>> Iscriviti alla Newsletter  >> EFFEDIEFFESHOP.com Sezioni :
abortion.jpg

L’americanismo, l’aborto e Ferrara

Arai Daniele    16 aprile 2008
  Salva in PDF
  Stampa
  Manda per E-mail
  Testo    
  Commenti
Capire che il gran dilemma dell’ora presente riguarda l’egemonia degli Stati Uniti d’America nel mondo, significa non limitare il pensiero al potere militare, ma alla capacità americana d’espandere idee inquinanti del modello perenne di civiltà. Quale?

Quello che, bene o male, è in continuità col concetto d’ordine e di pace fondato sulla verità vitale per l’uomo; sulla legge naturale intesa dagli albori della storia.
Se predomina un potere alieno a questo principio di civiltà, l’umanità intera è esposta, a dispetto d’ogni parvenza di benessere e di progresso, ad un’inesorabile decadenza spirituale, che causa anche un letale squilibrio nella vita del mondo civile e del pianeta.

Ciò si verifica nel rapporto col mezzo ambiente dove gli USA sono senza dubbio i principali inquinatori del mondo.
Ma si può collegare questo a un modo di pensare e ancora più, di credere, degli americani?

Si è parlato altrove e spesso, del rapporto ideale che deve sussistere tra l’amore per la verità sull’uomo, che è amore per la vita, e il potere materiale; tra una visione spirituale consolidata, quale è quella cattolica e il governo della vita civile dei popoli.

Ora, l’aborto è l’esatto contrario di tutto questo e quindi contrario per diametrum ad una civiltà che mira ad una pace e ad un ordine umano fondato sulla legge naturale intesa dagli albori della storia, e si noti, senza nemmeno dover menzionare la Rivelazione divina.
Allora l’aborto è frutto di una «rivelazione» umana, di una scoperta democratica derivata da qualche gnosticismo ecumenista, estraneo alla verità e al diritto naturale, per cui anche i princìpi di civiltà possono essere rivisti dai poteri presenti.
Si tratterebbe di un’evoluzione del pensiero sociale che implica una «revisione indietro» riguardo alla soggezione a Dio, mascherata in perfezionamento della Legge secondo i tempi.
Qualcosa che i politici possono fare insieme ai chierici modernisti per porre fine a secoli di «guerre di religioni» e conseguenti conflitti mentali.

Ai primi, politici, basta che tutti proclamino la democrazia come supremo valore, ai secondi, chierici, che si veli quest’«adorazione del potere umano» dietro il nome di Dio, «in God we trust».
Ecco concordata la libertà religiosa di scegliere qualsiasi «fede» con cui fidarsi di Dio!
Come spiegare una tendenza così astrusa con parole semplici?

Per il pensiero cristiano, formato nella visione del Bene = Vero, l’essere umano deve vivere come pensa e pensare come crede, cioè secondo la Verità rivelatagli per procedere nel bene ed evitare il male.
Altrimenti cade nell’opposto: crede come pensa e pensa come vive ovvero forma il proprio pensiero secondo le tendenze economico-politiche di potere e delle mode.

E quanto è vero per le persone vale pure per il corpo sociale e finalmente per quello legislativo: pensare come si vive diviene giurisprudenza, per poi divenire «legge di fatto»!
Dal momento che la vita del mondo si svolge sotto la forza delle «tentazioni» di goduria, violenze, ingiustizie e corruzioni, la mentalità che si adegua a questo impero materiale finisce per giustificarli in modo trasversale prendendo per buone le soluzioni di ideologie materialiste per erigere un alienante «nuovo ordine».
Finisce, in sostanza, per credere e pensare secondo la tendenza di vita del mondo che è, come chiariva Pio XI, «l’intemperanza delle passioni, che così spesso si nascondono sotto le apparenze del bene pubblico e dell’amor patrio».

Per amore dell’umanità il principe consorte del regno inglese vorrebbe rinascere come un virus che decimasse la popolazione umana e così ristabilisse l’equilibrio della popolazione terrena, secondo i calcoli del scientismo ecologista corrente.
Di questa ricorrente tentazione di legiferare sulla vita dei popoli si fa oggi portatrice la potenza americana, dove si fa e si pensa come si vive nel presente.
E tale mentalità diviene norma di legalità con la legge sull’aborto.

E’ un problema grave che si può illustrare non solo con quell’idea aberrante di un principe umorista, ma col gaio esempio delle telenovele, aggiornate per seguire le preferenze del pubblico; un «grande fratello», programmato per abolire i personaggi meno apprezzati nei sondaggi di gradimento!

L’idea, proiettata nella vita reale, suscita la brama di mutare la vita sociale in una «fiction» secondo quanto la gente gradisce.
E’ lo strapotere dell’«io moderno», secondo il consumismo «culturale»; è il paradosso dell’uomo decaduto che si fa arbitro dell’ordine terreno, negando che ci sia l’ordine originale, anzi, lasciandosi convincere che a corrompere la naturale bontà dell’uomo sia proprio il credere in un ordine divino (Rousseau).

A partire da questa «ipotesi», una nuova classe politica ha ritenuto necessario creare un «nuovo ordine mondiale», mentale, morale, sociale e infine religioso, secondo i sondaggi dell’ora presente.
Sì, perché è fatto conosciuto che praticamente tutti i capi di governo oggi operano e parlano secondo le tendenze espresse dai sondaggi.

Non è forse questa pure la linea di pensiero religioso riguardo alle fedi, invocare il passato per adattarlo alle preferenze democratiche del presente?

Ma fermiamoci per ora a queste conclusioni:
- La «civiltà americanista» rappresenta un’inversione nel concetto tradizionale e logico di civiltà per l’elevazione della vita umana;
- la legislazione sull’aborto, estesa a tutto il mondo sotto la copertura della democrazia del nuovo ordine è il suo emblema;
- il male di questa letale inversione epocale ha un nome: democrazia del nuovo ordine, che è fondata su idee gnostiche e ecumeniste, capaci di soffocare ogni reazione del sano pensiero civile e religioso.

Siamo all’equazione rivoluzionaria, del «solve et coagula» che fa navigare le ideologie tra la violenza e la liberazione religiosa per ottenere l’emulsione delle varie fedi in un «revival da new age».
A tale revival manca solo la legge sul diritto alla felicità terrena.

Ciò significherebbe, come pensiero, voler mutilare la Verità divina dal suo assoluto per trasferirlo alla libertà umana, divinizzandola, come voleva la Rivoluzione francese con la sua dea ragione.

Ebbene, a dispetto dell’apparenza cristiana, a questa si aggancia la religione americanista che, con pari moti libertari e gnostici riguardo la vita dei popoli, ha finito coll’assoggettare le genti ad una legge scritta proprio in funzione della libertà disgiunta dall’ordine.

Ecco il «nuovo ordine», stabilito per garantire anche la libertà del disordine secondo la parola volterriana: «Discordo da quanto dici, ma sono pronto a morire per assicurarti il diritto alla libertà di dirlo».
Siccome al diritto di dire segue quello di fare, al delitto di abortire, tanto per fare un esempio, va assicurato un diritto, per cui la rivoluzione è pronta fino alla morte (altrui, naturalmente)!

Due mentalità opposte caratterizzano, quindi, il conflitto sociale: la prima, tradizionale, crede che sono i princìpi religiosi che trascendono la vita a dover plasmare il modo di pensare e di vivere.
La seconda, modernista, ritiene che sia il fugace impeto della vita sociale a dover forgiare di continuo la mentalità, anche religiosa!

Ecco il vero conflitto di civiltà di cui non si sfugge e confessiamolo: non trova l’Occidente odierno affatto dalla parte giusta.

Veniamo ora a Giuliano Ferrara.
Nessuno può negare la sua intelligenza e coraggio.
Intelligenza per capire, dopo un lungo percorso ideologico, la dimensione di un mostruoso problema incompreso che riguarda l’umanità intera.
Coraggio per affrontare in solitudine politica un problema di gravità immane, che nemmeno la Chiesa conciliare, lasciamo stare le maggioranze dette cristiane, pensano assolutamente di affrontare.

Lui, però, non si è accorto ancora di aver affidato la sua reazione, in sé giusta, al sistema intrinsecamente ingiusto e perverso: della volontà popolare messa al disopra della Legge naturale e divina.
Essa, che è in forza nel sistema politico della civiltà americanista da lui ammirata, è la causa del problema.
Lo spiegarono i Papi cattolici in generale e Pio XII in speciale quando ha parlato delle due democrazie.

Il democratismo

Il grande paradosso della «cultura democratica» risiede nell’impossibilità di discernere tra ciò che è male e ciò che è bene, considerando male e bene variabili dipendenti da sondaggi o da votazioni democratiche.
Eppure il male va evitato non perché scomodo oggi, ma perché privo del bene in ogni tempo; altrimenti si relativizza non solo l’assoluto religioso, ma ogni logica.
E relativizzare il male è il peggior male, morale e mentale.

In questo senso la democrazia, che porta l’uomo a mettere ai voti questioni che riguardano la vita umana, è perversa, come insegnò Pio XII, parlando delle differenze delle due democrazie.
Ebbene, la Chiesa conciliare le confonde perché mira ad una convivenza globale, come vuole il nuovo ordine mondiale.

Nel suo discorso alla chiusura del Vaticano II Paolo VI benedice esplicitamente questa «cultura» i cui «valori... sono stati non solo rispettati, ma onorati, i suoi sforzi sostenuti, le sue aspirazioni purificate e benedette» e la dichiarazione conciliare «Dignitatis humanae» lo dice implicitamente perché rimette la gestione dell’aborto all’ordine pubblico di tale «civiltà».

In nome di tale liberazione religiosa Paolo VI ha ritenuto di dover stigmatizzare la Spagna che ancora figurava come Stato cattolico.
Alle ideologie sociali corrispondono le credenze nel campo religioso.

Alle prime va applicata la «libertà», secondo la fede modernista dei conciliari e dei democristiani; alle seconde l’ecumenismo che trova, perciò, un vastissimo campo in cui il terreno religioso si confonde con quello sociale delle logge e viceversa.

In Italia queste distorsioni sono arrivate al parossismo, poiché, in nome della «democrazia», essa viene commissariata da notabili che valutano, evitano o approvano risultati o ricorsi elettorali secondo i propri concetti di bene comune.
Così facendo, essi applicano in politica quella tendenza modernista, riguardo alla religione, smascherata dal Papa San Pio X.

Dicono di voler cambiare a poco a poco la coscienza collettiva e non si accorgono in tal modo di confessare che essa dissente dalle loro idee e che la invocano contro ogni diritto, anche democratico.
La porta è allora aperta ad ogni rivoluzione. anche eugenetica.

Il processo perverso

Tutto ciò sta ad indicare che il processo perverso dell’inoculazione dell’aborto nella società conferma i suoi molteplici livelli d’inganno, con il corrispondente silenzio e anche complicità delle autorità religiose di fronte alle cause della rivoluzione in corso nel mondo per l’eliminazione del cristianesimo.

Qui sarebbe utile rivedere alcuni livelli di questo processo perverso alla luce del Magistero della Chiesa cattolica, consapevoli che l’aborto è innanzitutto frutto di una degenerazione «culturale» in cui il sesso è usato e abusato
in senso completamente contrario al suo fine vitale.

La cultura dell’aborto è infatti l’ultimo stadio di una «civiltà» fondata sul diritto alla felicità immediata.
Una nozione di «bene» combinata con la «fede» democratica nel tempo presente, che produce la corsa all’accaparramento di ogni chimera.
Ecco la nuova «cultura» risultante del culto del fugace, della tirannide del «bene» immediato, del disprezzo della «durata» e di quanto non è sottomesso ai sensi, ossia la felicità in dimensione di eternità.

C’è un solo campo in cui questa cultura perversa può essere combatuta: quello religioso.
Ma in questo campo la devastazione in Occidente è completa, la cristianità mezza rovinata della visione del Terzo Segreto di Fatima è interamente rovinata dopo l’eliminazione del suo Capo, insieme al suo seguito cattolico.

Si può non credere alla visione profetica portata da Maria a Fatima, ma non si può negare la realtà di quell’ora buia del pensiero cattolico.
La soluzione?

Tornare alla sacralità della vita creata, che non potrà mai essere disgiunta dalla sacralità del pensiero e della preghiera rivolta al Creatore.
Su questa strada, discernibile anche da chi non è ancora cristiano, si deve tornare tutti.

In ciò l’America deve seguire più che essere seguita, per la soppravvivenza della vita in questa terra e l’agognata felicità nell’altra.

Arai Daniele



Riferimenti «L’alienazione americanista che inquina il mondo» , EFFEDIEFFE.com 11-12-2006.


Home  >  Costume & Società                                                                            Back to top


Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.
Link a questo articolo : http://www.effedieffe.com/content/view/2876/180/

Commenti : (35)
Alberto
Padova , aprile 16, 2008 11:09

Convengo al 1000% pero', vorrei sottolineare due cose:
Non credo sia solo l'America che abbia portato a questo processo di disumanizzazione...o meglio, non per colpa degli americani,in se'...noi italiani, nonostante l'influenza papale che si trova proprio qui a Roma, siamo non tanto meglio di loro...
..anzi...oserei dire forse anche piu' ipocriti...
e se anche fossero stati loro, o "chi per loro" di sicuro hanno trovato terreno fertile qui in Europa, ma soprattutto in Italia!
Per quanto riguarda Ferrara, credo solo che un movimento "prolife", senza un fondamento Cristiano, nel piu' radicato senso del termine, non porti molto lontano....Ad ogni modo, meglio di niente!!





Samizdat
... , aprile 16, 2008 11:34

In effetti Ferrara avrebbe dovuto portare argomenti più "filosofici" contro l'aborto, se l'intenzione era quella di creare un "caso" politico. Probabilmente lo ha anche fatto, ma l'aura di "amico dei preti" che aleggia intorno a lui lo ha penalizzato di fronte alle cattive coscienze.
Comunque i filosofi e gli uomini di Chiesa spartiscono le stesse colpe: i primi per aver dimenticato Aristotele, i secondi per aver assunto nella società il ruolo dei primi, invece di utilizzare argomenti teologici e religiosi.
Non ho mai sentito dire che l'aborto è "peccato", nonostante superi di gran lunga il semplice "non uccidere".
Ho sentito parlare di "sconfitta", "dramma", anche "omicidio", ma non di peccato. Eppure un prete questo termine dovrebbe permetterselo.
Meno un filosofo: Giovanni Reale, per esempio, potrebbe scoprire il fianco ad usare il termine "peccato", mentre sarebbe ampiamente giustificato persino se usasse il termine "assassinio", per dire. Infatti Bobbio ha scritto parole velenose contro la legalizzazione dell'aborto (ma si preferisce ricordarne altre, lo sappiamo).



Paola Distilo
Galatro (RC) , aprile 16, 2008 12:04

Gentile Daniele, dissento quanto a Ferrara: Ferrara ha sbagliato perché ha continuato a dire di essere a favore della scelta, perché la scelta sia per la vita; la scelta riguardo all'aborto è sempre scelta di ammazzare il figlio perché essendo nell'utero di sua madre (e dove altro dovrebbe essere?) la madre avrebbe il presunto diritto di sloggiarlo accusando di oscurantismo chi le dice una lampante verità: stai solo ammazzando tuo figlio, non è un diritto, è una prevaricazione su un essere umano inerme da parte di un essere umano più grosso e cattivo che avrebbe, cristianamente, il dovere di difenderlo e di proteggerlo. Quindi Ferrara ha sbagliato perché insiste stupidamente a difendere la 194, che è una legge schifosa, ma che viene difesa come un dogma. E certo, perché se no il circo attuale decade, loro lo sanno, per tenere in piedi il circo della nuova cultura post sessantottina è "necessario" che un certo numero di bambini in utero vengano sacrificati, solo gli anticoncezionali non bastano perché a volte, non molto spesso magari ma pure capita e c'è scritto sulla scatola, fanno cilecca. L'aborto è di fatto l'extrema ratio per quando gli anticoncezionali non funzionano o non sono stati proprio usati; infatti la maggior parte delle donne che abortiscono sono rimaste incinta in seguito a rapporto consenziente, i casi di aborto in seguito a stupro sono per fortuna pochissimi. Ma in televisione non lo si vuole ammettere e si va avanti con le testimonianze false come ai tempi della legalizzazione. La Chiesa si è autoboicottata con il Cocilio Vaticano II, che ha avuto degli aspetti molto positivi (la traduzione della Bibbia e delle preghiere in italiano per esempio, anche se in alcuni casi sono stati fatti degli errori di traduzione) ma ha relativizzato l'importanza del messaggio e dell'insegnamento cattolico e allora, se i preti non credono più a se stessi perché gli dovrebbero andare dietro i laici, il Papa non voleva che la Spagna fosse uno Stato cattolico? eccolo accontentato, ora sarà contento, se fosse vivo quel cretino e invece i bocconi amari se li deve ingoiare Ratzinger. Comunque l'aborto è crimine crudele, particolarmente l'aborto terapeutico che è infanticidio legalizzato tout-court e chi lo nega mente, come tutti i crimini crudeli causa ossessioni demoniache in chi li pratica ed è per questo che molte donne e medici coinvolti nell'aborto soffrono di tendenze suicide e non dormono la notte ed è per questo che la loro testimonianza non deve essere fatta sentire. Infatti, ci sono due metodi per invocare demoni (si, ho detto demoni), il primo è il metodo esoterico, praticare un rituale di evocazione (un vudu, una macumba, una messa nera etc.), il secondo, più "illuminista", è praticare ripetutamente crimini efferati in un luogo, come l'omicidio previa tortura, ebbene l'aborto purtroppo è uno di questi. Io ve l'ho detto. Il mio dovere l'ho fatto. Amen.


Alberto
Padova , aprile 16, 2008 12:51

Cara Paola Distilo,
non potevi trovare parole migliori.
Condivido in pieno...peccato che a capirlo siamo rimasti in pochissimi!



marcello
siena , aprile 16, 2008 13:07

Bell'articolo. Però la relativizzazione del bene e del male, non è sbagliata. Possiamo e dobbiamo considerarla come l'unico contributo del pensiero moderno. E' semplicemente un dilemma che dobbiamo sciogliere, un quiz enigmistico. E' una sfida che non possiamo affrontare con le stesse armi di sempre.
Come si fa? C'è un unico modo. Cambiando logica. Cercando e trovando una logica che li integri, una logica non dualistica.



Francesco
Milano , aprile 16, 2008 13:28

Brava Paola.
Mi trovo a leggere le parole di una delle poche donne rimaste?
Che Dio ci aiuti.



Giuseppe Costi
Milano , aprile 16, 2008 13:35

Il peccato riguarda la coscienza di ciascuno, tanto è vero che, secondo la nostra religione, va punito esclusivamente da Dio, (o perdonato in suo nome).Il reato, o meglio il delitto, mina alla base la convivenza sociale, convivenza sociale i cui principi spesso poggiano sulle tradizioni e sui convincimenti religiosi di un popolo. Che il clero dica o non dica che l' aborto è peccato, e lo degradi più o meno a livello della masturbazione adolescenziale (pena eterna per entrambi se non ti confessi, rapida assoluzione in caso contrario) è affare che riguarda i cattolici, e non lo stato.
Per lo stato l' aborto è l'omicidio volontario di un cittadino innocente, anche nei casi in cui questo cittadino, per colpe non sue, provochi gravi disagi. (Ci sono le circostanze attenuanti appunto per questo).
Questo è il concetto di base su cui Ferrara voleva far riflettere, senza con questo penalzzare la madre (lasciata sola nella scelta, spesso penalizzata da una società ipocrita se quel figlio, invece di assassinarlo se lo tiene. Vi ricordate, solo pochi decenni fa come i benpensanti baciapile trattavano le servette ingravidate dal padrone?). Papa Ratzinger ha guardato con favore l'ateo devoto, ma i bravi cattolici si sono guardati bene dal dargli una mano. Un motivo di più per considerarmi fuori dal gregge dei cattolici.



Clara Fonte
... , aprile 16, 2008 14:32

L'aborto è sicuramente un tema difficile. Sono per renderlo illegale a patto che vengano presentate le giuste alternative per le donne che non vogliono tenere il bambino. Un obiettivo meno ambizioso ma molto più a portata di mano è la revisione della legge sul divorzio. Perchè non c'è un equivalente di Ferrara a coagulare chi vorrebbe una revisione della legge sul divorzio? Perchè non c'è un FDF a inveire contro la natura demoniaca di tale legge?
Parafrasando i tanti, sarcastici, lettori:
mi chiedo e vi chiedo....pekkè?



Carmelo
Messina. , aprile 16, 2008 15:05

"Lui, però, non si è accorto ancora di aver affidato la sua reazione, in sé giusta, al sistema intrinsecamente ingiusto e perverso: della volontà popolare messa al disopra della Legge naturale e divina".


Noto che insiste i queste idee deliranti.
A cosa sostituirebbe la volontà popolare,caro Arai?
Ad un monarca assoluto che regna "per grazia di Dio" (e non per volontà della nazione)?
O al Papa Re (naturalmente non il vero Santo Padre,ma un antipapa scismatico ed integralista)?
Circa gli Stati Uniti,forse dovrebbe riflettere sul fatto che in quel paese il fronte antiabortista è molto più forte ed autorevole che in Europa.
Ad ogni modo,nelle recenti elezioni Italiane la "volontà popolare" ha fatto giustizia di teocon e fascisti,ed ha dato responsabilità di governo ad una forza di centro-destra,moderna,Atlantica e saldamente filo occidentale.



Lou B.
... , aprile 16, 2008 15:19

Guarda che negli Stati Uniti il "fronte antiabortista" è molto più "forte ed autorevole" che in Europa così come lo sono il fronte abortista, quello transessuale, quello per la legalizzazione della pedofilia ecc... Un sistema "intrinsecamente ingiusto e perverso" funziona così.
Vedi anche alla voce "bipensiero".



Stefano
... , aprile 16, 2008 15:41

Chiamare Paolo VI "cretino" è segno di enorme e becera ignoranza. Il resto la solita solfa degli strattonatori dello Spirito Santo.


Clara Fonte
... , aprile 16, 2008 15:43

Quello che volevo dire col post precedente è quanto segue. Frequento EFFEDIEFFE da anni ormai. Mi sono fatto l'idea (si: sono un uomo) che il suo scopo sia di creare reazioni emotive nei lettori. Una cosa giusta ma non risolutiva. Perchè non puntare ad un miglioramento concreto? Scegliere un bersaglio a portata di mano e provare a colpirlo?


Alberto
Padova , aprile 16, 2008 15:55

Per Clara Fonte,
anche il divorzio va combattuto e abolito.
Nei casi di violenza, invece, al posto di giustificare il divorzio, bisognerebbe procedere con la carcerazione immediata.
Tenga conto che legittimare il divorzio, non ha fatto diminuire ne' stupri ne' violenze, che anzi sono aumentati a causa di atteggiamenti femminili che attizzano un istinto animale proprio del maschio.

Per quanto riguarda una donna che non vuole il bambino, prima va' emarginata, poi comunque volendo esistono sempre dei centri di accoglienza (orfanatrofi) dove da sempre, vengono cresciute le persone indesiderate...
e fatalita' il 99% e' gestito da suore cristiane...mah! che strano...!!






Silvano Maria
Novara , aprile 16, 2008 17:06

Manca solo la coscenza che la nostra Fede ci impone i dieci comandamenti. Il Catechismo di San Pio X, oggi considerato obsoleto, insegna al buon cattolico ciò che deve fare e ciò che è bene che non faccia. Il nostro Creatore ci ha forniti di ogni giusto riferimento per non perdere mai di vista il nostro obiettivo finale: DIO. Partendo dai nostri doveri, possiamo poi semplicemente passare ai nostri diritti. Abbiamo dimenticato che GESU' è il RE DEI RE. Solo così potremo essere additati dagli altri e sentirci dire che siamo proprio cattolici, seguaci di CRISTO, vale anche per i capi di stato e i politici in generale. Possiamo dire che da Giovanni XXIII in poi sono stati Papi che hanno messo al centro la loro presunta intelligenza, il loro desiderio di dare una svolta a una Chiesa bacchettona; è un po' forte il termine "cretino", sicuramente sprovveduti dall' aiuto dello Spirito Santo. Ferrara ha posto un problema, non in termini cattolici, non credo più ai piccoli passi, credo invece che è o si si, o no no, altrimenti ci si perde in chiacchiere. Questo sito ci permette di avere dei riferimenti, dei giudizi che in altre parti non si trovano: è un grande aiuto: GRAZIE.


Clara Fonte
... , aprile 16, 2008 17:53

Espando il concetto. Blondet è sicuramente uno degli oratori migliori di Internet. Lui saprebbe ben mostrare l'illogicità della legge sul divorzio ma, soprattutto, parlare delle tragiche situazioni che crea. Ho visto un articolo delle Iene in cui si mostravano i casi più tristi: ad esempio un padre di famiglia che non può vedere i propri figli ed è costretto a pagare un assegno che lo riduce a vivere in un camper. Tra l'altro pagava anche il mutuo della casa in cui la moglie risiedeva. Sono convinto che le donne siano mediamente molto più ragionevoli degli uomini. Anche la femminista più assatanata messa di fronte all'evidenza capitolerebbe. Blondet saprebbe come catalizzare il loro rancore verso chi le ha spinte ad accettare una legge per loro vantaggiosa ma ingiusta, di fatto degrandandole.
Oltre all'esposizione in calce all'articolo un bel link a una petizione online che anticiperebbe un referendum abrogativo. Ci sono un'infinità di dettagli che non conosco e andrebbero sistemati ma l'importante è, creata l'indignazione, dare anche modo di sfogarla. Perchè il sito deve servire a risolvere i problemi e non ha monitorare i topi da laboratorio.



Condor
Roma , aprile 16, 2008 19:06

per Samizdat:
Non solo. Perchè non dicono che c'è anche una scomunica latae sententiae per chi induce e collabora?



Roberto
Oristano , aprile 16, 2008 22:00

Cara Paola,
condivido pienamente i concetti e i dati di fatto su aborto e anticoncezionali. Tuttavia non condivido i modi e i toni di critica e alcune cose che dici sul Concilio Vaticano II. E' vero che a noi laici spetta fare critica delle decisioni del magistero, ma il fatto delle traduzioni in Italiano della messa e delle preghiere non è mica colpa di Paolo VI. Purtroppo ci sono state infiltrazioni pesanti dei poteri occulti all'interno del Concilio, è di loro la colpa.
Va bene combattere per la Chiesa e, su ciò, ci segue e ci protegge l'Arcangelo Michele; però bisogna creare un'intellettualità, una critica, in cui il meno possibile ci sono le nostre opinioni personali e il più possibile ci sia la Verità.
Un saluto



Carmelo
Messina. , aprile 17, 2008 00:10

"Abbiamo dimenticato che GESU' è il RE DEI RE. Solo così potremo essere additati dagli altri e sentirci dire che siamo proprio cattolici".


La società non è formata soltanto da cattolici.



Riccardo
Aosta , aprile 17, 2008 11:04

Una doverosa precisazione: il Novus Ordo Missae non è 'una traduzione in italiano' della Messa di San Pio V. È un tentativo di trasformare la Messa di sempre in qualche cosa d'altro, con l'intervento di framassoni à la Bugnini. Cordialità


Paola Distilo
Galatro (RC) , aprile 17, 2008 11:34

Dissento in pieno su quanto ha detto Alberto riguardo al divorzio e allo stupro; primo: lo stupro è colpa dello stupratore e basta, non c'è alibi, alcuni uomini sono stupratori per loro carattere, altri, la maggioranza per fortuna, no, e questo a prescindere dalla donna che hanno davanti; secondo: il divorzio non è un crimine efferato, non ha di fatto niente in comune con l'aborto, si vive in case separate invece di odiare il coniuge stando per forza nella stessa casa, può essere sbagliata la legge sugli alimenti che ha penalizzato alcuni ingiustamente, per il resto, se non c'è un'altra relazione, anche la Chiesa dice che non è peccato, e se c'è un'altra relazione, ovviamente, è peccato anche se si abita insieme. Quanto a Stefano che critica il mio giudizio su Paolo VI, ebbene, non stava certo al Papa di indebolire la Chiesa cattolica, si è comportato come un nemico interno, ha fatto perdere autorevolezza alla Chiesa, a se stesso, ai suoi successori, la gente è autorizzata dal papa stesso a considerare i dogmi della Chiesa cattolica un'opinione come un'altra. Questo lo potevano pensare in buona fede i protestanti, in buona fede gli atei, ma il Papa, in buona fede, non lo poteva pensare. E allora, o era un cretino, o non era in buona fede.


P.Danilo Scomparin, I.M.C.
Olbia , aprile 17, 2008 12:54

Anche in questo articolo, Sign. Daniele Arai, lei continua caparbiamente a screditare la figura di Paolo VI. A che pro? Per seminare zizzania? Perché non legge qualche buon libro su questo papa? Possibile che si debba per forza dar credito alle teorie di don Villa o dei suoi pedissequi contratelli? Il Cristianesimo è giunto al suo compimento, lo capisce si o no! Lasci stare la Vergine Perenne di Fatima, non la tiri in ballo per confermare le sue teorie. è ora che si metta a riparare al discredito da lei semimato contro la Chiesa, la Liturgia cattolica, il Sacerdozio, i Sacramenti, le Encicliche. Possibile che solo lei abbia capito tutto dei 2000 anni di Cristianesimo? Da buon cavaliere si mette alla difesa della Chiesa, di questa Chiesa, e di quel poco o tanto che è rimasto. Se proprio vuol parlare di tradizione cristiana, si metta a studiare quella dei "40 giorni post-pasquali", e lasci stare le fissazioni dei tradizionalisti, dei sedevacantisti, ecc. Buon Lavoro. P.Danilo Scomparin, Olbia, 17 aprile 2008.


Riccardo
Aosta , aprile 17, 2008 13:41

Se non è disturbo, vorrei rivolgere una domanda al Padre Danilo. Mi scuso anticipatamente riguardo al fatto che su questi argomenti mi faccio sempre prendere un po' dalla foga; vorrei però chiarire che i miei intenti non hanno caratteri polemici, bensì desideri di chiarezza. Detto questo, passo alla mia domanda (che è una domanda multipla).
Le chiedo, Padre Danilo, in che cosa sia consistita la grandezza di un Pontefice come Paolo VI. Poichè non basta dire che è stato un buon, o un grande Papa, se si vuol fare un discorso serio e compiuto: bisogna argomentare se si vuol 'difenderlo', o sbaglio? Dunque Le domanderei qualche ragguaglio su questa figura di Pontefice, che a me personalmente ha sempre fatto una pessima impressione, trasmettendo un'idea fin troppo dubbiosa e amletica, aperto verso una certa intellettualità ben poco cattolica, ben poco incisivo nella difesa delle fede (anzi...), addirittura disastroso nella vicenda del Novus Ordo ( che mi pare un attentato alla Santa Fede Cattolica). Poi, per carità, potrei benissimo essere io ad aver preso una gigantesca cantonata, per l'appunto, però, mi piacerebbe sentire qualche argomento valido che possa contrastare questa vera o presunta cantonata. Cordiali saluti Riccardo



A. Daniele
... , aprile 17, 2008 14:44

Cari amici, non dico affatto che solo l'America abbia portato a questa tendenza di disumanizzazione. Dico che lo fa come potenza egemone e perciò con una respon-sabilità più alta in tale processo d’“inciviltà”. Parimenti non penso che il pensiero di Paolo VI, e tanto meno quello di Roncalli (quale?) siano la grande causa del decadi-mento cattolico. Dico che gli errori che partono in nome del Papato cattolico sono i più micidiali perché vettori di male che raggiungono ambienti che si ritenevano esenti.
In questo senso una potenza egemone, come un chierico che occupa la Sede papale, partecipa in modo molto più grave al corso del degrado presente; dovrebbero diffen-dere princìpi e invece incorrono in tendenze degradanti, di cui l’aborto è il caso limite. Infatti, poiché la libertà morale non è che uno dei capitolo della libertà di religione, si può dire, “in extremis”, che l’aborto rientra nelle aperture della dichiarazione “Dignita-tis humanae” sull’ordine civile fondato sulla libertà affidata ai poteri civili. Quindi è vero e cattolico quanto dice duramente Paola su Paolo VI: o era un cretino o era in mala fede.
E l’effetto di questo dilemma è tragico perché si estende ai suoi poveri ammiratori, come sia P. Scomparin, che anche nel commento a questo articolo continua caparbiamente ad accreditare la figura di Paolo VI come se le sue idee fossero quelle della Chiesa. A che pro? Per seminare zizzania? Perché non legge qualche buon libro, per esempio di don Villa, su tale chierico? Con lui il Cristianesimo è giunto al compimento della sua demolizione, lo capisce si o no, perché perfino lui l’ha capito!
Provi a capire la visione offerta dalla Vergine Perenne di Fatima, per aver conferma di questa demolizione epocale. È ora che si metta a riparare al discredito semimato dai chierici modernisti giunti in alto loco per operare contro la Liturgia cattolica, il Sacerdozio, i Sacramenti, le Encicliche. Possibile che lei non abbia capito dopo 2000 anni di Cristianesimo che la Chiesa non va identificata con nessun chierico, men che meno a quelli che intendono aggiornarla al mondo e all’ONU?
Buon lavoro se riuscirà a guarire dalla sua infatuazione verso i paramenti papali.
Ciò è quanto inquina oggi gravemente la fede divina della Chiesa.



P.Danilo Scomparin, I.M.C.
Olbia , aprile 17, 2008 17:04

Cari amici, non adoro nessun papa, mi sottometto nell'obbedienza, cosa che voi non fate, voi pregiudicate, giudicate e condannate ben cinque papi, particolarmente il "Flos florum"; che Dio abbia miserticordia di voi. Cordiali saluti, P.Danilo Scomparin.
P.S.: Signor Arai quell'espressione poco felice "guarire dalla sua infatuazione verso i paramenti papali" poteva proprio risparmiarsela, in quanto proprio la sua conventicola sembra infatuata invece del tricorno e del manipolo. E chiudiamo qui il discorso una volta per tutte. Che Dio ci scampi e liberi. Brrr.



giorgio da verona
... , aprile 17, 2008 17:08

Caro p. Danilo, sul sito "Petrus" (Papanews) è comparsa un editoriale contenente gravi considerazioni riguardo alla comunione sulla mano, dalla sua prima introduzione in età recente (in Olanda...) fino al suo recepimento in Italia (1989).
Questo articolo è stato letto e commentato su Radio Maria, che non è propriamente del campo tradizionalista. Quel che prima era sostenuto da settori marginali o emarginati del clero italiano (quel povero p. Villa ne ha avuto di umiliazioni!), si trova ora argomento centrale in una revisione liturgica ormai indifferibile.
La sottovalutazione della importanza della liturgia che fa apparire "fissazioni " gli argomenti della contestazione tradizionalista , è un grave errore di prospettiva. Mi pare che in questo senso dovrebbe "aggiornarsi": oggi, l'autentico aggiornamento è ripensare sinceramente gli errori di questi quarant'anni, a qualsiasi livello, con amore e attaccamento alla Chiesa di Cristo, indefettibile come istituzione, ma guidata da uomini che possono errare od omettere loro precisi doveri, anche in buona fede. Non potranno che venire dal soglio pontificio le parole che faranno cessare questo sbandamento: solo il Santo Padre ne ha l'autorità ed il dovere. Io attendo fiducioso. Saluti cordiali e buona missione.



P.Danilo Scomparin, I.M.C.
Olbia , aprile 17, 2008 17:11

Per Riccardo di Aosta: prima di rispoderle vorrei sapere da che parte milita. E vorrei aggiungere: chi siamo noi per giudicare l'operato di ben cinque Papi? Il post-Concilio io l'ho vissuto tutto sulla mia pelle e con me un miliardo di anime, vogliamo adesso buttar via tutto solo perché a 60.000 tradizionalisti non piace il Papa? Che Dio ci salvi!


P.Danilo Scomparin, I.M.C.
Olbia , aprile 17, 2008 18:23

Per Giorgio da Verona: mi pare di aver capito che lei è un tradizionalista. Bene, perché non me l'ha detto subito? Non sto al vostro gioco, per cui non le dirò cosa penso io riguardo la ricezione della Comunione nella mano; le dico soltanto che quando si introdusse tale pratica mi trovavo a Londra, sotto il card Heenan, un super tradizionalista, il quale tra l'altro aveva già ottenuto, siamo nel 1972-73, l'indulto di continuare la celebrazione della Messa col Messale di San Pio V; si disse che era la pratica nella Chiesa primitiva. Lo era o non lo era? Chiediamolo agli storici. Comunque il cardinale fece un'indagine e costatato che il popolo voleva riceverla nella mano, la si cominciò a ricevere nella mano. Cosa sia successo in Italia, non lo so, perché non c'ero. Ho letto i libri di don Villa e anche tanti altri di sedicenti tradizionalisti; e mi chiedo: possibile che abbiano ragione sempre e soltanto loro? E tutti gli altri studi sarebbero tutta zavorra? Suvvia siamo seri! "Aggiornamento" mi dissero significava ritorno alla genuina tradizione, ai Padri, così mi dissero e così ho creduto. Guardi che io la Divina Liturgia la celebro tutte le mattine, e quindi è per me importantissima, ma certamente non le dirò quale messale uso. Se la Chiesa attuale si accorge che ci sono stati degli errori nelle traduzioni pensa che non li correggerà? E lei crede che io non ne abbia trovati e se li ho trovati non li abbia segnalati? Per credere, accettare e vivere la tradizione bisogna per forza essere dei tradizionalisti? E magari rifiutare quattro o cinque Papi? Dal mio punto di vista, tradizionale, il ritorno al Canone Romano mira al ripristino e conservazione di quel palinsesto che è il Latino, di modo che, ad esempio, la formula consacratoria possa facilmente essere ricondotta all'originale greco. Le faccio un esempio: l'espressione: "filii sponsi" è la traduzione esatta del testo greco corrispondente; in italiano si trova: "invitati a nozze", "amici dello sposo", "testimoni di nozze" ed altre corbellerie. Ai traduttori non aderendo al testo greco, come fa la traduzione latina, sembrava incredibile che si dovesse tradurre "Figli dello Sposo" e intendere Figli dello Sposo celeste o divino. Non le sembrano queste cose importanti da segnalare all'autorità competente, piuttosto che altre che potrebbero essere meno importanti? Come mai nessuno si è ancora "scagliato" contro la traduzione dei Salmi che abbiamo nel Breviario? Forse che i tradizionalisti non li leggono mai? Sono la traduzione, nemmeno esatta, del testo ebraico masoretico e non più del testo greco della LXX. La cosiddetta Bibbia ebraica masoretica fu redatta a partire dal I sec. d.Cr. in contrapposizione con la Chiesa nascente. Forse ripristinate i Salmi della LXX sarebbe una buona battaglia. Cordiali saluti, P.Danilo Scomparin.
P.S.: provi a pensare, se lo vuole, come mi trovo io che da 31 anni distribuisco la Comunione a chi in bocca e a chi in mano, secondo la volontà dei comunicandi, e guai a me se magari sbaglio, quello o quella non verebbero più alla Messa. E andrebbero per tutta la città a dire che P.Danilo è un gran piffero. Ci provi.



Riccardo
Aosta , aprile 17, 2008 18:23

Gentile P. Danilo, personalmente cerco di militare dalla parte di Gesù Cristo, pur con molte difficoltà, data la mia natura di peccatore. Cordialmente


P.Danilo Scomparin, I.M.C.
Olbia , aprile 17, 2008 20:06

Ancora per Giorgio di Verona: nei miei appunti trovo quanto segue: Nella prima antichità cristiana, la Liturgia era culto reso a Dio da tutta la comunità, la preghiera era fatta dal sacerdote al plurale. I fedeli assumevano il Corpo di Cristo da sé, dopo averlo ricevuto sul palmo della mano; spesso portavano l'Eucaristia nelle loro case per cibarsene da sé durante la settimana. Un po' alla volta la situazione cambiò: il celebrante si distanziò dalla comunità, seguendo l'altare spostato sempre più verso lo sfondo dell'abside; il popolo non parlò più, non poté seguire le letture fatte in una lingua sconosciuta da un lettore che gli voltava la schiena.
L'8 dicembre 1965, Paolo VI sigillava: "Queste cose abbiamo sancito e stabilito, decretando che le presenti lettere siano e permangano ferme, valide ed efficaci, che sortiscano e ottengano pieni e integri effetti; e che siano pienamente convalidate da coloro ai quali spetta o potrà spettare, ora e in futuro,; e così si deve giudicare e definire; che sia invalido e senza valore da questo momento tutto ciò che sarà attentato contro queste cose da qualcuno o da qualsiasi autorità scientemente o per ignoranza".
Cordiali saluti, P.Danilo Scomparin.



Silvano Maria
novara , aprile 17, 2008 22:05

ho l'impressione che questo Padre Danilo abbia molto tempo da dedicare a questo sito. ma lei è un prete? dove trova tutto questo tempo, peraltro per discretamente offendere gli interlocutori? Provi a cominciare a celebrare la Santa Messa di San Pio V, provi perlomeno a notare la differenza tra le due Messe, poi se trova ancora il tempo da dedicarci, si rifaccia vivo, ma non prima. SIA LODATO GESU' CRISTO.


giorgio da verona
... , aprile 17, 2008 23:05

Caro p. Danilo, Paolo VI, se ricordo bene nel 1969, chiese ai vescovi un parere riguardo alla comunione sulla mano, e ne raccolse un generale diniego. E quindi non la ammise, e la trattò come un abuso. Anche Giovanni P.II si dichiarò contrario. Sono tutti pareri raccolti in documenti ufficiali. Lei dovrebbe proprio rintracciare quel testo che le ho segnalato, perchè la storia è interessantissima, ed il sito autorevole. Per quanto riguarda la sua situazione, lungi da me giudicarLa, non mi spetta e la stima che ho per Lei come sacerdote, persona consacrata al servizio di Cristo, non ne viene diminuita. Ma credo di capire il suo disagio. Qua a Verona conosco un sacerdote, piuttosto noto ormai anche oltre la città per le sue belle pubblicazioni di carattere apologetico e spirituale, che non ha accettato questo modo di distribuire l'Eucarestia, e in un libretto ha spiegato le sue motivazioni, che ora, sorpresa!, risaltano anche nell'articolo già da me citato! In esso viene sollevata anche l'ingiustizia di permettere la scelta del modo di ricevere l'Eucarestia ai laici e non ai sacerdoti. Infine, una considerazione: caro padre, dal ritratto piuttosto cupo che ci dà della liturgia antica, verrebbe da chiedersi come ha fatto la fede a durare tanti secoli nel cuore dei popoli, e financo ad espandersi in tutto il mondo... Dove sono invece i successi della liturgia riformata?... "dai frutti li riconoscerete"...


P.Danilo Scomparin, I.M.C.
Olbia , aprile 18, 2008 07:51

Prendo atto che con i tradizionalisti non si può dialogare, me ne ritorno al mio eremo a "battere i serpenti". Posso farlo o è anche questo modernismo? Cordiali saluti. P.Danilo Scomparin. Olbia, 18 aprile 2008.


giorgio da verona
... , aprile 18, 2008 09:12

Una ultima cosa per p.Danilo: ho molto apprezzato, pur nella sua brevità, l'affresco degli usi liturgici più antichi, come del resto il dotto esame che ha condotto su alcune traduzioni. Bisogna stimare tutte le espressioni di fede che hanno sorretto ed evidenziato la fede dei nostri padri o comunque fratelli in Cristo. Sono convinto che i confronti siano sempre utili: l'ecumenismo sballato che per lo più oggi è praticato, è volto alla direzione sbagliata. Ricomporre il mondo cattolico nella Verità, pur nelle sue molteplici espressioni, mi sembra più fruttuoso, oltre che obbligato. Cordiali saluti e buona missione.


Riccardo
Aosta , aprile 18, 2008 10:22

Già, l'undicesimo comandamento, non scritto ma ampiamente praticato dalla Chiesa conciliare: 'NON DIALOGHERAI COL TRADIZIONALISTA'. Che credo Lei, Padre Danilo, identifichi con il serpente da battere, pur non dicendolo apertis verbis.


giorgio da verona
... , aprile 18, 2008 12:00

Spero di no, Riccardo! In ogni caso il tempo è galantuomo. C'è già una forma di giudizio, qui, sulla Terra. Chi ha vissuto gli anni Settanta, può ricordare quel che sembrava l'immane ondata del comunismo che in campo culturale e giornalistico spadroneggiava in Italia. Cosa è rimasto di ciò? Ogni tanto bisogna pensare agli imperi della storia ridotti in polvere, e come i tempi moderni consumino tutto con una velocità impressionante. Così sarà dell'ultimo Concilio, che mons Lefebvre definiva per la maggior parte accettabile, e ne chiedeva una sua rivisitazione alla luce della Tradizione...salutoni!



Scrivi un commento :
* Tutti i commenti saranno moderati dalla redazione

busy
 



Ultime notizie in questa sezione :
L’italiano, un ignorante indaffarato
Ludovico Polastri
Prede e cacciatori
Ludovico Polastri
Le crisi tutte convergenti
Maurizio Blondet
In questi nostri strani tempi, sono i militari a dire le verità: i politici civili...
Psichiatri deviati
Ludovico Polastri
Come ci rapinano, truffano e spogliano
Maurizio Blondet
Il peso della casta è, in questi mesi, ancora aumentato. Non c’è alcuna...
Californication
Giuliano Rodelli
«Credo quia absurdum…»
Giuliano Rodelli
L’aborto e lo scandalaloso «L’Osservatore Romano»
Marco Arosio
Pubblicità

Pubblicità



Libreria Ritorno al Reale
 
EFFEDIEFFESHOP.com
La libreria on-line di EFFEDIEFFE: una selezione di oltre 1300 testi, molti introvabili, in linea con lo spirito editoriale che ci contraddistingue.




 
Servizi online EFFEDIEFFE.com  
 
Archivio EFFEDIEFFE : Cerca nell'archivio
EFFEDIEFFE tutti i nostri articoli dal
2004 in poi.
 
Lettere al Direttore : Scrivi a
Maurizio Blondet
 
Iscriviti alla Newsletter : Resta
aggiornato con gli eventi e le novita'
editorali EFFEDIEFFE
 
Chi Siamo : Per conoscere la nostra missione, la fede e gli ideali che animano il nostro lavoro.
 



Donate con Paypal : Sostenete EFFEDIEFFE.com con le vostre donazioni.
 
Redazione : Conoscete tutti i collaboratori EFFEDIEFFE.com
 
Contatta EFFEDIEFFE : Come
raggiungerci e come contattarci
per telefono e email.
 
RSS : Rimani aggiornato con i nostri Web feeds
 
Appuntamenti EFFEDIEFFE : Gli Eventi pubblici  EFFEDIEFFE in Italia e nel mondo.


EFFEDIEFFE Giornale Online (C) EFFEDIEFFE edizioni - VIGNANELLO (VT) - Centignano - Pian del Castagno - Tel.: 335.21.43.48 || All rights reserved
Codice fiscale nr. 97443950155