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Uno stupefacente ritrovamento fossile avvenuto in Australia due giorni fa smentisce, una volta ancora, le sempre mirabolanti e fantasiose spiegazioni forzate degli evoluzionisti. Un pesce "primitivo", più vecchio, ma capace di generare in maniera più sofisticata. Ma se le teorie evoluzioniste fanno acqua da tutte la parti ci pensa l'Osservatore Romano a coprire e garantire tali menzogne.
Non proprio darwinismo
Maurizio Blondet    30 maggio 2008
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E’ un embrione di pesce, con tanto di cordone umbilicale. E’ antico di 375 milioni di anni. E arretra di 200 milioni di anni l’origine della «ovoviviparità», smentendo ancora una volta le fantasie evoluzioniste (1). Qualche spiegazione.

Praticamente tutti i pesci sono «ovipari»: la femmina disperde nell’acqua le sue uova (spesso a milioni), e il maschio le feconda emettendo nuvole di sperma. E’ un modo di fecondazione ritenuto dagli evoluzionisti più «primitivo», e quindi precedente alla fecondazione «ovovivipara», dove il maschio feconda internamente la femmina (come facciamo noi, animali cosiddetti superiori) e la femmina porta l’embrione dentro di sè fino al completo sviluppo, e lo espelle solo quando è perfettamente autonomo.

Nell’oviparità milioni di cellule fecondate, potenziali futuri pesci, vengono divorate perchè tutto avviene in acqua, e pochi individui scampano ai pesci predatori; gli ovovivipari avrebbero un presunto vantaggio evolutivo, perchè l’embrione viene protetto nel corpo della madre fino al completo sviluppo.

Ebbene: l’antichissimo pesce fossile ritrovato in Australia nella formazione paleontologica di Gogo, generava nel modo, diciamo così, «superiore» e più sofisticato. Ciò benchè si tratti di un pesce ritenuto assai «primitivo», in quanto appartenente ai placodermi, ossia pesci forniti di una corazza ossea esterna, che abitavano i mari tra 435 e 360 milioni di anni fa, oggi estinti completamente.

Il tipo trovato in Australia apparteneva a una specie finora sconosciuta, ed è stato battezzato «Masterpiscis attenboroughi» dal dottor John Long, direttore del Victoria Museum di Melbourne. I placodermi, pesci corazzati, potevano raggiungere anche i 6 metri. Quello ritrovato è un embrione di 25 centimetri, riconoscibile senza equivoci come embrione perchè attaccato al cordone ombelicale.

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Grafica sul fossile australiano dove viene ben evidenziato il cordone ombelicale

La impressionante antichità di un esemplare nato da una fecondazione sofisticata non ha imbarazzato gli evoluzionisti per più di un momento: «evidentemente», hanno spiegato, non è stato 150 milioni, ma 350 milioni di anni orsono che «alcuni pesci ossei hanno trasformato le loro pinne in arti per salire sulla terra ferma». Così, la teoria darwiniana è ancora una volta «giusta», e non deve essere ripensata.

In realtà, è noto che alcune rare speci di pesci tuttora esistenti sono ovovivipari, ossia sviluppano l’embrione all’interno della madre, avvolto in una membrana coriacea. E non si tratta affatto di pesci «evoluti»: parliamo della razza e soprattutto degli stupidissimi squali, che filano nelle acque da 150 milioni di anni, senza mai aver dimostrato la minima intenzione di trasformare le loro pinne in zampe per venire a vivere fra noi terragni.

Peggio: lo squalo è, dal punto di vista evoluzionistico, ancor più «primitivo» dei placodermi estinti, perchè ha scheletro cartilagineo, mentre i placodermi avevano scheletro osseo - creduto più evoluto (è potenzialmente più adatto a una vita sulla terraferma). E allora, come si spiega tutto ciò?

Niente paura: ecco pronta l’ipotesi per riconfermare il darwinismo. «Certamente» pesci stupidi e primitivi come gli squali sono stati dotati dalla selezione naturale del sistema di sviluppo embrionale interno, «perchè solo così il piccolo poteva non farsi divorare dalla propria genitrice». C’è una spiegazione per tutto. Cannibalismo, ecco il problema che il caso ha risolto, solo a favore dello squalo. Chissà perchè non a favore degli altri pesci.

E’ stato un po’ più difficile spiegare in termini darwinisti il DNA dell’ornitorinco, recentemente sequenziato insieme dalla Washington University di St. Louis e dalla Australian National University di Canberra (2). L’ornitorinco, che vive in esigue zone dell’Australie e della Nuova Guinea, è l’animale preferito dagli evoluzionisti, il miglior candidato alla funzione di «anello mancante», la cui ricerca tanti sconforti ha portato ai darwinisti.

Perchè è un mammifero, eppure depone uova: allatta, eppure non ha capezzoli; ha un fitto pelo da lontra o da castoro (come loro è un animale semi-acquatico) ma esibisce un bel becco d’anatra; infine, è anche l’unico mammifero che secerne veleno come i rettili. Insomma un animale «imperfetto», un po’ uccello e un po’ castoro e un po’ serpente.

Ovviamente il suo codice genetico presenta gli stessi caratteri plurimi e strani. Ha 18 mila geni (circa come gli uomini) e 2,2 miliardi di «basi», le «lettere» del DNA, due terzi di quelle presenti nell’uomo.  Ricostruire l’ordine di queste «lettere», per ammissione degli scienziati, è stato spaventosamente difficile, perchè non ci sono «modelli» simili. L’ornitorinco è proprio diverso.
I geni del suo veleno sono molto simili a quelli dei rettili: ecco una «prova» evoluzionista. Piccolo particolare: l’ornitorinco non secerne il suo veleno dai denti, ma da un artiglio situato nelle zampe posteriori. Spiegazione evoluzionista: «Evidentemente le due classi (rettili e ornitorinco) hanno ottenuto questa innovazione (veleno) per vie di evoluzione distinte e indipendenti, ma entrambi fabbricano il loro veleno partendo dalla stessa molecola, un composto biochimico che si trova nel sistema immunitario».

L’ornitorinco depone le uova, poi quando il piccolo esce, lo ospita in una tasca dove lo allatta,  come i canguri: infatti è marsupiale, come tanti animali che vivono ad est della «Linea di Wallace» (ossia in Australia e Papua), dove la natura sembra aver di colpo «voltato pagina» e sperimentato questo metodo - macchinoso? Inefficiente? Primitivo o solo fantasioso? - di sviluppo del feto (3).

Dall’esame del DNA e dei geni del latte della strana bestia, gli evoluzionisti hanno tratto la convinzione che «pare essere una versione modificata del fluido umidificanteche gli ornitorinchi ancestrali usavano per impedire alle loro uova di seccare durante l’incubazione».

Sicuramente è andata così. Darwin ha ancora una volta ragione. Poco importa se, come nel canguro, il latte da marsupiale diventa sempre più nutriente via via che il feto cresce e poppa, fornendogli nel modo più efficiente il nutrimento di cui ha bisogno, cosa che non sembra proprio «primitiva».-

Ancora più strano, ed apparentemente evoluto, il codice genetico per la determinazione del sesso. I mammiferi, anche noi umani superiori, hanno due cromosomi sessuali: due X per fare una femmina, un X e Y per un maschio. Ebbene: l’ornitorinco ha dieci cromosomi sessuali invece di due. E il cromosoma Y (che fa i maschi), il gene cruciale non si trova là dove sta negli altri mammiferi, ma in un’altra sezione del DNA «che sembra non aver nulla a che fare col sesso». E alcuni dei 10 cromosomi somigliano più a quelli degli uccelli che dei mammiferi.

«E’ la prova di una mistura di diversi sforzi evolutivi che hanno condotto a un sistema di determinazione sessuale nei primi mammiferi». Un frullato evolutivo, sicuramente. E non domandate come mai un animale primitivo, che ancora non è ben deciso se essere uccello o mammiferi o rettile, ha un sistema di determinazione sessuale più complesso degli animali presunti superiori, gli altri mammiferi. Il Darwinismo ha una risposta per tutto, deve solo cercarla.

Infatti, i ricercatori sono in grado di assicurarci che siamo parenti dell’ornitorinco: discendiamo da un «antenato comune» con noi e gli altri mammiferi vissuto 170 milioni di anni fa. Eravamo, allora, tutti ornitorinchi. Anche se già dei pesci di 375 milioni di anni prima non deponevano le uova come l’ornitorinco e la gallina, ma le fecondavano all’interno del corpo materno. E abbiamo perso parecchie qualità dell’ornitorinco: non sappiamo secernere veleno - almeno non dagli alluci, e nemmeno annusare i feromoni e sentire i campi magnetici nelle acque, come sa fare lui.

Un non-evoluzionista obietterebbe che, strano che sia, anche quel mammifero con becco d’anatra è perfettamente adattato alla sua nicchia ecologica, quindi nè più nè meno «imperfetto» di tutti gli altri (escluso l’uomo, il grande disadattato); che il cambiamento della nicchia è di solito la causa della sparizione di animali, troppo «adatti», senza che si siano mai visti evolversi per adattarsi alle nuove condizioni; e che la «diversificazione» da un «antenato comune» è un mistero, a cui l’indagine sul DNA non reca alcuna luce. E davanti al quale - come alla fantasia prodigiosa che la natura dimostra, di qua e di là della «linea di Wallace», l’atteggiamento giusto sarebbe dire: non ne capiamo nulla.

E invece no, avete torto. Perchè ora l’evoluzionismo è una Verità non solo di ragione, ma anche di Fede. Ce lo ha spiegato, e in modo definitivo, l’Osservatore Romano del 5-6 maggio, per bocca di un biologo evoluzionista italiano, Fiorenzo Facchini (4).

Secondo Facchini, tutto è andato proprio come dice la teoria evoluzionista: a forza di mutamenti casuali, mantenuti dalla selezione naturale in quanto «utili», la natura vivente s’è evoluta dalle forme microbiche più primitive a pesci, da pesci a rettili, da rettili (o anfibi) a dinosauri, da questi agli uccelli, poi i primi mammiferi con poco cervello, poi gli ominidi. Solo da quel punto in poi «quando le condizioni biologiche necessarie a sostenere un essere capace di pensiero riflessivo furono raggiunte, la volontà di Dio, il creatore, liberamente lo desiderò (tale essere pensante) e l’uomo fu».

Insomma, «la formazione dell’uomo ha richiesto un intervento particolare di Dio, benchè la sua emersione sia dovuta a cause naturali». «Ad un certo puntro Dio ha instillato una scintilla d’intelligenza in un ominide non umano».

Con questa ipotesi, il Facchini ritiene di aver escogitato un evoluzionismo per cristiani, accettabile dalle anime semplici, così come esistono le automobiline per bambini. L’intervento divino che lui ipotizza «non rappresenta una indebita intrusione (della teologia) nel campo della scienza, come fa (la teoria del) ‘progetto intelligente’ perchè è richiamato (solo) per spiegare la presenza dello spirito umano». Che dire?

Che una simile teoria sia accolta dall’Osservatore Romano pare denunciare una certa involuzione darwiniana della sapienza vaticana, e una certa qual ignoranza dei principi dell’evoluzionismo. L’ipotesi evoluzionista - che presume una salita da forme di vita semplici e primitive a forme complesse e superiori a forza di caso e necessità - esiste apposta per negare ogni intervento divino. Tutto è cieco caso, questo è il principio basilare della «scienza». Una volta che si ammetta l’intervento di Dio in un momento supremo della catena evolutiva, tutta la teoria darwinista cade. Non c’è infatti più ragione per negare l’intervento di Dio anche in tutte le fasi precedenti.

L’evoluzionismo postula, senza prove, il continuo passaggio da una specie all’altra, dal pesce all’anfibio al rettile all’uccello al mammifero: ora, che da due uccelli sia nato un mammifero non è un miracolo inferiore all’istillazione dell’intelligenza (o dello spirito, cosa che Facchini sembra ritenere equivalente) nell’uomo.

Inutile aggiungere che, se non si riesce a dimostrare il passaggio da una specie a un’altra, ancor meno è dimostrabile che Dio abbia messo direttamente l’intelligenza nell’uomo. In quest’ultimo caso, la dimostrazione è impossibile «per principio», perchè non si può escogitare un esperimento ripetibile che dimostri un intervento di Dio (5).

La supposizione di Facchini è peggio che un’intrusione teologica indebita: è un dogmatismo puro e semplice. Che la teoria del progetto intelligente (intelligent design) sia un’intrusione della teologia nella scienza è un’opinione piuttosto involutiva del Facchini, che evidentemente non l’ha  studiata.

Tale teoria non fa che constatare ciò che è oggettivamente innegabile: che non solo ogni animale o pianta, ma ogni apparato, organo, tessuto nell’animale sembra «progettato da un’intelligenza»; la sua complessità, spesso stupefacente (non esistono forme di vita «semplici», tutte avendo come base il complicatissimo DNA) è «irriducibile», ossia non la si può semplificare sottraendole uno o l’altro elemento per ottenere una forma di vita più «primitiva»: basta una sottrazione, e ciò che viveva e funzionava smette di vivere e funzionare. Il che sembra contraddire l’idea di un’evoluzione dal semplice al complesso.

L’intelligent design non dice «Chi»  è il progettista intelligente; si limita a far notare che i viventi  non sono opera del cieco caso, perchè sembrano «fabbricati» in base a un progetto. E tende ad aderire al «fissismo» - le specie non trapassano dall’una all’altra - in ciò aderendo più strettamente a ciò che risulta dallo studio dei fossili: dove si vedono apparire vere esplosioni improvvise di numerose forme di vita, che poi vengono ridotte da massicce estinzioni, sicchè ne restano poche.
Ma quelle poche - come lo squalo, che naviga da 150 milioni di anni sempre uguale - non cambiano mai. La teoria dell’intelligent design è scientifica in senso proprio.

Molto meno lo è l’evoluzionizmo salvato da Facchini: che non contento di supporre un intervento di Dio nella natura solo umana, suppone che questo intervento sia «puntuale» - una volta sola - e avvenuto «ad un certo punto», ossia nel tempo. Immagine alquanto ingenua: Dio opera fuori del tempo, per chi ci crede, ha creato l’intero progetto universale, uomo e ornitorinco compresi, in un istante totale. Dal principio alla fine, in vista di un fine. Che - fuori dal tempo, ma anche nel mondo spazio-tempo quadrimensionale dei fisici, è «già qui». Non una storia ma un’architettura, dove tutto è compresente, placodermi estinti come uomini attuali e futuri. Alfa e Omega, come si dice.

Sicchè non si vorrebbe che un giorno la teoria di Facchini ci venga imposta come un dogma, da qualche enciclica di qualche Papa evoluzionista; che l’evoluzionismo, vistosi alle corde, non cerchi di proteggersi sotto l’Autorità dogmatica contro ogni critica e obiezione. Sarebbe un buffo ritorno al principio d’autorità, così deriso da Galileo (6).




1) Christiane Galus, «Le plus ancien embryon connu a 375 millions d’années», Le Monde, 29 maggio 2008.
2) AA.VV, «Genome analysis of the platypus reveals unique signatures of evolution», Nature,
8 maggio 2008.
3) Scoperta dal biologo Alfred Russel Wallace, un contemporaneo di Darwin, tale linea corre lungo l’arcipelago malese, tra il Borneo e Celebes. Al di quà della linea, ci sono tigri, elefanti e tutta la fauna che conosciamo; al di là c’è tutta una zoologia marsupiale, gatti marsupiali, topi e roditori marsupiali, koala e canguri marsupiali e persino lupi marsupiali (il lupo della Tasmania, estinto negli anni ‘30), che non si trovano ad ovest della linea. Secondo gli evoluzionisti, i marsupiali sono la forma «primitiva» di mammiferi, che ha potuto sopravvivere solo grazie all’isolamento geografico, dovuto all’immane distanza dell’Australia dall’Asia. Ma la linea di Wallace passa tra le isole di Bali e Lombok, che distano solo 35 chilometri: Bali sta al di quà ed ha la stessa fauna dell’India-Indonesia; Lombok, aldilà, ha già i marsupiali. Gli uccelli dell’una parte si rifiutano di superare anche quel breve tratto di mare. Per contro, l’Australia è stata raggiunta da uomini supposti primitivi almeno 300 mila anni fa. I progenitori degli attuali aborigeni avrebbero navigato verso il continente invisibile all’orizzonte, distante 400 chilometri dall’ultima isola dell’arcipelago indonesiano, Timor, su tronchi scavati e senza  sistemi di  orientamento in mare. Non male per dei primitivi.
4) Carol Glatz, «God made the humans into people, Vatican newspaper says», Catholic News Service, 6 maggio 2008.
5) Dio non è «sperimentabile». O meglio lo è, come sa ogni santo ed ogni asceta, ma non nelle condizioni che la scienza ammette come legittime. Perciò, l’esperienza di Dio viene catalogata dalla scienza come «soggettiva», psicologica (e sotto sotto illusoria), perchè non è rilevabile con strumenti di misura.
6) Non è una nostra ipotesi maligna. Un sito evoluzionista, «Scienza ed Esperienza», ha subito scritto giulivo: «Anche l’Osservatore romano contro il cosiddetto ‘progetto intelligente’. Il giornale della Santa Sede ha giudicato corretta la sentenza in Pennsylvania che cancella il creazionismo dalle ore di insegnamento dedicate alla scienza. L’Osservatore Romano ha pubblicato nella sua edizione di martedì scorso (datata 16-17 gennaio) un articolo a firma di un biologo evoluzionista nel quale si giudica ‘corretta’ la decisione del giudice della Pennsylvania che qualche settimana fa ha sentenziato che la teoria creazionista del ‘progetto intelligente’ non dovrebbe essere insegnata come alternativa scientifica all’evoluzionismo. L’autore dell’articolo, Fiorenzo Facchini, professore di biologia evolutiva all’Università di Bologna, ha scritto che ‘l’evoluzionismo rappresenta la chiave interpretativa della vita sulla Terra’ e ‘se il modello proposto da Darwin non è considerato sufficiente’, occorrerebbe, nel caso, cercarne un altro, ma non è corretto da un punto di vista metodologico allontanarsi dal campo scientifico fingendo di fare scienza. Secondo il biologo bolognese la logica del progetto intelligente genera infatti soltanto confusione fra il piano scientifico e quelli filosofico o religioso. L’articolo non è stato presentato come posizione ufficiale della Chiesa. Ma, come osserva il New York Times ‘nel mondo sottile e volontariamente ambiguo del Vaticano, le osservazioni sono sembrate notevoli’. Anche perché, sottolinea il quotidiano americano, almeno due volte, il Papa Benedetto XVI ha espresso invece il proprio interesse rispetto al punto di vista creazionista. La prima volta in aprile, quando ha affermato che l’uomo ‘non è un certo prodotto casuale e insignificante dell’evoluzione’. La seconda a novembre, quando ha definito la creazione dell’universo ‘un progetto intelligente’ ».


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Commenti : (66)
alberto tafuri
milano , maggio 30, 2008 16:54

commovente e spiritoso, ho due lacrime agli occhi! Bravo Blondet


Pappo
Saronno , maggio 30, 2008 17:03

Almeno Blondet se la prende per lo scarso livello di preparazione dei cattolici. In televisione vediamo rettori di Facoltà pontificie che si lasciano confutare da Emma Bonino su questioni come aborto ed eutanasia.
Quello che si studia oggi nelle facoltà cattoliche di filosofia e di teologia è merda; si lascia confutare con una facilità inaudita. I cardinali scrivono libri- Benedetto XVI compreso -che non sono in grado di rispondere alle obiezioni e alle argomentazioni di ragazzini delle scuole medie.
La Chiesa Cattolica è davvero al tubo del gas...che Dio ce la mandi buona !



silvia
bo , maggio 30, 2008 17:11

Grazie direttore per questo saggio,sono piccole cose che mi rendono felice.Mi specializzerò in biologia marina,perchè vorrei trasferirmi in un laboratorio vicino all'oceano atlantico. Il darwuinismo è roba da inglesi, nell'epoca vittoriana,in pieno colonialismo,se ne sono dette tante,come al solito loro,per sfruttare al massimo le risorse del pianeta.Ognuno deve farsi una sua visione delle cose,obiettiva,non perchè va di moda.Sopratutto ricca di esperienze.Preferisco di gran lunga le popolazioni che abitano vicino al mare o all'oceano piuttosto che quelle che abitano tra i monti,le montagne,dove non vi è uno sbocco sul mare:le prime sono autentiche,genuine,aperte,le seconde,sempre chiuse,grette,cattive.E una mia statistica personale,ma la vita si originò nell'acqua.Nel buio degli oceani a km dalla superficie esistono forme di vita maggiori che sulla luna.Sarebbe bello avere la possibiltà di scoprirle.


jeg
... , maggio 30, 2008 17:12

ha visto il corriere online oggi? guardi questo articolo speravo che ne parlasse http://www.corriere.it/scienze...aabc.shtml mi sa che se la notizia viene confermata il darwinismo finisce in soffitta o no?


Francesco Ruggeri
Milano , maggio 30, 2008 17:19

Anch'io ho apprezzato assai l'articolo: mi ha risollevato il morale in una giornata piuttosto triste.
E, avendo programmato un prossimo viaggio a Sulawesi (Celebes), ogni voltà che inconterò qualche strano animaletto marsupiale mi farò una sana risata alla faccia degli evoluzionisti!



Giovanni T.
... , maggio 30, 2008 17:20

Articolo tremendamente interessante, sarebbe ancora più interessante fare un passo in avanti.
Se il Creatore, ha creato ciò che è, e se ciò che è non evolve, ma appare o si estingue, e se non c'è transizione tra le specie, un gatto sarà sempre un gatto, e così un uomo, cosa dire allora delle "razze" umane, anche loro sono state creato come sono( dato che le apparenze fisiche sono correlate a differenze genetiche, tali da determinare appartenze razziali ben definite), e se sono state create come sono, siamo tutti umani allo stesso modo, e tutti pieni dello spirito di Dio al di là dell'appartenenza razziale, oppure Dio ha ristretto il suo respiro divino ad una razza in particolare?
Alcuni, i panteisti potrebbero obiettare all'idea che l'anima sia sola prerogativa umana, Egli avrebbe creato specie diverse, per poi dare l'immortalità a una sola specie, mentre avrebbe creato razze diverse per dare a tutte la vita eterna.
E' credo una questione complessa e politicamente scorretta, ma non molto tempo fà la Chiesa non considerava tutti i popoli come immagine di Dio.



Riccardo Giuliani
L'Aquila , maggio 30, 2008 17:22

Non so più se ridere o piangere quando provo a spiegare a sedicenti ominidi di mentalità scientifica che c'è qualcosa (tutto) che non va nell'evoluzionismo, e nel suo antesignano: il darwinismo.

Mi sento sempre rispondere che prima di dire fesserie bisognerebbe documentarsi leggendo i libri di autori a favore dell'evoluzionismo (mentre stranamente loro non si documentano mai presso autori critici) e che non si può ridurre un argomento di scienza ad una questione di fede (di cui mi accorgo non conoscono neanche una briciola).

Quando finalmente apro piccole brecce arrivando a far notare quale tra i due attori dialoganti sia quello che parla irrazionalmente e fideisticamente, puntuale affiora l'odio per aver rotto il giocattolo ed io divento "IL NEMICO", oppure solamente un pericoloso sofista.

A questo punto sono sempre tentato di evidenziare che tale atteggiamento non è tanto dissimile da una guerra di religione, ma immediatamente penso alle tre scimmiette e lascio cadere.



leo
... , maggio 30, 2008 17:28

L'impronta umana più vecchia in Sudamerica

Ha 15 milioni di anni: se la sua età fosse confermata andrebbe riscritta la storia dell'evoluzione .



VOX POPULI
Roma , maggio 30, 2008 17:40

Ma sì!
Che volete che sia???

200 MILIONI d'anni in più o in meno.

Precisione scientifica.....




Sergio
Sassari , maggio 30, 2008 17:54

Non è vero che l'evoluzionismo è la negazione di un Dio creatore, dal momento che Egli potrebbe aver deciso di creare l'uomo attraverso il processo evoluzionistico.
Così come non è vero che la teoria dell' "intelligent design", se provata, non dimostra necessariamente che il "designer" sia Dio.
La controversia tra le due teorie dovrebbe restare nell'ambito scientifico, lasciando ai fedeli il compito di CREDERE IN DIO SENZA VEDERE.
Ciò detto, condivido tutte le perplessità sull'evoluzionismo, trovo davvero stupefacente chi si attesta su posizioni dogmatiche in ambito scientifico, e quest'ultimo non fa eccezione.



Mario.
Milano , maggio 30, 2008 17:56

L'impronta umana trovata, guardandola bene, non è proprio "umana". Sembra l'impronta di un grosso scimmione che ha ben poco di umano.

Comunque grazie a Blondet per l'informazione preziosissima che continua a darci ,da raro esemplare di vero giornalista qual'è. Quanti ce ne saranno in Italia? Tre, quattro? Certamente non scrivono sui giornali di carta. La specie è pressoché estinta.




Paulo
Lucca , maggio 30, 2008 17:58

Poco tempo fa, il mio amore e compagna mi disse che gli alberi erano meglio di noi perché vivevano per molto tempo senza dover muoversi o costruire attrezzi. La mia prima reazione fu contraria. Poi, pensando bene, ho capito il suo argomento. In realtà è sciocco parlare di evoluzione. Tutti gli esseri fanno qualcosa per vivere ma, tutti sono ugualmente "evoluti" anche se non hanno subito cambiamenti per milioni di anni. I concetti sono relazione sistemica, equilibrio dinamico. Se Dio interviene ogni tanto, è perché non ha finito il suo lavoro creativo ancora. La Terra (l'universo) è come un palco scenico dove tutto si svolge e si relaziona ma, non necessariamente, evolve...



VOX POPULI
Roma , maggio 30, 2008 18:21

La differenza tra la Fede e la fede evoluzionistica (perchè di fede si tratta):

la prima non è dimostrabile a livello scientifico(ovviamente)ma lo è a livello logico (e quindi razionale).

la seconda NON E' dimostrata a livello scientifico ed è illogica .

NON è infatti la Fede ad opporsi all'Evoluzionismo ma la SCIENZA stessa.

O forse, quando si parla di "evoluzione della specie", Fisica e Biologia (e mettiamoci pure un po'di Matematica, per il calcolo delle probabilità)non sono più "scientifiche"?

Sarà un caso ma nelle discussioni sono i sostenitori di Darwin a voler tirare in ballo la Fede...





Marco
... , maggio 30, 2008 18:26

Sto leggendo l'articolo, interessante come sempre quando il direttore si cimenta su questo argomento. Mi sono fermato al secondo periodo perchè non ho capito un passaggio:
"Praticamente tutti i pesci sono «ovipari»: la femmina disperde nell’acqua le sue uova (spesso a milioni), e il maschio le feconda emettendo nuvole di sperma. E’ un modo di fecondazione ritenuto dagli evoluzionisti più «primitivo», e quindi SUCCESSIVO [sottolineatura mia] alla fecondazione «ovovivipara», dove il maschio feconda internamente la femmina (come facciamo noi, animali cosiddetti superiori) e la femmina porta l’embrione dentro di sè fino al completo sviluppo, e lo espelle solo quando è perfettamente autonomo." Non bisognerebbe leggere quel SUCCESSIVO come PRECEDENTE... visto che è più "primitivo"? Si tratta di un refuso oppure ho capito male? Ringrazio in anticipo per la eventuale risposta



chicco
modena city , maggio 30, 2008 18:32

Io la penso così: se anche il più piccolo granello di polvere non avesse un "atomo" divino, ecco *ogni cosa* sarebbe inspiegabile, perciò che cambia quando? Se ieri sera o miliardi d'anni fa, che cambia? E che cambia come? Leibniz diceva: "Il vero mistero è come mai ci sia qualcosa (e io che me lo chiedo, aggiungiamo noi) piuttosto che nulla". Il resto è balbettio... L'obiettivo dei filosofi un tempo era coniugare scienza e religione: ma ci fu un divorzio che dura tuttora, mercé i dogmi di una o d'altra parte...


VOX POPULI
Roma , maggio 30, 2008 18:53

Pare che Veltroni abbia detto di essere un convinto creazionista ma anche un evoluzionista..


fabiog
milano , maggio 30, 2008 19:07

molto interessante come sempre il suo articolo...
però giusto un'appunto.... dottor blondet... gli squali non sono stupidi per niente.. sono sulla terra da ben di 150milioni di anni e sono stati il primo vertebrato dotato di fauci apparso sul nostro pianeta... sono sopravvissuti a diverse estinzioni di massa e possiedono 2 sensi più di noi... mi fermo qui perchè non intendo tediarla con un'argomento che le interessa poco....

@francesco ruggeri:
si diverta in sulawesi... ci sono stato l'anno scorso ed è un posto stupendo(come tutta l'indonesia)... se riesce faccia anche qualche immersione... naturalisticamente parlando è un paradiso sia sopra che sotto l'acqua...

saluti
fabio



beppe
Albenga , maggio 30, 2008 19:23

Mi piacerebbe che fosse possibile prendere delle teorie per ciò che sono e non trasformarle in dogmi. Soprattutto nei primi anni di scuola sarebbe bello venisse insegnato il ragionamento critico e non la cultura del preconcetto.
complimenti per l'articolo



bimba
re , maggio 30, 2008 19:28

CARISSIMO SIGNOR BLONDET,
ANCH'IO NON HO MAI CREDUTO ALLE TEORIE DI DARWIN...LE SCIMMIE DI OGGI FRA 3MILA ANNI SARANNO UMANI?!
VOLEVO CHIEDERLE UN FAVORE E FARE UN APPELLO A TUTTI: PER FAVORE NON DEFINITE PIU' L'UMANITA' CON IL TERMINE "UOMO"
AVETE UN CULTO DURO A MORIRE...SI DICE UMANITA', PERSONE,
ESSERI UMANI, UMANI...
GRAZIE A TUTTI E SPECIE AL BLONDET, CHE AMMIRO SEMPRE DI PIU'
CIAO



Stefano Serafini
Roma , maggio 30, 2008 19:38

Il geniale citogenetista A. Lima-da-Faria, oggi ultraoottantenne, quasi vent'anni fa, dedicò un paragrafo del suo Evoluzione senza Selezione (trad. It. Genova, Nova Scripta) al pene di certi molluschi marini (ceritinidi, neritinidi), che dal punto di vista darwiniano rappresenterebbe un vero non-senso: inutile in mare, dove appunto l'inseminazione può procedere attraverso l'acqua, e soprattutto troppo "evoluto", in irrispettoso anticipo di milioni di anni, per la Sacra Dottrina Darwiniana.

E' bello che Blondet oggi riporti un simile argomento, come è bello seguire sul Corriere le scoperte di Piattelli-Palmarini (e il conseguente scandalo isterico dei sacerdoti darwiniani, un autentico terrore), riguardanti l'evoluzione senza selezione, cioè senza caso e necessità, ma per un intrinseco ordine della materia. Anche lì, il vecchio rivoluzionario Lima-de-Faria, padre della citogenetica molecolare, ordinario nella prestigiosa univ. di Lund (Svezia), ma censurato dall'establishment, aveva mostrato la lungimiranza e l'eleganza del pensiero scientifico autentico - quello che manca ai dogmatici "preti" più darwiniani di Darwin, divenuti addirittura ridicoli nel proporre ogni settimana un aggiustamento ad hoc al castello di sabbia che è ormai crollato del tutto.



Farouq
Milano , maggio 30, 2008 19:44

Si parla molto delle concquiste della scienza
ma scommetto che pochi sanno dove la scienza è ferma
e non riesce a dare spiegazioni.
Esiste questo paradosso:
Oggi gli acidi nucleici (DNA RNA) si possono sintetizzare
in laboratorio con l'aiuto di proteine che sono sintetizzate
solo se è presente la corrispondente sequenza di DNA
ed è impossibile avere le une senza gli altri
Come si è formato il DNA ? chimicamente come si è visto è impossibile.



Noè
Pavia , maggio 30, 2008 19:50

Per carità, lasciate stare la Nostra fede. La falsa scienza non smette di contraddirsi, e gelosa di vedere la fede cristiana evolvere non in contraddizione ma di verità in verità, secondo ciò che ha detto il Signore: "Lo Spirito santo, vi guiderà alla verità tutta intera", la falsa sciensa, dicevo, prova in tutti i modi di corrompere la fede. Stiamo attenti perché :"Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede".


mario
roma , maggio 30, 2008 19:53

E se fossimo noi uomini gli esseri più involuti dell’universo? Noi partiamo dalla presunzione che un essere pensante debba per forza esprimersi attraverso un linguaggio e comunicare con gli altri simili. Che debba saper progettare e creare un manufatto. Che sia capace di astrazione. E se non fosse questo lo strumento attraverso il quale si misura l’intelligenza? Chi ci dice che nel cervello di un animaletto domestico, magari un gatto, non sia trasfusa per intero la fisica quantistica e che mentre un gatto guarda una farfalla volare sopra un campo, la sua mente non veda oltre le apparenze e calcoli con matematica esattezza ogni movimento di quell’animale e non veda agire intorno a lui forze che ignoriamo? Noi umani crediamo di essere intelligenti, solo perché elaboriamo teorie complesse che vengono puntualmente smantellate dalla realtà dei fatti. E questo ci fa essere le creature più sventurate e imperfette dell’universo, cui Dio ha dato meno degli altri. Forse per punirci di volerLo sfidare. Noi siamo l'unico elemento che non sembra far parte di un sistema in sé perfetto ma che non comprendiamo e che contribuiamo a destabilizzare. Per questo motivo siamo anche gli esseri più infelici.


piccolo fiammiferaio
copenhagen , maggio 30, 2008 19:59

Grazie, caro Blondet!
già alle superiori (ho frequentato una scuola scientifica) molte cose non mi tornavano durante le ore di biologia, per esempio da un lato il professore insisteva che le mutazioni fossero regressive e sfavorevoli (esempio: "figli" della bomba nucleare), dall'altro era un darwiniano convinto... ho come l'impressione che il darwinismo sia un'etichetta che si può mettere su qualunque materiale, basta non bestemmiare il nome di san DArwin...



Farouq
Milano , maggio 30, 2008 20:42

Mi viene in mente il mistero della luce
che presenta doppia natura ondulatoria
(propagazione per onde) e corpuscolare (fotoni)
mai spiegato dalla fisica.
O le onde gravitazionali al pari delle cariche
elettriche in accelerzione che prducono le onde
elettromgnetiche le masse in accelerazione
emetterebbero onde gravitazionali solo
che non esiste nessun strumento per misurarle (che funzione hanno?).
O l'esistenza di un singolo polo magnetico in natura
si sa che rompendo un magnete con due poli nord sud
si ottengono altri due magneti con due poli nord sud
e tanti altri misteri della natura che secondo me
bisognerebbe sottolineare per ridemensionarci un po'.



SAM
... , maggio 30, 2008 20:42

In effetti il problema è quello del rapporto tra forma e materia... Nel caso dell'uomo dovremmo ammettere che il primo uomo dotato di anima spirituale sia stato generato da un'altro animale, oppure che sia stato concepito come animale e successivamente, non dall'istante del concepimento, sia stata infusa l'anima... Mi paiono assurdità, indegne della maestà divina. Inoltre la teoria evoluzionista non è verificabile con esperimenti e soprattutto deve ammettere che Dio ha orientato l'evoluzione, perchè le mutazioni casuali potevano anche ogni volta azzerare nei nuovi individui nati, tutti i vantaggi della evoluzione, sicchè solo un tempo infinito potrebbe portare a un certo risultato. Ma i tempi relativamente brevi della evoluzione e la sua regolarità nel trasmettere certi caratteri dovrebbero far supporre comunque un progetto. Ma detto questo a mio parere una sorta di "evoluzione potrebbe al più ammettersi all'interno delle specie o famiglie di specie, ma non tra forme di vita essenzialmente diverse...


Riccardo Landi
Bologna , maggio 30, 2008 20:46

La teoria darwinista può essere criticata sotto vari aspetti da persone competenti ed esperte (mi riferisco a biologi molecolari,paleontologi,embriologi ecc ecc.)

Si tratta pur tuttavia di una ipotesi scientifica

Il creazionismo divino non è un ipotesi scientifica,non si fonda sul metodo scientifico ma su un atto di fede.

Paragonare un ipotesi scientifica (che consente critiche e può essere in ogni modo confutata) al creazionismo divino è semplicemente ridicolo.

è come paragonare la scienza con la fede.
Sono due "COSE" distinte.
Come paragonare le mele con i carciofi...




M.M.
rn , maggio 30, 2008 21:17

Gran bell'articolo. Del resto Facchini è un emerito... vabbè, sarà la scuola bolognese che lo influenza.


Michelangelo
Europa , maggio 30, 2008 21:28

Sig. Landi, Per la verità, da un punto di vista matematico, non ci sono prove cogenti né per l'una, né per l'altra.
Entrambi sono un atto di fede.
Ma mentre l'atto di fede verso il creazionismo è cosciente, l'atto di fede dell'evoluzionismo è tinto da un (ridicolo razionalmente) alone di certezza che solo le scienze esatte hanno.
Per altro, sui limiti della scienza esatta per eccellenza, interviene il Teorema Di Goedel, secondo il quale qualsiasi sistema "complicato abbastanza" contiene affermazioni vere, ma non dimostrabili.... lascio il resto all'intuizione.
Un sentito grazie al Dott. Blondet per un altro bell'articolo, denso di fatti e scorrevole.



Marco
Oakland , maggio 30, 2008 21:41

In effetti l'evoluzione delle specie è proprio uns sciocchezza. Ma ora vi lascio, che dopo aver dato da mangiare ai miei trilobiti nell'acquario devo portare a fare la passeggiatina serale al brontosauro.


Luigi B.
Milano , maggio 30, 2008 21:42

L'esistenza di Facchini è la prova che Dio esiste: Lui ci aveva avvisato per bocca di suo Figlio che la verità sarebbe stata rivelata agli umili e nascosta ai sapienti. Le patetiche contorsioni ideologiche del Facchini sarebbero pure umoristiche, se non inducessero molti in errore.


Vasco
varese , maggio 30, 2008 23:29

Tante, tantissime imprecisioni in questo articolo. Mi spiace ma cercare di criticare l'evoluzionismo senza sapere molto della teoria ancora una volta e' risultato in un fiasco.

Una cosa per tutte? La piu' eclatante? L'evoluzionismo non piazza gli organismi su una scala ascendente di complessita' che corrisponde a una scala temporale. E' un'idea del secolo scorso che e' ritrovabile forse solo sui libri scolastici delle superiori.
Ma soprattutto: l'evoluzionismo e' solo una teoria, non una fede, e capire tutta la vita sulla terra non e' un compito facile. Appena trovero' una teoria che spiega quello che so in maniera migliore di quella evoluzionista passero' subito a quella nuova. Altro che fede..



Angela
Milano , maggio 31, 2008 01:04

Per Vasco. Quella evoluzionista e' un'ipotesi, d'accordo, e una mente laica, aperta alla conoscenza, valuta tutti i nuovi elementi e quesiti che si pongono con il giusto "distacco" che richiede la "scienza". Chissa' perche' le risposte cosi' pronte, semplicistiche e reattive degli evoluzionisti sembrano di difesa e prive di serena laicita'. La forza della fede!


VOX POPULI
Roma , maggio 31, 2008 05:11

A differenza di altri ritengo che chiunque possa partecipare a una discussione purchè, ovviamente, dica cose sensate o ponga, se non abbastanza esperto o preparato, quantomeno delle domande pertinenti e logiche.

Riguardo al "disegno intelligente" credo che si stia facendo un po' di confusione.

Questa, a differenza dell'evoluzionismo, è una ipotesi scientifica perchè rimane nell'ambito scientifico senza sconfinare nella metafisica dove, per definizione, la scienza NON E' IN GRADO di indagare (altrimenti non è più Scienza).

A seguito dell'osservazione degli organismi viventi si nota come tutti abbiano in comune il fatto di essere "complessi" .

Questa complessità è definita "irriducibile" .
L'esempio semplificato è una trappola per topi (ma se ne possono fare altri).

Se manca anche un solo elemento, la trappola non scatta e quindi non serve a niente.

Non è che funzioni meno, non funziona proprio.

Deve essere così, fatta e finita, da subito .

E stiamo parlando di qualcosa di elementare come una trappola per topi...

Quindi bisogna parlare di "complessità irriducibile".

Il ricondurre tutto ad un "disegno Intelligente" è diretta conseguenza,nonchè frutto dell'esperienza (il che E' scientifico, fino a prova contraria)

Così come l'evoluzionismo riconduce la MAI OSSERVATA (repetita iuvant) evoluzione al "caso" , i postulatori della "complessità irriducibile" ipotizzano un "disegno Intelligente".

Che sia Dio o i Vulcaniani poco importa (non si può verificare, non sarebbe scientifico occuparsene).

Non è necessario.

Ipotizziamo che degli scienziati trovino un'astronave.
Alla fine degli studi e degli esperimenti vengono a capo della tecnologia e sono in grado di spiegarne il funzionamento.

Hanno fatto il loro mestiere ?

Sì.

Sono in grado di stabilire chi sia il proprietario e/o il progettista dell'astronave?

No.

Questo pertanto squalifica il loro lavoro ?

Direi di no.

Di una cosa però sono sicuri: che di qualcuno deve essere e che qualcuno l'ha pensata e poi costruita.

Di certo non si è fatta da sola "casualmente".

Altro esempio: sono in una miniera abbandonata da decenni e trovo per terra una moneta d'oro.

A) penso che sia di qualcuno che l'ha perduta.

B) penso che si sia formata (da sola, per caso) nel sottosuolo e che per qualche movimento tellurico sia venuta in superficie.

Purtroppo non so CHI l'abbia persa.

Cosa pensare?

Posso dire con certezza che era di qualcuno e che prima ancora è stata coniata da qualcun altro oppure, dato che non conosco l'identità dei due, devo ritenere più logica l'ipotesi B ?

E si parla di una moneta....
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L'evoluzionismo, ( in che modo sarebbe stato applicato con successo il metodo scientifico dato che non è mai stata osservata alcuna evoluzione?) è confutato dalla Scienza stessa.

Penso alla Fisica (Secondo principio della termodinamica)
Alla Biologia (il DNA è uno scoglio insormontabile).

Al fatto, dimostrato, che non esiste "mutazione vantaggiosa".

Se uno nasce con un cromosoma in più o in meno non è meglio .

Con due cuori o due cervelli non è avvantaggiato.

Con tre polmoni non respira meglio di chi ne ha due...

Se ha le branchie non è fortunato perchè potrà diventare il Majorca del futuro o sopravvivere in caso di inondazione.

Pensiamo ai "figli di Chernobyl".
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E' stato scritto giustamente che il Darwinismo, per quanto riguarda le mutazioni graduali, è stato superato .

Verissimo.

Ma ciò è avvenuto per salvarlo.

Dal momento che anelli di congiunzione non sono mai stati trovati si è teorizzato che l'evoluzione sia avvenuta per "salti" improvvisi.

In pratica non più passaggi intermedi ma, direttamente, (sto semplificando..)il dinosauro avrebbe covato una gallina.


Capra e cavoli.

Prove scientifiche? Zero.

Domanda circa gli anelli mancanti :

Ma cosa sarebbero stati poi? Mostri deformi portatori, non si sa come, di caratteristiche estranee alla loro specie che sarebbero sopravvissuti addirittura vincendo la lotta per la sopravvivenza?

Boh..
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A detta anche degli evoluzionisti un "portatore sano di mutazione genetica" (sdrammatizziamo un po') statisticamente è già un caso eccezionale ,altamente improbabile ma pur sempre possibile.

Ammettiamo che si sia verificato.

Prendiamo un mammifero.

Si deve essere riprodotto per non estinguersi, no?

Come ha fatto? Ce ne voleva almeno un altro.

Vuol dire che si è verificato un altro caso eccezionale?

Inoltre non possono essere stati due mammiferi diversi (ad es.,uno il parente della scimmia e l'altro del cane)perchè altrimenti niente figli.

Quindi della stessa specie.

Un colpo di fortuna..sempre più improbabile..ma possibile (anche se le probabilità si stanno assottigliando ).

Il tutto ovviamente non a distanza di milioni di anni..ma contemporaneamente, sennò come facevano ad incontrarsi?

Potevano inoltre nascere ai poli estremi e non incontrarsi mai.
Nossignore(quando si dice la fortuna), pure vicini!

Basta così? No, perchè se fossero stati due maschi o due femmine (al limite avremmo avuto il primo PACS della storia)di figli nemmeno l'ombra.

E invece... un maschio e una femmina.

Ricapitolando: due casi eccezionali, della stessa specie, contemporanei , conterranei e di sesso opposto.

Straordianrio..sì...ma vogliamo fare due conti?

Siamo sicuri che sia probabile tutto ciò?

Mi scuso per la lunghezza del commento..alla prossima.
















Orfanello
Roma , maggio 31, 2008 05:11

@Vasco:
mi spiace di non potere intervenire nel merito, causa scarsa competenza specifica, ma una cosetta è bene precisarla: l'evoluzionismo E' una fede, e i suoi cultori, specie nell'ambito scientifico, sono molto più intransigenti dei creazionisti. La causa risiede nella loro presunta ed autoreferenziale superiorità intellettuale, di chi crede di aver saputo elevarsi, di aver rotto le catene della superstizione. In poche parole, è il tipico atteggiamento illuministico, tante chiacchiere ma sopratutto tanto vuoto interiore.



blondet
bagnaia , maggio 31, 2008 06:57

per Marco: ovviamente hai ragione, la fecondazione ovipara è "precedente" a quella ovovvivipara. E' un mio erroe. Grazia per averlo segnalato.

a. E’ un modo di fecondazione ritenuto dagli evoluzionisti più «primitivo», e quindi SUCCESSIVO [sottolineatura mia] alla fecondazione «ovovivipara», dove il maschio feconda internamente la femmina (come facciamo noi, animali cosiddett



orsola
... , maggio 31, 2008 07:02

Però a cosa porta lo scibile umano a tante ipotesi senza nessuna conclusione!
Accettare la vita per quella che è cercando di migliorarla per il bene nostro e della terra!Poi si sa che le chiacchiere le porta via il vento!L'evoluzione .....le scimmie ci sono ancora e l'UMANITA'diventa sempre piu' simile a loro!l'involuzione della specie



MAX ARCHE'
ROMA , maggio 31, 2008 08:00

Il fisico Tipler dopo aver cercato di dare una dimostrazione matematica dell'esistenza e dell'immortalità dell'Anima ha proposto un " Principio Antropico" secondo il quale tutto l'Universo ,tutto il Creato, tenderebbe necessariamente verso l'Uomo mercè l'intervento di una Intelligenza superiore! Rileggendo inoltre il matematico Oupensky (allievo di Gurdjieff) rileviamo che già nel 1912 nella sua opera "Un nuovo modello dell'Universo" stroncava impietosamente con argomenti brillanti le teorie darwiniste supponendo comunque e sempre l'opera di una Intelligenza superiore. Quando frequentavo la facoltà di Biologia ero costretto a studiare su libri di Chimica biologica o zoologia o chimica organica o embriologia che davano sempre per scontato che la vita si fosse originata "in qualche modo" ( e sottolineo quell'orribile e dogmatico -in qualche modo-!!!! )dal solito brodo primordiale formatosi a seguito di reazioni chimiche di miscele di gas e vapori di vario tipo sottoposti a scariche elettriche atmosferiche. Tale brodaglia puzzolente, e secondo gli scienziati piuttosto reattiva, precipitata sui mari originava in "qualche modo", dopo innumerevoli reazioni, dei protoplasmi i quali, in virtù di altre traformazioni et reazioni (poveri noi!)generavano dei protozoi semplicissimi di tipo batterico. Da questo batterio si sono dipartite due linee evolutive: una ha viaggiato in direzione dei vegetali che funzionano a clorofilla, l'altra ha prodotto non si sa come l'elefante,l'ornotorinco,lo squalo e l'uomo. Il problema è che tutto viene codificato dal DNA tramite ribosomi che fabbricano le corrispondenti proteine mediante RNA messaggero che legge le istruzioni sul DNA stesso. Ma non venite a raccontarmi che il DNA si è formato in chissà quale modo nel marasma primordiale ! Stiamo scherzando? Senza DNA non si forma alcuna creatura vivente, ma senza alcuna creatura vivente non si forma DNA ! Si tratta del classico problema dell'uovo e della gallina che nessun filosofo o scienziato è mai stato in grado di risolvere. L'uomo con la sua complessità é l'unico animale non adattato a qualche nicchia ecologica specifica. E' l'unico essere vivente che puo' veramente pensare e concepire Dio come Idea e come Artefice Universale. Ha creato dal nulla la Civiltà, in senso lato; e non avrebbe potuto farlo se non avesse avuto insito un barlume di scintilla Divina. O comunque l'uomo e il resto della VITA sono il prodotto fin troppo evidente di un intervento Intelligente ! Complimenti al Dr. Blondet sempre informatissimo e agguerrito in difesa del pensiero costruttivo ed entusiasmante !


Domenico
Sanremo , maggio 31, 2008 08:41

L'evoluzione e stata strumentalizata per attaccare la chiesa,
l'evoluzione fa parte della natura, la natura fa parte della creazione.



Marco
Pescara , maggio 31, 2008 08:56

Per la redazione: attenzione nell'articolo viene utilizzato erroneamente "codice genetico" al posto di "genoma", i due termini non sono assolutamente sinonimi.
Marco



Noè
Pavia , maggio 31, 2008 09:32

Comunque c'è in atto da due secoli un evoluzionismo dei costumi, orchestrato dai poteri occulti, un ritorno dell'Eros, una ubriacatura collettiva. Questo è il vero evoluzionismo. Riusciremo a sfidarlo?


silvia
bo , maggio 31, 2008 11:48

L'arrivo delle balene franche a Valdez,Chubut,è stato un trionfo alla Vita:iniziano a procreare,la loro gestazione durerà un anno,e,mentre "navigavano"si poteva scoltare il loro canto.Poi le mamme partoriranno un bebè,che cureranno con un amore commovente,quasi fantastico,comportamento che nell'uomo,evoluto ed evoluzionista,si è perso da tempo....


poveraccio
Italia , maggio 31, 2008 14:05

Cosa volete?!! Ho chiesto molte volte a diversi sacerdoti che sembravano preparati....ma credono nell'evoluzione della scimmia (il demonio che scimmiotta), e sostengono che la Genesi è una parodia...Anche loro confondono le idee.


Federico Cicli
Viterbo , maggio 31, 2008 15:00

La teoria evoluzionista è una bella bufala, una cialtroneria bella e buona. Una truffa indegna anche di Wanna Marchi.
La difesa 'a spada tratta' da parte dei c.d. scienziati dell'evoluzionismo si spiega semplicemente con l'odio verso la religione che va tanto di moda verso quella gente. Ogni cedimento sul versante evoluzionistico per loro è un punto dato alla religione. E allora, pur di non concedere questo 'punto', loro si ostinano in tutti i modi, sempre e comunque, a difendere la loro menzogna.
In altre parole, se ancora oggi si rimbecillisce la gente con la favoletta evoluzionista è solo per motivi ideologici. Non c'è nessuna altra ragione.
E' una sorta di 'guerra' tra credenti e non credenti in cui a farne le spese è la verità e la conoscenza da parte della gente.
La reazione dell'uomo intelligente è quella di leggere, informarsi e porsi in modo critico verso tutte le fonti e non seguire acriticamente ciò che viene propinato anche dalle c.d. fonti ufficiali. Dietro di loro c'è sempre un interesse e un fine ulteriore rispetto al quale noi siamo solo dei semplici mezzi.



Ocram
... , maggio 31, 2008 15:05

Quando è nato Gesù Cristo?
Cosa ha fatto fino ai 30 anni?
Non si sa con certezza, anzi lo si ignora totalmente.
Eppure è un fatto epocale nella storia umana evvenuto solo 2000 anni fa, ma non si riesce a "storicizzarlo".
La teoria dell'evoluzione (sottolinerei TEORIA) cerca di spiegare avvenimenti di 350 milioni di anni fa e si è dimostrata in accordo con duecento anni di scoperte scientifiche.
E voi pensate all'ornitorinco, animale che da sempre appassiona soprattutto i darwinisti perchè sfida le loro certezze spingendoli al dubbio, anima della Scienza.

Veniamo al "disegno intelligente", pseudoteoria che come prove a sostegno della tesi porta...niente.
Si dimostra da sè, tautologicamente la Vita è quello che è per volere di Dio, onniscente e onnipotente.
Meravigliosa teoria, "spiega" anche la fisica e l'informatica.
Le cose sono come sono perchè Dio così vuole, Amen.
Comodo, paterno Dio che da Creatore si fa Destino.
Non il destino cinico e baro che conosciamo, bensì un destino intelligente, superiore e che ama chi si comporta secondo le sue Leggi.
Una fanatica mistura di ebraismo messianico, filosfia New Age e protestantesimo incollato alla politica (un Presidente che dice di essere "guidato da Dio" ad ammazzare iracheni).

P.S.
Il cane, e non solo l'uomo, è un animale che si adatta a molte differenti nicchie ecologiche. Ed anche le api e gli insetti in generale.



Lorenzo B.
Milano , maggio 31, 2008 15:11


Cito un paio di passaggi dell'articolo.

"L’ipotesi evoluzionista - che presume una salita da forme di vita semplici e primitive a forme complesse e superiori a forza di caso e necessità"

L'evoluzionismo non ha mai postulato un passaggio da forme inferiori a superiori, ovvero che ci sia un progresso o un miglioramente assoluto. Basta leggere un libro introduttivo come ad esempio "Il gene egoista" di Dawkins per trovarlo scritto chiaramente e ripetutamente.
Quello che sostiene e' che tramite mutazioni, ricombinazioni e adattamento si passi a forme piu' _adatte_ per uno _specifico_ ambiente. Essendo l'ambiente dello squalo diverso da quello dell'uomo non ha senso confrontarli in termini di "superiorita'", "primitivita'" o altro. Ci sono specie piu' antiche e altre piu' moderne.
Alcune hanno subito piu' trasformazioni e altre meno per rincorrere i cambiamenti del loro ambiente. Ognuna di loro, nello specifico momento, puo' essere stata piu' o meno adatta al proprio ambiente (a sua volta in continuo mutamento di per se, es. cambiamenti climatici., e in conseguenza del cambiamento delle altre specie: coevoluzione) .
Un cavallo attuale collocato nell'ambiente di 50mila anni fa sopravviverebbe probabilmente peggio del suo antenato, quindi, dal punto di vista della sopravvivenza non lo si puo' di certo considerare "migliore".
Le specie moderne hanno potuto conservare i tratti delle specie da cui discendono se utili, o perlomeno non dannosi, alla loro sopravvivenza. In caso contrario e' possibile che li abbiano abbandonati (es. sintetizzazione della vitamina c nell'uomo che e' stata perduta dai primati).

Non si tratta di un trucco retorico per salvare la teoria, ma della semplice enunciazione, da libro, della teoria stessa.

Se si impone, scorrettamente, una lettura di "miglioramento continuo" la teoria si riempie di contraddizioni rispetto a questa imposizione del tutto arbitraria.

Cosi' come se si impongono altre interpretazioni: come ad esempio che le specie viventi non debbano avere contraddizioni o fare le cose in modo "ottimo". In quale passaggio della teoria sarebbe scritto questo requisito? E cosi' via per tutte le altre grandi "falle" della teoria...

"L’evoluzionismo postula, senza prove, il continuo passaggio da una specie all’altra, dal pesce all’anfibio al rettile all’uccello al mammifero"

L'evoluzionismo postula fenomeni di speciazione che possono avvenire tramite diversi meccanismi, basta fare un giro su wikipedia per approfondire.
Le prove di speciazioni, antiche o anche avvenute ai giorni nostri, sono numerose, basta cercarle. Eventualmente non ho problemi a fornire io qualche riferimento.

Cosi' come posso citare casi di mutazioni favorevoli (basta studiare gli esperimenti fatti sulla famosa drosophila)...

La teoria non postula che da una coppia di trote nasca una colomba...


Circa l'Intelligent Design si tratta di una teoria talmente indefinita, inconsistente e autocontraddittoria da essere persino difficile da criticare (Dembski , Johnson, Behe, ecc.). Si legga "Unintelligent Design" di M. Perakh per una descrizione dettagliata.
Il concetto di "complessità irriducibile", oltre a non definire nessuno dei due termini, per nulla banali, se non in modo superficiale, impone una lettura teleologica all'evoluzione che l'evoluzionismo non postula e anzi rifiuta chiaramente. Da qui ricava la sua apparente contraddizione.
Inoltre finge di ignorare il fatto che alcuni tratti possono comparire inizialmente per una funzione e solo in seguito venire "riciclati" per altri scopi. Infine, anche restando sull'esempio dell'occhio di Behe, basta studiare le specie piu' antiche per trovare forme minimali, ma gia' funzionanti, di occhi e altri organi di senso da lui ritenuti troppo complessi per essersi sviluppati poco per volta.

Non conosco Facchini, ma considerando quello che ha scritto non lo ritengo un riferimento particolarmente significativo, mi rifarei piuttosto a nomi piu' noti. Altrimenti assume molto l'aria di un "uomo di paglia".

Saluti



Silvano Borruso
Nairobi , maggio 31, 2008 15:50

L'omu, cumpari, avi un naturali
sempri di costroirisi da se'...
Ju haju un libru, dittu vigetali,
ca c'e' 'na spiega di zoccu e' ed e'...

La quale, ca c'e' scrittu, tali e quali
l'arvolo discinnenti di Nue',
unni ca l'omu nasci di l'armali
e nni pruveni dallo Scimpanze'...

Non artro, ca la signa e' quattru manu,
mentre che il sceccu e' dittu: quattru peri...,
d'unni nni vinni il suo congegnu umanu...

Cunsistenti ('ddu libru sempri 'nsigna),
ca l'omu avi du' manu ccu du' peri...;
e quindi e' menzu sceccu e menzu signa!

Nino Martoglio (1870-1921)da 'Mbriachi scienti
(Centona)
L'argomentazione differisce da quelle 'ufficiali' solo per grado, ma non per specie.



enrico
bologna , maggio 31, 2008 16:33

Il signor Fiorenzo Facchini è un sacerdote della Diocesi di Bologna.


Maxim
Napoli , maggio 31, 2008 17:53

Per Lorenzo B., ma sono solo io che mi ricordo le immagini su tutti i sussidiari anche delle elementari con la scimmietta che si trasformava in scimmione che a sua volta si raddrizzava e diventava un bell'uomo con i capelli tagliati alla Umberto?
Questa allora cos'è, che viene propagandata fin dalle scuole elementari?
Non sono creazionista. Ma non sono nemmeno evoluzionista. Entrambe le visioni hanno o possono mostrare falle evidenti. Ma finchè si continua a credere ostinatamente nel dogma dell'evoluzione non si potrà mai arrivare all'elaborazione di una diversa teoria che si adatti meglio ai dati scientifici.



Stefano Serafini
Roma , maggio 31, 2008 18:14

Per Ocram e Lorenzo B.

L'Intelligent Design è invece il vero "obiettivo di paglia", soprattutto se per tale vuol essere preso. La stessa origine del movimento lo identifica non come una teoria alternativa, ma piuttosto come un filone di critica culturale (dignitoso e interessante) non al darwinismo, ma al suo paradigma socio-scientifico, per così dire al “modo di pensare darwinista”, alla sua teologia implicita. E ciò vale anche quando esso avanza sul terreno della discussione scientifica strettamente intesa, per evidenziare la fragilità del fondamento e la supponenza di tale teologia.

Tale caratterizzazione è tutt’altro che una debolezza. Onde evitare un dialogo tra sordi, è bene rammentare che la diffusione delle idee derivate per vie diverse dal pentolone che ancora ribolle sotto il nome di Charles Darwin a 125 anni dalla sua scomparsa, ha una grande influenza, la cui forza sta proprio nel richiamarsi alla dignità scientifica.
Come ha giustamente risposto il cardinale Christoph Schönborn al fisico Stephen M. Barr (Università del Delaware), il quale lo accusava di confondere i soggetti della contesa, sarebbe giusto mantenere distinte da una parte la teoria scientifica del neo-darwinismo («l’idea che il motore principale dell’evoluzione è la selezione naturale che agisce sulle variazioni genetiche casuali»), e dall’altra la vera e propria pretesa teologica di dichiarare l’evoluzione un processo «privo di guida e non pianificato».
Ma allora perché mai tale pretesa teologica continua aggressivamente a parlare in nome della dottrina scientifica – la quale da parte sua volentieri le presta i panni – e molto spesso proprio per bocca degli scienziati?
Niente di straordinario: gli scienziati non sono affatto cavalieri senza macchia alla ricerca della sola verità, ma, come tutti, hanno interessi, ideologie, fissazioni, e ohibò, molto spesso persino una bella dose di fanatismo e cecità intellettuale. Guardate, lo dicevano Horkheimer e Adorno, non un cardinale.

Per quanto riguarda la teoria che giorno per giorno muta e "si evolve", basterebbe leggersi Darwin stesso (o addirittura il suo "mastino" Julian Huxley), se non Karl Popper, per capire che si sta sfiorando davvero il ridicolo nel voler difendere un cadavere già sepolto dalla genetica molecolare. Oh, poi esiste una letteratura contemporanea corposa, che senza passare per i grandi scienziati critici dei dogmi darwiniani come, tra gli altri, Karl Ernst von Baer, Daniele Rosa, D’Arcy Wentworth Thompson, Conrad Hal Waddington, Léon Croizat, Adolf Portmann, Pierre Grassé, Kinji Imanishi, Søren Lövtrup, Brian C. Goodwin, Colin Paterson, Antonio Lima-de-Faria (quasi nessuno tra costoro appartiene a una chiesa, quasi tutti sono sconosciuti ai fanatici darwinomani italioti), può essere sunteggiata da un solo titolo che mi permetto di consigliare: D. J. Depew - B. H. Weber, Darwinism Evolving. Systems Dynamics and the Genealogy of Natural Selection, MIT Press, Cambridge, Mass. - London 1995.




Valerio
Trento , maggio 31, 2008 18:50

Il pensiero di Lorenzo dice quanto ho da dire al riguardo del disegno intelligente. Vorrei portare ad esempio di evoluzione i geni della famiglia delle globine, tanto per mostrare come si possa passare dalla mioglobina, che è relativamente un semplice trasportatore d'ossigeno, costituito da una sola proteina, alla emoglobina, che invece contiene ben 2 catene proteiche differenti complessate in un tetramero che svolge una funzione ben più sofisticata. Fino alla emoglobina S (HbS), una mutazione che consente un aumento della fitness dei portatori in zone malariche. In quest'ultima si parla proprio di una mutazione puntiforme, cioè su un unico aminoacido della catena. Aggiungo per inciso che laddove non c'è malaria, i portatori di HbS non esistono. Tanto per chiarire cosa è la selezione. Quindi, le complesse relazioni tra genoma e il fenotipo, influenzato dall'ambiente, sono difficili da capire, ma non irriducibili. Gli esempi sull'uso preferenziale del codice genetico negli organismi antartici e altre aneddoti legati all'evoluzione in ambiente freddo e stabile, li lascio per il prossimo articolo di Blondet sul design intelligente.


Andrea
Milano , maggio 31, 2008 20:02

non sono ne creazionista ne evoluzionista, ed il concetto di intelligent design mi sembra più la dichiarazione di un approccio al problema, che una soluzione.

quello che posso dire è che tutto il problema sta nella definizione di "caso", a mio avviso.

scientificamente si può ipotizzare che esista un fenomeno come la "pressione evolutiva", che funzioni su base statistica, etc etc, ma se non si definisce cosa si intende per caso, non si può ne escludere (ne includere) un finalismo nel processo evolutivo, che sia "intelligente" o meno.

personalmente ritengo che il concetto di caso sia una semplificazione della mente umana, una comodo etichetta per l'ignoto ed il non-computabile....




Marco
Ancona , maggio 31, 2008 20:19

Blondet, Darwin afferma che il risultato dell'evoluzionismo è la genesi di specie più avanzate e funzionali. L'uomo è l'animale più disadattato del mondo. Cammina malissimo, le gambe sono la prima cosa a cedere, gli anziani spesso usano bastoni e carrozzine. Non si adatta all'ambiente, l'uomo vive principalmente sulle coste, al contrario di altri primati che vivono naturalmente in posti dove vita umana non ce n'è. L'uomo non è un esperto navigatore, solo in usa, 1/4 delle terre non ha mai conosciuto la presenza dell'uomo, noi sorvoliamo e scannerizziamo la terra con i satelliti, ma non ci avventuriamo. Le scimmie non possono lasciare fossili (a meno che non si trovino in rarissime circostanze), gli "homo-" si. Le scimmie non possono parlare, possono imparare a capire, ma non hanno la struttura idonea per modulare differenti suoni. L'equivalente dell' "homo-" lo ritroviamo nella famiglia degli orsi, è il panda, quello che sarebbe in via ufficiale un evoluzione darwinistica dell'orso bruno. ma il panda è molto piu disadattato del suo antenato. non si mimetizza. è stupido. si è dovuto adattare a cibarsi di canne perchè non riesce ad essere un buon cacciatore. è talmente stupido da non essere neanche in grado di riconoscere i suoi simili. è l'unico animale che vive meglio nello zoo che nella giungla..! perciò, il darwinismo è si una follia, ma non parliamo per carità di creazionismo o di "design intelligente", dove la vedete quest'intelligenza? un consiglio a quelli che si sentono tanto sicuri della teoria creazionista, darwinista o dell'intelligent design di andare qui e vedere il fantastico documentario di lloyd pie http://www.redicecreations.com...p?id=3531. è in inglese purtroppo e mi dispiace per quelli che non lo parlano, ma la cultura non è una cosa a cui siamo abituati in italia, per questo che cose del genere non le vedremo mai tradotte in italiano.


Alien
Torino , maggio 31, 2008 20:53

Vorrei far notare che vi sono parecchi equivoci ed inesattezze, riportati sia nell'articolo principale, sia in alcuni commenti dei lettori. Non avendo spazio a sufficienza, e non volendo annoiare troppo, mi limiterei a poche considerazioni soltanto, e piuttosto generali.

Non ha molto significato dire che l'Evoluzione è "soltanto" una teoria. L'Evoluzione è una teoria. Anche l'ID è una teoria. "Soltanto" che, mentre l'Evoluzione è una teoria scientifica, l'ID non lo è. E nessuna teoria, scientifica o no, può essere logica. La logica lavora per deduzione, e le teorie sono sempre induttive.

Essendo una teoria scientifica, l'Evoluzione, come tutte le teorie scientifiche, si presta a correzioni, adattamenti e modifiche che la rendono man mano più accurata. Insomma, si evolve, come tutte le teorie scientifiche. Pretendere di rifiutare una teoria scientifica sulla semplice base delle sue revisioni è un'incorrettezza (anzi, scorrettezza) di fondo. Sarebbe un po' come pretendere di dire che la Terra è piatta solo perchè prima dicevano che fosse sferica, poi dicevano fosse un geoide, e oggigiorno risulta un geoide asimmetrico.

Prestando orecchio a questa scorrettezza, dopo aver rifiutato una teoria scientifica senza alcun argomento, il breve passo da fare per allontanarsi definitivamente dalla ragione resta quello di gettarsi nelle braccia di una teoria che scientifica non è ma pretende di essere esatta. Una teoria che non è scientifica è un dogma non dimostrabile, e la sua accettazione diventa un puro e semplice atto di fede, puramente emotivo e soggettivo.




Cleo
Firenze , maggio 31, 2008 21:48

Tutto il creato è frutto del "Divino".

E' per questo che è triste uccidere e mangiare gli animali,
nostri fratelli.
Soprattutto adesso che ci sono tantissime alternative vegetariane e vegane.

Ma la mente non riesce a vedere la sofferenza e il sangue che scorre ogni giorno nelle tavole di tutto il mondo:
miliardi e miliardi di animali uccisi ogni anno x soddisfare la follia umana,
che si sente padrona di questo mondo!

Anche le guerre portano tanta inutile sofferenza e orrore,
ma sono (per ora) distanti da noi. Impercettibili.
Quello che mangiamo è così vicino a noi ogni giorno:
e ogni volta che mangiamo carne o pesce procuriamo tanta inutile sofferenza agli animali.

Questo articolo mi ha fatto percepire x un attimo la presenza del "divino" in ogni cosa,
in ogni animali, in ogni essere.
E mi ha ricordato la mia scelta vegetariana di 16 anni fa,
nel voler giocare con tutti gli animali e tutti i pesci anzichè ucciderli x mangiarli!

Non credo che chi mangia carne o pesce sbagli:
credo semplicemente che non si renda conto della sofferenza che procura. Al di là dell'essere giusto o sbagliato.

Se ognuno di noi dovesse uccidere personalmente un animale e poi squartarlo x cucinarlo (come facevano i contadini una volta), la maggior parte non lo farebbe:
perchè uccidere un altro essere fa sempre male al cuore.
Perchè vedere il sangue che scorre a causa nostra ci farebbe riflettere su tante cose. Sulla vita, sulla morte, sull'esistenza, su Dio...
e i contadini di una volta erano così legati alla terra e alla vita che li rendeva molto più umani di noi.

E poi - inevitabilmente - avremmo una percezione diretta e concreta della sofferenza e della morte,
e sarebbe impossibile per i politici e per i media mentire...

E' per questo che l'uomo moderno periodicamente ha bisogno di una guerra:
per ritornare davanti alla morte, alla sofferenza, alla bellezza della vita, alla meraviglia della natura.

Questa volta però,
se dovesse esserci un tracollo o una guerra per l'europa e l'america,
sarebbe totalmente devastante e distruttiva. Apocalittica.
Perchè adesso noi abitanti del Nord del Mondo,
rincitrulliti dalla pubblicità e ipnotizzati dai media,
viviamo in una telenovelas che è così lontana dalla realtà da renderci totalmente impreparati a capirla e a viverla!

Grazie a Blondet e anche a tutti i commmenti che leggo sempre piacevolmente







ludovico
padova , giugno 01, 2008 08:59

Caro direttore le sue pubblicazione anche se talvolta non mi sento di condividerle completamente sono sempre stimolanti. Sono anche la testimonianza di quanto siamo meravigliosamente diversi, soprattutto quando sappiamo rispettarci nella nostra multiformità. Pensi se tutti avessimo la capacità di conoscere tutto e subito, che noia! Ovviamente è una ipotesi assurda (la noia); infatti anche in tal caso, l’inesauribile sete di sapere che ci connota avrebbe sempre a che fare, in quanto creature limitate con l’insondabile realtà di Dio con la conseguenza di una più entusiasmante e sempre incompiuta avventura del sapere. Sono sempre stato un irriducibile curioso di tutto ciò che riguarda il mondo e le domande su di esso. Per questo anche i suoi dirompenti articoli che sparigliano le carte non li ritengo il capriccioso esercizio di “cattiveria” di un ragazzaccio che non accetta le regole. E la regola suprema non la fanno gli uomini ma è già scritta nella Natura.
Talvolta o spesso gli uomini per svariatissimi motivi tentano di barare inventandosi regole o teorie spacciandole come verità assiomatiche. E’ giusto allora che vi sia chi sappia scoprire dove sta l’imbroglio. Dal mio punto di vista laico-religioso sono affascinato dall’avventura della ricerca umana di cui cerco di non perdere una battuta perché godo immensamente di tutta la stupefacente realtà e varietà delle cose. C’è chi contribuisce con la sana ricerca e chi impiega la sua intelligenza a verificare che l’intenzione e il metodo siano corretti. Doni diversi ma entrambi preziosi. Sempre nella sana disponibilità a rivedere le proprie posizioni quando appaiano migliorabili o superate.
Avanti così! E grazie per suo l