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L’italiano, un ignorante indaffarato

Ludovico Polastri    30 giugno 2008
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Siamo abituati a valutare il grado di progresso di una società civile con l’unico parametro che oggi ci viene propinato, ovvero attraverso i consumi.
La nostra società post moderna è caratterizzata dal dominio dei consumatori.
Sono loro i nuovi ricchi, beneficiari della gigantesca disponibilità di beni di consumo di massa.
Per contro i non consumatori, i nuovi poveri, gli esclusi dal godimento di questi beni, sono le nuove «classi pericolose» oggetto di diffidenza ed esclusione.

Si prenda per esempio quel fatto di cronaca accaduto qualche mese fa in una scuola del milanese dove una bambina, accusata ingiustamente di aver fatto un disegno che richiamava atti sessuali è stata allontanata dai genitori per mesi, rei di aver compiuto queste perversioni.
Si è scoperto che questa infamante accusa era ricaduta sulla famiglia della bambina solo perché meno abbiente rispetto alle altre.
Si scoprì in seguito che questo disegno era stato fatto invece da una bambina di una famiglia «bene» ed il tutto fu archiviato, dopo questa scoperta, come gioco innocente.

Non c’è da stupirsi allora del perché ormai le persone, invece di combattere i ricchi, come fino a poco tempo fa accadeva tramite la lotta di classe, ora li debbano imitare ed uguagliare pena l’esclusione sociale delle loro generazioni future.
A queste persone non resta che apparire più consumatori dei consumatori riversandosi nei discount che fanno vivere loro l’illusione di appartenere ad una società omologata nei suoi ceti e classi più di quanto non sia in realtà.
Si tratta di un’illusione che si estende inevitabilmente anche in un altro campo in cui val la pena di addentrarsi per vedere il livello reale di progresso della nostra società ossia quello ludico, quello spazio in altri termini lasciato a disposizione per essere riempito dalle occupazioni che più gratificano le persone evolute ossia quello culturale.

Davanti a tanta rapidità con cui la cultura è potuta diventare di massa viene spontaneo chiedersi se questa opportunità è stata parimenti coltivata.
La prima impressione è che nonostante l’espansione di questa volgarizzazione culturale il grosso della gente si è istruito solo nei riguardi della vita privata delle stelle della televisione, del cinema, dei protagonisti del gossip o della cronaca nera.
Basta prendere i più famosi quotidiani on line per constatare che le notizie più importanti sono quelle scandalistiche, a riprova del fatto che il popolino vuole identificarsi con la starlette di turno o il ragazzo (padre come Fini) sullo yacht.
E allora viene la tentazione di verificare questi sconsolanti giudizi.

Ebbene, le ultime indagini statistiche confermano che il popolo italiano si contraddistingue per un’impressionante ignoranza.
Secondo l’Istat oltre il 22% degli italiani dall’età scolare in su non legge assolutamente nulla, né libri, né giornali, né periodici: in particolare questo vale per il 33% dei ragazzi tra i 6 ed i 13 anni e per il 34% degli adulti oltre i 55 anni.
Il 40% dei ragazzi tra i 14 ed i 24 anni ha dichiarato di non essere per nulla interessato a leggere.
Non meraviglia che più del 21% degli italiani non abbiano neppure un libro in casa.
Nel complesso ciò vuol dire che circa un italiano su quattro non è raggiunto da nessuno dei mezzi moderni di comunicazione.

Contemporaneamente si è potuto accertare che una stessa percentuale di italiani usa e capisce solo il proprio dialetto: dunque una fetta consistente di cittadini si trova in uno stato di quasi totale ignoranza di qualsiasi evento accaduto fuori dalla memoria o della piazza del proprio municipio.
In mezzo a questi dati sconfortanti ne emerge uno interessante ma al tempo stesso indice di fattori sociali importanti.
La fascia più istruita, quella dei laureati che arriva al 10%-11% sul totale della popolazione (ma solo se si includono i sessantenni), affermano di non aver tempo né voglia di leggere.
Ma allora il cosiddetto tempo libero, quel tempo che potremmo investire per formarci negli ambiti che spesso più ci addicono è un sogno o una realtà?
La società, così tecnologicamente avanzata ha realmente affrancato l’uomo liberandolo da quel lavoro manuale e duro rendendolo più libero di elevarsi o di divertirsi?

Mi viene in mente un libro di un sociologo francese, Daniel Mothé, che si intitola «L’utopia del tempo libero».
L’autore sostiene che in una società «ammalata di disoccupazione» (e gli ultimi dati rilevati sul suo andamento lo confermano) com’è quella attuale, il timore di perdere il lavoro ha il sopravvento sopra qualunque altro pensiero ed in tali circostanze il tempo libero diventa un’utopia.
Non solo.
Nel mondo post moderno anche le attività che si possono svolgere nel poco tempo libero sono diventate elemento di divisione sociale.
Da una parte i ricchi consumatori, dall’altra i poveri non consumatori che nell’illusione di mantenere lo stesso standard dei primi rinunciano sempre più al proprio tempo libero lavorando sempre maggiormente con il seguente risultato: oggi si può accedere ai benefici del tempo libero quanto più si lavora per elevare il proprio reddito.
Tuttavia il tempo che resta loro per godersi questi scampoli di benessere sono così ristretti ed iper costosi che le persone si trovano ancora più frustrate alla conclusione dei loro blitz nelle beauty farm tanto reclamizzate.
La società consumistica si è organizzata in modo tale da togliere alla quasi totalità delle persone l’unica cosa che un essere umano ha: la propria vita.

Se poi analizziamo il comportamento di queste persone scopriamo un altro fattore: che esse sono individualiste ed egoiste.
L’ho potuto verificare nelle aziende ma penso sia la stessa cosa in altri settori come banche, assicurazioni, ecc. dove vale la regola che ho battezzato «dell’abbronzatura» (in un mio articolo ne ho elaborata un’altra sulla cilindrata dell’auto) ovvero: l’indice di abbronzatura cresce al crescere della cafonaggine, dell’individualismo e dell’egoismo.
Dunque ci sono ottime ragioni per dire che l’apologia del tempo libero non è altro che un incitamento al lavoro che va costantemente presidiato per scacciare o controllare gli avvoltoi circostanti ( leggi colleghi).

Almeno finche durerà il clima di insicurezza, di precarietà, un’inflazione spaventosa, minacce alla salute e via di seguito il tempo libero resterà per la quasi totalità delle persone un’utopia, che come tale non si avvererà mai.

Ingegner Polastri Ludovico

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Commenti : (46)
lorenzo mattioli
... , giugno 30, 2008 11:14

nella quasi totalita d'accrdo con questo articolo...ma dubbioso sulle fonti da cui ha preso i dati,del resto si sa che chi fa sondaggi li fa per qualcuno , e che se un periodico richiede un sondaggio lo fa con domande specifiche come ad esempio "lei ha letto il nostro giornale ultimamente?" "quante volte lo legge?" per poi fare statistiche sul numero di persone che leggono e far leva su sensi di colpa di cui loro stessi dovrebbero addossarsi ...perche onestamente io ho iniziato a leggere sulle 2 ore al giorno dopo che ho avuto accesso ad internet, e non prima quando ogni volta che prendevo un quotidiano in mano ero assalito dalla noia e da uno strano senso di schifo.


Edoardo
Vicenza , giugno 30, 2008 11:16

Ma con le "Verità" dei giornali siamo proprio sicuri che sia un male se le persone non leggono?


Valerio
Trento , giugno 30, 2008 11:27

Non si può avere una società di consumatori e di persone colte. È una contraddizione. Il consumatore deve essere il più possibile acritico e bulimico di ogni cosa prodotta. La persona colta è critica e impara a godere anche delle piccole cose della vita, spende quando serve, trae piacere dall'intelletto.

P.S.: Suggerisco a Polastri di evitare l'uso del titolo di studio per firmarsi, magari è solo per spiegare la sua formazione, però può apparire un po' spocchioso.



Framaulo
... , giugno 30, 2008 12:18

Alzo le mani: sono bianco come una mozzarella!


Risposta dell'Autore- Ludovico Polastri-
... , giugno 30, 2008 13:06

Egr. Sig. Valerio
Ha ragione. Lo faccio in memoria dei miei genitori che si sono tolti il pane di bocca per farmi studiare. Nel mio lavoro non lo uso mai nè e mi dà l'occasione per dirlo sono iscritto a nessun albo pur avendo sostenuto l'esame di stato in quanto è una casta che non riconosco.
Sopporti il mio titolo...non è spocchia ma rispetto di una memoria.

Cordiali saluti



hans herman hoppe
... , giugno 30, 2008 13:17

L'OSTENTAZIONE AVVOLTE PUO' ESSERE UN PECCATO MORTALE?


Teo
Roma , giugno 30, 2008 13:39

Non é vero che si legge poco, oggi gli italiani leggono molto piú che in passato (anche ni giovani), ricordiamoci che un tempo la maggioranza degli italiani era analfabeta. Il problema é un altro, ovvero cosa si legge; oggi le pubblicazioni spazzatura, diseducative, ideologiche o revisioniste (o propagandistiche) sono preponderanti. Faccio un esempio universitario: quando ho dato un esame importante all'universitá ho studiato motli piú libri di quanti fossero necessari, per lo stesso esame, in passato, ma, pur avendo preso il massimo, non credo di sapere piú di un vecchio laureato; probabilmente conosco piú nozioni, ma qualitativamente non ci siamo, e cconsiderate che gli anglosassoni con i quiz multiple choice sono ridotti mooooolto peggio.
Insomma la vera cultura il vero sapere é occultato per motivi di potere, semplice...



SergioZ
Genova , giugno 30, 2008 13:42

Non sono propriamente un consumista: posso usare una metafora e descrivermi come una persona che davanti ad un buffet assaggia un poco di tutto, mentre intorno tantissimi presenti si strafogano sino alla nausea.

Sono 6 anni che ho smesso di guardare la Tv (ho 26 anni) e sono incredibili le cose che si possono fare senza bruciarsi il cervello davanti a quella scatola.
Da quel giorno ho imparato tante cose nuove: il numero di libri che leggo mediamente si è impennato rapidamente, ho imparato a suonare uno strumento, ho scoperto l'incredibile quantità di informazioni presenti sulla rete ed ho molto tempo libero in più da usare come voglio, per meditare o più semplicemente per oziare. Chi l'ha detto che l'ozio è male? Non è forse bello coccolarsi un pò dopo una giornata di lavoro?

Ancora più incredibile è il cambiamento sulla visione del mondo che avviene staccandosi dalla telecrazia:
la tv è morta è l'informazione con lei! Si impara più in mezz'ora su questo sito che in una settimana(facciamo anche un anno va!) di Tg.

Grazie a questo nuovo modo di vedere le cose, ed anche alla libertà informativa della rete, sono uscito dal vortice del consumismo: nessun mutuo e nessun prestito sulle spalle, nessun conto in rosso (e non sono di certo una persona ricca), visti i tempi che corrono potrei definirmi "libero".

Però tutto ciò ha un prezzo: non tutti la pensano come me, anzi spesso mi sento tanto solo (ideologicamente parlando).

Io ho grandi aspettative del mondo che verrà dopo (mi riferisco agli scenari di "I sei mesi decisivi"): spero che una sonora facciata per terra possa dare di che riflettere al mondo, e soprattutto alla "massa" e magari far capire che idolatrare il denaro e l'immagine non è la strategia vincente



chiara
... , giugno 30, 2008 13:58

Siamo stati a casa di amici, lui autista di bus, lei segretaria: neanche un libro. Ci siamo detti beh, sono gente semplice...

Siamo stati da altri amici, lui ingegnere, lei impiegata: neanche un libro. Ci siamo detti: mah, sono tipi pratici...

Siamo stati da altri amici ancora: lui chirurgo, lei insegnante. Una decina di libri in un angolo. Nella libreria, cristalli e argenti e basta.

Ma siamo solo noi gli unici scemi che hanno centinaia di libri e non sanno più dove metterli?????

PS Abbiamo notato che chi non ha libri in salotto ha la TV in camera da letto. Ci sarà un legame?



Salvatore
... , giugno 30, 2008 14:06

Esattamente quello che Zeitgeist denunciava diversi anni fà. Ormai l'unica verità conosciuta è quella spacciata dalla TV (ci vestiamo come ci dice la TV, mangiamo quello che ci dice la Tv... pensiamo quello che ci suggerisce la TV).
E come diceva quel signore nel documentario (mentre Murdoch veniva mostrato sullo sfondo): "e se la TV dovesse finire nelle mani sbagliate, chissà quale menzogna potrebbe essere spacciata per vera!" (come l'11 settembre)

Aggiungo che sono orgoglioso di parlare il dialetto e non questa lingua del tiranno sionista di Cavour.



marcello
siena , giugno 30, 2008 14:29

Quanti argomenti in un solo articolo!!
Non possiamo fare gran che per chi non legge. Come per chi consuma smodatamente.
Pensandoci bene possiamo fare proprio poco.....



PIERO61
valleregia(ge) , giugno 30, 2008 14:37

Buon pomeriggio
direi che sono in completa sintonia con Sergio Z.
Con la mia famiglia diamo il giusto peso alle cose e, non diventiamo matti (anzi ce ne freghiamo proprio)ad inseguire chimere inutili che ti appagano per 30 secondi,per poi farti riprendere dalla frenesia di prenderne un'altra.
Libri(sia io che mia moglie leggiamo fin dalla più tenera età),modellismo statico(io), punto croce e decoupage(mia moglie, escursioni in montagna, attività sportiva,l'orto da curare e, in tutto questo, coinvolgiamo i nostri figli.
Anche noi ci rendiamo conto di essere delle mosche bianche
circondati da esseri che ragionano(?) e, peggio, fanno ragionare(?) i propri figli con il tipo di mentalità corrente dove bisogna APPARIRE, piuttosto che essere, dove devi OSTENTARE, piuttosto che dare il reale valore alla vita.
Giusto, la gente ha gettato la vita, quella vera, nelle discariche della loro mente vuota.
Mi auguro che, se bastonata sarà(di qui a sei mesi), ciò possa far capire a quei pochi che hanno mantenuto un poco di materia grigia il reale peso da dare alle cose.
Se si vuole ci sarà salvezza per tutti.
Piero61



Tristemente Solitario
Lombardia , giugno 30, 2008 14:45

"L’ho potuto verificare nelle aziende ma penso sia la stessa cosa in altri settori come banche, assicurazioni, ecc. dove vale la regola che ho battezzato «dell’abbronzatura» (in un mio articolo ne ho elaborata un’altra sulla cilindrata dell’auto) ovvero: l’indice di abbronzatura cresce al crescere della cafonaggine, dell’individualismo e dell’egoismo"

Ma lei mi legge nel pensiero !!! :-)

Complimenti per l'articolo, pulito e bellissimo!

Un saluto a tutti



carmelO
messina , giugno 30, 2008 15:04

Ma è sempre stato così.
Cento anni fa c'era più giustizia sociale?
Andiamo!



Primavera dei cento fiori
lontano oriente , giugno 30, 2008 15:25

concordo in pieno con Polastri.

la societa' ha ritmi buoni per le bestie, non per gli uomini.

tutti corrono, magari rispondendo nel frattempo a decine di chiamate al cellulare e sms, leggendo di sfuggita i giornali gratuiti che danno nella metro e in stazione zeppi di gossip, tette e culi e articoletti da terza media.

manca fisicamente il tempo per riflettere e pensare a mente fredda ma manca anche l'abitudine a farlo, si' che l'uomo medio tornato a casa da una giornata di lavoro si anestetizzi davanti al televisore perche' cosi' e' stato cresciuto e abituato fin da giovane.

c'e' sicuramente un razzismo inter-classista ma cosi' e' da millenni e cosi' sara' sempre.

paradossalmente, nell'economia moderna guadagna piu' un carpentiere specializzato e un contadino che un ingegnere, fate vobis... conosco idraulici e piastrellisti che raggranellano (in nero e non) anche 15.000 euro al mese, con buona pace dei laureati precari a 800 euro al mese che li liquidano come "contadinotti con la terza media che parlano dialetto e si sporcano le mani con i cessi otturati altrui".

forse dopotutto al mondo c'e' giustizia, regola della domanda/offerta e compagnia bella.

ma tornando all'articolo : e' esattamente come conclude Polastri.

l'uomo moderno NON puo' avere certezze, altrimenti consuma meno, o peggio ancora, diventa autarchico (!).

e questo e' intollerabile per il "sistema" che per mungere le vacche ha bisogno di una clientela idiota, malleabile, credulona, manipolabile, incapace di distinguere lucciole da lanterne,
attratta dai colori sgargianti e dagli slogan a effetto,
che non legge, che non si informa, che non sa attaccare una lampadina o un chiodo al muro.

lo dico, perche' me lo dicevano sghignazzando ancora anni fa durante alcuni seminari di marketing dei personaggi che a loro volta erano inconsciamente consumatori e spreconi della peggior specie con macchinone di seconda mano preso a rate, nome dell'azienda in inglese maccheronico, business card con scritto "management director", e lingua biforcuta.

consiglio a tutti di leggere il piu' possibile riguardo al marketing per capire le logiche (molto ovvie, tra l'altro) del consumismo e di come soprattutto le aziende "inventano" bisogni che prima non esistevano.

per vendere i cellulari negli anni 90 hanno dovuto renderli carissimi ad esempi, chi mai si porterebbe in giro un aggeggio da 1kg con antenna per far sentire a quelli nei dintorni le proprie telefonate private ?

dopo che e' diventata una cosa da ricchi, tutti hanno voluto il cellulare, e oggi e' quasi obbligatorio averne almeno 2 e di ultimo modello.

il telefono fisso, roba da eta' della pietra, e anzi peggio, simbolo di pantofolaggine, di uno che ha tempo libero e lavoro poco o e' disoccupato.

il computer, anni fa roba da "nerds" brufolosi, ora status symbol tanto piu' se e' un elegante MacBook da sfoggiare agli amici trendy durante l'aperitivo.

come cambia il mondo in soli 10 anni !

e parere mio, il peggio deve ancora arrivare, qui in Asia si raggiungono livelli che in europa per fortuna non sarebbero ancora tollerati ma chissa', un giorno...




gianfranco
alessandria , giugno 30, 2008 15:33

x marcello,
non sarei così pessimista.
La speranza va mantenuta sempre.
Ho sentito dire da una parsona autorevole che la conversione di Vittorio Messori, sia dovuta alla lettura di un piccolo libriccino trovato per caso sul treno.
Pare si trattase di "Pensieri" di Blaise Pascal.



Primavera dei cento fiori
lontano oriente , giugno 30, 2008 15:35

@Chiara : forse c'e' un link con l'imprinting familiare.

io non posseggo televisori e non guardo TV dal 1999
se non di sfuggita quando sono costretto a casa di amici o familiari.

rarissimo che guardi in film in DVD e i pochi che ho sono copiati.

tuttavia a casa i libri non sono mai mancati e pure i miei genitori non sanno piu' dove metterli.

a parte il salotto e la camera da letto io darei anche un occhio alle riviste che si leggono al cesso : mi e' capitato spesso di vedere Gazzetta dello Sport e Quattroruote per gli uomini e una pila di rivistaccie femministe tipo Donna Moderna, Chi, Novella 2000 per le donne nonche' Topolino per i bambini o Dylan Dog per i teenagers.

"dimmi cosa leggi e ti diro' chi sei", si diceva un tempo...







Primavera dei cento fiori
lontano oriente , giugno 30, 2008 15:58

consiglio la lettura del libro "Kotler on Marketing" di Philip Kotler.


Jovine
Udine , giugno 30, 2008 16:15

Beata l'ora! Ignorando si combatte la propaganda giudeo-massonica!


skywalker
skycity , giugno 30, 2008 16:57

"L’italiano, un ignorante indaffarato": finalmente un posto dove posso dare spazio alla mia "preveggenza al caffè" !!!

Mi spiego, lavoro dal 1991 da prima per due grandi multinazionali poi per aziende più ridotte di dimensioni, adesso in proprio ...
Notai già tempo fa che alla pausa caffè i colleghi tendevano ad isolarmi per i seguenti motivi:
di calcio non ne capisco nulla; lo sport ho sempre preferito giocarlo ( scusate l'inglesismo ) che seguirlo in tv; scendo con lo snowboard dal 1994 ed ho all'attivo quattro anni di immersioni sportive.
Il lunedi mattina parlavo di concerti di musica di vario genere e ricevevo risposte inerenti la scaletta dell'ultimo
d-jay .... e così via.
Non faccio commenti riguardo il tema della lettura ... !
Il fatto è che li dominava l'argomento preferito dell'ignorante indaffarato: calcio, veline e telefonini ... Una sola persona mi ha stupito per perspicacia in questi anni, la prima persona che io conosca che ha notato le scie chimiche in celo pre-stampa-internet, in effetti nel 1995/1997 di scie chimiche in rete poco o nulla.
Ad ogni modo il picere di dialogare con una persona che la sera invece di guardare le veline guardava le stelle !!!
Per quanto riguarda l'articolo dell'ing Polastri in effetti ci sono tanti spunti.Mi ha ricordato la pausa caffè del passato lavorativo, ma mi ha ricordato anche un altro sociologo francese: Alexis De Tocqueville. Sue sono le seguenti affermazioni:
".....Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali
porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti
loro.....In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un
passaggio assai pericoloso.Quando il gusto per il benessere materiale si
sviluppa più rapidamente della civilità e dell'abitudine alla libertà,
arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi
perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare.

Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto
legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In
casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di
cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri.....Se un
individuo abile e ambizioso riesce ad impadronisrsi del potere in un
simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso.
Basterà che si preoccupi per un po' di curare gli interessi materiali e
nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l'ordine
anzitutto! ...Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento
dell'ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e
da un momento all'altro può presentarsi l'uomo destinato ad asservirla

Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri
affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere.
Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini
rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o
disattenta, che agiscono in mezzo all'universale immobilità disponendo a
capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro
piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere
stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un
grande popolo"

Un grande popolo come lo eravamo noi, nell'era pre-tvcommerciale !!!

PS: sono stato volontariamente senza tv dall'inizio del 2000 fino a metà del 2001, sto valutando un eguale periodo di meditazione sui libri, le stelle, le uscite in compagnia.

un caro saluto a tutti
skywalker








Giorgio
Vetralla , giugno 30, 2008 17:16

Per Salvatore,
sono fiero di parlare la mia lingua Veneta in forza di "In principio era il Verbo" " Per mezzo di Lui tutte le cose sono state create".

Per Primavera dei cento fiori- Lontano Oriente,
mi scusi ma lei deve limitare le incursioni telematiche, altrimenti le resta poco tempo per leggere e rispondermi, e la smetta di pronarsi con l'autore, assuma un po' di dignità!



aries
modena , giugno 30, 2008 19:09

è pensare che verso gli anni settanta si parlava del futuro in cui la gente avrebbe lavorato sempre meno e la più grande preoccupazione per il futuro sarebbe stato l impiego del tempo libero . che secondo le previsioni ne avremmo avuto in abbondanza . ora , invece ci troviamo a dover lavorare sempre più per avere sempre meno . Tempo per dedicarsi allo studio , all aggiornamento culturale etc .. non c è ne più . il GAP culturale poi degli italiani nei confronti delle altre popolazioni europee diventa sempre più grande , faccio un esempio ;presi a caso 100 italiani e 100 francesi , i francesi si alzano di due spanne , questo lo affermo in base all esperienza in giro per l EUROPA . IDEM con la GERMANIA , OLANDA , ETCC.. . BASTA ASCOLTARE UN DIBATTITO TELEVISIVO IN FRANCIA O IN GERMANIA E CONFRONTARLO CON QUELLI ITALIANI SIA SUL PIANO POLITICO , ECONOMICO ..ETC . Sono pochi i nostri politici ed esperti in grado di conversare alla pari con i loro colleghi europei ed extraeuropei. Purtroppo in un epoca di cambiamenti rapidi , il GAP culturale a tutti i livelli del popolo italiano lo sta portando verso una veloce decadenza industriale , economica , con un economia che sta precipitando . le industrie , oramai molte stanno legate con i fili di ferro , ogni anno che passa è sempre peggio . PENSATE SOLO ALLA FERRARI e ai suoi grandi strateghi commerciali . In previsione del GRAN PRIX della CHINA hanno aperto una concessionaria a PEKINO proponendo un ventina di vetture in vendita . in un paio d ore le vetture sono state tutte vendute . la stessa cosa cosa è successa a BUCURESTI ROMANIA con una trentina di vetture la mattina dell inaugurazione .In ITALIA visto che più nessuno legge , al massimo ascolta gli esperti ignoranti che sfilano abitualmente alla televisione , pensa che in CHINA , INDIA , ROMANIA , UNGHERIA E ALTRI la gente siano tutti morti di fame . in quanto quotidianamente sbarcano dei diseredati sulle nostre coste ah , che fortuna , noi siamo ricchi^. La realtà è ben diversa ,la mancanza di una cultura dovuta in buona parte alla mancanza di una scuola meritocratica dove han fatto carriera i più ignoranti , i più docili ha portato ad una maggioranza di popolazione sempre più teleguidata dalla pubblicita televisiva sempre più stupida e menzognera che a colpi di spot indirizza il popolo italiano nel suo supremo piacere di portare a spasso il carrello nel supermercato o nel discount oh , le gerarchie del denaro vanno rispettate . Il cibo raffinato , rielaborato , tanto che nutro delle perplessità sulla differenza tra quello destinato ai cani e gatti e quello destinato agli umani sempre più povero in nutrienti essenziali porta alla creazione di una popolazione italiana sempre più simile a a quelle galline ovaiole ristrette in uno spazio limitato è condizionate solo al desiderio del cibo e del lavoro GIORNO E NOTTE e che sopratutto non si lamentano mai , questo sarà IL TRAGUARDO futuro . Quando ero ancora studente avevo letto 1984 DI ORWELL e MONDO NUOVO BRAVE NEW WORLD DI ALDOuS HUSLEY E UNS DI ZAMIYATIN è la fantascienza che si è materializzata nella reltà.


Isotta
Cagliari , giugno 30, 2008 21:32

Quasi tutto pienamente condivisibile, salvo:
1 – come già ha espresso Edoardo di Vicenza, sicuramente sono molto più “sani di mente” coloro che rimangono nell’ignoranza genuina delle proprie piazze, dove magari ci si diverte ancora nel raccontarsi le barzellette di Pierino o nell’ascoltare la banda musicale del paese o meglio ancora nel semplice discorre e socializzare anche attraverso argomenti banali, che non coloro i quali subiscono delle flebo di falsa informazione divenendo degli ignoranti indotti ed ancor peggio fieri.
2 – l’indice di abbronzatura, almeno da noi terroni, esprime un unico dato: l’amore per l’aria aperta (mare, parchi, montagna!) Anzi, io e tante altre persone fortunate come me, nel tempo libero e durante tutto l’anno (primavera, estate, autunno e inverno), riescono ad ampliare la propria cultura e la propria conoscenza leggendo libri, leggendo spesso anche i vostri meravigliosi articoli, e godendo allo stesso tempo del sole che bacia la pelle nella pace di un unico suono: le onde del mare!

In totale sintonia con questo articolo, mi permetto di suggerire la visione ma soprattutto l’ascolto, dalla voce dell’impareggiabile Silvano Agosti, di questo video http://www.youtube.com/watch?v...re=related

Grazie.
Un cittadino che libero vuol tornare!



andrea1
... , giugno 30, 2008 22:34

già, articolo veritiero. "selvaggi col telefonino", no?
è triste lavorare duro solo per avere l'ultimo telefonino di grido, l'auto di grossa cilindrata, il pc fico, vestiti firmati e mi sto addormentando sulla lista stupida delle cose...
io credo che il lavoro trovi il suo più profondo senso se offerto come "dono" a Dio,a Cristo



Chiara
Vercelli , giugno 30, 2008 23:03

Concordo con quanto scritto da Valerio di Trento, ovvero:
"Non si può avere una società di consumatori e di persone colte. È una contraddizione. Il consumatore deve essere il più possibile acritico e bulimico di ogni cosa prodotta.
La persona colta è critica e impara a godere anche delle piccole cose della vita, spende quando serve, trae piacere dall'intelletto."

Credo che sia proprio per allevare nuove generazioni di consumatori privi di senso critico che tutte le riforme scolastiche degli ultimi tre lustri hanno dichiarato una guerra all'ultimo sangue contro la cultura.



Stirneriano
le 3 T: TV, TV e ancora TV... , giugno 30, 2008 23:23

@ Salvatore:
Quello e´Quinto Potere, di Lumet.
La mia frase preferita e´
"La televisione non e´la verita´..."



unonormale
abruzzo , luglio 01, 2008 00:26


Il tempo lo avremmo, basta accorgersene. Ho visto gente che correva tra
parcheggi e ipermercati affollatissimi come se avessero alle spalle una
mandria di bufali inferociti, il tutto per guadagnare qualche minuto. Poi
magari arrivava un MMS e, mentre lo leggevano e rispondevano cercando di
districarsi tra i milioni di opzioni possibili al 95% inutili,stavano
imbambolati un quarto d'ora di fronte a quella scatoletta che chiamano
cellulare evocando il pulmino della polizia penitenziaria (forse un po
reclusi lo sono). Finita la storia riprendevano a correre come i matti.

Io la vedo cosi, con tutta o quasi la tecnologia che producono non
vogliono solo i nostri soldi per comperarla ma anche il nostro tempo,
noi pensiamo di usarla in realtà ci addentriamo e ci facciamo giocare
da una specie di labirinto incomprensibile, fatto di mille cose inutili
in mezzo alle due o tre che volevamo quando abbiamo comprato.

Computer portatili di ultima generazione con processori potentissimi,
carriolate di memoria sistemi operativi di ultima generazione che si
avviano (ed elaborano) più lentamente del mio vecchio 486 con l'MS-DOS.
Ho chiesto spiegazioni, mi hanno detto che sono sistemi evoluti e
devono fare il test della cache memory; che qualcuno facesse il
test della cache lo avevo sospettato anch'io.

Contratti telefonici incomprensibili non confrontabili, per i quali hai
60 minuti gratis al mese verso lo stesso gestore ma solo se dalle 16.00
alle 20.00 hai consumato almeno 30 MMS, scaricato 5 suonerie e dato da
mangiare al pesciolino, se invece di 30 MMS ne hai consumati solo 20
devi integrare con 3 minuti di chiamata a tariffa piena verso un gestore
concorrente che abbia la tariffa blu (magari l'unico che conosci è
tua suocera).

Automobili con codice elettronico che se si fermano per un sensorino
bruciato sono mille euro e due giorni persi appresso a regole bizantine
di concessionari, magazzini ricambio, codici a barre, flussi di
lavoro ottimizzati. La 127 di mio padre la facevo ripartire anche
in retromarcia, al massimo era una candela da sostituire, la calotta
dello spinterogeno bagnata o era finita la benzina


Per quanto mi riguarda preferisco vivere, se per registrare un film
ci vuole più tempo della sua durata vado a fare una passeggiata o a
mangiare un gelato, con mio figlio.



Vito Parisi
... , luglio 01, 2008 07:02

L'italiano è rigoroso come un tèutone sui propri interessi e caciarone come Pulcinella su quegli degli altri.


Sergio Z
Genova , luglio 01, 2008 08:01

x Piero61:

Ho apprezzato il tuo commento.. ora mi sento meno solo ;)
Credo sia importante trasmettere ai figli dei valori: fai benissimo a coinvolgerli nelle vostre attività di famiglia, sono il futuro di questo mondo e pensare che per molti altri invece i loro educatori sono la DeFilippi e la rumenta varia che gira in Tv mi mette i brividi!

xSkywalker

Avevo scritto in chiave diversa un concetto molto simile.
Anche per me è raro trovare delle persone con cui parlare di qualcosa di più che il calcio (che neanch'io seguo, anzi l'attenzione morbosa che i media e la gente danno a questo sport me l'ha fatto schifare).
Hai mai provato a raccontare qualcosa di attualità che non sia gossip? Io si, raccontando dei subprime o di come vanno ultimamente le cose: ti guardano con gli occhi sgranati come dire "c@zzo dici?" mi sono preso botte di menagramo, polemico etc.
Pensa che il giorno che dovevamo scegliere dove mettere il TFR dissi che puzzava che qualcuno insistesse (tacito assenso) per "regalarti soldi" e quindi avrei lasciato tutto all'INPS.
Rimasi generico (tanto con loro sarebbe stato fiato sprecato) e non dissi che sarebbero bastati tre click di mouse per sapere a CHI sarebbero andati questi fondi..
"Lo fanno tutti, perchè tu no?. ci perdi etc.." e giù a schernire.

Ora non ridono più tanto :(

Però c'è da dire che un mio collega ha seguito me e non il suo commercialista(!!) e ogni volta che esce il discorso non si dimentica mai di ringraziarmi! ;)



Carlitos
Roma , luglio 01, 2008 09:47

Ne stavo parlando proprio ieri con dei miei amici colleghi...e puntualmente quasi nessuno ha capito il senso...!!1 sinceramente così, divento pazzo...!!!
Però non demordo!!! Ciao a tutti!!!



skywalker
skycity , luglio 01, 2008 11:28

Ciao Sergio Z
che combinazione ... ho il mio TFR nelle casseforti dell'INPS!
che ad ogni modo è il male minore, ma almeno mi sento più tutelato a differenza degli sciacalli della "concorrenza".
Per rispondere al livello di politica in Italia:
Non paragoniamoci per favore alla Francia, li i politici sono professionisti, molto spesso hanno frequentato le Ecole diplomatique de Paris e simili, dove le materie di insegnamento sono storia antica e moderna, lingue, almeno due straniere, i classici della letteratura; si fanno simulazioni e ricerche sulle crisi internazionali ecc ecc ecc .... come a Roma vero ?!? Dopo c'è la possibilità di scelta di carriera: politica o diplomatca.
Da noi innominabili portasfiga del paleozoico vomitano in tv le paurose c@zzate volute da chissà chi ... e termino qui altrimenti mi imbestialisco per un commento tra amici, e non va bene ........
un caro saluto a tutti
PS: da tempo ( grazie a EFFEDIEFFE ) seguo le news del sito http://www.europe2020.org/
posso dire che ne vale la pena, grazie Maurizio !



Simone
... , luglio 01, 2008 14:13

''La società consumista è stata creata per sottrarci l'unica cosa che abbiamo:la vita'',non posso non condividere queste parole,abbiamo perso il senso dell'esistenza.


poveraccio
italia , luglio 01, 2008 14:23

quote:"Sono loro i nuovi ricchi, beneficiari della gigantesca disponibilità di beni di consumo di massa.
Per contro i non consumatori, i nuovi poveri, gli esclusi dal godimento di questi beni, sono le nuove «classi pericolose» oggetto di diffidenza ed esclusione."
Non so se l'autore l'ha scoperto adesso, ma questo sistema di società va avanti ormai da tempo; personalmente, da credente, spero ormai solo nel ritorno di Gesù Cristo, ed invito a riporre la propria fiducia in Lui,l'unico che potrà spazzare per l'ETERNITA'questa specie di umani, dal momento che non vogliono convertirsi.Occorre pregare e vegliare.........



Predicatore Esercizi Spirituali
... , luglio 01, 2008 15:30

C'è l'ignorante (colui che ignora) positivo che è ben lieto di imparare ciò che gli si insegna, e quello negativo che non imparerà mai nulla perchè indifferente o perchè supponente. Ignoranza è sinonimo di indifferenza e supponenza. E oggi di persone ignoranti in modo negativo ne è piena la società. Oggi le parole: cultura, erudizione, perspicacia, per alcuni sono sinonimo di nulla (ammesso che sappiano la loro etimologia), conta solo l'auto, il cellulare, il Pc ultimo modello (che poi non sanno usare), il viaggio (gente che và in vacanza a migliaia di Km di distanza e poi non và a trovare la nonna ad 1 Km da casa), l'abito firmato (e più spregevole è chi lo firma e più costa), e tante altre stupidaggini che si potrebbe riempire un libro. Analizziamo cosa rappresentano però tutte queste cose: il culto dell'avere, del materialismo, il bieco culto di sè stessi. Queste persone hanno tolto dalla testa del loro letto il Crocifisso e lo hanno sostituito con una banconota. Senza sapere che su quella banconota si sono immolati e con il culto di essa rischiano di bruciare la loro anima. Guai se a queste persone si cerca di spiegare qualcosa, non vogliono sentir nulla si imbestialiscono, si sono divinizzati. Questo è il motivo per cui oggi si parla solo di soldi e sé di altro alla fine si tende sempre a monetizzare. L'uomo materialista quando ha (la falsa ricchezza) non si cura di essere, poichè crede di essere cio che ha, ma quando ciò che ha gli verrà a mancare si accorgerà che E'UN NULLA. L' uomo spirituale poco confida in ciò che ha e tutta la sua fiducia investe in ciò che è.
Speriamo che si ravvedano.



Kundalini
... , luglio 01, 2008 16:58

... l'articolo in perfetta logica consumistica quantifica( e come fai?) la cultura in base alla quantità di libri letti, la qualità non esiste difatti il paradigma è quantità=qualità ==> cultura. Very american...
Secondo punto: il dialetto........l'uso del dialetto è visto dall'autore come un indicatore di ignoranza: ovviamente è estremamente riduttivo.
Molto divertente il Teorema di Polaztrich :"l’indice di abbronzatura cresce al crescere della cafonaggine, dell’individualismo e dell’egoismo", io proporrei almeno tutta una serie di indicatori, tutti conoscono tanti campagnoli molto abbronzati e paradossalmente per nulla cafoni, loro.
In ogni caso devo dire che condivido quello che l'articolo vuole dire, in fondo concordo.




silvia
bo , luglio 01, 2008 18:25

Il tema si potrebbe condividere,ma solo per persone conformiste,alquanto mediocri.Esistono ancora,nonostante i governi abbiano fatto del tutto per distruggerle,altro genere di persone,che non hanno solo interesse nell'ultimo modello di cellulare,o di essere abbronzate tutto l'anno,ma ugualmente riescono a vivere bene nei comforts post moderni.Per me le invenzioni più importanti sono state il telefono e la lavatrice,sì,la centrifuga.Poi la macchina da cucire,tipo la Singer.Nella mia famiglia è sempre stato quasi un rito il bucato,il raggiungimento del massimo candore,della massima freschezza di qulunque tipo si stoffa,dal cotone alle fibre sintetiche,è una sinfonia di profumi,per cui la lavatrice,nell'apposita piccola lavanderia di casa,è sempre in azione.Consumisticamente parlando,si preferisce rinunciare al cellulare,ma non alla pulizia.Ovviamente anche il pc è utilissimo.Punti di vista.


Danilo
Perugia , luglio 03, 2008 13:53

In realtà, specie tra gli arricchiti, l'ansia di acculturamento, o meglio della relativa parvenza, che per questa gente è poi lo stesso,non manca di conservare ancora un certo prestigio.
Prova ne sia la sostenuta richiesta in libreria di libri finti (!) in brossura da abbinare allo scaffale in noce appena acquistato per il salotto nuovo, così da far schiattare di invidia e sottomessa approvazione quei buzzurri degli ospiti..

I miei omaggi al direttore



albertbac
Roma , luglio 06, 2008 15:10

Bel colpo, professor Polastri! Ella ha ragione su tutta la linea. E pensi che quel mentecatto del responsabile della catena discount Lidl-Italia ha rilasciato un'intervista al Sole-24 Ore sostenendo che anche i "ricchi" vanno a fare la spesa presso i loro negozi perché non ce la fanno più!


Paolo A
Bolzano , luglio 06, 2008 19:01

L'Istat ci dice che il 22% degli italiani in età scolare non legge nulla?

Benissimo!

Vuol dire che il 68% restante lo fa.

Il bello delle statistiche è questo. Che non bisogna fermarsi alla prima analisi.

Anche gli altri dati sono in fin dei conti positivi ed interessanti, poichè solo vent'anni fa la situazione era molto peggio.

Se intendessimo, invece, accendere uno spot /i>(senza ironia) su quanto i giovani di oggi siano in ritardo nello sviluppo psicologico rispetto alle generazioni precedenti (prese nella medesima fascia di età), questo può essere invece un interessantissimo argomento.

Ma non diciamo che siamo dei trogloditi.



papuaziz panagiziz
... , luglio 08, 2008 12:21

il problema è che l'italiano è una razza ignorantissima
dove lo stato non funziona la giustizia allo sfascio
svende i suoi gioielli per 4 noccioline non valorizza
l'arte il turismo è autolesionista provincialissimo
si crede furbo, è intontolito dall'isola dei famosi
con una burocrazia da quinto mondo all'estero si fa spesso compatire e a livello internazionale conta (politicamente ) come la sabbia del gatto ed è in mano a
una classe dirigente di puri banditi con industriali papponi di stato ma legato alla nazionale di calcio ecco quello che conta questa è verita' al 90/100 l'altro 10/100
è perennemente incazzato con questo sistema e purtroppo non ci puo' far nulla (sic)ormai il pus ha infettato tutto e la cura non esiste l'italia il teatrino del mondo dove quello che conta è improvvisare e la fantasia è merce sempre abbondante in italia.



il popolo degli abissi
torino , luglio 09, 2008 03:38

concordo con l'autore dell'articolo. aggiungo che, da quello che ho vissuto negli ultimi 10 anni, agli italiani in genere non frega prorpio nulla di nulla. anzi, più scoprono di essere ignoranti e più fan di tutto per ostentarlo. la realtà, come si diceva, è che se tu hai il supercell. da 400 E, hai un suv ( roba da malati mentali oramai ma questo la dice lunga), se sei maschio e ti porti dietro la supertipa da film porno, allora della cultura che te frega? quando lo incontri unoa che parla d'altro che non siano i soliti argomenti o è un "frocio comunista" o una "lesbica" frustrata. se non fosse che ho sempre studiato per me stesso( e meno male visto a quello che mi è servito) mi sarei già ucciso e non sto scherzando. sono stato più di una volta preferito a gente che ne sapeva meno di me su materie dove loro avevano il titolo di studio specialistico e sapete perchè? perchè avevano paura di essere scalzati dalla loro poltrona.d'altra parte un paese che ha un presidente del consiglio ( ma vale anche per d'alema) che va dicendo in giro che ha scritto la prefazione alle opere di Checov quando se ha visto un libro che non sia il codice penale è già tanto fa capire il livello del paese. una volta in Italia c'erano i Moravia, gli Ungaretti, I Pasolini, gente schierata ( nel bene e nel male) ora c'è rimasto Eco e gente che crede che Chiambretti sia un intellettuale. per fortuna esistono persone come Travaglio ma anche qui ci sarebbe da ridire: in fondo sta svolgendo un ruolo da supplente in quanto è principalmente un giornalista ( niente da ridire sia chiaro, anzi forza Marco) ma appunto intellettuali alla Bobbio? meno che zero. tanto per parlare: vengo preso in giro perchè spendo i soldi in libri e perchè da e-mule scarico interviste, conferenze, documentari, i programmi di d'averio e lucarelli e non pornopornopedo, partite e troiame vario. la gente mi crede anormale perchè parlo di politica e mi dicono : ma che te la prendi a fare? tanto a te che te frega? già, come se io vivessi in svizzera e loro pure. Voglio dire che 20 anni di tv comemrciale hanno fatto dei danni seri ( il numero 20 è fatale per noi Itagliani), l'idea che si è uomini o donne a patto di avere e non di essere ( frommjung e miliardi di altri docet) ci ha portato qua. non vorrei essere frainteso, anche a me piacciono le cose belle ma ci va un senso critico nelle cose: non posso lavorare 1011 ore al giorno, rovinarmi i rapporti con mia moglie - quindi farmi un amante - per pensare di guadagnare abbastanza per andare 11 gg a portocervo perchè li si che c'è la gente che conta.oppure andare a farmi tagliare i peli delle ascelle o le ciglia; decine di lampade inutili per diventare color carota a gennaio. eppure se fai così la ragazza la trovi se no sei un povero stronzoa. l'eleganza è un conto, la deficenza un altro. io mi rifiuto.
personalmente penso che difficilmente queste persone si riprenderanno, anzi, penso che si intestardiranno ancora di più. d'altro canto la cultura è - o quantomeno è uno - l'alimento della coscienza. e l'acquisizione della coscienza è un processo individuale, c'è poco da fare.
c'è gente appena diplomata che non sa nemmeno un articolo della Costituzione a memoria, nemmeno in che anno è entrata in vigore.ho conosciuto persone che non sapevano in che anno è stata unificata l'italia. però sapevano tutto sulla gragoraci ebriatore che scusate se ve lo dico, sarà anche ignoranza al contrario, ma io non so nemmeno che faccia hanno e non lo volglio sapere perchè alla mia vita non apportano nulla. sono come i film di guerra americani: pura propaganda holliwoodyana all'esercito usa mentre loro lo sono per i prodotti che usano e indossano.
se parli di kandinski o di lorca ti guardano male ma se parli di totti o della franzoni......
saluti



Valerio
Milano , luglio 11, 2008 16:06

Ottimo articolo, siamo in sintonia...
un problema sono i "poveri" che vogliono far la vita da ricchi...(sindebitano, tutto a rate!) è una delle cose più squallide.
Tecnologia e consumismo non sono sinonimo di evoluzione.
Ci vuole più sobrietà, stili di vita a misura d'uomo e cultura...
bisognerebbe partire dalla RAI, tramutarla in una vera tv pubblica, via pubblicità, ospiti e conduttori da milioni di euro...trasmettere continuamente documentari sulla storia italiana e le sue tradizioni, come terapia d'urto per questa massa di ebeti omologati!



IoRob
Trieste , luglio 14, 2008 10:58

Io il consumismo e l'assenza/incapacità di concentrarsi e arricchisri culturalmente lo chiamo "il Regno delle Distrazioni" , l'importante è divertirsi e consumare , non pensare nè elevarsi intellettualmente , al sistema va bene cosi , è un processo portato avanti dalla televisione commerciale privata a partire dagli anni '80 e che alla fine è risultato vincente.

è anche questo sistema di disvalori che ha distrutto la coscienza di classe dei proletari italiani (cioè qussi tutti gli Italiani):
Da qualche anno è diventato d'uso comune affermare che gli operai non esistono più , che sono stati sostituiti da altri mestieri ad alto tasso di lavoro ma a basso stipendio (precari , impiegati nei call centers , porta a porta etc ) oppure che le aziende hanno trasferito nel terzo mondo la classe operaia per lasciare in Italia la progettualità...
a dire il vero di operai ne vediamo pochi rispetto ad un tempo e anche di fabbriche , forse si nascondono?
o forse si vergognano della loro condizione la camuffano?

un tempo l'operaio andava di moda , si era negli anni '70 , reclamavano diritti e lottavano nelle piazze anche in modo violento ma quei diritti gradualmente li conquistarono , poi a partire dai primi anni '80 cominciarono a perderli uno dopo l'altro , l'inizio della fine possiamo fissarlo nel 1984 colla vittoria del referendum che voleva abolire gli aumenti salariali indicizzati con l'inflazione.
Dopo il 1990 il potere d'aquisto anno dopo anno è continuato a scendere e un vero crollo l'ha subito nel 2002 con l'introduzione dell'€ , allora mi domando perchè gli operai , lavoratori a salario fisso e senza alcuna possibilità di evadere/eludere i tributi non scendano più in piazza per reclamare i propri diritti e una politica salariale almeno minima , concetto questo che nemmeno i partiti di sinistra si sognano di portare avanti.
Gli operai ci sono ancora e sono circa 7 milioni cioè corrispondono a quasi un terzo di tutti gli occupati eppure è come se non esistessero...

Conosco un ragazzo , un diploma di scuola superiore tecnico , un lavoro diverso da quello per cui ha studiato (fa il commesso in un supermarket) , non arriva ad 1000€ al mese e vive coi suoi , si è comprato un'auto da 20.000€ e la banca su garanzia del padre pensionato gli ha concesso un mutuo di 4 anni , gli piace vestirsi bene e uscire spesso , l'ultima volta che ci siamo visti mi ha detto che la banca "gli ha rubato" degli interessi perchè aveva scoperto che il conto era in rosso.
Ci siamo salutati ma mentre tornavo a casa pensavo fra me e me perchè questo umile operaio ragionasse come un piccolo porghese e in questa domanda capii che c'era la soluzione alla domanda principale di questo post , gli operai non scendono più in piazza perchè hanno perso la coscienza di classe , non si sentono più degli umili sfruttati lavoratori ma credono di essere dei borghesi e si comportano , o tentano di farlo , come tali finchè prima o poi il gioco si rompe.

Forse centrerà la fine del sistema fordista e della fabbrica che riunendo insieme miglia e migliaia di lavoratori inculcava , senza necessariamente volerlo , in loro una comune identità e solidarietà di classe ma credo sia più importante focalizzarsi sul particolare periodo nella storia industriale d'Italia che furono gli anni '70 , essi segnarono l'apice di quel passaggio da agricolo a industriale del nostro paese , l'assunzione in fabbrica era vista come una promozione sociale in famiglia specie per le donne , significava avere uno stipendio fisso garantito a prescindere dalla meteorologia e tutta una serie di diritti che il bracciante argricolo non aveva , è pacifico pensare quindi che l'operaio negli anni '70 fosse orgoglioso di sè , della propria condizione e che non avesse la minima vergogna di sbandierarla quando battagliava per le strade contro la polizia.

Poi ad un tratto le cose sono cambiate , negli anni '80 è arrivata nelle case degli italiani la tv commerciale privata , i suoi valori erano e sono il consumismo , l'indivdualismo ed il materialismo , i suoi modelli la bellezza , il divertimento , lo spettacolo e lo sport.
Spazio per qualcosa in cui l'operaio potesse rispecchiarsi e costruire la propria identità equivalente a zero , da allora il lavoratore ha cominciato a vergognarsi della propria condizione e come il bimbo si copre le pudenda quando comincia a diventare grandicello l'operaio ha cominciato a camuffarsi , ha smesso di manifestare perchè cosi facendo l'avrebbero scoperto (ah sei un pezzente!) , è partito ad amare la moda e i macchinoni e le vacanze alle Maldive , aiutato in questo da un'espansione stratosferica del mercato rateale.

Però intanto gli anni passavano e non s'accorgeva che diritti ne perdeva , piano piano però , fino a quando un governo cosiddetto di sinistra si inventò il lavoro flessibile cioè flessibile secondo i bisogni dell'imprenditore e precario secondo le esigenze di colui che lavora...
fino a quando l'operaio comincò a perdere la casa acquistata a tasso variabile , fino a quando le vacanze alla Maldive non poteva più farle , fino a quando non può più permettersi nemmeno una pizzeria...
L'operaio ha perso questi diritti perchè ha perso la propria identità , perchè è molto più facile credersi un borghese che un operaio , guardarsi allo specchio e vedere la realtà cioè la faccia di un lavoratore che guadagna appena per vivere non è bello , me ne rendo conto ma far finta di essere ciò che non si è alla lunga provoca frustrazione e problemi mentali oltre al danno peggiore che è quello di lottare per gli interessi di altre classi.

Certo , perchè se un operaio si schifa talmente della propria identità che pensa di essere un borghese finirà di conseguenza per lottare per gli interessi della borghesia , per un esempio banalissimo oggi molti lavoratori sono a favore di una riduzione delle tasse ma non si rendono conto che ridurre le tasse è un vantaggio solo per chi ha stipendi abbastanza grandi (di scala) da poterne apprezzare la riduzione ; se domani le tasse si dimezzassero di colpo un operaio dallo stipendio lordo di 1700€ guadaganrebbe 250€ ma un dirigente dal lordo di 8000 ne guadagnerebbe più di 1000 e di conseguenza lo stato sarebbe costretto a tagliare quei (pochi) servizi che ancora eroga alla collettività.
Cosa fare allora?

il lavoratore deve riprendere coscienza di sè e lottare per i propri interessi/diritti , non deve fare come Michael Jackson che ora dopo innumerevoli sbiancameni di pelle crede di essere diventato un bianco , l'operaio deve cominciare a rifiutare i valori materialistici e consumistici che lo fanno vergognare della sua condizione , mi rendo conto che è difficilissimo perchè tutto , a partire dai mass-media , gioca contro ma è un imperativo se la classe operaia vuole salvarsi.
Una terapia d'urto è quello che consiglio , guardati allo specchio , di' a te stesso che sei un pezzente , che ancora sei costretto a stare a casa coi tuoi , che ti riesce difficile persino trovare un posto tranquillo doev scopare , incazzati , butta gli abiti firmati , vai in palestra , discuti di lavoro non solo di sport e altre cazzare varie che servono solo a distrarti la mente dalla lotta etc etc
lo so che qualcuna delle cose dette sarà vista come una fregnaccia ma i diritti si conquistano solo lottando , se uno si lamenta soltanto ma poi non ha capito cosa è finisce per comportarsi e fare gli interessi di altre persone , vive in uno stato perenne di "allucinazione di classe" , e prima o poi il sogno termina e bisogna fare i conti con la realtà.

Operaio guardati allo specchio e incazzati , qualcosa conquisterai , non molto ma qualcosa si , e soprattutto avrai evitato di cadere un giorno di botto e chi cade di botto , all'improvviso , di fa molto molto male.




popolo degli abissi
roma , luglio 15, 2008 00:41

concordo in pieno con quanto detto sopra. chissà però che non avesse ragione un de andrè quando effermeva che in fondo non si può affermare che le nuove generazioni non hanno dei valori, ma solo che essi sono diversi dai nostri e che quindi noi non li ocnprendiamo abbastanza. volgio però aggiungere una cosa: siamo sicuri, in fondo, che ai "nuovi arrivati" questi interessino? e se invece a loro di democrazia e quant'eltro non fregasse nulla?


Alessandro D'Alterio
Napoli , luglio 18, 2008 17:49

quoto Predicatore Esercizi Spirituali.
il vero dramma e' l'ignoranza saccente, cioe' quella che non ritiene valer la pena fare il minimo sforzo per migliorare le proprie conoscenze e allargare le proprie vedute...
e tutto ciò , non avviene nella mancanza di letture o di ascolto...che spesso e' imposto ...
ma nella mancanza di senso critico e di volontà di incidere in senso attivo/rivoluzionario all'interno della nostra società e nella Storia.
il problema vero che l'Uomo Italiano ha smarrito la coscienza dell'unicità di sè stesso, unicità per volontà di Dio.
ed è per questo problema a monte che la gran massa agisce in maniera ritmata e pinocchiesca ..cioè senza vaglio razionale /sensato delle proprie azioni...
oggi non sono neanchè tanto sicuro che l'Italiano sia capace di fare il suo stesso interesse, tanto abbia smarrito la bussola...
la Bussola : La Fede.



Nathan1960
Latina , luglio 20, 2008 18:18

Condivido totalmente il pensiero portato avanti in questo sito,e nella vita quotidiana metto in pratica quello in cui credo...cercando di trasmetterlo ai miei figli.Non fumo, non bevo alcol, faccio colazione a casa,non guardo TVspazzatura, leggo libri....insomma evito tutti quei parametri che questa società consumistica ha imposto alla maggior parte della gente con i paraocchi....morale....mi sento un parassita, un emarginato, un diverso.......avere la consapevolezza di quello che succede ti deprime....mhà..forse è meglio essere ignoranti.
Un saluto a tutti e complimenti alla redazione.




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