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La psicoanalisi sconta il debito con la sua dipendenza velatamente, ma rigorosamente, gnostica. Freud, lo sappiamo, era fondamentalmente un cabalista, che decise di abbracciare la «dolce morte», esasperato da un dolore che lo vinceva e che mai riuscì a comprendere né tanto meno a sconfiggere. Ma non si tratta di un unicum.
Anche il suo compagno, poi «nemico», Jung ragionerà su categorie ampiamente gnostiche.
L’idea di fondo è quella di percepire l’insorgere di una patologia psicologica, a seguito di un’errata comprensione di quel che veramente si è: la malattia della mente come esito di una sorta di disadattamento legato alla mancata corrispondenza tra il vero proprio sé (e le sue esigenze reali) e la realtà illusoria che invece viene percepita dall’individuo; illusione che nasce dalla mancata consapevolezza di una necessaria soddisfazione delle istintuali pulsioni...( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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