loro volta pienamente spiegabili ,come tali, nei contesti storici in cui si sono verificate. Oggi naturalmente la situazione è ben diversa.
Tuttavia non buttiamo via bimbo e acqua sporca.,please.



AB
Torino , aprile 04, 2008 16:57

per Rebetis,
Un Nieztzsche, un Evola o un Chiari, forse anch'egli in ritardo con i tempi!

riporto solo alcuni passaggi, e tratti solo da QUESTO stesso articolo, tutti a firma di S.M.Chiari.


"Normalmente siamo insoddisfatti perchè abbiamo una visione ristretta, limitata e limitante della realtà e, in particolare, di ciò che siamo e di ciò che possiamo diventare: siamo intrappolati nell’insoddisfazione perché l’immagine che abbiamo di noi stessi è opprimente, inferiore e negativa."

"Il tantra è l’antidoto che cura l’immagine molto limitata che abbiamo di noi stessi, fondata sull’auto-commiserazione."

"Avvicinandosi sempre più alla condizione della divinità del devayoga, la divinità stessa elargisce allo yogi le […] una determinata capacità. […] Nessuna meraviglia se l’iniziato a questo punto del suo percorso esoterico ottenga alcuni poteri. Qui il demonio è libero di agire indisturbato e fare i portenti che vuole […] quindi vi può soggiornare comodamente, perpetrando l’illusione che con sé reca."

"Il maggior ostacolo alla pratica tantrica è considerare noi stessi, e il mondo che ci circonda, impuri: per cui dobbiamo trasformare la normale visione impura in visione pura.
Il maggior ostacolo è quindi considerare anche il proprio peccato e la propria condizione di peccatori?"

"L’uomo sa che deve convertirsi: lo chiede Gesù! Cambiare vita; rinunciare a tutto: criteri, pensieri, parole, modi di credere e vivere, modi di pregare, per smettere di essere di «carne» e vivere davvero dello Spirito Divino."

e infine:

"Gli esitasti avvertivano i propri discepoli di non sostare nell’immaginazione durante la preghiera, per rendere l’intenzione veramente pura a cercare Dio e non altro, neppure i frutti buoni e gustosi che dalla preghiera possano scaturire."




ALESSANDRO
CASTELFIORENTINO , aprile 04, 2008 17:24

Rispondendo a Rebetis vedo che l'opinione che egli ha dei drammi greci è la medesima di Calasso e dei maitre-a-pensier facenti capo al gruppo Adelphi. Una posizione che esalta il mito nonostante esso sia foriero di una metafisica invertita, nata da un passato storico reale sepolto dal tempo e dalle amnesie di colpevolezza. Per Padre Comparin : non mi trovo sulla sua stessa linea quando afferma che non esiste incociliabilità tra tradizioni esoteriche e Cristianesimo e quando dice che i miti - tutti i miti - sono prefigurazione degli eventi maggiormente caratterizzanti la vita di Nostro Signore Gesù Cristo. I miti cercano di stravolgere ed obnubilare la nascita, la morte e la resurrezione del Messia. I miti edulcorano e blandiscono la violenza, integrandola perfettamente in un sistema di vita e di morte; dipingono l'assassinio o lo sbranamento come atto sacro, come un azione tesa a riportare l'ordine e la prosperità in una terra ostile. Si vada a vedere l'ottimo "Apocalypto" di Mel Gibson : quei sacrifici tremendi e disumani che cosa hanno preefigurato della religione cristiana?! Lo smembramento di dioniso, la sua perenne euforia etilica e l'abbandono alla follia ed alle sfrenatezze dei sensi cosa hanno in comune con il Nazareno?! Seth e Horus che - dopo la loro contesa - giacciono nel medesimo talamo nuziale, in cosa preannunciano il Cristo?! Iside che, mediante un chiaro atto di "goetia",riporta alla vita il suo consorte osiride facendoci poi del sesso per restare incinta, a chi può essere paragonata nel Sanyo Vangelo?! Ishtar, che manda allegramente al sacrificio il suo "toro da monta" Tammuz cosa ha a che fare con la Vergine Maria?! Horus, chiamato "toro di sua madre", con evidenti allusioni ad un incesto sacralizzato, cosa c'entra con il Risorto. Mi pare quindi di aver dimostrato ampiamente come i miti non prefigurino proprio un bel niente: ci danno il metro di come gli uomini, nella loro stupida ed ottusa idolatria, abbiano toccato - nel corso della storia passata e presente - il fondo spirituale ed empirico. Un'altra cosa Padre Comparin: l'altare cristiano non è esoterico; erano gli altari pagani nei templi ad essere occultati nella parte più recondita della struttura. Gli egizi hanno fatto scuola in questo. Lei Padre Comaparin crede in satana? Lo combatte? Se sì, perchè un sant'uomo come Amorth afferma che gli esoterismi in genere sono il cavallo di troia preferito dalla bestia? Anche Amorth è un crociato in ritardo con i tempi caro Rebetis? O forse è stato Steiner a sdoganare - lui come tanti altri arrampicatori delle vette del nulla spirituale - il "povero" luzifer dall'ingiusta prigione a vita che Dio gli ha dato dall'alto della Sua somma Sapienza?! Come può, o Padre Comaparin, dire che bisogna riappropiarsi della gnosi? Lei ha mai visto le abnormi differenze che intercorrono tra l'insegnamento di Cristo - aperto, limpido e chiaro a tutti - e la "didattica" pneumatica - farraginosa, oscura ed irrazionale - dei vari Basilide, Marcione e Dositeo?! Ecco perchè non credo assolutamente che si renda necessaria una rivisitazione in chiave liberal-progressista dei misteri di Cristo: essi sono già manifesti e sotto gli occhi di tutti da due millenni.


ALESSANDRO
CASTELFIORENTINO , aprile 04, 2008 18:01

Veramente suggestiva la manipolazione che ha provato ha fare l'anonimo AB - cribbio!! scrivente dalla città con il più alto tasso di feccia satanista - del lineare ed onesto pensiero di Ambrogio. Più che manipolazione oserei dire che ha dato un'accezione personale, un valore estramamente soggettivo, al passo del celebre vescovo di Milano. AB rileggiti il passo che hai citato perchè è esso stesso che smentisce l'ennesimo castello di carte con fondamenta d'aria - in stile Dan Brown - che hai messo in piedi. Il cristiano non rinuncia ad esistere; rinuncia al mondo - inteso come mondanità, successo e vanità varie ed eventuali - ed alla vita basata sul "mors tua vita mea". Il cristiano da il suo sangue affinchè sopravviva il fratello: dimmi AB tu sei pronto a versare almeno un pochino delle tue piastrine per qualcuno?! Il cristiano accetta e vive questa vita - nella buona e nella cattiva sorte -, si prepara al Regno dei Cieli con la fede e con le opere, attende gioioso la resurrezione dei corpi con la creazione di nuovi cieli e nuova terra. Quindi siamo per la vita e - mi si consenta l'intervento ad hoc - contro l'aborto. Altro che rinuncia ad esistere. Prima della Caduta raccontata in Genesi, noi eravamo letteralmente "amici di Dio" in perfezione, immortalità e grazia. Dopo la catastrofe causata dall'invidia scellerata del serpente - altro che simbolo di illuminazione e saggezza!! - siamo deperiti lentamente, nel corpo e nell'animo, dimentichi sempre più della condizione meravigliosa avuta agli inizi. La salvezza è giunta attraverso i Dieci Comandamenti, i Profeti ispirati dallo Spirito Santo ed il messia Gesù Cristo. Non ci autocommiseriamo; non ci stracciamo le vesti alla maniera giudaica; non ci piangiamo nemmeno addosso : resistiamo serenamente ai marosi del mondo, ci affidiamo a Dio chiedendo lumi ed aiuto, siamo intraprendenti e generosi nell'aiutare il prossimo. Forse caro AB, sono queste le azioni cristiane che tu sottilmente non accogli come un dono di Dio ma le interpreti a mò di sciarada ipocrita.


rebetis
roma , aprile 04, 2008 19:12

Per Alessandro -ma soprattutto per i lettori non obnubilati da preconcetti feroci
Vedo che continua a confondere i piani. L'"accoppiamento" sul piano psichico ed ancor più su quello spirituale non ha il significato "sporco" che per certe mentalità esso può avere sul piano fisico. (Qui bisognerebbe aprire un discorso assai complesso, relativo al rapporto fra Eros e Spirito per il quale rimando alle'opere di Massimo Scaligero "Dell'Amore Immortale","Graal" e "Iside -Sophia") Certamente uno sguardo sessuofobico si scandalizza facilmente di fronte al linguaggio mitico soprattutto se contemporaneamente ignora quali siano i piani cui allude tale linguaggio. ma c'è di più. Molti dei mitologemi sono Immaginazioni relative alle discipline iniziatiche ed ai Misteri. Ed è lo stesso linguaggio immaginativo che,mutatis mutandis, ha trovato nuova espressione nelle descrizioni dei fatti spirituali date dal Veggente di Patmos nel Libro della Rivelazione.
Ma ogni linguaggio ha bisogno di chiavi: se ci si ferma alla reificazione più pedestre delle immagini mitiche si fa notte fonda.

Per AB
Credo che si capisse che fra i "ritardatari" c'era, a mio giudizio, anche l'autore dell'articolo,anche se il suo livello non è certo quello degli esagitati on-line



P.Danilo Scomparin, I.M.C.
Olbia , aprile 04, 2008 19:38

Per Alessandro: quanto lei scrive a commento di un mio precedente commento non l'ho detto io, ma lei; ho il sospetto che lei non legga neppure i commenti degli altri, ma cominci a scrivere secondo i suoi pregiudizi, tant'è vero che non cita neppure correttamente il mio cognome (e mai il mio nome: le dà così tanto fastidio?). Lei non ascolta la voce del fratello, o cugino di turno, che c'è dietro quelle parole, non ne è capace o non vuole, ma comincia a sparare le sue idee, che sono poi sempre le stesse, tipiche di certi ambienti, diciamo, movimento carismatico cattolico o qualcosa di simile?... Dato che lei mai cambierà opinione su alcuni temi (che lei conosce poco o in modo alquanto distorto) per me il discorso finisce qui, una volta per sempre.
Cordiali saluti, P.Danilo Scomparin, Olbia 3 aprile 2008.



ALESSANDRO
CASTELFIORENTINO , aprile 04, 2008 19:50

Rebetis si legga Renè Girard. Le farà bene, non ho ombra di dubbio. Da quando è entrato in questo sito non ha fatto altro che insultare il prossimo - solo perchè appartenente al cristianesimo genuino - e tentare di infangare e screditare le opinioni diverse dalle sue. Lei è un dittatore dello spirito. Lei impone la sua tolleranza, che spalanca le porte a qualsiasi bestialità infarinata di mistero e mistagoghi. Lei vuole normalizzare i dibattiti su questo sito per far prevalere la dottrina - mai accettata o accreditata dal Vaticano, da quello che mi risulta - del suo vate ex-teosofo. Non può pensare di trasformare UN SITO CATTOLICO NELLA ENNESIMA CLOACA MAXIMA DEL PATTUME ESOTERISTA. Discutere va bene, ma non giochiamo tiri mancini e non facciamo i furbetti da quartiere Scampia. Come avranno notato tutti - ed è già capitato in altri topic; lei è recidivo ed impenitente -, lei sghignazza e delegittima le persone che - cristianamente - battagliano con la sua persona in nome della Verità che è Cristo e non Steiner. Si abitui al fatto che lei è sottoposto ad una filosofia d'uomo (lo Steinerismo e derivati) ed il sottoscritto serve Gesù Cristo (Figlio di Dio e non ente cosmico appartenente ai suoi pericolosi ed ambigui "mondi superiori").


AB
Torino , aprile 04, 2008 20:25

Certo che i "Vecchi Dei" nulla hanno a che fare né col Cristianesimo né, tantomeno, col Vecchio Testamento. Sono figure allegoriche, come Dioniso, che sacralizzavano e regolavano le passioni umane tutte.

Demetra, dea delle messi, quando scoperse che la figlia era stata data in sposa -controvoglia- a Ade si ribellò contro gli dei tutti e non fece germogliare albero né sbocciare fiore fintanto che non le fosse ridata Proserpine. Il compromesso fu che la figlia avrebbe trascorso metà dell'anno con il dio dei morti e metà con la madre. Allegoria delle stagioni che porta la donna forte, da contrapporsi alla Santa Maria che di fronte al patibolo del Figlio immolato per volere del Padre, piange. Demetra è ribelle, come Lilith; non che sia una qualità, è una differenza che denota la patriarcalità del popolo di Israele, tant'è chge Caino "conosce" sua moglie della quale non si sa nulla, né il nome né da dove venga (e non dovrebbe esser una sorella?)

No, non c'è niente in comunione, nemmeno lo spirito del sacrificio.

Leggendo i dottori della chiesa mi vedo davanti il bibliotecario del "Nome della Rosa" che mi ricorda che ridere è peccato! Ridere è peccato, il proprio corpo è peccato, anche solo la nudità. Oh povero Noè! dopo tante fatiche i suoi figli lo trovano nudo e ubriaco e ne vien fuori una mezza tragedia familiare...
Ma credete LETTERALMENTE nel Vecchio Testamento?

Ma come dev'essere il rapporto tra lo spirito del cristiano ed il suo corpo? ed il corpo degli altri?

Forse ho dato un'interpretazaione personale del passo di S.Ambrogio, ma anche la tua, Alessandro, non è da meno. La frase "Il cristiano rinuncia al mondo - inteso come mondanità, successo e vanità varie ed eventuali" è francescana, ed è difficile non pensare all'ipocrisia, oggi! Della citata "mors tua vita mea" -ahimé- taccio, ché la storia non fa onore agli insegnamenti di Gesù Cristo.

Tra l'altro, tra i comandamenti c'è anche un poco citato "Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra", che mi sembra in verità poco osservato...

L'intraprendenza e la generosità nell'aiutare il prossimo sono qualità che non sono esclusività dei cristiani, così come la resistenza ai mali del mondo.

Nonostante la città da dove scrivo, col satanismo non ho niente a che fare; parafrasando un tuo post su "Breatharianism", accettando Satana accetterei anche il Vecchio Testamento, e questo proprio non lo posso fare.

PS ho scelto di firmarmi con le iniziali solo perché il mio nome, Alberto, poteva esser confuso.



dott. Girolamo Caruso
Manfredonia , aprile 05, 2008 00:42

bravo Maria Chiari! neanche Socci avrebbe fatto di meglio!


Filippo
... , aprile 05, 2008 02:22

Caro Stefano Maria Chiari,
quando ho scritto il mio commento al suo articolo precedente, avevo usato parole come : offendere o insultare; sappi che non erano riferite a lei. Lei sicuramente non offende nessuno con i suoi articoli.
Ció che io personalmente criticavo, e tuttora critico, é il fatto che lei scrivendo sulle dottrine orientali, lo fa solo esponendone degli aspetti marginali o degenerati rispetto alle loro origini. Finché lei fá il contropelo alle dottrine "neoinduiste" della Madame Blavatzky o al calderone New-Age ben venga, ma portare ad esempio il Deva-Yoga come fosse la summa del sapere orientale non mi sembra attinente. Se un brahmino indiano portasse ad esempio i Testimoni di Geova ,per confutare le dottrine del Cristianesimo, sortirebbe lo stesso effetto. Mi spiego meglio: se qualcuno volesse sminuire il Cristianesimo, lo dovrebbe fare sulla base del Vangelo, per contro se qualcuno volesse confutare le dottrine del Buddha dovrebbe farlo sulla base dei testi originari del Theravada-Buddhismo ortodosso; non portando ad esempio l"eresia" tantrista.
Il risultato della sua opera di cristianizzazione (penso che questa sia la sua intenzione) su queste basi potrebbe ritrovarsi compromessa sul piano effettivo. Come stimolo per un'opera di confronto piú sostanziale voglio citarle un passo delle Upanishad:
6 Adhyaya
ver.1-4
Alcuni maestri ci parlano di natura,
del tempo altri; sbagliano tutti;
No, é l'onnipotenza di Dio, che dell'universo fa girar la ruota.

Da colui, che sempre riman nascosto, vien regnato,
da lui che é lo spirito, creatore del tempo, onnisciente, vien svolta la creazione, che a noi si presenta come terra, acqua, fuoco ed aria...

CS
Filippo



marcello
siena , aprile 05, 2008 07:40

Concordo col sig. Filippo. E aggiungo: non possiamo limitarci sempre a parlare di filosofie, confrontarle, dibatterle, ecc. Dobbiamo anche vedere qual'è l'effetto pratico di tali filosofie. Abbiamo un occidente dove Bush "cristiano", prega prima dei bombardamenti. Abbiamo Gesù che diceva: "avete ricevuto gratuitamente, donate gratuitamente". Belle parole. Ma chi le pratica? Quindi, inutile parlare del cielo, di quanto è bello essere cristiani, o buddisti, o islamici. Devi vedere quello che accade in pratica, quello che si realizza, con certi ideali. Altrimnti non resta che accontentarsi di nutrirsi di parole o di riti. Ma uno stomaco davvero affamato cercherà sempre cibo vivo.


rebetis
roma , aprile 05, 2008 08:49

Per Alessandro
Grazie del suo intervento a me dedicato:pacato,costruttivo,mite, come sempre.
Grazie



rebetis
roma , aprile 05, 2008 09:07

AB, scrive:
Certo che i "Vecchi Dei" nulla hanno a che fare né col Cristianesimo né, tantomeno, col Vecchio Testamento. Sono figure allegoriche, come Dioniso, che sacralizzavano e regolavano le passioni umane tutte.

Niente affatto. L"allegoria" è figura relativament moderna, risalente a pochi secoli A.C. I "vecchi dei" erano concreti esseri spirituali,appartenenti a "categorie gererchiche" denominate,nella tradizione di Dionigi, "Angeli" o "Arcangeli".
Essi da un lato si collegavano a singoli esseri umani a ciò preparati all'interno dei Misteri e dall'altro servivano gli intenti delle Potenze Spirituali si cui erano i serventi.
Questo è vero ad Occidente come ad Oriente,anche se tale principio di "economia spirituale" varia notevolmente da civiltà a civiltà. Ma veramente centrale era la figura del "Deus Absconditus" radice di ogni potere spirituale misterico e religioso. Tale Parola Universale "per mezzo della quale tutte le cose sono state fatte" affiora anche nella dottrina solare zoroastriana, come in tutti i culti solari mediterranei e non solo , e, molto più o Oriente,ad esempio nell'insegnamento del "canto del Beato". Ed è Lui che alla "svolta dei tempi", nel momento della massima decadenza di tradizioni e misteri da un lato ("Il Grande Pan" è morto narra Plutarco), e mentre affiora una nuova coscienza razionale e terrena, attraverso la filosofia greca dall'altro, si incarna in Gesù di Nazareth.




Filippo
... , aprile 05, 2008 12:04

caro Rebetis, un interessantissimo commento, specie la parte finale. Solo un particolare: ho avuto modo di parlare e sentire le opinioni (piú o meno antiche) di Brahmini Vaishnava su Gesú di Nazareth, che compare molto spesso sui loro altari.
Secondo la loro dottrina degli Avatara, visto che ogni Avatar ha una sua missione particolare e impersona un aspetto particolare di Dio, Gesú sarebbe il "Figlio" per eccellenza ovvero Brahma,il primo essere creato ed anima universale.La sua missione era quella di portare la parola di Dio tra gli "Mleccha" (barbari). É, sempre secondo la loro dottrina, il penultimo Avatar prima della venuta del Khalki-Avatar (quello sul cavallo bianco) alla fine del Kali-Yuga per il giudizio finale.
Uno spunto interessante per un raffronto di vedute ! Specialmente se si pensa a certe frasi del tipo:"prima che Abramo fosse io ero" oppure "Elia é giá tornato ma voi non l'avete riconosciuto".
Un altro spunto interessante da commentare é la frase di qualcun'altro che scrive qui:"è straordinariamente affiancabile all'idea di "resurrezione in vita" applicata dalla massoneria nell'iniziazione al grado di "maestro muratore". Mi ricorda che esistono ancora rituali degli "illuminati" nostrani che riportano direttamente a Lui:"invero dovrete nascere una seconda volta" Nicodemo risponde:" come faró a rientrare nel ventre di mia madre per rinascere ?"
Cordialmente
Filippo



P.Danilo Scomparin, I.M.C.
Olbia , aprile 05, 2008 13:54

Agli orientaleggianti vorrei dire che: dimostrate di avere soltanto una iniziazione libresca. Chi ha ricevuto il sigillo splendido sulla fronte (Cresima/regalità-sacerdotalità) non può impunemente amoreggiare con dottrine, per lo più inesatte, di altre tradizioni sapienziali o peggio di conventicole eterodosse... Nell'India profonda si adora anche Gesù il Santissimo, il Vittorioso... e il decimo Avatar (discesa) è quello puntualizzante (il punto nel cerchio). Il grande mistero divino del "Deus absconditus" e "Deus revelatus" faccimocelo spiegare da Scoto Eriugena, per favore. Per sapere come stanno le cose, forse sarebbe meglio leggere gli atti delle varie commissioni per il dialogo tra la Chiesa cattolica e le altre Religioni mondiali. Forse che nella Santa Chiesa cattolica, apostolica, romana e "perseguitata" vi è una masnada di ignoranti ed imbecilli? Già i Giudei dei tempi di Gesù sapevano che il loro sacerdozio era finito e cosa fecero? Si lasciarono assorbire nella Chiesa nascente, e si ebbero così, per secoli, i filo-giudaizzanti, che il rude Tertulliano avversava con tutta la sua sacra veemenza... Chi non conosce le scienze sacre, celesti e divine, e i misteri correlati, le lasci... per favore. Agli apologisti fuori luogo e fuori tempo vorrei dire che il Cristianesimo ha già assunto e sussunto, dopo averlo purificato, quanto poteva dalla altre tradizioni sapienziali... chi non sa questo e si mette ad arzigogolare sulla dottrina cattolica procura soltanto un gran "casino" e turbamento nelle anime dei "poveri in ispirito"... Nessun mortale può far rivivere e vivificare simboli o riti di tradizioni sapienziali ormai estintesi..., ci vuole almeno un arcangelo come San Michele... Chi ha ricevuto il battesimo nella Chiesa cattolica, che gli ha trasmutato il DNA, non può impunemente andare alla cerca di esercizi spirituali di altre conventicole o tradizioni sapienziali... Cordiali saluti, P.Danilo Scomparin, Olbia 5 aprile 2008.


rebetis
roma , aprile 05, 2008 16:20

per Filippo
tu scrivi. " sempre secondo la loro dottrina, il penultimo Avatar prima della venuta del Khalki-Avatar (quello sul cavallo bianco) alla fine del Kali-Yuga per il giudizio finale"
Quanto tu scrivi mi porta a ragionare sull'"oggi" e sul "qui ed ora".
Secondo la Scienza dello Spirito ( non so se qualcuno male informato la definirebbe sprezzantementee "conventicola eterodossa" ma ciò nulla cambierebbe della sostanza delle cose )da cui ho ricavato le base per quanto da me succintamente scritto in precedenza le cose starebbero diversamente.
Il Kaly-Juga è "terminato" attorno alla fine del XIX Secolo, parallelamente all'Avvento ,quale Arcangelo reggente di un'epoca che si protrarrà per circa tre secoli e mezzo,di Colui che è chiamato Mika-El nelle tradizioni ebraico-cristiane.
Questo è quindi tempo di "giudizio" , come di "inveramento" di immagini apocalittiche cioè di estremo pericolo e rivolgimento. E chi può negarlo? Alamagordo,Hiroshima e Nagasaki (1945) non sono accaduti "pour case"...
Una premessa: come la vedo io la Dotrrina delle Quattro Età, non è un incessante meccanismo determinista,tutt'altro.
In questo momento è tutto in mano alla libera determinazione umana. E questo spiega l'apparente (spero) insolubilità di ogni questione. "L'uomo è uscito dal bosco" ma ancora non lo sa.....
Vale a dire-molto "alla buona" lo ammetto- non è deciso affatto se si passerà ad una fase di consapevolezza spirituale lucida e cosciente (questo vuol dire "epoca micaelina": la possibilità di connettere "intelletto della testa" e "intelletto del cuore")o se viceversa si faranno nuovi passi verso la barbarie dominata dagli orrori della tecnologia ahrimanica asservita agli istinti più distruttivi.
Michele è "il Volto di Cristo", il suo Messaggero ed Aiutante supremo, ma , "deve" attendere il risveglio dell'uomo "fuori dal bosco".
L'iniziativa verso di Lui deve partire dalla scelta consapevole del Soggetto.
Ora, per aprire questa strada esiste la Scienza dello Spirito che, come tale, riassume in sè buona parte delle dottrine inizatiche del passato e nello stesso tempo le rinnova, talvolta alla radice, proprio nel "signum" di Michele-Cristo e , come intuì Solovieff, della Divina Sophia.
Ma il "segreto" è che il sentiero per la scelta passa all'interno DI OGNI SINGOLO CUORE UMANO ed ognuno nel suo piccolo o meno piccolo, qualunque sia la tradizione o la "novità" con cui si identifica ,o, ancora, da ricercatore autonomo o da "viandante" è incamminato su tale strada.



silvia
bologna , aprile 05, 2008 17:25

chissà se esiste una tecnica tra le tante illustrate dal prof.Chiari,che vorrebbero essere tipo dei lifting per animi un pochini frustrati,che insegni al riso,al ludus,che consideri la filosofia ed il riso compagni inseparabili.quando si ride siè davvero seri,incisivi.Non è facile saper ridere,di lacrimatoi,vedo che ce ne sono parecchi.


Filippo
Frankfurt , aprile 05, 2008 18:16

Carissimo Padre Danilo Scomparin,
penso che a me fosse rivolta la sua ultima invettiva, quindi le rispondo, precisando che qui non scrivo per far polemica (su cose sacre). Concordo sul fatto che, per coloro che a malapena conoscono la dottrina Cristiana (Cattolica), sia difficile confrontarsi con dottrine diverse senza "casini" e turbamenti. Ma a questo punto, non sarebbe meglio non mettere completamente "pulci nelle orecchie" a questi "poveri in spirito", piuttosto che bastonare il "Deva-Yoga" tantrico ? Voglio dire: non sarebbe meglio esplicare punto per punto la dottrina Cristiana piuttosto che cercare di confutare aspetti marginali di dottrine sconosciute ? Chi invece si dedica allo sminuire la religione altrui, non dovrebbe farlo con una conoscenza profonda di questa stessa ? (É una critica che ho fatto giá piú volte a Chiari, ma senza cattiveria)
Per quanto riguarda me, io non sono Cresimato, ma sono profondamente convinto che la battaglia di questa ultima era (una battaglia al "Servizio" di Dio) sia una battaglia per le anime degli uomini . Uomini che da parecchio tempo hanno abbandonato la via che li ricongiunge al Padre, anime che si identificano solo con il corpo e con la materia, uomini che credono che il "regno" sia solo di questo mondo. Lo stato pietoso in cui versa la Chiesa denota questo dato di fatto...chiese chiuse e pastori imbelli, giovani allo sbaraglio in balia degli elementi, se a loro parli di Spirito, pensano allo spiritismo. Potrei continuare a descrivere, ma lei sicuramente sa di cosa sto parlando.
Quando lei mi dice: "Chi non conosce le scienze sacre, celesti e divine, e i misteri correlati, le lasci... per favore" mi vuole esortare a diventare ateo o mi vuole condannare a morte ?
Se non fosse per le scritture che per caso, dopo anni di oblio, mi capitarono tra le mani (il Dhammapada e la Baghavad-Ghita), dove lessi gli stessi insegnamenti di Gesú, non avrei forse piú ripreso in mano il Vangelo. Solo per merito di queste scritture ho conosciuto l'eu-angllion per come é ...altrimenti il battesimo datomi dal medico e gli insegnamenti delle Orsoline sarebbero rimasti lettera morta ! Solo in questo modo ho saputo che cos'é il Bhakti-Yoga (servizio devozionale a Dio) e la pratica della religione. Se solo Una anima, che era persa, dovesse tornare all'ovile per vie traverse ed abbandonare l'ateismo sarebbe giá una grande cosa in questi tempi. Le assicuro poi che certe "tradizioni sapienziali" non si sono per nulla estinte, ma vive e vegete in mezzo a noi, continuano a riportare pecore all'ovile; nulla tolgono alla Chiesa cattolica, che non fosse giá stato tolto da tempo ! Concludo affermando che un "confronto" tra RELIGIONI ci puó essere solo in modo positivo e costruttivo, solo in questo modo si potrá riportare o salvare la fede di colui che l'ha persa. Ogni scritto volto a sminuire la Religione altrui rimarrá sterile ginnastica intellettuale, che genererá ogni tipo di brutture e le belligeranze che ben conosciamo. Ringrazio coloro che ospitano qui la mia umile opinione.
C.S.
Filippo



Filippo
Frankfurt , aprile 05, 2008 19:18

Per Rebetis,
non so come risponderti, mi gira ancora la testa....scusa.
Ci proveró ugualmente, pur non essendo nessuno, come ben mi ricorda Padre Scomparin. Come premessa ti dico che il mio "sapere" lo traggo sempre e solo dall'ortodossia di una qualsiasi
religione (ed anche in questo non sono perfetto). Penso che la tua domanda sia, correggimi se sbaglio : non é possibile che siamo giá passati in un'altra era, senza il travaglio finale e senza accogerci di ció ? Beh, a giudicare dai segni dei tempi proprio no.
Il travaglio finale é ben descritto sia nei Veda che nell'Apocalisse
di Giovanni, e ció che é successo nella II G.M. sembra essere stato solo un aperitivo molto "soft" di quello che ancora deve avvenire. E poi, sempre per rimanere nell'ortodossia, prima che abbia inizio la nuova era non deve tornare Cristo nella sua potenza, oppure il Khalki-Avatar ? Nei Veda (Rig-Veda se non erro) c'é scritto che ci sará l'avvento dell'uomo di iniquitá che si siederá sul trono di Dio facendosi Dio esso stesso ? E nell'Apocalisse non c'é l'avvento dell'anticristo ? C'é ancora chi pensa che l'anticristo sia stato
Nerone o Hitler, qual vaneggiamento...in questo caso sarebbero stati almeno due...Stalin dove lo mettiamo, tra i beati? Alcune dottrine, come quelle degli strani Guru ruotanti attorno ai
circoli della Blavatzky, sopratutto della scuola dell'avaita-vedanta,
impersonalisti contrari alle scritture, sostengono il contrario; ma a quanto pare ci sta pensando la storia a confutarli. Ci sono tante altre fonti, di tutti i tipi e di tutti i colori, quasi tutte di corrente New-Age , ma che non hanno nessun fondamento nella Tradizione di nessuno e alle quali io non presterei credito. Non voglio citare piú qui nessun tipo di testo, visto che la cosa non é piaciuta, solo consigliare a chi interessato la lettura dei testi citati. Di piú non posso dirti.
C.S.
Filippo



ANGELO CICCARELLA
VITERBO , aprile 05, 2008 22:03

A padre Danilo Scomparin e a tutti i cattolici
VISTO DA UN ESOTERISTA (AL ROGO AL ROGO)

Di poche cose sono sicuro, ma di questa sì: se Gesù tornasse in questo mondo, avrebbe a che ridire rispetto al modo in cui se ne parla. Non solo rovescerebbe di nuovo i banchi dei cambiavalute, non solo ritornerebbe a dire che il regno di Dio è «dentro», ma probabilmente ritroverebbe i suoi farisei buoni e i suoi farisei cattivi, e certamente chiederebbe a cattolici, ortodossi e protestanti donde hanno dedotto che lui consigliasse la divisione, e cosa hanno fatto per evitarla. Gli avversari sono tutt’uno con l’Avversario, i nemici tutt’uno col Nemico. E i tiepidi che non avversano ma neppure uniscono, avrebbero forse la sua comprensione? Forse bisognerebbe che le parole scritte diminuissero, e aumentasse il dialogo, ma il dialogo con cui ci si ascolta, non quello con cui ci si riconosce membri d’un gruppo. Chi usa un discorso religioso per integrarsi in un gruppo non è in ciò diverso dal cane che segna il territorio urinando in giro. Per decine d’anni ho effettuato di tanto in tanto, quando se ne presentava l’occasione, un semplice esperimento: descrivevo a questa o a quella persona sedicente religiosa il problema di qualcuno (non che me lo inventassi, c’era davvero, ce ne sono sempre di problemi, e nell’ambito delle mie possibilità cercavo di risolverli) e osservavo. Nel novantacinque per cento dei casi non reagivano affatto, o dicevano parole di circostanza. Interesse zero. E non una volta o due, ma sempre. Altre volte cercavo di parlare di argomenti spirituali. Se le mie parole non erano esattamente conformi ai loro slogan, alla particolare terminologia del loro gruppo religioso, l’interesse era nullo. Ignoranti e conformisti? Ciechi guidati da altri ciechi? Cristiani? Povero Cristo, come t’hanno ridotto...Si fa per dire. Credono d’averti ridotto così perché non ti vedono come sei. Gente così ama Cristo solo quando ha mal di pancia, allora il suo mal di pancia diventa la sua crocifissione, e si sente buona. Sentendosi buoni, credono di pentirsi, e credendo d’essersi pentiti, passano addirittura a credere di essere santi. Essendo santi non osano dirlo (i loro simili non glielo permetterebbero!) e perciò sono talmente umili! Essendo umili loro, gli altri, se non vanno d’accordo con loro, sono dei presuntuosi e perciò non sono dei veri cristiani...Particolarmente non sono veri cristiani coloro che hanno dei problemi e chiedono loro aiuto. Dovrebbero infatti limitarsi a confidare in Dio e ringraziare loro perché glielo hanno suggerito. L’orfano e la vedova sono bestie cattive se non sono contenti di essere quel che sono. Questi cristiani amano spesso i lustrini, le stellette, le insegne, darebbero un occhio per appartenere ad un Ordine Spirituale super accreditato, o qualcosa di simile, perlomeno una laurea, per fregiarsi d’un titolo che ne copra la nullità. Non diversamente da come taluni laici mangiapreti auspicano di essere ammessi nella Libera Muratoria o in altri gruppi più o meno segreti, al fine di sentirsi esoterici e importanti. Nobili e regnanti si sono autoproclamati per secoli difensori della fede: la difesa della fede permetteva loro di credere di star facendo qualcosa di utile, al tempo stesso mantenendo quello stato di cose che ne permetteva i privilegi, consistenti sostanzialmente nel vivere da ricchi senza fare nulla. Per molti cristiani questo sarebbe il massimo. Certo, solo se ne hanno la possibilità, se no magari lo considerano un peccato, un fasto inutile...

Qual è il senso di questa riflessione? Non ho detto nulla che già non sappiano in molti. Ho voluto solo ripeterlo. La domanda che vorrei fare a vescovi e sacerdoti (quelli che lo sono seriamente) è questa: sono questi i cattolici, i cristiani? E se non lo sono, dove sono allora i cattolici, i cristiani? Non saranno, come la pietra abbandonata dai costruttori, lontano da dove stiamo tutti guardando, là dove le parole proclamate tacciono, e bisogna ascoltare a lungo per sentire qualcosa? È certo una domanda retorica. Sanno tutti che è così. E quelli che cercano davvero lo sanno meglio degli altri. Bisogna tacere e ascoltare. La voce di Dio non è nella tempesta, ma nella lieve brezza. Lo sapeva Elia, lo sanno tutti. Io ho solo voluto ripeterlo, perché Qualcuno non mi dica poi che in verità avrei dovuto farlo.



ALESSANDRO
CASTELFIORENTINO , aprile 05, 2008 22:34

E' strana e tenace la difesa che gli esoteristi, apparsi in questo topic, fanno di Cristo. Affermano che la Chiesa ed i cristiani ne hanno tradito i buoni propositi, hanno occultato una apparente gnosi del falegname di Nazaret, non sono più degni di invocare tantopiù il Suo Nome, hanno fatto carte false sul reale significato della resurrezione e dei miracoli a lui attribuiti. Insomma, cari esoteristi più o meno a-la-page, se non ci fosse il vostro sforzo, umano e filantropico, noi cristiani faremmo a brandelli i quattro vangeli per scriverne uno nuovo, a nostro uso e consumo?! E' lacrimevole e romantico il vostro slancio solidaristico per un nuovo cristianesimo, più misterioso, più ricco di gnosi per soddisfare tutti i gusti della platea mondiale; una nuova religione con un Cristo trasfigurato in senso opposto : non più messia risorto che verrà a giudicare i vivi ed i morti ma luminoso angelo, parente stretto di Lucifero, che verrà a liberare l'umanità dalle pastoie della materia e dal rispetto verso i Dieci Comandamenti. Prima di voi ci era arrivata la compagine massonica. Ed i risultati si vedono nel vostro scrivere. Da quando le logge si sono aperte più del dovuto al mondo profano, hanno riversato i loro liquami infernali nel pensiero comune ottenendo, con la filosofia del dubbio e l'oggettivazione di un ente attraverso i contrari, una completa debacle del popolo vicino a Cristo.


alberto
pisa , aprile 05, 2008 22:57

ad angelo di viterbo: apprezzo molte cose che hai detto. Purtroppo devo ammettere che ho conosciuto molti cattolici così che di veramente cattolico non avevano proprio nulla. Oggi caro Angelo il problema è che mancano i veri maestri che ci educhino alla vera fede cristiana. O trovi i bigotti oppure gli ideologizzati, oppure i vili don abbondio, o infine i sentimentalisti. E' un dono del cielo un vero maestro come Padre Danilo, un vero padre che ci conduce ai misteri altissimi e divini di Cristo e della sua mistica Donna, cioè la Chiesa. Caro Angelo tu sapessi che razza di cattolici ho dovuto conoscere all'università... mamma mia nn ci crederesti! gente che si ritiene eletta senza aver niente se nn superbia e miopia spirituale... e invece molte anime che profumavano di Dio perchè umili e generose,
totalmente lontane dal Vangelo e dalla Chiesa.
Preghiamo il Signore che ci possa mandare sulla nostra Via dei veri maestri che ci conducano , per mezzo dello Spirito Santo, a Lui, Via Verità e Vita. e quanto è vero caro angelo quando dici che a molti cattolici non gliene frega niente degli altri, quanto...
ma sta quieto amico: Dio conosce il numero dei nostri capelli e nulla gli sfugge...
ma ahimè tutti siamo peccatori e allora cerchiamo con umiltà di purificarci nell'Amore. ciao!













rebetis
roma , aprile 06, 2008 08:01

Caro Filippo,
mi rendo conto di aver forse "esagerato" nello scrivere di getto su alcune questioni, che ritengo impellenti per tutti, tradizionalisti,esoteristi,sacerdoti,crociati ecc., senza tenere conto che certi temi di base non sono di dominio e sentire comuni.
Per quanto riguarda i "temi apocalittici" ti posso dire che catastrofi epocali si sono già verificate. Varie culture, per non scomodare i miti di Atlantide, ricordano la distruzione e ricostruzione di civiltà nrl corso del tempo. Il senso di quanto da me detto è quindi duplice: da un lato ricordare che gli attuali rivolgimenti non sono certo "finali" ma precludono ad un nuovo "salto" il cui "colore" sarà determinata dalla "massa critica" (mi scuso con Fausto Carotenuto-www.ilternario.it- per questo plagio terminologico)di quanti saranno in grado di connettersi con lo Spirito negli anni in cui stiamo per entrare.
Dall'altro che il tempo è comunque decisivo per ogni futuro sviluppo perchè, cessata ormai universalmente l'efficacia delle tradizioni ("Il Sampradaya è interrotto" si diceva già nel 1910 in India ) la Via di Michele richiede principalment l'iniziativa decisa e cosciente di un Soggetto umano per il quale gli antichi supporti perdono di ora in ora la loro efficacia.
Ma c'è un potente contraltare: e qui vengo al punto. Il Cristo è qui: in una maniera ed in una veste simile a quelle sperimentate da saul sulla Via di Damasco. Sul come Egli- senza togliere nulla alle tradizionali forme sacramentali- si manifesti esistono ormai testimonianze pubbliche ( a parte ciò che può essere detto solo in ambienti più ristretti). Si può ad es.utilmente leggere quanto scrisse l'americano George Ritchie nel suo "Return to Tomorrow", ricordato anche da Geminello Alvi in "Uomini del Novecento" o ,più recentemente, scorrere il libro sorprendente di un noto personaggio politico italiano: alludo al "In viaggio con l'Arcangelo" di Grazia Francescato.
Su altre manifestazioni eclatanti avvenute nella mia città non esiste al momento "permesso di pubblica comunicazione". Ma del resto, chi studia la Storia Contemporanea cercando di coglierne l'aspetto nascosto-come ha fatto il sottoscritto in diversi articoli e saggi- non può non rendersi conto di quello che ho già definito come "inveramento" di temi apocalittici.
Solo che la questione è anche l'avere in qualche modo acquisito un certo bagaglio, non solo concettuale, sul senso di tali inveramenti.
Per essere più chiari poi posso dire che la fonte principale di quanto detto è rinvenibile nell'opera di Rudolf Steiner e dei suoi continuatori, di cui in Italia il più importante è stato Massimo Scaligero (vedi www.larchetipo.com) .
Grazie per l'attenzione.



rebetis
roma , aprile 06, 2008 08:30

Ciccarella ha colto nel segno.
Perchè si può "assorbire" quanto si vuole di ogni tradizione,sapienza,esoterismo,exoterismo,ecc. ecc. ma poi se nella vita quotidiana si rimane "la bestia che si è" tutto ciò vale ben poco.
Ecco perchè oggi più che mai la disciplina interiore rimane il punto centrale e fermo di ogni altra attività conoscitiva e culturale.
Personalmente ebbi proprio questo ammonimento quando, ventenne o poco più, dopo aver letto quantità "industriali" di testi filosofici, antroposofici ed esoterici mi recai a conoscere personalmente Massimo Scaligero per chiedere "ma insomma qual'è il senso de tutta 'sta robba"?
"Daje sotto con gli esercizi" fu il severo e sorridente consiglio.
(Su quanto il sottoscritto sia stato poi capace di mettere in pratica è altro e privato discorso.....)



MAX ARCHE'
ROMA , aprile 06, 2008 11:15

Mi si perdoni una certa ignoranza e un po' di malizia ma ho potuto constatare con disappunto che la maggior parte delle persone non hanno fondamenti di catechesi ne'conoscenze teologiche di alcun tipo.Nessuno,dico NESSUNO, ha mai letto un Vangelo.Nessuno conosce il senso, la profondita'di significato,il valore dei Sacramenti.Nessuno frequenta la Chiesa con assiduita' e Fede ma solo saltuarimente e in ogni caso solo in occasione delle grandi Festivita'o di Comunioni,Matrimoni etc. Nessuno si pone domande sui grandi temi e sui grandi misteri della vita, della morte,della conoscenza, di Dio. Eppero' se li senti parlare sembra che abbiano capito tutto della vita, tranciano giudizi affrettati ,spesso spietati,ostentano sicumera oppure si dichiarano credenti....così così o agnostici.La gente che in materia religiosa ha cognizione di causa e pratica con Fede è rarissima!Mi domando il perche'di tutto cio'.Di fronte al totale deserto intellettuale e religioso, di fronte alla lobotomia imperante causata da informazione televisiva falsa,corrotta,degradante,pervertita,penso che sia gia' cosa buona che esistano persone che procedano sulla vita dell'indagine e della ricerca spirituale foss'anche indirizzata verso dottrine,perche' no, orientali.Per quel poco che so' di tali dottrine mi sembra che si basino comunque su buoni principi spesso non dissimili da quelli Cristiani. Non è poi raro che taluni di questi coraggiosi esploratori del Mistero e della Fede siano tornati nell'alveo della Fede Cattolica spesso rinnovati, fortificati e motivati a riprendere il dialogo con DIO.
Penso che al di là di tutte le dispute filosofico-teologiche più o meno còlte, più o meno sofisticate,appesantite da sofismi complicati,da dialettiche complesse,da dogmi non facilmente dimostrabili,affastellati secolo dopo secolo da maestri del pensiero e del misticismo,penso dunque che da ultimo rimanga l'uomo solo di fronte a Dio e che l'unico elemento di mediazione sia solo il Vangelo di Gesu' con la sua disarmante semplicita'. Tutto il resto forse è solo pesante sovrastruttura che ci carica di un peso intellettuale il cui significato sfugge ai piu'! Secoli di pensiero teologico-filosofico infarcito di argute argomentazioni,sillogismi,logiche aristoteliche,ragionamenti a volte incomprensibili non servono a molto. La Fede, La Verita' sono semplici e alla portata di tutti.Basta solo farle capire! Gesu' ci riusciva! - Cordiali saluti e complimenti al Dott.Chiari , al Dott. Blondet a agli altri Collaboratori perchè ci fornite sempre nuovi spunti di riflessione e approfondimento e ci concedete un' "arena" dove instaurare un confronto con tante persone intellettualmente agguerrite e feconde; il che significa che c'è gente che usa il cervello per pensare costruttivamente e non per appiattirlo in sterili dibattiti calcistici o da grande fratello!!



Sophie
Sr , aprile 06, 2008 11:17

Cari commentatori, solo una piccola considerazione che spero apra le vostre menti, e soprattutto i vostri cuori. Ormai sono bene poche le religioni, (o sette ahimé!) che concentrano la loro attenzione su ció che veramente conta: il "Servizio" devozionale a Dio, senza alcun fine, o scopo materialista.
Ció a cui pensano i "credenti" é solo rispettare, per quanto possibile le leggi imposte, ma solo perché Dio altrimenti li punirá...oppure solo perché in questo modo potranno ottenere ció che desiderano; non l'amore di Dio, ma una bella famiglia a cui non manchi nulla (dai jeans firmati per i figli, o un nuovo televisore al plasma..oppure un bel SUV).Quando peró non ottengono ció, o si ammalano, pensano che sia stato Dio a punirli, perché a lui piace fare cosí, e che non sia per causa della loro ipocrisia!
Se pecco, il sacerdote mi dará l'asssoluzione e tutto finirá lí, potró ricominciare.
"Semplicemente fissa la mente su Me, che sono la Suprema Personalità di Dio, e su Me concentra tutta l'intelligenza. Così tu vivrai in Me sempre, senza dubbio. Se (però) non riesci a fissare la mente (in modo tale da non) subire deviazioni, allora segui i principi regolatori del bhakti-yoga e in questo modo svilupperai il desiderio di raggiungerMi"

Sinceramente, credo che tra i vari "credenti" vi sia solo una gran voglia di superioritá, si é dimenticato quale sia il vero scopo, lo ribadisco, L'Amore disinteressato per Dio. Se fosse cosí, vi sarebbe tra tutte le religioni un reale comune denominatore, e non ci sarebbe piú spazio per le classificazioni, che sono solo inutili schemi creati dalla mente umana.
Vi lascio alle vostre riflessioni.

Sophie



ALESSANDRO
CASTELFIORENTINO , aprile 06, 2008 12:09

Che strano, Padre DANILO SCOMPARIN - (così va bene o devo metterci un titolo onorifico?!), lei non si comporta come uomo di Dio o, almeno, come uomo di fede. Da quando è apparso su questi schermi, ha decisamente infilato per la finestra quello che tanti altri bravi cattolici, avevano e hanno cacciato fuori dalla porta. La sua reazione, ben poco pregna della carità e della compassione cristiana, somiglia da vicino agli impeti imperiosi che i dotti farisei avevano con Cristo. Ma lei da che parte sta?! Le ho parlato di lotta al demonio e mi ha risposto in malo modo; le ho descritto la reale natura dei miti - già abbondantemente sviscerata da Renè Girard (pensatore poco affine alla sua statura di "iniziato" cristiano) -, e lei mi ha voltato le spalle. Cosa già successa in un altro topic. Come mai, Padre Scomparin, possiede tutta questa rabbia, indisponente ed avvilente, nei confronti del fratello in Cristo ed invece diventa un agnellino, tenero ed ingenuo, nei confronti dei maestrini in pectore delle menzogna esoterica?! Come mai si scalda così tanto verso un soldato di Cristo e non si infuria contro le melense e corrosive citazioni a vanvera, dei meravigliosi rappresentanti dell'occultismo attorniati all'articolo di Chiari?! Strana difesa della Fede la sua. Prima parla di religione cristiana come esoterica per eccellenza e dopo - forse preso da rimorso - cita Scoto Eriugena. Le danno del maestro - come ha fatto più volte Alberto di Pisa - e lei non si scomoda nemmeno a dire che l'unico "maestro buono è il Signore che sta nei cieli", come fece il Figlio di Dio a chi lo apostrofava in tal maniera. In questo topic, sono state scritte cose talmente orribili sulla maestà di Cristo che in Cielo staranno ardendo di sacra ira. Ma lei niente, come se non fosse successo nulla. Tira dritto nella sua autostrada spirituale, dove la reinterpretazione di tutto ciò che ha preceduto il Messia, va fatta a senso unico: accogliere a braccia aperte qualsiasi cosa nello spirito adulterato del Concilio Vaticano II. Altra cosa grave: se è vero che lei è ciò che dice di essere, come è possibile che mi ha mandato, in modo arrogante ed ineducato, palesemente al diavolo?! Ammettiamo che io fossi la pecorella smarrita, lei mi lascia andare incontro al mio truce destino di crociato fuori tempo e luogo?! Un bizzarro modo di concepire la salvezza il suo. Lei sale sulla cattedra di Cristo come la marmaglia farisaica fece su quella di Mosè. Si abitui, come il suo amico antroposofo rebetis, al CONTRADDITORIO DIALETTICO e - se è vero che lei è un prete - pratichi la carità anche con chi, da cristiano come e più di lei, si tira su le maniche ogni giorno per affrontare un mondo sempre più lontano da Cristo.


Filippo
Frankfurt , aprile 06, 2008 13:56

Caro Alessandro,
la tua furia distruttiva ha fatto scappare anche Padre Scomparin. Il tuo attaggiamento da Testimone di Geova, il tuo criticare senza acoltare, i "tuoi" atteggiamenti poco cristiani lo hanno fatto avvilire; ecco tutto. Se tu tiri avanti come un toro infuriato, calpestando sotto i tuoi zoccoli sia il sacro che il profano, lui per quale motivo ti si dovrebbe parare davanti ???
"Come mai si scalda così tanto verso un soldato di Cristo e non si infuria contro le melense e corrosive citazioni a vanvera, dei meravigliosi rappresentanti dell'occultismo attorniati all'articolo di Chiari?!"
Con questa frase denoti di non aver letto nemmeno la critica che ha fatto a me, dura e con le sue buone ragioni teologiche. Tu non leggi, non ascolti...spareresti anche sui tuoi soldati, se tornassero in trincea con la divisa imbrattata dal fango della battaglia. Quindi lascialo in pace e ricordati che: "lo Spirito é come il vento e soffia dove vuole lui".
Se alzi la visiera vedrai che hai piú fratelli di quanti ne vorresti ;)
CS
Filippo



alberto
pisa , aprile 06, 2008 14:00

per alessandro: caro amico cerchiamo di essere fratelli in questo sito e di camminare insieme verso il nostro unico Maestro, Gesù Cristo. Io credo, senza voler fare a tutti i costi il paciere, funzione che proprio non sento mia, che vi siete fraintesi tu e padre Danilo. So bene e ti ringrazio di ricordarmelo che l'unico vero Maestro è Gesù, il quale a sua volta ci rimanda al Padre che è nei cieli, ma per arrivare a Gesù abbiamo bisogno di direzione spirituale, di veri maestri con la m minuscola che ci conducano al Maestro. Tutti i santi non sono arrivat da soli a Dio ma tramite validi maestri che hanno iniziato alla fede cristiana. Padre Danilo, penso di interpretare correttamente, ci invita a riscoprire la vera metafisica cristiana, dai più oggi dimenticata. E senza metafisica il Mistero non vive più e senza la presenza del MIstero cosa rimane del Cristianesimo se non parole umane ahimè troppo umane?...Tu invece giustamente combatti la mentalità esoterica e occultista. Le vostre strade conducono allo stesso fine: Gesù Cristo, Via Verità e Vita. Vi abbraccio fraternamente tutti e due. Buona domenica!















P.Danilo Scomparin, I.M.C.
Olbia , aprile 06, 2008 16:07

Carissimi amici, non sono ovviamente scappato; sono o non sono un sacerdote? Ed allora cosa fa un sacerdote il sabato e la domenica? Ora che sono un po' più libero cercherò di rispondere, cosa forse impossibile, alle vostre tante perplessità. Tutto ciò che ho scritto finora è stato da me ponderato parola per parola, e l'ho detto senza punta d'ironia o di contraddizione. Non solo rispetto i miei fratelli (tutto il mondo) ma li amo, altrimenti non mi sarei fatto prete. Sono solitamente restio a raccontare dati biografici o le mie esperienze interiori in quanto mi hanno insegnato che tutto deve essere consegnato al proprio padre spirituale, e a lui solo ubbidire, per cui se mi dice di starmene zitto, così faccio. Cosa servirebbe scrivere che ho dovuto lottare dagli 8 ai 48 anni? E contro chi avrei lottato? Contro il Dragoncello dell'Io o contro il Dragone universale? Se nomimo il primo faccio contenti alcuni se nomino il secondo faccio contenti altri. Preferisco non dire nulla e così tutti si accontentano. (Pronto a dare una testimonianza a chi ne sarà interessato, ma non ovviamente on line!).
Qui si stava facendo un discorso sullo yoga e mi pare di aver detto ad Alberto: "a tutti gli yoga del mondo preferisco lo "jugum Christi", più soave e leggero, a lui basta che intingiamo un dito nella sua Passione, Crocifissione e Morte per essere salvati". Mi pare che questa sia una bella professione di fede. Quanto dico in questa frase non è, credetemi, sfoggio di erudizione, ma il frutto di lunghi anni di studio e di assimilazione dell'ammaestramento impartitomi. Io non mi arrogo il titolo di maestro, lo so benissimo che il Divino Mae