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Nei primi tre mesi del 2008 124 case sono state demolite, contro le 107 dello stesso periodo del 2007 in un evidente feroce sforzo di pulizia etnica accelerata. Eccone il motivo: «Un popolo che è stato regolarmente perseguitato da duemila anni è moralmente giustificato, in termini di giustizia distributiva, ad essere particolarmente spietato quando si tratta di aver cura della propria esistenza». La sola presenza palestinese è una minaccia da schiacciare sotto i cingoli.

Da demolire: 3.000 case palestinesi

Maurizio Blondet    29 maggio 2008
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«Attualmente ci sono 3 mila ordini israeliani di demolizione di abitazioni palestinesi in Cisgiordania, che possono essere eseguite in via immediata e senza preavviso»: così l’ultimo rapporto dell’Ufficio ONU per gli Affari Umanitari (1). Il rapporto specifica che le case da demolire sono situate nella cosiddetta «Area C», che comprende il 60% del territorio cisgiordano, e che gli isrealiani mantengono sotto il loro controllo.

Si tratta del territorio governato, si fa per dire, dal pieghevole Abu Mazen, capo di quel che resta di Fatah; ora si vede bene che Hamas ha ragione a non piegarsi a Gaza. Chi si piega paga un prezzo più alto e crudele: gli vengono distrutte le case, in un evidente sforzo di pulizia etnica accelerata.

L’intensificazione delle distruzioni coi bulldozer è segnalata dall’ONU: nei primi tre mesi del 2008 già 124 case sono state demolite, contro le 107 dello stesso periodo del 2007. In seguito a queste demolizioni, 435 palestinesi, fra cui 135 bambini, sono ridotti alla condizione di senzatetto.

Il motivo di tanta fretta feroce è chiaro: Bush, nella sua visita celebrativa in Israele, ha liquidato il processo di pace di Annapolis che non è mai veramente cominciato; e Israele apparentemente si affretta ad annettersi territori prima che entri alla Casa Bianca un nuovo presidente, onde creare il fatto compiuto. Del resto non ha mai avuto la minima intenzione di cedere un metro di terra: nella visione giudaica,  è la terra data da Dio a loro soli.

L’intelligenza di tale mossa è posta in questione da William Pfaff: «L’Autorità Palestinese, realisticamente parlando, ha cessato di esistere: non è che un agente del governo israeliano. Ma adesso il problema per Israele è come sopravvivere come uno Stato singolo religiosamente diviso, metà libero e metà non-libero» (2). In che senso?

Seguiamo il ragionamento di Pfaff: «La sistematica colonizzazione israeliana dei territori palestinesi che dura da quarant’anni, e il parimenti sistematico rifiuto alla creazione di uno Stato palestinese indipendente - che non è più una prospettiva seria, come è chiaro dopo la recente visita di Bush - hanno trasformato Israele in uno Stato arabo-ebraico sotto controllo israeliano. Già l’allora primo ministro Ariel Sharon e l’attuale, Ehud Olmert, hanno messo in guardia la loro gente da questo. E’ per questo motivo che Sharon si ritirò da Gaza. Ma senza risolvere niente, perchè l’insediamento di nuove colonie ebraiche è continuato, e continua tutt’ora. Così, Israele si trova oggi ad essere una entità politica unica e mista, con una grossa minoranza palestinese per la quale è legalmente responsabile, e che presto diverrà maggioranza (per ragioni di crescita demografica), vivendo in condizioni di semi-apartheid. La difesa di un simile Stato non può essere definito di interesse strategico per l’Occidente. Difenderlo contro che cosa? Nessun Paese arabo ha interesse ad attaccarlo. La sola minaccia è quella ipotetica dell’Iran con la sua ancor più ipotetica bomba atomica. Ma perchè l’Iran dovrebbe attaccare, visto che Israele si è disfatto da solo come ‘Stato ebraico’? Israele avrà continui e gravi problemi interni di disordine e di controllo, se Hamas ed altri gruppi agiscono come movimenti di resistenza; ma nessun altro Stato estero può farci niente, nè voler farci niente. Il movimento sionista, ostinandosi a mantenere il possesso della Palestina e della popolazione palestinese conquistata nel 1967, ha distrutto lo Stato ebraico che sognava di creare».

Pfaff dimentica però che ad Israele resta ancora un modo per restare «Stato ebraico», razzialmente puro: il ricorso al genocidio, reso possibile dal silenzio complice e servile di USA ed Europa. Può Israele decidersi per il genocidio di una popolazione inerme, sotto gli occhi del mondo? Può.

E che in certi circoli ebraici ci si stia pensando, lo dimostra un articolo delirante scritto da Yezekhiel Dror sulla rivista ebraica americana Forward. Dror non è uno qualunque: professore emerito di scienze politiche all’università ebraica di Gerusalemme, membro della Commissione Winograd che indagò sulle falle dell’offensiva ebraica in Libano nel 2006, presiede il Jewish People Policy Planning Institute, il centro della strategia israeliana a lungo termine. Quando parla di «minacce all’esistenza stessa di Israele», è proprio ai palestinesi che pensa, e alla loro demografia che minaccia la purezza esclusiva dello Stato giudaico. Che cosa dice Dror?

Ecco: «In un mondo in cui l’esistenza stessa dello Stato ebraico è lungi dall’essere assicurata a lungo termine, l’imperativo di esistere dà origine inevitabilmente a difficili domande, di cui la prima è questa: quando la sopravvivenza del popolo ebraico entra in conflitto con la morale del popolo ebraico, la sua esistenza ne vale la pena? L’esistenza fisica, tendo a rispondere, deve venire prima».

«Pericoli manifesti, sia interni che esterni, minacciano l’esistenza stessa di Israele in quanto Stato ebraico. E’ verosimile che la perdita da parte dello Stato di Israele della sua natura (razziale) ebraica avrebbe l’effetto di minare l’esistenza del popolo ebraico nel suo complesso (...) Pericoli meno evidenti, ma non meno fatali, minacciano l’esistenza a lungo termine della diaspora», proclama Dror: l’argomento è evidentemente folle, dal momento che l’ebraismo è ben sopravvissuto per duemila anni in condizione di dispersione e senza lo Stato sionista.

Ma ora il pensiero paranoico giunge all’apice storico: proprio l’esistenza dello Stato ebraico di apartheid mette in pericolo lo Stato ebraico. Persino Dror lo riconosce fra le righe, perchè dice: «Dalla minaccia di un conflitto disastroso con nemici islamici come l’Iran, fino alla necessità di mantenere la distinzione fra ‘noi’ e ‘gli altri’ per limitare l’assimilazione, l’imperativo della esistenza di Israele deve servire di guida ai decisori politici».

Ed ecco dunque le conclusioni del professore: «Un popolo che è stato regolarmente perseguitato da duemila anni è moralmente giustificato, in termini di giustizia distributiva, ad essere particolarmente spietato quando si tratta di aver cura della propria esistenza, specie in materia di diritto morale - che dico, di dovere - di uccidere ed essere ucciso, se ciò è essenziale per garantire la propria esistenza, fosse pure al prezzo di altri valori e di altre persone. Allo stesso modo, i dirigenti ebraici devono sostenere le misure durissime prese contro terroristi che, potenzialmente, mettono in pericolo degli ebrei, anche al prezzo di violazioni di diritti dell’uomo e del diritto umanitario internazionale. E se la minaccia è particolarmente grave, il ricorso ad armi di distruzione di massa da parte di Israele è giustificato quando sia necessario ad assicurare la sopravvivenza dello Stato, per quanto grande sia il numero di vittime civili innocenti. Data la situazione attuale del popolo ebraico, l’imperativo di garantire la sua esistenza è un dovere morale imperativo, che supera tutti gli altri» (3).

Così, il giurista Dror ha dato al popolo eletto la scusa morale e persino giuridica per «essere particolarmente spietato», di violare i diritti umani e il diritto internazionale, di sacrificare «altre persone» in qualsiasi quantità, anche enorme, anche con armi di distruzione di massa: basta che Israele si senta «minacciato nella sua stessa esistenza». E ciò, soggettivamente.

Perchè una mente sana, ossia non fanaticamente ebraica, potrebbe obiettare come William Pfaff che lo Stato ebraico non è minacciato che ipoteticamente, come qualunque altro Stato, dall’esterno. E semmai, è minacciato da se stesso: dal suo terrore dell’assimilazione nella comune umanità che lo obbliga a separare «noi» e «gli altri», e nello stesso tempo dalla sua ingorda pretesa di occupare terre altrui con una popolazione non ebraica.

Ma è appunto questo assurdo - la pretesa di mantenere una condizione logicamente ed esistenzialmente impossibile - che Dror sente come «minaccia all’esistenza di Israele», il che è giusto. Ma per Dror e gli ebrei come lui, la minaccia sta nei palestinesi. Non per il fatto che i palestinesi resistano con violenza all’occupazione (non certo quelli di Cisgiordania, sottomessi e controllati, privi persino di quel fantasma di capacità offensiva che sono i razzi Kassam), no; i palestinesi, anche inoffensivi, sono una minaccia all’esistenza di Israele come Stato ebraico per il puro fatto di esistere. E’ quello che i sionisti, da Jabotinski a Ben Gurion a Sharon, hanno sempre pensato; ora, con Dror, lo dicono apertamente.

I palestinesi ci minacciano nella nostra esistenza, perchè esistono. La «soluzione» viene da sè.




1) «UN report: IOA decides to demolish 3.000 palestinian homes in the West Banks», Palestinian Information Center, 28 maggio 2008.
2) William Pfaff, «Jewish Israel’s ongoing suicide», williampfaff.com, 28 maggio 2008.
3) Yezekhiel Dror, «When Survival of the Jewish People Is at Stake, There’s No Place for Morals», Forward, 23 maggio 2008. Dror  porta al compimento  finale la tensione dei neocon, allievi di Leo Strauss: per Strauss «L’odio e la persecuzione contro gli ebrei rappresentano la quintessenza del problema dell’umanità». Straus «ritiene la sofferenza una cosa buona perchè evita la piaga dell’uguaglianza con le altre nazioni» (Emmanuel Ratier, «Ritratto di Leo Strauss», in Alfa & Omega, marzo-aprile 2005). Come si vede, il «pericolo mortale» per gli ebrei non è il giudeocidio, ma non altro che questo: vivere come uomini normali, mescolati alla comune umanità. Va notato che il compimento di Dror è anche il capolinea apocalittico dell’ebraismo: al di là non resta che la distruzione del genere umano al completo (che con la sua esistenza stessa minaccia Israele di assimilazione), o il suicidio di massa: lo spirito di Masada.

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Commenti : (31)
Mike
... , maggio 29, 2008 12:05

Giuda non scherza!Non concede neanche un metro di Terrasanta occupata!
Ha pure ottimi alleati - Turchia massonica e Kosovo ucikappista(entrambi destinati a governare la Nuova Europa con pugno di ferro,eroina e prostituzione "libera"),entrambi con le mani libere per soluzioni finali contro i curdi e contro i serbi,rispettivamente.Entrambi invasori ed occupanti di terre altrui.
Vecchio alleato nucleare e razzista,Sudafrica,ha cambiato rotta...



giobbino
... , maggio 29, 2008 12:32

...MA QUANTO SONO BRAVI E UMANI QUESTI ISRAELIANI!!!
MA C'E' AL MONDO UN POPOLO PIU' MIGLIORE ASSAI DI LORO?
TROVATEMENE UNO...SINNO' ME MORO...



PIERO61
valleregia(ge) , maggio 29, 2008 13:14

Buongiorno
quando ho letto l'Alleanza(libro sulla storia del Sudafrica)venni a conoscenza del fatto che per la sua politica di apartheid questa nazione venne esclusa(ufficialmente)da qualsiasi consesso internazionale.
Alla loro nazionale di rugby (storicamente con gli All Blacks, la più forte al mondo) furono vietati anche i test match(in gergo calcistico : amichevoli), tra un po non potevano giocare neanche tra di loro.
Nel 1976 (se non ricordo male) la nostra nazionale di tennis
si qualificò per la finale di Coppa Davis(il mondiale tennistico)da disputarsi a Santiago contro il Cile.
Tutti i radical chic nostrani si mobilitarono(in Cile c'era al governo, Pinochet)e, tutti i giorni erano appelli alla radio, alla tv,sui giornali perché Panatta e soci non andassero a giocare contro i Fascisti.
la più bella risposta venne dai nostri cestisti: se la nazionale di tennis non va in Cile, noi smettiamo di giocare contro tutte le squadre dell'Europa dell'est...........
I tennisti andarono in Cile e vinsero la Coppa Davis!
Qualcuno avrà il coraggio di riproporre la stessa cosa adesso, rifiutandosi di giocare con tutte le rappresentative israeliana di qualsiasi disciplina sportiva fino a che non smetteranno i massacri di DONNE e BAMBINI INNOCENTI?
Sono un illuso ?
PIERO61



silvia
bo , maggio 29, 2008 13:58

leggevo in rete un art.breve ma interessante.Anthony Beevor è un ex ufficiale britannico che adesso vive a Parigi e si occupa di storiografia,si è occupato di investigare il secolo xx,ha scritto molto sui grandi avvenimenti della storia,la battaglia di Stalingrado,la caduta del muro di Berlino,i documenti dello sbarco in Normandia,le relazioni tra Francia e USA,ecc.Egli in una intervista dichiarò che la radice di ogni violenza è la paura.Esistono popoli a cui è vietato avere paura,allora aumentano la dose di violenza fino all'estremo,al punto di non conoscere più chi è il nemico.Sopprimendo la paura nel corpo avviene uno squilibrio chimico che è l'origine della violenza.Lui sostiene però che con il tempo,forse già oggi,le cose cambiano perchè è diventato lecito dire di avere paura.


Marco
Firenze , maggio 29, 2008 14:01

...ci vorrebbe un commento del franco frattini...esimio misistro degli esteri italiota.


IL PATRIOTA
... , maggio 29, 2008 14:15

IDEA!!!!!!!
APPALTIAMO A TSAHAL LA QUESTIONE CAMPANA...
POSSIAMO RACCOMANDARCI A QUEL PEZZO DI KNESSET DELLA NIRENSTEIN...SE PARLA COL MARITINO...
IO PENSO CHE TSAHAL RISOLVEREBBE IL PROBLEMA DELLE DISCARICHE E DELL'ABUSIVISMO CAMPANO IN 48 ORE...
GUARDA NIRENSTEIN ...SE CI FAI STO FAVORE SONO DISPOSTO A DIRE CHE AMADINEGIAD E' PIU' ARMATO DI ISRAELE...
E' PIU' ITLERIANO DI ITLER...TUTTO QUELLO CHE VUOI...



Eliseo Malorgio
Curitiba - Pr - Brasil , maggio 29, 2008 14:17

Nell'Epistola ai Romani Paolo, circa il popolo d'Israele, viene a dire che ..."il rigore venne in parte sopra Israele finchè la totalità dei Gentili sia entrata. E così tutto Israele sarà salvo, come sta scritto: Da Sion verrà il Liberatore e svierà le empietà di Giacobbe. E questa sarà la mia alleanza con loro quando io toglierò i loro peccati.
Cosicchè rispetto al Vangelo sono nemici per causa vostra, ma rispetto alla loro elezione, amati a causa dei padri".
Dobbiamo dunque pensare che dopo aver castigato le empietà di Giacobbe, Iddio toglierà i loro peccati, quando quelli riconosceranno il Messia?



Ocram
... , maggio 29, 2008 14:33

Conosco ebrei meno folli di quello citato dall'articolo.
Resto tuttavia dubbioso del fatto che in Israele a questo Yezekhiel Dror venga dato il benchè minimo peso politico o intellettuale.
Realisticamente, intendo, non basta "il silenzio complice degli USA", ammesso che ci sia, per sterminare un popolo.
Queste grida al cattivo ebreo non fanno un buon servizio ai palestinesi ma certo dimostrano che ci sono ebrei americani completamente fuori di cervello.
Ve ne saranno altre migliaia sani, integrati ed indistinguibili da un protestante.



M.M.
rn , maggio 29, 2008 14:37

A Piero61: sì, sei un illuso.
Siamo in mano letteralmente a dei folli criminali.



Francesco
... , maggio 29, 2008 14:53

Come mai èdiventata una prostituta la città fedele?Era piena di rettitudine,la giustizia vi dimorava;ora invece è piena di assassini!(ISAIA 1,21)


Andrea Taxi
... , maggio 29, 2008 16:01

http://it.youtube.com/watch?v=WhZN0kPbpyo
politici camerieri dei banchieri


http://it.youtube.com/watch?v=Lcc1gmrXD94
il mediocre travaglio



paolo salim
venezia , maggio 29, 2008 16:34

@Francesco:

parole sante...

Chissà se Dio (o JHWH) si vergogna un po' dei suoi eletti, o se li lascia fare per poterli punire aspramente e senza appello quando sarà il momento.

Ecco dove siamo arrivati, al genocidio razziale consentito, quando non obbligatorio. Anche per questo la nostra società, influenzata com'è dai media (di fatto un domain filo-sionista), giustifica a se stessa questo comportamento deviato: nel panico istillato minuto per minuto dai media di cui sopra, in uno scenario dove le colpe del mondo devono ricadere solo sul "diverso", nero o musulmano o rom che sia( si "vede", mentre l'ebreo è apparentemente "come noi"), siamo sempre più pronti ad uccidere prima che lo faccia l'altro. Poco importa se l'altro non ne ha alcuna intenzione, poco importa se all'altro interessa solo sopravvivere, com'è nel suo diritto. Ci diamo l'assoluzione da soli, esattamente com'è d'abitudine da sempre in ambiente israeliano.
Ma la dichiarazione dei diritti dell'uomo non vale più niente?
Pace a voi, fin che si può.




Joe Fallisi
Baranzate (Milano) , maggio 29, 2008 16:54

Ad Ocram.
Le pare che oggi, nel mondo, esistano ebrei con qualche peso decisionale che dimostrino d'esser "buoni"?... Intendo non intellettuali onesti e coraggiosi come, sol per fare uno dei POCHI possibili esempi, Jeffrey Blankfort, ma individui che siano nelle stanze del potere e possano intervenire effettivamente. Me ne citi uno, per cortesia, uno solo, maschio o femmina. A "destra" sono razzisti per antonomasia e genocidari, a "sinistra" pure - con l'unica differenza di una maggiore obliquità e ipocrisia. TUTTI (di qua e di là dall'oceano) eredi di Jabotinsky-Strauss-Kaganovich, TUTTI potenziali o attuali pulitori etnici. La tragedia del Medio Oriente è precisamente questa: NULLA indica un eventuale cambio di rotta da parte dei neocon di hamburgerlandia e dei loro vomitofratelli dell'entità lovecraftiana. Ce ne rendiamo conto, del resto, anche in Europa, dove costoro sono in alcuni casi, ormai, apertamente al governo. Secondo lei si rivelerà "buona" la sig.ra, con doppio passaporto, Fiamma Calcolodireni Frankenstein?

Joe Fallisi (www.nelvento.net)



Titti
Roma , maggio 29, 2008 16:59

.....direttore...ha usato la parola giusta. Quella che li smascheranno e li faranno crollare....ingorda...questa ingorda li accecheranno....sisisi, così andranno le cose, così dico nel mio delirio positivo.....ciaaaa e buona serata


Farouq
Milano , maggio 29, 2008 17:10


So vagamente che per il loro credo religioso
gli ebrei non possono avere uno stato
e ci sono quelli che osservano questa legge
ma allora cosa ci fanno quelli nella terra di Kanan
chi vogliono ingannare la palestina era gia' abitata al loro arrivo
non capisco!



Farouq
Milano , maggio 29, 2008 17:33

Quell' Buldozer nella foto è costruito
in Italia ed è usato e progettato su richiesta
con varie armature di protezione esclusivamente
per la distruzione delle case dei palestinesi, ottimi progettisti!



Ivan
Prato , maggio 29, 2008 18:31

Vorrei segnalare questo delirante articolo della Fiamma Nirestein sul prossimo viaggio di Ahmedinejad in Italia.

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=264934




noachite
jerusalem , maggio 29, 2008 19:09

io sono per la pace , contro la guerra e sono anche contro il semitismo la cui massima espressione nella cultura europea è il comunismo .

Grazie alla guerra tra ebrei palestinesi ed ebrei della torah,stiamo avendo uno spostamente degli ebrei della torah su posizioni di destra , cosa impossibile e inaudita fino a ieri . E' duro per loro guardare a destra , non al nazismo , ma dopo tutti i tradimenti che stanno avendo dai comunisti nostrani loro alleati nelle utopie ugualitarie e ugualitariste di cui erano gli artefici e i sostenitori , si registra un cambio di rotta .
La rivoluzione d'ottobre fu fatta praticamente da loro in russia . In occidente invece erano schierati e sono schierati con la massoneria .
Ecco che la guerra tra ebrei mussulmani ed ebrei della toràh , è una cosa utilissima al mondo intero . Speriamo che si sbrighino a fare sul serio !



Claudio Corti
Roma , maggio 29, 2008 19:25

Se la morale e l'etica devono cedere il passo alla sopravvivenza del proprio popolo, che si risparmino tutte le loro prediche sull'olocausto al prezzo della nostra sovranità nazionale.
Che i nostri politici assicurino l'esistenza del popolo italiano e la smettano di compiere atti nell'interesse di altri (Libano, Afganistamn, Iraq, Bosnia...)
Che il governo tedesco pensi al suo popolo piuttosto che a riempire i forzieri di Sion.

Ah ma ovviamente noi siamo Goym, per noi questo discorso non vale...



FAbio
... , maggio 29, 2008 19:40

Applicando la logica di questo giuda nemico dell'umanità alla situazione dei palestinesi essa legittimerebbe gli stessi a nuclearizzare senza problemi israele in quanto esso li sta (e in questo caso realmente) minacciando nella loro esistenza.
Ci avrà mai pensato il bravo giudeo pieno di odio razzista??
Europa svegliati ti prego!!!! (speranza vana oggi Maroni scodinzolava bravo bravo davanti ad olmert e peres cianciando di rafforzare i legami con Israele contro il terribile "terrorismo" )



boyboy
... , maggio 29, 2008 23:24


CAIFAAAAAAAAAAAAAAAA........

QUANTE VOLTE TI REINCANERAI ANCORAAAAA ?........



donnablanca
... , maggio 29, 2008 23:40

Per Eliseo Malorgio.

L'ultima domanda che lei pone, me la sono fatta anch'io.
La risposta però suona così. Quella "élite" massonico-ebraica che ha nel suo progetto l'eliminazione di nove decimi dell'umanità, per dominare quella parte che sopravviverà?, si considera MESSIA A SE STESSA.
Poi, si sa che l'uomo propone, ma DIO dispone. Un realtà
che a Satana non piace per niente. Shalom!



antares
milano , maggio 30, 2008 04:52

Il giurista Dror sembra aver assimilato molto bene il "Mein Kampf" persino nella malcelata e lugubre prospettiva della "soluzione finale" di triste memoria.
Il peggio è che questa rivoltante "corrente di pensiero" è già squallidamente propagandata anche dalla neo- deputata Nirenstein che invoca senza mezzi termini di aggredire l'Iran coinvolgendo la Comunità Europea in una guerra preventiva.
Questa signora quando starnazza dovrebbe farlo a proprio nome e non quale rappresentante del popolo italiano.
Se vuole giocare alla guerra ci vada con i suoi connazionali, quelli veri, lasciando fuori gli europei che con l'Iran hanno ottimi rapporti, mentre ne hanno le palle
piene degli ebrei e di quelli che assecondano i loro vaneggiamenti ed i loro pruriti da "complesso di superiorità".



Flor
... , maggio 30, 2008 08:25

Frau Nirenstein non rappresenta altro che se stessa e i vari Dror, però non conta nulla, state tranquilli. Abbiamo avuto Cicciolina, poi Vladimir Luxuria, adesso questa. E' il folclore italico, per cui nessun Paese serio ci prende in considerazione.
Riguardo a questo articolo ricordo le quasi ultime parole ufficiali di Clinton (sentite personalmente) tre giorni prima dal termine della sua presidenza.

"It is about time to finish with the sionist lie about the right of the holy land ".



silvia
bo , maggio 30, 2008 13:01

La comunità europea,se riconosce i diritti umani,dovrevve organizzare un piano di evacuazione urgente.Le leggi ed i genocidi razziali,non sono proponibili nel 2008,appartengono al passato.


THULE1960
roma , maggio 30, 2008 13:39

Trascrivo: "Ed ecco dunque le conclusioni del professore: Un popolo che è stato regolarmente perseguitato da duemila anni è moralmente giustificato, in termini di giustizia distributiva, ad essere particolarmente spietato quando si tratta di aver cura della propria esistenza....".
Il mentecatto giudeo usa le parole "regolarmente perseguitato" per nascondere il vero senso del concetto: da sempre gli ebrei, in nome e per conto di una religione arbitraria e immorale, pongono in essere attività coordinate e sistematiche per imporre la loro supremazia ed assicurarsi le migliori condizioni di vita materiale a danno di tutta la rimanente collettività non ebrea.
Periodicamente, l'insofferenza delle nazioni-popolo, angariate dalle locuste giudee, si trasforma, come l'arco che scocca la freccia al momento di massima tensione, in una ribellione-punizione, talvolta eccessiva (nazismo) ma sicuramente meritata.
Gli ebrei sono sempre stati maestri nel ribaltare la verità con la menzogna e la calunnia.
La verità è che oggi è di nuovo maturato il momento della ribellione-punizione: oggi si potrebbero colpire i soli responsabili del sionismo talmudico e riequilibrare le cose, ma questi si sono protetti annientando la coscienza dei popoli mediante la scientifica distruzione dei valori di uomo, famiglia, nazione.
Domani, in mancanza di provvedimenti, si farà di tutte le erbe un fascio: ma la responsabilità ricadrà come sempre solo su di loro e non sui volonterosi carnefici.



maria
padova , maggio 31, 2008 16:41

esatta, ancorchè divertente, la traduzione dal tedesco all' italiano del nome nierestein = pietra di rene, quindi: fiamma calcolodirene !


Camilla
... , giugno 03, 2008 08:06

TEHERAN - Israele «è alla fine e verrà presto eliminato dalle carte geografiche» ha ribadito il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, alla vigilia della sua partenza per Roma, dove parteciperà al vertice della Fao. «Il regime sionista criminale e terrorista, che ha una storia di 60 anni di saccheggi, aggressioni e crimini - ha affermato Ahmadinejad, citato dall'agenzia Irna - è alla fine e verrà presto cancellato dalle carte geografiche»

che dice sig blondet della bellissima proposta dell'iran? In un solo colpo si risolve il problema alla radice e si permette la critica ad israele



Fabio
Roma , giugno 03, 2008 13:53

Povere donne, poveri figli......
Quanto il nostro cuore potrà ancora sopportare questo strazio. Forse poco o forse in eterno. Stanno magnificamente anestetizzandoci sulla questione. Non una parola, non un commento coraggioso, si alza da voci del potere. Ho solo rabbia. Non ho più voglia di parlarne. Parlarne è una forma di sfogo. Tacete, taciamo su questo scempio finchè la nostra rabbia non si tramuterà in coraggio, in passione, in forza di protesta.
Onore al popolo PALESTINESE.



Vincenzo
Lamezia T. , giugno 05, 2008 09:49

LC 19,41-44
41Quando fu vicino, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo: 42"Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi. 43Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; 44abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata".



Me
Napoli , giugno 10, 2008 13:31

Orribile, falso, e faziosissimo l'articolo della Nierenstein, possa bruciare all'inferno. Mortacci sua.



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