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«La si può mettere solo così: un’altra incredibile disfatta per il governo»: la repressione antiterrorismo americana si è inceppata da tempo. Il processo-farsa dei 6 attentatori del nuovo 11 settembre si trascina ormai da 2 anni senza un verdetto di colpevolezza. Il modello americano non è tutto «da imitare».

Altro «complotto islamico» smentito

Maurizio Blondet    18 aprile 2008
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Tredici giorni in camera di consiglio. Poi una giuria di Miami ha gettato la spugna: non riesce ad esprimere una condanna per sei tizi accusati dall’FBI di preparare un attentato islamico alla Sears Tower, e arrestati nel 2006 con gran grancassa mediatico-politica (Bush in persona celebrò l’arresto come esempio della sua strategia  di «prevenzione» degli atti terroristici, funzionante dopo l’11 settembre). Il bello è che si tratta, per i sei poveracci, della seconda volta (1).

Anche a dicembre un’altra giuria chiamata a giudicarli non riuscì ad arrivare a un accordo; per un settimo imputato, quella giuria si pronunciò per l’innocenza.

Ora il giudice distrettuale Joan Lenard ha dichiarato anche il secondo processo «invalido e inconclusivo», ed ha convocato i procuratori d’accusa federali il 23 aprile per sapere se gli accusatori intendono aprire un terzo processo alle stesse persone per lo stesso - presunto - reato. USA, la vera culla del diritto.

«La si può mettere solo così: un’altra incredibile disfatta per il governo», ha detto Matthew Orwig, già «attorney» del Texas ed ex membro del comitato antiterrorismo del Dipartimento della Giustizia USA.

«E’ raro che dei procuratori federali perdano la causa così clamorosamente; in USA, ottengono la condanna nel 90% dei casi. Ancor più raro è che un processo sia invalidato due volte, e lo si rifaccia una terza».

Sì, perchè è il governo Bush e il suo ministro della Homeland Security che si sono mossi con straordinario accanimento contro i sei cosiddetti «terroristi islamici»  e «membri di al Qaeda».

In realtà i sei, haitiani di origine, non sono nemmeno musulmani, ma seguaci di una delle mille fanta-religioni americane: la loro si chiamava «Moorish Science Temple» (miscuglio di giudaismo, luteranesimo e islamismo, tutto di seconda mano).

Il loro capo, Nearseal Batiste, una figura nota nei quartieri bassi di Liberty City (Florida) dove abitava perchè girava con una lunga veste e un lungo bastone, come un Mosè colorato, e reclutava giovani per la sua fede.

Nelle perquisizioni, la polizia ha trovato nelle case dei membri del gruppo alcuni machete e una pistola (raro ritrovamento, in USA); mai c’è stata la minima prova che i tremendi terroristi abbiano almeno tentato di comprare esplosivo o di fare piani concreti per l’attentato a Sears, che è il grattacielo più alto degli stati Uniti, nel lontano Illinois.

Tutto il castello accusatorio si basa su centinaia di intercettazioni telefoniche e ambientali nonchè video dei sei, che facevano discorsacci eversivi fra loro (la «Moorish Science» non riconosce il governo USA), ma soprattutto con due «arabi» venuti appositamente da «lontano», che li avevano contattati per aiutarli a meglio attuare i loro piani criminosi, a nome di Al Qaeda.

Non stupirà sapere che i due «arabi» erano informatori pagati dell’FBI, e che le loro testimonianze sono state il pezzo forte dell’accusa. Uno dei due informatori-provocatori, noto al gruppo come «Fratel Mohammed», ha persino esibito un video in cui lui in persona ottiene dai sei un giuramento di fedeltà ad Al Qaeda. Fratel Momammed si chiama in realtà Elie Assad, nome che sembra un pochino israelitico.

Il profeta Batiste si è difeso sostenendo che aveva dato corda all’arabo, nella speranza di carpirgli i 50 mila dollari che questi gli aveva promesso per l’impresa. Risulta infatti che Batiste aveva chiesto a «Mohamed di Al Qaeda» auto, mitragliatori, scarponi militari e uniformi (un gruppo terrorista deve essere in divisa, si sa), fornendo persino il numero di piede dei suoi «soldati». Con sua meraviglia, l’arabo di al Qaeda-FBI gli aveva consegnato effettivamente gli scarponi militari, e tutti della misura giusta.

Allora Batiste il terrorista chiede di più: binocoli, radio rice-trasmittenti, giubbotti antiproiettile, veicoli e 50 mila dollari in contanti. Una fortuna, nei quartieri haitiani di Liberty City Florida, ma ovviamente una sciocchezza per Osama Bin Laden.

Nell’attesa, Batiste ed alcuni dei suoi incontrano il rappresentante di Al Qaeda e mostrano vivo interesse a partecipare a corsi di addestramento della Al Qaeda medesima; Batiste in persona si dichiara decisissimo a «scatenare una guerra terrestre in piena regola» contro gli USA e compiere una missione «tanto grossa come l’11 settembre o anche di più». Tutto registrato dall’emissario.

Quando l’emissario chiede un giuramento di fedeltà al Gran Terrorista, come dirgli di no? Tuttti giurano, i membri del commando: Patrick Abraham, Stanley Phanor, Naudimar Herrera, Burson Augustin, Lyglenson Lemorin, Rotschild Augustine (nomi molto islamici, come si vede).

Poi però non si tratta più di abbattere la Sears Tower di Chicago (troppo lontana dalla Florida), ma di far saltare cinque palazzi dell’FBI in cinque città.

Batiste riceve dall’uomo di Al Qaeda anche una bella videocamera, con cui riprendono insieme una «bella ripresa» della sede FBI di North Miami Beach. Altra prova a carico.

Nel maggio 2006, Batiste dice all’uomo di Bin Laden (FBI) che c’erano intoppi e ritardi nel progetto criminoso, per via di disaccordi nell’organizzazione; ma che era interessato a mantenere buoni rapporti con Al Qaeda anche per il futuro (e grazie ancora per la videocamera). A quel punto, l’arresto.

Brividi di paura nell’opinione pubblica USA, ben agitata dai media che strillano al nuovo 11 settembre, fortunatamente sventato. I sei congiurati finiscono in galera (ci sono da allora) e rischiano almeno 70 anni di carcere. Poi i due processi.

Nel primo, la giuria non raggiunge i voti per la condanna. Nel secondo, la giuria (cinque donne e sette uomini) ha segnalato al giudice federale per ben due volte di non riuscire a raggiungere l’accordo sulla colpevolezza.

Ogni volta, il giudice Lenard ha ordinato alla giuria di provarci ancora, diligentemente. E quelli si sono sforzati, ma senza risultrato. Processo nullo.

«La giuria ha discusso questo caso da capo a piedi, ha deliberato», dice Rod Vereen, l’avvocato di uno dei sei (Phanor): «Quando è troppo è troppo».

Il fatto è che i sei restano dentro, nè colpevoli nè innocenti. Il solo che è stato assolto già nel primo processo, Lemorin, sta per essere espulso ad Haiti, patria dei suoi nonni, per terrorismo.

E’ questa l’America che il Santo Padre ha additato a «modello» per l’Europa: e infatti stiamo imitando, e lo imiteremo sempre di più granzie a Frattini.

Finchè c’è il tempo, sarà il caso di notare che processi come questo sono avvenuti a decine: e mai, mai, in USA, un vero e proprio terrorista islamico è stato comprovato colpevole - tranne che a Guantanamo: a porte chiuse, senza avvocati e senza giuria.

Anche questo modello è da imitare?




1) Curt Anderson, «Deadlocked jury forces 2nd mistrial in Miami terrorism case», ABC News, 16 aprile 2008.


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Commenti (37)add comment
Stefano
Roma , aprile 18, 2008 07:21

In cauda venenum. Blondet, giù la maschera: ce l'ha più con Bush o col Papa?


roberto
PONTREMOLI , aprile 18, 2008 08:01

si, non manca molto che pure da noi si importerà qualche splendido mdello di siffatta democrazia, dalla terra dei massoni "paladini" della libertà, del progresso, del transgenico, dell'aborto, del gay power,della scienza-moloch e di tanti altri progressi, ad infinitum


stefano
colla , aprile 18, 2008 08:07

Bell'articolo, Blondet.
Ala domanda del lettore se Lei "ce l'ha più con Bush o col Papa", mi sento di rispondere io: Blondet ce l'ha con l'ipocrisia.
Come dargli torto?



E. Romoletto
Tradate , aprile 18, 2008 08:14

Il Santo Padre è sostanzialmente un impolitico, ne abbiamo già avuto molte prove. In futuro qualche nemico della Chiesa potrà denigrarne la memoria definendolo "il papa di Bush" come Pio XII è stato definito da nemici della Chiesa e mentitori spudorati "il papa di Hitler" (invettiva ripetuta da Condoleezza Rice per attaccare Giovanni Paolo II quando condannò la guerra di aggressione all'Iraq).


DANIELA
TORINO , aprile 18, 2008 08:21

HO LETTO SUL SUO LIBRO GLI "ADELPHI" DELLA DISSOLUZIONE : "NON SI FACCIA ILLUSIONI: ANCHE CONTRO LA CHIESA NON ESITERA' A USARE LA PIU' INAUDITA VIOLENZA, SE LA CHIESA SI RIFIUTA DI DIVENTARE UN SEMPLICE SUPPORTO DELLA SOCIETA' BORGHESE." LO STA DIVENTANTO ?


Massimo Granata
Lomello (PV) , aprile 18, 2008 08:23

Sig. Stefano, il direttore ce l'ha con l'incomprensione che la gerarchia e il Papa sembrano avere per l'universo USA modellato dalla menzogna istituzionale propugnata dai seguaci di Leo Strauss.
Dott. Blondet mi corregga se sbaglio



luca
veneto , aprile 18, 2008 08:27

l'altro giorno bin laden aveva appena minacciato berlusconi e il papa :):):)


Stefano M
Roma , aprile 18, 2008 09:03

Ottimo articolo, come sempre. Mi pongo la domanda: Ratzinger è un ingenuo oppure sorvola in modo leggiadro su tutte le porcherie di Bush? Ma il papa avrebbe una grossa responsabilità per l'incarico che ricopre e per i milioni di fedeli nel mondo. Dovrebbe dire qualcosa. Ma questo Papa, l'ho già detto, non ha lo slancio umano e missionario di Woytila, è solo un grande uomo di dottrina. Non è il Papa di cui avremmo bisogno adesso.


Giovanni
Roma , aprile 18, 2008 09:06

Il riferimento al Papa, come fosse un sempliciotto ministro degli esteri di un qualsiasi stato alleato, è completamente fuori luogo.
Quello che per noi è "solo" un compito, cioè trovare e sottolineare il buono in ogni occasione, caro Blondet (e non è la prima volta che le faccio notare questa sua tendenza a vedere tutto e solo il male), per il Santo Padre è un dovere.
Cosa avrebbe dovuto fare il Santo Padre, parlare male di Bush. E con quale prevedibile risultato? Aggiungersi un nemico alla già lunga lista?
Non pensa sia meglio che il Santo Padre si dedichi a parlare di Cristo in persona, e basta?
Non lo ritiene prioritario su tutto? Non trova che accade già troppo spesso che i media riportano solo gli interventi "sociali" o "politici", estrapolando magari le frasi dal contesto, facendo apparire che il Papa non parli d'altro?

Ci si mette pure lei?



Stefano
Roma , aprile 18, 2008 09:17

A Blondet e tutti i pretoriani: la prossima volta che il Papa andrà in visita pastorale a Napoli mi aspetto di leggere le stesse critiche a commento delle strette di mano a Bassolino sullo sfondo della "munnezza".


antonio
roma , aprile 18, 2008 09:48

però non capisco una cosa. Perchè i complotti arabi vengono liquidati velocemente e quelli presunti israeliani invece no?


Alessandro
... , aprile 18, 2008 10:11

Ci sono avvenimenti che continuano a dirci che le cose non stanno come molte persone sono convinte che sia , nonostante ciò vedo l'ostinazione di alcuni a voler mantenere le idee pressochè invariate su posizioni ormai lontane dalla realtà , è evidente che è piu semplice continuare a credere in quello che ci è stato fato credere piuttosto che aver la forza di andare avanti e cambiare le propie convinzioni ... Mi fa particolare effetto l'affermazione di un lettore che non vorrebbe vedere il papa trattato come un ministro degli esteri qualunque. Beh a ragione del lettore non è uno qualunque e non è un ministro , ma appunto per questo motivo tale dovrebbe essere il suo comportamento nei confronti di una amministrazione che sta gettando una cattiva luce sull'intero popolo americano , che non merita un immagine simile e crea odii e morte nel resto del globo . Avere il coraggio di esprimere disappunto sarebbe un segnale di autorità ,quella che il papa ha dimostrato aver perso e a mio avviso da l'idea di un complice e della riuscita dell'elitè nella distruzione della chiesa.
Cominciamo ad usare le informazioni che ci giungono per imparare a vedere il mondo anche in contrapposizione con i modelli che vogliono passare i media ufficiali che tengono molta gente nel letargo mentale . un saluto a tutti .



Attilio Regolo
ab urbe condita , aprile 18, 2008 10:28

Il Diritto non esiste in USA, la Legge non esiste, c'è soltanto il permesso di arrichire entro certi limiti.

Chissà se qualche filoamericano di casa nostra saptà intrattenerci sui benefici di siffatta democrazia calvinista?



Riccardo
Aosta , aprile 18, 2008 10:37

Il Papa non poteva di certo andare a casa di Bush e dirgli che è quel che è, perché 'una volta a Roma, fai come i Romani'. Sarebbe stato un atto maleducato e stupido, trovandosi colà. Poteva però evitare di infilarsi nella tana del lupo, questo sì. Quando Hitler venne a Roma, Pio XI non fece scenate, semplicemente andò a Castel Gandolfo lasciando appunto i lupi a bocca asciutta,senza clamori ma con sobria coerenza.


Eliseo Malorgio
Curitiba - Paraná - Brasil , aprile 18, 2008 11:00

Gentili amici,
Non dubito della buona fede di alcuni lettori, ma non è possibile considerare il Papa come un essere infallibile. Egli è soltanto un uomo. È il rappresentante politico dello Stato Pontificio e conosce tutte le arti della diplomazia e della prudenza. Non è Gesù Cristo in terra il quale invece ebbe il coraggio di accusare apertamente i gerarchi politico-ecclesiastici del suo tempo e del suo paese apostrofandoli in pubblico con la parola "ipocriti", cioè falsi.
Io concordo perfettamente con l'analisi del sig. Blondet. I tribunali del mondo sono molto spesso una miserabile farsa nella quale trionfano quasi sempre con mille parole dotte e incomprensibili ai più, gli interessi dei più ricchi e dei più astuti. La giustizia di Dio e una cosa molto differente, anzi, è proprio l'opposto.
George Bush è un debiloide riempito di denaro da un gruppo occulto che si nasconde dietro di lui. Questa è la verità io tuttavia non desidero offendere chi discordasse, penso invece che molte persone siano vittime di un bombardamento di mezzi di informazione(strapagati). Le sue parole sono per me un faro di verità sig. Blondet. Che Iddio la protegga!
Eliseo Malorgio
Lettore residente in Brasile




p.villaggio
sanremo , aprile 18, 2008 11:18


«La chiesa cattolica non si riconosce più nel suo ruolo spirituale. Mi piacerebbe che il prossimo Papa fosse di colore, vestisse come San Francesco e organizzasse un Conclave sulla striscia di Gaza. Invece Papa Benedetto XVI, che indossa scarpette e vestigia troppo colorate, perde tempo negli Usa a dichiarare: mai più preti pedofili. Poi mi chiedo: come ha fatto la chiesa ad aspettare il 1992 per assolvere dall'accusa di Eresia il povero Galileo Galilei, vissuto secoli prima?».



Stefano
Roma , aprile 18, 2008 11:21

Sig Blondet, guardi la gazzarra che ha scatenato. Io non ho più parole, confido solo nella Parola: Luca 1:51. Che la Madonna la illumini!


Mr. Freedom
trieste , aprile 18, 2008 11:26

Il Meraviglioso GESU`,all`anticristo l`avrebbe rispedito all`inferno con due sputi sui suoi occhi malefici e non sedendosi a tavola facendo small talking con la bestia!Comunque che sia gia`entrato,l`anticristo,in vaticano,e che vi sia rimasto sono in tanti,alte cariche e non ,anche in forma anonima ad averlo affermato.


marco ruggero
roma , aprile 18, 2008 11:32

Lo sanno anche i muri che la visita del Papa da Bush ha due scopi fondamentali: il primo, riaffermare il predominio di Roma sulla chiesa cattolica americana nel tentativo, probabilmente tardivo, di impedire lo scisma e la deriva verso pulsioni da nuovo ordine mondiale;
il secondo, chiedere ed ottenere azioni di protezione delle comunità cristiane in medio oriente e nel mondo quando l'attacco ormai prossimo all'Iran trascinerà un occidente decadente e restio ad una indesiderata guerra mondiale.
Considerata l'importanza dei temi, il Papa è disposto ad accettare qualunque sgarbo che i "fratelli maggiori" americani gli impongono, anche a costo di apparire babbeo.



Mario
Roma , aprile 18, 2008 11:57

O forse il Papa pensa esattamente che gli USA siano, nonostante tutto,un modello da imitare. E su Bush, potrebbe avere le idee un pò diverse da quelle che si leggono normalmente su questo sito. E' l'ipotesi più semplice, se aveva qualcosa da dire l'avrebbe detta, come Gesù.


Viandante
ovunque , aprile 18, 2008 12:10

magari i 6 haitiani erano incazzati con gli usa per altri motivi, basta leggersi qualcosa della recente storia haitiana... ma evidentemente il terrorista "ha da esse arabo"! Stiamo parlando di una società dove, nel pieno della fobia 119, a N.Y., un certo Djallo immigrato regolare camerunense, dotato quindi di green card, venne fermato da una pattuglia di agenti indottrinati dalla "Zero tolerence" di Giuliani, intimarono all'africano di alzare le mani e stare fermo (freeze), lui, capendo poco l'inglese infilò la mano nella giacca per tirare fuori i documenti, all'europea diciamo e dimostrare la propria condizione, invidiabile, di regolare; 31 palottole bloccarono l'atto. I 4 poliziotti sono stati assolti da ogni accusa legata al brutale omicidio del camerunense.
Con molta Stima, A.M.



chiara
... , aprile 18, 2008 12:13

Purtroppo il Papa può fare solo quello che tutti gli altri capi di Stato fanno davanti alla superpotenza (ancora per poco). Ingoiare il rospo in cambio di ciò che gli serve.
E quello che gli serve sono due cose:
- protezione per le minoranze cattoliche in Medio Oriente
- che gli americani smettano di far causa alle diocesi ottenendo risarcimenti milionari per la pedofilia dei preti. Più di una diocesi ha dovuto vendersi case, terreni e anche gli occhi per piangere.

La giustizia USA funziona...



maurizio
... , aprile 18, 2008 12:16

concordo con ruggiero.
se non andava, il criminale di guerra bush avrebbe trovato il modo di sferrare l'attacco finale alla chiesa cattolica con qualche altra inchiesta ad hoc sui preti americani presuenti colpevoli di pedofilia.
Il Papa fa quel che può: non possiede mass-media, non possiede divisione corazzate. Ha solo al sua parola; che spesso e volentieri viene travisata e manipolata.



Pierpaolo
Trieste , aprile 18, 2008 12:53

Più che fare il Papa, Benedetto XVI cerca di fare il Wojtyła.
E non ce la fa. Facesse il Ratzinger, facesse il teologo, restasse in Italia, con qualche puntatina in Baviera ed in Austria, probabilmente ci riuscirebbe molto bene.



maurizio
... , aprile 18, 2008 13:20

@ chiara.
a pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca.
solo io penso che le inchieste usa sono montate ad arte x eliminare la chiesa cattolica e far rimanere solo i filo-giudei evangelisti, luterani, battisti e chi ne ha ne metta ?



FAbio
... , aprile 18, 2008 13:38

giu la maschera?? caro stefano la cecità sua e di altri per questo papa che voi credete infallibile e investito da chissa quale mandato celeste vi impedisce di cogliere la lucidità degli articoli di Blondet, ha ragione da vendere, un papa che va a lodare e discorrere di rispetto della vita con un carnefice assassino responsabile di centinaia di migliaia di morti (certo islamici per lei conteranno meno, per me no) che guida un abominio di nazione falsa, ipocrita, imperialista e marcia fin nelle fondamenta secondo me non é un papa degno di essere, ma secondo lei qualche centinaio di anni fà il papa si sarebbe abbassato a tale scempio morale??


Sergio
Mariano Comense. , aprile 18, 2008 15:09

Personalmente sono d'accordo con i commenti di Chiara, Ruggiero e Maurizio. Anche a me non piace vedere il Santo Padre accanto a Bush ma cos'altro poteva fare? Stefano dice che questo non è il Papa di cui avevamo bisogno ma mi domando se ci si ricorda chi erano i "papabili" presenti in conclave. Non mi pare ci fossero dei Siri o degli Ottaviani. Chi volevate come Papa? Martini? Tettamanzi? Bergoglio? Questo Papa avrà fatto anche degli errori (un pontefice è infallibile solo per questioni che riguardano la dottrina)ma è stato grazie a lui che abbiamo avuto il "motu proprio". Un altro Pontefice non avrebbe mantenuto la preghiera per la conversione degli Ebrei. Il giudizio di questo Papa lo darà prima la Storia e, in ultimo, il Signore. Noi possiamo solo pregare per lui. In quanto alle critiche sulle sue "scarpette" mi ricordano tanto quelle che Giuda Iscariota fece quando la peccatrice profumò i piedi di Gesù con l'unguento prezioso...


stefano
verona , aprile 18, 2008 15:36

Non cè da meravigliarsi che il Santo Padre così chiamato indichi la democrazia americana come modello da imitare,visto che i vari politici americani hanno fatto affari con la banca del vaticano,e che abbiano lo stesso comportamento per quanto il sistema di insabbiare le prove delle loro malefatte(vedi i vari reati di pedofilia che il papa sapendo a taciuto)quello che meraviglia di più e che ci siano delle persone che quando si tocca un potente subito reagiscono accusando o criticando un articolo come questo per lo meno lontano dalle ipocrisie dei benpensanti,generalmente bigotti.


Castruccio
Sinnai(CA) , aprile 18, 2008 16:45

L'esempio da imitare non è certo questo.
Ma è giusto un pò riduttivo prendere quella frase e questo singolo fatto.
E' come dire di seguire l'esempio degli apostoli e ricordare san Tommaso che non crede o San Pietro che rinnega il signore.
Il paragone è esagerato certo, ma non si possono mettere sullo stesso piatto della bilancia frasi di circostanza di una visita ufficiale(o forse vogliamo un bell'attacco mediatico alla Chiesa dagli USA, come se già non ce ne fossero?) e dei fatti singoli.
I problemi sono altri semmai, non certo le parole strascontate degli incontri diplomatici.




Noè
Pavia , aprile 18, 2008 16:58

Siete veramente accecati dalla superbia. Consideratevi fortunati che i tempi siano cambiati! Ribadisco ancora che il Santo Padre non ha nulla a che fare con Bush&Cie. Non siete in questo caso diverso dai media italiani che sulla stessa Pagina in cui parlano del Papa mettono anche articoli sull'erotismo. Abbiate misericordia del Santo Padre, per amor di Dio.


Silvia K.C.
Firenze , aprile 18, 2008 17:45

A forza di "porgere l'altra guancia", si finisce per "voltare la faccia" un po' troppo...ed avere una visione ridotta e faziosa.
Speriamo che al Papa,a furia di guardare dall'altra parte,non venga il torcicollo!!!



Pietro M.
Firenze , aprile 18, 2008 18:07

Bellissimo articolo.


Luca L.
Savignano , aprile 19, 2008 07:58

Un po' fuori tema, ma non troppo:

Netanyahu e l’11 settembre:
«Stiamo traendo beneficio da un grande evento, cioè dall’attacco alle Torri Gemelle e al Pentagono e quindi dalla guerra americana in Iraq». Netanyahu avrebbe aggiunto che questi avvenimenti «hanno fatto oscillare l’opinione pubblica americana in nostro favore».
(http://21e33.blogspot.com/2008/04/netanyahu-e-l11-settembre.html)

E intanto il papa va a Ground Zero a pregare per la conversione dei terroristi (intenderà mica i famosi "israeliani danzanti?"... sarebbe coerente con l'aver riportato in auge la preghiera per la conversione degli ebrei...).



graziella
... , aprile 19, 2008 09:45

qualcuno di voi ha letto "Le profezie di Papa Giovanni XXIII"?
in una delle profezie dedicata alla chiesa parla della venuta di un papa molto speciale che si scalzerà e predicherà la Parola di Cristo in tutto il mondo; più o meno lo dice con queste parole: Benedetto, Benedetto tu sei, sedici ti chiameranno.....
poi in una'altra frase dice (non ricordo le parole esatte) tuo sarà il viaggio del valore, fronteggerai il mondo e al suo immondo principe.Sarai ricevuto senza armi in mano.
Finisce dicendo che: morirà lontano, nel paese che lo ha visto nascere, a Roma non gli daranno sepoltura.
Se a qualcuno interessa, questo libro è stato scritto da Pier Carpi negli anni 60 o 70.



stefano
verona , aprile 19, 2008 10:51

povere le diocesi che hanno dovuto vendere i loro patrimoni immobiliari ma allora quanti preti pedofili ci sono? Poi già è poco etico tacere per i propi comodi,ancora più grave è elevare ad esempio


Diego
Savona , aprile 20, 2008 10:21

In sostanza l' FBI, in mancanza di veri terroristi, ha cercato di crearli dal nulla. E' così che fa prevenzione? istigando la gente ad entrare in Al-Qaeda? E' così che vengono scovati i terroristi? ahahahahaha!
E in più si sono fatti fregare fin la telecamera.



isaia
... , maggio 06, 2008 18:20

Si... usa da prendere come modello, negativo però. forse il papa ha tralasciato questo particolare...



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