Dal suo letto di ospedale dell'European Hospital in Gaza, con un filo di voce, Muhammed Omer, premiato giornalista Palestinese, fa un pieno resoconto del suo agghiacciante incontro con agenti dello Shin Beth,la scorsa settimana, al Ponte Allenby, passaggio di frontiera fra la Giordania e la Sponda Ovest.
Omer, vincitore ex-aequo del premio Martha Gelhorn per l'Eccellenza nel Giornalismo, anno 2008, afferma di essere stato ingiuriato, violentato, umiliato, ridicolizzato, preso a calci e spogliato per essere perquisito, sotto la minaccia delle armi, da ufficiali indisciplinati della Shin Beth fino ad un crollo nervoso, con perdita della conoscenza, di almeno 90 minuti.
Residente di Rafah, al bordo sud della Striscia di Gaza, Omer ha detto di non essere certo del perchè quelli della Shin Beth lo abbiano trattato in quella barbara maniera, se si esclude il sadismo e la violenza selvaggia che sono pratiche quotidiane esercitate ai danni dei Palestinesi.
"Si sono comportati con un odio ed una sete di vendetta inimmaginabili. Non riescono ad accettare l'idea che un giornalista Palestinese vinca un qualificato premio giornalistico. Volevano punirmi per essere un giornalista di successo e, in particolare, per aver resa manifesta, agli occhi degli Europei, la barbarie di Israele."
Quello che segue è il racconto così come reso da Omer allo scrivente:
"Giovedì 26 giugno, le autorità israeliane mi hanno finalmente autorizzato a ritornare a Gaza dopo lunghi giorni di attesa e di incertezza, passati in Giordania. Quando arrivai al posto di frontiera di Allenby Bridge, fui trascinato via senza il minimo riguardo e portato in una stanza speciale dove fui fatto attendere per 90 minuti. Nel frattempo, dei diplomatici olandesi che mi stavano accompagnando, aspettavano fuori.
"Quando giunsi sulla sponda israeliana dell'Allenby Bridge, incontrai un funzionario israeliano donna che iniziò a deridermi in un modo sfacciatamente offensivo.
"Mi chiese ripetutamente dove si trovasse Gaza. Per poi dirmi che non avevo il permesso per rientrare a Gaza via Israele.
"Poi, si fece avanti un ufficiale della Shin Beth che si presentò come "Avi", e che mi portò in una stanza isolata dove fui tenuto scomodo, per un'ora e mezza.
"Poi disse: ' Così saresti Muhammed Omer...
"Sì, risposi.
"Tu sei matto" disse Avi, aggiungendo "a lasciare l'Europa per tornare a Gaza dove non c'è acqua, non c'è elettricità, non c'è niente.
"Gli dissi che Gaza era la mia terra, che ero un giornalista e che volevo dare voce ai senza voce.
"Una voce ai senza voce," ripetè Avi sarcasticamente.
"Poi mi chiese se avevo merce di contrabbando, pistole, coltelli...
"No, risposi, non ne ho.
"Poi mi chiese di tirar fuori il denaro del premio che avevo vinto. Gli dissi che il denaro sarebbe stato trasferito successivamente sul mio conto bancario".
" Allora, un altro agente della Shin Beth mi disse con fare severo di tirar fuori tutto il denaro che avevo con me e consegnarlo loro. Non credevano non avessi con me i soldi del premio.
"Seccato, Avi, che stringeva la sua pistola in mano, mi ordinò di togliermi tutti i vestiti, cosa che feci, rimanendo in mutande. C'era anche un altro ufficiale che nel frattempo mi teneva puntato in faccia un mitra M-16.
"Togliti anche le mutande, " disse " Gli dissi che non l'avrei fatto e, con voce soffocata aggiunsi : ' Che cosa volete da me ? '
"Allora mi saltarono addosso tutti insieme e mi tolsero le mutande, lasciandomi lì, completamente nudo.
"Avi, puntandomi la pistola, mi intimò prima di girarmi a sinistra, poi di girarmi a destra, poi di rivestirmi.
"A quel punto, ero quasi crollato emotivamente, mi sentivo di essere stato violentato, piansi e li supplicai di lasciarmi da solo, ma inutilmente.
"Dicendomi che ancora non avevo visto nulla, mi trascinarono in un'altra stanza, dove mi interrogarono circa il mio giro in Inghilterra, Svezia e Grecia.
"Così non c'è un solo posto in Europa dove tu non abbia parlato... questi europei, si sa come sono, odiano Israele...
"Allora un altro agente della Shin Beth inizia a prendermi a calci ed a strattonarmi, per dieci lunghi minuti, alla fine svengo e perdo anche conoscenza. Mi trascinano per i piedi lungo la stanza con la testa che sbatacchiava.
"Non mi ricordo molto di quello che avvenne in quel mentre, ma ricordo un agente della Shin Beth che mi spingeva le dita sotto il bulbo oculare e sotto le orecchie. Un altro ufficiale Shin Beth, mentre ero a terra svenuto, mi schiacciava cogli stivali sul collo.
"Pensavo che stavo morendo. Rimasi svenuto per circa 90 minuti fino a che un dottore, che imbracciava un M-16, alla fine mi fece un elettrocardiogramma.
"Poi sentii qualcuno pronunciare la parola "ambulanza"
"Comunque, prima che da Jericho arrivasse un'ambulanza Palestinese, arrivò un ufficiale Shin Beth che mi disse di firmare un modulo attestante che non ero stato maltrattato dalla Shin Beth.
"Ero troppo stravolto, troppo confuso e troppo inconsapevole per dire nulla.
"Di fatto fui portato all'ospedale di Jericho, dove i medici mi assicurarono che stavo bene".
Muhammed Omer mi ha detto che gli agenti della Shin Beth israeliana hanno inserito nel suo cellulare degli elementi elettronici grazie ai quali loro possono sapere esattamente dove lui si trovi.
Ha anche chiesto ai suoi colleghi in tutto il mondo di condannare con le parole più dure il "comportamento criminale e sconsiderato di Israele" che, ha detto, "si addice ai criminali ed ai delinquenti, non agli stati e men che meno ad uno stato che proclami di essere civile, occidentale e democratico".
Il Ministro degli Esteri Olandese ha protestato per il violento trattamento fatto subire da Muhammed Omer ed ha chiesto spiegazioni.
Analogamente, l'Ambasciata Olandese in Israele ha sollevato ripetutamente la questione con il MInistro degli Esteri di Israele.
La Shin Beth, il principale ente di sicurezza interna di Israele, controlla tutti gli aspetti della vita dei Palestinesi e si ritiene che violi sistematicamente e grossolanamente i diritti umani fondamentali dei Palestinesi.
Da Khalid Amayreh, Territori Palestinesi Occupati
Tradotto per EFFEDIEFFE.com da Massimo Frulla
Originale > Full account of Muhammed Omer’s hair-raising encounter with the Shin Beth
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