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Gli abusi della casta giudiziaria non non sono meno ripugnanti di quelli dei medici del Santa Rita: 300 milioni euro l’anno di denaro pubblico per commettere una violazione del diritto dell'innocente. La cosa più grave è che ci manca, come popolo, una minima autorità morale per compiere atti di governo che riguardano la giustizia. E la casta giudiziaria usa questo mezzo come uno scudo per il proprio potere.

Ecco il vizio italiano

Maurizio Blondet    11 giugno 2008
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Scrive un lettore:

«Egregi Blondet e redazione tutta di EFFEDIEFFE,
faccio parte di quella parte di vostri visitatori/lettori che sono diffidenti se non ostili nei confronti di Berlusconi e della sua politica e ciò per un semplice motivo: per i suoi interessi confliggenti è un oggettivo pericolo per lo Stato di diritto (o meglio per ciò che rimane di esso) che sia capo della maggioranza e del governo oppure della opposizione. La recentissima uscita sul ‘giro di vite’ sulle intercettazioni ne è la cartina al tornasole. Come noto il Cavaliere è sotto processo per una ipotesi di corruzione di parlamentari (che avrebbero dovuto lasciare il centrosinistra e far cadere Prodi) ed in tale ambito esiste la famosa intercettazione della telefonata al direttore televisivo Saccà per la assunzione di una velina (o qualcosa del genere) per compensare un senatore. Ma serve poco ritornare su queste cose: ormai tutti ne hanno detto e scritto. Peraltro sul tema delle intercettazioni l’intervento di supporto di alcuni sodales di Berlusconi consente di fare alcune considerazioni su quali mani gli italiani si sono messi (o sono malgrado loro finiti). Uno di essi è un tale Capezzone, già radicale e cacciato via da Pannella che lo definì, per la sua infrequente presenza (ci si scusi la circonlocuzione) nelle aule parlamentari, come ‘fannullone’. Costui è pervenuto a diventare, dopo un flirt con AN (sic!), il ‘portavoce azzurro’ del PdL/Berlusconi e come tale ha approvato entusiasta, come un Giano bifronte, sia il ‘pacchetto sicurezza’ sia il progetto di ‘blocco delle intecettazioni’. Ma ciò che è più  strabiliante, ora che tutti tuonano (per i fessi) contro gli effetti dell’indulto, è che proprio costui è stato uno di quelli che più si attivò, unitamente ad un certo Buemi e ad altri ancora, affinché venisse ‘portato a casa l’indulto’. Tutti gli ascoltatori di Radio radicale ricordano i suoi veementi ed accorati interventi quotidiani di mobilitazione a favore del provvedimento per il motivo che ‘le carceri erano stracolme e bisognava svuotarle’. L’altro è il ‘fine intellettuale’ Giuliano Ferrara: questi in un fondo a firma dell’‘Elefantino’ ha ridotto le intercettazioni a un problema di pettegolezzi (o meglio di gossip come dicono negli States) di cui si può fare a meno. Già: senza le intercettazioni molti pedofili starebbero ancora all’opera, i furbetti del quartierino farebbero ancora affari e scalate con i soldi dei risparmiatori, et similia. Anche sull’indulto a suo tempo questo signore ebbe da dire la sua, ovviamente approvandolo (come avevano fatto entusisticamente Berlusconi e tutta Forza Italia) ed attaccando, sempre come Elefantino, il giudice Davigo che in una trasmissione televisiva aveva osato riferire un aneddoto per il quale dei giudici americani erano scoppiati a ridere increduli che in Italia si facessero leggi per non fare scontare la pena a dei condannati! L’ Elefantino, noto estimatore della ‘american democracy’ dopo una gioventù rossa ed una maturità rosea, è infatti convinto che gli States siano solo bombardamenti ed invasioni dell’Iraq oltre allo shopping a Manhattan, e non anche condanne a decenni di vera reclusione di bancarottieri e falsificatori di bilanci (...). Pongo una domanda: perché in tale contesto solo gli zingari ed i clandestini dovrebbero pagare?
»

Antonello U.
Cagliari
.


Il lettore denuncia il male italiano radicale, il vizio comune che ci paralizza. Lo denuncia ma allo stesso tempo lo incarna, perchè - mi scuso - anche lui ne è affetto.

Sforziamoci di essere oggettivi: la magistratura abusa delle intercettazioni? Direi di sì: ci spende 300 milioni di euro l’anno, un terzo di tutte le spese giudiziarie (e il resto va in stipendi). Ma Berlusconi - qui dò ragione al lettore - non ha l’autorità morale per far cessare questo abuso, in quanto è sospettabile concretamente di farlo pro domo sua.

Diciamo meglio: Berlusconi, mentre ha il diritto formale in quanto capo del governo, non ha (se ne è privato coi suoi comportamenti) la legittimazione morale per compiere questi atti di governo che riguardano la giustizia. E questo è il primario male italiano: ci manca, come popolo, una minima autorità morale su cui possiamo grosso modo trovarci d’accordo. Come già Mastella, la scarsa credibilità personale di Berlusconi gli impedisce, o gli è d’ostacolo, nell’eseguire gli atti a cui è tenuto come governante.

Ma il lettore (non è il solo, si può consolare) aggiunge al male il vizio italiano, che lo rende incurabile. In odio a Berlusconi, il lettore «giustifica» i giudici; proclama che il loro abuso di intercettare è non solo un diritto, ma un beneficio per la società. E così siamo tutti paralizzati, nessuna riforma della vita pubblica è possibile. Perchè le magagne dell’uno diventano l’alibi per non rettificare le magagne dell’altro.

La scarsa credibilità di Berlusconi è il pretesto per perpetuare l’irresponsabilità dei giudici. Così, invece di affrontare i problemi, si «parteggia» e si litiga come in una perenne assemblea di condominio, con pseudo-argomenti polemici, tipo: «Senza le intercettazioni molti pedofili sarebbero ancora all’opera». Il lettore sa, in coscienza, che questo argomento non vale.
Le intercettazioni sono una violazione del diritto dell’innocente, da usare con estrema cautela e riserbo. Anche perchè certi magistrati le fanno filtrare ai giornalisti amici, violando il segreto istruttorio loro per primi, come al solito impuniti.

Ciascun magistrato italiano spende per intercettare 600 mila euro l’anno di denaro pubblico; sostituisce con un mezzo  facile e fondamentalmente illegale, le capacità di indagine che gli mancano, e che la magistratura s’è arrogata togliendole alla polizia. Ottiene milioni di pagine di costosissime trascrizioni, che richiedono tempi infiniti (qualunque giornalista sa quante ore si perdono a sbobinare un’intervista registrata di venti minuti), di cui nessuno leggerà se non una parte, e che sono spesso scorrette (a volte gli interlocutori parlano in dialetto) o così ambigue che non dovrebbero essere portate in giudizio - tanto meno finire sui media.

Poi ci sono, certo, i pedofili beccati con le intercettazioni; ci sono i medici omicidi del Santa Rita di Milano, che «giustificano» le intercettazioni. Certo, Berlusconi ha torto quando vorrebbe - con la sua superficialità facilona e in definitiva inconcludente - decidere per legge a quali reati limitare gli ascolti telefonici o ambientali.

In una condizione appena appena normale, la decisione deve spettare ai giudici: se sapessero usarne con responsabilità umana e anche economica. Ma non lo fanno. I giudici sono irresponsabili, e difendono con la potenza della loro casta la propria irresponsabilità; godono di una impunità assoluta. E possono farlo, perchè trovano difensori come il lettore, e metà del popolo italiano.

Ci si deve rendere conto che, così, si danneggia anche se stessi. Perchè anche il lettore - come ciascuno di noi - può finire nelle mani di questi giudici irresponsabili e inebriati dalla loro impunità; fra costoro ci sono incapaci e disonesti che la casta difende per solidarietà di casta, invece di espellerli - il Consiglio Superiore della Magistratura essendo diventato solo un organo sindacale di conservazione dei poteri indebiti che la magistratura s’è accaparrata con Mani Pulite, e che non vuol cedere.

Può accadere a chiunque di essere trascinato in giudizio: e si sa bene che, chi finisce nelle mani dei giudici italiani, si vede rovinata la vita, specie se è innocente (i pregiudicato si difendono meglio; sono abituati, sanno di legge, sono trattati con riguardo, in quanto potenziali «collaboratori di giustizia»).

E’ da notare che, in questa faccenda, i giudici sono moralmente più colpevoli di Berlusconi. Perchè questo è stato votato, possiamo non votarlo più, fra cinque anni non sarà più a quel posto.

I giudici invece non li abbiamo votati, e restano a far danni a vita, in piena impunità. Tanto più dovrebbero coltivare in sè il senso della responsabilità, dei diritti inalienabili degli individui che giudicano, un’alta oggettività e una qualche pietà umana. Invece, usano la propria insindacabilità - il cui senso è di renderli immuni da pressioni - come uno scudo per il proprio potere indebito.

Nel complesso, gli abusi della casta giudiziaria non non sono meno ripugnanti di quelli dei medici del Santa Rita: anche loro, spesso, rovinano vite ed esseri umani, senza scrupoli. Per di più, la loro irresponsabilità degrada il senso di responsabilità di tutta la società; ha accecato in tutti il senso di giustizia, tutti o tantissimi fanno porcherie ed abusi perchè, appunto, non c’è un’autorità - non una sola - che dia l’esempio di un agire morale.

Ecco il male italiano fondamentale.
Ecco il vizio incurabile.


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Commenti : (88)
Roberta
Roma , giugno 11, 2008 20:35

Ho spesso sentito dire che più del 90% dei reati rimangono impuniti, se cosi fosse, non mi sembra che la magistratura sia così ingombrante nella vita dei cittadini, e sicuramente lo è molto meno della delinquenza dei politici, delle banche, dei finanzieri, e della delinquenza comune.

Una volta ho subito un abuso molto grave da una persona, e sapete cosa mi ha detto quando l'ho denunciato, che tanto lui avrebbe negato sempre e che era la sua parola contro la mia.
Alla fine siccome non ho potuto dimostrarlo perché alcuni testimoni si sono tirati indietro perché avevano paura di perdere il lavoro, oltre che ho perso il posto di lavoro ho anche rischiato una denuncia per calunnia.
Quindi io ho più paura del potere dei delinquenti che di quello della magistratura, che comunque rimane sempre un potere soggetto a leggi che lo controllano.

Quindi sono d'accordo con Di Pietro, qui invece di condannare chi commette i reati si stanno condannando coloro che li devono perseguire.

Poi un pregiudicato (uno che si fa le leggi che annullano i suoi processi) che vuole mettere il guinzaglio alla magistratura è veramente poco credibile.

Casomai il problema da risolvere è quello di rendere più veloci i processi e della certezza della pena, non quello di impedire che si trovino i colpevoli.

Saluti



Giuliano
... , giugno 11, 2008 20:39

"Sforziamoci di essere oggettivi: la magistratura abusa delle intercettazioni? Direi di sì: ci spende 300 milioni di euro l’anno, un terzo di tutte le spese giudiziarie (e il resto va in stipendi). Ma Berlusconi - qui dò ragione al lettore - non ha l’autorità morale per far cessare questo abuso, in quanto è sospettabile concretamente di farlo pro domo sua."

Ma come si può dire una cosa simile?

Direttore lei , lo ripeto, mi sembra avere delle simpatie per Di Pietro,forse in funzione anti-Casta.

Ma in questo caso occorre far chiarezza su questa mistificzione assurda che vorrebbe «calmierare» (mi passi il termine!) le intercettazioni in quanto «costose» e «lesive della privacy».

Questa è ,ahimè, una corbelleria fatta circolare dai reggicoda berlusconmiani.

Innazitutto quando lo Stato chiede alle banche(ente privato) di effetturare un controllo su alcuni dati sensibili dei suoi correntisti, mica deve pagare le banche per il favore.

Quando invece chiede ai suoi cconcessionari di intercettare questo o quel sospetto , lo Stato, senza alcun motivo apparente,paga.
E profumatamente.

Ma che bisogno c'è?
basterebbe imporre ai concessionari di intercettare gratis visto che fino a prova contraria i concessionari sono soggetti alla legge italiota.

Non c'è la volontà.

Lei fa notare il costo...Ma anche questa è una forzatura.Lo Stato quest'anno ha speso 250 milioni di €,più spiccioli.

Non mi sembra tanto.
Basterebbe impedire a Ciampi di cumulare le sue 3 pensioni(oppure levargliene 2,anche con una ne sono certo,non morirà di fame), abolire qualche «comunità montana» 20 m sopra il mare, abolire qualche ente inutile.

Tassare seriamente le Cooperative,che di rosse ormai hanno solo l'insegna(solo il paranoico Berlusconi e i suoi paranoici elettori li continuano a chiamre rosse)...

E' chiaro che non c'è la volontà.

E continua dicendo: «Le intercettazioni sono una violazione del diritto dell’innocente, da usare con estrema cautela e riserbo.»

Ma se la nostra legislazione in merito di privacy è ritenuta fra le più garantiste del mondo?

Mi vuol far davvero credere che lei ritiene che questo sito non sia perfettamente rintracciabile da chiunque?Mi vuol far credere che qualsiasi impiegato impiccione della PA non gli basti scorrere nel database per sapere tutto di lei(quanto paga di tasse,dove abita, se ha figli a carico,se ha una seconda casa...)

Mi vuol far davvero credere che solo le intercettazioni sono «lesive della privacy» mentre invece tutte le altre azioni che compiamo ogni giorno non sono soggette a un controllo capillare e occhiuto?

E poi potrei dire che chi è innocente non ha nulla da temere.

Chi ha da temere sono i lestofani, i medici criminali, i sequestratori, quelli che molestano le donne per telefono, i corrotti e i corruttori...

Ribadisco la mia stima,ma non sono d'accordo.

Sarei d'accordo invece nel vietare la pubblicazione delle intercettazioni prima dela pronuncia definitiva del tribunale in merito,ma non ad abolire in toto(perchè di questo si parla,e lei lo sa benissimo!) le intercettazioni e lasciarle solo per mafie e terrorismi.

Questo è un disegno di legge assolutamente ideologico ed ennesima trsiete e miserabile legge ad personam berlusconiana, per evitare altri spiacevoli ed ulteriori inconvenienti, come quando venne intercettato insieme ad uno scondinzolante Saccà.




giaki
... , giugno 11, 2008 20:42

non condivido questa affermazione: "Perchè anche il lettore - come ciascuno di noi - può finire nelle mani di questi giudici irresponsabili e inebriati dalla loro impunità"... per quanto mi riguarda potrebbero spiare i miei telefoni 24 ore al giorno, IO non ho nulla da nascondere... chissà perchè invece tutti quelli che sono stati intercettati è risultato che fossero davvero dei criminali... le persone per bene non hanno nulla da temere dalle intercettazioni... lo sono i criminali piduisti mafiosi e ladri come berlusconi, che in qualunque paese civile starebbe scontando almeno 30 anni di galera


Roberto
Rovigo , giugno 11, 2008 20:45

Condivido appieno quello che ha scritto il lettore Antonello U. Cagliari e molto meno quello che dice il signor Blondet

Non è togliendo gli strumenti alla magistratura che si risolvono i problemi della giustizia.
Saluti



giuseppe
Sassari , giugno 11, 2008 20:54

Le intercettazioni sono giuste se fatte per il bene della comunità. Il problema è che spesso sono fatte con altri scopi. Facciamo l'esempio dei "furbetti del quartierino": siamo così sicuri che le cose stiano come sono state dipinte? E se fossero state uno strumento di lotta usato da chi era contro questi personaggi (abbastanza ambigui, ammetto). Insomma e se i "FURBONI DEI SALOTTI BUONI" le hanno usate per battere "i furbetti del quartierino"?
Risultato finale: ora abbiamo un onesto governatore della Banca D'Italia. Stia tranquillo, il Prof. Draghi non vedrà mai (qualunque sia la legge sulle intercettazioni) le proprie conversazioni pubblicate sul Corriere della Sera...



Pinco Pallino
... , giugno 11, 2008 20:54

Direttore,sono completamente d accordo.
forse, come scrive Massimo Pandolfi,sarebbe meglio che la magistratura non abusasse delle intercettazioni e tornasse a sporcarsi le mani.

I guai della giustizia? I pm che fanno i poliziotti


L'altra sera ho mandato un sms a un amico. Avevo scritto: "Porta anche la coca". E lui: "Ma sei scemo? Il maresciallo viene subito a prenderci". Premessa: organizzavamo la pizzata prima della sciaugurata Italia-Olanda di calcio. E la coca, a scanso di equivoci, era la coca cola, non certo la cocaina. Però il clima è questo: pare che ci siano anche delle parole chiavi, negli sms, che se scritte fanno scattare l'allarme.Ci sentiamo un po' tutti intercettati e questo è un tema caldissimo di queste giornate. Abbiamo scoperto che l'Italia è la regina del mondo; batte persino (come numeri complessivi) l'America. Non ci sono nei tribunali i soldi per le stampanti, però intercettano mezza Italia. Berlusconi vuole metterci un freno. Qualcuno dice: finalmente! Altri invece (Di Pietro & company) sostengono che solo grazie alle intercettazioni si ottengono certi risultati.Detto che sto con Berlusconi, vorrei qui spiegare quali sono, a mio avviso, i veri problemi della giustizia italiana (che ruotano proprio attorno a questi argomenti). Dunque, ormai da anni _ da quando cioè è entrato in vigore il nuovo codice di procedura penale _ le indagini sono direttamente in mano ai magistrati, i pm. I magistrati, tranne rari casi, non hanno il fiuto dei poliziotti di una volta. Lavorano a tavolino, non si sporcano le mani sul campo. E i pm si affidano alla scienza: se c'è da beccare un criminale, lo fanno o con le intercettazioni o con i Ris (che detto fra parentesi prendono anche tante topiche). I poliziotti (intesi come forze dell'ordine; mi riferisco qui anche ai carabinieri) sono deresponsabilizzati. Una volta degli amici che fanno queste mestiere (e che sono bravissimi) mi hanno detto: "Per come funziona la giustizia in Italia, ormai se vedi un reato non grave all'angolo della strada viene voglia di guardare dall'altra parte. Sai perchè? Perchè poi con tutte le pratiche che devi sbrigare, non finisci più. Con l'aggravante che finisci anche in tribunale, a testimoniare, e puoi anche trovarti un giudice che ti fa le pulci, ti fa quasi sentire ladro a te. Chi ce lo fa fare?".E' una deriva pericolosissima. C'entra con le intercettazioni perchè una volta i criminali (mafia o quello che volete voi) si prendevano anche senza intercettazioni.E allora: usiamo la tecnologia, sì, però usiamo anche la testa e soprattutto il cuore degli uomini, di tanti bravi agenti. E i magistrati si fidino di loro. Deleghino di più. Alziamo il culo _ scusate il termine _ dalle scrivanie. Spiamo un po' meno e indaghiamo un po' di più. Che ne dite?
Massimo Pandolfi.



piero rolla
torino , giugno 11, 2008 21:04

Lei ha ragione è tutto un circolo vizioso.
La mancanza di fiducia verso la classe dirigente ed il sistema rappresentativo rende veramente difficile ed ostacolante la reale percezione della cosa più giusta da fare.
Lei ha spiegato di maniera semplice il vero problema di fondo della degradazione della nostra repubblica.
Lei spesso ha parlato che siamo già del terzo mondo, se vi interessa lascio un collegamento in streaming al film “Diario del saccheggio”.
In questo film viene descritta la situazione dell’Argentina prima del crack economico, la situazione è paragonabile…terribilmente.
Questo film fa vedere molto chiaramente le conseguenze della globalizzazione, l’speculazione finanziaria, industriale e la corruzione trasversale di tutti i poteri.
Il tutto pilotato sempre da un’informazione comperata e obbediente ai soliti potenti.
ECCO IL FILM
http://video.google.it/videoplay?docid=1457209426732539477&hl=it

Sig. Blondet lei è veramente obbiettivo.




ettore
spotorno , giugno 11, 2008 21:05

“Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito che laddove il libero professionista, sia esso ingegnere, architetto o geometra,” (giudici, notai, avvocati, politici e giornalisti non vengono citati...ma guarda un po'..) “abbia esercitato il proprio lavoro in maniera non diligente ed oculata, non ha diritto ad ottenere il compenso. A questo riguardo i giudici della Cassazione utilizzano il termine "ordinaria diligenza del buon padre di famiglia".
Questo significa che nell'esercitare la propria attività il professionista deve applicare come minimo la normale diligenza che ciascuno si aspetta nel momento in cui si rivolge ad un professionista. Esiste infatti una valutazione media applicabile che consente di accertare se il professionista ha lavorato bene o male, ossia se ha usato "l'ordinaria diligenza del buon padre di famiglia" o meno.
Per cui tutte le volte in cui l'opera non può essere collaudata per colpa di errori o inadeguatezze imputabili al professionista, questo non ha diritto di ottenere alcun compenso.Il giudizio sulla diligenza comporta, quindi, un giudizio sulla responsabilità del professionista.”

Basterebbe applicare questa sentenza anche ai giudici, ai notai, agli avvocati, ai politici e ai giornalisti estendendola, nel loro caso, anche al penale, ma come al solito nel .... lo prendono solo coloro che cercano di “REALIZZARE” qualcosa nella vita e non di lucrare come dei “condor” sulle disgrazie altrui.

ps. A certi medici (alcuni del Santa Rita per esempio) invece dovrebbe essere appliccata la legge del taglione.



Francesco
Roma , giugno 11, 2008 21:13

Basterebbe usare le intercettazioni solo per punire i colpevoli di reato.


Roberto
Roma , giugno 11, 2008 21:22

Sig. Blondet perché invece di dirci quanto costano le intercettazioni, non ci dicono quanto costa ogni anno agli italiani la corruzione e la concussione, penso che sia come minimo 1000 volte tanto.
Il Pil Italiano del 2007 è pari a 1.535,5 miliardi di euro, sono pronto a scommettere che almeno il 20% ci viene defraudato illegalmente.

Il Ministro della Giustizia Alfano, ha detto che il 33 per cento dei costi della Giustizia sono destinati alle intercettazioni.
Sul bilancio di quest’anno, se ci andate a vedere, sono 8 miliardi i costi della Giustizia. Duecento milioni di 8 miliardi non sono di certo il 33 per cento.

Io propongo l'obbligo di intercettazione per tutti i politici e gli amministratori pubblici, questo si farebbe risparmiare gli italiani.

Saluti

Grazie



daniele
milano , giugno 11, 2008 21:45

I lettori a cui vanno bene le intercettazioni dimostrano di essere italioti allo stato puro,a me non interessa se non ho nulla da nascondere,ma non voglio il grande fratello che può ascoltare quello che dico,anche se non fosse nulla di male.



Teo
Roma , giugno 11, 2008 21:56

@ Giuliano
Solo per farti notare che la frase che ha scritto ("chi è innocente non ha nulla da temere") e che, credo, pensi, é stata pronunciata dal primo ministro inglese Brown, che ha piazzatto piú di 100.000 telecamere solo a Londra e concellato la privacy degli inglesi, ma, quello che é piú interessante che sia tu che Brown la pensate come quel pensatore tedesco degli anni trenta che nel suo libro piú famoso scritto: "chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere!").
IL LIBRO ERA IL "Mein Kampf";
L'AUTORE... Adolf Hitler.

Che dire... complimentoni!!

p.s. tuttavia molte delle argomentazioni sono convincenti, peccato l'inciampo :-0



Sergio
Sassari , giugno 11, 2008 22:16

Invito tutti a leggere il bel libro "Toghe rotte" del magistrato Tinti di Torino.
Vi troverete un'accurata analisi dei mali della Giustizia in Italia, impietosa anche e sopratutto verso la categoria a cui appartiene l'autore.
Quanto al problema del costo delle intercettazioni (300 milioni all'anno), ricordo a tutti la giusta osservazione di Marco Travaglio: le intercettazioni autorizzate dalla sola Clementina Forleo nell'ambito delle indagini sulle scalate bancarie, han permesso di recuperare un miliardo di euro: davvero vi sembrano ancora così antieconomiche?
Invece di ostacolare le intercettazioni telefoniche disposte dai giudici (tanto quelle illegali, vedi scandalo Telecom, vanno avanti lo stesso....), perchè non dare seguito alla volontà popolare, espressa con un referendum, ed istituire la responsabilità civile dei magistrati che sbagliano?
Vedrete che poi starebbero più attenti a non lasciar trapelare segreti, o autorizzare intercettazioni inutili....



Pino
Palermo , giugno 11, 2008 22:17

Le intercettazioni danno fastidio a tutti coloro che hanno cose "sporche" da nascondere. Quando mai sono state pubblicate intercettazioni di Girolamo La Pesca, che hanno leso irreparabilmente i suoi diritti della privacy? Quanti scandali avete sentito di condanne ingiuste causa intercettazioni "illegali" sull'innocente Girolamo La Pasta?
Quali sono i veri costi complessivi della giustizia? Perché sempre tanta demagogia?
Se il sig. X che riveste cariche politiche importanti viene intercettato nel bel mezzo delle sue magagne e poi finisce sui giornali, beh mi sembra il minimo. Ma nessuno pensa che nemmeno le intercettazioni che senza pudore vengono pubblicate hanno l'effetto di mandare via questa gentaglia dalla scena pubblica, sino a che non giunga una sentenza di condanna definitiva, ovviamente dopo 10 anni.
Ma già, siamo in Italia, il paese dove un tizio che si chiama Corona ha decuplicato i suoi guadagni, grazie proprio a intercettazioni.

Ci sono problemi più imortanti o no su cui concentrarsi, invece di riempire le teste di tanta gente disinformata che si nutre di pane e televisione sulla inadeguatezza del mezzo investigativo più efficiente ed usato nel mondo??
Io penso proprio di sì.

Ma l'Italia davvero non ha speranze. Un baratro. Quanta tristezza pensare che più della metà degli italiani ha votato questo capo del governo, e che accetta tutto quello che dice e che smentisce, e ancora più tristezza che l'altra metà scarsa rimanga passiva, magari a pensare come me che una spirale di ignoranza e indifferenza sta risucchiando la bella Italietta.



lorenzo mattioli
modena , giugno 11, 2008 22:19

oltre a questo vorrei anche ricordare che siamo l'unico popolo d'europa che deve richiedere ad un giudice, il via libera per iniziare un 'intercettazione, incluse possibili motivazioni e sospetti.

anche io in questo coaso come gli altri non sono d'accordo con lei .

comunque a lei la mia stima per i suoi splenditi articoli.
(e per la possibilita come in questo caso di negarli )



Michelangelo
Europa , giugno 11, 2008 22:29

Il problema è che la magistratura in Italia non è mai stata realmente super partes.
Ha sempre avuto un occhio di riguardo per una parte, ed aperti bene tutti e due per l'altra.
Per altro, parlando in termini astratti, l'intercettazione massiccia si colloca nell'ambito di una forte limitazione dei diritti civili... Immaginiamo che il contenuto delle conversazioni piccanti con la propria bella venga pubblicato, tanto per far notizia o spettacolo...
Via, sù. Vi rendete conto che qualsiasi stupidaggine potrebbe essere usata in uno stato Orwelliano per distruggere moralmente una persona a volontà da parta di autorità giudiziare affamate di gloria mediatica?
O dobbiamo addestrare dei piccioni viaggiatori per avere un minimo di discrezione?



piero rolla
torino , giugno 11, 2008 22:47

http://video.google.it/videopl...9477&hl=it


HER
DIRECTOR , giugno 11, 2008 22:48

SIAMO FOTTUTI


marcos
bristol, UK , giugno 11, 2008 22:50

Ma il giudice che intercettava Berlusconi e Saccà...
che lo facesse pensando al "chissà casomai raccomandano qualcunoa" ?

Credevo che le intercettazioni venissero adoperate come prova o al massimo indizio per una condanna,
non esplicitamante causa di un'inchiesta.

Ribadisco il mio ripugno per Berlusconi; e comunque è curioso che fino ad ora l'unica seria conseguanza della citata intercettazione sarà la fine di tutte le intercettazioni.

Chissà quando cominceranno a spiarci con le telecamere.

In Inghilterra c'è già chi ne fa un'opera d'arte:

http://www.supertouchart.com/wp-content/uploads/2008/04/bankscctv2.jpg



Rodolfo
... , giugno 11, 2008 22:59

Nella DDR per avviare qualunque controllo avevano bisogno di una pila di autorizzazioni firmate e controfirmate. Ma qui siamo in "democrazia", quindi basta un PM. Eppure era "democrazia" anche quella: c'era scritto Deutsches Demokratisches Republik. Piu' "democrazia" di cosi'... Usiamo i termini giusti: queste non sono "caste", sono mafie. O un conflitto istituzionale come quello che si perpetua da 20 anni e' meno peggio del conflitto d'interessi di Berlusconi? La separazione dei Poteri e' l'unica caratteristica che distingue uno Stato democratico da uno totalitario. E se La Magistratura fa politica, non ci vuole molto a capire in che Stato ci troviamo. Perche' mi pare evidente che la maggior parte delle intercettazioni hanno per fine un sovvertimento politico, come fu per Tangentopoli. E questo non e' molto "democratico". La scusa circa i pedofili e' semplicemente patetica. Diciamo che si tratta di un Colpo di Stato permanente, oltre che dilapidazione di denaro pubblico. Tutte cose per le quali nei paradisi, che piacciono tanto anche qui, si finiva impiccati. Una volta tanto impariamo dalle democrazie anche a fare Giustizia. Una Magistratura che tiene sotto ricatto per vent'anni la cosiddetta societa' civile non l'avevano nemmeno nella DDR. E' da questo che si vede che noi siamo piu' democratici.




nicola
forlì , giugno 11, 2008 23:09

Dopo questi primi commenti si potrebbe(dovrebbe)dire:
Come volevasi dimostrare.

(ma perchè non capite?)



Marco
Cagliari , giugno 11, 2008 23:49

Sono daccordo con Giuliano su un aspetto che andrebbe afforntato più seriamente: LE INTERCETTAZIONI NON DEVONO ESSERE PAGATE!
Il magistrato, semplicemente, ORDINA a Telecozz di fornire quello di cui necessita e bon.
Se non stà bene, si ESPROPRIA la Televaff e la si riprivatizza con "clausola".

Per un'altro aspetto sono poi daccordo con giaki: NON HO NULLA DA NASCONDERE e se intercettassero il mio telefono scoprirebbero che non ho neppure uno straccio di amante.
Probabilmente mi arresterebbero per PIRLAGGIO.



Lothar Blister
Genova , giugno 11, 2008 23:49

L'atavico italico vizio si chiama 'pagnotta'.


Boromir
Minas Tirith , giugno 12, 2008 00:09

@giaki

Lei non ha niente da nascondere... certo. Io le credo.
Solo La prego di riflettere per un istante su un paio di considerazioni che mi vengono spontanee ogni volta che sento dire "io non ho niente da nascondere" (e naturalmente niente da temere, come diceva un certo Adolfo...)

1) Lei si reputa di certo un cittadino integerrimo e rispettoso delle istituzioni e delle Leggi... di tutte? Lei si limita a rispettare le leggi che conosce "a naso" (non uccidere, non rubare, paga le tasse, fermati al rosso...) o davvero conosce a menadito le duecentomila leggi della repubblica italiana? e tutte quelle della regione in cui vive? e le direttive, i regolamenti comunitari?
Se così non fosse, c'è la possibilità che ne abbia infranta qualcuna: involontariamente, certo... ma vede, nel nostro Paese vale, certamente la presunzione di innocenza, ma anche quella di conoscenza delle leggi - di tutte le leggi - dello stato. L'ignorare una legge non vale come scusa davanti a un tribunale.
E se Lei davvero conosce ogni minima regola dello Stato, mi complimento per la memoria e La invidio il tempo libero che di cui Lei dispone in gran quantità per potersi studiare ogni singolo numero della Gazzetta Ufficiale. La cosa risulta un po' difficile per chi ha anche una famiglia e un lavoro da mandare avanti...

2) Ma è proprio sicuro di non aver MAI MAI MAI detto in vita sua una frase, anche per scherzo, che potesse essere male interpretata o forzatamente fraintesa, magari da un poliziotto o un giudice troppo zelante o da un giornalista a caccia di sensazionalismi?
Le faccio un esempietto: il signor Bianchi, vicino di casa del signor Rossi parcheggia regolarmente la sua auto in modo tale da rendere difficile o talvolta impossibile al signor Rossi uscire con la propria vettura, e dimostra di infischiarsene delle civili proteste del suddetto Rossi: Questi, nel privato della sua abitazione, si lascia andare con la consorte a una infelice e rabbiosa esclamazione del tipo "quel bianchi del quinto piano! se mi parcheggia la macchina così uno di questi giorni lo ammazzo con le mie mani!!" fermo restando che il Rossi mai metterà in atto un tale proposito!
Ma un malaugurato giorno il Bianchi resta vittima di un'aggressione da parte di ignoti, nella quale perde la vita. Il signor Rossi non ha nulla da nascondere, mica lo ha ammazzato lui il vicino di casa, ci mancherebbe! Ma... quella infelice frase pronunciata anni fa, e dimenticata come tante cose di poco conto (ma non dalle microspie della procura) riappare e il signor Rossi, incensurato ed incolpevole, deve rispondere davanti a tutti di OMICIDIO PREMEDITATO! Un'accusa che può costargli il carcere a vita. Certo, dimostrerà la sua innocenza (quella che doveva essere presunta) in aula, ma nel frattempo su tutti i giornali nazionali e i TG sarà diventato "il mostro del condominio", avrà passato mesi in carcere per custodia cautelare, qualche anno di arresti domiciliari (i tempi della giustizia), perquisizioni e sequestri di vari oggetti personali tra cui la corrispondenza privata e il computer - nel quale già che ci siamo potrebbero trovarsi tracce di altri orribili crimini quali un paio di MP3 "non proprio in regola"... E non basterà l'assoluzione a riabilitare la reputazione di Rossi e famiglia.



G. SCOTTI
MI , giugno 12, 2008 00:38

Il signore di Cagliari suo malgrado - non e' colpa sua
e' stato lobotomizzato dai vari Travaglio Santoro e co.
che in TV sono molto piu' tambureggianti efficaci ed
insitenti dei pur numerosi giornalisti filoberlusconiani
che spesso come capita a mollaccioni come Fede o
Belpietro sono spesso totalmente controproducenti per
la causa Silviesca.. Il problema di Silvio purtroppo
si chiama Alzheimer..lo so purtroppo per triste
esperienza personale. Dove il lettore di Cagliari
cade in errore e quando passa ad esaltare la mitica
giustizia USA - quella dove magari vieni chiuso in
gabbia per un eccesso di velocità su una stradina deserta
in mezzo ad un sperduta prateria. Ma poi si paga la
cauzione e tutto si mette a posto..Il sistema per la verità era in vigore anche in molti peasei dell'est dalla
Bulgaria alla DDR per chi aveva il coraggio di passare
da quelle parti prima della caduta del mitico e rimpianto (da noi) muro Solo che non c'era bisgono di rivolgersi al proprio avvocato ecc. ecc - si sganciava la mazzetta in USD o meglio DM e tutto era subito risolto. Si cerchi con Google
notizie sul ben noto caso ENRON e veda chi in effetti
e' finito in galera e chi doveva finirci ma oggi si spera
per poco ha altri ruoli. Ed a dirlo sono gli stessi americani.



Roberto
Roma , giugno 12, 2008 02:05

X daniele che dice:
"I lettori a cui vanno bene le intercettazioni dimostrano di essere italioti allo stato puro"

--------------

Italiota sei tu, Allora se vogliamo la nostra privacy, cominciamo a togliere tutte le telecamere nella città, e facciamo una legge che persegue anche gli organi segreti nazionali e internazionali, che controllano tutti i tipi di comunicazione.

A nessuno piace essere ascoltato, anche se non ha niente da nascondere, ma se togliamo ai magistrati le intercettazioni, ci domandiamo per esempio quanto costano i pedinamenti.

Il problema è lo stesso dell'indulto, vogliono impedire in tutti i modi, che si facciano indagini sul malaffare, la corruzione e concussione della politica, della finanza e delle grandi imprese italiane.

Italioti sono coloro che accettano passivamente che una casta super corrotta, abbia portato l'Italia al fallimento.

Saluti



dott. E. Grimaldi
Brescia , giugno 12, 2008 02:25

un documento interessante di Travaglio sulle intercettazioni: dice che sono uno dei metodi più efficaci che ha la magistratura di indagare su crimini gravi e meno gravi, parla di come le autorità dello stato possono effettuarle a costo zero, e del perchè sono state demonizzate nell'ultimo periodo

sostanzialmente, "ci pisciano addosso e ci dicono che piove"



Peucezio
... , giugno 12, 2008 02:48

E' significativo che il lettore Antonello di Cagliari citi i casi dei "furbetti del quartierino". Cioè il caso che ha visto la magistratura italiana consegnare il sistema bancario italiano agli stranieri e ai VERI interessi e poteri forti mondiali, per perseguire appunto i "furbetti del quartierino".
Io credo che tutta questa gente critica verso Berlusconi e che difende a spada tratta questa magistratura indegna e serva che ci ritroviamo, dovrebbe espatriare.
Sissignore. La maggioranza degli italiani ha scelto Berlusconi, mentre i giudici (come gli insegnanti, come i funzionari degli enti pubblici, dei comuni, province, regioni, come i docenti universitari, come i primari degli ospedali ecc. ecc. ecc.) non li sceglie nessuno. Ora, quelli come il lettore si sentono in totale e irriducibile distonia col pensiero e col sentire degli italiani, credono che siamo o un popolo di stupidi oppure un popolo di complici, disonesti e corrotti. Bene, se odiano gli italiani, se si sentono in esilio nella loro stessa patria, che se ne vadano.
Fuori dalle scatole!
Almeno avremo un'aria un po' più salubre e meno puzza di ipocrisia, di conformismo, di moralismo farisaico da sepolcri imbiancati, cui non interessano i veri soprusi dei potenti del mondo, i quali si stanno comprando l'Italia e ne stanno immiserendo la popolazione, per ridurci peggio di un paese africano, sfruttabile e schiavizzabile a piacere. Loro invece inveiscono contro i "furbetti del quartierino", cioè quei poveri diavoli che, di fronte a questa spoliazione, cercano, con manovre meschine e votate comunque al fallimento, di tenersi almeno le mutande, di non farsi strappare anche quelle di dosso.



Remo
NY , giugno 12, 2008 03:18

X Lettori non in accordo col direttore.

Non voglio offendervi, ma dovete pensarci bene a cio' che sostenete. Non vedete che pure voi siete condizionati dalle mass media (mafia, cronaca nera e i politici corrotti che mettono in tv per abbolire i vostri diritti) come noi negli stati uniti che abbiamo perso i nostri diritti per essere piu' "sicuri" contro i cattivi arabi?


Giaki, le piacerebbe se qualsiasi persona ascoltasse le sue conversazioni? anche intimi con suo partner perche' vogliono "indagare" su di lei? Non credo.. (le sue motivazioni "antiberlusconi" sembrano politiche)
Poi le do una piccola nottizia, il fatto che lei legga questo giornale e lascia commenti non crede che sia gia' messo in un elenco? magari sara' controllato pure lei perche' visita un portale "estremista"? Non si sa mai, forse un giorno veranno a bussare a casa Sua e lei sparira' come hanno fatto nell'unione sovietica (ah e vero, in Italia dicono che i magistrati sono communisit!).


Poi c'e' un problema morale dietro questo sistema di grande fratello. Questi sono superiori ai cittadini comuni che possono ascoltare qualsiasi telefonata? Hanno il diritto di sapere tutto cio' che fai? Loro sarebbero Dio? Non e' etico avere questo comportamento nei confronti dei cittadini. Essere "etico" dovrebbe essere il requisito piu' importante per diventare magistrato!

Questa tecnologia e' pericolosa, potrebbero prendere le parole dette e utilizzarli per condanare qualche nemico o innocente, sopratutto se preso fuori contesto (pensateci, puo' facilmente capitare).

Poi se si accetta questa tecnologia, dobbiamo accettare altre. Sapete che propio oggi ho sentito che all'aeroporto usano una macchina che scanneriza il corpo per vedere se ai armi o se sei terrorista?! Ma sinceramente voi lettori, vi piacerebbe portare la vostra moglie per fare un viaggio e la sicurezza vede le sue parti intime (o le vostre) perche' potete essere "terroristi"?



marcello
siena , giugno 12, 2008 04:53

Ecco un articolo di Blondet che non ha il mio accordo. Devo dire anche che mi suona strano.
Se noi comprimiamo la magistratura, se noi operiamo delle "censure" sui magistrati, otteniamo proprio l'effetto di accrescere questa mancanza di autorità morale, di una autorità morale sulla quale siamo tutti d'accordo.
A volte sono state fatte delle statistiche che evidenziavano come i carabinieri siano una delle poche istituzioni nella quale gli italiani credono. "Carabinieri", vuol dire polizia, magistrati, giustizia. Quindi colpire la "giustizia", vuol dire colpire proprio una delle poche istituzioni a cui tutti riconosciamo autorità. Ne consegue che questo accresce il senso di smarrimento nei confronti delle istituzioni. Ci allontana ancora di più da ogni "autorità morale".
Che poi si debba ridurre i tempi e i costi della giustizia operando una riforma che preveda UN SOLO GIUDIZIO E NON TRE, questo è un altro discorso.



Teseo - Quis judicabit judices?
... , giugno 12, 2008 06:46

Già, chi giudicherà i giudici? I giudici che delinquono abusando del loro potentissimo ufficio?
Auguro al lettore (sgradevole ma necessario esempio dell'italiano medio) di essere intercettato, giudicato e tenuto un po' in galera, poi magari dopo un anno essere rimesso in libertà perché non aveva fatto nulla di male. Senza scuse, senza risarcimento. E soprattutto con i suoi disonesti giudici pronti a colpire un altro nel mucchio.

La cosa grave è che venga accettato dalla gente il principio delle intercettazioni. Così come è accettato il principio dei pentiti. Questa è la corruzione morale perpetrata dai giudici ancor più grave degli illeciti che compiono.

Perché, dicono, pur di catturare un criminale, ben venga il tradimento, ben venga lo spionaggio.
Poi si scopre che il pentito mente quasi sempre, che i successi dovuti alle sue spiate non risolvono la delinquenza, ma questa stranamente sembra aggravarsi.
E intanto si è instillata fra la gente la convinzione che spiare e tradire è bello e civile.



Fabio
Conegliano , giugno 12, 2008 07:02

signor marcello da siena, quando lei parla di ridurre da 3 a 1 i gradi di giudizio, rende evidente che non ha mai avuto a che fare con l'ignobile baraccone della "giustizia" italiana. i giudici andrebero presi tra i migliori di noi, non tra i servi degli schiavi.
come al solito si fa tanto rumore per nulla: questo paese è talmente marcio dal di dentro che NULLA può fermare la sua GIUSTA e SACROSANTA rovina...
e per fortuna!



rasenna
livorno , giugno 12, 2008 07:18

Alcune sintetiche osservazioni.
1 - Esistono varie forme di totalitarismo. Anche la democrazia puo essere un regime totalitario, cioè un sistema che controlla totalmente la società, impone il politicamente corretto e colpisce i dissidenti.
2 - Diversamente dai totalitarismi che si basano sulla violenza apertamente praticata, e sull'eliminazione fisica degli oppositori, il totalitarismo democratico esercita il suo potere coercitivo con la burocrazia, perseguita per via amministrativa, punisce i dissidenti con un esercito di magistrati che sono al di sopra di ogni legge e di ogni controllo.
3 - Basta leggere 1984 di Orwell per rendersi conto che oggi siamo viviamo in un regime totalitario, anche se "democratico". Con le intercettazioni si priva il cittadino delle sue libertà fondamentali in nome della lotta alla corruzione e alla criminalità.
4 - L'enorme numero di intercettazioni e gli esigui risultati di una nagistratura forte con i deboli e debole con i (poteri) forti, l'introduzione di reati di opinione,
l'accanimento a fini politici con cui vengono condotte certe inchieste, dimostra che i giudici sono la psicopolizia del regime.
5 - La lotta al crimine e alla corruzione produce scarsi risultati, intere zone del paese sono controllate da mafia e camorra, la corruzione dilaga, i magistrati assolvono i delinquenti e lasciano i cittadini in balia di una esercito di predatori clandestini, i politici corrotti (di sinistra)non vengono indagati, ma il cittadino onesto è ultracontrollato e vige il principio giacobino: "nessuno è innocente" "Per salvare la democrazia, meglio migliaia di ghigliottinati che un solo controrivoluzionario in libertà"
E per consolidare il regime tirannico e democratico si intercetta e si indaga su tutti, perchè non vi sono innocenti, siamo tutti potenziali colpevoli, soprattutto quelli che pensano troppo.
5 - Perciò lasciamo stare il particolare (gli interessi più o meno personali di Berlusconi) e pensiamo in generale e cioè alla libertà di tutti noi.



currenti calamo
... , giugno 12, 2008 07:23

certo, le intercettazioni,ma nessuno pensa che forse ci sono tanti "orecchi"che all'insaputa dei cittadini captano le loro telefonate , per sondare "l'aria che tira",soprattutto durante le elezioni?le intercettazioni ci sono sempre state ,ogni qualvolta c'era un reato si metteva sotto controllo l'interessato,ora si sta esagerando un pò ,sono diventate un fatto mediatico ,basterebbe fare un sunto senza intaccare la privacy delle persone!


Fabio
... , giugno 12, 2008 07:34

Sempre la solita storia: un problema personale del Sig. Berlusconi diviene problema nazionale e giù tutti a scannarsi sulla bontà e sulla giustezza delle intercettazioni. Ma chi se ne frega delle intercettazioni telefoniche! E' forse questo il primo problema nazionale? Sono giorni che si stà parlando dell'aria fritta per non parlare dei VERI problemi che ci affliggono, in primis l'ormai avviata recessione, la situazione internazionale, (avete sentito forse un dibattito sul trattato di Lisbona?)e lo sfaldamento del tessuto sociale.
Per fortuna l' italia calcistica probabilmente uscirà dall'europeo, altrimenti fino a settembre non si sarebbe parlato d'altro.



ANDREA
... , giugno 12, 2008 07:39

in un Paese dove la criminalita' organizzata fattura 90miliardi ed e' la prima holding,dove sia al Governo sia al Parlamento siedono pregiudicati,mi sembra utopistico rinunciare alle intercettazioni;N.B.: 1 miliardo recuperato nel solo affaire Ricucci e Furbetti ovvero 4anni di intercettazioni pagate.Poi con 10 "canne" sei passibile di arresto immediato.


licio
... , giugno 12, 2008 07:52

FATTO REALMENTE ACCADUTO...
UN MIO CONOSCENTE ERA SOLITO MANDARE SMS E INTRATTENERSI AL TELEFONINO CON UN AMICO CHE AVEVANO SOPRANNOMINATO BINLADEN PER VIA DI UNA SOMIGLIANZA COL PIU' NOTO PERSONAGGIO...
A DISTANZA DI QUALCHE TEMPO E' STATO CONVOCATO DA UN UFFICIO DELLA GUARDIA DI FINANZA...
POCO C'E' MANCATO CHE SI CAGASSE SOTTO...
INTELLIGENTI PAUCA...!



Alessandro
... , giugno 12, 2008 08:07

Ai lettori che non trovano nulla di strano nelle intercettazioni alla Grande Fratello voglio ricordare una frase storica:

"Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza." (dalla Risposta al Governatore, Assemblea della Pennsylvania, 11 novembre 1755; in The Papers of Benjamin Franklin, ed. Leonard W. Labaree, 1963, vol. 6, p. 242



rasenna
livorno , giugno 12, 2008 08:11

Vi ricordate di quell'ingenere friulano, indagato, intercettato per anni assieme alla sua famiglia, sbattuto innocente in galera, rovinato civilmente, rimasto disoccupato, solo perchè "doveva" essere Unabomber?
E invece delle intercettazioni nelle quali, per caso, emerse che D'Alema e Fassino e vertici Unicoop si compravano le banche e facevano porcherie finanziarie?
Si vuole intercettare tutti, poi si usano solo le intercettazioni che servono ai poteri forti.



luca
tv , giugno 12, 2008 08:33

Intercettazioni, non oltre i 3 mesi
Berlusconi: reati con pene da 10 anni


e quali sono ireati con di 10 anni ormai ??

:lol::



marcus
milano , giugno 12, 2008 08:37

Egregio direttore, gentili lettori,
la TOTALE intercettabilità di ogni forma di comunicazione è, purtroppo, un dato di fatto. Pretendere di "tutelare" la nostra, presunta più che reale, riservatezza, appare velleitario oltre che sospetto.
Sono un operatore della sicurezza da molti anni, ho assistito a molti cosiddetti "abusi", chimamiamole "sbirciatine", nella vita privata altrui, che riguardando però comuni mortali, sono rimaste confinate nei pettegolezzi ed i "si dice" dei bar di questura. Sono consapevole del fastidio che queste affermazioni possono suscitare in chi le legge, ma è un pò come ascoltare i pettegolezzi di un ginecologo su una sua paziente con un collega al bar dell'ospedale... Smettiamo di fare le signorine e siamo più obiettivi, caro Blondet, il Salame di Arcore sarà forse il meno peggio che poteva capitarci, e su questo concordo con Lei. Ma non possiamo fingere di credere in tutte le fesserie che quotidianamente ci propina attraverso i leccapiedi e le "ballerine" che lo circondano. Pensasse a governare e risanare il Paese, se ne è capace; io personalmente credo ancora che abbia le capacità di fare anche bene, nonostante tutto nell'uomo c'è qualcosa di buono da salvare. Così come nell'attuale sistema di intercettazioni telefoniche, responsabilizziamo l'irresponsabile casta dei magistrati, ma non limitandone le capacità operative, già messe a dura prova dai tagli di spesa, imposti da un sistema economico basato sul grande equivoco che il mercato è il fine e non il mezzo per raggiungere una accettabile convivenza sociale.
Per il resto, egregio Direttore, è una fortuna ed un Suo merito che continui ad esistere una tribuna come questa.
Forza e coraggio, la verità rende liberi...



Massimo Granata
Lomello (PV) , giugno 12, 2008 08:37

Ma qualcuno pensa veramente che i grandi criminali, quelli veri vengano intercettati? Basta comprare un telefonino nuovo, infilarci una scheda anonima russa, irlandese o del lichtenstein, si comprano su e-bay a 5€,usarli e poi buttare entrambi e le possibilità di intercettare si riducono a 0. Solo i poveri c...ni che credono ancora nel: "male non fare paura non avere" vengono intercettati e poi alla bisogna ...fregati. Credete che quelli che finivano nei gulag al tempo di Stalin avessero detto o fatto qualcosa di male (E allora non intercettavano, origliavano solamente)Sveglia!!! In 1984 Orwel credeva di parlare della Russia comunista e invece descriveva la nostra società attuale... resistenza!!! e se il Salame, per gli affari suoi, ci da una mano... ben venga


max
rovigo , giugno 12, 2008 08:38

Salari indecenti.. pensioni vergognose..;, economia ferma,
e il governo berlusconi concentra la sua attività sulle
INTERCETTAZIONI. non ci resta che l'espatrio.



Framaulo
Bari , giugno 12, 2008 09:17

Direttore, stavolta non posso darle ragione.

Le intercettazioni costano perchè le apparecchiature sono in fitto e bisogna ogni volta dare soldi a Telecom e compagnia bella. Il fatto che costano (4 euro all'anno a cittadino) non significa che vanno impedite. A questo punto togliamo pure lo stipendio ai magistrati, anzi togliamo proprio i magistrati, che costano e non servono a niente.

L'odio profondo che la Casta ha per le intercettazioni è uno specchio sicuro di quanto siano utili e proficue per liberare la società da queste sanguisughe.

Non posso invece che supportare Travaglio nel suo ultimo PassaParola.



Gerardo
Milano , giugno 12, 2008 09:54

Sono tendenzialmente d'accordo con Blondet ma, come peraltro ammesso da lui stesso, non vi è dubbio che la determinazione di Berlusconi ha altri fini: coprire se stesso e i suoi amici (e tutta la classe politica) per le illegalità di cui si rendono autori.
Allora mi chiedo, tra gli abusi (che siano sistematici è esagerato e da provare) della magistratura e l'impunità totale per chi viene intercettato, prefigurata dal disegno di legge di Berlusconi, quale dei due è meglio?
in altre parole, si può ritenere positivo che un Paese, già pervaso dalla illegalità a tutti i livelli e in tutti gli ambiti, si permetta un ennesimo spazio di libertà per chi commette reati?
Quando si parla di intercettazioni, non dimentichiamolo, il riferimento è non solo alle comunicazioni telefoniche ma anche ad "altre forme di telecomunicazione", cioè registrazioni ambientali audio e video. Impedire ai magistrati (e alle forze di polizia, che sono organi ausiliari nelle indagini) di effettuare 'intercettazioni', significa, quindi, legare totalmente le mani agli organi di investigazione in una buona parte di fatti criminosi.
Con questo provvedimento si rischia realmente di aggravare lo stato di illegalità in Italia non solo sul versante dei reati di concussione e corruzione (quelli che toccano 'la casta' e Berlusconi) ma sopratutto con riferimento ai reati (bagatellari e non) che affliggono ormai quasi tutto il Paese.




Ely
... , giugno 12, 2008 10:01

Pare che il prossimo 18 giugno, il Governo Berlusconi, in occasione della presentazione del Documento di programmazione economico-finanziaria, allegherà allo stesso un cosiddetto "Piano per lo sviluppo", che contiene l'obbligo di "messa a gara per tutti i servizi pubblici locali."
Il Ministro dell'Economia Tremonti, che ad alcuni piace tanto (io lo detesto, come detesto tutti gli altri politicanti), ha tenuto più volte a sottolineare come la privatizzazione "riguarderà anche l'acqua e il servizio idrico integrato."



Rafael
Genova , giugno 12, 2008 10:12

Il vizio atavico degli Italiani
Ho frequentato l’Universita’ Statale di Milano durante gli anni ’80 e ho fatto l‘esame di “Istituzioni e procedure di diritto penale” con il professore docente Gaetano Pecorella. All’epoca , il professore era uno dei legali di Soccorso Rosso. Alle sue lezioni assistevano numerosi gli estremisti di sinistra , si indottrinavano sulle modalita’ giuridiche di difesa proletaria contro lo stato reazionario e borghese. Erano allievi molto attenti e diligenti , spesso durante la lezione lo interrompevano per chiarimenti “ Compagno Mino , perche’ ……?”
Fu un corso molto importante per me , mi chiari’ molte cose . Il professore Pecorella diceva “….. in democrazia un pezzo di pane uguale dato a tutti non e’ democrazia , perche’ i bisogni sono differenti … Se io applico la stessa norma giuridica a un disoccupato e a un banchiere che hanno rubato , non posso infliggergli la stessa pena prevista dalla legge per quel reato. Devo considerare la loro differente situazione sociale , uno e’ uno sfruttato l’altro e’ uno sfruttatore.
Il buon giudice deve tenere conto del contesto sociale , non applicare acriticamente la legge , ma giudicare sulla base della disparita’ sociale ....”
Io penso che queste idee che il professore diffondeva da un ambito accademico, abbiano minato alla base lo Stato Moderno di Montesquieu , basato sulla separazione dei 3 poteri dello Stato. Il potere giudiziaro dovrebbe limitarsi ad applicare la legge , fatta da chi e’ stato delegato dal popolo a fare il legislatore per correggere e migliorare le anomalie della societa’.
Secondo me , il vizio atavico degli Italiani e’ quello del “proprio tornaconto” , usando l’arte di arrangiarsi e adattandosi a qualsiasi principio. Il mio illustre professore ne ha dato un fulgido esempio , dalle cause popolari per espropri ed occupazioni abusive e’ passato ai fastosi processi come difensore di Berlusconi. Ne ha avuto buon pro , ruoli di prestigio in ambito istituzionale e ricche prebende.



Michele
Milano , giugno 12, 2008 10:15

Io proporrei di intercettare tutte le persone che hanno a che fare col pubblico, dalla sanità alla politica etc. e, per gli altri, solo se esistessero sospetti di una certa gravità.
Poi su berlusconi è troppo facile, i giudici, in quel caso, andrebbero a colpo sicuro.



AndreaUK
Oxford (RE) , giugno 12, 2008 10:18

“le piacerebbe se qualsiasi persona ascoltasse le sue conversazioni?”
Innanzitutto non sarebbe una “qualsiasi” persona, sarebbe un poliziotto o un giudice; ci sono gia` I modi di leggere le mail, ma nessuno ce lo viene a dire!
Secondo: penso che un minimo di sospetto ci debba essere per iniziare un’intercettazione,
Terzo: “Lei si reputa di certo un cittadino integerrimo e rispettoso delle istituzioni e delle Leggi... di tutte?”
Assolutamente no, ma se mi capita di eccedere un limite di velocita` micca lo dico al telefono, o anche se dovessi ammazzare qualcuno!!
Invece c’e` chi al telefono parlava di compravendita di banche, di parlamentari, e chissa` quant’altro, e soprattutto ne parlavano al telefono strasicuri (a ragione) della loro impunita`.
Quarto: se qualche potente vuole mettermelo in c##o ha gia` tutti I mezzi a sua disposizione; se un giudice vuole incriminare un politico le intercettazioni si sono dimostrate uno strumento utile, se non l’unico!!
Penso quindi che si debba lasciare ai giudici uno strumento efficace, e se la casta si sentira` piu` scoperta sara` solo un bene!
Chi si lamenta di uno stato Orwelliano non ha capito niente; Orwell aveva capito tutto, ma al contrario: il Grande Fratello non ci osserva 24 ore su 24, ma siamo noi che lo osserviamo, e` come un mago che per tutto il giorno e tutti I giorni tira conigli fuori dal cilindro, ci tiene occupati e preoccupati su questioni che non hanno importanza! Si nasconde dietro ad un dito e noi tutti li a guardare il dito! (cito Chuck Palahniuk a braccio)
Da qui la possibilita` per la casta di fare cio` che vuole.



davide
morano , giugno 12, 2008 10:28

Certo, Berlusconi ha torto quando vorrebbe - con la sua superficialità facilona e in definitiva inconcludente - decidere per legge a quali reati limitare gli ascolti telefonici o ambientali.


superficialita' facilona e in definitiva inconcludente?penso non sia esattamente cosi'...a mio parere la legge sulle intercettazioni,come al solito,servira' per perseguire quelli diversi da loro e difendere quelli come loro.purtroppo facciamo fatica a comprendere che stiamo combattendo tra le fila nemiche...il sistema e' da riformare completamente...bisogna riuscire a trovare il collante per unire tutte le nostre voci,di tutti i siti come questo,ormai il tempo e' veramente poco..qualche idea?



Fra Martino
... , giugno 12, 2008 10:37

Blondet, caro direttore hai colto nel segno. E condivido appieno.


Fabio
Modena , giugno 12, 2008 11:11

A proposito dei furbetti del quartierino ricordo che Michele Santoro, in una puntata in cui si parlava della Forleo e delle scalate bancarie (non mi ricordo se la stessa Forleo fosse presente in tale occasione), fece capire che in qualche modo i magistrati erano stati avvisati e quindi indirizzati su quella pista da altre indagini (con relative intercettazioni) eseguite non da magistrati ma da forze di spionaggio industriale. Forze che probabilmente (aggiungo io) rappresentano (o dipendono da) i veri poteri forti, quelli della finanza internazionale.
Ora può nascere il dubbio se la magistratura abbia quindi agito su comando o se abbia riscontrato effettivamente degli illeciti che dovevano essere comunque perseguiti. Io personalemte ritengo che la Forleo fosse indipendente e non pilotata, e che abbia fatto bene a indagare, anche se chi ha prodotto la soffiata era ancora più disonesto (per usare un termine moderato).
Quindi per essere spiati siamo tutti spiati (e inercettati). Inltre, se non sbaglio, anche Berlusconi nel 2005 ha deciso che per motivi di terrorismo (reale o artificiale?) i servizi segreti (ci) posso spiare e intercettare senza bisogno della magistratura.
Il problema delle indagini della magistratura è che essendo questa indipendente per costituzione (poi naturalmente i magitrati realmente indipendenti sono una risicata minoranza) potrebbe fare qualche indagine non gradita, chissà forse un giorno anche ai poteri forti. Mi pare che De Magistris mettendo il naso nei finanziamenti Europei abbia aperto un filone piuttosto interessante.
Quindi io sono favorevole che la magistratura possa intercettare, tanto se mi si vuole imprigionare per sovversione (inventata) i mezzi ci sono già anche intercettazione dei magistrati. Che naturalmente vorrei che fossero i più indipendenti possibile.



Franco
Padova , giugno 12, 2008 11:24

Resto allibito nello scoprire qui quanti siano i lettori favorevoli all'attuale andazzo inquisitorio. "Non ho niente da nascondere" sento ripetere. Ma voi il meccanismo lo conoscete? E sì che Blondet ne ha parlato diffusamente anche in passato. E l'ha fatto benissimo, poi.
Vi presento un possibile scenario, che potrebbe riguardare chiunque mi legge, e pongo me per comodità come protagonista. Telefono al mio commercialista che (nessuno lo sa) è intercettato perchè tra le tante cura la contabilità ad una ditta in odore di malavita (e nemmeno il commercialista se ne è reso conto magari). "Ciao Gianni", gli dico, "Mi hai risolto quel problemuccio di cui ti ho parlato a cena il mese scorso?". "Vai tranquillo Franco" - mi risponde. "Tutto ok anche se è stato un lavoro difficile". La conversazione è sospetta e cominciano ad intercettare separatamente anche me. In realtà il problema in questione erano le tasse da pagare per conto di mia madre morta recentemente e su cui non sapevo come raccapezzarmi, non riuscendo a trovare parecchi documenti che lei chissà dove aveva messo. E così cominciano ad ascoltare me che un giorno litigo con mio fratello usando un linguaggio volgare.
(Ci adoriamo e siamo legatissimi, ma gli contesto certe sue scelte di lavoro). In un'altra telefonata racconto ad un collega di aver partecipato ad una festa di matrimonio e di essere tornato a casa alticcio. In un'altra l'idraulico mi informa che la spesa per sistemare la fossa biologica in giardino è stata molto elevata, e si offre di pagare il lavoro in nero senza IVA per farmi risparmiare il 20%. E così via. Alla fine l'inchiesta viene alla luce, i giornali locali si buttano sullo scandalo che ovviamente non mi riguarda affatto. E magari neppure il mio commercialista, poveretto. Ma in uno speciale giornalistico che va a ruba vengono pubblicate tutte le intercettazioni effettuate, e quindi anche quelle che mi riguardano. O vengono riprese dai media che seguono il processo. Da queste si apprende che il sottoscritto (piuttosto conosciuto in città) parla al telefono col fratello come uno scaricatore di porto. E guida ubriaco. E tratta evasioni fiscali con prestazioni professionali di terzi in nero. E non parliamo neppure dell'eventualità di aver parlato di qualcosa di intimo con la mia fidanzata. Tutto sciorinato al vento e alla curiosità morbosa di perfetti sconosciuti. Vi piace tutto questo? Bè, cominciate a pensare che potrebbe capitare anche a voi, sostenitori dello Stato spione.



Giuliano
... , giugno 12, 2008 11:27

Rispondo a Teo di ROma:


"Solo per farti notare che la frase che ha scritto ("chi è innocente non ha nulla da temere") e che, credo, pensi, é stata pronunciata dal primo ministro inglese Brown, che ha piazzatto piú di 100.000 telecamere solo a Londra e concellato la privacy degli inglesi, ma, quello che é piú interessante che sia tu che Brown la pensate come quel pensatore tedesco degli anni trenta che nel suo libro piú famoso scritto: "chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere!").
IL LIBRO ERA IL "Mein Kampf";
L'AUTORE... Adolf Hitler.

Che dire... complimentoni!! "
--------------------------------------------

Trovo oltremodo demente paragonarmi ad Adolf Hitler(e se lo pensi pure sei due volte demente,anzi tre volte perchè sono pure di "sinistra"), le parole non hanno copyright.

Quindi se io scrivo "Deutschland" sono un nazista solo perchè la stessa parola è stata pronunciata più volte da Hitler?
E se ad esempio io ritengo che bisognerebbe incentivare le nascite per dare fiato al nostro sistema pensionistico che non ce la fa più, sono un Fascista perchè ho le stesse idee di Mussolini in materia di demografia?

Ma dove siamo?Alle elementari?

Io non ho detto nulla di tutto questo(pure il paragone con Brown e le telecamere è paranoico e demenziale), ho detto che ogni nostra azione della nostra vita quotidiana è potenzialmente rintracciabile o effettivamente tenuta sott'occhio.

Qualsiasi.

Quindi indignarsi per le intercettazioni è ideologico visto che anche quando si prende una scatola di preservativi dal distributore automatico vicino alla farmacia c'è la telecamera che ti riprende e lì siamo spiati,la nostra privacy è violata senza alcun motivo,ma lì stranamente nessuno si indigna e si strappa i capelli.

Se si vuol dire che le intercettazioni,quelle e solo quelle ci rendono "spiati" e "ledono la privacy", è una pura idiozia.
Una polemica pretestuosa e ideologica dietro cui nascondere le nostre potenziali scorrettezze che sappiamo già che potremmo commettere.
COme fa appunto Berlusconi, che vuole vietarle unicamente per evitare un'altra imbarazzante intercettazione con Saccà.

Il problema si potrebbe risolvere,come ho già detto, autorizzando le intercettazioni per qualsiasi reato,con la pregiudiziale di consentire la pubblicazioni dei brogliacci delle intercettazioni o della comunicazione audio SOLTANTO dopo la pronuncia definitiva del tribunale.

Così si salverebbe capra e cavoli.

Qui la questione è un'altra invece,diamentralmente opposta.Non solo il GOverno Berlusconi,invocato dagli elettori che chiedevano "sicurezza", eliminerà uno strumento non importante, bensì fondamentale, per consentire di acciuffare i malfattori, ma addirittura si incentiverà così la delinquenza,col paradosso che il Governo della "tolleranza zero", del "ghe pensi mi", del "è ritornato lo Stato forte",sarà tollerante solo verso i delinquenti.

Il PDL e il Govenro Berlusconi sono dunque favorevoli alla delinquenza piccola&grande?
AI sequestratori che indicano alla famiglia del sequestrato dove consegnare i soldi?

Sono favorevoli dunque a coloro che praticano stalking verso la fidanzata?

Sono favorevoli affinchè il corruttore e il corrotto possano discutere amabilmente al telefono su dove effetturare,al riparo da occhi indiscreti, lo scambio di favori?

A me pare di sì.

Se non fosse che la faccenda è seria e certi elettori continuano a rifiutarsi di vedere il problema, ci sarebbe da ridere a crepapelle.

Mala tempora.

E questo alla faccia di chi si ostina ancora , da negazionista della realtà, ad affermare che gli interessi di Berlusconi non possono nuocere agli interessi del Paese.

La cosa esilarante è che a dire questo sono persone di destra, cioè patrioti a chiacchere.
Nazionalisti sfegatati che non fanno gli interessi di chi subisce i reati,ma gli interessi di Berlusconi, che ha timore di essere intercettati.

Ecco perchè la destra italiota è un'anomalia non solo europea,ma mondiale.







emanuele
Fucecchio , giugno 12, 2008 12:04

a me francamente mi sembra un po' una balla che ci siano molti italiani innocenti a cui viene rovinata la vita per colpa di magistrati che li trascinano in giudizio...

mi verra' dato del sinistroide(e forse lo sono veramente) ma secondo me alla gente normale lontana dal potere e dal grande quattrino i magistrati non gli rovinano un bel niente.



Alessandro
... , giugno 12, 2008 12:05

"basterebbe imporre ai concessionari di intercettare gratis visto che fino a prova contraria i concessionari sono soggetti alla legge italiota."

Certo, e basterebbe imporre ai negri di raccogliere il cotone per avere cotone gratis per tutti. Oppure basterebbe imporre il servizio militare per avere sempre carne fresca da far macellare agli amici di Frattini. Avanti così.



E. Romoletto
Tradate , giugno 12, 2008 12:14

Nessuno è più pericoloso e più spregevole del giudice politicizzato, perché è l'unico che pratica l'ingiustizia nel nome della giustizia.

Berlusconi, essendo il leader politico più votato in Italia dopo il 1945, ha tutta la credibilità necessaria per riformare la giustizia. Lo si potrà criticare se non avrà fatto tutto quanto poteva per far finire l'irresponsabilità e l'impunità dei dipendenti pubblici togati che oggi di fatto hanno licenza di uccidere cittadini onesti (alcuni casi sono universalmente noti).

Di Pietro dovrebbe spiegarci perché è stato assolto dai suoi ex colleghi pur essendosi fatto prestare grosse somme di denaro da privati quando era magistrato; altri pubblici ufficiali che avevano ricevuto denaro da privati sono stati condannati anche in mancanza di prove di corruzione.



Eliseo Malorgio
Curitiba - Pr - Brasil , giugno 12, 2008 12:19

Il problema centrale, messo a fuoco in questo articolo, non è tanto la legittimità o meno della pratica dell'intercettazione telefonica in sè, quanto la profonda cloaca morale in cui giace grande parte della magistratura italiana.
Proprio l'organo dello stato che dovrebbe "amministrare la giustizia" in realtà abusa dei propri poteri (con tutti gli strumenti di cui dispone) per danneggiare innocenti e aventi diritto, e persino chi ingenuamente si rivolge a quelli con la speranza di ottenere Giustizia.
Con un cerimoniale ridicolo, fatto di un gergo artificialmente incomprensibile, questa associazione di delinquenti invece di amministrare la giustizia (e lo dico senza esagerazioni), è capace di ogni tipo di corruzione:
Omissioni, insabbiamenti, compiacenti dilazioni di tempo create apposta per favorire gli amici, falsificazione e perdita di documenti, intimidazioni contro innocenti e contro minori, alterazioni di deposizioni di testimoni, favori a chi appartiene al partito o alla società segreta,
quando il presidente del tribunale è "gran maestro", ecc.
Questo modo di agire, da parte di questa banda di ipocriti pagati dai cittadini, specialmente quando viene messo in atto contro minorenni, grida vendetta a Dio ed alle persone decenti che ancora esistono.



ALTRO C
... , giugno 12, 2008 12:32

emanuele:".. a me francamente mi sembra un po' una balla che ci siano molti italiani innocenti a cui viene rovinata la vita per colpa di magistrati che li trascinano in giudizio... ..?
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ci siamo già dimenticati di Enzo Tortora?
e quanti altri innocenti, meno noti, rovinati da questi 'dipendenti statali fanulloni' che hanno vinto un concorso (magari con la frode, anzi molto probabilmente ..)il bello è che non pagano mai, sono INTOCCABILI, ammalati (molti non tutti) di protagonismo, e quando sbagliano (rovinando la vita alla gente) fanno pure carriera.. ma gli italioti votano di pietro..quello dei soldi nella scatola di cartone, del telefonino regalatogli quando l'avevano solo i supervip, dell'appartamento in zona da miliardari x il figlio a prezzo di casa popolare, della mercedes 'vendutagli' a prezzo simbolico, e delle cause della maa assicurazioni affidate in esclusiva allo studio legale della moglie (avv. mazzoleni) del pied a terre in via agnello (sempre zona da miliardari)dove (diceva l'ing. d'adamo titolare della sii spa, poi fallita)sotto un vassoio d'argento gli faceva trovare ogni tanto robuste 'donazioni', degli abiti di lusso in via della spiga, del 'pasticciaccio brutto' dell'autoparco di via salomone a milano(confessioni di mafiosi pentiti) x cui il procuratore Vigna fece un blitz con i gico, senza avvisare la procura di milano (perchè c'erano forti sospetti di complicità.. poi ci fu una polemica con borelli.. ma alla fine fu messo tutto a tacere..) ecc.. devo continuare? se questi sono i vs. eroi, teneteveli.. siete degni di loro;
in quanto alle intercettazioni, mi vanno anche bene (senza esagerare, ma tanto paga il contribuente) però chi le passa ai 'giornalisti amici' ILLEGAMENTE (x cui si crea la gogna mediatica e si fanno i processi in tv) andrebbe messo in galera;
e le visite psichiatriche ai magistrati sono indinspensabili,
MAGISTRATI E QUESTORI ELETTI!! altro che i concorsi truccati all'italiana, giù dalla pianta, iloti!



gianpi41
milano , giugno 12, 2008 12:41

x gli italioti 'innamorati'dei magistrati (e di di pietro in particolare):
Di Pietro deve ancora spiegare agli italiani:
1 - chi è quel deficiente che gli ha dato la laurea in legge; dovrebbe conoscere perfettamente il latino, non sa nemmeno l’italiano; in questo senso è senz’altro una vergogna per l’Italia (paese in cui si possono laureare ignoranti del genere)
2 - perchè è stata allontanata dal pool Tiziana Parenti che era l’unica che
voleva indagare anche sui “compagnucci”
3 - come mai un terry salito al nord con le pezze al culo, si poteva permettere il
suo livello di vita e cioè
a) la mercedes .. che gli avevano “regalato”; b) il telefonino, quando lo avevano solo i ricchissimi
c) l’appartamento di 2 locali più servizi in via Andegari Milano (via Manzoni pieno centro) per il figlio poliziotto 20enne, a prezzo di casa di ringhiera in periferia
d) pied a terre in via Agnello (pieno centro Milano)
e) abiti di lusso comprati in Montenapoleone
f) i 200 milioni restituiti in fretta e furia in una scatola di cartone,
quando cominciavano a scottare..(Pacini Battaglia quello che disse di lui ‘mi ha sbancato’)
g) le buste sostanziosissime che gli metteva sotto un vassoio d’argento, proprio in via Agnello, l’ing. D’Adamo, ex dirigente di Berlusconi e presidente della S.I.I. spa, grossa impresa, fallita lasciando un buco di miliardi
h) come mai sua moglie, l’avvocato Mazzoleni, ha avuto in esclusiva tutto il portafoglio clienti della MAA assicurazioni (sempre Pacini Battaglia) vuol dire un business di miliardi .. ecc. ecc.

in quanto al fatto di cui si vanta spesso e cioè che è sempre stato assolto, è la prova che “CANE NON MANGIA CANE”.. sarà molto difficile trovare un magistrato che lo condanni;.. ognuno si sceglie i suoi ‘campioni’ .. tenetevelo pure!
1992: LE INDAGINI SULL'AUTOPARCO DI MILANO
Il 17 ottobre 1992 si aprì un caso destinato ad innescare un grave conflitto tra la procura della repubblica di Milano e quella di Firenze: in quella mattinata, infatti, gli uomini del GICO di Firenze irruppero all'interno dell'autoparco di via Salomone a Milano e arrestarono i componenti del clan mafioso che da tempo vi avevano insediato la loro base operativa.
La relativa inchiesta svelò le coperture di cui avevano goduto i mafiosi dell'autoparco che avevano potuto operare indisturbati sulla piazza milanese per molti anni. La segretezza dell'operazione, con il mancato coinvolgimento della procura milanese, fu motivata dall'eccezionalità delle rivelazioni di alcuni collaboratori che parlarono degli AIUTI FORNITI AGLI UOMINI DELL'AUTOPARCO DA ESPONENTI DELLE FORZE DELL'ORDINE E FORSE ANCHE DELLA MAGISTRATURA. (Di Pietro?) Ne nacque una polemica che vide coinvolti in prima persona il procuratore capo di Milano Francesco Saverio Borrelli e il suo collega fiorentino Pierluigi Vigna. Successivamente le ombre gravanti sul caso furono spazzate via da una comune presa di posizione pubblica delle due procure interessate....
la peizia psichiatrica auspicata dal berlusca non è affatto sbagliata.. quei criminali che hanno fatto morire di cancro Enzo Tortora hanno pure fatto carriera..

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Ala prima domanda ha risposto Berlusconi in televisione, da Vespa: la laurea gliela hanno fornita i servizi segreti; non ci risulta sia stato querelato Berlusconi.

La redazione



fabri72
... , giugno 12, 2008 12:49

Premesso che il costo delle intercettazioni telefoniche è di 4€ all'anno per ogni cittadino;
Premesso che - come detto da altri - facendo rientrare tale attività negli obblighi del concessionario (società di telefonia) tale costo si ridurrebbe di molto;
Premesso ceh "buttarla" in politica (pro / contro Berlusconi) svia dal nodo centrale...

vorrei sottolineare che in genere un giudice non intercetta per sapere le notizie dei privati cittadini, ma richiede tale monitoraggio in presenza di possibili fattispecie delittuose. In molti casi sono l'unico metodo per giungere a scoprire i colpevoli per cui non mi scandalizzo per ciò che avviene, soprattutto in una nazione come l'Italia dove la corruzione è patologica.

Caro direttore e cari lettori, diminuire ed imbrigliare il potere dei giudici di indagare porterà ad una qualità della giustizia peggiore della attual: soltanto rompendo l'allenza politico / giudiziaria e riequilibrando le funzioni dei diversi poteri si potrà assistere ad un cambiamento della politica italiana.

Se al quadro attuale aggiungiamo il servilismo dei giornalisti (la maggior parte dei più celebri, non certo persone come Stella, Pons, Blondet, Travaglio, e tanti altri che lavorano professionalente)che non vigilano e non informano correttamente ma sono i portavoce / portaborse dei politici...veramente non penso vi siano prospettive di miglioramento.

Ultimo aspetto: se il popolo ha dato un consenso altissimo ad una persona che per far cadere il governo dispensava i favori di attricette ai membri (mai parola fu più giusta) della controparte politica...siamo veramente alla frutta!



Stefano A.
La Spezia , giugno 12, 2008 13:03

L'unica cosa che può fare Berlusconi, per il bene di questo paese, è costituirsi.


Rosario
Roma , giugno 12, 2008 13:25

Su quanto detto dal grandissimo Blondet, stavolta non sono d'accordo.
La magistratura abuserà anche, ma qui si scambia la pagliuzza con la trave.
Il fatto che si parli di intercettazioni, non deve far passare in secondo piano i reati GRAVISSIMI che queste stanno evidenziando.
Mi pare che i politici tutti, Berlusconi nel caso si è davvero omologato a tutti gli altri, mirino esclusivamente a preservare il loro personale tornaconto.



Giuliano
... , giugno 12, 2008 13:27

Rispondo ad Alessandro.

Qiuesto è lo stesso che pensa Di Pietro.
Ed è lo stesso che penso io o Travaglio.

Insomma è lo stesso che pensa chiunque abbia un minimo un briciolo di cervello.

Sarebbe più interessante sentire quali sono le tue proposte(ammesso e non concesso che tu ne abbia) visto che dai berluscones per ora ho solo sentito grugniti ma nessuna soluzione.

Eppure è talmente semplice.
Ma gli idioti invece sanno solo parlare di negri e di Frattini quando il problema è facilmente risolvibile.

Del resto quando il saggio col dito indica la luna, lo stolto guarda il dito.



amsicora
sardegna , giugno 12, 2008 13:28

@giuliano 11 giugno h 20,39

@Sergio
Sassari , giugno 11, 2008 22:16

probabilmente sarete anche d'accordo per la reintroduzione della tortura, strumento che si è dimostrato, nel passato, molto utile per accertare i reati o supposti tali...



rasenna
livorno , giugno 12, 2008 13:49

Per una società civile necessitano giudici, controllori, guardiani.
Ma chi giudica i giudici, chi controlla i controllori, chi guarda i guardiani?
Meditate gente, meditate! E attenti all'occhio di Mordor a cui nulla sfugge, che tutto intercetta ed ascolta, per il bene comune naturalmente! Per proteggervi dai cattivi naturalmente! Perchè se un controllore controllando scopre un cattivo, una guardia lo arresta, c'è poi sempre un giufice che lo libera. Se un'innocente che faceva troppe telefonate finisce in galera c'è sempre un giudice che butta via le chiavi.



tiziano
amburgo , giugno 12, 2008 14:04

Penso che molti come al solito guardano il dito e non la luna...
Il problema non e' il costo delle intercettazioni. Sveglioni! Mostrare il costo serve solo a far capire (solo a quelli che hanno un minimo di intelligenza pero'...!!!) l'utilizzo abnorme che la casta magistraturale (sorry per la cacofonia) fa dello strumento delle intercettazioni telefoniche. Facciamo una selezione Darwiniana dei lettori del sito... grazie



stefano s
milano , giugno 12, 2008 14:40

Buongiorno a tutti,

e un rispettoso saluto al Direttore, anche se stavolta ci ha preso poco.

Due dati:

1)Il budget del Ministero della Giustizia ammonta a 7 miliardi di Euro. 300 mln sono il 4.3%, arrotondati per eccesso, quindi non un terzo.
Il ministro è volutamente ambiguo parlando di costi di giustizia, che sono solo parte dei costi del ministero di giustizia.

2)L'80% delle intercettazioni viene richiesto dalla Procure di Catania, Reggio Calabria, Palermo, Napoli e Milano.
I motivi di questa concentrazione sono evidenti a tutti.

La manovra di questi giorni è solo l'ennesimo tentativo di tappare la bocca a giudici e giornalisti, e salvare prebende e carriere.






Luca Ceccarelli
Roma , giugno 12, 2008 14:43

I magistrati abusano delle intercettazioni, e sia pure. Ma di qui a dire, o solo semplicemente a pensare, che un sovrano potere dello Stato debba essere sottoposto all'impedimento, assoluto o quasi, di intercettare chicchessia ce ne corre, che diavolo!
Perché i nostri governanti non stanno affatto pensando di porre dei limiti alla facoltà di intercettare, ma stanno pensando, con l'accondiscendenza di fatto della cosiddetta opposizione, a farne quasi tabula rasa.
Esclusi, così ci assicurano, i reati connessi a mafia e terrorismo.
Bella forza, la mafia sono loro, o comunque i loro amici.
In quanto al terrorismo, esclusi quei quattro pellegrini che hanno fatto fuori Marco Biagi, io vorrei sapere in Italia chi diavolo è terrorista, a meno che non vogliamo, stile Oriana Fallaci, considerare terrorista ogni musulmano osservante dalla lunga barba.
Poi c'è qualche leghista che vorrebbe includere anche la corruzione e la concussione. Bene, e l'omicidio, la rapina a mano armata, lo stupro, il traffico e lo spaccio di droga, il furto con scasso, il sequestro di persona, quelli vanno bene?!
Non le pare, Direttore, che questo sciagurato provvedimento sia un altro, l'ennesimo, invito sottinteso alla criminalità estera a venire a delinquere a piacimento in Italia? O forse vogliamo credere seriamente che la malavita straniera si faccia intimorire dalle leggi draconiane sull'immigrazione?



Franco
Trento , giugno 12, 2008 15:16

Tutti abbiamo ragione.. almeno in parte

Ognuno di noi fa un ragionamento in base alla propria esperienza od in base al proprio sistema morale..

inizio il mio ragionamento con un nome: Enzo Tortora.

Ognuno di noi può essere nel posto sbagliato nel momento sbagliato oppure dire cose che sembrano enormi al telefono con un amico.. così per scherzare!

MAGARI SONO UNO SCIOCCO IMMATURO ED IDIOTA

PERSONALMENTE DALLE MIE INTERCETTAZIONI SICURAMENTE SI POTREBBERO RICAVARE CENTINAIA DI ANNI DI CARCERE

INFATTI AVRO' DETTO:

OFFESE INDICIBILI SUL COLORE DELLA PELLE (a scanso di equivocu per me il colore della pelle è come quello degli occhi..)

FRASI CHE MI AUTOACCUSANO DI ESSERE UN PEDOFILO

FRASI IN CUI MI AUTOACCUSO DI SVARIATI STUPRI

FRASI OFFENSIVE SU POPOLI ED ETNIE DA LEVANTE A PONENTE

FRASI CHE MI QUALIFICANO COME MANDATARIO DI VARI OMICIDI/STRAGI

FRASI CHE MI QUALIFICANO COME APPARTENENTE AL CARTELLO DI MEDELLIN E SUCCESSORE DI PABLO ESCOBAR (se invece bevessi pepsi starei tranquillo)

INCITATORE DI FOLLE AGLI STADI

FRASI CHE IPOTIZZANO LA RI-COSTITUZIONE DEL PARTITO FASCISTA

forse potete credere che io sia un cretino superficiale... ma da lì a far passare ad un innocente LE PENE DELL'INFERNO!! ce ne passa!!

Anche il nostro coraggioso Direttore.. quante volte con le sue parole si potrebbe incriminarlo? per fortuna che, per ora, ai burattinai non gli frega un katz!











Matteo
Roma , giugno 12, 2008 15:17

Le intercettazioni ???? Una stronzata!!!

La verità è che per condannare non serve che qualcuno dica qualcosa al telefono (si ricordi il caso del lercio re vittorio emanulele). Bisogna fare qualcosa di illecito e ci vogliono le prove che ciò sia stato fatto. Sentire qualcuno che DICE di aver fatto senza le prove che abbia fatto realmente, in giudizio è inutile del tutto.

La verità è che le intercettazioni sono un potente strumento
coercitivo e di potere della casta dei PM e dei magistrati, ma non servono a far condannare.

Se la polizia intercetta qualcuno, magari comprende meccanismi di malaffare, magare apre nuove inchieste, ma le prove sono altre e vanno raccolte coi mezzi di sempre, ovvero foto, testimonianze, documenti, video.

Con la mera intercettazione di una discussione telefonica
si possono alimentare gogne mediatiche, si possono far cadere governi e sputtanare ministri e medici a mezzo tv e stampa, ma per condannare in via definitiva, serve altro.

Quindi che in tribunale si portino le prove, quelle vere, mentre le intercettazioni restino ad uso esclusivo degli organi di sicurezza, ma inutilizzabili in giudizio e impubblicabili, ma si badi bene, non vietate!

Matteo



Giuliano
... , giugno 12, 2008 16:12

amsicora impara a leggere.

Prima impara a leggere ,poi puoi commentare.
Paragonare le intercettazioni con la tortura è demenziale.
COncorderai...



Titti
Roma , giugno 12, 2008 16:49

Ohhh direttore……ma cosa dice…addirittura incurabile……beh, in fondo è indelebilmente stampato nel DNA italiano e come si fa a cambiare il DNA di un popolo? Meno male che esistono