
Gli abusi della casta
giudiziaria non non sono meno ripugnanti di quelli dei medici del Santa Rita:
300 milioni euro l’anno di denaro pubblico per commettere una violazione del
diritto dell'innocente. La cosa più grave è che ci manca, come popolo, una minima
autorità morale per compiere atti di governo che riguardano la giustizia. E la
casta giudiziaria usa questo mezzo come uno scudo
per il proprio potere.
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Scrive un lettore:
«Egregi Blondet e redazione tutta di EFFEDIEFFE,
faccio parte di quella parte di vostri visitatori/lettori che sono diffidenti se non ostili nei confronti di Berlusconi e della sua politica e ciò per un semplice motivo: per i suoi interessi confliggenti è un oggettivo pericolo per lo Stato di diritto (o meglio per ciò che rimane di esso) che sia capo della maggioranza e del governo oppure della opposizione. La recentissima uscita sul ‘giro di vite’ sulle intercettazioni ne è la cartina al tornasole. Come noto il Cavaliere è sotto processo per una ipotesi di corruzione di parlamentari (che avrebbero dovuto lasciare il centrosinistra e far cadere Prodi) ed in tale ambito esiste la famosa intercettazione della telefonata al direttore televisivo Saccà per la assunzione di una velina (o qualcosa del genere)( L'articolo completo e' disponibile solo per gli abbonati )
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