
Secondo Le Monde a Guantanamo
si recita una sceneggiata su un copione scritto prima, ma mal riuscito perchè
alcuni avvocati militari lo dichiarano scorretto. «La democrazia non può
combattere la barbarie rinunciando al diritto». La nostra impressione in questo
caso è che la barbarie sia «la democrazia» stessa. Una messinscena dove ogni parola o immagine deve essere sottoposta ad
attenta supervisione.
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Guantanamo: recita su copione |
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Per intuire che cosa sta succedendo a Guantanamo, nel processo militare contro cinque terroristi di Al Qaeda, basta riportare una frase pronunciata dal principale imputato Khalid Shaikh Mohammed (d’ora in poi KSM) e riferita dall’Herald Tribune:
L’imputato «dice al giudice che lui capisce che ci sono argomenti che non deve sollevare in aula, ma aggiunge che il Corano dovrebbe essere “dentro la linea verde”, ossia permesso. Non posso parlare della tortura», Mohammed aggiunge in un inglese stentato, «So che questa è la linea rossa» (1).
Probabilmente Massimo Introvigne, che sa di legge, ci spiegherà che tutto questo è normale diritto penale, gloria dell’Occidente. Così potra disperdere lo sgradevole sospsetto che nutriamo: che l’imputato - che è stato sottoposto a waterboarding (tortura del soffocamento), per( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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