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Hakim Bey, l’ideologo dello Scandal |
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Siro Mazza
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08 maggio 2008
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«Nessuno di essi coltiva i campi o tocca mai l’aratro; tutti vagano senza stabile dimora, senza casa, né legge».
Di aspetto orribile, «tanto da poter essere paragonati a bestioni bipedi», uniscono «a siffatta ripugnante figura un’estrema barbarie»: così Ammiano Marcellino, storico latino del IV secolo, descrive gli Unni, predoni asiatici giunti minacciosi ai confini dell’Impero Romano o penetrati in esso, per compiere saccheggi e devastazioni.
Nonostante per un certo periodo fossero guidati da un capo dalle notevoli capacità militari, essi non costituirono mai uno «Stato» a sé, e il cosiddetto «impero unno» (una sorta di anti-impero, rispetto a quello di Roma e di Costantinopoli), alla morte di Attila – il «flagello di Dio» – si squagliò rapidamente.
Era inevitabile, perché questi selvaggi feroci e incolti erano del( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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