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Maurizio Barozzi
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21 aprile 2008
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«Quella morte doveva essere raffigurata comunque come vile, spregevole, infame e abietta: ed ecco la necessità di ricorrere, senza timori di essere smentiti, alla più smaccata e sistematica manipolazione dei fatti... Insomma i nemici del Duce avevano bisogno non della verità, ma di vincere e possibilmente di stravincere: e il fine giustificava qualsiasi mezzo» (A. Zanella, «L’ora di Dongo», Rusconi, 1993).
«L’onesta sottomissione alla verità di cui parla lo storico francese March Bloch... non è mai piaciuta ai comunisti italiani. Ma essi hanno raggiunto un grado di mistificazione che sconfina nel paradosso, quando hanno raccontato come è avvenuta la morte di Benito Mussolini [...] ... (essi) difendono con assoluta testardaggine questa ricostruzione dei fatti che
è passata alla storia come la vulgata comunista. Oggi alla luce di recenti acquisizioni, è possibile( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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