Barack Obama, candidato Democratico alle presidenziali USA, si è incontrato l'altra notte in un tenuta di Los Angeles, con un gruppo di eminenti anziani giudei, che comprendeva il Repubblicano Howard Berman ed il già membro del Congresso Mel Levine. A seguito di ciò, ha annunciato di avere in programma di visitare ogni casa in Israele e di chiedere personalmente scusa ad ogni famiglia giudea per l'olocausto, per poi recarsi in Polonia col programma di visitare Auschwitz e la Germania. Qui conta di chiedere scusa per l'olocausto durante un discorso nel Bundestag tedesco. Il programma prevede anche una visita a Parigi con un discorso di scuse per la deportazione dei giudei francesi durante la Seconda Guerra Mondiale, per poi arrivare finalmente in Olanda, dove visiterà la casa di Anna Frank. Si dice anche che in settembre sia in programma una visita di un'ora in Africa
(dal sito di Norman Finkelstein)
In giugno, in una casa privata di Los Angeles, per quella che segna una nuova fase dello sforzo delle mani tese verso la comunità giudea da parte del Senatore Barack Obama, si è riunito di un gruppo di 150 elettori giudei.
Alcuni erano sostenitori di Obama da lungo tempo, giunti per conoscere quale tipo di aiuto potevano offrirgli ora che la campagna elettorale si sposta dalle primarie alle elezioni generali. Alcuni erano lì, in forza alla Senatrice Hillary Clinton, con la speranza di apprendere di più su quel candidato e di ottenere alcune risposte sulla sua visione di Israele, del Medio Oriente e dei temi interni che toccano da vicino i votanti giudei.
L'evento in sè, organizzato dal Repubblicano Howard Berman e dal già membro del Congresso Mel Levine, assomigliava ad una qualunque di quelle riunioni organizzate con votanti giudei e nelle quali si loda la politica estera del candidato e si invita con forza a far confluire il voto giudeo nelle elezioni di novembre.
Eppure, si trattava di una prima volta : la prima volta delle mani tese di Obama - un'anteprima di quelli che nella campagna del presupposto candidato scelto dai Democratici si chiameranno Jewish Community Leadership Committees.
Queste squadre sono parte di un più ampio impegno nella campagna di Obama volto a potenziare la politica delle mani tese verso i giudei e che si focalizza sull'introdurre il Senatore dell'Illinois nella comunità giudea. Questo impegno include anche la spinta a far aderire tutti i membri del Congresso disponibili, affinchè parlino a favore del candidato e gli procurino voti dai loro propri distretti elettorali.
La riunione di Los Angeles era privata e chiusa ai media, e nei piani è sola la prima di una lunga serie. La campagna di Obama si svolge generalmente con la selezione di copresidenti provenienti dalla sedi locali JCLC, dalle fila delle delegazioni congressuali e di figure guida giudee. A Los Angeles, il comitato è presieduto da Berman, Levine e dai Republicani Henry Waxman ed Adam Schiff.
"Questi comitati sono le radici delle nostre fondamenta, "ha detto una fonte ufficiale della campagna". Costituiranno le sedi e gli indirizzi locali dove i sostenitori giudei potranno recarsi e dare aiuto per la campagna e sottoporre domande e quanto sta loro a cuore"
Il coordinatore di questo sforzo a livello nazionale è Eric Lynn, il consigliere di Obama per le politiche Medio-orientali, e tramite con la comunità giudea. Lynn fa parte della squadra che contribuisce a delineare la politica di Obama verso Israele e la regione ed a venderla ai votanti giudei i quali, secondo voci ufficiali della stessa campagna elettorale, sono tutt'ora in qualche modo inconsapevoli delle dichiarazioni del senatore dell'Illinois e dei suoi punti di vista su tali temi specifici.
Parecchi membri del Congresso sono già della partita, il più attivo dei quali è Robert Wexler, della Florida, che lavora assieme ai più conservatori fra i votanti giudei del suo distretto elettorale. Fra gli altri legislatori giudei che già lavorano alla campagna di Obama troviamo i Republicani Jan Schakowsky dell'Illinois e Steve Rothman, il Senatore Frank Lautenberg, questi ultimi due entrambi del New Jersey. Anche Levine è accreditato ripetutamente di un ruolo importante nel disegnare la politica estera e nel fare appello ai votanti giudei.
Se da una parte è stata programmata quella che le fonti ufficiali indicano come "una forte politica delle mani tese" verso la comunità giudea, dall'altra il prossimo passo fondamentale consiste in una possibile visita di Obama in Israele prima di novembre. Gli organizzatori non confermano ci sia alcun viaggio oltreoceano programmato, ma da notizie di stampa, il candidato ha pianificato di fermarsi in Israele come parte della sua visita pre-elettorale in Iraq ed Afghanistan.
"Possiamo solo dire che il Senatore ha molto apprezzato la sua precedente visita in Israele ed attende di poter visitare nuovamente il paese" così una fonte ufficiale della campagna di Obama.
Nathan Guttman e Jennifer Siegel | The Forward
Tradotto per EFFEDIEFFE.com da Massimo Frulla
Source > Haaretz |
3 luglio 2008
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