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Una storia tutta africana quella dello Zimbabwe e del suo presidente Robert Mugabe, fatta di violenze, ritorsioni sanguinarie sulla povera gente e apartheid catastrofica. 26 anni di dittatura che ha visto la cacciata dei bianchi coltivatori e la conseguente colata a picco dell’intera economia del Paese e «Il regime di Mugabe si accanisce sull’indifeso popolo dello Zimbabwe per punirlo di aver votato per cambiare» con 7.000 uccisioni.

Zimbabwe, una storia africana

Maurizio Blondet    08 maggio 2008
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Almeno settemila morti ammazzati, case e capanne incendiate, migliaia di persone in fuga:  «un’orgia di violenza attuata dalle forze di sicurezza di Stato, cui si sono uniti veterani di guerra, miliziani giovanili e fanatici dello Zanu-Patriotic Front», il partito del presidente Mugabe.

«Il regime di Mugabe si accanisce sull’indifeso popolo dello Zimbabwe per punirlo di aver votato per cambiare», dice Winfred Mhanda. «Eppure questo Mhanda non è uno impressionabile: è stato uno dei comandanti della ‘guerra della savana’ negli anni ‘70, a fianco di Mugabe stesso, quando - con il nome di guerra di Dzinashe Machingura - ammazzava i coloni bianchi» (1).

Uomini in uniforme compiono gli eccidi per smantellare le sedi rurali del partito d’opposizione, il Movimento per il Cambiamento Democratico, colpevole di aver vinto il primo turno elettorale con il 47,9%, il che lasciava a Mugabe  (43,2%) la prospettiva di abbandonare il potere dopo 26 anni. Benchè abbia accumulato immense ricchezze, la prospettiva non gli piace. Così s’è fatto arrivare dalla Cina un carico di 3 milioni di proiettili per kalashhnikov, 1500 RPG, e 3 mila bombe da mortaio, per dare una lezione al suo ingrato popolo.

Pechino s’è affrettata a dar corso agli ordinativi: un nuovo mercato per il suo export competitivo. La nave cinese con questi rifornimenti, la «An Yue Jiang», era stata a tutta prima bloccata. Ma Emerson Mnangagwa, il comandante dell’operazione-terrore, è poi andato in Angola a convincere il presidente di laggiù, Eduardo Dos Santos, a lasciar sbarcare il carico (2). Non è stato difficile convincerlo, i dittatori africani non mancano di darsi una mano a vicenda. Anche il capo del Sudafrica, Mbeki, tiene discretamente bordone.

E pensare che Mugabe è stato popolarissimo fra la sua gente. Fin dal principio aveva promesso di «risolvere il problema della terra», sostenendo che i coloni bianchi (gente nata lì, nella ex-Rhodesia), l’1% della popolazione, avevano accaparrato  il 70% dei terreni coltivabili. Raggiunse l’apice della popolarità nel 2000, quando decretò l’esproprio forzato di 4 mila e passa coltivatori bianchi, e la redistribuzione forzosa delle loro terre alla gente nera: per lo più suoi fedelissimi, ma non conta. Ci furono scene di giubilo, esplosioni di gioia, mentre migliaia di coltivatori neri prendevano possesso dei campi, fra abusi  e violenze, condonate dai tribunali.

Mugabe definiva i bianchi «i nostri nemici», e nel 2002 vietò persino loro di mietere: ben fatto!, applaudiva il popolo zimba. Via gli sfruttatori d’altra razza, quei razzisti!  Finalmente padroni in casa nostra.

Fatto sta che l’agricoltura, la prima voce di esportazione per lo Zimbabwe - specie tabacco - sotto le cure degli agricoltori neri è crollata. Non solo mancano i prodotti da vendere, ma anche quelli per mangiare. Secondo le agenzie dell’ONU, da anni lo Zimbabwe soffre una crisi umanitaria con pochi paragoni. La speranza di vita per i maschi, che toccava i 60 anni nel 1990, è scesa a 37 anni, e a 34 per le donne, la più bassa del mondo. La mortalità infantile è salita da 53 ad 81 ogni mille nati vivi.
Quasi due milioni di zimbaweani hanno l’AIDS. E 3,4 milioni (su 12 di popolazione totale) sono riparati all’estero.

Oggi persino l’attività mineraria e il turismo hanno superato l’agricoltura come fonti di valuta estera; ed è tutto dire, dato che, sotto la libertà di Mugabe, il turismo (1,9 milioni di turisti nel 1999) è crollato del 75%.  Solo il 20% delle camere di albergo sono occupate, ciò che ha messo sul lastrico migliaia di disoccupati, nonostante le attrazioni locali, dalle Cascate Victoria al fiume Zambesi ai safari. Del resto, quali safari?

Il 60% dei selvatici sono morti dal 2000, apparentemente per indipendenza dagli sfruttatori bianchi razzisti. La deforestazione ha proceduto con pari intensità, e così l’inquinamento di acque e fiumi con metalli pesanti a causa di tecnologie di estrazione mineraria indipendenti. Poche le attrattive  rimaste, per cui valga la pena di visitare il Paese.

Fra queste, un’inflazione salita dal 32% nel 1998 al 100.58% a gennaio 2008 (secondo i dati del governo), e del 150 mila% non ufficiale. Oppure la nuova moneta introdotta nel 2006, il dollaro zimbabweano pesante, pari a 100 dollari zimbabweani di prima: sul mercato parallelo, nel giugno 2007, ce ne volevano 120 mila per comprare un dollaro USA.

L’attrazione più pittoresca però è certamente lui, il presidente Mugabe. Quest’uomo calunniato da Amnesty International, che lo accusa di violare la libertà di residenza, di riunione, di negare aggressioni a giornali, oppositori politici e attivisti sociali, ha organizzato per il suo popolo, nel 2005, la «Operation Murambatsvina»: ossia ha raso al suolo le bidonvilles che si affollano attorno alle città, e con l’occasione ha stroncato i mercatini «illegali» con cui la gente sopravviveva all’iperinflazione. Lo scopo proclamato era di dare alloggi decenti a tutti quei baraccati. Naturalmente non s’è visto un solo alloggio nuovo costruito, e 560 mila ex-baraccati sono diventati senzatetto.

Il fatto è che il Paese, che dipende totalmente dall’estero per l’energia, non ha abbastanza dollari USA con cui comprare il petrolio, perchè le sue esportazioni agricole sono praticamente a zero. Questa sarebbe una delle cause della iperinflazione, insieme alla corruzione del regime o - come accusa il regime - alle sanzioni imposte da Europa ed USA per le suddette calunnie (violazioni dei diritti umani).

La crisi valutaria ha indotto Mugabe, nel 2005, a mettere al governo Gideon Gono, il banchiere centrale. Costui ha riaperto ai coloni bianchi, chiedendo loro di tornare a riprendere a coltivare i campi; nel 2007, il governo ha persino concesso a qualche bianco (4 o 500 coraggiosi) ad affittare le terre con contratti a lungo termine.

Ma poi, Mugabe  ha cambiato idea: ha preso a minacciarli di nuovo. L’ordine è stato chiaro: via dal Paese, altrimenti in galera. I 400 coraggiosi se ne sono andati. Senza troppi rimpianti: le terre che erano state confiscate, sotto le cure dei coltivatori afro, ormai non erano più produttive. Irrecuperabili (3).

Poi le elezioni, che hanno dato una vittoria agli oppositori. Una vittoria misurata: evidentemente, il padre della patria ha ancora molti sostenitori e clienti. La loro Casta, si può dire. La speranza di liberarsi di Mugabe sta affondando nel sangue e nel terrore. E’ una storia africana.

Ma riguarda un pochino anche noi: vedete com’è difficile liberarsi dalla Casta parassitaria, una volta che ha piantato i suoi artigli sulla schiena del popolo.




1) Peta Thornycroft, «Zimbabwe: terror of Rhodesian bush war  days returns», AllAfrica.com,
4 maggio 2008.
2) Lance Guma, «Zimbanwe: minister claims controversial Chinese arms now in country», AllAfrica.com, 6 maggio 2008.
3) Voce «Zimbabwe» su Wikipedia.



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Commenti (32)add comment
Pierpaolo
Trieste , maggio 08, 2008 08:11

Il parallelo con l'Italia è suggestivo.
Anche nella Rhodesia del Sud Mugabe non ci è arrivato perché era bravo, ma perché la Gran Bretagna (il famigerato governo Wilson), l'Unione Sovietica e gli USA si sono accordati per dare a Robert Mugabe il potere. Ed ai Rodesiani non è rimasto che battere le mani.



Domenico
Sanremo , maggio 08, 2008 08:11

Mugabe fa parte del grande disegno di kissinger di ridurre la popolazione nel mondo,adesso le mine del zimbabwe appartengono a un israeliano,l'uomo che dirige mugabe e la sua rivoluzione.


Anna Luisa
Genova , maggio 08, 2008 08:15

Egregio Dottor Blondet, sembra quasi il gioco del Risiko applicato alla realtà... Oriente e Occidente sono i due contendenti... due diverse strategie: l'Occidente applica la modellizzazione mentre lOriente (Cina) applica L'arte della guerra di Sun Tzu ovvero sfrutta la situazione contingente e adatta ad essa la sua strategia ... la cultura cinese prospera nel caos e lo Zimbabwe si presta egregiamente a tale filosofia. Ma che imbecilli... questi uomini al potere!

Con stima,

Anna Luisa



Giuseppe Costi
Milano , maggio 08, 2008 08:39

Nei primi anni 70 avevo un collega, ottimo chirurgo, che, dopo essersi specializzato in Italia, tornava in Africa per dedicarsi al suo popolo. A me, fascista dichiarato nonostante l' epoca non proprio favorevole, diceva sempre: un solo grande crimine imputo a voi bianchi: l' averci lasciati soli; noi non possiamo avere la democrazia, perchè siamo organizzati in tribù. Solo un potere esterno, forte, e non democratico, può farci maturare, e lo potrà fare in non meno di 4-5 generazioni.


PIERO61
genova , maggio 08, 2008 09:04

Sicuramente Mugabe sarà il nuovo idolo dei centri sociali nostrani.
Ho letto un bellissimo libro : L'Alleanza dello scrittore Michener.
Sono 1000 pagine che narrano da molto prima di Cristo fino all'apartheid la storia del Sud Africa e di tutti i luoghi vicini.
Si capiscono molte cose e sfata tonnellate di luoghi comuni.
Casualmente è introvabile, lo volevo in casa, in quanto mi era stato prestato.
A Genova è presente nella biblioteca Berio ma è arduo affittarlo.
Chissà perché ?
Saluti a tutti.
Piero 61



Eliseo Malorgio
Curitiba - Pr - Brasil , maggio 08, 2008 09:09

Il ritratto incredibile di questo barbaro criminale, ottuso ed egoista e del suo popolo disgraziato mostra l'assoluta necessità di un riferimento e impegno morale e di conoscenza che guidi le azioni dei governanti e dei popoli. Senza questi presupposti potremo assistere anche in casa nostra, anzi stiamo già assistendo, agli stessi fenomeni di inciviltà, forse appena con l'impiego di metodi più raffinati.
I gruppi di potere preoccupati esclusivamente dei propri porci comodi se ne infischiano altamente delle sorti delle popolazioni e sono disposti a calpestare qualunque principio di virtù e di diritto civile con l'obbiettivo di accaparrarsi ricchezze e vantaggi personali.
L'assenza di una guida morale caratterizza anche l'Europa. Invece dei fucili si usano metodi astuti, diabolici: Si sovvertono i principi morali, si manipola l'informazione e l'istruzione con omissioni e menzogne, si usa il potere del denaro per saccheggiare e impoverire le nazioni, lo spettacolo e la propaganda per corrompere e ingannare le menti. Si promuovono i vizi umani presentandoli come diritti o abitudini lecite. Il fine è sempre lo stesso: Attraverso l'inganno e l'uso di qualsiasi crimine, ottenere la spoliazione dei popoli e la concentrazione in poche mani delle ricchezze e del potere.



L.P.
Brescia , maggio 08, 2008 09:18

E' vero ci sono molte somiglianze con l'italia: prodi, visco, padoa scoppia...il dna è uguale, la cattiveria anche.
Vedremo se questo governo fatto di nani e puttane almeno ci farà anche divertire.



Civis Romanus
... , maggio 08, 2008 11:55

La Casta africana però è anche un po' cogliona se si è tagliata il ramo dove sedeva, cacciando via quelli che le producevano il reddito. Quella nostrana quest'errore non lo farebbe mai. Ehmm... o forse si?


Dott. Carlo Regazzoni
CH 4106 Therwil (Svizzera) , maggio 08, 2008 12:07

Purtroppo non è un governo laborista ma quello conservatore di Margret Thatcher che mise in sella Robert Mugabe. Avendo vissuto parecchi anni in Africa ho potuto costatare con in miei propri occhi l'ipocrisia con la quale in nostri grandi democratici - a comminciare dal temerario Montini - hanno sacrificato un paese come la Rodesia sull'altare della corretezza politica.


Silvano
Andria , maggio 08, 2008 12:15

A Piero 61.
Potresti gentilmente precisare autore ed editore del libro "L'Alleanza dello scrittore Michener" da te segnalato?
Grazie e ciao.



silvia
bologna , maggio 08, 2008 12:23

La Massoneria assieme alla Trilateral,sempre di matrice inglese "complottano" per insediare i governi che vogliono loro.L'unico stato al mondo che non fu massone è la Germania,adesso continua ad essere punita perchè lavora veramente.E facile sfruttare le risorse del mondo,seduti in un salotto senza fare nulla,colonizzando e parassitando.Del resto morire in una maniera o in un altra,non fa differenza,se lo scopo è il medesimo.Adesso gli USA non servono più ai massoni inglesi,misti a pastori anglicani,e vorrebbero annientare le popolazioni sostituendone le radici in maniera tale da creare squilibri sociali,è dal medioevo che fanno così.


Farouq
Milano , maggio 08, 2008 12:27

Penso di aver individuato una
delle differenze tra pensiero
cosidetto occidentale e diciamo
quello Islamico.
Espropiare un incapce dei suoi
averi per noi non è lecito.
faccio un esempio:
un barbone incapace in qualche modo lecito
si ritrova con un milione di Euro
in tasca ecco questi sono i suoi soldi
anche se lui è un barbone e nessun
altro che potrebbe fare cose meravigliose
con questo milione ha diritto su questi soldi.
Quindi, gli africani sono rozzi animali incapaci
feroci ma per volonta' divina si ritrovano
a casa diamanti oro uranio terra da coltivare ecc.
I bianchi in africa non vogliono ricompensa in denaro
per lavorare la terra per degli incapaci loro
vogliono la terra per poi fare figli in quella terra
e poi i figli rivendicano quella terra ecc..



Andrea
Bergamo , maggio 08, 2008 13:16

Per Silvano di Andria,
il titolo è "L'alleanza", l'autore è "Michener, James Albert". Volume edito da bompiani.
Un saluto

Andrea



Tibberio
Roma , maggio 08, 2008 13:23

non riesco ad inviarla con outlook, scusate!

notizia dell´Ansa sull´aumento dei casi di cancro in Corsica da Cernobyl ad oggi:

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_71633988.html

Domanda: guardando la geografia, "mi sembra" che tra la Corsica e Cernobyl ci sia l´Italia.... infatti, parlando con amici medici (anche di quel ramo), tutti dicono la stessa cosa: i dati ufficiali sui tumori in Italia sono palesemente falsi. Sia nelle quantita´ che nelle prospettive di vita.
Saluti direttore.



Marco
Firenze , maggio 08, 2008 14:08

vedere coferenza LaRouche su www.movisol.org ..non solo zimbabwue ma anche nigeria e kenya...i "britannici" all'attacco...(ed i cinesi in africa hanno interessi come in sudamerica..)..Ho la brutta sensazione di un preguerra...sarebbe una catastrofe..


Ivan
Prato , maggio 08, 2008 14:09

Ora capisco come mai Gad Lerner insista tanto, nella sua trasmissione, per convincerci ad aprire le porte agli immigrati e all'Africa...


PIERO61
genova , maggio 08, 2008 14:16

per Silvano scusa il ritardo, la risposta corretta è quella di Andrea.
Grazie mille Andrea, saluti a tutti.
Piero 61



Silvano
Andria , maggio 08, 2008 14:42

Ottimo, Andrea, grazie per l'informazione. In effetti ho interpretato la citazione del titolo in maniera letterale e non a senso. E mancava comunque l'editore. Ora spero di riuscire a reperirlo.
Ti saluto.



PIERO61
genova , maggio 08, 2008 15:10

per Silvano, se trovi il libro in questione, puoi farmi sapere dove reperirlo ?
Grazie e, ancora scusa.



Stefano P.
Milano , maggio 08, 2008 15:26

E se parlassimo un po' di Ian Smith, leader rhodesiano bianco che, per essersi opposto all'avvento al potere dei neri, all'epoca fu tacciato di razzismo, ma alla sua morte elogiato da molti, bianchi e neri?

Qui trovate alcuni necrologi (è morto a fine 2007):
http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/
obituaries/article2910986.ece

A me, leggendoli, Smith sembra uno degli ultimi uomini ad avere un'idea di Occidente ormai scomparsa. Di quando l'Occidente era (e, soprattutto, voleva essere) migliore.



Stefano P.
... , maggio 08, 2008 15:27

E se parlassimo un po' di Ian Smith, leader rhodesiano bianco che, per essersi opposto all'avvento al potere dei neri, all'epoca fu tacciato di razzismo, ma alla sua morte elogiato da molti, bianchi e neri?

Qui trovate alcuni necrologi (è morto a fine 2007):
http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/obituaries/article2910986.ece

A me, leggendoli, Smith sembra uno degli ultimi uomini ad avere un'idea di Occidente ormai scomparsa. Di quando l'Occidente era (e, soprattutto, voleva essere) migliore.



Marina
Milano , maggio 08, 2008 15:37

Quello che succede è allarmante non dovrebbero esistere queste disparita, sia neri che bianchi dovrebbero godere tutti degli stessi diritti, attenersi in ugual misura alle leggi di dove vivono e tutti dovrebbero essere liberi di esprimere le proprie opinioni. Di comune accordo, se gli agricoltori bianchi sono più esperti nelle coltivazioni, dovrebbero insegnarlo a i neri per il buon andamento della loro nazione e per farsi che tutti abbiano il necessario per vivere.
Cordiali saluti a tutta la redazione e al direttore.
Marina



stuarthwyman
Perugia , maggio 08, 2008 15:41

"...l' averci lasciati soli; noi non possiamo avere la democrazia, perchè siamo organizzati in tribù"

Alla fine del colonialismo, in Chad, i francesi portarono via le analisi idrografiche del territorio...

...la popolazione si trovò in ritardo di 2 generazioni.

Unica alternativa?

Negoziare con i francesi la restituzione delle analisi scombiandole con la concessione di uno spazio militare adibito alle esercitazioni aeree nella zona Nord del Paese a confine con la Libia.

Racconto di un impiegato al Ministero preposto a Ndjamena.

Dopo il colonialismo, iniziò il post-colonialismo...



Sergio
Mariano Comense , maggio 08, 2008 15:54

Articolo molto interessante. Su questo tema volevo raccontare un piccolo aneddoto. Io collaboro con la sezione di Antropologia culturale dell'Università Cattolica di Milano. Qualche anno fa conobbi un giovane prete angolano laureatosi proprio in "Cattolica" in Antropologia culturale. Questo sacerdote africano mi raccontò che quando l'Angola divenne indipendente dal Portogallo venne lasciata la facoltà agli abitanti di quel paese di scegliere se assumuere la cittadinanza angolana, quella doppia (angolana e portoghese) oppure mantenere solo quella porteghese. Il vecchio padre del sacerdote volle mantenere solo quella portoghese. Alcuni congiunti criticarono la scelta del capo famiglia il quale rispose così alle obiezioni:"io voglio morire portoghese. Voi ora criticate molto i Portoghesi ma loro sono in grado di governare il paese, i nostri leader no. Dopo che se ne saranno andati voi stessi li rimpiangerete". Purtroppo la Storia gli ha dato ragione



Silvano
Andria , maggio 08, 2008 16:52

Per Piero 61.
Certo, faro' sapere. Ti lascio ppercio' la mia mail, autorizzando allo stesso tempo la redazione a pubblicarla nel presente commento. Scrivimi, cosi' conosco la tua: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo



stuarthwyman
Perugia , maggio 08, 2008 17:12

"io voglio morire portoghese. Voi ora criticate molto i Portoghesi ma loro sono in grado di governare il paese, i nostri leader no. Dopo che se ne saranno andati voi stessi li rimpiangerete". Purtroppo la Storia gli ha dato ragione...

Non so in che termini si debba interpretare l'ultima frase, ma una cosa per lo meno merita essere riconosciuta: in quei paesi la corruzione è evidente, come lo è meno nei Paesi cosiddetti civili.

Se da una parte nei Paesi occidentali le influenze principali possono riscontrarsi nell'attuzione delle strategie dei grandi istituti bancari, in questi Paesi così poveri, l'influenza è determinata da questi Paesi così negativamente influenzati...



Dario
Caorle , maggio 08, 2008 18:36

@Giuseppe Costi da Milano; anche a con me alcuni miei amici africani hanno detto la stessa cosa!

@Piero61 da Genova; Michener! Gran bel librone quello! L'ho letto la prima volta nel 1985/86 se non ricordo male...non so se mi spiego, ma quanti hanno sono passati?....e non è cambiato nulla, nel libro, nella Storia, adesso.

@Stefano P. da Milano; hai colto nel segno.

Se provassimo ad osservare bene questa povera terra africana, loro sono stati bene (bene?) solo fin che le altre zone o potenze non si sono accorte di cos'era l'Africa.....diciamo che da circa 500 anni in qua son diventati gli ultimi del mondo, e non solo per colpa dei bianchi, ma arabi asiatici, indiani...ma quanta gente è sbarcate lì prima che loro si rendessero conto che oltre il mare c'erano altre terre?




LUCIO
padova , maggio 08, 2008 19:12

Ma siamo tante anime belle... sono gli angli, i britannici che con la perfidia tipica strozzano lo Zimbawe. Mugabe si può solo difendere come può... come fece il Rais. RICORDATE TUTTI CHE GLI ANGLI PRENDONO I POPOLI PER FAME, LI STROZZANO!!!
aNDATE A VEDERVI LE DICHIARAZIONI, LE INGERENZE DI GORDON BROWN. l'AFRICA LA CONSIDERANO COSA LORO. LA DEMOCRAZIA ED IL LIBRERALISMO VALGONO PER COSTORO SOLO ENTRO I DOMESTICI CONFINI. vERSO IL RESTO DEL MONDO ASSEDIO ECONOMICO E MILITARE, ATTENTATI ED IGNOBILI ALLEANZE.
qUANDO C'è DA SALVARE LE LORO BANCHE NON ESITANO A NAZIONALIZARLE I MALEDETTI MENTRE METTONO ALLA FAME I NOSTRI ALLEVATORI DI MUCCHE. SIAMO ANCHE NOI COME LO ZIMBAWE IN MANO A QUESTO SCHIFO DI POPOLO DI FARABUTTI.



Franco
Padova , maggio 08, 2008 21:24

In Rete, purtroppo non mi sono segnato dove, ho letto recentemente una notizia (documentata) che mi ha lasciato di stucco. E che mi ritorna spesso in mente. L'Africa, fino agli anni '60, era del tutto autosufficiente sotto il profilo alimentare. Ma vi rendete conto? Fino agli anni '60.....fin quando è esistito il colonialismo...!!!


Dario
Caorle , maggio 09, 2008 11:05

@Franco da Padova; e ti stupisci di questa semplice verità?


Carlo Alberto
Roma , maggio 09, 2008 18:53

ma perche' queste cose non le spiega alla Caritas Internazionale, dove c'era qualcuno che qualche anno fa diceva che era giusto "restituire" la terra ai poveretti indigeni?


Dario
Caorle , maggio 11, 2008 17:26

...non serve spiegare niente alla Caritas Int.le perché molto probabilmente non è altro che un conglomerato di burocrati e quantaltro che vivono sulle spalle degli sfigati...un pò quello che ha fatto la Sinistra da almeno 90 anni...finché ci son sfigati e poveri la Sinistra sopravvive, e quindi aiutiamo i poveri, ma non troppo, aiutiamo gli operai, ma non troppo, aiutiamo chiunque sia sfigato, ma non troppo....perché se li aiutiamo troppo sparisce il problema.....e chi manterrà le famiglie di Caritas, o P.C.I. o tutte le altre migliaia di sigle che ti chiedono i 10 o più Euro da donare? (perché noi diamo i soldi e loro fanno il lavoro).......tristezza....e noi manteniamo un pò tutti.




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