
Qualcosa di orribile si è
consumato a Niscemi, in un casolare isolato: l'ennesimo tributo di sangue per le
mani di un'infanzia che abbiamo condannato agli inferni della felicità sessuale
precoce. Nessuna vera decenza, nessuno scandalo, nessun pudore. Solo sfrenato
godimento che si nutre poi dei suoi discepoli.
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La notizia non ha allarmato |
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La notizia non ha allarmato abbastanza. I «grandi giornali» la mettono a pagina 20 o giù di lì: prima, era necessario parlare del governo, dell’ICI, del «dialogo» maggioranza-opposizione. E’ l’assassinio di Lorena, 14 anni, strangolata, bruciata e gettata in un pozzo dai tre con cui faceva sesso: 15, 16 e 17 anni. Un fatto di cronaca e basta. Nessuna necessità di una riflessione angosciata. E’ «il branco», e questo spiega tutto.
Gli inviati a Niscemi danno i particolari peggiori come per forza, quasi non sapessero cosa farne, non capissero di cosa sono sintomi. Una ragazzina di paese - e in Sicilia - che a 14 anni fa abitualmente sesso con tre coetanei: già questo non pare mostruoso ai giornalisti. Semmai sono interdetti che una così bella liberazione sessuale precoce finisca in uno scempio del corpo della ragazzina: non è così che doveva andare, il sesso( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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