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“La bocca sollevò dal fiero pasto…”

Filippo Giannini    25 aprile 2008
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Questa volta prego i lettori di abbandonare ogni idea malvagia, di elevare la propria mente al pensiero delle più alte virtù, dopo di ché immergersi nell’acqua sacramentata e vestire il saio francescano: stiamo per incontrare un «UOMO» che sarà Maestro immortale e stella di riferimento di bontà, di purezza cristiana e di ardimento.

Il Suo nome?
Il solo pronunciarlo mi fa «tremar le vene e i polsi»: Umberto Fusaroli Casadei; professione: partigiano (in attesa di santificazione). 

Abbiamo sempre sostenuto che, grazie alla «liberazione», impostaci dagli alleati nel 1945, noi italiani abbiamo perduto, fra l’altro, anche l’esatto senso delle parole.
Proviamo, allora, a tornare con la mente a quando studenti, nel tempo «pre-liberazione», eravamo intenti all’apprendimento della lingua italiana e al valore delle parole.
Apriamo lo Zingarelli ed esaminiamo il termine  «assassino».

Si legge (ancora oggi): «Chi commette un assassinio - Omicidio».
Cerchiamo, quindi, sempre sul più noto dei dizionari, quest’ultimo sostantivo, e leggiamo: «Omicidio: illecito penale di chi cagiona la morte di un uomo».

Ciò premesso, fermiamoci ancora con la memoria a quegli anni e, facendo tesoro del significato delle parole, torniamo di nuovo sui banchi di scuola, quando, cioè, studiammo che il capitano di ventura Francesco Ferrucci, nel 1530, catturato morente, dopo una battaglia, e portato di fronte a Fabrizio Maramaldo, fu da questi freddamente ucciso.
L’ultima frase che Ferrucci lanciò, sprezzante, a Maramaldo fu: «Vile, tu uccidi un uomo morto!».

Dopo questa introduzione torniamo, anche se a malincuore, nella nostra epoca quando, cioè, le parole hanno assunto un significato non solo diverso da quello poco sopra ricordato, ma addirittura capovolto.

Su Il Giornale del 13 maggio 2002 erano ricordate, su una intera pagina, le «eroiche gesta» di un partigiano.
Per «noi», avvezzi ad un diverso modo di agire, sono ricordi aberranti, maramaldeschi, addirittura demoniaci, ma che oggi, vengono perfino accettati con un significato completamente capovolto.

In un passo dell’intervista, rilasciata da Umberto Fusaroli Casadei, si leggeva: «Provo a contare tutti quelli che ho ucciso con le mie mani, ma non riesco a ricordarmeli tutti e ‘allora mi addormento tranquillo’». (C’è chi si addormenta con le favolette della mamma e chi con altri rosei ricordi).

L’«eroe» continua: nel 1944, in occasione di uno scontro a fuoco con i tedeschi, questi inviarono «a parlamentare un ufficiale con la bandiera bianca che mi propose la resa con la promessa di aver salva la vita. Io gli sparai due proiettili in fronte». (Poi qualcuno, ancora oggi, si lamenta che i tedeschi, in quel periodo, erano un tantinello cattivi!).

Ed ecco alcune «domande» e «risposte» dell’intervista:

D - Non prova rimorso? Quell’uomo era disarmato.
R – No, era un nemico, un mostro. Mio padre che era un mazziniano (?), diceva che ai fascisti non bisognava risparmiare niente (sic).
(Allora mio padre ha sbagliato tutto: mi ha insegnato a rispettare il nemico e a non nuocergli più del necessario, nda).
Altri stralci dell’intervista.
D – Quante persone ha ammazzato?
R – Impossibile tenere il conto.
D – Decine?
R – No, centinaia. Nel periodo della guerra e «anche dopo».
D – Qual è l’odore della morte?
R – Un odore di m…. Si perde il controllo del proprio corpo. Non sempre, ma spesso. Io ho in mente un gran puzzo.
D – E lei non si commuove mai? Mai un momento di esitazione?
R – Mai. Nemmeno davanti alle donne.
D – Le donne?
R – A Schio morirono molte donne.

Per chi non lo sapesse, appena terminata la guerra, nel carcere di Schio, insieme ai detenuti comuni furono rinchiusi anche alcuni «fascisti».
Nella notte fra il 6 e il 7 luglio, un branco di «assatanati» penetrò nel carcere.
Erano armati di mitra, iniziarono a far fuoco: 53 persone non si rialzarono più da terra.

Alla domanda se anche lui abbia partecipato alla strage, ecco la risposta: «Certo che ci partecipai».
Poi l’intervistatore fa notare a Umberto Casadei che «fra i prigionieri, solo 27 erano iscritti al Partito Fascista Repubblicano, gli altri erano in maggior parte ex fascisti ante 25 luglio ‘43 e, nella restante maggior parte, persone estranee alla politica», e l’«eroe» risponde: «Illazioni di giudici fascisti».

Ci fermiamo qui, anche se l’intervista continuava con ricordi di altri morti ammazzati, sempre per mano di Umberto Casadei: morti ammazzati in Italia e all’estero.
Un racconto senza un velo di pietà, o di dubbio sulla giustezza delle sue azioni.

Prima di chiudere, vogliamo riportare un’altra «perla» di «Rumbo», non «Rambo», ma proprio «Rumbo», il nome di battaglia  di Casadei; il quale, dopo aver proclamato che «il comunismo è una religione», non aveva disdegnato di incassare, a titolo di pensione di guerra - avvalendosi di una legge fascista - la modesta cifra di 500 milioni (cinquecentomilioni) di «arretrati».
Ricordate, amici lettori, l’inimitabile Totò? «E io pago!».

Nella sua «eroica» attività, il signor Casadei avrà partecipato anche alla «pulizia etnica» di Porzus?
Con queste note potremmo aver esposto la nostra nuca al classico colpo dei partigiani sopravvissuti, ma
il  disprezzo per una certa genia fa sopire anche il più giustificato timore.

Filippo Giannini



Post Scriptum: il Procuratore della Repubblica Antonio Fojadelli, dopo aver letto la sopra citata intervista, aveva deciso di aprire un fascicolo.
«C’è l’obbligo», aveva detto, «sebbene sia trascorso più di mezzo secolo, di verificare l’attendibilità di quanto ha riferito (Umberto Fusaroli Casadei)».
Era facile profetizzare che tutto sarebbe finito in un niente di fatto?
Perché i «valori della Resistenza, eccetera, eccetera».
Non ci eravamo sbagliati: il 21 settembre 2007, a 81 anni, Umberto Fusaroli Casadei morì in un incidente automobilistico senza che fosse intentato nessun procedimento a suo carico.
Credo che un personaggio come quello descritto sarà stato rifiutato perfino da Satana.

 

 

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Commenti (64)add comment
Gamaliel ben teuda
acheronte , aprile 25, 2008 18:25

Ma non e´questione di rossi e neri.
Ci sono delle persone alle quali piace ammazzare il prossimo e non sembra loro vero di dare una copertura politica alle loro efferatezze.
Quando questi ameni soggetti si troveranno dopo una vita nefanda davanti al Giudice Supremo ,che gli raccontano?Qualcosa tipo:"Credevo nel comunismo ed ho fatto cio´che ho fatto per evitare lo sfruttamento dell´uomo sull´uomo"?
Ad occhio e croce non mi sembra un difesa convincente.



LICIO
... , aprile 25, 2008 19:30

QUESTO E' IL VERO VOLTO DEL COMUNISMO...
NN PER NIENTE HANNO CAGIONATO MILIONI DI MORTI...
QUESTI SONO GLI EROI DEL GRANDE GIORGIO...



michele
rn , aprile 25, 2008 19:41

Umberto Fusaroli Casadei: perchè lui non ha fatto la fine di Priebke (o peggio)?


Sergio De Biasio
Sacile - Pordenone , aprile 25, 2008 19:47

Devo ammetterlo in tutta onestà, negli ultimi anni ho perso gran parte del "mio" essere credente cristiano però, continuo tenacemente a sperare in una "bonissima giustizia divina" per casi ed individui come questo miserabile .

Certi mostri li si vorrebbe squartati sulla pubblica piazza ma non potendo venir accolta tale richiesta ci si rimette alla speranza che esista realmente un Giudice Supremo e che al cospetto di tale sia resa giustizia.
Tardiva, tardivissima ma...Giustizia



nicola
milano , aprile 25, 2008 19:53

mi dispiace, ma non condivido questo articolo. non che non condivida le convinzioni o i commenti espressi,il guaio è che , da una parte e dall'altra, dalla parte dei vinti o dei vincitori, non si vogliono ammettere alcune verità basilari

a) giocare una partita a punti per vedere cho è stato più schifoso, disumano e sanguinario in una guerra è tempo perso.
b) non è questione di essere bianchi o neri o rossi tedeschi francesi russi o cinesi.Non è l'ideologia a fabbricare mostri. è la guerra.la guerra seleziona malati di mente alienati . i soggetti sufficientemente sani di mente, equilibrati, umani, aperti al dialogo con il diverso, solitamente scappano si imboscano o vengono uccisi.compiere atti di violenza su esseri umani non è un atto naturale. una volta varcato quel confine tutto scivola in quella che hannah arendt chiamò "banalità del male".uccidere il prossimo a bastonate fa impressione la prima volta, non alla ventesima.la centesima persona bruciata viva con la benzina ti colpisce solo se hai finito la benzina e ti tocca finirla a colpi di pistola.
poi a guerra terminata ci si costruisce una propria storia secondo cui gli altri erano cattivi tu sei il buono e difendevi un ideale assoluto come la rivoluzione armata. e la stessa storia la si ascolterà dal repubblichino non pentito, dall'americano sbarcato in normandia,dal russo invasore di budapest, dal giapponese invasore della cina, dal contras e dal guerrigliero somalo.
non vale quindi la pena di esprimere un giudizio morale, perchè il contesto lo rende vano.



giovanni
... , aprile 25, 2008 20:39

Per nicola:
non mi pare che l'autore dell'articolo volesse 'giocare una partita a punti per vedere chi è stato più schifoso, snguinarioe disumano'. Quello che voleva lasciar trapelare probabilmente coincide perfettamente con quanto hai cosi bene espresso nel tuo commento.



Franco
Trieste , aprile 25, 2008 21:27

"I vecchi moriranno ...
...e i giovani dimenticheranno" (David Ben Gurion)
speriamo che nel 2050 o meglio prima ...i nostri figli e nipoti, seppeliscano definitivamente l'ascia di guerra e si fumino un definitivo calumet ...in Santa Pace ...



Giuliano
... , aprile 25, 2008 21:33

Ma con questo cosa si vuole dimostrare?Che quelli della Banda Carità erano angioletti?

Checchè se ne dica a me pare proprio una gara a punti di chi ha fatto meno morti.
E si tirano in ballo questi episodi vomitevoli con il solo scopo di delegittimare la Resistenza.

Peraltro trovo chi delegittima la Resistenza sulla base di questi episodi.

In una guerra totale e totalitaria come si sarebbe dovuti combattere i nazifascisti?

Mettendo fiori nei loro cannoni?

Su,siamo seri.

Un po' come fa Pansa.
La Resistenza= brutti,sporchi&cattivi perchè hanno eliminato la violenza con la violenza.

Come si sarebbe dovuta eliminare?

Ovviament eè solo una scusa.Perchè la delegittimazione della Resistenza partendo da questi episodi punta solo a sostenere imperterriti l'innocenza della propria ideologia.

E comunque,a costo di sembrare semplicistico, hanno cominciato i fascisti a picchiare, uccidere, aggredire, mandare nei lager e distrugger ela società.

Quindi non si lamentino più di tanto.



Riccardo
Aosta , aprile 25, 2008 21:41

Non si deve confondere tra guerra tout court e assassinio. La guerra può essere un male necessario, della stessa natura della legittima difesa. Se la legittima difesa si trasforma in altro, cioè in barbaro godimento per l'altrui sofferenza, o sfogo di pulsioni e passioni sanguinarie, ciò è da condannare nel modo più severo. Detto ciò, ammetto che senza esitazione, se non vi fosse altra via, ucciderei chi minaccia la mia vita, quella dei miei cari o di un debole o indifeso. Questa non è altro, in nuce, che la teoria del bellum iustum.


Giovanni
... , aprile 25, 2008 22:32

Che siano giuste o meno non sempre le guerre possono essere evitate. Si dovrebbe puntare allora a regolamentarle per evitare che, dall'uso della violenza minima indispensabile, si passi alla crudeltà gratuita. Convenzioni internazionali ma anche -e soprattutto- affermazione di un certo pensiero tradizionale. L'onore militare io non so nemmeno cosa sia ma Blondet forse si.


barbarigo
... , aprile 26, 2008 02:22

egregio sig. Giuliano le auguro con tutto il cuore che non capiti mai ne a lei ne a nessuno dei suoi familiari, quello che è capitato a migliaia di persone subito dopo il 25 aprile del 45. In Emilia nelle zone denominate ormai tristemente "triangolo della morte" furono ammazzate un numero ancora inprecisato di persone che non erano neanche lontanamente coinvolte in faccende politiche. Ma la cosa più tremenda oltre alla perdita di un parente, per coloro che restavano, era l'attesa del prossimo a cui sarebbe toccata la stessa sorte. Ma si rende conto o no di cosa hanno dovuto passare madri, figlie, sorelle, fratelli e anche parentele più lontane di grado di queste persone ammazzate? Bene sicuramente lei è un disinformato, oppure una persona come tante che si sono accontentate di leggere solo una versione dei fatti accaduti in quei tragici momenti. Secondo lei solo perchè ci furono episodi di vero e proprio banditismo da parte di alcune bande fuori controllo di cosidetti repubblichini, sarebbero giustificati gli omicidi e i sopprusi ai danni di persone che nella quasi totalità dei casi come unica loro colpa era quella di essere parente di un fascista. Spero veramente che lei esprima il suo triste giudizio solo perchè non è a conoscienza della realtà di quei momenti. Se così non fosse la invito a rispettare il dolore che ogni anno i superstiti di quelle barbarie e i parenti di coloro che perirono per mano di veri e propri criminali, sono qui a ricordare.


Vito Parisi
... , aprile 26, 2008 06:53

I laicisti, oggi, hanno la stessa presunzione mortale dei partigiani di allora. Tutto gli è concesso in nome del progresso arbitrario, e si vantano di non considerare religione e morale; il guaio è che il potere occulto, da una novantina di anni almeno a questa parte, li ha rovinosamente moltiplicati. Adesso la gran parte del continente è più o meno contaminata da questa alterigia.


Giuseppe
Foggia , aprile 26, 2008 07:39

Quando si vuole santificare un demone, allora si è certi di chi sta operando dietro questi sub-demoni.


amerigo
... , aprile 26, 2008 08:02

25 Aprile Festa delle Canaglie!!!!


Un non fascista
Veneto , aprile 26, 2008 08:58

La Resistenza è stata un fenomeno positivo, un risveglio nazionale, considerato nel complesso.
Ma si sono infiltrate tra i partigiani moltissime bestie schifose, come l'intervistato dell'articolo, che in altri tempi tutti avrebbero riconosciuto e condannato come tali, ma che, in quel clima culturale, si camuffarono come eroi.



Michele
Rimini , aprile 26, 2008 09:25

C'è gente, caro signor Giannini, come i giornalisti ultrafiloSalame del "Giornale" che provano in tutti i modi ad infangare l'apporto essenziale dei partigiani italiani nella resistenza, e per farlo in questo caso si sono trovati a fagiuolo un maiale corroso dalla guerra, che la utilizzata per la sua orgia di sangue...ma per favore, non potete criticare Il Giornale, quando fa comodo a voi, e magari parla bene di Usraele, e poi additarne la faziosità malcelata come esempio quando vi fa comodo! Un minimo di onestà!
In famiglia ho avuto persone che sia furono fasciste (e se non morirono prima, lo rinnegarono), così come soldati italiani che non volendo aderire alla Repubblica di Salò, furono fucilati, tali il fratello di mio nonno, e non mi sembra che spiccarono per umanità costoro...Ma non mi sognerei neppure di definire cattivi tutti i tedeschi, sebbene alcuni fossero canaglie, molti avevano stabilito un quasi rapporto di amicizia con la popolazione. Chi definirei cattivo magari sono quelli tra le fila alleate che mia nonna chiamava "turchi", dai quali ci si nascondeva e che rubavano galline...percui vede, sono persone come
l'amico "amerigo" e mi auguro non
lei, che a sputare sentenze di poca
onestà intelletuale
e cultura storica...FANNO DI TUTTA
UN'ERBA UN FASCIO...



Giuliano
... , aprile 26, 2008 10:48

Egregio signor Barbarigo(già il nome da agguerrita divisione fascista repubblicana la dice lunga) io non scuso gli episodi deprecabili.

Io dico solo che tra il 1919 e il 1922 c'è stato un piccolo olocausto, ben 3000 e passa comunisti,socialisti, anarchici sono stati ammazzati.

Un piccolo olocausto.
E si badi bene che c'era una precisa&orchestrata volontà di estirpare.

Poi sono susseguiti 20 anni di dittatura feroce,totalitaria e sempre pronta a taglieggiare, uccidere,perseguitare,deportare persone.

Poi c'è stata una guerra mondiale apocalittica.

Mi creda, non sia arrogante.
Anche lei se fosse stato un contadino toscano a cui avevano ammazzato il fratello nel 22 solo perchè simpatizzante socialista, si sarebbe vendicato.

Ripeto, la Resistenza al rettile fascista non si fa mettendo fiori nei loro cannoni.

E il fatto che ci siano stati episodi intollerabili contro innocenti non può e non deve in alcun modo mettere in dubbio chi combattesse per la soperchieria, le camere a gas e la Banda carità e per chi combattesse per spazzare via questo tumore politico dalla faccia della Terra.





silvia
bologna , aprile 26, 2008 10:51

Come sempre sono le esagerazioni ha provocare nelle coscienze una sorta si revisionismo.Non è mai possibile,trattandosi di esseri umani,fare un fascio unico:è probabile che tra questi fanatici omicidi,ci siano stati dei patrioti onesti,io ho vent'anni e posso formarmi una idea storica degli eventi un pò con lo scritto ed un pò con gli orali,cioè con i racconti dei nonni,che oggi hanno novant'anni,e custodiscono documenti cartacei dal 39 in poi.Vivendo l'oggi,frequentando questo sito,leggendo ciò che stà succendendo in medioriente,comincerei a dubitare giustamente,come sostiene l'autore,delle parole,del loro vero significato italiano,perchè qui sono nata,e perchè le parole hanno una storia,sopratutto nella patria , nella culla del diritto,cosa che i "resistenti" ne hanno fatto polpette,trsformandoli a loro vantaggio in "leggi",americanizzando anche la costituzione.A questo punto allora bisognerebbe analizzare sul dizionario la parola Terrorista,terrorismo,perchè costui,il Casadei,questo è.Sono queste le persone che pensano di aver "vinto" una guerra,ecco perchè non sono seduti mai sul banco degli imputati,mentre coloro che erano al fronte,su un aereo,un carrarmato,ecc.con la divisa che in quel tempo dovevano indossare,con la speranza di fare grande l'Italia,dovevano essere giudicati in un tribunale a Norimberga,come delinquenti.Non solo le parole sono stravolte,ma di conseguenza anche i concetti.Per un patriota ci vuole rispetto,ma anche per gli altri,mentre questa figura del'articolo mi sembra più un piccolo terrorista,che entra in un carcere,e spara nel mucchio,sì,come a Guantanamo.


joazar bar rabba
jaffa , aprile 26, 2008 11:23

x giuliano e barbarigo,
evidentemente sono morte troppo poche persone.
Evidentemente la lezione light non e´bastata.
Gli spagnoli dopo che si sono ammazzati fra di loro nell´ordine di decine di migliaia durante la guerra civile si guardano bene, sia a destra che a sinistra, di fare la minima polemica nei bar tra rossi e neri.
Ognuno di loro ha imparato abbastanza bene a loro spese di come sono stati idioti.
E noi dovremmo imparare da loro.




Ocram
... , aprile 26, 2008 11:40

Che confusione. Facciamo un po' di ordine.

I nazifascisti erano i cattivi, andavano fermati, andavano AMMAZZATI.
Perchè con i fiori nei cannoni avrebbero continuato a massacrare civili come a Sant'Anna di Stazzema, a gasare ebrei, zingari, omosessuali e dissidenti.

I comunisti, socialisti e cattolici, i Partigiani erano i BUONI.
Si opposero al regime, diedero la vita per la libertà, ognuno per una ragione diversa, alta o bassa che fosse, Dio o la solidarietà tra proletari.
Fecero la cosa giusta, i fascisti di Salò fecero la cosa sbagliata.
Semplice.

P.S.
Umberto Fusaroli Casadei non è nessuno, ha il significato storico di un fucile in una guerra.
La politica è pensiero, la guerra è grammatica.
Il Casadei è una virgola della Resistenza.
Questa diffamazione di chi resistette è liquame fascista degno del Giornale, mi stupisco di voi, pensavo che il livello culturale fosse un tantino più elevato.



Giuliano
... , aprile 26, 2008 12:57

x joazar:

Questo lo dici tu.

Intanto i cosiddetti "rossi" hanno subito e basta".
Prima i bombardamenti terroristi sulle città e poi la repressione di franco.
I "neri" che stavano per Franco cosa avrebbero subito di altrettanto paragonabile?



Tao
... , aprile 26, 2008 13:00

io negli anni della guerra e della resistenza non c'ero. Ho però vissuto ( e spero di vivere ancora) in montagna a contatto con i vecchi ( partigiani e non ) che a quei tempi c'erano, hanno combattuto e vissuto.

Le cose non stanno proprio come ha detto ocram ( almeno non nei luoghi in cui sono stato),che mi sembra semplifichi alquanto ( diventando semplicistico) e si adegui supinamente alla versione di chi ha vinto ( vizietto che gli italiani , nella loro maggioranza, hanno). Questo senza voler coprire gli orrori del nazifascismo che sono stati compiuti ( però ai tempi del fascismo si girava in qualunque parte delle città a mezzanotte senza problemi , provateci ora!) .



Mi piacerebbe però vedere gli stessi partigiani e chi ha preteso di raccoglierne il testimone prendere le distanze dall'individuo descritto nell'articolo invece di definire eroiche gesta azioni che tali non sono.



joazar bar rabba
jaffa , aprile 26, 2008 15:38

x giuliano,
diciamo che i rossi hanno perso ,che mi sembra piu´corretto storicamente.



Franco
Subiaco , aprile 26, 2008 17:07

Siamo nel 2008, siamo un popolo moribondo, siamo schiavi, siamo senza cultura, senza terra e senza storia. Leggi commenti come qullo del sig. Giuliano e allora ti rendi conto che qualsiasi commento è superfluo.


Domenico
Sanremo , aprile 26, 2008 17:13

La resistenza, ma che resistenza, gli invasori avanzavano erano i fascisti ei tedeschi che resistevano all'occupazione che ancora continua,
i partigiani comunisti ammazzavano i soldati italiani dopo che si arrendevano per farsi belli a gli stranieri invasori,solo perche gli invasori vincevano,perche i partigiani non combbaterono contro i fascisti all'inizio della guerra?,
questo uomo di merda che uccideva soldati italiani dopo che si arrendevano certo non poteva farlo da solo,percio tutti i partigiani si possono giudicare uguali apparte qualche caso provato,




Remo
NY , aprile 26, 2008 17:33

X Giuliano (credo lo stesso polemizzatore dell'articolo sull'ameriKa) e X gli altri communisti.

Ma vi rendete conto a che punto siete che negate gli eccidii contro i vostri stessi fratelli? Siete cosi manipolati, lavati di cervello che siete convinti di una ideologia dimostratasi il piu' grande fallimento dell'ultimo secolo. (qui non intendo polemizzare Capitalismo v. Communismo che sono due facce della stessa medaglia) Questa ideologia e' la causa della maggior parte dei morti, uccisione di uomini della chiesa e donne e bambini (altro che fascisti andate a vedere i dati sulle malatie sessuali subito dalle donne tedesche [italiane dai legionieri magrebini] nel 1945) e dopo tutto questo non potete ammettere l'orrore che fu? Roba da matti...Ma cosa fate in questo sito? Ma voi credete pure che 19 arabi hanno buttato giu' due torri l'11/9, credete che ci siano ancora armi di distruzzione di massa in iraq?

Ma svegliatevi!

Finalmente vorrei ringraziare lettori come Ocram che aiutano a togliere la "confusione" di noi lettori "di basso livello culturale" ponendo tutta la questione in "buono" v. "cattivo". Veramente le sue "lezioni" mi hanno illuminato, Grazie.

Perche' non diamo spazzio al dialogo su punti cruciali della nostra storia anzi che dividerci ai livelli di "buono" contro "cattivo" come certi lettori?

cordialmente



LICIO
... , aprile 26, 2008 21:14

I COMUNISTI PARTIGIANI...BRUTTA RAZZA!
QUESTO UMBERTO FUSAROLI CASADEI LI RAPPRESENTA TUTTI...E SE QUALCUNO HA QUALCHE DUBBIO LO FUGHERA' LEGGENDO LA STORIA TRAGICA DI UN POVERO RAGAZZO COLPEVOLE SOLTANTO DI ESSERE UN DEVOTO SEMINARISTA...LEGGETEVI LA STORIA DI ROLANDO RIVI E FORSE CAPIRETE
...IN CHE RAZZA DI PAESE VIVIVAMO.



Argo
Venezia , aprile 26, 2008 22:01

E' ovvio che quelst'animale, questo Fusaroli, va considerato per quello che è: una belva assassina.
Ma è pur vero che in guerra questa specie orribile d'essere umano prospera e trova il suo ambiente naturale. Uomini come questo, se pur si possono dire uomini, ne abbiamo visti a migliaia nelle guerre balcaniche, tra le fila statunitensi in Iraq. Uomini come questo hanno prosperato nel movimento fascista rendendolo quello che è stato.
La resistenza è stata dopotutto la lotta per un ideale, per dei principi. Il nostro Fusaroli non può essere considerato come il prototipo del partigiano rosso, sarebbe un errore in malafede.
Come è un errore non riconoscere che molte, moltissime persone per bene abbiano aderito e creduto sinceramente al fascismo, e che la colpa dell'orrore sia stata della dirigenza, che ha delegato il potere a plebaglia deviata, violenta; a banditi ed assassini.
Parliamo di politica, di idee. I mostri lasciamoli fuori, a mio parere non vale nemmeno la pena parlarne, sarebbe giusto che fossero dimenticati, spazzati via dalla memoria storica.
Il Dott. Giannini avrebbe potuto felicemente risparmiarsi la fatica di questo articolo e indirizzare il suo sdegno su obbiettivi più attuali. La pantomima tra tra comunisti e fascisti ha stancato, è vecchiume, mi dispiace constatare che tanti ancora si facciano coinvolgere.



barbarigo
... , aprile 27, 2008 02:37

Egregio sig. Giuliano.
Barbarigo é il nome del sommergibile a bordo del quale mio padre ebbe l'onore di di prestare servizio agli ordini del C.te
Enzo Grossi. Tale nome fu poi dato a un battaglione della Decima MAS formato da ragazzi, molti di loro neanche ventenni, che per primi affrontarono i reparti anglo/americani a Nettuno e ad Anzio, poi furono spediti a Gorizia contro i "titini". A proposito immagino che sappia cosa fossero le foibe? Per concludere e dopodichè non replicherò più,
penso che aver seviziato e ammazzato madri, sorelle, figlie e figli di persone che spesso ebbero solo una parte vagamente marginale nell'apparato fascista, sia stato qualcosa di una vigliccheria inaudita. La prego di notare che questi fatti continurono per mesi e mesi dopo la fine della guerra, francamente mi sembra che anziche di giustizia si sia trattato solo di regolamenti di conti, in molti casi si è trattato addirittura vendette familiari e di vicinato. Molti fondi agricoli cambiarono proprietario per l'estinzione delle famiglie alle quali appartenevano, nei paesi sul Lago di Como dove operarono i partigiani che uccisero Mussolini ed i suoi ministri, per la spartizione del bottino e per far tacere testimoni scomodi, gli omicidi sono continuati fino agli anni 70. Tutto ciò è veramente troppo. La saluto e la prego di non volermene se sono stato, involontariamente, presuntuoso.



Giuliano
... , aprile 27, 2008 12:25

X barbarigo:

Una precisazione.

Le foibe i fascisti dovrebbero conoscerle molto bene, dato che, furono PER PRIMI proprio i nazifascisti a usarle.
Questo capitolo delle foibe è assolutamente strumentale.
Perchè la RAI non fa una fiction su quelli che nelle foibe ci finirono PRIMA della fine della guerra anzichè farne una su quelli che si vendicarono DOPO?
Perchè non lo fa?Semplice,ve lo dico io.

Non ne fa perchè non "vendono",non sono commerciali.Si veda in proposito il sito romacivica.

C'è questa sorta di logoro e patetico rito auto-assolutorio,tutto italiota, circa la questione titina che francamente mi fa solo vomitare.

Ah già ma noi italioti consideriamo "vittime" solo coloro che morirono dopo.
Quelle sì che sono vittime di serie AAAA(come i mutui subprime truffaldini certificati dalle agenzie internazionali truffaldine).

Quelle invece avvenute PER PRIME e DURANTE sono spazzatura C .
Bond argentini.

E' curioso questo fatto,ma non più di tanto visto che in Italia ci si dichiara ancora fascisti con disinvoltura senza aver paura di essere bastonati.


E in quanto agli altri nazifascisti come Remo o Franco mi viene da chiedere: perchè fare il processo alla Resistenza se voi due ritenete che fare una questione manichea sia deleterio?

Perchè farlo?

Eppure se fosse un processo storico(cioè basato su dati sicurissimi e certi,non come i libercoli da toilette di Pansa) si scoprirebbe che , sorpresa sorpresa, i morti del fascismo furono assai superiori a quelli della Resistenza, e le piccole&meschine vendette e regolamenti di conti o anche solo di omicidi gratuiti per quanto orrendi e certamente non difendibili non possono certamente superare d numero e per crudeltà quella dalle parte avversa.

Ma non è neanche la quesitone numerica che mi interessa,perchè trovo ridicolo chi come, i fascisti italiani, contano sul Pallottoliere della Storia i cadaveri della propria parte.

Quello che mi preme far notare è che si basa tutto su un principio molto semplice. chi ha iniziato per primo?

Se io venissi nella casa di un uomo che si ritiene illuminato come Remo e cominciassi a bastonare suo figlio perchè simpatizzante fascista, se cominciassi a dar eordini di incendiare alla mia soldataglia la casa del sig. Franco, se io ordinassi ai loro figli di andar ein guerra(in una guerra demente e suicid) poi a guerra finita avrei diritto di piagnucolare, di gridare a perdifiato i crimini di coloro che si vendicarono, di farne un processo sui media, di agitare il libercolo di Pansa come una clava politico-culturale con c ui manganellare gli avversari?

Avrei diritto a farlo?
Avrei diritto a "chiagnere e fottere"?

Ve lo dico io: NO.

CHi è causa del suo mal pianga se stesso, cari sig. Franco e sig. Remo.



LICIO
... , aprile 27, 2008 13:54

X GIULIANO...LA STORIA NN SI MISURA COL BILANCINO DEL FARMACISTA...
E' SMACCATAMENTE FUORVIANTE...
SONO BEN ALTRI I PARAMETRI AI QUALI RIFERIRSI...
MA NN BASTEREBBE IL SITO TUTTO INTERO DI BLONDET...



barbarigo
... , aprile 27, 2008 14:54

Sig. Giuliano lei evidentemente è accecato da una rabbia incontrollabile, le assicuro che a suo tempo qualcuno ha provato a prendermi a bastonate, ma ciò non gli ha giovato , perchè pur essendo accompagnato da un degno compare, ha dovuto ricorrere alle cure di un medico. Ciò detto concludo questa sceneggiata epistolare salutandola con immutata stima.


Ocram
... , aprile 27, 2008 15:06

"ai tempi del fascismo si girava in qualunque parte delle città a mezzanotte senza problemi , provateci ora!"
Quando c'era Lui sì che si era sicuri, diceva mio nonno.
C'è qualcuno che vuole raccontare la grande epopea della bonifica dell'Agro Pontino?
Già che siamo in tema di "quanto è bello il fascio"...
A leggere qui sembra che i Partigiani tutti abbiano preso i "fucili" perchè bestie assatanate di sangue. Vendicativi, spietati, dei veri aguzzini nazisti.
Compresi i cattolici?

P.S.
I "buoni" in una guerra non esistono; esiste però la dichiarazione di guerra offensiva che il governo fascista firmò.
A proposito di chi si schiera italianamente coi più forti: Mussolini con il Patto d'Acciaio "delegò" la nostra politica estera alla Germania.



Franco
subiaco , aprile 27, 2008 15:47

x il Sig. Giuliano

vede sig. Giuliano, lei si è risposto da solo.
Cosa le fa credere che il sottoscritto sia un nazifascista? Non mi sembra di aver dato addito a pensare ciò. Lei, invece, ha etichettato tutti e tutto, così, per puro gusto. Quindi, a me pare, che la sua posizione, sia manichea perché svuotata di qualsiasi senso critico. La difesa di un personaggio che si vanta, publicamente, di aver ammazzato decine (se non centinaia - a detta dell'intervistato) di persone, anche a guerra finita, non richiede commenti; si commenta di per se. Se Lei desidera essere messo sullo stesso piano dei difensori degli aguzzini dei campi tedeschi, è un problema suo, ma eviti di etichettare a sua discrezione chi non condivide i suoi commentarii.



Remo
NY , aprile 27, 2008 15:58

@Giuliano

Fa paura quanto il communismo sia nel tuo Dna, temo che per altri communisti (illusi nell'utopia) sia uguale.
"L'eroico" partigiano Umberto Fusaroli Casadei, e' un tipico personaggio cosi indottrinato dall'ideologismo che non e' piu' riuscitto a pensare con testa sua (come tanti del tuo schieramente, ma pure tanti di altri schieramenti come i patrioti americani). L'articolo dimostra chiaramente il risultato dell'ideologia che riesce a cambiare cio' che e' giusto in falso, bianco in nero; non ci sono piu' leggi civili, principi morali e religiosi. Il grande Direttore Blondet scrive SEMPRE di questo argomento importante, mi meraviglio che tu venga ancora a questo sito (forse credevi che questo sito fosse l'Unita' versione online, perche' giustamente denunciano la politica degli stati uniti, la finanza e speculazione devastatrice)!

Ancora un volta saro' molto "complottista": la storia, la cultura, religione, societa', politica ecc., deve essere visto sotto un'altra ottica, sopratutto oggi che abbiamo altri punti di vista a portata di mano (internet). Siamo insegnati dalla nostra nascita' a vedere in modo binario: vero-falso, liberale-conservatore, republicano-democratico, communista-capitalista e via cosi. E' importante capire che spesso questi dualismi sono artificiali, una illusione. Bisogna rendersi conto che i nostri padroni ci danno due scelte per farci credere abbiamo delle scelte-pero' in fine commandano sempre loro. Il metodo piu' facilmente utilizzabile per loro e' "divide et impera" ci manipolano sopratutto attraverso propaganda "TG, CNN, FOX". Ci chiedono di prendere una parte nei particolarismi: matrimoni ai gay, aborto nei vari trimestri, federalismo, TAV ecc. Alla fine noi scegliamo a) o b) (ognuno sceglie che parte prendere in base al personale tornaconto).

Ma dobbiamo tutti essere piu' critici nei confronti di tutto, soprattuto la storia, dobbiamo chiederci chi lo scrive, per quale motivo ecc.
Non sto qui a prendere parte con i fascisti o Partigiani. Anche li non si puo' distinguere facilmente. Ho letto qualche libro riguardo quella tragica fase storica del subito dopo guerra, ma non sono stato li. Sembra che i partigiani communisti erano i piu' spietatti, tanto loro fratelli erano i communisti internazionali non loro stessi fratelli e cugini italiani.. Mi ricordo pure che togliatti non se ne fregava dei combattenti Italiani morendo in Russia-tipico esempio di manipolato dalla ideologia. Credo che ci fosse una grande differenza tra partigiano che voleva liberare il paese per finire la guerra (tanto era persa) e partigiano che voleva preparare il paese per il comminterm. Ricordiamoci paralleli con i Vietcong, Kamir Rouge, PCC, USSR,: usavano gli stessi metodi i partigiani communisti: uccidere classe dirigente, intellighensia, opposizione (non sono pro-USA ma dovette ringraziarci che abbiamo impedito stalin di andare a Roma). Bisogna ammettere, sopratutto adesso dopo la caduta del muro di berlino, che tanti partigiani communisti non erano per gli italiani (Umberto Fusaroli Casadei erano un tipico esempio) ma per una ideologia.
Ho letto pure Pansa, almeno qui abbiamo una persona onesta' intelletualmente, che ha deciso di andare contro suo indottrinamento politico, sua ideologia, per afferare cio' che e' piu importante per la sua anima e la sua gente: la verita'.



Giuliano
... , aprile 27, 2008 17:07

X Licio.

Ah ecco qual'è il punto.
Quando si tratta di morti "neri" pianti, urla , ululati alla luna.Quando sono morti "rossi", non si deve usar eil bilancino del farmacista.

Certo!:)

E infatti lei poi seguita dicendo :
"SONO BEN ALTRI I PARAMETRI AI QUALI RIFERIRSI... "

Come no!"ben altri"!!

Il benaltrismo:malattia senile del destrismo.

X Franco:

Si rilegga con attenzione quanto ho scritto.
Lo riscrivo per coloro che fanno finta di non capire:

"IO NON DIFENDO QUESTO LUGUBRE PERSONAGGIO,Io DIFENDO LA RESISTENZA IN SE"

E' più chiaro così?
Spero di non dovermi ripetere una 20esima volta.


X Remo:

Solo leggendo l' anticomunismo paranoide
del logorroico commento si capisce quanto sia ridicolo vedere un bue che dice cornuto all'asino.

Innanzitutto trovo davvero cretino chi si permette di sentenziare,come fai tu, che solo coloro che hanno la patente di "nazifascismo" e che leggono magari giornalcci come Il Giornale, possono leggere un sito assai interessante come EFFEDIEFFE.
Che è un sito interessanteproprio perchè non è di partito, non ha interessi nè editori che lo tengo in ostaggio.

A parte il fatto che non leggo l'Unità io, lo ripeto per i duri di comprendonio paranoici anticomunisti(anticomunisti nel senso di antiproletari,come tutti gli anticomunisti), non difendo questo personaggio, io difendo la Resistenza.

Ed inoltre aggiungo che, un crimine va anche collocato nel contesto.
I partigiani rossi venivano da 3000 assassini mirati tra il 1919-1922(si legga in proposito Squadristi di Mimmo Franzinelli), un piccolo olocausto all'amatriciana, da 20 anni di bastonature, squadrismo, persecuzione, tagliaggiamento quotidiano, censura .
Venivano da una guerra totale&totalitaria in cui erano stati scaraventati e in cui soldataglia germanica stuprava,ammazzava , rubava(le venga a dire a Sant'Anna di Stazzema le sue chiacchere da bar)...

In questo contesto CHIUNQUE,anche tu,che pontifichi senza conoscere le cose, ti saresti vendicato visto che da noi non ci fu alcuna Norimberga e i criminali e i boia in alcuni casi rimasero addirittura al loro posto nella Pubblica Amministrazione, intoccabili.

Si tratta di contestualizzare e non ti pontificare,vomitando livore anticomunista,oramai consunto e logoro.

In Italia non è stata fatta giustizia in alcun modo e gli assassini sono rimasti impuniti.

E comunque resto dell'idea che Pansa non intende far luce sulla Resistenza, pansa intende delegittimare la Resistenza, inneggiando alla banda Carità, alle Waffens SS e allo squadrismo italiota(si legga in proposito i suoi sproloqui settimanali sull'Espresso.Ormai Pansa è come Scalfari, è un vecchio rincoglionito che vuole solo rimanere sulla cresta dell'onda.)



Eliseo Malorgio
Curitiba - Paraná - Brasil , aprile 27, 2008 19:21

Gli atti di ingiustizia, di sopruso, di iniquità, di pura crudeltà e barbarie verso innocenti sono quel che sono: generano tragedie, sofferenze, rivolta, ed una grande volontà di vendetta. E questo indipendentemente dal fatto che vengano commessi da fascisti o da antifascisti o da una parte politica o da un regime o da una persona qualsiasi che abusi dei suoi poteri.
Quale riferimento ha l'uomo per dare un giudizio di legittimità se non l'orientamento del Padre Eterno il quale diceva di non uccidere?
A meno che non si sia obbligati a farlo giustificati da ragioni di legittima difesa, aggiungerei io, senza neppure esserne troppo sicuro.
Il problema nostro è la passione per il partito, per la setta, per il clan, la conventicola, la società segreta, l'ideologia. E in nome di questa logica siamo capaci di ingiustizia ed anche di efferatezza, salvo poi a riceverne una ricompensa molte volte sproporzionata.
Eliseo Malorgio



BOY-BOY
... , aprile 27, 2008 22:32

X IL COMPAGNO GIULIANO

SA COSA NON MI PIACE IN lei ? TUTTO



Franco
subiaco , aprile 27, 2008 23:51

No sig. Giuliano io ho letto bene, anzi benissimo. Cito: E in quanto agli altri nazifascisti come Remo e Franco...
Questo lo ha detto lei; inoltre la resistenza non la si difende giustificando dei macellai. E' questo il tessuto del suo dire ne più ne meno.
Si tranquillizzi non la tedierò più con delle puntualizzazioni, il mio è stato un leggero passaggio sul sito.

P.S
In ogni caso Le consiglierei di approfondire meglio la storia e le fonti a cui Lei attinge. Criticare uno scrittore (che per altro mi risulta proveniente dal suo stesso ambiente politico) ed il suo libro solo perché dice cose spiacevoli non è difendere la resistenza. Non trova ?



Luigi Turchi
Cesena , aprile 28, 2008 05:23

Come l'ha ottenuta Umberto F. Casadei la sua bella pensioncina? Quella feccia lì non erano idealisti a cui è scappata la frizione perchè logorati dalla guerra...
Lavoravano per un progetto e sono stati compensati per il buon lavoro.
A proposito, lo sapete che molti criminali antifascisti fino al giorno prima erano fascisti. Non viene il dubbio che si sia cambiata casacca per continuare a lavorare per gli stessi padroni? Scaricato Mussolini perchè non creare anti Mussolini per continuare con le stesse logiche e lo stesso potere... Uccidendo qua e la per rifarsi una reputazione.
Ps: la storia la scrive sempre il vincitore.
Firmato: uno che non ne può più di fascismo ed antifascismo. Consegnamolo finalmente agli storici o ai siti come quello di Blondet e smettiamola di sbandierarli a vicenda in Parlamento



Remo Williams
New York , aprile 28, 2008 06:37

@ Giuliano,

Dice a me che IO "pontifico senza conoscere le cose"?! Da del "logoroico" a me?! Ha visto quanti commenti (alcuni molto lunghi) ha scritto e (ahime') i loro contenuti?

Puo' astenersi dagli insulti personali, tanto non mi offendo -sono abbastanza maturo per capire che persone insultano quando non hanno argomenti validi, oppure, quando sono persone di basso livello culturale (e quindi chiusi di mente)..

Nell mio primo commento chiedo a certi lettori di essere piu' critici ed aperti di mente prima di avere la solita replica scontata..Ma lei ed altri presi dalla ideologia avete un riflesso inconscio riguardo un certo tipo di argomento-agite in modo tristemente simile ai cani di Pavlov-esempio: “tutti anticomunisti sono antiproletari” (si rende conto?)

Ribadisco, non ho difeso il nazifascismo (forse non ha letto bene) ma ho criticato persone che sono cosi' presi da una ideologia che devono persino diffendere l'indiffendibile come il noto partigiano dell'articolo. Sicuramente non sono stato nella 2 guerra mondiale (e suppongo che neanche lei sia stato li), pero' sostengo che il communismo fu una catastrofe, anche peggio del fascismo-magari un giornalista di questo sito puo' scrivere un articolo equilibrato ed informativo su questo tema (anche se creerebbe fastidi a persone condizionate come lei Giuliano). Voglio precisare che e' molto piu' importante capire cio' che e' successo ed imparare dagli "ismi" per prevenire altri "ismi". Credevo di spiegarmi quando ho affermato (diverse volte a lei) che dividendoci, ci governano- se io sono contro lei, Vladimir contro Johannes, Charlie contro Mustafa, i rossi contro i neri, (e’ in modo piu’ subdolo Juve contro Milan) non ci metteremo mai a dialogare. Spreccheremo energia ognuno contro l’altro, e nel frattempo la forza del male ci governa.

Pero’ detto tutto questo, devo affermare che non tollero certe offese a me, e indirettamente agli altri commentatori e il sito stesso, quando lei paragona i miei commenti a "chiacchiere da bar". Prendo sul serio questo sito e rifletto prima di fare un commento che possa suscitare polemica- certo non agisco per conto di impulsi pavloviani.

Qui finisco che sicuramente sto provando la pazienza del Sig. De Vita che ha tanto lavoro piu' importante da fare che moderare littigi "da bar".





Arcistufo
Settentrione , aprile 28, 2008 09:08

Giuliano, basta!
Se, dopo tutte le smentite ragionevoli e ben argomentate ai tuoi ragionamenti ideologizzati hai ancora voglia di tediare qualcuno con le tue fregnacce, va' a farlo su un altro sito!
Sei solo un poveretto frustrato!



antonella nestola
roma , aprile 28, 2008 09:19

Egregio Sig. Giannini, autore dell'articolo, devo confessarLe il mio raccapriccio. Sicuramente Lei sarà un "vero" cristiano, ma evidentemente -come giornalista- non rispetta certe regole. La prima - importante - regola per chi non si vuole limitare a esecrare fatti o persone, al solo scopo di scatenare le peggiori acritiche reazioni del lettore, sarebbe di avere un un interlocutore che possa replicare alle accuse. In mancanza (come nel caso in questione, essendo Umberto Fusaroli deceduto ) occorrerebbe armarsi di una corretta e quanto più ampia informazione perchè, essendo l'intento implicito dell'articolo la condanna della resistenza antifascista, l'autore dovrebbe immaginare che qualcuno più informato potrebbe obiettare sui contenuti, lasciando, per carità cristiana, da parte i toni usati. Ovviamente non sono io quella più informata, ma essendo ragionevolmente critica, dopo aver letto l'articolo di Giannini, mi sono andata a documentare e ho scoperto che nella fonte di Giannini, un articolo del "Il Giornale" a firma Stefano Zurlo, del 13.5.2002, sono citati due passaggi della autobiografia di Fusaroli. Ebbene il passaggio che viene usato strumentalmente dal Zurlo e poi ripreso da Giannini, quello in cui Fusaroli descriverebbe nel dettaglio l'eccidio di Schio, con tutti i compiacimenti esecrati ed esecrabili, semplicemente NON ESISTE. Ed è per questo che il GIP del Tribunale di Vicenza, nel 2003, ha archiviato la procedura "potendosi ragionevolmente escludere che l'indagato fosse anche solamente presente a quei tragici fatti". E non perchè il giudice "comunista" volesse scagionare il partigiano "delinquente", comunista anch'egli. Questo approccio non aiuta la storia, Giannini, la nega. Era questo il suo intento?


Massimiliano
Madrid , aprile 28, 2008 09:29

2 appunti:

- a Schio il sindaco non permette piú nessuna commemorazione per il massacro della prigione; evidentemente ci sono morti di serie A e di serie B
- vivendo in Spagna posso assicurare che le polemiche tra rossi e neri ERANO addormentate...grazie a leggi come quelle della "Memoria Historica" fatte 2 anni fa dal presidente Zapatero, gli schletri sono usciti dall'armadio e il rancore é piú vivo che mai, nei bar, nelle conversazioni tra amici e in famiglia



Enrico
Genova , aprile 28, 2008 10:48

Letto l'articolo e letti i commenti, mi convinco sempre di più che certe ferite restano ancora aperte a distanza di anni.
Riconoscere che dopo l'otto settembre l'Italia è stata squassata da una vera e propria guerra civile, forse, non è ancora alla portata della coscienza collettiva.
Forse dovrà trascorrere ancora del tempo per poter realizzare compiutamente l'intrinseco orrore di un tale evento storico, in ordine al quale le opposte ideologie del momento hanno costituito semplicemente l'alibi delle efferatezze.



frank
genova , aprile 29, 2008 01:34

scusate ma sono rimasto alibito da alcuni interventi(vedi giuliano)che pur di tenere viva la fiamma dell'odio antifascista,scrivono cose che non stanno ne in cielo ne in terra.non voglio assolutamente difendere questa o quella parte e proprio per questo,a mio parere,si dovrebbe superare la valenza che si dà oggi al 25 aprile;trovo assolutamente assurdo FESTEGGIARE una "non vittoria"perchè ,se in italia ci riteniamo tra i vincitori di quella guerra,sappiate che nel resto del mondo non la pensano come noi.il 25 aprile dovrebbe essere,piuttosto una sorta di giorno della memoria di TUTTI gli italiani neri,rossi o bianchi che siano.la guerra civile è stata una tragedia che non và festeggiata.vi erano macellai in entrambe le parti e lo stesso vale per le brave persone;il problema è che la storia di quell'epoca è ancora troppo di parte:i fascisti sono ancora quelli brutti e cattivi e per sessant'anni ,ogni loro singolo crimine è stato raccontato e (giustamente)condannato;quando,invece,accade che un gianpaolo pansa scrive sui crimini dei"buono",ecco spuntare "signor giuliano",che non perdono tempo e iniziano ad abbaiare contro questo o quello,citando tremila morti tra il '19 e il'22 o le attrocitàdel ventennio.tanto per dovere di cronaca,signor giuliano;lei è al corrente del fatto che il biennio 1919-1921 è conosciuto come "BIENNIO ROSSO"e che in tale periodo,socialisti e altri estremisti rossi compivano azioni violente contro le fabbriche,ma anche contro i contadini che si rifiutavano di scioperare uccidendo anche delle persone?e i grandi personaggi come palmiro togliatti,che stette ben zitto sulle foibe e su tutti quegli italiani deportati nei gulag?mi dica lei,signor giuliano:questi sono da considerare "buoni" o "cattivi"?



Effedieffe
... , aprile 29, 2008 06:24




Brevi considerazioni sul 25 aprile, festa della “liberazione”

Imprigionati nella dialettica marxista mutuata, se non direttamente ispirata, dalla “sofistica”
delle scuole rabbiniche, noi italiani abbiamo acquisito delle certezze inestirpabili quali “il fascismo ha conculcato la libertà” (vedi Gianfranco Fini), “il fascismo ha distrutto la democrazia”,
“il fascismo, alleandosi col nazismo, ha trascinato l’Italia in guerra”, “il fascismo ha perseguitato gli ebrei”, eccetera.
Il punto di partenza del giudizio sul fascismo, a nostro parere, va invece rovesciato domandandosi “che cosa è e che cosa è stato il comunismo?”.
La contabilità dei morti assassinati dal comunismo fa apparire il nazismo un’associazione filantropica; tutti conoscono la cifra di 100 milioni di morti fornita dal libro, edito da Mondatori,
di Stephane Courtois, ma la tale cifra pecca senza dubbio per difetto.
Già nel 1973 il senatore James O. Eastland, presidente della Commissione della sicurezza interna del Senato degli Stati Uniti, mise a disposizione dello storico Robert Conquest la documentazione che provava che le vittime del comunismo, solo tra URSS e Cina superavano i 200 milioni, escludendo quindi quelle dell’Europa (Spagna, Italia, Paesi dell’Est, Yugoslavia, etc), quelle
delle Americhe, dell’Africa, della Cambogia e del Vietnam.
Questo terribile olocausto discende direttamente dalla filosofia marxista leninista, che lo ha teorizzato e giustificato (e non è certo, come si è voluto far credere, una “degenerazione staliniana”; chiediamo però un atto di fede al lettore in quanto la dimostrazione di questo assunto è semplice, ma lunghissima; la documentazione e la bibliografia è comunque a disposizione).
Si potrebbe pensare: un bagno di sangue che non ha eguali nella storia dell’umanità ha però portato un “paradiso in terra”, una società giusta, opulenta, idilliaca.
Assolutamente no.
Fame come nemmeno è stata patita in periodi di carestia presso popoli dell’Africa subsahariana
(un bel risultato per una dottrina che si definisce scientifica e che alla fine degli anni ‘80 non aveva risolto nemmeno il problema del pane quotidiano, e ciò “ovunque” il comunismo abbia vinto, anche presso popoli che erano stati civili e prosperi economicamente) e terribili miserie morali e materiali.

L’Italia, alla fine della prima guerra mondiale (non scordiamo che il comunismo è andato
al potere in Russia nel 1917) si era trovata a subire il tentativo comunista di conquista del potere. Violenze di ogni genere, omicidi di avversari politici, scioperi, occupazioni di fabbriche, furti
(d’altro canto “la proprietà è un furto”).
Contro i comunisti, una piccola minoranza di intellettuali borghesi (con qualche appartenente
alla aristocrazia) per lo più socialmente sradicata, che prendendo a pretesto autentiche situazioni
di grave disagio sociale era riuscita a coinvolgere importanti strati di popolo, sorse
una reazione certamente popolare, ostacolata agli inizi dalla classe dirigente dell’epoca (poi, come sempre, accodatasi ai vincitori) reclutata ed organizzata dal genio politico di Benito Mussolini.
Nazionalisti (il sentimento nazionale era condiviso da larghissimi strati della popolazione ed era interclassista) ex combattenti, piccola borghesia, cattolici, operai, contadini, la quasi totalità
del mondo artistico aderì al fascismo.
Tremila anni di grande civiltà - i mille di Roma e i duemila di cristianità - prorompevano dal DNA di un popolo e dopo quattro anni di guerra civile, con qualche migliaia di morti da entrambe le parti, i comunisti furono sconfitti.
Basterebbe questo risultato (aver impedito ai comunisti la conquista del potere) per avere un ricordo positivo del fascismo; se il comunismo avesse vinto, gli italiani oggi laverebbero i vetri agli angoli delle strade d’Europa, avrebbero avuto il solito corollario di milioni di morti e avrebbero patito
per decenni la fame.
Probabilmente l’esempio di Mussolini ha anche salvato l’Europa.
Ma in più, in venti anni, senza disporre nemmeno lontanamente delle risorse di cui beneficia
lo Stato italiano dal dopoguerra ad oggi (per esempio non esisteva la rapina fiscale che vessa lavoratori autonomi e dipendenti) il fascismo acquisì straordinari risultati religiosi, morali, sociali, tecnologici, culturali, artistici per descrivere i quali non basterebbe l’enciclopedia Treccani (anch’essa promossa dal fascismo).

“Il fascismo ha conculcato la libertà”; ma di chi?
Certo dei comunisti; pensate: quale dittatura, che è stata definita sanguinaria, manda al confino
i vinti di una asprissima guerra civile?
Quale ne cattura il leader (Antonio Gramsci; alcuni storici sostengono però autorevolmente che Gramsci sia stato denunciato da rivali politici del suo stesso partito) e lo mette in una prigione?
Come poteva oltretutto un partito nazionalista tollerare una forza che era alle dirette dipendenze
di una potenza straniera nemica?
E poi la libertà di fare che cosa?
Di divorziare?
Di abortire?
Di usare il deretano per scopi diversi da scopi diversi da quelli disposto dalla creazione?
Di drogarsi?
E si potrebbe continuare a lungo sulle“conquiste” della libertà.
“Il fascismo ha distrutto la democrazia”.
Quale democrazia poi?
Uno strumento della vecchia, corrotta e massonica Italia ottocentesca, riemersa in blocco,
con gli stessi difetti e più o meno con gli stessi uomini, nel primo dopoguerra, che per viltà,
o complice adesione, non avrebbe certamente fermato il comunismo.
“Il fascismo, alleandosi col nazismo, ha trascinato l’Italia in guerra”.
Mussolini certo ha pensato, opportunisticamente, che l’entrata in guerra, a fianco di un sicuro vincitore, (chi non avrebbe scommesso sulla vittoria di Hitler, nel 1940?) avrebbe portato giovamenti al suo Paese.
Qui vanno fatte però anche alcune considerazioni sul nazismo.

Andato al potere diciassette anni dopo la vittoria bolscevica in Russia il nazismo, movimento
di tendenze poliedriche, ma sicuramente nazionalista e anticomunista, si era trovato in una situazione, quella tedesca del primo dopoguerra, certamente più difficile di quella in cui si era trovato il fascismo: uno stato dittatoriale comunista (la Russia) ai confini e di cui già si conoscevano le orrende stragi; milioni di comunisti tedeschi armati; tutti quelli che non erano né comunisti,
né nazisti, in maggioranza favorevoli ai primi (intendiamo le classi dirigenti); un Paese distrutto ed alla fame dalla sconfitta militare.
Certamente la lotta richiedeva misure forti o era sufficiente invitare cortesemente i comunisti a non prendere il potere?
C’è l’importante questione della persecuzione degli ebrei, anche se vogliamo premettere che quanto c’è di negativo nel nazismo, e non è poco, è squisitamente moderno: il razzismo biologico [tipico dell’ottocento anglosassone; crediamo che non esistono uomini di serie A e di serie B, ontologicamente differenti; tutti discendiamo, come creature di Dio, dal primo uomo e dalla prima donna; constatiamo però che ci sono uomini - e quindi popoli - inferiori ad altri per scelte morali sbagliate, cioè per non avere conosciuto, per aver conosciuto poco, o per aver rifiutato
il cattolicesimo, che unico rende singoli e popoli “aristocratici”] l’eugenetica, l’evoluzionismo,
il positivismo, l’idealismo, il protestantesimo, e si potrebbe andare avanti elencando quasi tutti
gli errori del pensiero moderno.
A proposito del razzismo nazista quale differenza tra Roma, che associava i popoli conquistati
al suo destino [i “barbari” lottavano per entrare nel limes romano, dove era garantito l’ordine,
la giustizia, la civiltà e non per uscirne] e il nazismo, che ha rifiutato fino al 1944 l’appassionato aiuto militare dei popoli slavi, in quanto non di razza pura.

Tornando alla“persecuzione degli ebrei” era all’epoca dottrina comune che il comunismo fosse una creazione ed uno strumento ebraico, era dottrina della Chiesa cattolica [anche qui chiediamo
ai lettori un atto di fede; la documentazione è vastissima e facilmente disponibile; per tutti basti pensare all’opera di monsignor Jouin, con la sua “Revue internazionale des Sociètès Secrètes”, finanziata dal Vaticano e sopravvissuta per dieci anni alla morte del fondatore, dal 1912 al 1939,
ed alla Civiltà Cattolica dei gesuiti; oggi è disponibile su tale argomento l’importantissimo
“Due secoli insieme”, di Soltzenicyn].
Era quasi scontato che un movimento anticomunista combattesse gli ebrei.
Cosa che non ha fatto il fascismo, come riconoscono gli storici più obbiettivi (vedi De Felice) fatta eccezione per le “Leggi razziali”, che comunque erano molto più tenui e meno applicate di quelle che vigevano nello Stato pontificio prima della Rivoluzione Francese.
Ciò con buona pace di Giovanni Paolo II, che aveva definito il nazismo il “male assoluto”
e il comunismo il “male necessario”; probabilmente è vero il contrario.
Quanto scritto non significa che il fascismo, soprattutto con le sue forme, sia riproponibile nella storia; non c’è più nessuna delle condizioni sociali, economiche e politiche presenti nel primo dopoguerra e sono al contrario presenti problematiche inesistenti a quell’epoca e cioè
la globalizzazione, le migrazioni di massa, l’aborto, il divorzio, la droga, l’omosessualità;
manca il capo, senza il quale non sarebbe probabilmente mai nato, mancano gli uomini [l’assassinio di un’intera classe dirigente, nell’immediato dopoguerra, ha risolto il problema
di un’eventuale continuità; i pochissimi sopravvissuti, figure di secondo piano, hanno dato vita
ai movimenti cosiddetti neofascisti, pallida brutta copia del fascismo, andata via via deteriorandosi fino ad assumere la penosa connotazione odierna].
Quanto scritto è solo un umile tentativo di dare un giudizio su quella storia, senza sputarci sopra come ha fatto l’intera “classe dirigente” di Alleanza Nazionale, con in testa il suo “leader”.

Fabio de Fina












PIERO61
genova , aprile 29, 2008 10:06

Per giuliano: ma la storia l'hai letta su topolino ?
Non volevo neanche scrivere ma quando vedo come ti hanno fatto il lavaggio del cervello(strano, siamo in "democrazia") posso solo sperare che un giorno ti tolga di dosso l'arroganza tipica dell'odio marxista e capisca da che parte tira il vento. Leggi De Felice e vai a vederti le leggi italiane : tutto il sociale (che i comunisti hanno ben pensato di distruggere/privatizzare in "democrazia") è stato attuato tra gli anni venti e quaranta, tacendo del resto.(bonifiche/grandi opere etc.)
Ma forse per te il sociale è il matrimonio tra pervertiti, o l'aver nel 1968 reso "democratico" l'uso degli stupefacenti prima solo appannaggio dei borghesi che vi mandano in piazza(vedi G8) a scannarvi in nome dell'odio/classista e per avere l'Icarus
di quaranta metri.
Auguri e speriamo che Dio ti illumini.



dado
... , aprile 30, 2008 10:46

ha proprio ragione Pansa quando dice: esistono due tipi di fascismo: il fascismo e l'antifascismo.


Gian Luca
... , aprile 30, 2008 14:44

Per Giuliano:in Spagna i "rossi"hanno subito
e basta?Ma te la storia dove l'hai imparata,
a casa di topogigio?Chi non sa le cose,o tace,
oppure fa la figura del cog....e



Filippo
Civitavecchia , aprile 30, 2008 17:32

Butto là due temi a caso. Spagna: tra le cause che hanno portato all'incompletezza della Sagrada Familia, c'è il fatto che i Repubblicani abbiano bruciato i progetti di Gaudì. Italia: nel 1919-1922, e per la verità fino al 1924, i morti per mano comunista furono assai di più dei morti per mano fascista.
Precisazione: sono nato nel 1973. "Posto" volentieri messaggi su un articolo di storia perché sono uno storico dilettante. Da cittadino italiano continuamente turlupinato che cerca di informarsi, mi piacerebbe invece discutere dei giorni nostri. Ecco, sapere che quel tale si è beccato cinquecento milioni di lire è l'uinico spunto attuale, ma sul quale nessuno ha detto - mi pare - una parola.



Giuliano
... , aprile 30, 2008 23:42

e per la verità fino al 1924, i morti per mano comunista furono assai di più dei morti per mano fascista.


Appunto,uno storico dilettante.

Si legga Franzinelli che ne tiene un conteggio occhiutissimo e preciso.Non rispondo ai vermi tipo giancula o piero,privi di qualsiasi conoscenza storica.



frank
genova , maggio 01, 2008 15:34

caro signor giuliano,mi farebbe il piacere di colmare alcuni miei dubbi,data la sua vastissima conoscenza della storia?per caso,mi sono imbattuto in alcune fonti,che mi hanno fatto pensare;ad esempio,ho scoperto che i maggiori esponenti dell'ideologia comunista(come un certo lenin)ritenevano che i loro intenti non possono essere raggiunti"se non per via della VIOLENTA sovversione del tradizionale ordinamento sociale...".in effetti,la CEKA,ovvero la polizia di partito creata da lenin,è accusata da varie fonti,di aver fatto uccidere una cosa come 250000 avversari politici,negli anni tra il 1918 e il 1922(che sono un tantino piu numerosi dei 3000 che ha citato lei,per quanto riguarda l'italia. ma ora occupiamoci proprio del nostro paese:pare che alcuni esponenti dell'estrema sinistra italiana volessero far scoppiare una rivoluzione analoga a quella russa. infatti,gia dal 1918,a guerra finita,i filobolscevichi iniziarono ad assassinare molti ex militari,gettando alcuni di loro negli altiforni(e tutto questo ben prima della nascita dei FASCI NAZIONALI DI COMBATTIMENTO);quindi,pare chiaro a tutti"chi cominciò".a confermare il chiaro intento dei rossi di voler fare la tanto famosa "rivoluzione",trascrivo il titolo di un articolo de "IL COMUNISTA"del 20 gennaio 1921:


barbarigo
... , maggio 01, 2008 23:42

Ho letto molti commenti al riguardo di questo articolo e la maggior parte di essi, scritti da persone con una grossa preparazione storica, come il signor Giuliano. Ciò premesso approfitto dell'occasione per chiedere notizie su Nicola Bombacci a chiunque voglia rispondermi. Anche lei signor Giuliano spero mi degni di una risposta. Cordialmente saluto tutti i lettori.


Rodolfo
... , maggio 03, 2008 19:23

Tanto per precisare. I fascisti al loro esordio non furono altro che squadre di reduci che si organizzarono per difendere se' stessi e le loro famiglie dalle aggressioni e dagli omicidi dei socialisti (Mussolini abbandono' il socialismo anche per questo). Solo in un secondo tempo Mussolini ne approfitto' coordinado i movimenti, il che gli frutto' il plauso di Lenin, secondo il quale sarebbe stato l'unica persona in Italia a poter guidare una rivoluzione popolare. Quanto alla sacralita' della Resistenza, tutti sanno che nacque ufficialmente nel '43, quando il nemico (c'era una guerra) sbarco' in Italia. Prima non ve n'era nemmeno l'ombra. Mi pare ovvio che chi mai si trovasse a combattere un esercito regolare e dovesse fronteggiare anche dei connazionali (pochi) che gli sparano alla schiena, sarebbe incline ad arrabbiarsi un tantino. Tale pratica si chiamava "tradimento", quando le parole avevano un significato ancora comprensibile. Se gli antifascisti avessero pensato a difendere la propria terra e, a guerra finita, si fossero rivolti contro il regime allora, probabilmente, li si potrebbe fino chiamare eroi, ma si sa che le cose andarono ben diversamente. E poi ce ne sarebbe a tonnellate sul perche' della guerra e sul regime che instauro' una concreta ed efficiente socializzazione dei mezzi produttivi che i "comunisti" si affrettarono a demolire, con il risultato che oggi stanno ancora a rompere con le rivendicazioni sociali. Questa roba mica la si legge su testi fascisti, ma bisogna fare lo sforzino di andarsela a cercare, considerato il "pluralismo" vigente. Non si puo' certo pretendere che chi e' cresciuto a suon di balle si converta alla verita', ma chi vuole puo' verificare di persona, essendo ancora vivi molti testimoni a cui fin'ora non e' convenuto di parlare. Questa farsa e' durata fin troppo, la si faccia finita e si guardi in faccia la realta' che e' oltremodo evidente: l'Italia e' ancora una nazione occupata dopo 60 anni e la Resistenza e' l'unica giustificazione a questo stato di cose, quindi non si puo' fare gli "antifascisti" e contemporaneamente prendersela con i 70.000 militari americani. Ora l'URSS non c'e' piu' e gli unici (veri) depositari dell'antifascismo sono loro.


Giuliano
... , maggio 04, 2008 13:32

Rispondo a Barbarigo:

Nicola Bombacci è una figura controversa, non tanto per il suo ingenuo modo di intendere il socialismo quanto per il fatto che credeva che tra fascismo(nazional-corporativismo, nazional-popolarismo,chiamatelo come volete) e comunismo ci fosse una sorta di malinteso, come se fossero fratelli coltelli nati dallo stesso padre socialista.


Non è così.

Perchè è pur vero che il fascismo, nasce dal socialismo rivoluzionario(cioè il sindacalismo alla Sorèl, quello che vagheggiava il mitico sciopero totale che avrebbe paralizzato il paese per mostrare la forza dirompente dei lavoratori e instaurare il socialismo) ma la sua astrazione tipicamente piccolo-borghese innazitutto ne pregiudica seriamente il suo evolversi.


Chi erano i primi squadristi?

Reduci, moltissimi Arditi, piccoli artigiani, qualche contadino insoddisfatto (il Governo italiano non aveva mantenuto la promessa truffaldina di una più equa distribuzione delle terre), futuristi, studenti nazionalisti..


E' interessante quel che dice Rodolfo,ma non è assolutamente esatto.
Le squadre di azione nacquero spontaneamente e Franzinelli(che è uno storico e nono un ozioso letterato) lo dice chiaramente.

Non vi fu alcuna provocazione socialista o comunista.
Il biennio rosso fu contraddistinto da una massiccia occupazione delle fabbriche ma nulla di più.
Non ci furono assassinii mirati.

Nè lo scopo di sterminare,che invece era ben presente nelle azioni, nel modus operandi e nello stesso dna politico squadrista(il fascismo nasce dallo squadrismo, non viceversa).


QUindi è fuorviante dire falsità.
In quanto alla socializzazione delle imprese,io personalmente, lo ritengo un fatto molto interessante a cui non sono assolutamente contrario.

Peccato però che la socializzazione rimase un esperimento solament esulla carta, sono introvabili(in quanto non ne esistono) libri che parlino della socializzazione durante la RSI.

E inoltre: perchè non socializzar ele imprese ben prima della guerra?
Evidentemente non ve ne era la volontà,si decise di socializzare in un momento di estrema difficoltà,nel disperato tentativo di rastrellare consensi.E soprattutto carne da cannone.
Perchè di fatto molti di quelli squadristi che assitettero all'evoluzione "politica con la nascita del PNF, si sentirono "traditi" dalla svolta borghese dello squadrismo e propendevano più per un mantenimento del movimentismo fascista.
E infatti costoro si arruolarono nella RSI, sentendo il richiamo dei bei tempi.

La socializzazione delle imprese è molto interessante ma è qualcosa che rimase solo sulla carta.
E d'altronde i tedeschi non l'avrebbero permesso.
Le fabbriche del Nord dovevano essere funzionali solo al Terzo Reich,perchè di fatto la RSI era solo una propaggine locale del Terzo Reich, una provincia occupata dell'impero nazista.







Rodolfo
... , maggio 04, 2008 16:48

@ Giuliano

« Le fabbriche del Nord dovevano essere funzionali solo al Terzo Reich,perchè di fatto la RSI era solo una propaggine locale del Terzo Reich, una provincia occupata dell'impero nazista. »

Ma stai scherzando? Tutte le fabbriche, da Breda a Fiat, lavorarono solo marginalmente per i tedeschi e dal'punto di vista della gestione furono "socializzate" proprio vigente la RSI, cosa che i "socialisti" del dopoguerra si affrettarono a smantellare. I nazisti avevano una tale controllo delle fabbriche italiane che i GAP vi murarono dentro interi arsenali, compresi aeromobili, in attesa della rivoluzione.

E vorrei vedere che tu fossi contrario alla socializzazione, visto che ti dichiari socialista. Forse dimentichi che prima v'era il Regno d'Italia e che la RSI fu una repubblica. Sempre i fascisti cattivi che operano il male sapendo di farlo, ma via... E poi la coscrizione era obbligatoria, il volontariato era un pro forma. Insomma, tu non fai che ripetere la vulgata classica del Male Assoluto. Ma non vedi che gli unici antifascisti che oggi contano hanno scaricato i vecchi alleati dopo il crollo dell'URSS? Non e' che sono diventati "fascisti" e' che si sono sempre fatti i fatti loro, cosa che noi italiani non abbiamo mai saputo fare. Una volta svanita la possibilita' di essere annessi al "Paese Fratello", l'antifascismo si e' risolto solo e sempre a favore degli USA. Continua a difenderlo, ma non vedi come siamo ridotti? Che ci vuole, l'elettroshock per cominciare a vedere i cervelli rossi ragionare in modo quasi normale?



Giuliano
... , maggio 04, 2008 20:12

Le fabbriche Breda lavoravano per i tedeschi.

E questo non lo dico solo nè i libri di storia ma lo dice pure Blondet(se cerchi bene ,anzichè agitarti, ne troverai conferma nelle pieghe di EFFEDIEFFE)

La RSI era uno Stato fantoccio, in cui il fascismo repubblicano esercitava il ruolo di subalterni degli ordini hitleriani.
A comandare erano i tedeschi.
E negarlo equivale a fare negazionismo della realtà.

I veri traditori,checchè ne dica la vulgata "fascista",erano i fascisti,che si sono rifugiati nelle mutande delle SS.

Di fatto,servi del Reich


Non mi definisco socialista se per socialismo si intende il socialismo europeo alla Zapatero o peggio "alla Blair".
E francamente non so dove tu l'abbia dedotto.



frank
genova , maggio 05, 2008 22:37

due considerazioni:la socializzazione fu eccome attuata in alcune imprese,ma appena fu possibile,venne immediatamente cancellata e tra coloro che contribuirono all'abrogazione della socializzazione,vi era un certo mario berlinguer(papà di enrico).forse tali leggi davano fastidio a qualche imprenditore che finanziò la resistenza?inoltre,nel biennio rosso avvennero molti omicidi,mirati o non,ma sempre omicidi.inoltre mi risulta che vi fosse qualcosa di piu di"qualche contadino insoddisfatto"ad appoggiare il fascismo.per quanto riguarda la RSI,era dipendente dai tedeschi solo per quanto riguarda lo svolgersi delle operazioni militari,mentre per l'amministrazione dello Stato,vi era totale indipendenza,tanto è vero che hitler non appoggiò le leggi sulla socializzazione,ma vennero fatte ugualmente


Janus H.V.
... , maggio 06, 2008 16:58

Esistono, ahimè, anche su questo sito, petulanti interlocutori, monocordi negli argomenti, privi di qualsivoglia capacità critica che, però, hanno letto ....il Franzinelli! Volete mettere; uno che ha per maestro cotanto storico, non può sbagliare nella confutazione di argomenti che hanno a che vedere con la bieca propaganda reazionaria!!! Perchè volete negare a costui d'avere certezze, ben radicate, frutto d'indottrinamento che Guareschi avrebbe definito "trinariciuto" e di solide letture storiche : il Franzinelli, appunto!
Cari amici di Effedieffe, per costoro, argomentare di onore militare, di fede alla parola data, di amor di Patria è tempo perso. Lasciateli crogiolare nel brago ideologico in cui si rivoltano da sessantanni, dite loro che la resistenza è la radiosa rinascita del paese, che Audisio e compagni sono eroi, come pure Bentivegna e la Capponi e saranno contenti.In fondo che vi costa? Perchè negare le caramelle ai bimbi? Già, perchè di tali si tratta avuto conto della sicumera e della virulenza verbale propria delle età infantili, quando sia stata carente la presenza paterna nell'approccio problematico a ciò che si chiama educazione. Et de hoc satis!



Matteo
Roma , maggio 08, 2008 09:32

C'è ancora chi parla di "italiano", di "storia", di "verità", chi racconta fatti scomodi, tanto veri quanto inascoltati dalla subcultura dominante, ma è l'ignoranza associata alla menzonga che regnano in questa italia spappolata, quindi pur essendo ancora presenti voci limpidissime in controcorrente nulla accade nè nulla migliora e resta quindi unico vero valore di trasparenza ed equità, il caso, o meglio la statistica fredda dei sinistri di viabilità.... e la parola "sinistri" è scelta apposta....




Giuliano
... , maggio 09, 2008 16:20

Janus qui non si tratta di aver letto,qui si tratta di fatti che tu e quelli di destra ignorate,veppiù negate!

Nel tuo caso non solo non hai letto Franzinelli ma non hai letto proprio nulla.Al massimo hai letto qualche idiozie scritta su "ildcue.net"



Jesusbrigade
Bari , maggio 09, 2008 23:11

E' inutile e noioso, oltre che stupido
continuare a parlare ,ad odiare, a condannare ,a giustificare, insomma a
considerare tra i primari argomenti di discussione vicende simili.
Sono misere storie di barbarie e serial killers, al massimo della loro espressione, nel momento ideale per loro splendore maligno : la guerra ,lo scontro, la bestia che domina i più,abbruttiti da anni di stenti fisici e morali.
In queste circostanze la scimmia parlante dà il peggio di sè,e non c'è bandiera o ideologia o dignità o onore che tengano.
Gli assassini delle guerre sono tipologicamente come i black blok ,i comunisti turchi e internazionali, gli sbirri esaltati o infiltrati ,come gli agitatori irresponsabili e impuniti del G8 a Genova. Sono delle carogne e degli sciacalli allo stesso tempo.

Dirò per molti una bestemmia ma penso che altri capiranno.
A mio giudizio occorre che gli estremi si uniscano e si annodino, strozzando il centro malato che estremi li rende.

I buoni principi, gli uomini di buona volontà, stanno agli estremi, basta saperli riconoscere, laddove al centro tutto si mescola nel torbido compromesso della mediocrità.
Basterebbe saperli curare dall'antico rancore ,per radunare le anime volenterose sotto la luce della vera fede.





frank
genova , maggio 10, 2008 03:29

giuliano la smetta di parlare,come se solo gli antifascisti fossero gli unici custodi della verità.e non è neanche questione che ci si scontri ancora e inutilmente sul passato;il fatto è che per 60 anni ci è stato insegnato a vedere il fascismo come "UNICO MALE" o come "MALE ASSOLUTO",ma oggi che vengono fuori le nefandezze dei "BUONI",ecco che spuntano le accuse di negazionismo o,come dicono alcuni,di revisionismo.per chi non lo sapesse,la storia dell'uomo è in continua revisione,quindi smettiamola con questa finta morale,che ci IMPONE di odiare il fascismo e tutto ciò che ne è derivato e allo stesso momento,ci OBBLIGA a non mettere in discussione i SACRI VALORI DELLA RESISTENZA.inoltre, mi viene particolarmente da ridere,quando a fare la morale atutti,ci si mettono i comunisti...ma per favore!!!



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