Il referendum a Dublino: hanno votato il 53,4 per cento degli aventi diritto
Preoccupati gli osservatori internazionali.
Il documento è stato già ratificato da 18 paesi.
DUBLINO: L'Irlanda ha scelto di non ratificare il Trattato di Lisbona per la riforma Ue. Lo ha annunciato Dermot Ahern, ministro irlandese della Giustizia. "Hanno vinto i no - ha dichiarato il ministro in diretta televisiva - alla fine, per una miriade di ragioni, il popolo si è espresso così. Un risultato che lascia delusi ma di cui bisogna prendere atto". Gli esponenti del governo, sentiti dalla televisione pubblica Rte, avevano già ammesso di aspettarsi una vittoria del "no". E già dalle prime ore della mattina i sondaggi vedevano in testa i voti contrari al documento. In Italia, invece, la bocciatura del trattato è stata accolta con grande euforia dalla Lega Nord, che già due settimane fa aveva accolto con riserva la ratifica del Trattato da parte del Governo italiano, suggerendo che sarebbe stato preferibile un referendum.
Il primo dato ufficiale sui risultati è quello riferito al distretto elettorale di Waterford e indica una vittoria del "no" con 20.812 voti contro i 17.502 del "sì". Secondo le altre stime la costituzione europea è stata bocciata in 37 collegi su 43, mentre il sì ha prevalso soltanto in sei. Ad oltre un terzo dei seggi scrutinati, i voti contrari alla nuova costituzione europea sono il 53,5%, contro il 43,5% di ''sì''.
In cinque circoscrizioni della capitale Dublino, che conta un quarto dell'elettorato, il fronte del "sì" resta indietro; in tre si registra un sostanziale pareggio e soltanto in una sono in vantaggio i favorevoli al Trattato. La pagina web del quotidiano "Irish Times" conferma che in tutte le circoscrizioni della capitale i "no" prevalgono con una media di 60 contro 40 dei "sì", con picchi di 70 contro 30 nella circoscrizione sudorientale. Anche nelle altre regioni del paese gli iralndesi si sono espressi negativamente. I distretti operai hanno votato massicciamente contro il documento. Il vantaggio dei voti contrari è forte nei distretti di Mayo, Limerick, Galway, Sligo e Louth. A Donegal, nel nord-est, dove sono state scrutinate il 10% delle urne, in nessun caso ha vinto il "sì".
Questi risultati che hanno avuto già avuto conseguenze sull'economia. L'euro ha toccato nei confronti del dollaro Usa il minimo mensile a 1,5307 dopo le notizie diffuse.
"Il sì sembra forte in alcune delle aree di classe media ma onestamente non credo che sia sufficiente a battere il no", ha commentato Joan Burton, deputata della capitale per il Labour, terzo partito dell'Eire. Dello stesso parere è Dick Roche, ministro irlandese per gli Affari europei, che da Wicklow ammette: "Le cose non si mettono bene per il sì. Qui si parla di un testa a testa e a quanto mi risulta siamo nel collegio più favorevole al sì. Ma le cose altrove stanno andando diversamente. Continuo a tenere le dita incrociate. La situazione potrebbe capovolgersi durante la giornata".
Il presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, però, ha invitato gli altri stati Ue a continuare il processo della ratifica. "Il 'no' irlandese - ha detto Barroso - non ha risolto i problemi che il Trattato di Lisbona è deputato a risolvere. La Commissione Europea ritiene che il processo di ratifica deve continuare il suo decorso, ha aggiunto il presidente, ricordando che 18 dei 27 stati membri l'hanno già fatto proprio. "Avrei sperato in un risultato diverso - dice ancora Barroso - ma il trattato non è morto."
Già nel 2001 gli elettori irlandesi respinsero con un referendum il trattato di Nizza, approvandolo poi in una nuova consultazione l'anno successivo. La vittoria del "no" potrebbe creare degli attriti all'interno dell'Unione Europea. Non è escluso che l'Ue decida di applicare comunque il patto di Lisbona, ma non è chiaro come l'Irlanda potrebbe rapportarsi agli altri stati membri.
Le indescrezioni sul voto irlandese piombano anche in Italia. Durante la riunione del Cdm di questa mattina Silvio Berlusconi si è detto "preoccupato per come si stanno mettendo le cose riguardo al referendum irlandese. Bisogna capire cosa succede perchè la cosa sarebbe preoccupante".
Se i cittadini irlandesi bocciassero il documento ''ci troveremmo in una situazione di crisi senza precedenti per le istituzioni europee'', ha commentato il presidente della Camera, Gianfranco Fini. L'ipotesi di un risultato negativo piace invece alla Lega Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord:
"Un grazie agli irlandesi per il loro voto". Ancor più esplicito Roberto Castelli, sottosegretario alle Infrastrutture e trasporti, secondo cui con il referendum sul trattato Ue di Dublino arriva un "no della celtica e verde Irlanda all'Europa dei burocrati". "Fino a quando i burocrati europei continueranno a scrivere testi ispirati dagli illuminati e non dalle necessità dei popoli europei - conclude Castelli - ci sarà sempre un popolo in europa che dirà di no".
Fonte > La Repubblica.it
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